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Esce S.O.S – Soniche Oblique Strategie


È appena stato dato l’annuncio di una nuova antologia a tema, incentrata sul mondo del Rock – trattato in un modo assai colto e artistico – e curata da Mario Gazzola. La notizia è su PostHuman, e non posso farvi servizio migliore se non incollandovi qui sotto le definizioni e l’elenco dei meravigliosi partecipanti al megaprogetto che ha, come titolo, S.O.S – Soniche Oblique Strategie. Complimenti al curatore e, ovviamente, ai fantastici partecipanti, il piatto sembra davvero prelibato.

“Ho pensato fin dal primo momento che questo romanzo-antologia fosse un’idea geniale”, commenta Andrea Carlo Cappi la sua partecipazione all’antologia. “Per il mio racconto ho dovuto aspettare gli incubi giusti, indotti dal Black Absynthe, superalcolico che forse dopo questa mia affermazione cesserà d’ora in poi di essere legale”.
Il racconto che Cappi ha completato grazie alle letali libagioni etiliche è Pittore di Sfondi Sonori, uno dei sette che si dipartono come improvvisazioni solistiche jazz rock dal tema guida, ossia Lastre di Ghiaccio Atonali, il racconto firmato dal curatore dell’antologia Mario Gazzola, che funge da spina dorsale all’intero progetto, riproducendo a livello narrativo il gioco di ruolo dalle cui carte partono tutte le otto storie.

Il plot

Come durante le reali session di registrazione dell’album Outside di David Bowie (di cui leggete sul saggio FantaRock), anche all’inizio di S.O.S – Soniche Oblique Strategie troviamo un produttore-guru dai modi affabili quanto enigmatici, dall’emblematico nome di Brain One, che ha convocato in studio un team di musicisti che in passato hanno tutti suonato nei dischi di un cantante definito semplicemente “il Biondo”, ormai scomparso da anni e da tutti rimpianto. Questa dream band è chiamata ad accompagnare una misteriosa nuova promessa del rock futuro di nome Jack, che però nessuno conosce e in studio non è presente.
In attesa d’incontrarlo, il produttore spinge i musicisti ad improvvisare perché le stesse canzoni dell’album da registrare non sono ancora pronte e anzi proprio dalle loro jam dovranno prendere forma. Ma, da semplici giochi come immaginare d’essere personaggi di famosi racconti letterari incentrati sulla musica (da Lovecraft a George R.R. Martin, per esempio), o membri di band immaginarie come i “Dark Side of the Bad Moon Rising” o i “Riders of the Deep Purple Storm”, le improvvisazioni collettive spingeranno i musicisti sempre più lontano in stati di trance estatica, in cui percorreranno  i cammini sonori più sperimentali e siderali, perdendo progressivamente il senso della realtà e si troveranno testimoni di fenomeni inspiegabili e strane apparizioni.
Saranno frutto di qualche nuova droga come il Dreamwater o forse il produttore sta inseguendo un suo oscuro disegno attraverso una sorta di occultismo musicale?

Le penne

Da questo impianto si dipartono i racconti degli altri sette autori, che hanno sviluppato in piena libertà uno dei personaggi del gioco di Brian Eno: Un Musicista ad Asteroid di Lukha B. Kremo (“un viaggio spaziale sonoro sia interiore che sensoriale, in cui i personaggi sono artefici e vittime della propria musica”), Una delle nuove band neoscience e il Dreamwater, che ha consentito a Claudia Salvatoridi sperimentare in mondi nuovi e di mettere in scena la rockstar come una delle ultime manifestazioni viventi del sacro”; Mad Machinery Possession (in un sex club nordafricano) di Danilo Arona, che trova che “l’ibridazione Gazzola/Arona spacca alla grande”; Un Grande del Crack Rhythm a Lagos di Giovanni De Matteo (“una jam session di scrittura combinatoria: un naufragio nell’inconscio musicale del nuovo millennio”), L’architetto del Modus Operandi di Ernesto Assante e Nuvole di parole astratte colorate di Maurizio Marsico, che si è ispirato a Joyce, Burroughs e all’antipsichiatria di Laing per dar forma a una visione nonsense, “la forma verbale più musicale immaginabile”.

Tutti autori che non hanno bisogno di presentazioni: Arona, Cappi e Salvatori sono tre assi di lungo corso dell’horror, del thriller spionistico, del giallo italiani e di tutte le reciproche contaminazioni. Kremo e De Matteo sono entrambi premi Urania e colonne fondanti del movimento connettivista; mentre Assante e Marsico sono due veterani della scrittura musicale, sia giornalistica che discografica, che col “romanzo-antologia S.O.S.” hanno accettato di mettersi alla prova anche come narratori.

Le matite

Tutti i racconti dell’antologia sono inoltre illustrati dai disegni di cui vedete qualche esempio ai lati dell’articolo: da Tonia Gentile (autrice del disegno in copertina) quelli che aprono e concludono il racconto di Mario Gazzola (e l’intero libro) e i due del racconto di Arona, da Lucia Polo per il racconto di Kremo, Erika Dagnino per Claudia Salvatori e Valentina Tanca quelli di De Matteo, Marsico e Assante, cui presta un disegno anche Sandro Lettieri. Mentre Cappi è l’unico del “mucchio selvaggio” che ha scelto di visualizzarsi da sé.

S.O.S – Soniche Oblique Strategie è il quarto titolo della nuova collana di Arcana (Non) Fiction, dedicata alla narrativa d’ispirazione musicale, è in libreria da giovedì 26 settembre (224 pagine, € 17,50). QUI trovate la pagina Facebook su cui ogni giorno leggerete un nuovo estratto a sorpresa da uno dei racconti dell’antologia, illustrato dal rispettivo disegno.

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FantaRock vince il Premio Vegetti nella sezione Saggio e Stormachine nella sezione Romanzo


Come da risultati ufficiali del Premio Vegetti 2019, Mario Gazzola ed Ernesto Assante si aggiudicano la relativa sezione Saggio di Fantascienza con l’opera Fantarock, monumentale lavoro di ricerca delle connessioni tra il Rock e l’immaginario, e le opere, fantascientifiche uscito con Arcana. Ai due ragazzi va tutto il mio plauso, i complimenti dell’intera squadra coinvolta nel progetto molto ben coadiuvata dai capitani, un’investigazione per niente banale su ciò che costituisce l’interazione tra due mondi, complessi di loro, immaginifici e a lunghissimo raggio, in grado di rivestire tutto il mondo del Fantastico di un’aura magnifica e surreale, iconica e iconoclasta.

Sempre nell’ambito del Premio Vegetti 2019, segnalo pure la strameritata vittoria di Franci Conforti nella sezione Romanzo di Fantascienza, con Stormachine, libro uscito con DelosDigital; Franci è una grande e lo dimostra in ogni occasione, mi complimento con lei per la sua creatività e capacità, adoro la sua prosa.

Mario Gazzola su RadioPopolare per FantaRock


Ieri, su RadioPopolare, Mario Gazzola è stato intervistato sull’opera Fantarock, poderoso tomo da lui scritto assieme a Ernesto Assante e a una pletora di collaboratori – tra cui anch’io ho. Mario ha stilato pure un’intelligente e dissacrante scaletta musicale che potrete ascoltare, insieme all’intervista, dal minuto 13 semplicemente cliccando qui – o qui scaricando l’mp3.

Alla ricerca di suoni alieni con Ernesto Assante e Mario Gazzola | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, per il numero 203 di Delos, un’intervista a Mario Gazzola ed Ernesto Assante sulla loro monumentale opera Fantarock.

Come è nata l’idea del libro e cosa hanno in comune rock e fantascienza?

Ernesto Assante:

L’idea è nata all’indomani della morte di David Bowie, personaggio centrale in questa vicenda. Mi è sembrato giunto il momento di provare a scrivere una storia che mettesse insieme la ricca relazione tra musica e fantascienza. Speriamo di esserci riusciti.

Mario Gazzola:

L’idea primigenia è partita da Ernesto, che – apprezzandomi come narratore fanta oltre che come osservatore di cose musicali – un giorno mi ha proposto a bruciapelo “perché non facciamo insieme un libro su rock e s/f?”. L’idea era sfiziosa, non esisteva in giro nulla di simile (a quanto ne so nemmeno a livello internazionale), quindi – quando mi sono ripreso da un paio di settimane d’angoscia (“ma come si fa a farci star dentro tutto…?!”) – ho cominciato a dar forma a un possibile indice dell’opus magnum.
Secondo me rock e s/f hanno in comune lo sguardo rivolto al futuro: il rock è nato quando la s/f già stava vivendo la sua golden age ma, appena ha raggiunto una simile dignità culturale, ha cercato di ampliare il proprio spazio d’azione sonoro (anche adottando quei nuovi strumenti elettronici che avevano iniziato ad essere utilizzati proprio nelle colonne sonore dei film di s/f per evocare suoni alieni), proclamando fieramente di rappresentare il “futuro della musica”, come avevano fatto prima le avanguardie storiche del ‘900, pur senza mai raggiungere un pubblico così di massa.

Rock e fantascienza, inossidabili – Libri – ANSA.it


Addirittura l’Ansa s’interessa al meraviglioso lavoro di Mario Gazzola ed Ernesto Assante, Fantarock. A testimonianza del gran lavoro che i due hanno fatto per modellare l’immaginario che intercorre tra Rock e SF e, più in generale, col Fantastico.

 

Libri, “Fantarock”: quando il rock incontra la fantascienza – Corriere dell’Umbria


Sul CorriereDellUmbria una bella presentazione e intervista relativa a MarioGazzola per quanto riguarda l’opera FantaRock. A voi il video di ciò che Mario dice; ah, prendetevi il libro…

Fantarock. Stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’opera FantaRock, saggio a 360° sulle commistioni tra Rock e SF, a cura di Mario Gazzola ed Ernesto Assante. Un estratto:

Ci sono molti modi di fruire di storie fantastiche. Tra i tanti ha una rilevanza non trascurabile la musica che, sia mediante i testi delle canzoni che virtuosismi strumentali, racconta talvolta grandi epopee fantastiche, sia ispirate a libri o film, sia del tutto autonome. Se tanti sono i generi musicali ispirati dai mondi fantastici, Fantarock. Stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici è un saggio edito da Arcana Edizioni si concentra sul Rock, proponendosi di esplorare a   360° le connessioni della musica pop rock con l’immaginario di fantascienza. Un percorso che, lo leggerete dalla sinossi, attraversa epoche diverse, e diverse accezioni mediatiche.

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