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Archivio per Apocalittico

Appenninia City 2.0: libri Asino Rosso @ Roberto Guerra


L’Italia distopica, apocalittica e postfuturista di Roberto Guerra esplode tra le pagine del suo “Appenninia city 2.0”, un leggero libretto digitale dove la catastrofe ambientale del territorio italiano prossimo venturo si coniuga con le visioni al vetriolo dell’autore, in perenne rimbalzo tra le vicissitudini di un’Italietta che non tramonta mai e gli sconvolgimenti orografici sul territorio nostrano, minato dall’eccessivo sfruttamento ideologico e finanziario dei soliti elementi dissonanti noti – leggi “rapaci capitalisti”.
Il file può essere scaricato da Amazon cliccando su https://www.amazon.it/dp/B0BNWH9DPC; il punto focale di tutta l’operazione ha un carattere inequivocabilmente futurista, ed è grazie ad autori come Roberto Guerra se non è mai del tutto tramontato, bensì aggiornato, espanso, tenuto vivo.

Il vasto shock


Proprio quel senso di angoscia apocalittica, proprio quell’impressione di disastro che sta per avvenire o che è appena avvenuta, e che ti lascia un senso di shock vasto quanto la tua stessa esistenza.

Funesti presagi, la fine del mondo da tutto il mondo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una strana, ma credo bella antologia: Funesti presagi, a cura di Ünver Alibey. Di cosa si tratta?

La descrizione della scomparsa della civiltà così come la conosciamo per mezzo di un evento apocalittico, i fatti che precedono e/o seguono questo evento, i fenomeni che lo causano – dal cambiamento climatico all’invasione aliena passando per gli zombie – e i possibili sviluppi futuri sono tra gli argomenti più cari agli scrittori di narrativa speculativa, quella, cioè, che viene comunemente chiamata fantascienza. Per questa antologia Ünver Alibey, scrittore turco-cipriota di fantascienza, ha selezionato nove ottimi esempi di questo tipo di narrativa, provenienti da diversi paesi.

Non conosco alcun autore presente nell’opera, ma la curiosità è tanta; e voi?

Apocalissi senza fondo


La distanza è pari alla discesa, e a tutto il quorum richiesto per l’apocalisse cerebrale.

È uscito il volume contenente il Premio Kipple + ShortKipple 2022 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta in un unico volume i Premi Kipple e ShortKipple 2022: Andrea Cattaneo si è aggiudicato il “Kipple” col romanzo Non è che un soffio, in appendice al volume Alice Cervia e Stefano Spataro, vincitori dello “Short” con i racconti Colori clandestini e Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

SINOSSI
Quanti volti può possedere una città? E una metropoli? E un agglomerato immenso come Parigi?
Andrea Cattaneo si aggiudica il Premio Kipple 2022 e ci racconta accadimenti che possono avvenire in due Parigi simili, la seconda distopica rispetto a quella usuale che conosciamo, e questi eventi s’intrecciano nell’una e nell’altra capitale francese, uscendo ed entrando nell’uno e nell’altro mondo speculare con una facilità inaspettata, dove un giallo si trasforma in noir per trasformarsi in un affare fantascientifico.

Chiudono il volume due piccole perle: i racconti vincitori del Premio Short Kipple 2022, Alice Cervia e Stefano Spataro, attraverso una particolare sensibilità poetica e una tensione verso il genere SF dispensano emozioni e rare interiorità, essenze che avvolgono e rendono unico questo volume.

ESTRATTO Premio Kipple

La polizia arriva all’alba, con tutta calma.
Apro la porta e mi ritrovo davanti un nero con la faccia incazzata alto più di due metri e una nana che sembra uscita da una lobotomia.
— Signor Moreau — cinguetta la nana. — Sono l’agente Fournier e lui è il mio collega Petit. Come possiamo esserle utili?
— C’è un cadavere nel mio bagno — dico sforzandomi nel rimanere calmo. — Accomodatevi, è di là.
— Un cadavere? — L’agente Petit sfiora il calcio della pistola.
— Facciamo prima se lo vedete con i vostri occhi. Non saprei come descriverlo.
Si guardano dubbiosi, ma alla fine la nana mi sorride: — Ci faccia strada.
— Prego — dico. — Da questa parte. — Mi seguono in silenzio. — Ecco. È nella vasca.
Petit guarda schifato nella vasca e dice: — Mmmm.
— Posso guardare anch’io? — domanda l’agente Fournier, poi aggiunge: — Sa, sono un po’ impressionabile. Con il lavoro che faccio è proprio un bel problema.
— Vieni a dare un’occhiata — la invita il collega scocciato.
Lo raggiunge ed esamina la vasca. Vederli all’opera è sconfortante, sembrano usciti da un numero dei Les Charlots.
Chi era l’uomo nella sua vasca?
Perché era lì?
Cosa voleva da me?
Com’era entrato?
Cosa l’ha liquefatto a quel modo?
— Ci vuole raccontare quello che è successo? — dice Petit, una vena gli pulsa in fronte, lo sto distraendo dall’attività di repressione del crimine.
— Ieri notte sono rincasato dal lavoro e ho trovato un uomo nella vasca da bagno, era imbavagliato e legato.
— Continui…
— Quando ho provato a liberarlo…
— Quando ha provato a liberarlo?
— Si è liquefatto.
— Capisco — dice il poliziotto trattenendo un sorrisetto. — E questa poltiglia nera è quello che rimane dell’uomo?
— No, è petrolio, ho scoperto un pozzo nel cesso. Che fortuna, eh?
La nana ritardata ridacchia.
— Lei conosceva quell’uomo? — domanda Petit.
— In un certo senso sì.
— In che senso? — interviene Fournier, il suo unico neurone deve essersi attivato.
— Non so se mi crederete…
— Siamo qui per aiutarla — mi sollecita lei comprensiva. — Parli pure senza timore.
— Quell’uomo era identico a me. Un clone forse, non so.
I poliziotti si scambiano occhiate dubbiose.
Petit s’inginocchia accanto alla vasca, tocca il liquido nero sul fondo e lo valuta sfregando i polpastrelli, lo annusa, prende una penna dal taschino della camicia e la usa per raccoglie il vestito che ha otturato lo scarico.

LA QUARTA

Premio Kipple: Serge Moreau è uno scrittore di gialli di Parigi, che soffre di depressione; la moglie Sélène lo ha lasciato per un architetto e ha provato più volte a suicidarsi. Improvvisamente vede il suo clone sciogliersi nel suo bagno. Alex, una ragazzina, entra in casa sua dicendo di provenire da un universo parallelo: un universo specchio dove i doppelgänger hanno le orecchie a punta, vivono vite leggermente diverse in una Parigi distopica. Alex confessa di essere la figlia del suo doppio, aggiungendo che il caso è passato come suicidio; lo convince a trasferirsi nel mondo parallelo per indagare.
Il suo doppelgänger è molto diverso da lui, è un poeta di successo, con un carattere perverso. Serge capisce che aveva molti nemici e che c’erano molte persone che lo avrebbero voluto morto: come scoprire, quindi, in quale verità si è cacciato, mentre si dipana una detective story ambientata in due universi paralleli, tra la Francia che tutti conosciamo e un’altra ucronica? Due verità saranno sufficienti per capire cosa è esattamente successo?

I Premi ShortKipple hanno affascinato la redazione con la seguente motivazione: “Due racconti ai margini del genere, lì dove la poesia e l’interiorità esistono in punta di lettere ed emozioni”.

GLI AUTORI

Andrea Cattaneo è nato a Lodi, dove vive, nel 1979. Ha scritto per diversi magazine e collabora con il quotidiano “Il Cittadino”. È stato due volte finalista al Premio Urania, ha pubblicato il romanzo di fantascienza “Uomini e lupi” (Delos Digital, 2019), “Loser” (Linee infinite, 2016), un romanzo per ragazzi, e diversi racconti su riviste e antologie di vari editori (l’ultima antologia a cui ha partecipato è “Terre Leggendarie” di Watson Edizioni, 2022). L’autore è raggiungibile su www.andreacattaneo.eu.

Alice Cervia è nata in Toscana nel 1984. Laureata in Scienze Politiche, lavora come video production manager freelance. Ha pubblicato racconti brevi su «Rivista Blam», «Coye», «Piegàmi», «Bomarscé», «la nuova carne», «Rivista Pastrengo», «Tits’n’Tales», «Cedro Mag» e «Spore».

Stefano Spataro, classe 1985, è laureato in Storia, ricercatore e musicista. Ha pubblicato racconti sulle antologie Novocarnomicon (Industria Tipografica Novocarnista), Prisma vol. 2 (Moscabianca) e sulle riviste online «Crapula Club», «Split», «D-Zine» e «la nuova carne». Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo, Attis, Sogni dal terzo pianeta (Prospero Editore). È tra i fondatori delle edizioni la nuova carne. Nel 2021 crea la fanzine digitale «Silicio».

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Andrea Cattaneo, Non è che un soffio & Alice Cervia, Colori clandestini e Stefano Spataro, Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-21179-68-2
Formato ePub – Pag. 204 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-69-9

Link:

Scenari devastanti


Subdolo come una sottigliezza detta con noncuranza, che apre scenari apocalittici come un trojan

BlackHoles


Fasci nella notte siderale a sondare, dietro le quinte, attrattori caotici in suppurazione – bellissime note distruttive…

Martin Lavertu – Ambient Noise Soundscape #6


L’apocalisse si annuncia attraverso glitch eterei di dolore nero.

Il nuovo disordine mondiale / 10: il biglietto che è esploso – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una lunga riflessione di Sandro Moiso sul momento storico che stiamo attraversando, in bilico tra una guerra forse mondiale, una pandemia non ancora sopita, difficoltà economiche da crollo sistemico e isterie generate da propagande feroce come mai si è visto da mezzo secolo a questa parte. Un estratto:

Se il capitalismo, come si è già ribadito in infiniti altri interventi, è il regno delle possibilità e delle opportunità da afferrare, in cui la prontezza di riflessi è più importante di qualsiasi tentativo di programmazione e in cui la forza e la capacità di appropriarsi, in qualsiasi frangente, di ciò che il caso o la necessità mettono a disposizione del predatore più rapido, risultano determinanti per il successo sia nelle iniziative economiche che politiche, la situazione creatasi dopo l’inizio delle ostilità in Ucraina ha visto i maggiori paesi europei perdere terreno rispetto alle iniziative diplomatiche, militari ed economiche non soltanto degli Stati Uniti, ma anche di paesi come l’India, la Turchia, Israele e vari altri diversamente collocati sullo scacchiere mondiale1.

Come interpretare la svolta politico-diplomatica e militare sottesa alla visita e al discorso di “Sleepy Joe” Biden in Polonia? Parliamo di un discorso di un presidente anziano che riflette simbolicamente, nella sua persona, la stanchezza e le difficoltà di una grande potenza in declino che può ancora minacciare, ma non più affascinare o convincere. Svolta che si potrebbe definire storica se non fosse per l’attenzione che i media embedded hanno rivolto più agli insulti di Biden al presidente russo che non ai fatti che quel discorso e quella comparsata rappresentavano di fatto, ovvero il radicale riposizionamento militare americano nell’Europa dell’Est. Gli osservatori più attenti da tempo segnalavano che l’ingresso nella Nato dei paesi dell’Europa Orientale un tempo appartenenti al Patto di Varsavia e il loro progressivo inserimento dell’Unione Europea rappresentavano per la politica di Washington non soltanto la costruzione di un muro ostile nei confronti di qualsiasi manovra russa verso occidente, ma anche, e forse soprattutto, un modo per imbrogliare le carte dei giochi di un’Unione più strettamente federata, sotto l’egida tedesca e forse anche francese, per impedirle di assurgere a ruolo di potenza autonoma sul piano internazionale.

Già nel settembre del 2015, chi scrive aveva affermato, proprio su «Carmilla», a proposito delle diatribe sull’accoglienza e sulle quote dei migranti da distribuire tra i differenti paesi europei:

“…quello a cui stiamo assistendo, con buona pace delle anime pie, non è un risveglio della “coscienza” europea ed europeista, ma soltanto un altro passo verso quel III conflitto mondiale di cui da tempo vado scrivendo.
La gestione del problema migratorio di centinaia di migliaia di profughi, esattamente come quello del possibile default o meno della Grecia, non risponde infatti a categorie di ordine morale o umanitario e, tanto meno, a quelle di carattere sociale o del pubblico bene. Risponde però, nel precipitare di una crisi economica, geopolitica e militare sempre più vasta a livello mondiale, alla domanda su chi debba comandare in Europa ovvero in una delle aree del globo con la più alta concentrazione di ricchezza accumulata e su come tale ricchezza accumulata debba essere investita e ricollocata all’interno della competizione inter-imperialista mondiale.
Al centro di questa domanda, e delle risposte che ne conseguiranno, non vi è l’interesse dei “popoli”, ma lo scontro tra due modelli diversi di sviluppo capitalistico: da un lato quello anglo-americano e dall’altro quello germanico. Modello quest’ultimo che già ha guidato due volte la Germania, nel coso del XX secolo a cercare di istituire un vasto territorio “vitale” per i propri interessi economici ed industriali che si estendeva e si estende, idealmente, dall’Atlantico al Volga e dal Mare del Nord al Mediterraneo. Un autentico lebensraum che, se nel corso del secolo passato ha assunto la forma dell’occupazione militare vera e propria, oggi cerca di manifestarsi principalmente attraverso il disciplinamento di ogni attività economica, finanziaria ed amministrativa, così come della forza lavoro, europea.
[…] l’attuale costruzione di muri e la susseguente chiusura delle frontiere, così come il braccio di ferro sulle quote, non possono preludere che ad altre guerre per ridefinire il comando capitalistico su economie, territori ed esseri umani, migranti e non. Anche qui, nel cuore dell’Europa. E il gran rifiuto opposto a Bruxelles dallo schieramento dei paesi dell’Europa dell’Est alle proposte di Jean Claude Juncker non costituisce soltanto un episodio di calcolo politico elettoralistico ispirato dal populismo e dal razzismo, ma un ulteriore passo in quella direzione (qui )”.

Così, mentre nuove folle di migranti e profughi si accalcano alle frontiere d’Europa e gli amministratori dell’esistente si appellano, come Mario Draghi, al buon cuore dei propri cittadini per far dimenticare loro che in un prossimo futuro si potrebbero trovare in una situazione simile o peggiore, spostando l’attenzione mediatica da ciò che è essenziale a ciò che più facilmente colpisce le coscienze individuali, tutto quello che all’epoca si poteva già intuire, oggi si è trasformato in tragica realtà quotidiana.

Jesus Lives in Vegas – City Boy


La voce stentorea implica la gravità e i brividi di una fine vicina.

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