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Archivio per Andrea Vaccaro

Dario Tonani vince con Kipple Officina Libraria il Premio Italia | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Come riportato da Fantascienza.com e da altre testate web, sono state rese note della classifica del Premio Italia 2021, riservato agli operatori del Fantastico italiano e non solo. Le categorie coperte dal Premio, si sa, sono molte, ci piace quindi dar risalto a quella dove si votano il Racconto di autore italiano su pubblicazione professionale, dove ha vinto Dario Tonani con Un fiore per Gregorius Moffa, contenuto nell’antologia dedicata a Sergio Altieri, Cronache dell’Armageddon, edita da KippleOfficinaLibraria nell’ambito della collana k_noir diretta da Andrea Vaccaro.
L’antologia, curata da Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati, ha raccolto molti autori uniti per Sergio, e ci fa ancora più piacere ricordare il compianto Altieri con questo Premio, davvero meritato, che Dario ha raccolto nel suo contributo all’opera del Lupo, rendendo ancora viva la sua presenza tra noi.

La quarta

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento lungo i sentieri tracciati da Alan D. Altieri. Autori, colleghi, amici e familiari ricordano il bardo dell’Apocalisse, l’esploratore del vuoto. Der Wolf. Sergio Altieri.

Gli autori

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Aa. Vv., Cronache dell’Armageddon
Curatela e introduzione a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati
Prefazione di Franco Forte
Ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri
Postfazione di Alessio Lazzati
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 316 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-28-6
Formato cartaceo – Pag. 324 – 15.00 € – ISBN 978-88-32179-27-9

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Ecco la prima trilogia della Cultura di Banks | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un Draghi Mondadori dedicato a Ian M. Banks e al suo ciclo della Cultura.

Iain M. Banks è stato uno dei più grandi autori della fantascienza britannica, e  non solo della fantascienza, anche se quando scriveva altri generi usava uno “pseudonimo”, Iain Banks senza la “M.”. La sua opera verte in gran parte sul cosiddetto ciclo della Cultura, ambientato in una società galattica utopistica, anarchica e socialista, in un lontano futuro. Il ciclo include una decina di romanzi, non tutti usciti in Italia, i primi tre dei quali vengono ora riproposti da Mondadori, nella collana Urania Draghi, con la cura e l’introduzione di Franco Forte e una bibliografia dell’autore curata da Andrea Vaccaro.

La Cultura. Una società ideale che si è sviluppata in un lontano futuro grazie alla tecnologia, capace di sconfiggere la scarsità di risorse ed esercitare la sua benefica egemonia su gran parte della galassia. Morte, malattia, fame, violenza non esistono più, ognuno è libero e tutti sono uguali. Ma questo non significa che non ci siano lotte di potere, scontri, ambiguità di rapporti tra macchie senzienti e forme di vita organica, diplomazie al lavoro e intricate reti di spie sempre pronte a misurarsi con chi è avverso all’egemonia della Cultura.

Premio Hypnos 2021: “Chiaro di Luna” è il racconto vincitore | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del vincitore del Premio Hypnos. Vi lascio al testo del post – complimenti ai vincitori e alla casa editrice:

È stato assegnato sabato, 26 giugno, il Premio Hypnos 2021 dedicato ai racconti di genere weird e fantastico. Vincitrice di questa VIII edizione è Valentina Ramacciotti con il racconto Chiaro di Luna.
Sul podio, al secondo posto Lucio Besana con Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino. Chiude al terzo posto Mario Boffo con il racconto Ludmilla.

Quest’anno la giuria è stata composta da Andrea Gibertoni, Francesco Lato, Laura Sestri e Andrea Vaccaro.

Andrea Vaccaro: Negli ultimi anni i tentativi di definizioni di weird sono state tante – LA GIOIA DEL SERPENTE


Su LaGioiaDelSerpente una bella e lunga intervista di Cesare Buttaboni ad Andrea Vaccaro che spiega la sua Hypnos e la propria visione del weird, per nulla standardizzata. Un estratto:

Credo fosse il 2009 quando mi parlasti dell’idea di fondare una casa editrice. Allora esisteva solo la fanzine Hypnos dove scrivevi con lo pseudonimo di Andrea Giusto. Qual era l’origine di questo nome? È stata importante quell’esperienza ai fini della nascita delle Edizioni Hypnos? C’è la possibilità di vedere ristampati alcuni contenuti che mi sembravano molto interessanti?

Già, sono passati ormai più di dieci anni. Fu proprio nel 2009 quando, dopo la positiva esperienza con la fanzine Hypnos, decisi che c’erano i margini per potere imbastire un progetto più corposo dedicato al weird. Andrea Giusto è un personaggio fittizio, un editore umbro (del minuscolo borgo di Otricoli, per la precisione), amante della buona cucina e dei misteri. Il nome di battesimo segue ovviamente il mio, mentre Giusto è un omaggio a Giuseppe Giusto Scaligero, umanista, tra i più importanti filologi del Cinquecento e che si occupò, tra le altre cose, di testi astronomici (Manilio in primis) e della cronologia antica. L’esperienza con Andrea Giusto e la fanzine è stata cruciale per poter fare il “grande passo”, e non solo per la continua e costante frequentazione di autori e opere. Il primo numero fu del 2007 (anche se la mia esperienza come “fanzinaro” risaliva a qualche anno addietro con la mitica Avatär. Pubblicazione meccanico-scapigliata, sotto le redini di Lukha Kremo) e nel giro di un paio di anni mi sono reso conto del forte interesse verso questo tipo di letteratura, pur nella ristretta distribuzione che poteva avere una pubblicazione all’epoca bene si intenda esclusivamente cartacea. È stato così che mi sono man mano reso conto non solo di una passione condivisa da molti altri lettori, ma anche di una possibilità di mercato. Molti degli autori presenti nelle pagina della fanzine sono stati poi i protagonisti delle pubblicazioni della casa editrice: Jean Ray, Fitz-James O’Brien, Robert Aickman, William Fryer Harvey, Hanns H. Ewers, per citarne solo alcuni. Fu un’esperienza molto formativa e divertente, mi occupavo all’epoca anche dell’impaginazione, per me sino a quel momento materia oscura, aspetto che poi saggiamente per la casa editrice ho lasciato a persone ben più esperte e capaci del sottoscritto. Sicuramente quell’esperienza è stata fondamentale, è stato qui che sono venuto a contatto con esperti del settore come Pietro Guarriello e Andrea Bonazzi, ed è stato molto formativo anche nell’abitudine a scegliere e pensare in funzione dei diversi fattori che poi si sommano nelle scelte di una casa editrice.
Sulla possibilità di vedere alcuni contenuti ristampati, be’, molti lo sono stati già, anche alcuni saggi che, ampliati e aggiornati, hanno trovato posto o sulla rivista o in alcune prefazioni. Escludo invece la possibilità di ristampare i numeri così come sono apparsi all’epoca, non credo avrebbe molto senso ora come ora.

Le Edizioni Hypnos ne hanno fatta di strada. Inizialmente Hypnos, con la collana principale Biblioteca dell’Immaginario, era più orientata verso il weird classico. Poi c’è stato un interesse anche verso il cosiddetto modern weird con la pubblicazione di autori come Laird Barron, Simon Strantzas, Nathan Ballingrud, Livia Llewellyn e Anders Fager. Ho notato che i pareri sono discordanti. Come ha risposto il pubblico nei confronti di questa nuova corrente? Esiste forse una maggioranza che preferisce il weird classico?

Francamente penso che nell’editoria non ci sia un “pubblico”. Anzi, la lettura spesso è un’esperienza privata, molto personale. Il pubblico è quello di uno spettacolo, di un evento sportivo, dove un numero di persone specifico nel medesimo momento esperiscono (ovviamente ognuna a modo loro) un’unica esibizione. Quello che vedo sono persone che ci leggono e persone che ci potrebbero leggere. Quando si definisce il pubblico, lo si separa dal resto, appunto lo si “definisce”, si fa un’operazione esclusiva, e questo è l’esatto opposto della mia concezione di editoria (motivo per il quale non ho mai amato le edizioni speciali, limitate, e via dicendo, né trovano posto nel nostro catalogo), che invece è quello di condividere. Le Edizioni Hypnos sono nate recuperando autori e opere classiche del weird e del fantastico, perché sentivamo l’esigenza di farlo, ma non era questo a definirci. Già nel 2012 ci siamo “aperti” agli autori contemporanei con Il paese stregato di Sergio Bissoli e Predatori dall’abisso, di Ivo Torello, e nell’anno successivo è arrivata la rivista, che ha fatto un po’ da apripista alla collana che appunto citi, Modern Weird. L’anno scorso abbiamo inaugurato una nuova collana, Novecento Fantastico, che come potrai ben notare, oltre alla notazione cronologica, parla di fantastico tout court, non necessariamente legato alla sua declinazione più weird, e il volume in uscita a breve, San Diego Lighfoot Sue di Tom Reamy ne è un chiaro esempio. E ti anticipo che prossimamente uscirà per le nostre edizioni un testo che non sarà né di narrativa né legato al fantastico! Adesso però non vorrei spaventare nessuno, il cuore delle nostre pubblicazioni rimarrà legato al weird al fantastico.
Per chiudere il discorso, credo che uno dei tanti aspetti stupendi della lettura sia la libertà. C’è gente che legge solo classici? Leggeranno solo i classici. Gente che legge solo contemporanei? Leggeranno quelli. La mia responsabilità è offrire testi che nel mio gusto e nella mia sensibilità ritengo degni della spesa (economica e di tempo) fatta. Poi ognuno, bombardamenti mediatici permettendo, è libero di scegliere cosa leggere.

Recensione a Cronache dell’Armageddon: 20 autori per Alan D. Altieri – Autori vari | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su Scheletri.com è uscita una recensione a Cronache dell’Armqgeddon, l’antologia celebrativa che molti autori autori del Fantastico italiano hanno voluto tributare a Sergio Altieri, nel terzo anniversario della sua scomparsa. Un estratto della recensione:

L’antologia è fortemente variegata, autori diversi intercorrono con mementi commemorativi, racconti e omaggi, ognuno con forma e stile differente, tutti ugualmente accomunati nel ricordare ed omaggiare un grandissimo scrittore. Se alla fine della lettura ci sarà qualcuno che si avvierà a conoscere Altieri, sappia che si starà addentrando in un mondo così oscuro, e ricco, che non lo abbandonerà mai. E che tra i miei desideri, ora, c’è quello di rileggerlo.

Sinossi

(Dall’introduzione dei curatori) La forza della scrittura di Sergio Altieri, la sua visionarietà, la sua maestria tecnica, hanno sedotto almeno due generazioni di lettori, e non esageriamo scrivendo che hanno in qualche modo arruolato almeno una scuola di scrittori. Un risultato che potrebbe apparire sorprendente, in particolar modo in un ambiente solitamente dominato da individualismi e invidie, esclusività e ripicche, parrocchie e interessi di parte, come quello editoriale; ma che non sorprenderà affatto chi ha avuto la fortuna di conoscere Sergio di persona e lavorare con lui, vedendolo seminare dappertutto i presupposti di un approccio diverso, valorizzare le unicità, stimolare le collaborazioni e aggregare autori, artisti, traduttori (l’intero spettro delle professioni coinvolte nella filiera creativa della produzione editoriale) in progetti comuni che hanno segnato il periodo della sua conduzione delle collane da edicola del Gruppo Mondadori, dall’Italian Foreign Legion di Segretissimo alla collana Il Giallo Mondadori Presenta, dal weird di Epix agli autori italiani di fantascienza (come possono testimoniare direttamente i connettivisti coinvolti nel progetto editoriale di Kipple Officina Libraria), che con lui e Giuseppe Lippi si sono visti riconoscere un credito che per anni – anzi, senza esagerare, decenni – era rimasto un miraggio.

Gli autori

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Aa. Vv., Cronache dell’Armageddon Curatela e introduzione a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati Prefazione di Franco Forte Ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri Postfazione di Alessio Lazzati Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir Formato ePub e Mobi – Pag. 316 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-28-6 Formato cartaceo – Pag. 324 – 15.00 € – ISBN 978-88-32179-27-9

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Hypnos 11 – rivista di letteratura weird e fantastica – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione al numero 11 di Hypnos, la rivista della omonima casa editrice che indaga a tutto campo il weird mondiale. A cura di Cesare Buttaboni.

Nuova succulenta uscita per la rivista Hypnos che ormai è diventata un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fantastico. Il fascicolo si presenta ben fin dall’inquietante copertina opera del bravo Ivo Torello (un artista a tutto tondo). Ma anche i contenuti sono di tutto rispetto a cominciare dalla scrittrice di fantascienza e horror Lisa Tuttle di cui ci viene presentato uno dei suoi migliori racconti ovvero Sostituti. Si tratta di una storia che non lascia indifferenti: il protagonista incontra in pieno giorno l’orrore sotto la forma di una sorta di animaletto dalle strane sembianze che gli suscita immediatamente una forte ripugnanza (finirà con l’ucciderlo). All’opposto la moglie ne raccoglie un altro esemplare che, dal suo punto di vista, trova adorabile tanto da considerarlo più importante dello stesso marito che sarà invitato ad andarsene. Alla fine emerge il conflitto fra uomo e donna (uno dei temi portanti della femminista Lisa Tuttle) che viene esemplificato dall’apparizione di queste bizzarre creature (simbolo dei “mostri della ragione”). Laura Sestri ci propone un’interessante intervista all’autrice in cui viene posta l’attenzione sul tema delle donne nella letteratura horror. Il piatto forte di questo numero è proprio un’intervista a Thomas Ligotti (a cura dell’esperto di Massimiliano Ruzzante, creatore anche della sua pagina wikipedia italiana e della sua pagina facebook), quello che è indiscutibilmente il miglior scrittore horror attuale . A ben vedere si tratta di un corollario al recente volume edito da IlSaggiatore Nato nella paura che raccoglie appunto numerose interviste fatte all’autore nel corso degli anni e a cui rimandiamo i lettori che volessero approfondire ulteriormente le sue idee. Sempre a proposito di scrittori “weird” attuali confesso di essere rimasto folgorato dalla lettura di Favola di New York di Victor LaValle, un volume di horror urbano in cui emerge prepotente la forza del mito. Di LaValle ci viene presentato “Up From Slavery”, un altro racconto “lovecraftiano” dopo La ballata di Black Tom (rifacimento di Orrore a Red Hook di H.P. Lovecraft) in cui LaValle porta nella sua narrativa le paure (sotto forma magari di mostri lovecraftiani) che pervadono la nostra società (il tema del razzismo è una delle sue tematiche forti e, soprattutto in questo momento, risulta di forte attualità anche se forse l’autore tende a ripetersi). La sensazione è che LaValle dia il meglio soprattutto con i romanzi. Di lui ci parla Andrea Vaccaro in maniera concisa ma profonda. Gli amanti della ghost-story inglese troveranno un’autentica chicca con il racconto (forse troppo breve) La strada per Brighton di Richard Middleton che ci viene presentato addirittura da Arthur Machen! Sempre di fantasmi ci parla Francesco Ceccamea in Roald Dahl e il libro delle storie di fantasmi. Spazio poi a Lucio Besana, vincitore dell’ultima edizione del Premio Hypnos con “Subotica”, una storia a suo modo inquietante nell’evocare la paura dell’alterità. Completano questo numero il terzo capitolo della strana storia dell’arte di Ivo Torello e la rubrica Weird Library a cura di Laura Sestri.

Intervista ad Alessandro Fambrini | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine c’è una bella intervista ad Alessandro Fambrini, traduttore e curatore dei testi usciti per Hypnos di autori weird tedeschi di circa un secolo fa. Uno stralcio della chiacchierata:

Ciao Alessandro, prima di tutto grazie mille per la tua disponibilità.
Partiamo innanzitutto ricordando che Lemuria è la terza opera che appartiene a un trittico che le Edizioni Hypnos hanno deciso di dedicare al fantastico tedesco; trittico che comprende anche l’antologia collettiva Der Orchideengarten e il romanzo Alraune di H.H. Ewers, tutti tradotti e curati da te, con la collaborazione di Walter Catalano che ha scritto per ciascun volume degli interessantissimi saggi.
Premesso che molti di questi autori non godono – e non godettero – della popolarità dei loro colleghi anglosassoni, trovo però che il loro approccio al fantastico sia piacevolmente atipico e, per certi versi, anche più audace.
Cosa ne pensi a riguardo?

AF: Diciamo subito, intanto, che il “trittico” di cui parli si inserisce in un progetto di più vasta portata, teso a una riscoperta del fantastico di lingua tedesca di inizio Novecento. Speriamo di avere le forze e l’opportunità di continuarlo e di allargare il panorama fino a comprendere altri autori e altre opere che sono lì, in attesa di essere riportate alla luce. E in effetti, per venire alla tua domanda: sì, il fantastico tedesco di quegli anni non è “popolare” nel senso in cui lo furono gli autori angloamericani e le riviste che li ospitavano. È, piuttosto, ambizioso, raffinato, sperimenta con la scrittura (gli anni Dieci del Novecento sono gli anni dell’Espressionismo, un movimento di avanguardia e di grande rivoluzione formale) oppure, al contrario, prende a modello i classici ottocenteschi o le ricercatezze del decadentismo. È questo il caso di Strobl, un autore che, nel suo periodo di maggiore vivacità creativa, più o meno fino al 1920, costruisce le sue opere su una nota di sensibilità estenuata, di maniacalità ossessiva, che funziona – quando funziona – come una musica ipnotica tesa a indurre uno stato stuporoso simile all’effetto dell’oppio. In questi spazi che si aprono al fantastico, in effetti, non ci sono confini: perciò l’impressione di audacia, che tu hai colto benissimo.
Le visioni di Strobl sono vertiginose, sfrenate, e non soggette a censura, piene di un erotismo traboccante: si pensi a un racconto giustamente famoso come ‘La testa’, in cui i cadaveri di un uomo e di una donna si fondono, e la coscienza maschile rivive con voluttà le esperienze amorose della sua partner. Ma non solo Strobl: la rivista ‘Der Orchideengarten’ (che peraltro vedeva proprio Strobl come direttore responsabile, benché il suo fosse un ruolo quasi puramente formale) presenta numerosi racconti sperimentali, molti dei quali estremamente trasgressivi, e ‘Alraune’ di Ewers scandalizzò il pubblico dell’epoca (e forse lo scandalizza ancora) per la sua sensualità esplicita al limite della pornografia, le scene di stupro, il sadismo, la pedofilia.
Comunque, a correggere parzialmente la tua affermazione, vi è da dire che alcuni autori tedeschi specializzati nel fantastico – tre in particolare: i già rammentati Ewers e Strobl, e Gustav Meyrink – godettero all’epoca di una notevole popolarità, anche al di fuori della Germania, e sono rimasti ancora oggi nel canone. Nel canone del fantastico, almeno.

Esce Cronache dell’Armageddon, 20 autori per Alan D. Altieri | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

coverSiamo felici di annunciarvi l’uscita di Cronache dell’Armageddon – 20 autori per Alan D. Altieri, nella collana k_noir diretta da Andrea Vaccaro, un’antologia di racconti ispirati dall’opera di Sergio Altieri, cui proprio oggi ricorrono i tre anni della morte.

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento, esplorano i sentieri tracciati dal bardo dell’Apocalisse; autori, colleghi, amici e familiari ricordano l’esploratore del vuoto, evocando la sua immensa disponibilità, bravura, capacità di sintetizzare intere forme di Letteratura in un’apocalittica visione creativa ogni giorno più attuale.

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

+ Ricordo di Dario C. Altieri & Adrian D. Altieri

L’introduzione è dei curatori Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati, la prefazione è di Franco Forte; sono presenti alcuni ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri, mentre la postfazione è di Alessio Lazzati. La copertina è dell’ispirato Franco Brambilla, trait d’union dei mondi dell’autore, curatore, traduttore, fine pensatore dell’Apocalisse che era Altieri. La pubblicazione è disponibile in formato cartaceo e digitale su http://www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

Sinossi

(Dall’introduzione dei curatori)
La forza della scrittura di Sergio Altieri, la sua visionarietà, la sua maestria tecnica, hanno sedotto almeno due generazioni di lettori, e non esageriamo scrivendo che hanno in qualche modo arruolato almeno una scuola di scrittori. Un risultato che potrebbe apparire sorprendente, in particolar modo in un ambiente solitamente dominato da individualismi e invidie, esclusività e ripicche, parrocchie e interessi di parte, come quello editoriale; ma che non sorprenderà affatto chi ha avuto la fortuna di conoscere Sergio di persona e lavorare con lui, vedendolo seminare dappertutto i presupposti di un approccio diverso, valorizzare le unicità, stimolare le collaborazioni e aggregare autori, artisti, traduttori (l’intero spettro delle professioni coinvolte nella filiera creativa della produzione editoriale) in progetti comuni che hanno segnato il periodo della sua conduzione delle collane da edicola del Gruppo Mondadori, dall’Italian Foreign Legion di Segretissimo alla collana Il Giallo Mondadori Presenta, dal weird di Epix agli autori italiani di fantascienza (come possono testimoniare direttamente i connettivisti coinvolti nel progetto editoriale di Kipple Officina Libraria), che con lui e Giuseppe Lippi si sono visti riconoscere un credito che per anni – anzi, senza esagerare, decenni – era rimasto un miraggio.

Un estratto

(Dall’introduzione dei curatori)
Il libro che avete tra le mani non è un libro come gli altri e quello che noi abbiamo voluto presentare ai lettori è qualcosa di diverso da ogni altra pubblicazione che possa apparire simile. Non vogliamo ribadire in queste poche righe la statura di Sergio come autore: lo spazio non basterebbe e sarebbe sufficiente passare in rassegna la sua opera per averne una percezione della portata, dai romanzi della Pentalogia di Los Angeles (rimasta purtroppo orfana del quinto titolo, il volume centrale, già progettato) che gli hanno meritato la notorietà e un seguito di lettori che definire affezionatissimi sarebbe probabilmente riduttivo, al grandioso affresco storico dedicato alla Guerra dei Trent’Anni dispiegato nella Trilogia di Magdeburg; dalla serie dello Sniper creata per Segretissimo ai sei volumi di racconti che ne antologizzano l’intera produzione breve, passando per la serie techno-weird di Terminal War, un altro progetto rimasto purtroppo monco del tassello finale, e i rimanenti romanzi non direttamente riconducibili a una sequenza specifica, l’opera di Altieri è attraversata da un senso della narrazione che non sapremmo definire in maniera diversa da urgenza, tesa verso la necessità di un’unica meta-struttura narrativa, in cui il tema riproposto in tutte le sue declinazioni possibili sviluppa un duplice, inesorabile conflitto dell’individuo contro una coppia di entità malefiche: il potere (sempre un potere enorme, abnorme, smisurato) e il proprio lato oscuro (compagno di viaggio di ciascuno di noi).
Uno come Sergio avrebbe potuto campare di rendita. E invece la progettualità era per lui una necessità: che si trattasse di incastrare tutti i suoi lavori in un’unica grandiosa cornice storica, o di dare respiro a un panorama editoriale che per troppo tempo aveva vissuto ripiegato su se stesso, in una ghettizzazione che stava impedendo a legioni intere di autori di ricevere l’attenzione che avrebbero meritato, le cure di cui avrebbero necessitato e gli sbocchi a cui ambivano, faceva poca differenza. Se c’era un’iniziativa che poteva servire a rivitalizzare l’ambiente, lui era in prima linea a sostenerla, perché con la sua generosità innata e il suo carisma, Sergio non poteva che essere il fulcro di una comunità, di molte comunità a dire il vero.
Le esperienze che potranno raccontare gli autori, i traduttori e gli artisti che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, prima in Mondadori e in seguito nelle numerose iniziative in cui Sergio fu coinvolto dopo aver lasciato il timone a Franco Forte, avranno tutti dei tratti in comune: l’altruismo e l’umiltà dell’uomo, la visione e l’eclettismo del maestro.
Con la sua scrittura, Alan D. Altieri ha esplorato i recessi più oscuri e pericolosi dell’immaginario, accompagnando i lettori nelle zone d’ombra che preludono al cataclisma finale, il punto di non ritorno verso cui ci siamo spensieratamente avventurati come specie e come civiltà: nessuna sorpresa che, dopo aver scrutato attraverso lo spiraglio dischiuso da quelle porte, gli autori riuniti in questa antologia abbiano voluto spingersi in ricognizione a loro volta in ciò che ci aspetta dall’altra parte. Lo avevano già fatto, continueranno a farlo.
Il richiamo dell’Apocalisse è troppo forte.
Seguiamo tutti i passi di Sergio.

La quarta

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento lungo i sentieri tracciati da Alan D. Altieri. Autori, colleghi, amici e familiari ricordano il bardo dell’Apocalisse, l’esploratore del vuoto. Der Wolf. Sergio Altieri

Gli autori

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Aa. Vv., Cronache dell’Armageddon
Curatela e introduzione a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati
Prefazione di Franco Forte
Ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri
Postfazione di Alessio Lazzati
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 316 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-28-6
Formato cartaceo – Pag. 324 – 15.00 € – ISBN 978-88-32179-27-9

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I Figli di Hypnos. Intervista ad Andrea Vaccaro – Pulp libri


Bella intervista ad Andrea Vaccaro di Hypnos su PulpLibri. Un estratto, che è poi l’incipit, perché Andrea di cose ne dice tante, molto belle, davvero interessanti:

Hypnos ormai rappresenta una realtà piccola ma ben consolidata nel panorama dell’editoria specializzata. Come è nata la casa editrice, come hai mosso i primi passi? È stato difficile farsi strada e quanto è cambiata la situazione nel corso degli anni?

L’idea della casa editrice nasce in seguito all’esperienza della fanzine Hypnos, in cui avevo convogliato la mia passione per il fantastico e la consapevolezza della pletora di opere e autori ancora in attesa di pubblicazione in questo campo. L’esigenza era di andare “al di là di Lovecraft”, non perché non amassi questo autore, tutt’altro, ma perché mi rendevo conto di tutto il materiale ancora in attesa di pubblicazione in Italia. La vera scintilla scoppiò quando lessi su una vecchia rivista Psyco il racconto “I ciceroni” di Robert Aickman (recentemente ristampato in Sub Rosa, 2018). Com’era possibile che un autore come Aickman fosse ancora quasi del tutto inedito in Italia? Io pubblicherò Aickman! E così è nata l’idea del progetto, che poi pian piano si è concretizzato nei primi due volumi della collana Biblioteca dell’Immaginario, Il Re in Giallo di , e Il Gran Notturno di Jean Ray. L’idea era di puntare immediatamente a colmare le più importanti lacune del panorama editoriale italiano, e così ai primi due sono seguiti nella stessa collana i volumi dedicati a Fitz-James O’Brien, Stefan Grabiński e Aickman. Grazie al progressivo affermarsi dei social network e anche al pur ristretto pubblico conquistato negli anni precedenti con la fanzine, siamo andati avanti, prima inserendoci nel circuito delle fiere, poi nella vendita on line, prima con IBS e poi Amazon, sino a ottenere, dopo qualche anno, una distribuzione anche nelle librerie, non solo specializzate. L’altro grande passo è stata la collana Modern Weird, che per noi ma soprattutto per il nostro pubblico ha rappresentato una vera e propria sfida e novità. Il notevole abbassamento dei costi della stampa digitale (le prime stampe dei due volumi di esordio erano di tipografia, ma il passo alla stampa digitale è stato quasi immediato, vista anche la qualità di resa) e l’esplosione dei social network hanno portato negli ultimi anni a dare la possibilità a nuove realtà di affermarsi, creando così una cerchia di appassionati sempre più ampia, fattore di cui tutti attualmente beneficiamo. A ottobre festeggeremo il decennale della casa editrice, un traguardo comunque importante vista l’aleatorietà di molti progetti che nel tempo sono nati e morti nel giro di pochi anni. Si parla molto di professionalità o meno all’interno dell’ambiente della micro e piccola editoria, ed è in effetti un discorso importante, in quanto purtroppo spesso è proprio questa a mancare, nell’aspetto puramente letterario e artistico, o in quello più prettamente di gestione, nel marketing, e via dicendo. È difficile trovare nella microeditoria una vera professionalità in tutti questi aspetti insieme. Credo che oggi, ancor più di prima, due fattori siano fondamentali: il senso critico e il gusto. Nella pletora di pubblicazioni che oggi affollano il mercato, è importante impiegare il più possibile il proprio senso critico e fornire un prodotto che sia figlio di scelte ben precise e non un caotico assemblaggio di titoli. Al mese di giugno arriveremo al sessantesimo titolo cartaceo pubblicato, direi un bel traguardo, soprattutto per una casa editrice così specializzata come la nostra.

Recensione a MALASACRA, di Francesco Corigliano – Il Crocevia dei Mondi | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Christian Lamberti recensisce accuratamente, racconto per racconto, Malasacra, raccolta weird di Francesco Corigliano uscita nei mesi per l’etichetta k_noir di Kipple Officina Libraria. Vi lasciamo al sunto del recensore:

Nel tentare di farvi capire quanto mi abbia assorbito Malasacra riporto uno stralcio de Il silenzio, il racconto di apertura: «Avevo tutto il tempo di questo mondo – tutto, ogni singola goccia – quando camminavo di fianco al ruscello, quando nessuno mi aspettava in città […]. Il tempo si strozzava tra i tronchi, le ore rallentavano annaspando quando io salutavo la montagna e il ruscello» (p. 11).

È questa l’immersiva sensazione che ho provato leggendo il libro. Uno spazio-tempo sospeso dove concedermi alle suggestioni più piacevoli e terribili insieme, incurante della sponda verso cui questo ruscello di parole mi avrebbe trascinato. Mi sono abbandonato alla Natura incantevole e tremenda, atavica e austera, che avviluppa ciascuna storia di Malasacra. Una Natura che è solita confabulare, avrebbe convenuto il noto critico Pietro Citati, tra “il silenzio e l’abisso” sconfessando l’oscurità che da sempre inquieta l’animo umano.

La quarta

Nelle solitudini mentali di luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza lessicale e sensoriale verso la profondità degli abissi disumani, indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita; sono corpi estranei che galleggiano nella deflagrazione dei limiti e che, in qualche occasione, sublimano inviti alla modestia, alla trascendenza delle miserie umane.

L’autore

Francesco Corigliano (Vibo Valentia, 1990) è docente di italiano, storia e geografia nella scuola media. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, mentre nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico, in raccolte e riviste specializzate. Nel 2015 con il racconto “Ex machina” (Hypnos 5, 2015; Strane Visioni, 2016) si è classificato al primo posto al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Malasacra è la sua prima antologia personale.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Francesco Corigliano, Malasacra Curatela e introduzione di Danilo Arrigoni Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir Formato ePub e Mobi – Pag. 236 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-12-5 Formato cartaceo – Pag. 224 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-11-8

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