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O’Psy Town in Komplexscope – Future Film Festival


Nell’ambito del FutureFilmFestival che ho referenziato qui, un evento continuo che si svolgerà in quell’ambito è O’Psy Town, un interessante approccio alla fruizione delle immagini che diventano interattive in un modo nuovo; estraggo dalla pagina del festival:

In sala cinematografica con il cellulare acceso? Si! Basta gattini e like e TikTok: lo smartphone diventa parte del magico luogo del cinema e dello schermo. Komplex, dal 2013 attivo nella creazione di ARventure negli spazi urbani, condivide con il Future Film Festival una rivoluzione. La sala diventa sorgente, attivatore di una esperienza VR interattiva per gli smartphone dei presenti. Quando? Scopritelo venendo in sala ogni giorno, a tutte le ore! Prima delle proiezioni apparirà un messaggio, un video che orienta il pubblico nella scoperta di un mondo parallelo, vicoli di una città invisibile popolata da presenze e segni, criptici ed enigmatici. È in parte un gioco dove lo spettatore guidato da un grande QRcode sullo schermo del cinema apre una porta di un mondo parallelo nel suo smartphone. E come in tutti gli adventure c’è un easter-egg che va scoperto. Credits Komplex e’ composto da Mariano Equizzi (storie e design), Paolo Bigazzi Alderigi (musica e sound design) e Luca Liggio (digital video). La voce che ascolterete nel video è di Paolo Maria Congi della celebre compagnia di teatro contemporaneo Versus di Roma – http://www.kompex.city

C’era una volta il futuro: presentato il 22esimo Future Film Festival | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine un lungo articolo che illustra l’edizione del Future Film Festival di quest’anno, che si articolerà tra Bologna (21-25 settembre) e Modena (30 settembre-2 ottobre). Chi può vada.

La 22esima edizione del Future Film Festival è stata presentata in anteprima in Terrazza Biennale al Lido, proprio di fronte al Palazzo del Casinò. Il primo festival italiano dedicato ai film d’animazione, VFX e alle media arts, punta i riflettori verso il retrofuturo, ovvero il futuro che ci siamo lasciati alle spalle: la corrente artistica contemporanea che si ispira al modo in cui, nei decenni scorsi, è stata immaginata, l’evoluzione della società, della tecnologia e dell’umanità.
Il Future Film Festival 2022 è più che mai un mosaico di iniziative, fermenti e innovazioni estremamente vario per linguaggi, ispirazioni, prospettive geografiche e temporali. A fianco del concorso principale, dedicato a pellicole provenienti da ogni parte del mondo, troviamo due retrospettive cinematografiche – una dedicata a Cronenberg, realizzata dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Festival, l’altra al “retrofuturo” – e Insert Coin, un programma di talk con docenti, esperti e creativi. Inoltre la rassegna si arricchisce di tanti contributi: dalle mostre a tema “nerd” al gemellaggio con il Linoleum Festival di Kiev, dalla call che intende promuovere nuovi progetti produttivi di animazione mettendoli in contatto con alcune delle principali realtà produttive presenti in Italia – il Future Pitch – alle anteprime e ai laboratori for kids, e integra una rassegna dedicata a Mario Lodi, indimenticato maestro e amico del FFF.

Crimes of the Future: il primo teaser trailer del film di David Cronenberg | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine il trailer del nuovo film di David Cronenberg, Crimes of the Future, in concorso al prossimo festival di Cannes.

Mentre la specie umana si adatta a un ambiente sintetico, il corpo affronta nuove trasformazioni e mutazioni. Assieme alla sua partner Caprice, l’artista Saul Tenser mostra pubblicamente la metamorfosi dei suoi organi interni in alcune performance di avanguardia. Timlin, investigatrice del National Organ Registry, segue ossessivamente i movimenti della coppia, ed è così che un misterioso gruppo viene rivelato. La sua missione è quella di usare la notorietà di Saul per fare luce sulla nuova fase dell’evoluzione umana.

Dark Abyss edizioni presenta: “Anche i mostri si innamorano” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Anche i mostri si innamorano, racconti di Michele Borgogni che tratteggia il mondo dei mostri cinematografici e letterari. La quarta:

Frugando nella letteratura, nella mitologia, nella cinematografia, Michele Borgogni saccheggia il mondo dei mostri e ce li offre in undici racconti che provengono da ogni parte del mondo e da ogni tempo. Da Godzilla a Bigfoot, passando fra gli zombie e la terribile lamia, dal Giappone all’antica Grecia, l’autore colleziona undici storie, unite dal filo sottile dell’ironia. Divertente, originale, irriverente e, a volte, blasfemo, questa antologia racchiude una carrellata di mostri come non si sono mai visti, né letti.

Scheletri ebook presenta “Max Schreck, l’attore vampiro” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del saggio in ebook Max Schreck, l’attore vampiro di Eleonora Della Gatta. Ecco la quarta di questa pubblicazione che ripercorre le gesta di un attore che ha anticipato, tra gli altri, Bela Lugosi e Christopher Lee.

A Berlino, il 4 marzo 1922 fu proiettato per la prima volta Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e considerato all’unanimità un capolavoro del cinema horror. Nei panni del vampiro, il conte Orlok così chiamato per non violare i diritti d’autore del Dracula di Bram Stoker, si celava il misterioso attore tedesco Max Schreck del quale si hanno poche e frammentarie informazioni.

Tra realtà e leggenda, mito e finzione creata ad arte, questo saggio tenta di svelare i segreti di questo sinistro ma suggestivo personaggio.

La lista dei 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una curiosa classifica: i 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit. Molti titoli famosi, vi anticipo che ci sono pellicole conosciute e altre meno, ma v’invito a spulciare l’elenco come le carte a una partita di poker.

Media-Trek » Blog Archive » “Occhiali neri”, il nuovo film di Dario Argento


Sul blog Repubblica di Ernesto Assante, Mario Gazzola scrive una critica ragionata a Occhiali neri, il nuovo film di Dario Argento. Un estratto:

Ecco, a queste origini ruspanti ma genuine è ritornato Argento con Occhiali Neri, storia di una bella escort (ancora una donna sensuale e “peccatrice”) che diventa cieca per un incidente, causato dal killer di una sua collega che continuerà a braccarla, mentre lei può contare solo sull’aiuto di un bambino cinese, rimasto orfano nello stesso incidente. La buona notizia per i fan del Maestro del brivido romano, è che il film – nonostante un’orribile locandina anni ’80 che evoca piuttosto Risky Business con Tom Cruise – non è brutto come i precedenti La Terza Madre e Dracula 3D, che han messo a dura prova la fede dei cultori (incluso il sottoscritto): la trama sta in piedi, almeno fino a un finale piuttosto spiccio e sciatto, la recitazione della protagonista Ilenia Pastorelli è credibile: già David per l’interpretazione della sciroccata Alessia in Lo chiamavano Jeeg Robot è molto convincente nel rendere le difficoltà di una persona che è cieca da poco tempo e deve imparare a muoversi in un mondo buio. Anche la figlia Asia, nel film istruttrice per non vedenti e amica della protagonista, è più misurata e credibile di come temevamo.
La notizia cattiva è che se si assume che un thriller debba anzitutto far paura, Occhiali Neri ne fa assai poca, rivelandosi piuttosto avaro non solo nell’effusione di emoglobina, ma anche in quella complessiva messa in scena grandiosa, espressionista e psichedelica dell’omicidio e della morte in cui Argento è (stato?) Maestro riconosciuto: quei quadri monocromatici in rosso o in blu ipersaturi, sferzati dalle musiche indimenticabili dei Goblin o di Keith Emerson, qui latitano quasi completamente. S’era letto in un’intervista che Argento afferma di aver sviluppato la storia una ventina d’anni fa, in un periodo in cui aveva “fatto pace coi propri fantasmi”, per cui il suo nuovo film contiene per la prima volta “anche un po’ di tenerezza” (cioè il rapporto fra la donna e il bambino). Che sia questo il motivo, un budget di produzione palesemente all’osso o la presenza nella filiera produttiva di Rai Cinema, Canal+, Cine+ e Sky, e che quindi eros e gore siano stati trattenuti in vista di una più agevole distribuzione televisiva, comunque il film manca un po’ di quella “griffe argentiana” che gli horroristi hardcore s’aspetterebbero dal Maestro, nonostante qualche frizzo autocitazionista (il cattivo sbranato dal cane, come il cieco Flavio Bucci in Suspiria, o le serpi nell’acqua della palude che minacciano Diana e Chin in fuga, versione più economica dell’immersione della Giorgi nella cisterna di Inferno). Diciamo che forse Occhiali Neri si avvicina più alle produzioni per la tv tipo La porta sul buio.

Occhiali Neri: il film di Dario Argento sbarca a Berlino | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’uscita del nuovo film di Dario Argento, Occhiali neri. Vi lascio alle note dell’articolo:

Roma. L’eclissi oscura il Sole in una torrida giornata di estate. È il presagio del buio che avvolge Diana quando un serial killer la sceglie come preda. La giovane escort, per sfuggire al suo aggressore, va a schiantarsi contro una macchina, perdendo la vista. Dallo choc Diana riemerge decisa a combattere per la sua sopravvivenza, ma non è più sola. A difenderla e a vedere per lei adesso ci sono Nerea, il suo cane lupo tedesco, e il piccolo Chin, sopravvissuto all’incidente. Il bambino cinese con i suoi grandi occhi, la voce dolce dall’accento straniero, il carattere di un ometto indipendente e indifeso allo stesso tempo, la accompagnerà nella fuga. Ossessionati dal sangue che li circonda, saranno uniti dalla paura e dalla disperata ricerca di una via di scampo, perché l’assassino non vuole rinunciare alle sue prede. Chi si salverà?

I libri che hanno ispirato Matrix | Bistrot dei Libri


Sul Bistrot dei Libri un post che serve a rinfrescarci la memoria sulle ascendenze letterarie di Matrix, la saga cinematografica appena giunta al quarto capitolo. Un estratto:

A cavallo tra cyberpunk e fantascienza, Matrix si basa su un’idea di fondo: niente è reale, tutto è creato in maniera fittizia dalle ‘macchine’ per tenere buoni gli esseri umani e fargli produrre tanta bella energia che le suddette macchine utilizzano per il loro sostentamento.
Poi la trama è ben più complicata di così, c’è di mezzo un eletto e un bel po’ di altre cosette interessanti, ma restiamo fermi sulle fondamenta del mondo matrice: da dove viene questa idea? Quali le fonti di ispirazione? In particolare, ci chiediamo: quali libri hanno ispirato Matrix?

L’ispirazione primaria arriva indubbiamente dall’antichità, in particolare dal Mito della Caverna di Platone. La trama del film iniziale delle Wachowski potrebbe davvero sembrare una versione moderna e fantascientifica del celebre mito classico.
Andiamo avanti. Nella scena iniziale del primo film il protagonista, ancora nei panni di Thomas Anderson, vende un disco contenente un software pirata pescandolo da una scatola a forma di libro sulla cui copertina, se vi soffermate a osservare, potete leggere ‘Simulacri e Impostura‘ di Jean Baudrillard

Weird Book presenta “Dario Argento. Le tenebre del mondo” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Dario Argento. Le tenebre del mondo, saggio di Roberto Lasagna in uscita per Weird Book che indaga l’opera del Maestro romano. La sinossi:

Un viaggio tra le ossessioni e i personaggi del cineasta italiano che più ha saputo far conoscere la raffigurazione della paura sul grande schermo. Dario Argento non smette di sorprendere, diventando persino attore a ottant’anni per il film Vortex di Gaspar Noé, e questo libro ci porta dentro il suo mondo di tenebre raccontando i film, le influenze, i successi e il rapporto con tra la critica e con la censura del maestro del brivido.

Da soggettista per Sergio Leone a regista di gialli e thriller che hanno fatto scuola come L’uccello dalle piume di cristallo e Profondo rosso sino alla definitiva affermazione come autore di horror quali Suspiria e Inferno, Dario Argento non ha mai smesso di trasformarsi, di trasgredire le regole per rinnovare il linguaggio del cinema, influenzando l’opera di altri autori.

Con le interviste ad alcuni dei collaboratori di Dario Argento che si raccontano in un libro completo, dove ogni film, da quello divenuto un cult al lavoro più controverso, viene collocato in un divenire che testimonia la vitalità di un cineasta unico al mondo.

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