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Archivio per Anarchia

Lì dove regna


Racconti della selva modificata in un compendio di parole selvagge e salvifiche, lì dove l’anarchia regna per portarti lontano, safe.

Killing Joke – I Am The Virus | Iridediluce


Sul blog di Fiorella Corbi alcuni passaggi ideologici che condivido e poi, la ciliegina sulla torta, questo brano dei KillingJoke che adoro per la sua carica virulenta di salutare anarchia.

La globalizzazione è sotto pressione e qualunque cosa accada, quasi sicuramente adeguerà la logica orientata al mercato globale che abbiamo visto fino ad oggi. Questa crisi ridisegnerà i confini tra lo stato e il mercato delle democrazie, spingendoci probabilmente verso un certo livello di trasferimento industriale per proteggere le filiere di approvvigionamento e di produzione e sottolineando le iniziative nazionali a scapito del coordinamento internazionale. Ma potrebbe al contrario spingerci verso una maggiore governance attraverso le istituzioni internazionali, di fronte agli evidenti rischi per l’umanità nel suo insieme?

ANARCOCCULTISMO – D Editore


Per D Editore è uscito Anarcoccultismo, opera che nel solco delle altre pubblicazioni della casa editrice di Architettura transumana, indaga la trama del reale da punti di vista non ortodossi. La sinossi:

Nel corso della storia, un filo rosso ha sempre legato i circoli occulti ai movimenti politici: dalla massoneria ai movimenti operai internazionali, dagli alchimisti ai culti esoterici, la storia del contropotere ha sempre mostrato le zone d’ombra invisibili allo sguardo del comune pragmatismo. Non a caso, il simbolismo riveste un ruolo centrale per definire la geografia e gli equilibri delle forze tra loro in competizione.

In Anarcoccultismo, Erica Lagalisse analizza come le teorie politiche, i simboli e la storia dell’anarchismo e del socialismo affondino le proprie radici anche nell’occultismo, passando attraverso la caccia alle streghe (detentrici di una scienza medica empirica), maghi rinascimentali e massoni rivoluzionari. Tenendosi alla larga da improbabili teorie del complotto e avvalendosi di una minuziosa bibliografia, Anarcoccultismo mostra come i sentieri oscuri dell’eresia di ogni epoca sono incrociati con la lotta alle disuguaglianze, all’oppressione patriarcale e alle coercizioni del potere.

Il libro è in promozione a 11.90, cliccando qui. Visti gli argomenti trattati, mi sento di consigliarlo, ho una predilezione da lettore per i lavori di questa casa editrice.

Revolution Rock: 40 anni di London Calling – Repubblica.it


Su Repubblica la celebrazione del quarantennale di London calling, l’album manifesto dei Clash e del loro modo di intendere l’anarchismo, il punk, l’impegno politico, che aveva e ha bisogno di contaminazioni per vincere l’immane partita, non di isolazionismi puristi e ciechi. Il massimo della crescita è dato dalla commistione, mai dall’isolamento….

Contro il capitalismo cronofago, a difesa del nostro tempo | Holonomikon


Giovanni De Matteo sa come capitalizzare l’attenzione su un determinato tema. La sua vasta cultura lo porta a confrontare situazioni e dettagli, concetti e consuetudini fino a rendere evidente la trama che sottostà al reale; che molto spesso, come anche in questo caso, è fetida, orribile e miserabile.

Attraverso tre passi ben distinti – la lezione del tempo cristiano, Neal Stephenson e soprattutto Cronofagia, saggio edito dagli amici della D Editore – Giovanni individua i germi del Capitalismo in ognuno dei tre settori, e mentre per Stephenson parliamo di narrativa, pur se ragionata e rapportata alla nostra civiltà, negli altri due comparti emergono le motivazioni dell’attuale Iperliberismo. In Cronofagia, in particolare si evidenzia come questo moloch inumano ci strappi brandelli della nostra esistenza senza requie, al momento abbiamo soltanto il sonno immune dai suoi assalti ma, nel momento in cui il mostro riuscirà a ghermirci pure nell’onirico, si apriranno colossali mercati da sfruttare, a tutto vantaggio del Sistema e non certo dell’umano (o postumano che sarà).

La chiosa di Giovanni è terrificante e severa ma, come si suol dire, giusta: vi lascio alle sue parole, che quoto in toto. Una piccola considerazione finale: sia lui che io diciamo le stesse cose, e ciò mi fa domandare: e se questa anticapitalista e anarcoide fosse una delle tante cifre stilistiche dei connettivisti in toto? Non solo speculazione cerebrale sul prossimo mondo e sul Fantastico a tutto tondo, quindi, ma anche sul sociale, sul politico che necessariamente condiziona il presente e quindi, il futuro: è forse questo un modo di essere olografici come i connettivi pretendono di essere? Il dibattito, rigorosamente, va sostenuto sui blog, non sui social…

Un nuovo manifesto politico è pronto da percorrere: non lo abbiamo delineato noi, si è solo palesato per com’è.

Le conclusioni non sono confortanti. C’è chi, come Jaron Lanier, propugna un abbandono delle piattaforme social e lo fa da tempo, con solide motivazioni. Un aut per abbandonare il Sæculum virtuale, in termini arbriani, per riscoprire e valorizzare l’importanza del nostro tempo, dedicandoci alla riflessione critica, all’approfondimento, alla scoperta e alla coltivazione della conoscenza. E forse è un ragionamento sensato, perché la sproporzione tra le forze coinvolte, l’assedio delle armate algoritmiche della datacrazia da una parte, un singolo individuo a difesa delle mura della sua fortezza privata del tempo dall’altra, è tale per cui nessun compromesso potrà mai favorire un esito positivo per la parte più debole e vulnerabile.

Il che non vuol dire rinunciare a internet e a tutti i servizi della rete, ma semplicemente abbracciare un downgrade al web 2.0, da cui ripartire per un nuovo inizio. Ed è una scelta politica, certo, e come si diceva una volta anche una scelta di vita.

La domanda vera non è se farlo o meno, o quando, ma un’altra ancora: siamo ancora in tempo per cancellare i nostri account social?

Ministry – Breathe


Scuoti questo cazzo di mondo, scuotilo come se lo avessi trai denti…

Così avrebbe potuto dire PPP


Troppi confronti si risolvono in una distopia distante, polvere psichica che si somma sulle loro elementari ignoranze.

La bolscevizzazione e la fine della rivoluzione russa – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un interessante articolo storico che analizza i dettagli sociali e politici di ciò che successe in Russia dall’inizio del ‘900 fino alla Rivoluzione d’Ottobre; il materiale è preso da Antonio Senta (a cura di), Gli anarchici e la Rivoluzione russa (1917-1922). Cose da tenere sempre a mente.

I dieci saggi che compongono il testo curato da Antonio Senta sul rapporto intercorso tra anarchici e Rivoluzione russa esplorano un tema già più volte affrontato dalla storiografia, non solo anarchica.
In tale opera, però, i contributi scritti da Alexander Shubin, Marcello Flores, Giuseppe Aiello, Mikhail Tsovma, Selva Varengo, Pietro Adamo, Roberto Carocci, Lorenzo Pezzica, Davide Bernardini, Massimo Ortalli e dallo stesso curatore, rivisitano la questione da tutte le angolazioni possibili offrendo così una ricca panoramica del punto di vista anarchico sui vari aspetti della Rivoluzione dal 1917 agli anni immediatamente successivi.

I testi costituiscono gli atti elaborati in occasione di un seminario promosso dalla Biblioteca Panizzi e dall’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, tenutosi l’1 e il 2 dicembre del 2017 presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e ci è sembrata particolarmente efficace la sintesi degli stessi elaborata dal curatore nella sua Introduzione, di cui riportiamo qui di seguito alcune parti.

Essenziale nell’intendimento di questo lavoro è la distinzione tra rivoluzione russa e rivoluzione bolscevica. Purtroppo è ancora assai diffusa l’opinione che la rivoluzione russa coincida con quella bolscevica, o d’ottobre. Tale identificazione porta con sé il giudizio secondo cui Lenin sarebbe stato il protagonista massimo di tutto il processo rivoluzionario culminato con l’insurrezione dell’autunno del 1917 e con l’instaurazione del governo sovietico.
La rivoluzione russa è in realtà qualcosa di ben più lungo e complesso: iniziata nel 1905 con la “domenica di sangue” divampa fino al 1907, per placarsi fino al febbraio 1917, quando scoppia di nuovo, tuonando fino alla metà del 1921. Il periodo preso in esame da questo testo è quello che va dall’inizio del 1917 al 1921-1922, con alcuni accenni ed excursus ad anni precedenti e successivi. All’interno di tale periodo si succedono più fasi: la rivoluzione, insieme sociale e politica,liberale e plebea, del 1905-1907, quella di fatto spontanea del febbraio 1917, cui segue lo sviluppo del movimento rivoluzionario sotto il governo provvisorio, l’insurrezione di ottobre – che segna il trionfo della politica quale atto di volontà di una minoranza che riesce a mutare il corso della storia -, la guerra civile del 1918-1920, i tentativi di dare vita a una terza rivoluzione, sociale e sovietista, schiacciati nel sangue dal Partito bolscevico fattosi Stato.

Ministry – N.W.O


Il momento del dissenso violento – against Business.

Volute anarchiche


Le effettive volute anarchiche sfoggiano esposizioni ovunque, ritrovano le particolarità del kernel interiore in continue esposizioni degli oggetti karmici posseduti.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Nerxes.com

– Daily writings | for thoughtful & reflective moments.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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Roccioletti

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La Nuova Verde

Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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