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Archivio per Arthur Conan Doyle

Sherlock Holmes libero da copyright | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione che alcuni lavori di Conan Doyle su Sherlock Holmes, qli ultimi in particolari, sono diventati di dominio pubblico perché usciti novantacinque anni fa. Ecco il dettaglio:

Sherlock Holmes è finalmente libero da copyright: gli ultimi due racconti che hanno come protagonista il detective creato da Arthur Conan Doyle sono entrati il primo gennaio nella sfera del pubblico dominio essendo passati 95 anni dalla loro pubblicazione. Con lo Sherlock di L’avventura dell’inquilina velata e L’avventura di Shoscombe Old Place saranno liberi dai vincoli del diritto d’autore migliaia di libri usciti nel 1927 tra cui Gita al Faro di Virginia Woolf, America di Franz Kafka, Il Tempo Ritrovato, l’ultimo volume di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, nell’edizione originale francese, La morte viene per l’arcivescovo di Willa Cather, Uomini senza donne di Ernest Hemingway e Zanzare di William Faulkner.

Elementare, oppure no? | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine spiegata la genesi del famosissimo “Elementare, Watson”, che non è esattamente quella che si crede:

Dagli studi effettuati sull’opera di Arthur Conan Doyle è emerso che la famosa frase, attribuita a Sherlock Holmes, “Elementare, Watson” sia da considerare un falso filologico, se non storico. In effetti, risulta che la frase sia stata introdotta in teatro dall’attore William Gillette  e poi ripresa per il cinema da Clive Brook, variamente formulata come “Elementary, my dear fellow” (Elementare, mio caro amico) , “Elementary, my dear Watson”, e infine “Elementary, Watson”.
La circostanza, ormai nota, richiede qualche precisazione. Dopo aver “ucciso” il suo personaggio nel racconto “Il problema finale” (“The Final Problem”, The Strand Magazine, 1893) Doyle scrisse una sceneggiatura teatrale, e il produttore Charles Frohman pensò di offrire il ruolo di Sherloch Holmes a Gillette, che era anche autore e avrebbe potuto rimaneggiare la sceneggiatura. Doyle chiese solo di non affibbiare al detective nessuna storia sentimentale. Tuttavia, quando lo stesso Gillette gli chiese se poteva far sposare Holmes, Doyle rispose che poteva farlo sposare, ucciderlo o fargli qualsiasi altra cosa.

Gillette lavorò allo script nel 1895, mentre si trovava a S. Francisco per la rappresentazione del suo “Secret Service”. Il 23 novembre scoppiò un incendio che si propagò al Baldwin Hotel, dove la compagnia teatrale dimorava. Gillette si trovava in un altro albergo (il Palace Hotel) ma il suo segretario, William Postance, dovette scappare dal Baldwin abbandonando il manoscritto, che andò in fumo. Gillette dovette riscriverlo per intero, basandosi su una brutta copia.
L’opera di Doyle e Gillette debuttò il 23 ottobre 1899 allo Star Theatre di Buffalo, mentre il debutto in terra inglese avvenne allo Shakespeare Theatre di Liverpool il 2 settembre del 1901. Quando Gillette arrivò in Inghilterra, venne organizzato un incontro con Doyle. L’attore scese dal treno nei panni di Holmes, si avvicinò a Doyle, lo esaminò con una lente, e poi disse “Senza dubbio, un autore!”. Doyle ovviamente scoppiò in una risata omerica.
Ciò conferma che Doyle avrebbe approvato qualsiasi modifica fosse stata apportata al personaggio di Sherlock Holmes da parte di Gillette, ma la verità è che la frase coniata dall’attore non è stata inventata di sana pianta, ma è invece una variante comunque ispirata al testo di Doyle, benché Gillette ci abbia messo del suo. Per convincersi di questo, basta pensare al fatto che il vocativo contenuto nella famosa frase (“my dear fellow”, “my dear Watson” o, semplicemente, “Watson”) è il modo abituale in cui Holmes si rivolge al suo compagno di avventure.

Con “Sherlock Holmes e il paese inesplorato” siamo al n. 400! | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di un altro apocrifo del canone sherlockiano, scritto da John A. Little in cui Sir Arthur Conan Doyle si trova innanzi alla sua stessa creatura letteraria. La storia si intitola Sherlock Holmes e il paese inesplorato ed è edita da DelosDigital nella collana “Sherlockiana”, che per l’occasione tocca il numero 400.

A volte le invenzioni degli scrittori possono diventare così reali da tormentare chi le ha ideate. E sarà proprio quello che succederà al grande Arthur Conan Doyle, il quale si troverà letteralmente davanti alla sua stessa creazione, Sherlock Holmes. Le loro vite si intrecceranno e diventeranno quasi speculari, e il loro fato sarà unito inesorabilmente.
Buona lettura e speriamo di poter pubblicare altre 400 avventure da qui ai prossimi anni…

Sherlock Holmes: The Awakened | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di un videogioco che coniuga, ancora una volta, il mondo di Sherlock Holmes descritto da Conan Doyle con quello dei Grandi Antichi di Lovecraft: The Awakened. Di cosa parliamo?

Torna Sherlock  Holmes in versione videogioco. Infatti dopo il completo reboot della saga di Sherlock Holmes con Chapter One, rilasciato esattamente lo scorso anno in questo periodo, Frogwares ha pubblicato in questi giorni il primissimo trailer relativo alla seconda parte del gioco, che prende il titolo di Sherlock Holmes: The Awakened.

Gli eventi vedono il segugio di Baker Street e il suo fido collega e amico dottor Watson nel 1884, praticamente tempo dopo rispetto a quanto accade in Chapter One. Il tema centrale vede di questa seconda parte, sviluppata sempre dalla società ucraina, una sorta di mash-up tra i lavori di Doyle e quelli H.P. Lovecraft, con tanto di  ambientazioni piuttosto dark.

Dossier Cthulhu | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione ai tre romanzi apocrifi su Sherlock Holmes che interagisce col pantheon lovecraftiano, romanzi scritti da James Lovegrove ed editi in Italia da Giallo Mondadori. Un estratto:

Non si contano i mash-up con protagonista Sherlock Holmes. Il più famoso detective della storia della letteratura ha incontrato un gran numero di personaggi: da Fu Manchu a Dracula, passando per il dottor Jekyll.
Nella maggior parte dei casi, pur essendo letture più che godibili, l’incontro tra due personaggi vede inevitabilmente prevalere il punto di vista di uno rispetto all’altro. Non è il caso del Dossier Cthulhu, capace di rendere giustizia sia alla prodigiosa capacità deduttiva del detective creato da Sir Arthur Conan Doyle sia agli inesplicabili orrori che regolano l’universo ideato da H.P. Lovecraft. Ma quello in cui Lovegrove riesce con particolare bravura è piegare al suo racconto la storia letteraria di Sherlock Holmes. Profondo conoscitore dell’opera di Conan Doyle, l’autore ha una giustificazione per ogni piccola sbavatura al canone. Riscrive, come in un puzzle, i dettagli che occorrono a rendere credibile la sua storia. Senza la minima forzatura, Sherlock Holmes cede all’occulto senza però perdere il suo ferreo razionalismo. Lo stesso succede agli altri personaggi creati da Conan Doyle che vengono trasferiti in un mondo del tutto inedito, senza che per questo smettano di essere riconoscibili.

Holmes e gli orrori del Miskatonic (Sherlock Apocrifi 82) | Gli Archivi di Uruk


Bella segnalazione di Lucius Etruscus su un GialloMondadori in uscita questo mese: Sherlock Holmes e gli orrori del Miskatonic, di James Lovegrove – se ne era già parlato su SherlockMagazine. È un incontro tra Sherlock Holmes e il pantheon di Lovecraft, seminale per le continue commistioni che ciò comporta – penso al ciclo della Lavanderia di Stross – e perciò assolutamente da seguire.

Quindici anni sono passati dal primo manifestarsi delle forze oscure. Sherlock Holmes e il dottor Watson – l’uno all’apice della sua dipendenza dalla droga, l’altro segnato dalla perdita dell’adorata moglie Mary – non hanno mai smesso di combattere un nemico che si cela al di là del visibile, presenze ultraterrene di cui il mondo non è ancora pronto a conoscere il segreto. A una nuova fase di questa lotta incessante sembra preludere la notizia che al Bedlam, il famigerato ospedale psichiatrico londinese, è ricoverato un paziente diverso da tutti gli altri. Nel suo delirio costui traccia geroglifici nella lingua arcana che rievoca ostili divinità arcaiche. Anche le condizioni fisiche, tra il volto sfigurato, le cicatrici diffuse e la mano sinistra troncata all’altezza del polso, testimoniano che qualcosa di terrificante debba essergli accaduto, forse durante un infausto viaggio sul fiume Miskatonic, nella Nuova Inghilterra, in cerca di una creatura mostruosa. Sfide sovrumane e fenomeni che sfuggono alla ragione si annunciano per i due inquilini di Baker Street, uniti come non mai nell’impresa di difendere la civiltà dall’assedio dei Grandi Antichi.

Il volume è impreziosito dal saggio: Sherlock Holmes e i miti di Cthulhu di Luigi Pachì.

Nuove mappe dell’apocrifo | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Nuove mappe dell’apocrifo, saggio di Luigi Pachì che documenta il sottobosco letterario di autori aderenti al canone sherlockiano. La quarta:

È un percorso mirato tra autori internazionali e nazionali proposto da uno dei principali conoscitori di questo argomento. Direttore da oltre vent’anni della Sherlock Magazine, editor di collane librarie come Odissea Mystery, Baker Street Collection, Sherlockiana, Sherlockiana Saggi, Sherlockiana Investigazioni e consulente editoriale fin dalla sua nascita del mensile Il Giallo Mondadori Sherlock, in questa sorta di vademecum Luigi Pachì propone i migliori autori (circa 200) e casi holmesiani da loro trattati nei romanzi e racconti apocrifi usciti in Italia negli ultimi anni.

Non manca, in questo libro, una sostanziosa parte iniziale dove si affrontano i seguenti temi: Il Canone sherlockiano e il suo universo; Arthur Conan Doyle e il ruolo dell’omicidio nel Canone; Sherlock Holmes: profilo del detective per antonomasia; Il professor Moriarty, la nemesi di Sherlock Holmes; La polizia e le forze dell’ordine ai tempi di Sherlock Holmes; La Londra vittoriana di Sherlock Holmes; La classifica personale dei casi canonici secondo Arthur Conan Doyle; La datazione dei casi canonici; Alcune regole basilari per chi scrive apocrifi sherlockiani.

Di quando Agatha Christie decise di scomparire | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la storia della sparizione – volontaria – di Agatha Christie nel 1926, storia forse non troppo nota e assolutamente interessante per tutti i risvolti e i metamondi evocati e trascinati dietro da quasi un secolo fa.

C’è un mistero che, a quasi un secolo di distanza dal suo avvenimento, non conosce soluzione e coinvolge una delle scrittrici inglesi più amate e vendute al mondo.

Dopo l’ennesimo litigio con il marito Archibald, il 3 dicembre 1926 Agatha Christie si allontana dalla sua abitazione a bordo di una Morris Cowley. L’automobile viene trovata quasi subito, già il giorno successivo alla scomparsa, con i fari accesi e con al suo interno gli effetti personali della scrittrice. Ma quello che più mette in allarme gli investigatori è che la vettura viene rinvenuta nei pressi di un piccolo lago nella contea del Surrey. Non occorre aspettare molto prima che la notizia della scomparsa, e la conseguente preoccupazione per la sorte della scrittrice, si diffonda in tutto il mondo.
Nella sua ricerca sembra siano impegnate 15.000 persone, tra poliziotti e volontari. Viene utilizzato anche un aeroplano perché possano essere effettuate ricerche dall’alto. Il lago presso il quale viene trovata l’automobile viene dragato e nelle indagini viene coinvolto anche Arthur Conan Doyle. Il papà di Sherlock Holmes si servirà dell’aiuto di una medium per ricostruire quanto accaduto a Christie. Molte le ipotesi formulate: alcuni sono convinti si tratti di un caso di suicidio, altri di allontanamento volontario, altri ancora favoleggiano su un possibile coinvolgimento di Christie in un’indagine top secret per conto dei servizi segreti britannici.

Trascorrono 11 lunghi giorni e nessuno ha idea di cosa possa essere accaduto alla scrittrice…

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione del Grande libro dei racconti di Sherlock Holmes, a cura di Otto Penzler.

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes, pubblicato nella collana Oscar Draghi Mondadori (euro 28,00), raccoglie ben 83 avventure del noto detective di Baker Street scritte da tantissimi autori.

Per orientare il lettore all’imponente volume di quasi mille pagine (982 per l’esattezza) il curatore ha cercato di suddividere i racconti in diverse categorie. Lui stesso afferma nell’introduzione che si tratta di una suddivisione discutibile, poiché certi racconti dovrebbero figurare in più categorie, tuttavia può essere un primo modo per macro-selezionare le scelte narrative da lui operate.
I racconti presenti in questo libro, tutti tradotti da Enzo Verrengia, partono con due parodie classiche di Conan Doyle, poi Penzler raccoglie otto tra i racconti più ristampati nella storia dell’apocrifo. La categorizzazione attuata dal curatore ci porta a leggere anche tredici pastiche d’autore, cinque pastiche apocrifi risalenti al diciannovesimo secolo, tre storie in cui Holmes è presente solo “in spirito”, cinque avventure di stampo fantastico-fantascientifico, dieci racconti in cui Holmes incontra eminenti uomini o donne, undici racconti divertenti, quindici opere di giallisti contemporanei e undici di autori di polizieschi classici.

Il risultato è un tomo davvero unico per tutti coloro che amano leggere nuove avventure del detective inglese, oltre alle canoniche 60 scritte da Arthur Conan Doyle. Un volume con copertina rigida che si presta anche a un ottimo regalo. Una sorta di strenna natalizia anticipata che i fan dei Sherlock Holmes sapranno apprezzare.

Sherlock Holmes contro Cthulhu | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Sherlock Holmes e la minaccia di Cthulhu di Lois H. Gresh, in cui Sherlock è chiamato a investigare su casi che chiamano in causa addirittura gli “Antichi” di H.P. Lovecraft. Non è un filone nuovissimo, ma è sempre intrigante leggerne i particolari:

Una serie di macabri omicidi sconvolge Londra. In ogni scena del crimine rimane solo un mucchio di ossa della vittima insieme a una bizzarra sfera coperta da strani simboli. Il figlio dell’ultima vittima chiede aiuto a Sherlock Holmes e al suo precedente partner, il dott. John Watson. Dopo una prima indagine, la coppia di Baker Street scopre un filo conduttore che collega gli omicidi: geometrie bizzarre basate su antichi schemi permettono a creature ultraterrene di entrare nella nostra dimensione, cercando di creare caos e distruzione. Le persone responsabili stanno guadagnando talmente tanto potere che anche il più grande nemico di Holmes li teme abbastanza da cercare una diabolica alleanza.

Il primo scontro tra due protagonisti della letteratura del Novecento raccontato con maestria, ritmo e dovizia di particolari. Un mistero che sorprenderà anche il lettore più accanito ed esperto di Conan Doyle e H.P. Lovecraft.

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