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FantaTrieste e dintorni di Roberto Furlani – Fantasy & Fantascienza


Su NuoveVie una lunga dissertazione di Roberto Furlani, curatore della recente antologia triestina FantaTrieste – edita da KippleOfficinaLibraria – sulle contaminazioni che Trieste ha avuto nel corso delle epoche, culturalmente e nell’immaginario di genere (tipicamente, la SF). L’incipit e un estratto:

Una delle questioni che più appassionano chi segue la fantascienza, e in particolare il cosiddetto fandom, è cosa sia la fantascienza.
Non staremo qui a enunciare definizioni, un po’ perché ne sono state coniate già moltissime da firme ben più autorevoli di quella del sottoscritto e un po’ perché non è questa la sede più idonea per affrontare l’argomento, però un accenno a uno dei caratteri distintivi vale la pena farlo.
Credo che possiamo convenire sul fatto che la fantascienza sia un genere (o un’incursione tra i generi, (per dirla come Renato Pestriniero) di confine, che vive e si alimenta sulla linea di demarcazione tra due sensibilità spesso viste come distanti, se non addirittura conflittuali: quella scientifica e quella umanistica.

Risulta quasi naturale che Trieste sia permeata da una vocazione fantascientifica, in quanto essa stessa città di confine. Non tanto un confine geografico, tra l’Italia e la Slovenia, tra cultura latina e quella slava, quanto uno spartiacque tra due aree del sapere che impreziosiscono Trieste esattamente alla stessa maniera nella quale impreziosiscono la fantascienza. Parliamo di una città, infatti, in cui hanno vissuto figure salienti della nostra letteratura, come Joyce, Svevo, Saba e Slataper, fino a grandi autori della narrativa contemporanea del calibro di Claudio Magris e Paolo Rumiz.

L’incrocio tra Trieste e la fantascienza non era un fatto episodico, ma un sodalizio che in seguito si sarebbe fortificato. Nel 1977 un nucleo di giovani appassionati che facevano base a Trieste diede vita alla prima fanzine italiana dedicata al fantastico anziché alla fantascienza in senso stretto: Il Re in Giallo. A favorire la rinascita furono senz’altro le nuove tecnologie informatiche: i modem 56K che gracchiavano a ogni connessione cominciavano a popolare le case degli Italiani, dando loro accesso a realtà e a possibilità fino ad allora precluse. Tra i figli della rivoluzione telematica ci fu Continuum, fondata dal sottoscritto con Fabio Calabrese nel ’99.
La linea editoriale era di tipo “generalista” e contemplava la pubblicazione di opere ascrivibili alla fantascienza di qualsiasi filone, ma senza incursioni negli altri generi del fantastico (horror, fantasy, weird e via dicendo non rientravano nella proposta di Continuum).

Vista la nutrita schiera di collaboratori più o meno fissi provenienti da ogni parte d’Italia, è difficile affermare che Continuum sia stata una rivista triestina tout court, tuttavia l’ossatura era indubbiamente riconducibile al territorio: a grandi linee, la curatela a Furlani, la pagina di saggistica gestita da Calabrese, le recensioni a cura di Ursini. Pochi mesi dopo, interrompendo vent’anni di assenza, rinacque il Festival della Fantascienza, sempre organizzato dall’encomiabile Cappella Underground che aveva deciso di ribattezzare la manifestazione col nome di Science plus Fiction.

Iniziata un po’ in sordina con l’edizione zero, una sorta di spin-off di quello che sarebbe stato in seguito, S+F negli anni ha registrato una crescita che lo ha portato a diventare uno degli appuntamenti di maggior rilievo per i cultori di genere. Una crescita, occorre dirlo, che è passata attraverso dei momenti di flessione, come nei primissimi anni 2000, quando ci sono state delle annate in cui il programma era orientato in modo sensibile verso i film sulle apocalissi zombie, spesso del tutto superflui.
Ma, al di là dei passaggi a vuoto che fanno parte di ogni processo di maturazione, il giudizio sulla seconda vita del Festival non può che essere positivo, soprattutto per le capacità della Cappella Underground che a lungo termine ha saputo rafforzare la rassegna sotto ogni aspetto: i contenuti, l’organizzazione, la promozione.

Esce Continuum 36


Con le note sottostanti, Roberto “Ro” Furlani dà il via libera a Continuum numero 36, consultabile liberamente andando al sito continuum.altervista.org. Imperdibile, come sempre, l’editoriale e gli interventi:

Cari amici, vi scrivo per comunicarvi che è uscito Continuum n°36.
Prima di passare ad illustrarvi il sommario, come al solito, mi preme avvisarvi che nel visitare il sito vi imbatterete in uno spiacevole inconveniente: alcune immagini non si vedono, penalizzando da un punto di vista grafico gli articoli che le contengono (soprattutto quello – peraltro bellissimo – di Andrea Carta, con cui mi scuso).
La cosa non dipende da me e certamente non dipende da Sabrina, ma è dovuta al fatto che abbiamo esaurito lo spazio messo a disposizione da Altervista.

* * *

Benvenuti su Continuum n°36, un numero che parla abbondantemente del recente Science plus Fiction. Si tratta di un’edizione nata sotto il segno di George Romero, ospite d’onore del Festival a cui sono stati dedicati diversi eventi e un consistente numero di proiezioni.

Il sommario:

• RECENSIONI LIBRI
“L’isola scolpita” && “Il tesoro di Grancia” due libri di Donato Altomare recensiti da Fabio Calabrese
“La stirpe del miracolo” di Michael Cordy (recensione a cura di Fabio Calabrese)

• RECENSIONE FUMETTI
“Il Mercenario” a cura di Andrea Carta

• RECENSIONE FILM
Cinque recensioni cinematografiche di Gianni Ursini:
“Monsters”
“Hanna”
“World Invasion”
“Non lasciarmi”
“Haeven”

• RACCONTI
“Una ragione per vivere” di Gianni Sarti
“I pescamorti” di Stefano Andrea Noventa
“Un respiro verso la parte alta della cupola” di zoon

• ARTICOLI
“Tutti soddisfatti a Trieste per Science plus Fiction 2011” di Gianni Ursini
“Fanta e scienza, ma la fantascienza?” di Fabio Calabrese
“L’altro Festival. Science Fiction Café 2011″ di Roberto Furlani
“Scacco matto in 25… capitoli” di Alberto Panicucci

Armoriale


Qualità armoriali da intercapedine psichica, lampi di battaglie sfondano le barriere del continuum e rimangono istantanee e shock, fughe eterne diverse dalla morte.

Continuum, rivista telematica di fantascienza – numero 35


Al link http://continuum.altervista.org/ è reperibile il numero 35 della grandiosa e storica webzine Continuum.

Continuum è uno dei capisaldi della SF italica, è attiva dal gennaio del 2000 e finora ha annoverato tra i suoi numeri tutta la crema della fantascienza del Bel Paese; ora siamo arrivati, appunto al numero 35, e qual è l’introduzione migliore da utilizzare se non quella che il bravo Roberto “Ro” Furlani ha scritto per l’occasione? Bravi, complimenti a tutti…

* * *

Capita spesso, negli ultimi tempi, che qualcuno mi chieda notizie di Continuum: prosegue oppure la nostra truppa ha deciso di mollare, dedicandosi magari ad altre faccende?

Prosegue, e infatti state leggendo il nuovo numero, ma al momento le uscite della fanzine si sono notevolmente diradate per una serie di questioni che hanno fortemente inciso sulla frequenza dei Continuum online.

A fare da substrato a tali questioni è la natura amatoriale della rivista, dove ad “amatorialità” non corrisponde minor serietà e professionalità dei professionisti, bensì una minor disposizione di tempo per confezionare il prodotto che viene offerto.

Chi realizza Continuum (dai nomi più frequenti in sommario fino ai collaboratori occasionali) produce il proprio contributo sfruttando i ritagli di tempo, visto che per lavoro si occupa di tutt’altro. Ne consegue che i tempi per preparare i pezzi e consegnarli si dilatino, inevitabilmente soggetti ai dictat di quelle che invece sono le occupazioni principali di chi li scrive. Aggiungeteci poi che l’attività nel fandom di buona parte dei nostri autori si sviluppa su più fronti (c’è chi collabora anche con altre riviste, chi è impegnato nella scrittura di un romanzo e così via) e avrete un’idea della corsa ad ostacoli che comporta la realizzazione di ogni numero.

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ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

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Uma mistura mágica de poesia, imagens, música, citações, atualidades e velharias do Brasil e do mundo,sempre com um toque de inconformismo ...

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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