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Archivio per Andrea Viscusi

Fanta-Scienza, quando la fantascienza insegue la scienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia SF, in uscita per DelosDigital, che vede un manipolo di autori misurarsi sul tema di cosa sia più importante nel genere, se la componente scientifica o quella fantastica. Hanno risposto all’appello del curatore Marco Passarello alcuni degli scrittori più bravi, come Lukha B. Kremo, Paolo Aresi, Franci Conforti, Alessandro Forlani, Piero Schiavo Campo, Alessandro Vietti, Serena Barbacetto e Andrea Viscusi. Vi lascio alla quarta:

“Fantascienza” è una parola composta. Qual è la parte più importante, “Fanta” o “Scienza”? Noi pensiamo che i migliori racconti nascano da un perfetto equilibrio tra queste due componenti, come un albero che per crescere bene deve avere le radici ben piantate in un solido terreno scientifico, ma il cui fusto deve potersi espandere senza costrizioni nel libero spazio della fantasia. Per questa antologia abbiamo preparato il “terreno” chiedendo a otto ricercatori di punta dell’Istituto Italiano di Tecnologia di raccontarci gli sviluppi che cambieranno il futuro nel loro campo di specializzazione. Poi lo abbiamo “seminato” chiedendo a otto scrittori di fantascienza (più uno) di lasciarsi ispirare dalle descrizioni degli scienziati. Il risultato sono nove racconti che spaziano dalla robotica alla genetica, dalla medicina alla scienza dei materiali, dalla nanotecnologia alla microscopia, dalla tecnologia indossabile a quella bioispirata. Visioni del futuro sorprendenti eppure plausibili, come deve essere la vera fantascienza.

T – recensione di Andrea Viscusi | Il Grande Avvilente


Sul blog di Alessandro Forlani è leggibile una recensione che Andrea Viscusi ha fatto al suo T. Ciò è interessante perché Viscusi conferma la mia teoria sull’arte di scrivere di Forlani, un raccontare estremamente colloquiale di cose tutt’altro che banali, un po’ come se la vita quotidiana fosse un coacervo quantico di battute popolari. Eccellente…

Di Alessandro Forlani mi è già capitato di parlare in precedenza, e non so se in quelle occasioni l’ho detto, ma se anche fosse mi ripeto: a mio avviso Forlani è attualmente uno dei due migliori autori italiani di fantascienza in circolo oggi. Anche se in un certo senso è riduttivo definirlo “autore di fantascienza”, e non perché, come dicono i critici veri nelle rubriche letterarie dei giornali seri, i suoi lavori “non sono solo fantascienza”, ma più che altro perché nelle sue opere si trova una matassa indistricabile di fantascienza, horrorweird, satira, epica e probabilmente tanti altri generi che sono troppo ignorante io per recepire. Ammetto con serenità che Forlani batte con netto distacco tutti gli altri perché ha una cosa che a tutto il resto manca: una poetica. Tutti i suoi romanzi e racconti, anche quando parlano di cose completamente diverse e sono ambientate in universi narrativi differenti, esprimono un’unità di base di tematiche e una coerenza stilistica che non si ritrova altrove. E se ogni nuova storia sembra sempre costruire sulla base delle precedenti, con si può pensare di essere arrivati al vero e proprio manifesto del forlanismo (ehi, l’ho detto io per primo, libri di letteratura futura, ho coniato io questo termine!).

Come tutte i lavori di Forlani, anche è “scritto difficile”, con una prosa che è quasi poesia, una cantilena continua e ipnotizzante (a me pare che le proposizioni siano sempre di otto sillabe, non so se lo fa apposta o gli escono da sole così, ma nel dubbio ne ho contate a decine e mi sono sempre tornate così), che accoppia tra di loro arcaicismi e neologismi, termini aulici da opertta morale e volgari bestemmie da derby del sabato pomeriggio. Se non si supera questo scoglio è impossibile goderne, ma dopo lo smarrimento iniziale ci si accorge che è estremamente facile seguire la scrittura e perdersi in questo fiume di parole sempre azzeccate. Ma anche volendo ignorare il valore estetico di della composizione c’è molto al di sotto, per cui partiamo dal titolo del libro e cerchiamo di capire che cosa significa quella lettera.

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