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Filmhorror.com – “Lost Tales Andromeda”: uscito il terzo numero della rivista!


Su FilmHorror la segnalazione del nuovo numero (il tre) della rivista Lost Tales Andromeda. Interventi di molte firme del Fantastico italiano, sia lato narrativa che saggistica; alcuni nomi: Tea C. Blanc, Giulia Abbate e Franco Ricciardiello, Piero Schiavo Campo, Giovanni Mongini, Caterina Mortillaro, Davide Del Popolo Riolo. La rivista sarà disponibile a breve anche su Amazon e negli altri store on line; in formato cartaceo dopo il mese di Agosto.

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Perché non esiste più il tempo libero | L’INDISCRETO


Su L’indiscreto un estratto da Cronofagia, uno dei testi più intriganti che voglio leggere al più presto, scritto da Davide Mazzocco ed edito da D Editore. Un estratto – ovvero, di come il Liberismo divora anche il tempo.

Perché un ipercapitalismo che vuole mercificare ogni ambito della vita pubblica e privata, che aspira a ridurre al minimo le ore di sonno e che ci trasforma in impiegati amministrativi nostro malgrado dovrebbe lasciarci il tempo per la noia e per la contemplazione? Quanta noia e quanta contemplazione ci sono nelle nostre vite? I pochi interstizi di libertà che in passato sarebbero stati tempi morti vengono oggi occupati da strumenti digitali che espellono la noia dalle nostre vite e ci rendono reperibili e potenzialmente attivi 24/7. Sulla metropolitana, sul treno o in coda all’ufficio postale lo sguardo è perso negli schermi. Non c’è interstizio del nostro tempo che non possa essere colmato. La nostra società è liquida anche in questo, nel riempimento dei tempi morti.

Nella prima parte de Lo straniero di Albert Camus ci sono alcune pagine che, molto probabilmente, oggi, in un’epoca di dittatura della trama, verrebbero cassate dalla maggior parte degli editor. È domenica. Il protagonista, Meursault, è da solo. Maria, la sua compagna, è uscita e lui trascorre il giorno di festa fumando e osservando la vita che scorre sotto i suoi occhi. Sono cinque pagine di letteratura straordinaria in cui non accade assolutamente nulla, ma che hanno un loro peso nella costruzione di un personaggio che sembra osservare tutto, anche la propria esistenza, con uno sguardo indolente e distaccato. Quindi anche se raccontano la noia e una domenica fatta di tempi morti, sono pagine senza le quali Lo straniero non sarebbe lo stesso romanzo.

Chi volesse raccontare la domenica solitaria di Meursault oggi gli metterebbe in mano uno smartphone, lo farebbe sedere davanti a un pc o su un divano, magari evitando le sigarette che, nel frattempo, sono diventate politicamente scorrette. Mi vengono in mente sequenze del cinema neorealista, momenti di capolavori come Umberto D, in cui la progressione della trama si ferma e la macchina da presa si mette a registrare la vita così com’è. La servetta Maria, unica amica dello squattrinato Umberto, ingaggia una breve battaglia con le formiche che hanno invaso la cucina della casa in cui vive l’anziano. Nell’economia del racconto è una scena superflua, ma in realtà sono queste scene apparentemente “innocue” ad agire sullo spettatore e a rinsaldare il patto narrativo. In una società ossessionata dalla produttività non c’è spazio per i tempi morti che vengono ridotti quando non del tutto cancellati.

All’inizio del 2018, ha tenuto banco per diverse settimane la polemica riguardante un bracciale utilizzato da Amazon per velocizzare la produttività dei propri dipendenti. Questo bracciale – pensato per rendere più veloce la ricerca dei prodotti stoccati nei magazzini del colosso dello shopping online – riceve un messaggio con le coordinate del prodotto da inscatolare ogni volta che viene effettuato un ordine online. Come hanno fatto notare molti commentatori, questa innovazione di Amazon non fa altro che robotizzare i lavoratori in una fase storica in cui l’hi tech tenta di rendere sempre più umani i robot. Inutile aggiungere come il bracciale pensato per migliorare la produttività sia anche uno strumento di controllo panottico: i movimenti e le pause per andare in bagno di chi lo indossa possono essere tracciati durante tutto l’orario di lavoro. L’azienda è stata ripetutamente contestata per l’impegno richiesto ai propri dipendenti: secondo quanto pubblicato da Elena Tebano sul Corriere, gli addetti all’inventario devono registrare con la pistola laser trecento prodotti l’ora, vale a dire cinque al minuto, mentre i magazzinieri percorrono fino a venti chilometri al giorno fra gli scaffali dello stabilimento di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Alla luce di storie, come queste sembra evidente come le conquiste ottenute nelle battaglie per la quantità delle ore di lavoro vengano annullate dai ritmi parossistici richiesti agli operai con l’utilizzo di strumenti digitali atti a monitorarne l’efficienza. Il bracciale di Amazon altro non è che la concretizzazione di un controllo che l’ipercapitalismo è riuscito a introiettare nei singoli individui con decenni di costruzione dell’immaginario.

Pulphagus®, ultimo episodio | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’ultimo episodio della saga di Pulphagus®, il mondo sublunare creato dalla geniale mente di Lukha B. Kremo e che ha visto, oltre alla vincita del Premio Urania, anche il piazzamento nell’ultima edizione del Premio Odissea con un altro romanzo inedito; altri nove racconti, invece, hanno dato vita a sfumature assai ricercate di un universo degradato e futuribile, movimenti della vita postumana in un’orbita di fetore da Kipple. Qui l’intera saga pronta da acquistare; le copertine sono di Ksenja Laginja, mentre le cover relative ai romanzi sono di Franco Brambilla.

Pulphagus®, con la ® che indica le parole che per essere pronunciate vanno pagate nell’universo, è creato dalla vulcanica creatività di Lukha B. Kremo. Che a questa ambientazione ha dedicato due romanzi, uno dei quali (Pulphagus® Fango nei cieli)  vincitore del Premio Urania e l’altro (Korchin e l’odio) da poco uscito in Odissea Fantascienza, e questo serial in nove episodi, illustrata dalle visionarie illustrazioni di Ksenja Laginja. Con I figli di Pulphagus® è uscito in questi giorni l’ultimo episodio.

I golemizzati aumentano in tutto il pianeta, ma Raskal, Adone e Shevek intuiscono che non si tratta di una malattia deleteria, anzi, il futuro del pianeta potrebbero essere proprio loro. Così richiamano tutti i golemizzati alla ribellione. Mentre Marlin™ e CalcaTerra™ continuano a contendersi il predominio su Pulphagus® , all’assemblea dell’Onu Raskal aizza i golemizzati alla rivolta, con l’effetto di moltiplicare le violenze nei confronti dei non infetti. Ma la sua strategia, progettata insieme con Adone e Shevek, prevede di far seguire un appello alla pace, in modo da dimostrare al mondo di avere il controllo sugli infetti. Ma servirà un’azione drastica per cambiare davvero le sorti del mondo. E ci proverà Mirea.

Amazon Prime prepara The Feed, i social network del futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione che The feed, romanzo di Nick Clark Windo, verrà presto trasposto in TV su AmazonPrime. Ma cos’ha di particolare The feed?

Nel classico futuro non molto lontano, Lawrence Hatfield è il geniale inventore del Feed del titolo, una tecnologia che viene inserita direttamente nel cervello delle persone e consente l’accesso immediato e in diretta alla vita, le emozioni e gli eventi di chiunque nel mondo, come un social media e un letterale reality show. Tutti possono sentire, vivere e provare ciò che stanno facendo le persone che conoscono o non conoscono, in teoria un ottimo sistema per creare una utopica unione di tutti i popoli.

Al comando della società come CEO c’è sua moglie Meredith, la quale gestisce con pugno di ferro una struttura complessa e sofisticata. Il mondo è connesso al Feed, ma Tom il loro figlio nonché soggetto originale dell’esperimento, e sua moglie Kate sono restii a usare quella tecnologia pur avendo accettato di farsela impiantare come tutti gli altri. Poi accade un evento catastrofico mondiale e il Feed crolla. Il mondo come lo conoscevamo è diventato un lontano ricordo e la gente lotta per trovare del cibo e sopravvivere e soprattutto, mancando la connessione da cui ormai dipendevano, non si fidano più di nessuno. In tutto questo, la figlia Bea di sei anni sparisce: chi l’ha presa? come trovi qualcuno in un mondo in cui la tecnologia non esiste più? E soprattutto come puoi fidarti di qualcuno se non sai se sia davvero chi dice di essere?

Esce la versione cartacea di Uironda, di Luigi Musolino | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

È ora disponibile la versione cartacea di Uironda, la raccolta di racconti weird e noir di Luigi Musolino, uscita per Kipple Officina Libraria nell’ambito dell’etichetta k_noir diretta ora da Andrea Vaccaro; qui il link di acquisto su Amazon. La copertina è di Franco Brambilla.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

Link

Electric Dreams e lo scetticismo retinico di Philip K. Dick | Fantascienza.com


Su Delos 195, il nuovo numero della storica ezine fantascientifica italiana, è comparso un articolo che analizza a fondo ogni episodio che compone Electric Dreams, la serie TV in cui dieci racconti di P.K. Dick hanno il compito d’illustrare la visione distopica, sostanzialmente inumana, del nostro universo umano attuale. Prendo un breve estratto per chiarirvi bene il concetto di cui si parla:

Nell’episodio Autofac, l’azienda Amazon (che produce lo show) autoironizza e ci presenta una civiltà di macchine che continuano a produrre e a consumare beni nonostante l’umanità si sia estinta. La fabbrica decide di fabbricare i suoi consumatori per continuare ad avere uno scopo. La società può cadere in rovina, l’umanità tradizionale spazzata via dalle biotecnologie, gli individui alienati dalle fughe lisergiche: ma la vera apocalisse per Philip K. Dick non è un universo artificiale o illusorio, ma un universo senza etica, in cui all’individuo non viene più data la possibilità di scegliere senza condizionamenti.

Ma c’è anche l’essenza delle scienze inesatte che fa capolino nella poetica di Dick, e il Capitalismo, e altre suggestioni ancora; insomma, non voglio togliervi l’emozione di leggere l’articolo, perché è molto interessante, e troppo vasto l’argomento del Nostro per affrontarlo in questa breve segnalazione.

Philip K. Dick’s Electric Dreams da oggi su Amazon Prime Video | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione, dopo che ieri è stata rivelata l’uscita cartacea, della disponibilità della visione di Electric dreams, estratto dai racconti di P. K. Dick, visibile su Amazon Prime. Un estratto:

Prodotto dal canale inglese Channel 4 e dall’australiano Stan, Philip K. Dick’s Electric Dreams è un telefilm antologico, ovvero ogni episodio è scollegato dal precedente, e la prima stagione è composta da dieci episodi.
Da noi arriva su Amazon Prime Video, il servizio di streaming del colosso dell’ecommerce. L’abbonamento annuo costa solo 19,90 euro, ma è previsto un periodo di prova gratuito di 30 giorni. SI parte da qui: www.primevideo.com. Gli episodi poi possono essere visti su computer, dispositivi mobili o su televisori dotati di collegamento a internet o collegati a dispositivi (set to box o smart dvd player) collegati a internet. L’app Prime Video esiste più o meno per tutte le piattaforme.

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