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Archivio per Cina

Connections between the Eastern Roman (‘Byzantine’) Empire and China during the reign of Justinian I (527-565 AD) – Novo Scriptorium


NovoScriptorium è un blog molto, molto interessante; al suo interno potrete trovare, in lingua inglese, molte notizie storiche spesso riguardanti il mondo bizantino o, in generale, sull’epoca romana e greca. In questo caso l’approfondimento è sul rapporto tra impero cinese e quello romano orientale al tempo di Giustiniano I. Un estratto:

In 558 AD, Justinian first met the Avars, who were heavily armed mounted warriors who utilized an important Chinese invention, the stirrup. The Turks, who would later conquer the Roman Empire nearly a millennium after Justinian, allied during Justinian’s reign with the Persians against the Ephthalites (“White Huns”) of Central Asia. The conquest of the Ephthalites allowed the Sogdians (in modern Tajikistan), a long-time intermediary between Rome and China, to reopen their trade along the Silk Road. Justinian’s successor, Justin II, received an embassy from Sogdia to negotiate an alliance between the Romans, Sogdians, and the Turks against the Avars to reconnect Sogdian merchants with the Roman Empire in an attempt to bypass the Persians in the trade with China.

Although Justin II did not make the alliance, the negotiations illustrate the complex political conditions that existed throughout the lands between the Roman Empire and China. All of this political maneuvering was probably worth it to Justinian because of the value of silk, the primary commodity traded between the Roman Empire and China.

The silk trade was important and unique in that silk products were both imported and exported. Roman merchants imported raw silk from China through intermediaries. Then, Roman workshops modified the raw silk by dying it, often with the purple dye of the nobility, and adding gold embroidery and other embellishments. These modified silks were then released for export, providing substantial revenue from customs duties and stimulating the flow of foreign gold into the Empire. Ironically, these modified silks became a hot commodity in China, completing their round-trip journey through the Roman Empire and creating a very lucrative business for the Romans.

Esagrammi espansi


Il creativo si sovrappone al ricettivo, e in mezzo esiste l’intero mondo mappato dell’umanità.

La seconda Guerra Fredda | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di La seconda guerra fredda, saggio di Federico Rampini che analizza alcune particolarità del nostro tempo e delle sue dinamiche. La quarta:

È cominciata la seconda guerra fredda. Sarà profondamente diversa dalla prima. Cambieranno molte cose per tutti noi, nella sfida tra America e Cina nessuno potrà rimanere neutrale. L’economia e la finanza, la scienza e la tecnologia, i valori politici e la cultura, ogni terreno sarà investito dal nuovo conflitto. Dobbiamo smettere di parlare di globalizzazione come se fosse irreversibile: la sua ritirata è cominciata. A quindici anni dai suoi best-seller Il secolo cinese e L’impero di Cindia, Federico Rampini torna ad attaccare gli stereotipi, ci costringe a rivedere i luoghi comuni, ci apre gli occhi. Il mondo è cambiato molto più di quanto gli occidentali si rendano conto.

Il tramonto del secolo americano e la possibile transizione al secolo cinese bruciano le tappe. Ci siamo distratti mentre la Cina subiva una metamorfosi sconvolgente: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell’intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. È all’avanguardia nella modernità ma rimane un regime autoritario, ancora più duro e nazionalista sotto Xi Jinping. Unendo Confucio e la meritocrazia, teorizza la superiorità del suo modello politico, e la crisi delle liberaldemocrazie sembra darle ragione. L’Italia è terreno di conquista per le Nuove Vie della Seta. In Africa è in corso un’invasione cinese di portata storica.

Due imperi, uno declinante e l’altro in ascesa, scivolano verso lo scontro. L’America si è convinta che, «ora o mai più», la Cina va fermata. Chi sta in mezzo, come gli europei, rimarrà stritolato? Nessuno è attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo. Neppure i leader delle due superpotenze hanno un’idea chiara sulle prossime puntate di questa storia, sul punto di arrivo finale. Mettono in moto forze che loro stessi non sapranno dominare fino in fondo.

Pochi anni fa le due superpotenze sembravano diventate quasi una cosa sola, tanta era la simbiosi tra la fabbrica del mondo (cinese) e il suo mercato di sbocco (americano). Quell’epoca si è chiusa e non tornerà. Sta succedendo ciò che molti esperti consideravano impossibile. I dazi sono stati solo l’acceleratore di un divorzio che cambierà le mappe del nostro futuro. Trump può subire l’impeachment o perdere le elezioni nel 2020 ma i democratici che lo sfidano sono diventati ancora più intransigenti con Pechino. La resa dei conti precipita a tutti i livelli. Questo libro è una guida e un manuale di sopravvivenza nel mondo nuovo che ci attende.

Introduzione di Jung contenuta negli I Ching – estratto


Il passo sottostante è preso dall’introduzione di Carl Gustav Jung agli I Ching, il libro cinese dei Mutamenti, un modo di praticare la divinazione con un procedimento che sfrutta la matematica booleana, avendo come base 8 bit e portando le proiezioni del possibile a 64 bit – gli attuale sistemi operativi dei computer operano proprio con 64 bit.
A parte ciò, mi pare interessante notare, dalle righe sottostanti, l’invito di Jung ad abbandonare il metodo galileiano, che ha portato a risultanze valide in laboratorio ma che nella vita comune, essendo depurate da ogni sfumatura del reale, tendono a diventare ideali. Intendiamoci, Galileo ha sviluppato tali metodologie in momenti in cui un potere temporale orribile come quello della Chiesa di Roma operava una vera e propria censura totale, oggi lo chiameremmo un regime totalitario; in questo Galileo è riuscito a togliere i fondamenti alle assurdità dottrinali cristiane, ma ha costruito involontariamente un’altra chiesa in cui i dati statistici assurgono a verità assolute, ovvero le nuove verità assolute. Su questa base, i moderni sistemi totalitaristici del Liberismo operano sistematicamente, credendo ciecamente nei modelli imperfetti da laboratorio o stocastici e opprimendo l’umanità con regole inumane, che possono benissimo essere i riflessi di qualcosa presente ben oltre le nostre dimensioni.

Leggete attentamente le righe sottostanti, e non meravigliatevi quando gli I Ching si apriranno ineffabilmente la strada nella vostra consapevolezza.

Io non conosco il cinese e non sono mai stato in Cina. Posso assicurare il lettore che davvero non è molto facile trovare il giusto accesso a questo monumento del pensiero cinese, così infinitamente diverso dai nostri modi di pensare. Per capire in generale di che cosa tratti un simile libro è imperativo buttare a mare certi pregiudizi della mentalità occidentale. È curioso che un popolo dotato e intelligente come i Cinesi non abbia mai prodotto ciò che noi chiamiamo “scienza”. La nostra scienza, però, si basa sul principio di causalità, e la causalità è considerata verità assiomatica. Ma un grande cambiamento è ormai avviato. Ciò che la Critica della ragion pura di Kant non ha potuto fare, lo sta facendo la Fisica moderna. Gli assiomi della causalità sono scossi nelle loro fondamenta: ora sappiamo che quelle che noi chiamiamo leggi di natura non sono altro che verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni. Non abbiamo tenuto abbastanza conto del fatto che, per dimostrare la validità invariabile delle leggi di natura, abbiamo bisogno del laboratorio con le sue incisive restrizioni. Se lasciamo che la natura faccia da sé, vediamo un quadro ben differente: ogni processo subisce interferenze parziali o totali a opera del caso, e in misura tale che in circostanze naturali un corso di eventi che si conformi in tutto e per tutto a leggi specifiche, rappresenta quasi un’eccezione.
La mentalità cinese, quale io la vedo all’opera nell’I Ching, sembra preoccuparsi esclusivamente dell’aspetto accidentale degli eventi. Ciò che noi chiamiamo coincidenza sembra essere la cosa della quale questa peculiare mentalità s’interessa principalmente, mentre ciò che noi adoriamo come causalità passa quasi inosservato. Dobbiamo ammettere che qualche cosa si possa dire in favore dell’immensa importanza del caso. Una quantità incalcolabile di sforzi umani è rivolta a combattere e limitare i danni o i rischi rappresentati dal caso. Spesso le considerazioni teoriche su causa ed effetto appaiono pallide e polverose a paragone degli effetti pratici del caso. Va benissimo dire che il cristallo di quarzo è un prisma esagonale; è proprio vero – fintanto che si immagina un cristallo ideale. Ma in natura non si trovano due cristalli esattamente uguali, benché tutti siano palesemente esagonali. La forma reale, tuttavia, sembra sollecitare il saggio cinese ben più di quella ideale. La confusa congerie di leggi naturali che costituisce la realtà empirica contiene per lui un significato ben più importante che non una spiegazione causale degli eventi, che poi di regola devono essere separati l’uno dall’altro prima che si possa discuterne in maniera appropriata.

L’arte della guerra di Sunzi: dal 18 settembre di nuovo in libreria con L’Ippocampo Edizioni | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una riedizione eccezionale, una pubblicazione antica ma sempre attuale. No, no, non è la Bibbia, è molto meglio: L’arte della guerra, di Sun Tzu.

L’arte della guerra è il più antico trattato di strategia militare in circolazione attribuito al generale Sunzi, vissuto in Cina fra il VI e il V secolo a.C. Ognuno dei capitoli di cui è composta l’opera è dedicato a un aspetto della guerra. L’impatto di questo piccolo libro sulla cultura strategica militare ha superato di gran lunga i confini della Cina fino a raggiungere luoghi lontanissimi già in età antica: dalle corti europee, alla Casa Bianca, alle università di tutto il mondo.
Questo compendio di acuta saggezza rivive in forma illustrata nella forma di un dialogo tra maestro e allievo dove le tematiche più diverse vengono affrontate e comparate con della realtà militaresca.

Grimori immaginifici


La follia viaggia tersa in un completo grimorio delle parole mai dette, ma soltanto immaginate negli abissi iconografici del Nulla senziente.

Ombre cinesi – Carmilla on line


Post del lunedì per Alessandra Daniele, su CarmillaOnLine. Tanto per chiarire ancora una volta le poche, basiche regole del Liberismo. Anzi, l’unica; sullo sfondo, il solito modo di fare italiano, il tempo passa ma non le abitudini.

Il capitalismo di Stato cinese è venuto a comprarsi l’Italia in saldo, però Unione Europea e Stati Uniti non molleranno facilmente la presa.
L’asse di Aquisgrana teme particolarmente che la Cina usi l’Italia come backdoor per invadere e controllare tutto il mercato europeo.
Gli USA, che ci spiano, temono particolarmente che i cinesi, spiando noi, possano spiare anche loro che spiano noi. E loro.
Entrambi i blocchi occidentali sanno bene che la belt della Belt and Road Initiative è concepita per strangolarli.
Il governo Griilloverde continuerà a recitare l’Arlecchino servitore di due padroni (anzi quattro, contando anche Putin) finché potrà. Poi finirà cotto al vapore.
È particolarmente grottesco (cioè italiano) che il governo che si definisce “sovranista” in realtà non sappia a quale potenza straniera svendersi prima.
Chiude i porti ai profughi, li svende ai miliardari: questa maggioranza ci tiene a dimostrare che non è razzista. È classista.

Troppi credono ancora che votare possa servire a qualcosa.
La bandiera a cinque stelle che sventola oggi sulla penisola è quella cinese. Se i nuovi padroni d’Italia sostituiranno l’assemblea parlamentare con un teatrino delle ombre e delle sagome di cartone, nessuno s’accorgerà della differenza.

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