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Archivio per Animalisti

Carabi, mattatoi e antispecismo in Henri Fabre – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un lungo post che analizza gli equilibri della Natura e lo fa tramite alcuni scritti di Jean-Henri Casimir Fabre, un entomologo che agli inizio del 1900 scriveva queste pagine, preveggenti e lucide come un calcio un calcio nello stomaco.

Se lo spirito accorto di Fabre prova invece rimorso per aver dato forzosamente da mangiare ai carabi gli inermi bruchi, non può certo restare indifferente di fronte al massacro dei mattatoi, dove il sacrificio della vita si compie senza più ritualità. Pertanto la battaglia cui fa riferimento non è solo la guerra dell’uomo al suo simile, ma lo sfruttamento delle specie animali gerarchicamente inferiori, anonime e pertanto schiavizzate per fini scientifici o alimentari. L’invito esplicito di Fabre sarebbe di “non ragionare con la pancia”, agiti dall’impulso di mangiare bulimicamente poiché ciò dovrebbe distinguere la cultura umana dalla natura animale. Ma l’economia monetaria ragiona invece proprio con la pancia, estraendo profitto da una rigida gerarchia basata sul principio dell’utile. Il bilancio deve portare il segno positivo, pena la retrocessione, il degradamento e l’uccisione, secondo le leggi del mercato. In quest’ignobile guerra di tutti contro tutti per divorarsi più alla svelta, che è la pessima realizzazione del darwinismo sociale, sopravvive solo chi si sa adattare. A tal proposito, è risaputo come Darwin ammirasse Fabre quale entomologo, elogiandone le osservazioni etologiche, ma anche quanto questa stima non fosse ricambiata, poiché Fabre si dichiarò contrario a una rigida applicazione dell’evoluzionismo.

Ragionati calcoli stimano che l’attuale modello umano di sfruttamento delle risorse naturali, accelerato di anno in anno, in tempi più o meno brevi farà definitivamente saltare (o ha già irrimediabilmente compromesso) quegli equilibri ecologici costruiti dagli ecosistemi in milioni di anni. Quindi, poiché la natura non si adatta agli schemi di sfruttamento delle risorse imposti dal capitalismo consumista, del quale i mattatoi di Chicago rappresentavano gli albori, è destinata all’estinzione. Sia materialmente, sia agli occhi di chi la osserva. Addomesticata dall’economia agricola, violentata dall’economia industriale su scala locale, la natura non regge ai ritmi di sviluppo del mercato globale e pertanto, presto o tardi, salvo imprevisti, verrà sterminata. Dapprima chiusa in parchi e riserve recintati – come i nativi americani – infine dissolta.

Al prossimo piano | Fantascienza.com


Mirabile metafora di un mondo dagli appetiti insaziabili, convinto assertore della crescita senza fine quando, in un regime entropico, la fine c’è eccome. La fine che si fa quando ci si nutre di cadaveri senza rispetto, senza rituali, senza aver prima preso le misure con la morte (altrui). Su Fantascienza.com un corto di Denis Villeneuve del 2008, da vedere tutto – se riuscite a respingere i conati provocati da chi mangia carcasse senza requie.

Da incorniciare.

Come contestare (pacificamente) un macello: a lezione da Libération Animale – Il richiamo della Foresta – Blog – Repubblica.it


Dal blog_Repubblica di Margherita D’Amico, come boicottare i macelli:

Cento attivisti del collettivo internazionale 269 Libération Animale occuparono, il 28 gennaio 2019, il corridoio della morte nel macello di Torino, struttura al centro di un famoso processo per gli atroci maltrattamenti inflitti agli animali, che si è di recente concluso con la sconfortante prescrizione dei reati.

Così sabato 18, a un anno dall’incursione che si concluse con 97 denunce (in tre furono pure accusati di resistenza a pubblico ufficiale) a Grugliasco, in provincia di Torino, avranno luogo una conferenza sull’azione diretta e una serata di sostegno ai rifugi per gli animali liberati.

L’appuntamento è presso la sede della cooperativa TerraMia a partire dalle 17 e interverrà, fra gli altri, Tiphaine Lagarde fondatrice con Ceylan Cirik di 269 Libération Animale, che dal 2016 ha  organizzato il blocco di 17 macelli europei e salvato dalla morte più di 400 animali, ricollocati presso santuari.

Gli attivisti racconteranno la propria esperienza e illustreranno strategie e criteri nell’occupazione dimostrativa dei luoghi dove milioni di creature vengono quotidianamente massacrate.

Sabato inoltre i visitatori potranno ammirare una mostra fotografica sul blocco del mattatoio di Torino, girare fra stand di libri e materiali illustrati, nonché partecipare a una cena vegana a offerta libera per sostenere oasi e rifugi.

Ordinanza: no agli Animali in spiaggia. | Free Animals, Loved & Respected


Sul blog di Roberto Contestabile il testo di una lettera che ha spedito al sindaco di Ugento, in Puglia, che ha vietato l’ingresso agli animali in spiaggia (credo che potranno entrarci ben pochi, allora). Pieno sostegno e condivisione all’iniziativa.

“Buongiorno caro sindaco di Ugento, con la presente esprimo tutto il mio dissenso in merito alla vostra ordinanza che vieta l’ingresso di Animali sulle spiagge. Il Cane come il Gatto ed altri Animali d’affezione sono ritenuti dalla Corte Costituzionale parte integrante della famiglia. Quindi se il sottoscritto o qualsiasi cittadino desidererà recarsi in vacanza o anche a fare una semplice passeggiata in riva al mare, ciò non sarà possibile: scandaloso e retrogrado. Lei sa benissimo che gli Animali sono esseri viventi senzienti dotati di sensibilità ed accortezze uniche non paragonabili al miglior essere Umano. E se non lo sapesse la invito ad informarsi meglio. Le spiagge si sporcano per colpa di altri gravi motivi non legati ai bisogni fisiologici di un tenero ed innocuo Cane. E se lei pensa che tale restrizione amministrativa sia motivata da misure di sicurezza, allora sarebbe il caso che studiasse personalmente, o chi per lei, documentazioni e testimonianze autorevoli che determinano la non pericolosità verso le persone. Detto questo se queste poche parole non sono servite a convincerla nell’eliminare l’ignobile divieto, la invito formalmente a contattare le numerose associazioni animaliste che potranno delucidarla al meglio. Resto in attesa, comunicandole quanto segue: né io o altri miei amici, parenti e conoscenti, si recheranno nella vostra località turistica per trascorrere le vacanze, anzi finché sarà in vigore l’ordinanza la nostra pubblicità sarà assolutamente pessima. Nulla di personale. I miei più sinceri auguri di buon lavoro e buone vacanze.”

Vittime & carnefici. | Free Animals, Loved & Respected


Dal blog di Roberto Contestabile, incollo qui sotto un post inattaccabile per la sua verità intrinseca. Siate onesti con la senzienza degli esseri eventi, e non aspettate un solo istante nello sfanculare il sistema economico mondiale liberista, da tempo ormai non più nelle mani degli umani e portatore del Male, nella sua accezione più profonda: danneggia l’umano.

Non ci si chiede mai abbastanza perché esistono nel mondo tante vittime. Vittime sacrificali, seviziate, torturate ed infine uccise per mano Umana. Ma l’aspetto più terribile è costituito dall’incoscienza, o peggio scetticismo generale, che si ripercuote come un macigno sull’attuale genocidio. Tanti non sanno, non vogliono o preferiscono ignorare.

Lo sfruttamento Animale costituisce una reale piaga che non merita alcun tipo d’indifferenza. Nell’epoca più gloriosa dell’informazione non é necessario riportare prove e testimonianze su un massacro ben presente ed evidente. Si può sottostare alle pietose mistificazioni dell’industria zootecnica, alle vergognose messinscena della ricerca scientifica, ma negare l’evidenza è da ipocriti e, in alcuni casi specifici, anche criminali.

Lo sfruttamento Animale è strettamente correlato al dominio e all’egemonia capitalista, e in ogni caso (per usare un eufenismo) non è strettamente necessario dissentire da prove e testimonianze quando queste sono il frutto macabro e terribile di un sistema di potere che non tutela i deboli e gli indifesi.

Affermare che gli Animali soffrono e muoiono per mano Umana può essere banale e scontato, facile da proporre in un dibattito qualunque, ma è la triste verità. E non bisogna mai dimenticare che la violenza verso altri esseri viventi, definiti erroneamente inferiori, è antesignana di ben altri episodi gravi e micidiali. Il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani regna indiscusso in ogni ambito sociale. Chi è violento con gli Animali lo sarà anche con la persona a lui vicino, spesso la moglie o fidanzata o figlio. Lo sarà verso l’immigrato, il diversamente abile, l’omosessuale, la donna o il bambino o l’anziano peggio se malato.

Lo dice Francesca Sorcinelli con lo studio affermato sul “Link”, lo dice Annamaria Manzoni con il libro “Sulla cattiva strada”, lo dicono numerosi esperti a livello internazionale. Il dibattito è aperto, e tutti convergono verso un unico grande collegamento che determina indiscutibilmente la violenza di specie. Una drammatica realtà molto grave e pericolosa. Per esporre verità assolute bisogna prima affrontare una piena consapevolezza di ciò che si vuole comprendere e concepire, altrimenti ogni prova diventa nulla.

Dalla parte degli animali, Marc Bekoff | OggiScienza


Su OggiScienza la recensione a Dalla parte degli animali, saggio etologo di Marc Bekoff. Un estratto:

Il ‘cuore’ nel titolo italiano e le ‘emotions’ in quello inglese riassumono bene cosa rende differente l’approccio di Bekoff. Se non proprio stravagante possiamo certo definirlo un po’ biased in direzione dell’animalismo, ma senza alcun fanatismo. Come anticipa Jane Goodall nella prefazione, Bekoff ama gli animali e non ha paura di dirlo apertamente fin da subito. Ci costringe a riflettere su alcuni temi scomodi e ad analizzare l’approccio a “mali necessari” come la sperimentazione animale.

Ciò che scrive è sempre dalla parte dagli animali, e lo stesso approccio secondo lui dovrebbe averlo qualunque scienziato li studi. Che si tratti di un etologo che conduce le sue osservazioni sul campo, o della più delicata situazione di un ricercatore che conduce esperimenti più invasivi in laboratorio, questo non cambia. Tant’è che nelle idee che considera di maggior interesse, quando si parla della “responsabilità” degli scienziati nei confronti degli animali, è che questa sia paragonabile alla responsabilità di un medico nei confronti dei suoi pazienti.

Lo scienziato, propone Bekoff, dovrebbe essere un difensore morale dei suoi soggetti – spesso purtroppo ridotti a oggetti – di studio. Dovrebbe vedere il loro benessere come una questione prioritaria, anche prima “dell’obiettivo di ottenere risultati che passino il vaglio della comunità scientifica internazionale”. Chi ha sempre adottato questo approccio, come la stessa Goodall e Dian Fossey, all’interno della comunità scientifica ha “ricevuto molte critiche”, scrive l’autore.

Ciò che ha da sempre affascinato Bekoff è la vita emotiva degli animali. Dalla lettura è evidente come pensa che sia: ricca, fatta di gioie e dolori, tristezza e rabbia, di un’intensità che non necessariamente ha molto da invidiare alla nostra.

Tutti aspetti che prima con aneddoti e poi sperimentalmente, da osservazioni condotte in modo sempre più rigoroso, abbiamo negli anni imparato a conoscere. E che oggi ci spalancano a una nuova consapevolezza quando guardiamo le immagini degli elefanti che si struggono in lutto di fronte al corpo inerte di un compagno ucciso dai bracconieri, o quando ascoltando i richiami di un animale, primate o uccello che sia, ci riesce quasi spontaneo distinguere tra quelli gioiosi e quelli preoccupati, spaventati.

Con lucidità e in modo documentato (fatta eccezione per una menzione positiva al China Study nel promuovere l’alimentazione vegetariana) Bekoff tratta praticamente ogni frangente nel quale la nostra vita incrocia le altre specie. Da circhi, zoo e acquari fino alla sperimentazione animale. Che, dato l’anno di pubblicazione del saggio in inglese, non ci stupisce trovare nei termini di vivisezione.

L’inferno dei maiali, i video shock negli allevamenti di prosciutto – Repubblica.it


Su Repubblica un articolo sconvolgente riguardo lo sfruttamento, la breve e dolorosa vita degli animali da allevamento. Avete a cuore la loro sorte? Smettetela di mangiarli e rendetevi conto di come essi siano sfruttati doppiamente, dall’uomo e da un sistema economico inumano – il Liberismo – che crea bisogni laddove non esistono, ingoiando qualsiasi cosa intralci il suo cammino.

In sostanza, la LAV ha girato dei video clandestini in alcuni allevamenti del Nord Italia testimoniando, anche con immagini molto forti, il processo di degrado in cui queste povere bestie vivono: mangereste, voi, un bambino? O un altro uomo?

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