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Archivio per Cesare Buttaboni

Karl Hans Strobl: Il nazista della letteratura del terrore: Lemuria – Ver Sacrum


Su VerSacrum è uscita una recensione di Cesare Buttaboni a Lemuria, di Karl Hans Strobl ed edito da Hynos. Un estratto:

Karl Hans Strobl (1877-1946) è uno dei grandi autori del fantastico europeo del secolo scorso: lo scrittore austriaco si inserisce nel fermento letterario che ebbe luogo in Austria e in Germania fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. La sua figura si pone al fianco di quelle di Gustav Meyrink ed Hanns Heinz Ewers. In particolare le affinità maggiori sono con Ewers soprattutto per quanto concerne un certo gusto per la perversione e per tematiche decadenti. Manca in effetti in Strobl la visione “esoterica” che aveva Meyrink ma questo non è necessariamente un difetto in quanto non sempre è facile maneggiare con risultati apprezzabili tematiche occulte come si nota in alcune tarde opere “meyrinkiane”. Pende poi su Strobl la “damnatio memoriae” causata dalla sua adesione al nazismo (in questo si trova in compagnia del citato Ewers ma, rispetto a quest’ultimo, la sua adesione risulta essere in ultima analisi molto più convinta ed entusiasta). Si trova in questo modo in buona compagnia con Ewers a essere definito come scrittore nazista dell’orrore. Non si dovrebbe mai giudicare un letterato o un artista per le sue idee per quanto sgradevoli esse siano (pensiamo a Céline o a Sironi).

Il citato Lemuria è forse la sua raccolta più riuscita e viene finalmente reso ora disponibile al lettore italiano dalle Edizioni Hypnos. Quel che emerge leggendo questi racconti è la varietà di temi e l’eclettismo di uno scrittore che sapeva giocare con diversi registri stilistici. A mio avviso le storie migliori sono quelle in cui emerge la sua vena perversa e “sadiana” che spesso porta a risultati visionari in cui la realtà sfuma nel delirio. In questo senso il primo racconto qui presente, il famoso La testa, è esemplificativo. La vicenda narra dell’esecuzione di un condannato a morte con la ghigliottina durante la Rivoluzione francese. Dopo il suo decesso diventiamo partecipi del punto di vista distorto della testa recisa e della sua volontà di fondersi con il corpo di una donna anch’essa ghigliottinata. Raramente mi è capitato di leggere una vicenda così estrema nella sua perversione. La suora cattiva è invece un capolavoro fin dal titolo: siamo di fronte ad un vero classico della letteratura del terrore ed è un vero peccato che la fama di Strobl sia rimasta così circoscritta. Possiamo assistere come, nelle rovine di un vecchio edificio dei gesuiti, sia sopravvissuto il corpo di una suora (raffigurata anche in un inquietante ritratto) che si era resa protagonista di un’esistenza dissoluta scandalizzando i benpensanti con vere e proprie orge avvenute all’interno del convento. Il protagonista assiste ogni notte a uno strano cerimoniale in cui la suora viene seguita da un corteo e finirà, dopo le sue insistite ricerche, per perdere la ragione. La tomba di Père Lachaise è un altro dei picchi espressivi di Lemuria: qui il personaggio principale, per ottenere un lascito di 200000 franchi promessogli dalla defunta madame Wassilska, si reclude per 1 anno intero nella tomba del celebre cimitero parigino. È una storia di vampirismo in cui ritorna ancora la tematica della “femme fatale”, una delle ossessioni di Strobl. Altro racconto delirante è L’omino dei salassi in cui un redivivo Saint-Simon nelle vesti di un vampiro crea scompiglio all’interno di un convento di suore: non si può certo negare la mancanza di fantasia a Strobl! Indubbiamente emerge qui la sua critica contro il pensiero moderno e la sua “visione” conservatrice. Qui però i risultati sono notevoli a differenza di storie come Take Marinescu e soprattutto Busi-Busi dove traspare un razzismo neanche troppo velato nei confronti della “minaccia dell’amorfo” rappresentata dalle popolazioni degli zingari dell’Europa dell’est e dei negri dell’Africa profonda. Ma uno scrittore lo si giudica per il suo meglio e non per il suo peggio e allora gustatevi lo stile e le pulsioni decadenti di Strobl in La mia avventura con Jonas Barg in cui riecheggia un capolavoro come La maschera della morte rossa di Poe e godetevi una storia pervasa da un’atmosfera onirica come Ombre cinesi.

Roger Zelazny: Notte d’ottobre – Ver Sacrum


Sulle pagine di VerSacrum Cesare Buttaboni fa una bella recensione a Notte d’ottobre, romanzo di Roger Zelazny edito dalla sempre attenta Edizioni Hypnos. Un estratto della valutazione:

Le Edizioni Hypnos inaugurano la nuova collana “Novecento fantastico” con un volume (inedito in Italia) di Roger Zelazny ovvero Notte d’ottobre (in originale A Night In The Loneseme October, titolo che omaggia la poesia Ulalume di Edgar Allan Poe). Si tratta del suo maggior contributo alla narrativa “weird” e, secondo il parere dello stesso Zelazny, una delle sue 5 opere più riuscite. Zelazny è considerato uno degli scrittori più importanti nel panorama letterario della fantascienza e del fantasy, generi che ha saputo miscelare con grande maestria. Ha vinto 6 premi Hugo e 3 Nebula e anche questo Notte d’ottobre è stato candidato al Nebula. Personalmente ricordo, in particolare, il suo Il signore della luce dedicato alle divinità del pantheon indù. Zelazny con Notte d’ottobre ha omaggiato molti suoi amori letterati e cinematografici (alcuni dei quali citati nella dedica iniziale) e ha creato un romanzo ad incastro composto da diverse tessere. Uno dei piaceri del lettore sarà proprio quello di ricomporre il “puzzle” che l’autore mette in scena. Gli amanti del romanzo gotico e delle atmosfere vittoriane (la vicenda è ambientata in un villaggio nei pressi di Londra a fine ‘800) troveranno di che sbizzarrirsi nel riconoscere il Conte Dracula, Jack lo Squartatore, il barone Victor Von Frankenstein, l’uomo lupo Larry Talbot impersonato da Lon Chaney Jr. nei celebri film della Universal e il Grande Detective Sherlock Holmes creato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Ma anche i seguaci di H.P. Lovecraft troveranno pane per i loro denti con l’evocazione del suo Ciclo Onirico (le “Dreamlands”) in cui ancora forte era l’influenza di Lord Dunsany.

Sigillum S: Bardo Thos Grol – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione a uno dei dischi cardine del SigillumS – e di conseguenza alla loro discografia. Un estratto:

I Sigillum S sono uno dei gruppi fondamentali della scena post industriale italiana. Si formano alla fine del 1985 dopo che Paolo Bandera risponde a un annuncio di Eraldo Bernocchi e Luca Di Giorgio appeso sulle pareti di un negozio di dischi di Milano. L’anima “matematica” dei Sigillum S è costituita da Paolo Bandera mentre Eraldo Bernocchi rappresenta il lato occulto e spirituale (ha fatto parte per breve tempo del T.O.P.Y.). Il contributo di Di Giorgio (almeno fino al 2007) va in ogni caso considerato essenziale. All’inizio della loro carriera l’influenza più forte è sicuramente quella della scena esoteric-industrial inglese rappresentata da gruppi come Psychic Tv, Current 93 e Coil. In particolare sono soprattutto i primi Current 93, quelli di dischi come Nature Unveiled e Dogs Blood Rising, ad avere un forte impatto estetico nella loro filosofia compositiva. Indubbiamente non sono i soli in Italia a sfruttare il filone del post industrial esoterico: impossibile in questo senso non citare nomi come Rosemary’s Baby e Ain Soph. Ma, in realtà, i loro orizzonti sono molto più ampi e riguardano anche la letteratura e, in particolare, autori come Philip K. Dick, James Graham Ballard e William S. Burroughs. Da quest’ultimo mutuano la tecnica del cut-up.

Hypnos 10, stranezze francofone | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com l’annuncio di Hypnos 10, la rivista della Edizioni Hypnos dedicata al weird e al fantastico in genere. Ecco cosa c’è dentro – slurp!

Il numero è dedicato al fantastico francofono. Tra i protagonisti il duo Émile Erckmann e Alexandre Chatrian, meglio noti con il nome di Erckmann-Chatrian, con due racconti, La ladra di bambini Lo schizzo misterioso. Altro autore che nell’Ottocento mise il suo marchio anche come autore fantastico fu indiscutibilmente Jean Lorrain, personaggio eccentrico e anticonformista, poeta, giornalista, autore di numerosi romanzi e racconti, che qui ritroviamo con due storie, La principessa sotto vetro La principessa Fior di neve.

A rappresentare il fantastico francofono del Novecento è invece una delle sue voci più autorevoli, Claude Seignolle, con il racconto Il mannaro, un vero gioiello della letteratura sul tema della licantropia. Attraversando l’Oceano approdiamo in Canada, e più precisamente in Quebec, dove ci attende Claude Lalumière, autore del fantastico a tutto tondo, con il racconto L’oggetto di venerazione, profonda riflessione sul concetto di devozione.

Ma l’occhio speciale nei confronti della letteratura francofona non si esaurisce con la narrativa: un ampio excersus su di essa viene fornito da Cesare Buttaboni, che ripercorre le tappe fondamentali della letteratura del terrore in Francia dall’Ottocento sino a oggi, mentre Tarek Bouaziz introduce al mondo di uno degli scrittori più interessanti della letteratura algerina contemporanea, Rachid Boudjedra, la cui opera viene accostata a uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana del Novecento, Il deserto dei Tartari, di Dino Buzzati. A chiudere il numero la seconda parte della Strana storia dell’Arte, che ci conduce nelle spire dell’ammaliante Medusa, a cura di Ivo Torello.

Letteratura Horror – Recensioni – La strana fede di Richard Gavin


Su LetteraturaHorror la recensione a La strana fede, romanzo weird di Richard Gavin edito da Hypnos. Un estratto dalla rece:

Non si è ancora cimentato con il romanzo ma è invece un saggista e, in particolare, un esperto di esoterismo: il suo The Benighted Path: Primeval Gnosis And The Monostrous Soul è un testo molto interessante per i seguaci dell’argomento. Di recente ha anche scritto un ambizioso saggio – The Moribund Portal: Spectral Resonance And The Numen Of The Gallows – che indaga le radici filosofiche dell’horror. Quando si parla di lui vengono citati spesso Arthur Machen e Algernon Blackwood di cui viene forse ritenuto una sorta di erede. Mi sono così approcciato alla lettura di “La strana fede” con molte aspettative: dico subito che non sono rimasto deluso dalla storia: Gavin ha la capacità di creare un’atmosfera perturbante ricca di “pathos” e che non lascia indifferenti. Detto questo non ho trovato molto di Machen e Blackwood, almeno per quanto concerne questa storia e questo non è necessariamente un male. Anzi Richard Gavin ha un approccio e un “feeling” alla materia horror indiscutibilmente moderno pur restando ancorato al passato. In realtà io non sono contro il manierismo e la riproposizione di modelli passati se questi vengono riproposti con qualità: l’arte non va necessariamente sempre avanti. La vicenda narra le vicissitudini di un ragazzino solitario che entra in contatto, o almeno crede di entrarci, con una strana entità denominata Capricorno. La sua “fede” e devozione per Capricorno è totale: diventa come un rifugio dalla realtà circostante e arriverà a chiuderlo in un piccolo scrigno che diventa così un simbolo per accedere. Quando poi partirà per una vacanza con i genitori si dimenticherà di lui completamente. Ma, come una nemesi, l’entità si ripresenterà a lui nel corso di tutta la sua esistenza. Alla fine “La strana fede” è una storia di “formazione” e iniziazione: ci insegna come la magia esiste e come accedere al lato oscuro dell’esistenza sia una possibile “chiave” per entrare in una dimensione diversa della realtà. Non mancano poi alcuni dei “topos” più sfruttati del folklore della narrativa horror: troviamo così la famigerata “casa stregata”, in questo caso chiamata la “Casa delle Ombre”, e si parla anche di un albero maledetto ovvero il “Dito del Diavolo”. Gavin ama la ghost-story e i riferimenti all’occulto: viene citato il “Varco di Samhain”. Forse più che Blackwood e Machen ci trovato qualcosa di M.R. James. In ogni caso è una delle uscite che più mi hanno convinto della collana Visioni di Hypnos e non esito a consigliarla agli amanti delle storie di fantasmi.

Recensione a Uironda – LetteraturaHorror | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su LetteraturaHorror è comparsa una bella recensione a Uironda, la raccolta di racconti di Luigi Musolino uscita per l’etichetta k_noir di KippleOfficinaLibraria. Un estratto della rece a firma di Cesare Buttaboni.

Da poco è uscita per la Kipple Officina Libraria, una nuova antologia intitolata Uironda. Si tratta di 10 racconti di assoluto livello che confermano il talento dello scrittore piemontese. Come ha ben scritto Andrea Vaccaro nell’introduzione, Uironda rappresenta “un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto”. Uironda è un volume che non dovrebbe mancare assolutamente negli scaffali di chi segue l’horror italiano ma non solo.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

Link

AA.VV.: Nuovi incubi – I migliori racconti weird” | Ver Sacrum


Su Versacrum la recensione all’opera Nuovi incubi – I migliori racconti weird, di Autori Vari, pubblicazione delle Edizioni Hypnos che così inaugura la nuova collana “Modern Weird”.

Nella recensione viene presentata anche una definizione assai esaustiva di cosa è il weird:

In effetti  questo termine non è facilmente collocabile e può essere rinvenibile nei generi più disparati pur appartenendo a dei sottogeneri identificabili come il racconto di fantasmi, il fantasy, lo strano e l’orrore cosmico. Essere “weird” è più un’attitudine e uno stato mentale che porta a far fuoriuscire il materiale sepolto nell’inconscio: e forse, da questo punto di vista, il più grande rappresentante del genere è l’inglese Robert Aickman la cui produzione non è classificabile in nessun filone particolare di quelli citati pur essendo prossima in un modo tutto suo a ognuno di essi. Attualmente dopo Aickman il più grande rappresentante del “weird” è invece Thomas Ligotti, il cui approccio non convenzionale alla materia horror non a caso è stato molto apprezzato dal leader del leggendario gruppo musicale dei Current 93, David Tibet. L’antologia di cui qui si parla è un ottimo esempio di quanto sopra detto:  gli scrittori presenti si caratterizzano per una genuina propensione al bizzarro e al macabro. Ci sono fra loro racconti diversissimi che tuttavia hanno in comune la volontà di andare oltre gli schemi codificati.

Un altro eccellente colpo dei tipi Hypnos, sempre in prima linea e sempre capaci di reperire del materiale assolutamente all’altezza della loro fama.

Robert Aickman: I poteri delle tenebre | Ver Sacrum


Su Versacrum la recensione della seconda raccolta di racconti di Robert Aickman, edita dalle Edizioni Hypnos, intitolata I poteri delle tenebre.

Nell’ambito dell’ampliamento della cultura del Fantastico che la casa editrice milanese, questo volume è un altro piccolo gioiello da leggere incastonare nella propria biblioteca; incollo qui sotto la recensione a cura di Cesare Buttaboni.

Le Edizioni Hypnos proseguono nel presentare al pubblico italiano Robert Aickman pubblicando “I poteri delle tenebre”, il secondo volume (sui 6 previsti) dei suoi racconti. Aickman è indubbiamente uno dei grandi del “weird tale” del secolo scorso. Per la prima volta il lettore italiano avrà così la possibilità di poter leggere l’opera omnia di questo scrittore, artefice dell’evoluzione della classica “ghost-story” inglese. Aickman si muove nel solco del grande Walter de la Mare, maestro del fantastico psicologico. Le sue, come faceva acutamente notare David Tibet (leader del gruppo musicale dei Current93) nell’introduzione al primo volume, non sono esattamente le consuete storie di fantasmi. Ci troviamo di fronte a un autore che indaga i fantasmi che si nascondono nella mente umana facendo emergere ciò che si cela nell’inconscio. Non a caso l’influenza di Freud e del Surrealismo è ben presente nella sua opera. Non è così sempre facile riuscire a decifrare a capire dove voglia esattamente andare a parare Aickman. I suoi “strange tales” aprono le porte all’irruzione del bizzarro e dischiudono abissi di alienazione e dolore. Ma una volta entrati nel suo mondo si viene immersi in un universo oscuro dominato da una dimensione “incubica” e soprannaturale. L’introduzione de “I poteri delle tenebre” è affidata a T.E.D. Klein, il noto scrittore horror americano. Klein ha avuto modo di conoscere direttamente Aickman e ce ne lascia un ritratto affascinante. Ne emerge la figura di un eccentrico inglese, un uomo solitario alle prese con le sue ossessioni. Le storie presenti nel presente volume sono di altissimo livello, ma d’altronde tutta la sua produzione merita di essere letta. “Il mare color del vino” è la mia storia preferita: il protagonista approda su un’isola  (situata nell’Egeo) in cui è presente una misteriosa fortezza. Sembra essere deserta ma ben presto conosce 3 donne che, in realtà, come da loro stesso ammesso, sono streghe. L’isola ha una natura divina. La vita in quel luogo fuori dal tempo trascorre come in un sogno ma purtroppo il finale sarà molto triste. “Più grande di noi” è un altro grande racconto che narra di una bizzarra festa in cui gli invitati discutono di filosofia e “spiritualità” e dove viene evocata una dimensione metafisica e quasi mistica. “Che gelida manina” ha invece un’atmosfera claustrofobica. La storia è tutta ambientata in una stanza dove un individuo alienato combatte con le sue ossessioni in cui continua ad essere disturbato da continue e inesplicabili telefonate. “Il mio povero amico” ci parla degli orrori che si annidano nei corridoi dei sistemi di potere e più precisamente nel parlamento. Una storia che ho trovato quasi “kafkiana”. In “Una celebrità in visita” facciamo la conoscenza di un’enigmatica attrice del passato mentre in “Una questione romana” siamo alle prese con il tentativo di far ritornare dal regno dei morti una persona data per dispersa. “I poteri delle tenebre” non fa che confermare il talento di un autore fuori dagli schemi che ha trovato, non a caso, in Thomas Ligotti il suo erede. Il volume si può acquistare direttamente presso il Delosstore o presso Ibs.

Antonello Cresti: Solchi sperimentali | Ver Sacrum


[Letto su VerSacrum]

Solchi sperimentali di Antonello Cresti è un viaggio attraverso la musica sperimentale e di avanguardia che parte dagli anni ’60 e arriva fino ai nostri giorni. L’autore ha selezionato circa 300 album che ha reputato significativi cercando di estromettere i nomi più famosi per concentrarsi su quelli meno noti. Tutti gli artisti trattati nel testo hanno in comune la volontà di ricerca e l’anelito andare oltre i confini del già conosciuto e del già sentito. Come dice lo stesso Cresti, alcuni strumenti gli sono stati molto utili fra cui libri di culto come i lavori del critico svedese Dag Erik Asbjornsen sulle scene del prog e del Krautrock degli anni ‘70, La musica rock-progressiva europea di Al Aprile e Luca Mayer e Trances & Drones di Gino Dal Soler e Alberto Marchisio. Ma in particolare il vero motore che ha ispirato Solchi sperimentali va ricercato nella mitica Nurse With Wound List, un elenco eterogeneo di artisti – molti dei quali provenienti dalla musica progressiva, dal Krautrock e dall’avanguardia – compilato dal grande Steven Stapleton, leader dei Nurse With Wound, e inserito nel loro album d’esordio del 1981. Il volume è costituito dall’analisi dei dischi ed è diviso in numerose mini sezioni tematiche (con titoli come Diforisti Sonori, Estremo Occidente Elettronico, Mistici Crauti, Moon Musick, etc.). Non c’è stata la volontà di essere completisti tuttavia il numero degli album e degli artisti in ambito avanguardistico è notevole. C’è stata – come si diceva –  grande attenzione per gli album sconosciuti e dimenticati. Il cultore di suoni radicali e anticonvenzionali troverà di sicuro pane per i suoi denti. Ecco quindi l’inserimento di gruppi come i tedeschi Dzyan, Limbus, Dom, Yatha Sidhra, Radio Noisz Ensemble, Kalacakra, Siloah, The Nazgul, Pyramid e Sand. Nell’avanguardia italiana spazio a Roberto Cacciapaglia, il primo Battiato (che proprio sconosciuto non è), Opus Avantra, Pholas Dactylus, Area (con la scelta di un disco “difficile” per gli stessi Area come Event ‘76), Aktuala, N.A.D.M.A., Lino Capra Vaccina, Claudio Rocchi, Pepe Maina, Franco Leprino.

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Hypnos: Rivista di letteratura weird e fantastica. Numero 3. Primavera 2014 | Ver Sacrum


La recensione alla rivista Hypnos, su Versacrum. Il numero 3. Viene l’acquolina in bocca. Per la serie, il Fantastico non muore mai.

Nuovo  numero per Hypnos, la rivista italiana consacrata al fantastico e al “weird”. Il nome “forte” di questo fascicolo è quello del grande Fritz Leiber, uno dei giganti del fantastico del XX secolo, l’unico forse che è riuscito a proseguire e riammodernare la tradizione del fantastico delirante di H.P.Lovecraft, di cui peraltro è stato un discepolo. Lo scrittore americano è stato una colonna di tutti sottogeneri del fantastico come l’horror, la fantascienza e il fantasy. Qui vengono presentati 2 racconti inediti in Italia (“Il fonditore di bottoni” e “Dormi ancora, Biancaneve”), In particolare il primo è straordinario: si tratta di una riflessione “filosofica” e cosmica sul bisogno e sulla ricerca costante dell’essere umano dello sconosciuto (“In Search of the Unknown” appunto come è intitolato l’editoriale di Andrea Vaccaro). L’altro racconto ha invece una convincente atmosfera sessualmente perversa e necrofila: in ogni caso un’altra grande prova di talento. Il profilo di Fritz Leiber viene poi completato da un competente saggio di Davide Mana e da un’interessante articolo di Andrea Vaccaro che esplora gli aspetti bibliografici della sua opera. Anche il resto dei contenuti si rivela, come di consueto, stimolante: Andrea Bonazzi ci introduce, dopo Laird Barronn, alla scoperta di un altro scrittore americano dell’horror contemporaneo – anche lui sconosciuto purtroppo in Italia-  ovvero John Langan. Di Langan viene pubblicato “Technicolor”, una storia scritta in uno stile originale, sorta di omaggio a Edgar Allan Poe e al suo “La maschera della morte rossa” che non mancherà di sorprendere. Franco Piccinini ci parla di Washington Irving, altro nome importante del fantastico americano di cui viene presentato un piccolo classico come “Il diavolo e Tom Walker”. Spazio poi al Premio Hypnos, vinto all’unanimità da Moreno Pavanello. C’è da dire in effetti che “Il suo sguardo” è un racconto con una vena apocalittica che non lascia indifferenti. Gino Andrea Carosini questa volta esplora l’universo fantastico di Jack Finney sceneggiando a fumetti una sua storia. Spazio infine a “Weird New World”, la consueta rubrica sulle novità editoriali “weird” in lingua inglese curata da Andrea Bonazzi. Come di consueto i contenuti grafici – la suggestiva copertina è di Ivo Torello – sono raffinati e in linea con le ambientazioni oscure evocate dai racconti. La rivista si può acquistare direttamente nel negozio online di Hypnos o sul Delosstore o su Ibs .

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