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Archivio per Attività politica

ROGER WATERS: “THE BRAVERY OF BEING OUT OF RANGE” – VERSIONE 2021 | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione della partecipazione avvenuta ieri di Roger Waters a un evento politico, Live for Gaza, in cui ha performato un suo vecchio brano di trent’anni fa, per sottolineare che c’è necessità di impegno politico, per evidenziare che l’anno prossimo lui tornerà sulle scene col suo This is not drill, spettacolo militante di cui tutti abbiamo bisogno per metterci di traverso a un sistema inumano e votato solo al business. Shine on.

Roger Waters: “Sono davvero felice di far parte di questa serata di musica, amore e movimento. Assicuratevi un biglietto e sintonizzatevi questo sabato per assistere alla première mondiale di io e la band che suoniamo ‘The Bravery of Being Out of Range’ (inclusa una nuova strofa).Coglierò l’occasione per chiedere ai giocatori della English Premier League (EPL) di unirsi a me in una campagna internazionale per convincere la FIFA e la UEFA a vietare alla squadra di calcio nazionale di Israele e alle società calcistiche israeliane di prendere parte alle competizioni internazionali fino a quando Israele non interromperà le sue politiche razziste di apartheid”.

 

GLI SQUALLOR, L’ARTE TRA GIOCO E SATIRA – GIORNALE POP


Un po’ di storia e analisi filologica del lavoro degli Squallor che, va detto chiaro e tondo, in un’epoca bieca e bigotta come questa non avrebbero avuto la popolarità e il consenso che hanno invece riscontrato; il politically correct – mossa culturale volta a favorire il business, ca va sans dire – miete a mani basse ovunque ed è un po’ un resistere alla marmellata uniformante quello che siamo chiamati a fare, sappiamo che esiste il giusto e lo sbagliato, sappiamo che esistono le differenze, e tutto ciò va rimarcato invece che appianato senza che ciò significhi, ovviamente, infamare o denigrare: il rispetto del reale deve guidare, tanto per dire Destra e Sinistra non sono per niente equivalenti.
Su GiornalePop.

La politica italiana è sbeffeggiata tanto a destra quanto al centro e a sinistra. Gli amori omosessuali vengono palesemente ridicolizzati, ma la stessa sorte tocca anche alle relazioni etero.
La Chiesa è presa di mira in diverse occasioni, ma non mancano caricature dell’Islam o di Confucio. Insomma, un dissacrante anarco-nichilismo prende di mira un’intera società deridendo chiunque, a cominciare da loro stessi: gli autoironici Squallor. La totale dissacrazione del concetto di artista, la disintegrazione dei valori, la rinuncia assoluta a ogni logica e raziocinio, l’assenza di regole, il rifiuto del linguaggio logico-consequenziale, l’assurdo. Tutti questi elementi caratterizzano fin dagli esordi la poetica degli Squallor e ci riconducono all’aspetto dadaista a cui abbiamo accennato.

Ma quando è che la demenzialità si fa arte? Quando è capace di colpire sovrastrutture e schemi della mente, penetrando al di là di ogni barriera logica per creare un varco capace di aprire la strada a sensibili mutazioni nell’animo dell’ascoltatore. Anche lo shock estetico può essere in tal senso uno strumento. Il linguaggio anti-aristotelico di una narrazione «a-semantica» del primo periodo degli Squallor è riconducibile a quel novero di performances dell’assurdo che hanno caratterizzato più momenti nelle avanguardie artistiche del XX° secolo.
Emblematico in tal senso è il brano sperimentaleMarcia Longa(1974) che rappresenta forse l’apoteosi dell’avanguardismo squalloresco. Un’opera di per sé psichedelica ma che trascende il concetto stesso di psichedelia sfuggendo a ogni tentativo di categorizzazione. Marcia Longa è «teatro psichico», «flusso di coscienza», «terrorismo poetico».

È la straniante messa in scena del nonsense in uno spettacolo sonoro a due canali stereo.

Gary Numan – Saints And Liars (Official Audio)


Sui pianeti extrasolari l’oscuro agguanta prima che altrove…

L’inizio della fine


Le spedizioni furono fatte con intenti persecutori, orde di entità energetiche incarnate in grossolane forme antropomorfe sfilarono per le vie psichiche dell’insondabile, contaminando e colonizzando ogni aspetto conosciuto legato alla vita biologica. Fu la fine di ogni speranza anarchica.

La mezzaluna occidentale – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione a un testo di saggistica che “è uno studio sul problema delle origini. Intendo le origini della civiltà “occidentale” sui cui il cristianesimo ha impresso un’orma profonda. L’Islam, benchè possa spiacere a molti, è parte integrante di questa civiltà. L’Islam è pienamente “occidentale”. Si parla di L’Islam, religione dell’Occidente, di Massimo Campanini.

La recensione tocca alcune verità storiche, misconosciute ma innegabili, ma la cosa che più mi ha colpito è il passo sottostante, che rende perfettamente l’idea della truffa cristiana per eccellenza, la Donazione di Costantino, che fa da base a un bluff smisurato in cui si provava a vendere qualcosa di cui non si aveva diritto in nome di una potestà terrena che il mistico e l’ascetismo non dovrebbe nemmeno concepire, in nome di una rivalità che alla fine ha visto vincitrice la Chiesa Cattolica di Roma e che, tronfiamente, festeggia sui cadaveri di altri cristiani; mi viene il vomito…

Ed è nota la lettera che papa Pio II scrisse nel 1460 – sicuramente mai spedita ma fatta circolare tra le corti europee a scopo polemico – nella quale il Pontefice invitava al battesimo Mehemet II, fresco conquistatore di Costantinopoli, condizione soddisfatta la quale il capo della Chiesa sarebbe stato disposto anche a conferire al Sultano il titolo di Imperatore Romano, in quanto legittimo padrone della “seconda Roma”. Un paradosso colossale, in cui il conquistatore ottomano avrebbe potuto acquisire il soglio più alto della regalità d’Occidente. Una idea di prossimità, oggi inconcepibile.

 

PULCHERIA ED EUDOCIA, UNO SCONTRO FRA SANTE | GiornalePop


Su GiornalePop è possibile rendersi conto del verminaio che subito ha avvolto di ambizione gli uomini nuovi cristiano, appena preso il potere, dopo la morte di Costantino I a Costantinopoli. Leggere, per inorridire (anche i cosiddetti Padri della Chiesa sono coinvolti).

Pulcheria ed Eudocia. Questi nomi particolari sanno di antico. Sono due sante poco conosciute dal grande pubblico, eppure fondamentali per lo sviluppo del cristianesimo. Senza di loro probabilmente la religione cristiana sarebbe molto diversa e la storia del mondo differente. E non sarà l’unica cosa a meravigliarvi di questa storia.

Iniziamo dalla prima santa, Pulcheria. Un personaggio che sarebbe finito sui libri di storia anche se non fosse stata canonizzata. Elia Pulcheria, nipote dell’imperatore Teodosio I, figlia di Arcadio, sorella e reggente di Teodosio II. Imperatrice lei stessa come moglie di Marciano, dominò la vita dell’Impero romano per più di 40 anni. Nel 414, quando si presume avesse 15 o 16 anni, Pulcheria prese la reggenza dell’Impero romano d’Oriente per conto del fratello ancora bambino Teodosio II. I cronisti raccontano grandi meraviglie su di lei: bella quanto intelligente, colta quanto pia… ma si sa che il loro lavoro consiste nell’incensare chi li paga.

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Mondare le teorie errate


Buttare via la chiave per mondare i deliri insussistenti, le scorciatoie ideologiche che portano dritte all’errore: la psichedelia, lo sciamanesimo, non possono essere i percorsi corretti per chi erra a destra.

Intervista a Giorgio Galli: esoterismo, cultura & politica – A X I S m u n d i


Su AxisMundi una bella intervista di pochi anni fa al recentemente scomparso Giorgio Galli, in cui vengono tracciate le rotte culturali, cultuali, sociopolitiche ed economiche di questi decenni, che ovviamente affondano nell’humus fantastico del passato, a volte anche remoto. Vi lascio ad alcuni piccoli stralci, ma ovviamente l’invito esplicito che vi faccio è quello di leggere attentamente tutta la chiacchierata, troverete delle belle sorprese.

Come interpreta il ritorno di interesse verso tematiche di tipo esoterico nel cuore dell’epoca post-illuminista e positivista?

Credo che una risposta non si possa dare che in termini di probabilità. Penso che ciò che definiamo esoterismo sia un deposito di antiche culture che hanno percepito, sia pure in modo confuso, un modo di rapportarsi con la realtà che aveva degli elementi di validità, che sono stati del tutto accantonati dalla rivoluzione scientifica ma che probabilmente sono insiti, per così dire, in un modo particolare della natura umana di approcciarsi con la realtà. Questo non vuol dire che non sia valida l’impostazione della rivoluzione scientifica, coi grandi risultati che ha dato. Ma probabilmente ci sono modi di interpretare la realtà irriducibili a quelli della scienza (basata sull’esperimento, sulla verifica e sulla ripetibilità dell’esperimento), altri paradigmi, insomma, rispetto a quello positivo. Basti pensare al ruolo dei miti e delle leggende e al peso che hanno avuto nell’evoluzione dell’uomo. La mia interpretazione è che questi modi siano talmente forti e radicati da riuscire a resistere alla prima ondata della scienza – quando questa cercava di spiegare tutto, sommergendo così gli approcci “esoterici”. Via via questa ondata è diminuita di intensità (basti pensare al venir meno, nella scienza odierna, dell’onnipotenza del positivismo, con l’effetto che gli stessi scienziati sono ben consapevoli dei loro limiti). Ebbene, dopo la crisi della fiducia seicentesca, culminata nell’Illuminismo del Settecento, questo modus operandi definito esoterico, componente fondamentale dell’essere umano – pure con la sua carica di ingenuità e di approssimazione, naturalmente – tende a riemergere. Io credo che questa sia una possibile spiegazione.

Qualcosa è andato perduto, insomma?

È venuto meno, appunto durante la prima ondata di ottimismo di una scienza che pretende di spiegare tutto in maniera esaustiva, un modo diverso di confrontarsi con la realtà, riemerso a seguito della crisi delle “sicurezze” scientifiche. Questa è un’ipotetica spiegazione – altrimenti si cadrebbe in contraddizione. Ad esempio, non si spiegherebbe perché il grande salto in avanti della fisica quantistica sia avvenuto nella Germania a cavallo tra fine Ottocento e inizi del Novecento, in quella stessa Germania in cui ebbe particolare vivacità la rinascita astrologica e in cui si vide il fiorire di quegli approcci esoterici che si svilupperanno poi, peraltro, nel nazionalsocialismo. Molti degli scienziati che si occupavano di energia atomica – le cui ricerche portarono a supporre la Germania potesse disporre della bomba atomica persino prima degli Stati Uniti – credevano nella validità dell’astrologia. Ebbene, proprio in questo stesso periodo sembrerebbe contraddittorio assistere, da un lato, al grande sviluppo scientifico, dall’altro, al riemergere di queste altre culture. Se si pensa appunto a un’alchimia che prepara la chimica o ad una astrologia che annuncia l’astronomia, come spiegare questo ritorno di interesse? Sono impostazioni irriducibili ad un comune denominatore, entrambe molto forti, che periodicamente riemergono, spesso a seguito della crisi dell’altro paradigma.

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Il consenso


Il consenso è una storia politica già indagata in tutti gli aspetti da millenni, si conoscono perfino le mosse da attuare e i respiri giusti per convincere, un teatrino che sa di marketing, uno show che diverrà olografico.

Matthieu Saladin – La Capture De L’inaudible | Neural


[Letto su Neural]

Ci sono suoni che non riusciamo ad ascoltare, perché sono al di sotto o al di là dello spettro udibile dall’orecchio umano oppure mascherati da altri suoni più forti emessi contemporaneamente o quasi. Matthieu Saladin interpreta tutto questo in un senso che è letteralmente politico, ovvero intende l’inaudibile come qualcosa che supera lo stesso ascolto e la comprensione di un gruppo di persone. Tale insieme di individui, quindi, diviene nella sua analisi metafora di comunità, di società, poiché lo stesso atto d’ascolto è qualcosa che è socialmente, culturalmente e storicamente costruito e l’audibilità può essere definita in fin dei conti come una relazione fra persone. Possiamo immaginare allora un’orizzonte di udibilità, ovvero qualcosa che è valida per qualcuno e per qualcun altro no. Il suono è sempre un prodotto della percezione, non è qualcosa di materialmente dato a priori e sono gli stessi esseri umani che organizzano tramite il loro corpo quello che poi chiamiamo suono. Nell’approccio concettuale di Saladin una certa attenzione è riservata oltre che alle forme d’ascolto anche ai formati, che fin dalla loro originaria concezione sono stati pensati strategicamente, scegliendo gli adeguati supporti tecnici e legali, atti a meglio collocare storicamente e socialmente una determinata fruizione. Nella SD card allegata a uno stilizzatissimo booklet – che si deve a Jean-Baptiste Parré – ci sono più di sei GB per un totale di ben 3.857 elementi. Il software che è qui presentato agisce esattamente in modo opposto rispetto all’elaborazione del segnale normalmente eseguita da un codificatore MP3. Sono mantenute cioè solo le frequenze rimosse dalla codifica MP3. La scelta di questo formato non va intesa tuttavia come una critica alla compressione dei dati audio, né degli usi che il formato rende possibili. Semplicemente è solo una delle tante manifestazioni dell’inaudibile, particolarmente comprensibile proprio per la confidenza che abbiamo con questo tipo d’ascolto. “Ogni suono è una relazione”, questo ci ricorda di continuo Saladin e questa relazione ha oltretutto un carattere fortemente sociale con alle spalle una lunga storia di udito. La codifica percettiva, la tecnologia alla base di minidisc, mp3, mp4 e molte altre forme di audio digitale, bene rappresenta questa lunga storia. La capture de l’inaudible è una coproduzione di Artkillart con Synesthésie St Denis e tutto il materiale è stato realizzato durante una residenza artistica. Fra la molta sostanza teorica e il software – che si deve a Ianis Lallemand – non manca naturalmente anche una copiosa libreria di suoni.

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

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