HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Bauhaus

Bauhaus – Double Dare


Oggi è il World Goth Day. Dance, dance, dance…

Bela Lugosi’s Dead — David J & Chrysta Bell


La decadenza romantica e la performance erotica della morte…

Bauhaus – In The Flat Field


Oscurità a falde, da ovunque, verso l’immenso spettro dell’invisibile.

Cognizioni in caduta


Le cognizioni subiscono variazioni di moto, esattamente come un fluido nella Gravità. E noi subiamo e stuzzichiamo tutto ciò, ce ne impregniamo, perché siamo compresi in una vasca sensoriale, di sua natura limitata.

Peter Murphy – Intervista col vampiro. Peter Murphy e la “Ruby Celebration” dei Bauhaus | Intervista | SENTIREASCOLTARE


Intervista folgorante a Peter Murphy, in vista dei concerti per il 40ennale dei Bauhaus, giro che toccherà l’Italia con un paio di date, Milano e Ciampino, vicino Roma. Eccone stralcio della chiacchierata:

Certi brividi non si dimenticano. La batteria bacchetta un ritmo strascicato stranissimo, sembra un crepitio di denti che battono per la paura… La chitarra produce cigolii e scricchiolii dissonanti, fischi di feedback e quegli arpeggini appuntiti: un carillon del dolore, per usare il nome di una delle tante band figlie del filone dark che è anche una bella immagine… Entra il basso con quelle tre-note-tre. E ti inchioda. Tre suoni, lenti e lunghi come i rintocchi di una campana a morto – pardon, a non-morto (ah ah ah). Le note le hanno probabilmente fregate a quel tamarro in tutina con il petto villoso esposto di Gary Glitter (avete presente rock and rooollll, rock and roll… pt. 2, sì, lui), ed è tutto dire. Spostate di strumento e suonate così cupe hanno la stessa perentorietà orrorifica che aveva già un altro ostinato esiziale di tre-note-tre-non-una-di-più. Gruppo: Black Sabbath. Canzone: Black Sabbath. Album: Black Sabbath. Anno: Black… ah no, 1970. E comunque quei chop quasi reggae girati al contrario e i nastri rallentati con effetto dubboso non c’entrano nulla con il glitter rock. E nemmeno con il metallo. Intanto è entrata la voce, i pipistrelli si sono librati in volo dalla torre del campanile, la bara è foderata di velluto rosso. Dentro c’è lui. Tachicardia. Un paio di misure con un ritmo puntato più ostinato e veloce, rintocchi di un metronomo uscito da chissà dove (è il pendolo d’ebano della Mascherata della morte rossa di Edgar Allan Poe che batte i secondi, ecco da dove è uscito). Il refrain, signori. «Bela Lugosi’s Dead». E poi «Undead. Undead. Undead.» Non morto, non morto, non morto. I film dell’orrore mi hanno sempre fatto impressione. Anche quelli senza immagini. Forse persino di più, quelli senza immagini. Sarà per questo che per togliermi quei paesaggi sonici dal cervello dovrebbero aprirlo con un trapano ed estrarli trovando esattamente in quale neurone si sono incastrati: be’, forse con i pochi che sono rimasti, ormai, basta fare testa o croce. Bela Lugosi’s Dead, il primo brano dei Bauhaus, quello che ha aperto i lucchetti delle catacombe e liberato migliaia di pipistrelli e creature goth-iche, compie quarant’anni. E quale modo migliore di festeggiarli che parlare con quella voce. Ciao, Peter, come stai? «Veeery weeell». Oddio, profonda è profonda, sepolcrale direi. E arriva con un’eco lontana. Dell’oltretomba? No, semplicemente della Turchia, che non è il regno dell’aldilà, ma è sempre più vicina di noi alla Transilvania. «Da dove mi chiami? Da Milano? Oh, beautiful!». Dal modo in cui trascina un po’ le parole, non capisco tanto se Peter stia facendo i conti con un risveglio difficile in quel di Istanbul o se davvero sto parlando con il vampiro. Come non gli vuoi chiedere della celebrazione dei quarant’anni dei Bauhaus che ha messo in piedi insieme a David J? «Ho chiesto a David di unirsi a me perché ci tenevo a festeggiare le nozze di rubino dei Bauhaus con un membro originale della band». Niente Kevin Haskins e niente Daniel Ash, con cui evidentemente c’è ancora qualche screzio: Peter Murphy parla di «problema storico», avrebbe anche cercato di coinvolgerli ma non se n’è fatto niente.

Peter Murphy and David J – Bela Lugosi’s Dead (Roxy Fest Guadalajara 21/04/2018)


L’essenza oscura e vampiresca di un abisso di male prospettato da Peter Murphy, invecchiato ma credo anche migliorato, se possibile, nel suo acume malefico; David J icona di un abisso di nero imperscrutabile…

Burning from the inside


Burning from the inside.

Miskatonic University consiglia: Strane Ferite ∂ HorrorMagazine


HorrorMagazine segnala il nuovo romanzo di Stefano Fantelli, Strane ferite:

In uno di quei vecchi appartamenti sul lungofiume, di quelli che affittano per poco, Daria, ancora mezza addormentata, si toglie il pigiama rabbrividendo e si infila in fretta un paio di jeans e un maglione. Accende lo stereo, preme play. I Bauhaus: “La passione degli amanti è per la Morte, dice lei, la passione degli amanti è per la Morte…”

I sogni neri e viscidi di Valentina, le canzoni paradossali di Alice, Fabrizio e il suo odio disperato per l’attrice Maya Murna, e ancora, un’astronave, un Babbo Natale telepatico e una bomba che sta per esplodere. In questa nuova favola dell’orrore dell’autore italiano più visionario degli ultimi tempi, un’umanità fatta a pezzi penetra le viscere della terra per risalire dall’inferno delle sue solitudini.

Un’introduzione assai accattivante, che sfruguglia ferocemente i sensi e getta le basi per l’immersione nel libro… Lo fa anche a voi?

Bauhaus – Of Lillies And Remains


Di rimanenze, ed ectoplasmiche essenze.

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Burning from the inside


Non è concreto ciò che può resistere in fondo alla psiche elaborata di un delirio endogeno. Che tutto esploda, burning from the inside.

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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