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Loudd | Brain One Productions | Le Prime Opere Virali Di Brain One Productions


Il progetto di factory creato da Mario Gazzola va avanti spedito. Dopo l’antologia S.O.S. in cui il produttore immaginario Brain One – alter ego di progetti effettivamente sperimentati da Brian Eno – istruisce i futuribili musicisti di un rock possibile tra qualche decade, Mario continua a sfornare novità e creatività. Ecco il CS di un altro percorso creativo a tutto campo, intrigante come l’idea di surrealtà che ne filtra.

Mentre si moltiplicano le iniziative promozionali di editori, piattaforme di streaming, etichette discografiche, teatri e musei per animare l’isolamento domestico degli italiani “ai tempi del Corona”, anche Brain One Productions, l’atipica piattaforma online creata per ospitare e promuovere qualsiasi forma d’arte senza preclusioni di linguaggio, presenta oggi nuovi profili di artisti e le prime opere nate sotto l’egida del “produttore misterioso”.

La Valigia dei ’70, racconto di Mark Assente è ora online, sotto l’immagine di copertina fornita da Tonia Gentile (altra artista della Brain One factory), pronto per l’editore goloso di un weird venato di un’insolita punta di malinconico romanticismo. Coerentemente con la vocazione multimediale della Brain One Productions, nella versione online, il racconto è accompagnato dalla colonna sonora del Slumber Gate degli Oblomov.

Non proprio una casa editrice né una classica casa discografica, non un’agenzia di management né una galleria d’arte, ma in un certo senso tutte queste cose insieme ed oltre, Brain One Productions, dopo l’adesione dello statunitense David Aronson e del praghese Jakob Smrž, oggi accoglie i profili di Martina SantarsieroEmma Cella ed Emmanuel Signorino.

Inoltre, quello di Roberta Guardascione, disegnatrice da sempre votata al fantastico, attualmente impegnata in una versione illustrata del racconto Situation Tragedy di Mario Gazzola, surreale satira di una comunità intrappolata in un folle reality show condominiale, non meno letale dell’epidemia che in un passato dimenticato costrinse tutti a una reclusione senza via di fuga. Una visionaria rappresentazione del periodo che stiamo tutti vivendo, a sua volta proposta col soundscape ideale del tema di Blade Runner nell’interpretazione inedita dei Suite Noire, una proposta che ha già conquistato l’attenzione del Trieste Science Plus Fiction Festival.

Cresce anche il comparto musicale delle Brain One Productions, con l’ingresso degli ironici Asilo Mariuccia, del d.j. Mowie (alias Massimiliano Me) e del progetto Slow Wave Sleep del chitarrista/compositore Emilio Larocca Conte.

Brain One Productions apre le porte a qualsiasi forma d’arte conosciuta e non, chiedendo solo il rispetto di poche, semplici regole: gli artisti restano gli unici proprietari delle rispettive opere e possono metterle a disposizione del pubblico gratuitamente o in vendita tramite il sito http://www.brainone.org/, a propria libera scelta. In cambio, Brain One chiede a tutti gli autori solamente di agire e interagire fra loro collaborando come membri della factory, di una reale comunità secondo le regole etiche consultabili sul sito.

Chiunque lo desideri può chiedere informazioni e/o proporre le proprie opere al comitato artistico mandando un’email a info@brainone.org.

Brain One in Italia si appoggia operativamente alla Oneiric Productions, che ha messo a disposizione della factory i propri studi di registrazione bolognesi e che si occupa della presenza social di Brain One attraverso il profilo Facebook https://www.facebook.com/brainoneproductions/.

Tutto il resto è demandato alla “viralità” (quella sana) degli artisti stessi aderenti alla factory.

“È solo l’inizio. Attendetevi presto nuove sorprese”, rilancia ancora Brain One.

COMUNICATO STAMPA BRAIN ONE Productions N. 1/2020


AL VIA LE BRAIN ONE PRODUCTIONS

Grande produttore musicale torna in attività sotto pseudonimo e lancia un progetto di collaborazione online fra artisti indipendenti per promuovere nuovi talenti in qualsiasi linguaggio espressivo
al motto di “dare inizio a una nuova Era del Possibile” – su PostHuman altre info.

B-1 HQ – 21/02/2020
“Sapete tutti chi sono, ma non è questo che conta. In quest’era del ‘personaggio’, è l’opera che deve tornare a contare. Basta con i volti da copertina, voglio che torni un’Era del Possibile”.
Con queste parole, il produttore musicale che ha scelto di proteggere la propria privacy dietro lo pseudonimo di Brain One ha abbandonato il ritiro che da anni lo vedeva isolato dal mondo della musica, per tornare in attività.
In aperta polemica con l’attuale sistema discografico e artistico in generale, Brain One rinuncia alla popolarità per focalizzarsi unicamente sul discorso artistico. “In quest’era malata di protagonismo fine a se stesso, io non voglio che ciò che proporrò sotto l’egida delle Brain One Productions venga apprezzato grazie al mio nome”, ha dichiarato. “Per questo ho scelto di celarlo sotto uno pseudonimo totalmente sconosciuto: se questo nuovo progetto avrà successo sarà per la qualità dell’arte che proponiamo, non per il nome che porto io in quanto promotore”. Per questi motivi, ovviamente, Brain One per il momento NON rilascerà interviste né la sua immagine apparirà in alcun modo sui media.
I primi progetti in cantiere saranno la rimasterizzazione di Sound Of The Soul degli Oblomov, album di debutto del duo electro d’origine russa attualmente di stanza a Bologna, e la pubblicazione del primo racconto di Mark Assente, narratore apolide al debutto in lingua italiana, con in copertina un disegno di Tonia Gentile, altra artista su cui Brain One promette sorprese a breve. Infatti la “factory del cervello” ha già in gestazione anche opere figurative, video art e narrativa illustrata. Ma è già in gestazione un album di cover di brani ispirati al mondo della fantascienza a cura di artisti indipendenti della più varia estrazione, dall’electro wave al jazz al metal.
Tutte le opere usciranno sotto l’egida delle Brain One Productions, una piattaforma atipica che ospiterà qualsiasi forma d’arte senza preclusioni: non esattamente una case editrice né una classica casa discografica, non esattamente un’agenzia di management né una galleria d’arte, ma in un certo senso tutte queste cose insieme ed oltre.
Brain One Productions apre le porte a qualsiasi forma d’arte conosciuta e non della galassia, con poche e semplici regole: ancora una volta contro tendenza rispetto alle gallerie che affittano gli spazi, agli editori che pubblicano pagati dagli autori o dalle etichette che campano alle spalle dei musicisti, Brain One non richiede alcun pagamento né royalty. Gli artisti restano gli unici proprietari delle rispettive opere e possono metterle a disposizione del pubblico gratuitamente o in vendita tramite il sito http://www.brainone.org/, a propria libera scelta.
In cambio, Brain One chiede a tutti gli autori solamente di agire e interagire fra loro collaborando come membri della factory, di una reale comunità secondo le regole etiche consultabili sul sito. “Nell’era della socialità solo apparente ma in realtà autoreferenziale, vogliamo dimostrare che è ancora possibile una socialità autentica, basata sulla volontà di collaborare senza spremere, di far accadere cose, happening e connessioni, non motivate unicamente dall’essere i protagonisti delle superstar nei rispettivi campi”, afferma ancora Brain One.
È questo il senso profondo del concetto dell’Era del Possibile, che ha peraltro già incassato l’appoggio dell’artista americano David Aronson, il quale ha creato due gallerie online col medesimo scopo di far conoscere artisti validi in attesa di riconoscimento:
• The Alchemical Art Museum I: https://kernunnos1963.tumblr.com/
• The Alchemical Art Museum II: https://alchemicalmuseum26.art.blog/.
Chiunque lo desideri può chiedere informazioni e/o proporre le proprie opere al comitato artistico mandando un’email a info@brainone.org.
Brain One è rappresentato a livello internazionale dall’altrettanto nuova Liquid Sky Agency e in Italia si appoggia operativamente alla Oneiric Productions, che ha messo a disposizione del produttore i propri studi di registrazione bolognesi e che si occuperà della presenza social di Brain One, il quale non utilizza Facebook né altri network.
“È solo l’inizio. Attendetevi molte sorprese. Questa sarà il senso dell’Era del Possibile”.

***

Web www.brainone.org

Contatti Stampa
Liquid Sky Agency
(Milano, Atene)
Mail: info@liquidskyagency.com
Mob.: +30 698 0434743

Laurie Spiegel – Unseen Worlds | Neural


[Letto su Neural]

Laurie Spiegel, che già nel 1980 aveva pubblicato il suo primo LP, The Expanding Universe, è una pioniera della computer music che ben presto volle realizzare specifici strumenti software di composizione algoritmica. Il suo Music Mouse: An Intelligent Instrument fu presentato nel 1986 ed era disponibile per Mac, Atari e Amiga. Utilizzando questo stesso software – siamo sempre nella seconda metà degli anni ottanta – Laurie Spiegel compose Cavis Muris e Three Sonic Spaces, opere anch’esse seminali in ambito elettronico. Bisogna arrivare al 1991 per Unseen Worlds, album sensuale ed elegiaco che vide la luce su Scarlet Records, casa discografica ambient, elettronica e new age che di lì a poco sarebbe purtroppo fallita, confinando l’uscita fra quelle spesso nominate nelle enclave elettroniche, ma oramai irreperibili sul mercato. Ben venga allora questa ristampa che ci riporta ad intrecci, strati e ambienti sonori d’indubbia bellezza e interesse anche storiografico. Rispetto ad oggi, a quei tempi, agli albori della popolarizzazione della computer music, si era giocoforza meno astrattamente concettuali e macchinosi nella concertazione di simili progetti musicali: le ispirazioni erano più nella musica classica che nell’ambient alla Brian Eno o nella musica ripetitiva e seriale della tradizione statunitense. Anche il risorgente clima di neo-spiritualismo paganeggiante – in voga negli States – probabilmente influiva nello stimolare visioni cosmiche, misticheggianti e oniriche. Sta di fatto che per modalità di confezione del tutto, attitudine DIY e procedure innovative, oltre che per i risultati estetici ottenuti, Unseen Worlds merita una menzione speciale, facendo guadagnare a Laurie Spiegel anche un posto d’onore nell’ideale classifica delle dieci donne che hanno illuminato con il loro operare la nascente scena elettronica internazionale. Tuttavia non ci si sbaglia nel trovare delle corrispondenze fra queste sonorità e certe forme di folk music americana particolarmente avanzata. La stessa compositrice, parlando più volte delle sue opere, descrive il computer come una sorta di strumento preciso ma anche innocente, il cui utilizzo è comunque definito solo dalla sensibilità e dalle emozioni che l’autore riesce a infondere. Sono dodici le tracce che compongono l’opera e ci si perde nei passaggi soavi e musicalissimi, quietisti e raffinati, pervasi dalla gentilezza di suoni armonici e atmosfere eteree. L’acqua passa sotto i ponti – è indiscutibile – e le cose cambiano, ma ad alcuni autori, meglio che ad altri, va riconosciuto il merito d’aver anticipato i tempi e prodotto opere di valore sempiterno. Non è cosa da poco, in un’epoca nella quale si brucia tutto in 15 minuti.

Brian Eno – By This River


L’intimo di un momento infinito, che si eterna mentre la tua anima lacrima.

DUNE (1984) – Brian Eno – Prophecy Theme


Le meraviglie del disincarnato, performate da chi le ha inventate.

S.O.S, Soniche Oblique Strategie | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la mia recensione a S.O.S, Soniche Oblique Strategie, antologia sonica curata da Mario Gazzola che ha come filo conduttore un concept letterario-musicale sviluppato da Brian Eno.

S.O.S. Soniche Oblique Strategie è il titolo di una raccolta di racconti che è un po’ di più di quanto appaia. È un esperimento complesso che Mario Gazzola, connettivista di antica data, ha confezionato per i tipi di Arcana Editrice e che, nel dettaglio, risulta appunto essere un progetto molto ambizioso e articolato.

In sostanza, Mario è partito da una sorta di gioco di ruolo che Brian Eno s’inventò al tempo della registrazione di Outside, uno dei dischi miliari di David Bowie, che nel ’95 spiazzò ancora una volta il suo pubblico con sonorità prossime al cyberpunk nonché all’industrial, melodie dissonanti ottenute scuotendo la creatività che era innata in lui e che fu abilmente indirizzata proprio da Eno.

Fu quindi Brian, l’abile produttore e creatore di generi, che escogitò per i musicisti coinvolti nel progetto un gioco in cui ognuno di loro doveva immedesimarsi in un personaggio letterario diverso e suonare di conseguenza, seguendo proprio le specifiche che gli aveva fornito. Pare che al termine dell’esperimento si fossero registrate così tante ore d’improvvisazione da riempire almeno altri cinque dischi, cosa di cui però non se ne fece nulla e che ora probabilmente giacciono in chissà quale scantinato delle case discografiche. Ed è qui che Gazzola s’innesta: espandere il gioco metaletterario e musicale e generare una sorta di creazione di mondi alternativi, musicali e al contempo letterari, in un’esplosione frattale di creatività intrecciata da otto autori; otto deliranti scrittori che hanno accettato di buon grado la sperimentazione di Gazzola e che, da bravo cerimoniere, si è offerto di fare da trait d’union tra il concept stesso e gli altri partecipanti all’antologia; è lui, infatti, a tessere la fioritura frattale dei contenuti in cui gli ospiti si contaminano a vicenda con suggestioni che fanno la spola tra il cyberpunk, l’acidume più spinto, la deriva postumana e le inevitabili droghe da stordimento dello sprawl per dimenticare la perdita dell’umanità subita. Su tutto, domina l’immensa passione per la musica che ogni autore coinvolto coltiva e dimostra, spingendo alcuni di loro oltre la passione stessa fino a immergersi nelle trascendenze dei suoni, divellendo ogni barriera sonica e psichica e lasciandosi trascinare dall’anima inumana della musica stessa.

S.O.S. – antologia curata da Mario Gazzola – e FantaRock al TS+FF


Il 1 novembre al Trieste Science+Fiction Festival sarà di scena l’antologia Soniche Oblique Strategie, curata da Mario Gazzola, che ne illustrerà le peculiarità assieme all’altro suo saggio FantaRock, al Ridottino Miela, alle ore 11.00. Dall’evento FB prendo quest’abstract:

Venerdì 1 novembre al Trieste Science+Fiction Festival 2 appuntamenti succulenti per fedeli bowiani: alle 11 al Ridottino Miela l’umile sottoscritto presenta il saggio FantaRock (in cui David è l’unico musicista ad avere un capitolo dedicato ai multiformi rapporti con la scifi) e l’antologia Soniche Oblique Strategie, ispirata ai giochi di ruolo di Brian Eno durante le session di Outside.
“Un viaggio spaziale nella storia della musica rock, tracciando la rotta lungo i punti di contatto con l’immaginario fantastico, da Asimov e Bradbury, a Dick e Ballard, fino al cyberpunk e alle contaminazioni postmoderne.

Alle 22, lo stesso Teatro Miela ospita la proiezione di Moon di Duncan Jones sonorizzato live da Luca M. Baldini, “una vera e propria performance visiva e sonora”.

Chi può vada, occasione imperdibile per guastarsi una delle più belle antologie di questi ultimi tempi.

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Nebulaspage.org

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Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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