HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per BandCamp

Rivisitando “Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo”


Continua la carrellata di fine anno sulle ultime novità editoriali che mi riguardano; oggi vorrei ricordarvi Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo, progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo:

L’album trae ispirazione dalla personale saga imperiale, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; nel progetto musicale si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Gli artisti coinvolti in questo progetto musicale sono: Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab). Parole e voci su “Flaminae suit” mie e di Ksenja Laginja. Cover di Ksenja Laginja.

L’intero carnet di brani è acquistabile sul Bandcamp di Hyperhouse a 5€, un singolo brano a 0,99€, il CD a 7€.

Maurizio Bianchi – Armaghedon | Neural


[Letto su Neural]

Secondo l’autore stesso “la parola Armaghedon non deve mai più essere sinonimo di decadente distruzione” e invoca a tal proposito un nuovo ordine mondiale “teocratico”, promotore di una definitiva “liberazione neuronale”. Maurizio Bianchi, autentico mito dell’underground industrial noise, seminale sperimentatore, ripropone adesso per Verlag System e con il supporto dello Pharmakustik-studio, un suo album del 1984, colonna sonora di un film mai finito. Le atmosfere di Armaghedon sono decisamente oscure e l’incedere opprimente non sembra derivare da una partitura precisa. Molto del flusso sonoro è conseguenza delle tortuose modulazioni ottenute semplicemente utilizzando una Echo Machine. Quello che non manca, tuttavia, nell’estrema libertà da schemi precostituiti, è una forte tensione immaginativa, risultato del rimestare in precedenti e personali registrazioni, senza l’utilizzo di strumentazione aggiuntiva alcuna. Il personalissimo percorso musicale di Maurizio Bianchi è certo assai eclettico, attraversato da pause produttive lunghissime e poi riprese, un lavorio che affonda le sue radici nella fine degli anni settanta e nei primissimi anni ottanta, nelle subculture art-punk e nell’elettronica, non tralasciando ascolti più colti e pulsioni ambient-minimaliste, infarcendo il tutto di frequentazioni mail-art e spiritualismo. Le uscite discografiche e le collaborazioni con altri artisti si contano a fatica, tanto sono numerose e lo stesso maestro, milanese d’adozione, con difficoltà distingue fra materiali originali e ristampe di vario tipo, anche non autorizzate. Al contrario, nella sua ultradecennale militanza musicale mai Maurizio Bianchi si è esibito dal vivo: la sua è una musica che è complicato replicare, la cui struttura è definita precipuamente in funzione dell’uscita discografica, quasi sempre senza mai l’obiettivo di compiacere l’ascoltatore, di essere orecchiabile o piacevole. Sono due le tracce che vanno a comporre l’opera e nell’esclusiva ristampa di 300 copie le prime sono accompagnate da un’esclusiva foto Polaroid originale dell’epoca, scattata dallo stesso MB. Per oscure ragioni, l’LP originale fu distribuito solo un anno dopo la sua stampa e rimase indisponibile per molto tempo. Inoltre, la maggior parte delle copie originarie furono distrutte (probabilmente perché rimaste invendute). Questa è stata l’ultima produzione in vinile di Bianchi prima di una pausa durata otto anni, un viaggio nel rumore e nella saturazione dei suoni a testimonianza di una carriera e di una stagione senza pari.

Cluster Lizard – Star Corsair | Neural


[Letto su Neural]

La scintilla che ha dato origine a questo nuovo progetto dei Cluster Lizard – alias che Dmytro Fedorenko e Kateryna Zavoloka utilizzano già dal 2017, mentre adesso sono al loro terzo album sotto tali sembianze – è davvero diretta e incendiaria se rapportata al costrutto spesso assai complesso e mediato di altre e più concettuali uscite discografiche della coppia o dei due artisti considerati singolarmente. “Come potrebbero essere le colonne sonore dei nostri film preferiti?” si domandano i due esperienziati sperimentatori sonori e ai film che erano spendibili per una operazione di questo tipo sostituiscono invece un libro dello scrittore di fantascienza, filosofo e dissidente ucraino Oles BerdnykStar Corsair – non mutando poi tanto il concetto-chiave della seminale intuizione, scrivere cioè una colonna sonora per un’opera ritenuta dai due autori davvero appassionante e significativa. Oles Berdnyk, scomparso nel 2003, è uno dei padri della fantascienza ucraina: nonostante la sua carriera sia stata regolarmente interrotta dalle autorità sovietiche e sebbene la sua attività letteraria abbia attraversato differenti generi e temi, il suo lascito più significativo è stato proprio Star Corsair, opera sci-fi degli anni ’70, una trattazione piena di tensioni futuristiche e istanze libertarie, che solo adesso può mostrare a pieno il suo potenziale. Influenzati dalla visione di sviluppo personale insita nel romanzo, i Cluster Lizard elaborano una loro personale riflessione che coincide con una profonda trasformazione, visionaria e socialmente evoluta. L’idea principale del romanzo è che senza una libertà “interna” non sia possibile alcuna libertà “esterna”, parallelismo che in tempi d’oppressione e d’irregimentamento pesante – in epoca post guerra fredda – può divenire conseguentemente un manifesto cult di tensione utopica. I suoni utilizzati rendono appieno le atmosfere della lungimirante e provocatoria narrazione, sono carichi d’afflato modernista, profondi e grondanti speranze, evocativi e immaginifici. Tutto quello che di cibernetico ed astrale è nelle corde di Zavoloka e Fedorenko qui entra in gioco, atmosfere scure e misticheggianti, scienza e robotica, in una sovrapposizione di trame ed elementi compresi fra il minimalismo e la musica industriale, a cavallo d’intrecci dark ambient e pulsazioni cosmiche.

Ecco il CD di “Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo”


Novità per la pagina HyperHouse su BandCamp: è disponibile il CD della produzione musicale di Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab), ispirati dalle dinamiche sfuggenti dell’Impero Connettivo.
Scaricare digitalmente l’intero album equivale a un’azione monetaria illusoria di 5€; un brano singolo digitale è quotato 0,99€ mentre l’ordine del CD equivale a 7€ (spese spedizione per l’Italia comprese), mentre per il resto del mondo si va dai 9 ai 10€, sempre spese spedizione comprese.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo è un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.
L’album trae ispirazione dalla saga imperiale che ho ideato, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; in particolare si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Parole e voci su “Flaminae suit” mie e di Ksenja Laginja. Cover di Ksenja Laginja.

Anushka Chkheidze, Eto Gelashvili, Hayk Karoyi, Lillevan, Robert Lippok – Glacier Music II | Neural


[Letto su Neural]

Un viaggio condiviso fra le gelide montagne del Grande Caucaso georgiano, compiuto da artisti provenienti da Armenia, Germania e dalla Georgia stessa. Questo il presupposto di Glacier Music II, uscita particolarmente accurata che si deve alla Establishment Records, grazie anche ad un interessante libro in allegato, in copertina morbida e di alta qualità, stampato in Lettonia con carta ed inchiostri ecosostenibili. Nel libro sono presentate alcune conversazioni con gli artisti, nonché altre testimonianze raccolte durante il tragitto, impressioni degli scenari esperiti e testi integrali e traduzioni delle parti cantate. Nei territori attraversati le tradizioni musicali non differiscono in maniera netta e – pur rappresentando in maniera specifica ognuno di quei luoghi – danno vita a una rete di connessioni alquanto delicata e complessa. L’ispirazione stilistica è dunque varia, oltre che supportata dai talenti decisamente multiformi degli artisti che hanno partecipato al progetto, un’iniziativa voluta dal locale Goethe-Institut. L’esorbitante bellezza di questa regione montagnosa è riflessa gentilmente negli incastri pianistici di Anushka Chkheidze, assai dettagliati e intimi, così come alquanto stilizzati sono anche gli interventi vocali di Eto Gelashvili e l’elettronica di Lippok. Glacier Music II, a cinque anni di distanza dalla precedente prova, è anche un’esplicita testimonianza sugli effetti del cambiamento climatico, con riflessioni molto dettagliate e puntuali che di conseguenza fanno capolino anche nel libro sopra citato. Sono le registrazioni sonore su un ghiacciaio del Kazakistan, già ridotto a solo un terzo delle sue dimensioni originarie, a porre però indirettamente questioni sulla crisi climatica in atto, ed il tutto è ulteriormente sottolineato dagli interventi audio-video di Lippok e Lillevan, così come in una delle tracce confluisce anche materiale sonoro del gruppo Sounds of Matterhorn, composto da Matthias Meyer, Samuel Weber e Jan Beutel. I brani sono realizzati in differenti combinazioni e questo, unito ad un generale rimescolamento fra pratiche sonore contemporanee e musica tradizionale, rende l’ascolto sempre mutevole, dalle coloriture folcloristiche ma anche sperimentale e melanconico. Se ancora gli artisti possono mettere in discussione la nostra percezione su questioni così importanti, questa è la maniera giusta per promuovere un dialogo e sensibilizzare anche il pubblico della sound art sul deterioramento del pianeta, sui cambiamenti climatici e sui problemi ambientali.

Tomoko Mukaiyama & Yannis Kyriakides – La Mode | Neural


[Letto su Neural]

La prima rappresentazione dell’installazione-concerto, La Mode, con musiche di Tomoko Mukaiyama e Yannis Kyriakides, risale al 2016, in occasione dell’apertura del National Theatre di Taichung, a Taiwan. L’opera è stata pensata in quanto elemento auditivo a supporto dell’azione di dieci danzatori e in evidenza sono il pianoforte di Tomoko Mukaiyama, l’elettronica rarefatta e l’impianto scenico dell’evento, effetto di una feconda compresenza di design e architettura. Fondamentale nel definire il contesto dell’azione spettacolare è stata nello specifico la collaborazione con l’architetto giapponese Toyo Ito, al quale si deve il progetto della struttura, un edificio decisamente al di fuori dal comune e iper-contemporaneo, assai complesso, simbolico e immaginifico. Uno spazio nel quale è stato conseguente interrogarsi su quale sia l’essenza stessa dell’arte performativa oggi, un genere espressivo che considera gli ambienti alla stessa stregua dell’arte che si svolge in essi, elementi inscindibili di un mutuo confronto. Il concetto cardine che ha ispirato lo spazio teatrale è quello della “caverna del suono”, un luogo d’azione dove tutta una serie di energie entrano in collisione. Una nuova versione del progetto è stata implementata in versione live-stream per il Muziekgebouw di Amsterdam, frutto di una registrazione – ben quattro anni più tardi, nel giugno 2020 – nel bel mezzo del primo lockdown per il Covid-19. Nel progetto sembrano coesistere come due facce, una più intima, gentile e meditativa, ma che anche riflette l’insicurezza e l’alienazione sociale insite nel sistema della moda, un’altra più aggressiva – invece – carica dell’apparire e di un consumismo esibito. Non manca certo sostanza ritmica nelle composizioni presentate, che ritorna sotto svariate forme, sposandosi bene con sequenze più melodiche, tratteggiate in maniera assai sofisticata e puntinista, subito nella traccia introduttiva, “Catwalk”, più sospese e meditative in quella successiva, “Nocturnal”, composizione i cui modelli di riferimento sono sempre sfuggenti e proliferanti. “Early Memory” è pura musica cameristica contemporanea, dove il ruolo del piano è ben distinto rispetto alle altre emergenze sonore, similmente anche in “Dress Code”, composizione di oltre tredici minuti, è ancora il piano a tenere le fila con sparuti interventi vocali, molto sussurrati ed eterei. “Ito Rumba”, la traccia finale, è certo la più caotica fra quelle presentate, effettata e rumorosa, con una integrazione maggiormente insistita di pianoforte ed elettronica.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo | HyperHouse @BandCamp


Vi ricordo che potrete trovare le pagine di HyperHouse anche su BandCamp, in cui il progetto Schegge di ossidiana prende vita musicale grazie a Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab); parole e voci su “Flaminae suit” di Ksenja Laginja e Sandro Battisti, cover di Ksenja Laginja.
L’album, con me e tutti i musicisti, è al centro del panel di oggi alla The Abbey Experience, evento fiume che in questo momento è in svolgimento a Genova – info maggiori qui.

“Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo” è un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.
L’album trae ispirazione dalla saga imperiale scritta da Sandro Battisti, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; in particolare si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.

Poème électronique – The Abbey Experience (last seal)


Oggi 20 novembre dalle ore 16.00, a Genova presso l’abbazia di S. Bernardino (sconsacrata, state tranquilli), si terrà l’evento The Abbey Experience, una sei (6!) ore principe degli appuntamenti di Poème électronique in cui avanguardia musicale, elettronica e poesia si mescolano dando vita a esperimenti inusuali e innovativi. Ci saranno tanti artisti, tanti performer, tanti poeti, tanti musicisti, tanti autori; tra questi figuro anch’io con Schegge di Ossidiana, il progetto personale di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, dove in particolare faccio riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” comparso sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Alle 19.30 sarò quindi on stage per PRESENTAZIONE & LIVE Reading del progetto e sonorizzazione musicale con Stefano Bertoli, Krell (Lukha B. Kremo), Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab) e Ksenja Laginja.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo è un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.

Ringrazio Ksenja Laginja e Stefano Bertoli per l’organizzazione dell’altrimenti impossibile evento di contaminazioni. Sull’evento FB c’è l’elenco completo dei partecipanti, davvero corposo e incredibile, con nomi che vedere tutti insieme è assai difficile – il limite sperimentale ed emozionale di molte discipline artistiche si dissolve nel loro stesso cross-over.

Poème électronique – The Abbey Experience (second seal)


Sabato 20 novembre dalle ore 16.00, a Genova presso l’abbazia di S. Bernardino (sconsacrata, state tranquilli), si terrà l’evento The Abbey Experience, una sei (6!) ore principe degli appuntamenti di Poème électronique in cui avanguardia musicale, elettronica e poesia si mescolano dando vita a esperimenti inusuali e innovativi. Ci saranno tanti artisti, tanti performer, tanti poeti, tanti musicisti, tanti autori; tra questi figuro anch’io con Schegge di Ossidiana, il progetto personale di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, dove in particolare faccio riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” comparso sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Alle 19.30 sarò quindi on stage per PRESENTAZIONE & LIVE Reading del progetto e sonorizzazione musicale con Stefano Bertoli, Krell (Lukha B. Kremo), Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab) e Ksenja Laginja.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo è un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.

Ringrazio Ksenja Laginja e Stefano Bertoli per l’organizzazione dell’altrimenti impossibile evento di contaminazioni. Sull’evento FB c’è l’elenco completo dei partecipanti, davvero corposo e incredibile, con nomi che vedere tutti insieme è assai difficile – il limite sperimentale ed emozionale di molte discipline artistiche si dissolve nel loro stesso cross-over.

Poème électronique – The Abbey Experience


Sabato 20 novembre dalle ore 16.00, a Genova presso l’abbazia di S. Bernardino (sconsacrata, state tranquilli), si terrà l’evento The Abbey Experience, una sei (6!) ore principe degli appuntamenti di Poème électronique in cui avanguardia musicale, elettronica e poesia si mescolano dando vita a esperimenti inusuali e innovativi. Ci saranno tanti artisti, tanti performer, tanti poeti, tanti musicisti, tanti autori; tra questi figuro anch’io con Schegge di Ossidiana, il progetto personale di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, dove in particolare faccio riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” comparso sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Alle 19.30 sarò quindi on stage per PRESENTAZIONE & LIVE Reading del progetto e sonorizzazione musicale con Stefano Bertoli, Krell (Lukha B. Kremo), Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab) e Ksenja Laginja.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo è un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.

Ringrazio Ksenja Laginja e Stefano Bertoli per l’organizzazione dell’altrimenti impossibile evento di contaminazioni. Sull’evento FB c’è l’elenco completo dei partecipanti, davvero corposo e incredibile, con nomi che vedere tutti insieme è assai difficile – il limite sperimentale ed emozionale di molte discipline artistiche si dissolve nel loro stesso cross-over.

SUSANNE LEIST

Author of Paranormal Suspense

Labor Limae

- Scritture artigianali -

Federico Cinti

Momenti di poesia

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

Wiersze, poezja, ZagonBzu

Blog poetycki Tomasza Kuciny

Mareducata

Chi volete che io sia?

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Legalise Drugs & Murder

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

Giuseppe Travaglini

Musica, cinema e altro

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

osirisicaosirosica e colori

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: