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Su Fantascienza.com la notizia di Inframondi, trilogia di Kremo in anteprima PDF con asta NFT | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su Fantascienza.com la notizia in anteprima del nuovo Giganti di Kipple Officina Libreria in cui Lukha B. Kremo inserirà l’intera trilogia degli Inframondi; questa la quarta:

È l’occasione per leggere l’intero ciclo dei nerogatti raccolti in un solo volume; le sfumature di un mondo che appare ma non è, e le implicazioni politiche e sociali delle distorsioni di un tempo leggermente diverso da quello che canonicamente viviamo, ci aiutano a leggere in maniera critica il nostro reale, facendoci notare storture che altrimenti non ravviseremmo e che, una volta trovate, aprono la nostra consapevolezza. Il sense of wonder dell’autore è il collante delle riflessioni, i dialoghi serrati e articolati aprono l’ennesimo mondo su cui affacciarsi e riflettere.
Il volume sarà introdotto da un altro grande autore del fantastico italiano, Maico Morellini, mentre la psichedelica copertina, irriverente e sgorgata direttamente dalla risata cosmica che ha supportato le rivoluzioni internazionali degli anni ’60 e ’70, visionarie e profondamente surreali, è del Prof. Bad Trip. Il prezzo sarà di 25 euro, per 482 pagine rilegate con copertina rigida.

Il volume cartaceo uscirà prossimamente e intanto, dal 20 giugno, sarà possibile comprare il PDF con annessa la tecnologia NFT. Per spiegare che cos’è vi lasciamo alle note qui sotto:

Dalla mezzanotte del 20 giugno 2021 verrà messo all’asta, con la base di 1 centesimo di Ethereum (una criptovaluta che oggi vale circa 2000 euro, un centesimo equivale quindi a circa 20 euro), il PDF unico autografato di Inframondi, 482 pagine comprensivo di copertina e quarta di copertina.
Il PDF unico in vendita è associato a un NFT, un Non-Fungible Token (gettone non fungibile), un tipo speciale di “gettone crittografico” che rappresenta e identifica qualcosa di unico; i gettoni non fungibili non sono intercambiabili, ma solo vendibili.
L’acquirente diverrà quindi proprietario unico dell’NFT collegato al PDF, scritto sulla blockchain ethereum (una sorta di registro delle compravendite) fino a quando non lo rivende.
Il proprietario avrà accesso esclusivo a un link dove l’opera è custodita a garanzia perenne, grazie al sistema IPFS (InterPlanetary File System) che ne garantisce la sicurezza, la privacy e la resistenza nel tempo.

Il libro cartaceo sarà pubblicato a fine agosto a 25 euro (ma non conterrà l’autografo e l’indicazione di unicità).

Attenzione, l’offerta potrebbe essere accettata prima della fine dell’asta (circa 10 giorni) o al raggiungimento di 1 ethereum (improbabile), per cui si consiglia di essere tempestivi nel fare la propria offerta. Si tratta a quanto ne sappiamo del primo tentativo di questo genere in Italia.

Ecco le istruzioni per l’acquisto.

Andate sul sito di aste opensea.io, cliccate su “Create”, poi “Sign In”, vi chiederà prima di collegare al sito un vostro portafoglio in criptovaluta: ve ne proporrà una decina, se ne avete già uno vostro selezionatelo, altrimenti apritene uno, per esempio MetaMask (il primo che propone, icona della volpe, è un portafoglio Ethereum, che è la criptovaluta che serve per l’acquisto), vi installerà un componente aggiuntivo sul browser. Durante questa fase vi produrrà automaticamente una password (successivamente modificabile) e la frase di recupero (una serie di parole): fate particolare attenzione al salvataggio di questa frase, fondamentale per poter ripristinare il wallet in caso di cambio smartphone o dispositivo (perdendo questa frase potrete perdere tutte le criptovalute del vostro portafoglio).
Alla fine dell’installazione avrete il vostro portafoglio in criptovaluta: vedrete l’icona in alto sul browser, cliccandoci sopra leegrete la quantità di ethereum presente (se l’avete appena aperto c’è scritto 0 ETH). Per caricare il portafoglio (faccio l’esempio di MetaMask, altri potrebbero avere diciture leggermente diverse), cliccate su “compra” e a quel punto se avete già ethereum su un vostro exchange trasferiteli cliccando su “vedi account”, dove c’è l’indirizzo del portafoglio da inserire nel vostro exchange), altrimenti potete comprarli direttamente da Wyre (cliccando “continua su Wyre”) anche con la carta di credito (vi chiede i dati come un normale acquisto online).
Una volta che vedete gli ethereum caricati sul portafoglio, cercate l’opera (scrivete “inframondi” sulla ricerca) e completate l’acquisto seguendo le istruzioni. Ricordate che oltre al prezzo dovrete pagare anche le spese di transazione (che sono variabili, a seconda della velocità di transazione che desiderate: cioè se avete fretta pagate di più, se avete pazienza pagherete qualcosa sull’ordine di una decina di euro, e la transazione potrebbe durare fino a qualche ora, si consiglia quindi di non avere fretta). Infine, solo la prima volta che acquistate, un “costo d’ingresso”, una tantum per registrarvi come compratore sulla blockchain, che non dovrete più pagare (di circa 0,035 eth, cioè al momento circa 70 euro).
Vero, l’operazione potrebbe costarvi più del previsto, ma tenete presente che è uno dei primissimi PDF unici messi in vendita, probabilmente il primo assoluto in italiano, e certamente il primo romanzo fantascienza, e questa potrebbe essere un’operazione storica.
Una volta che siete proprietari unici del PDF unico e autografato di Inframondi di Lukha B. Kremo, avrete un link di accesso, per aprire questo link, andate su ipfs.io e cliccate su “Get Started” poi su “Get IPFS Desktop” per scaricarvi e installare l’app per accedere al file (seguite le istruzioni). Ora avete accesso al file (da 57M) e potete consultarlo, leggerlo e successivamente rivenderlo, anche con un’asta.
Per qualsiasi problema non esitate a contattare Kipple Officina Libraria a: kol@kipple.it.

NewCoin Corporation, l’Italia del futuro fuori dall’Euro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di NewCoin Corporation, novelette di Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio, uscita per DelosDigital. La quarta:

Dopo l’ennesima crisi economica, l’Italia mette l’euro alla porta. Dopotutto, a che serve una moneta unica, quando c’è la moneta virtuale? La NewCoin Corporation garantisce una nuova epoca di sicurezza, prosperità e stabilità grazie alla nuova moneta digitale spinta dai ministri e osannata dall’elettorato. Ma qualcuno non la pensa così, qualcuno che ha i mezzi per crackare il sistema e gettare la società nel caos, sperando in una nuova presa di coscienza. Nel frattempo, una ragazza usata come testimonial del nuovo corso si dibatte in una gabbia invisibile, ma decisamente stretta…

Non è una storia intrigante? Magari anche attuale…

La liberté guidant le peuple 2019, bitcoin rebus | Neural


[Letto su Neural]

Di fronte al n° 154/156 di rue d’Aubervilliers a Parigi l’artista Pascal Boyart ha realizzato un murale che rappresenta una rivisitazione del celebre dipinto di Delacroix “La liberté guidant le peuple”. L’architettura dell’immagine rispecchia fedelmente l’opera del 1830 ri-contesutalizzandola con le ultime rivolte di piazza dei “ gilet jaune”. L’opera è stata realizzata in occasione del decimo anniversario della generazione del primo blocco di Bitcoin. L’immagine cela infatti un “rebus crittografico”: alcuni particolari dell’opera rappresentano delle parole che compongono una “seed phrase”, cioè una combinazione di parole che decodificano una chiave privata di un wallet che contiene 0.288.76769 Bitcoin (circa 900 euro). L’enigma è stato risolto il 13 Gennaio 2019, e le parole sono le seguenti: “banquier usure mensonge peuple combat espoir union citoyen conduire triomphe horizon jaune”. L’opera, come altri precedenti lavori dell’artista, riporta come firma un QR-Code Bitcoin, utile per il crowdfunding ma anche come sicura “firma” artistica. La tecnologia della blockchain è quindi qui celebrata come un risonante strumento di emancipazione: dei cittadini, dal generale sistema di usura e menzogna, come declamato dalle parole che formano la seed phrase; dell’artista rispetto al mercato dell’arte, svincolato dagli intermediari grazie al QR-Code Bitcoin. Forse fin troppo, lasciando l’osservatore disulloso e curioso sul futuro prossimo scenario al quale, imperturbabile trascinatrice, la Marianne de France farà da inconsapevole “testimonial”.

Bitcoin e computer quantistici | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio Brugnoli una bella dissertazione sui Bitcoin e ciò che sottende alla loro esistenza nell’ambito quantico.

Su cosa si basa il valore di una criptovaluta? Domanda che sembra banale, ma nasconde una serie di spunti di riflessioni interessanti.

A differenza delle valute tradizionali, il suo valore non è legato a un paniere di beni o una banca centrale che ne garantisce la solvibilità, ma a tre componenti: la prima è legata alla speculazione, una sulla fiducia distribuita legata al meccanismo del blockchain e una sulla potenza computazionale utilizzata dai miner per aggiungere nuovi blocchi di tracciamento delle transazioni. In particolare, quest’ultima componente è quella più misurabile, dato che dipende sia da una serie di opex, banalmente le facility connesse ai server che svolgono i calcoli, su cui fa la parte del leone il pricing dell’energia e i capex legati all’infrastruttura hardware.

Relativamente all’energia, basti pensare che il tasso di hash della rete Bitcoin a fine 2017 era intorno a 10 exahash al secondo, il che fa stimare un consumo energetico pare a 27 terawattora, pari ai consumi dell’Irlanda. Mentre per l’hardware, basti pensare agli effetti che la fame di potenza computazionale sta avendo nel mercato delle schede grafiche. Per cui, per condividere tali costi e applicare il principio del meglio un uovo oggi che una gallina domani, ossia meglio avere un reddito piccolo ma stabile che un enorme guadagno forse ogni mille anni, i miner si sono associati in pool, per la maggior parte localizzati in Cina.

Questo scenario, apparentemente stabile, però è basato sul presupposto che non avvenga a breve un salto tecnologico tale da moltiplicare esponenzialmente la capacità computazionale: purtroppo, per i miner, non è così, dato che a breve potranno esordire sul mercato computer quantistici commerciali, che avranno effetti dirompenti sul blockchain.

Prima cosa, i computer quantistici permettono di saltare a piè pari tutti i meccanismi di sicurezza che garantiscono l’affidabilità dei blocchi, dato che permetterebbero di risolvere le hash con estrema efficienza e di violare in tempi rapidi i meccanismi in chiave pubblica e privata, minando alle basi il meccanismo di fiducia distribuita. Poi, un tizio con un computer quantistico con un centinaio di Qbit, a costi infinitamente inferiori e tempi di convergenza molto, molto più rapidi avrebbe una potenza computazionale ben superiore, nel risolvere hash, ben superiore ai pool di miner di Cina, Islanda e Giappone messi assieme. Di conseguenza, monopolizzerebbe il mercato e in tempi assai più rapidi del 2040 attualmente stimato, concluderebbe il mining dei blocchi. Al contempo, azzerando di fatto la componente di valore legata alla capacità computazionale, farebbe crollare il valore del bitcoin.

Per cui, come uscire da questo circolo vizioso ? Da una parte, ripensare la tecnologia blockchain, integrandola ad esempio con meccanismi di crittografia quantistica e ottimizzarne i protocolli di validazione in modo da aumentarne la scalabilità. Dall’altra, trovare un modo, per garantire una baseline stabile alle criptomonete, magari basata su una soluzione analoga al Tradecoin pensata dal MIT, con il consenso mantenuto da validatori designati, che legano il valore della criptomoneta un paniere di beni reali posti a garanzia della transazione.

Harvest, clean cryptocurrencies for climate change | Neural


[Letto su Neural]

Julian Oliver, uno dei più importanti autori del manifesto “Critical Engineering”, non ha mai smesso di creare opere d’arte con un aspetto solido, sia universalmente valide che in grado di aprire uno spazio di conoscenza e senso di contraddizione nel pubblico. “Harvest” ancora una volta possiede queste qualità. Utilizza una turbina a vento 2m collegata ad un computer (resistente alle intemperie), il quale è connesso ad internet attraverso 4Guplink. L’energia ottenuta dal vento e dalle tempeste alimenta i requisiti del computer per estrarre una criptovaluta (Zcash). I soldi incassati quindi vengono donati alle organizzazioni di ricerca sul cambiamento climatico senza scopo di lucro. Viene definito dall’autore un’opera di “arte ambientale computazionale”, Harvest è un breve circuito semiotico. Il valore associato con i simboli utilizzati cambiano tra i diversi sistemi, mentre passano attraverso, e sono in un circuito. Come in una poesia, essi sono entrambi opinabili e condivisibili. Alla fine ciò che rimane è la struttura del sistema e il suo esito che suona come un’evidenza astratta.

edited by Barbara Cueto, Bas Hendrikx – Authenticity?: Observations and Artistic Strategies in the Post-Digital Age | Neural


[Letto su Neural]

“Authenticity?” è un’antologia di testi che mettono in discussione il concetto di “originale” tratto da alcuni discorsi attuali più coinvolgenti. Come osservano gli editori “[…] nel contesto post-digitale, […] l’autenticità diventa un processo”, per cui noi “rappresentiamo l’autenticità” molto più spesso di quanto pensiamo, e la sua nozione diventa una sorta di servizio on-demand una volta che si passa al digitale. Nonostante ciò le tecnologie più avanzate come la blockchain mantengono ancora una posizione di rilievo nella sfida tecnica per implementare l’autenticità negli ambienti digitali nel futuro, comprendendo quali tipi di dinamiche e meccanismi sociali sono incorporati. I testi selezionati affrontano un concetto già contestato come autentico nelle sue incarnazioni digitali. Rob Horning per esempio esplora la percezione del concetto e lo sfruttamento in diversi sistemi della nostra società, mentre Erica Balsom la inquadra nelle mostre contemporanee, articolando la sua analisi da dOCUMENTA (13) alle strategie di marketing professionali. McKenzie Wark invece discute l’importanza di come le copie “autentiche” di un altro medium (come la televisione) possano legittimare l’originale. Inoltre estende l’argomento alle qualità derivate delle simulazioni e di come esse influenzino anche il sistema dell’arte. Infine Franco Bifo Berardi delinea magistralmente il concetto effimero di identità, in relazione alle piattaforme digitali troppo veloci, con alcune delle conseguenze politiche più sorprendenti. È l’ultimo perfetto capitolo per completare il percorso teorico del libro, che svela aspetti fondamentali della contemporaneità.

*** La Nazione Oscura adotta il Bitcoin e altre criptovalute | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Ufficialmente da oggi 0 nevoso 127 (dopo una fase di sperimentazione di 6 mesi, da giugno 2017), la Nazione Oscura Caotica adotta le seguenti criptovalute: Bitcoin, Bitcoin Cash, Ripple, Litecoin ed Ethereum.

La Nazione ha sempre seguito la filosofia dell’utilizzo degli strumenti che adopera il potere stesso (lo Stato, appunto, ma anche la Finanza) con intenti sia parodistici, sia satirici, sia di antagonismo “dall’interno”, secondo noi il più efficace strumento di lotta sociale e politica.

Nel 2017 il Bitcoin ha superato il 1000% di rialzo (quindi il capitale è stato decuplicato), altre criptomonete hanno visto aumenti del 250% giornalieri (sic).

La decisione è presa nella certezza dell’esplosione della bolla speculativa, che farà guadagnare la nuova lobby (soprattutto asiatica) anarco-capitalista e perdere i soliti piccoli investitori smarriti, ma anche nella consapevolezza delle possibilità, fino al momento dell’”esplosione”, di far parte di questa minoranza di fortunati (ma il tempo si riduce sempre di più e bisogna affrettarsi per non trovarsi nel secondo gruppo!)

I Ministri e le figure istituzionali che lo desiderano e che hanno un portafoglio saranno pagati il corrispondente di 5 euro nella criptovaluta desiderata.

edited by Ruth Catlow, Marc Garrett, Nathan Jones, and Sam Skinner – Artists Re:thinking the Blockchain | Neural


[Letto su Neural]

Per molti la tecnologia blockchain è oscura e inafferrabile, ma è anche quella più promettente ad avere un impatto assai rilevante sul mondo reale (di nuovo) ed è quella molto spesso messa in discussione. Blockchain, in poche parole, è una “piattaforma di fiducia distribuita”, la cui immutabilità ha un grande potenziale economico per contenuti digitali fragili o mutevoli, e non a caso è la tecnologia alla base dei database e degli scambi Bitcoin. Ma nonostante l’enorme interesse manifestato dall’industria finanziaria, blockchain possiede un’infrastruttura astratta che può potenzialmente avere un impatto decisivo sui settori sociali e ambientali. Il gruppo Furtherfield di Londra ha dedicato un impegno considerevole per lo studio dei vari aspetti culturali del blockchain attraverso la produzione di una mostra (New World Order), un film di Pete Gomez (“The Blockchain: Change Everything Forever”) e questo grande libro collettivo. Ogni numero ha un elenco diversificato di scrittori ed è diviso in tre sezioni: Documenti, Fiction e Teorie, che contengono rispettivamente testi esplicativi, narrativi e speculativi. Tra questi ultimi collaboratori, Hito Steyerl elabora l’arte come se fosse essa stessa una valuta alternativa, mentre Rachel O’Dwyer delinea un’analisi sistematica degli imminenti sistemi strutturali basati sul blockchain, e Rob Myers sottolinea l’importanza strategica e quindi l’uso della fiducia e del “consenso in rete”. Oltre a loro è stato coinvolto un gran numero di collaboratori e insieme hanno prodotto un lavoro degno di nota.

La Blockchain cambierà il mondo? | L’indiscreto


La rivelazione dell’identità del misterioso creatore dei Bitcoin Satoshi Nakamoto (che sarebbe quindi il programmatore australiano Craig Wright, nonostante alcuni dubbi persistano) ha riportato al centro dell’attenzione la più nota tra le criptomonete. È un destino curioso, quello dei Bitcoin, il cui creatore viene scoperto proprio nel momento in cui, secondo molti, si avviano a finire nel dimenticatoio delle promesse tecnologiche.

Questo è l’incipit di un post apparso sull’Indiscreto, e sviscera anche in termini parecchi economico_tecnici le problematiche di una moneta virtuale che ha avuto, anche, un piccolo sbocco nel mondo delle monete sonanti. Interessante, per chi ne capisce e per chi vuole approfondire. Almeno, così credo… 🙂

Random Darknet Shopper, deep shopping | Neural


[Letto su Neural.it]

Avete mai provato a dare la paghetta ad un software spendaccione? È quello che hanno fatto gli artisti del collettivo anglo-svizzero !Mediengruppe Bitnik, sguinzagliando un bot di shopping online su Agora Market Place, uno dei mercati più floridi del deep-web. Con un budget di 100 dollari in Bitcoin a settimana e la libertà di scegliere tra più di 16.000 oggetti legali e non, il risultato non poteva che essere controverso, tanto da meritare una mostra presso il Kunst Halle Sankt Gallen, in Svizzera, chiamata The Darknet: Da Memes a Onionland. Un paio di jeans Diesel falsi, 200 sigarette Chesterfield di contrabbando, un berretto da baseball con una telecamera nascosta, 10
 pasticche di ecstasy… questi sono parte degli oggetti fatti recapitare dal bot direttamente presso la
 mostra, in cui lo schema di massima sembra mutuato dal precedente Amazon Random Shopper di Darius Kazemi. La stazione di polizia a pochi metri dalla sala espositiva non pare interessarsi agli
 oggetti illegali esposti, eppure è un caso che il progetto Random Darknet Shopper sia andato in porto, scampando all’operazione dell’FBI che ha recentemente chiuso alcuni mercati on line del tutto simili ad Agora Market Place. Questo intervento, unitamente alla mostra, ha sollecitato discussioni sia riguardo l’effettiva sicurezza e anonimato della rete TOR, sia riguardo il dibattito legale che si pone in mezzo ad un ginepraio di legislazioni. In una rete aperta, che comprende così tante giurisdizioni diverse, diventa molto difficile capire quali leggi siano applicabili; quali merci siano effettivamente illegali, a partire dal Paese di appartenenza dell’acquirente o del venditore.

AppartenendoMI

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

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