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Archivio per Apocalittico

La quinta stagione esce su Urania Jumbo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Jumbo di Urania: La quinta stagione, di N.K. Jemisin. Saga dal sapore apocalittico ed esotico, Urania ne pubblica la prima puntata:

È iniziata la stagione della fine. L’Immoto, l’unico continente del pianeta, è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono messi fin da piccoli sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino. Per i lettori di «Urania» l’inizio della straordinaria trilogia della Terra Spezzata!

Esce Cronache dell’Armageddon, 20 autori per Alan D. Altieri | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

coverSiamo felici di annunciarvi l’uscita di Cronache dell’Armageddon – 20 autori per Alan D. Altieri, nella collana k_noir diretta da Andrea Vaccaro, un’antologia di racconti ispirati dall’opera di Sergio Altieri, cui proprio oggi ricorrono i tre anni della morte.

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento, esplorano i sentieri tracciati dal bardo dell’Apocalisse; autori, colleghi, amici e familiari ricordano l’esploratore del vuoto, evocando la sua immensa disponibilità, bravura, capacità di sintetizzare intere forme di Letteratura in un’apocalittica visione creativa ogni giorno più attuale.

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

+ Ricordo di Dario C. Altieri & Adrian D. Altieri

L’introduzione è dei curatori Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati, la prefazione è di Franco Forte; sono presenti alcuni ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri, mentre la postfazione è di Alessio Lazzati. La copertina è dell’ispirato Franco Brambilla, trait d’union dei mondi dell’autore, curatore, traduttore, fine pensatore dell’Apocalisse che era Altieri. La pubblicazione è disponibile in formato cartaceo e digitale su http://www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

Sinossi

(Dall’introduzione dei curatori)
La forza della scrittura di Sergio Altieri, la sua visionarietà, la sua maestria tecnica, hanno sedotto almeno due generazioni di lettori, e non esageriamo scrivendo che hanno in qualche modo arruolato almeno una scuola di scrittori. Un risultato che potrebbe apparire sorprendente, in particolar modo in un ambiente solitamente dominato da individualismi e invidie, esclusività e ripicche, parrocchie e interessi di parte, come quello editoriale; ma che non sorprenderà affatto chi ha avuto la fortuna di conoscere Sergio di persona e lavorare con lui, vedendolo seminare dappertutto i presupposti di un approccio diverso, valorizzare le unicità, stimolare le collaborazioni e aggregare autori, artisti, traduttori (l’intero spettro delle professioni coinvolte nella filiera creativa della produzione editoriale) in progetti comuni che hanno segnato il periodo della sua conduzione delle collane da edicola del Gruppo Mondadori, dall’Italian Foreign Legion di Segretissimo alla collana Il Giallo Mondadori Presenta, dal weird di Epix agli autori italiani di fantascienza (come possono testimoniare direttamente i connettivisti coinvolti nel progetto editoriale di Kipple Officina Libraria), che con lui e Giuseppe Lippi si sono visti riconoscere un credito che per anni – anzi, senza esagerare, decenni – era rimasto un miraggio.

Un estratto

(Dall’introduzione dei curatori)
Il libro che avete tra le mani non è un libro come gli altri e quello che noi abbiamo voluto presentare ai lettori è qualcosa di diverso da ogni altra pubblicazione che possa apparire simile. Non vogliamo ribadire in queste poche righe la statura di Sergio come autore: lo spazio non basterebbe e sarebbe sufficiente passare in rassegna la sua opera per averne una percezione della portata, dai romanzi della Pentalogia di Los Angeles (rimasta purtroppo orfana del quinto titolo, il volume centrale, già progettato) che gli hanno meritato la notorietà e un seguito di lettori che definire affezionatissimi sarebbe probabilmente riduttivo, al grandioso affresco storico dedicato alla Guerra dei Trent’Anni dispiegato nella Trilogia di Magdeburg; dalla serie dello Sniper creata per Segretissimo ai sei volumi di racconti che ne antologizzano l’intera produzione breve, passando per la serie techno-weird di Terminal War, un altro progetto rimasto purtroppo monco del tassello finale, e i rimanenti romanzi non direttamente riconducibili a una sequenza specifica, l’opera di Altieri è attraversata da un senso della narrazione che non sapremmo definire in maniera diversa da urgenza, tesa verso la necessità di un’unica meta-struttura narrativa, in cui il tema riproposto in tutte le sue declinazioni possibili sviluppa un duplice, inesorabile conflitto dell’individuo contro una coppia di entità malefiche: il potere (sempre un potere enorme, abnorme, smisurato) e il proprio lato oscuro (compagno di viaggio di ciascuno di noi).
Uno come Sergio avrebbe potuto campare di rendita. E invece la progettualità era per lui una necessità: che si trattasse di incastrare tutti i suoi lavori in un’unica grandiosa cornice storica, o di dare respiro a un panorama editoriale che per troppo tempo aveva vissuto ripiegato su se stesso, in una ghettizzazione che stava impedendo a legioni intere di autori di ricevere l’attenzione che avrebbero meritato, le cure di cui avrebbero necessitato e gli sbocchi a cui ambivano, faceva poca differenza. Se c’era un’iniziativa che poteva servire a rivitalizzare l’ambiente, lui era in prima linea a sostenerla, perché con la sua generosità innata e il suo carisma, Sergio non poteva che essere il fulcro di una comunità, di molte comunità a dire il vero.
Le esperienze che potranno raccontare gli autori, i traduttori e gli artisti che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, prima in Mondadori e in seguito nelle numerose iniziative in cui Sergio fu coinvolto dopo aver lasciato il timone a Franco Forte, avranno tutti dei tratti in comune: l’altruismo e l’umiltà dell’uomo, la visione e l’eclettismo del maestro.
Con la sua scrittura, Alan D. Altieri ha esplorato i recessi più oscuri e pericolosi dell’immaginario, accompagnando i lettori nelle zone d’ombra che preludono al cataclisma finale, il punto di non ritorno verso cui ci siamo spensieratamente avventurati come specie e come civiltà: nessuna sorpresa che, dopo aver scrutato attraverso lo spiraglio dischiuso da quelle porte, gli autori riuniti in questa antologia abbiano voluto spingersi in ricognizione a loro volta in ciò che ci aspetta dall’altra parte. Lo avevano già fatto, continueranno a farlo.
Il richiamo dell’Apocalisse è troppo forte.
Seguiamo tutti i passi di Sergio.

La quarta

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento lungo i sentieri tracciati da Alan D. Altieri. Autori, colleghi, amici e familiari ricordano il bardo dell’Apocalisse, l’esploratore del vuoto. Der Wolf. Sergio Altieri

Gli autori

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Aa. Vv., Cronache dell’Armageddon
Curatela e introduzione a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati
Prefazione di Franco Forte
Ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri
Postfazione di Alessio Lazzati
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 316 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-28-6
Formato cartaceo – Pag. 324 – 15.00 € – ISBN 978-88-32179-27-9

Link

Cielo di carta | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Cielo di carta, racconto distopico di Irene Drago edito DelosDigital. Interessante, molto interessante la quarta, weird e al contempo apocalittica:

Nei ricchi quartieri, le Stelle e le Comete, ci pensano Mamma Pharma e Papà Naja a controllare ogni cosa, sotto lo sguardo severo del Presidente. Oltre i confini c’è lo slum infestato di malattie, miasmi, povertà. Ma qualcos’altro sta prendendo vita tra baracche e rivoli di fango: danze di topi, brulicare di vermi, e un culto sincretico di antichi dei che si perdono nella notte dei tempi.

Nachtmahr – Deus Ex Machina


Apocalissi cerebrali in selvaggia parata. With Mariano Equizzi!

Il virus nell’immaginario | Holonomikon


Sul blog di Giovanni De Matteo la segnalazione di un suo contributo per QauderniAltriTempi, uno special dedicato alla Fase2 della pandemia Covid in cui Giovanni con:

una panoramica delle epidemie immaginate e messe in scena da scrittori, sceneggiatori e registi, attraverso un centinaio di titoli di romanzi, racconti, fumetti, film e serie TV. 

Come potrete notare dal post, l’elenco tra letture e visioni è sconvolgente, circa 50 titoli (a naso, non li ho contati) che occuperanno una buona parte della vostra prossima entropia. Un lavoro da fare, per comprendere meglio quanto c’è di così terrificante, distopico, apocalittico nel nostro presente, per non parlare del futuro…

Immaginario virale: le mutazioni del contagio – Quaderni d’Altri Tempi


Su QuaderniDaltriTempi Giovanni De Matteo mette in scena un articolo colto e capace di spaziare nei vari angoli del Fantastico e spesso della SF che hanno indagato ipotesi di pandemie, collassi planetari, apocalissi di varia e avariata natura. In questo momento, rinfrescare la memoria fa sempre bene, soprattutto a chi non frequenta il genere e si spaventa per quello che potrebbe realmente succedere.

Benché sopravanzato nell’immaginario del Dopoguerra dalle ansie legate all’olocausto nucleare, e in tempi più recenti dalla minaccia di un impatto astronomico portata sul grande schermo da una lunga sequenza di disaster movie e dalle più che giustificate preoccupazioni relative ai cambiamenti climatici, il rischio rappresentato da una possibile pandemia può rivendicare a ragione una nobile primogenitura nel prolifico filone di catastrofi ideate dalla fantascienza.
L’assunto su cui tutto quel macrogenere di visioni apocalittiche e post-apocalittiche si fonda è di mettere il lettore di fronte a pericoli tipicamente al di fuori della sua portata, in un’escalation di disastri sempre più cupi e irreversibili che culmina nell’estinzione della civiltà come la conosciamo.
Autori e sceneggiatori ci hanno lasciato un ricco campionario di esperienze immaginarie che si sforzano di delineare ciò che potrebbe succedere prima, durante e dopo l’esplosione di un’epidemia di portata globale.
Senza pretese di esaustività, proveremo a passarle in rassegna nei prossimi capitoli, partendo dalle istanze distopiche (letterarie, ma anche cinematografiche e seriali) provenienti dai territori di genere della fantascienza e dell’horror, ma senza trascurare quelle elaborate nell’alveo della letteratura senza etichette.

L’inizio della fine di tutte le cose
Prendiamo la madre putativa della fantascienza, Mary Wollstonecraft Shelley: dieci anni dopo aver scritto la prima parola di Frankenstein, il capolavoro da cui sarebbe scaturito tutto il fantastico moderno e a cui avrebbe inevitabilmente legato la sua fama, la scrittrice inglese diede alle stampe L’ultimo uomo (1826), in cui un’epidemia di peste porta al collasso della società umana del tardo XXI secolo: un manipolo di superstiti si avventura per un mondo devastato, tra esplosioni di panico e manifestazioni di isteria collettiva, alla ricerca di un ultimo approdo sicuro.
Nel 1842 è Edgar Allan Poe che suggella in un crescendo di suspense la fine di qualsiasi illusione di controllo di fronte al dilagare del morbo: i protagonisti de La maschera della Morte Rossa sono invitati dal principe Prospero a trascorrere nel suo castello l’isolamento necessario a sottrarsi a una terribile pestilenza, ma tra spettacoli e danze scopriranno loro malgrado che nessuno è davvero al sicuro, in uno degli explicit più sontuosi e pietrificanti di tutta la letteratura:

“E allora tutti compresero e riconobbero la presenza della «Morte Rossa», giunta come un ladro nella notte. E a uno a uno i gaudenti caddero nelle sale delle loro gozzoviglie irrorate di sangue, e ciascuno morì nell’atteggiamento disperato in cui era caduto. E la vita della pendola d’ebano si estinse con quella dell’ultimo dei cortigiani festosi. E le fiamme dei tripodi si spensero. E l’Oscurità, la Decomposizione e la «Morte Rossa» regnarono indisturbate su tutto”.

Il giorno in cui tutto cambiò: sopravviventi…
A Poe si rifà dichiaratamente anche Alan D. Altieri nel racconto L’ultimo rogo della Morte Rossa: l’agente speciale Brenda Rolf, assegnata alla scorta del presidente Calvin J. Prosper, assiste al collasso degli Stati Uniti e del mondo sotto i colpi di una inesorabile pandemia di febbre emorragica. Il maestro italiano dell’apocalisse offre molteplici scorci sull’Armageddon che attende l’umanità al varco, e le cause biologiche e ambientali dell’annientamento riservano numerose variazioni sul tema nel suo ricco carnet di distruzioni totali. Si pensi al giorno dell’Ecclesiaste: “Ventiquattro ore. Forse addirittura meno. È possibile che l’intero genere umano sia andato in polvere, letteralmente in polvere, nell’arco di una notte” come si legge in Miss Ecclesiaste, tema successivamente ripreso nel seguito Un’alba per l’Ecclesiaste.

Questo passato potrebbe diventare il nostro futuro? | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Electric state, romanzo atipico a metà strada tra un libro, una graphic novel e un fumetto, di Simon Stålenhag.

Electric State è un’opera affascinante, un romanzo illustrato in cui l’arte introduce in modo mirabile la narrazione. Le immagini mostrano delle istantanee di viaggio che prendono subito il sopravvento sul testo fornendo un punto di partenza visivo all’immaginazione del lettore. Simon Stålenhag è stato in grado di far lavorare insieme figure e parole in modo diverso da quello che è possibile trovare in un comune libro illustrato o in un graphic novel. Il risultato raggiunto dall’artista è ben superiore alla semplice somma delle sue parti: una corposa raccolta di cartoline postapocalittiche oltremodo coinvolgente. La storia è intrigante e trasmette un senso di spaesamento e mistero che cattura l’attenzione e descrive perfettamente ciò che si vede. Il testo è rarefatto, più una cronaca che un romanzo propriamente strutturato e probabilmente senza le immagini non sarebbe stato altrettanto efficace. La trama e la caratterizzazione, estremamente sottili, funzionano evocando impressioni e risposte emotive in chi le osserva, presentando, al tempo stesso, i retroscena di quel mondo morente. I disegni di Stålenhag, ispirati all’arte paesaggistica e faunistica dei più importanti pittori svedesi (Gunnar Brusewitz, Lars Johnsson) e americani (Edward Hopper, Andrew Wyeth), riprendono la concept art futuristica e fantascientifica di artisti cinematrografici del calibro di Syd Mead (Blade Runner, Tron, Aliens, Star Trek) e Ralph McQuarrie (Guerre stellari, Galactica, E.T., Cocoon). Nel 2019, Electric State è entrato, a buon diritto, nella rosa dei finalisti agli Arthur C. Clarke e Locus Awards, non riuscendo, sfortunatamente, ad aggiudicarsi alcun premio.

Il testo racconta il viaggio della giovane Michelle e di Skip il suo robot, mentre si dirigono a ovest verso la costa del Pacifico, attraversando un’America ucronica lacerata dalla guerra civile e dagli orpelli di una realtà virtuale militare autodistruttiva. Lungo il loro percorso s’imbattono in colossali navi da guerra che si profilano all’orizzonte come irraggiungibili vette metalliche e in decine di cadaveri d’individui a tal punto dipendenti dalla VR da essere morti ancora connessi ai loro visori. Ambientata nell’America degli anni Novanta, la storia mescola nostalgia e fantascienza in un cocktail accattivante. La visione di un 1997 alternativo e postapocalittico, che descrive e ripercorre luoghi ed eventi tra il deserto del Mojave e la California, è inquietante. Le parole si susseguono alle immagini correndo su due tracce. La prima è una sorta di cronaca dei principali avvenimenti riguardanti gli Stati Uniti in quei terribili anni: la nascita di una nuova tecnologia chiamata Sentre, sviluppata dai militari per combattere una guerra sanguinosa e il suo successivo utilizzo nel settore dell’intrattenimento con effetti irreversibili e devastanti per la popolazione. L’altra traccia, quanto mai coinvolgente, è un diario di viaggio: la storia di Michelle, una ragazza di 19 anni che, con un fucile da caccia, un’auto rubata e un piccolo robot, cerca di farsi strada attraverso un mondo sconvolto, in declino e totalmente militarizzato. Intende dirigersi verso San Francisco, o ciò che ne rimane, per recuperare qualcosa o qualcuno che per lei è molto importante. Michelle racconta il suo percorso a tappe, poche centinaia di parole alla volta, registrando minuziosamente le proprie sensazioni, impressioni ed emozioni. Lentamente il suo passato, le ragioni del viaggio, il rapporto con il robot che l’accompagna, si sciolgono in voci e immagini ormai quasi completamente dimenticate.

Nel prossimo futuro senza distopia


Ascoltando il delirio farsi liquido, trasportare attraverso le sue molecole il nulla che ci ingloba come un blob, posso soltanto descrivere le parole che fuoriescono da me nel senso di un’apocalisse non prevista, ma sempre apparsa probabile. La distopia ci sta uccidendo, ma forse non è un male, e può darsi che ci salvi nel prossimo futuro.

World War V – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una carrellata, di Alessandra Daniele, su quello che decenni di letteratura apocalittica ci hanno insegnato sui virus. E a forza di dir bugie, si va per niente lontani dalla verità…

Virus, ci siamo: è arrivato il momento di ripassare quello che abbiamo imparato sull’argomento da decenni di film, romanzi, fumetti, videogiochi e serie tv.

1 – Il governo mente
Se all’inizio l’allarme viene esagerato per imporre arbitrari coprifuoco, quando poi la crisi si rivela davvero grave si passa a minimizzare, tacitare, nascondere, ridurre i controlli, truccare le statistiche, troncare e sopire in nome della difesa dal danno economico e d’immagine. Intanto chi può cerca di lasciare il paese.

2 – Gli scienziati sbroccano
Non ce ne sono due che siano d’accordo. Qualcuno non è d’accordo neanche con se stesso.

3 – La quarantena non regge
Il virus in realtà è già diffuso ben oltre le “zone rosse” isolate, che finiscono per fungere da incubatori (come la nave Diamond Princess) finché i confini non cedono, spargendo ulteriormente il contagio.

4 –  La Sanità collassa
Chi ha chiuso ospedali, e tagliato fondi e posti letto per anni, se la prende coi medici.

5 – Gli esseri umani sono più pericolosi dei virus
Chi cerca di approfittare dell’epidemia per imporsi come leader, di solito è un criminale psicopatico. Chi promette soluzioni facili, cure miracolose o rifugi incontaminati, di solito è un cannibale. In senso metaforico, come gli spacciatori di mascherine inutili e gel disinfettante che moltiplicano i prezzi. E quando i supermercati si svuotano, anche in senso letterale.

6 – È già troppo tardi
Che il virus sia ruspante, o che sia stato creato e diffuso intenzionalmente come arma batteriologica, l’epidemia è comunque destinata a sfuggire al controllo. E dopo il numero dei morti, bisogna preoccuparsi di quello dei non morti.

MDS51 – ENFER


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