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Archivio per Controllo sociale

Dioxinity Day/3 – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’altra indagine sugli sfracelli che la cultura politica cristiana unita all’ipocrisia religiosa porta nella vita sociale; parliamo del diritto all’aborto, che viene costantemente boicottato dalle mentalità retrograde di turno.

Fin dal suo arrivo alla guida del dicastero della salute, il calo demografico che mette a repentaglio il riprodursi dell’Italica stirpe è stato al centro dei pensieri di Beatrice Lorenzin.
La sua ferrea determinazione ad attivare misure di contrasto contro il declino delle nascite indotto dalla crisi è ormai sotto gli occhi di tutti.
Ovviamente non nel senso di contrastare gli effetti sociali della crisi …  ma di impedire il rifiuto della maternità da parte di molte femmine indolenti e sciagurate.

E così, dopo il ‘successo’ del FertilityDay, il Ministero si è dato all’aperto boicottaggio di qualsiasi provvedimento teso a rendere effettiva l’applicazione della Legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Prevedo che a breve il prossimo passaggio sia quello di una bella campagna per bucare i preservativi (come in ‘Padre Vostro’, il bellissimo film di Vinko Bresan) con tanto di promozione ministeriale dello spot spagnolo della Desigual.

Eutanasia di Dj Fabo, l’accompagnatore rischia 12 anni di carcere | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto sul blog della NazioneOscura]

Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, ha annunciato il decesso di Dj Fabo nella clinica Svizzera delle “dolce morte”, che aveva chiesto più volte di morire, chiedendo aiuto a tanti, fino all’ultimo appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una decisione presa quando, dopo il grave incidente che nell’estate del 2014 lo aveva reso cieco e tetraplegico, aveva avuto la certezza di una condizione irreversibile, e che la sua vita poteva essere solo quella di un uomo con la mente lucida ma prigioniero del suo corpo.
Al rientro in Italia, Marco Cappato andrà a denunciarsi, assumendosi tutte le responsabilità. Il reato che si configurerebbe per l’esponente dei Radicali sarebbe quello di “aiuto al suicidio” e rischia 12 anni di carcere, a causa delle leggi cattoliche italiane.
Tutti coloro che criticano l’Arabia Saudita perché applica leggi islamiche, dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha leggi cattoliche che negano la libertà di autodeterminazione sulla propria vita.

Hyperface, contro il riconoscimento facciale: ecco il tessuto che manda in tilt i social – Repubblica.it


Su Repubblica.it la segnalazione di un software che fa della contraffazione del volto la sua bandiera. La creazione di Adam Harvey mira ad accecare i sistemi automatici digitali che ci riconoscono nella folla, in una foto, ovunque noi siamo, per motivi di catalogazione e controllo. Maggiori dettagli sull’articolo.

Il rimpasto nudo – Carmilla on line


Ancora Alessandra Daniele, stavolta su Carmilla e rivolta al Governo e a ciò che c’è dietro, soprattutto a ciò che c’è dietro. Inoltre, compleanno di 9 anni per la sua rubrica, che ha una certa circolarità inquietante, come leggerete qui.

“Questo governo non è il Renzi bis, è il Monti quater”
Alberto Bagnai, economista, a Coffee Break

Non è difficile riconoscere nella plumbea sobrietà di Mattarella e Gentiloni la stessa matrice di Monti.
Lo stesso sprezzante classismo del ministro del Lavoro Poletti, parallelo al classismo razzista del ministro dell’Interno Minniti.
La reificazione sistematica degli esseri umani da vendere e comprare come un pacchetto di sigarette, classificati in base al loro valore di mercato, espressa in modo così eloquente dalla definizione “migranti economici”.
Dopo il crollo rovinoso della facciata posticcia renziana è di nuovo sotto gli occhi di tutti il volto metallico della tecnocrazia al potere.
Quell’oligarchia finanziaria che aveva scelto Renzi come frontman, sperando che catalizzasse le spinte antisistema per metterle al servizio del solito piano di smantellamento della Costituzione antifascista, e sostituzione della Repubblica democratica con un’altra struttura più congeniale alle esigenze del mercato.
Gli era quindi stato affidato il volante del PD perché lo guidasse alla vittoria.
Matteo Renzi l’ha schiantato contro un muro.
Tre volte di seguito.
Regionali, comunali, referendum.
Nonostante il sostegno di tutti i poter forti, con l’adesione compatta e servile dei media mainstream, in soli due anni il Cazzaro, coi suoi strapagati consigliori americani, le sue ministre-immagine, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Matteo Renzi non è solo un perdente, è un recordman della disfatta.

Dopo il crash del renzismo, il Sistema s’è riavviato ripristinando la configurazione precedente. L’oligarchia si ritrova ancora una volta a dover escogitare una legge elettorale che rappresenti la volontà popolare il meno possibile, e nello stesso tempo consenta Grossolane Koalition permanenti, telecomandate dall’Unione Europea, sulle quali l’esito del voto possa produrre al massimo un rimpasto con l’espulsione di qualche sottosegretario indigesto, sputacchiato fuori come i canditi del panettone.
Dato il suo fallimento, gli interessi e la carriera di Renzi non sono più in cima alle preoccupazioni dei suoi committenti.
Gliel’ha detto chiaro Mattarella nel messaggio di fine anno: Matteo stai sereno, non si voterà né quando né come servirebbe a te.
Tutte le trattative sono riaperte.
L’era della velocità è finita.

Da ora si può ufficialmente licenziare per profitto – Arte&Cultura


Licenziare perché si cerca più profitto? Ora la questione fa giurisprudenza, è possibile perseguire il profitto a scapito dei dipendenti. Iperliberismo a nastro, per la gioia di pochissimi. Su FanPage.

Forse forse qualche dubbio circa il logoro storytelling delle magnifiche sorti e progressive delle “riforme” e del tempo finalmente libero dalle dittature assassine potrebbe insorgere. Forse forse qualcuno potrebbe anche cominciare a mettere in discussione la grande narrazione neoliberista della libertà universale e degli infiniti benefici per tutti della libera concorrenza. A favorire il ritorno del dubbio socratico potrebbe essere anche, tra l’altro, la lieta novità di questo fine 2016. Da oggi il profitto diventa giustificato motivo di licenziamento.

Et voilà la nuova orrenda fattispecie di licenziamento riconosciuta per la prima volta nel nostro ordinamento da una sentenza della Corte di cassazione (sentenza n. 25201 del 7 dicembre 2016). Avete capito? Vi è chiaro il punto? Siamo davvero al di là del welfare, del diritto del lavoro e finanche della dignità minima riconosciuta ai lavoratori. È finita un’epoca.

E continua imperterrita, a ritmo travolgente, la marcia di deemancipazione ai danni dei lavoratori e delle classi più deboli. Con simmetrico rafforzamento del potere neo-padronale delle aziende multinazionali e delocalizzatrici gestite dagli apolidi signori del globalismo senza frontiere e senza diritti: che ora anche in Italia potranno lasciare a casa i lavoratori in nome del Vangelo del profitto e del sacro dogma della competitività internazionale, il valore più alto del nuovo pantheon neoliberista; il valore al confronto del quale diventa davvero poca cosa la vita dei lavoratori nonché la loro dignità.

Il profitto viene prima, e tutto il resto ne diventa una variabile dipendente. La tendenza in atto è tragicamente confermata: un’ondata di regresso, deemancipazione e miseria per tutti. La neolingua egemonica e manipolante chiama tutto questo “progresso”, “cambiamento”, “evoluzione”. E – quel che è peggio – viene accettata e passivamente subita da coloro i quali tutto l’interesse avrebbero a respingerla al mittente e a tornare a chiamare le cose con il loro nome: sfruttamento in luogo di flessibilità, possibilità per il forte di massacrare il debole in luogo di competitività. Tornare a chiamare le cose con il loro nome, ma poi anche rovesciare la grande narrazione dominante che, come un mantra, ci ripete che dal 1989 siamo finalmente tutti liberi.

L’autoritarismo: la politica interna del Capitale finanziario | Ottobre


Su Lottobre un post molto interessante, che indaga le dinamiche – assai malate – del Capitalismo, Liberismo e la politica sociale – inesistente, in smantellamento – annessa a questo modello economico_politico_sociale che è perverso, inumano, degradante, disumano.

L’attenzione smodata che gli ambienti politici danno a presunti problemi di governabilità porta a investire immense energie e focalizzare enormi aspettative su riforme di Costituzione e leggi elettorali. Queste riforme convergono tutte verso un modello fortemente incentrato sulla stabilità e rapidità dell’esecutivo. Viste però le attuali condizioni ciò vuol dire: rendere il governo libero di applicare le contro riforme socioeconomiche anti-operaie e anti-popolari richieste dai mercati finanziari.

L’efficienza legislativa in questo contesto non c’entra nulla: 40 anni di regime parlamentare non hanno impedito infatti all’Italia di produrre un apparato legislativo formidabile (al livello quantitativo perlomeno), e governi che cadevano a ritmi trimestrali non hanno impedito l’applicazione di tali leggi, né l’industrializzazione del Paese, lo sviluppo del dopoguerra etc. In quella fase, gli equilibri e i rapporti di forza economici, e dunque sociali e politici, imponevano che si prendessero in conto le esigenze di ampi strati delle masse, il Parlamento assolveva in parte a tale funzione.

Ma oggi che il capitale non è più disposto né obbligato a concedere nulla – in una fase di riconquista dei diritti sociali che aveva dovuto concedere ieri, del tutto speculare alla riconquista in corso sotto forma di guerra imperialistiche contro i Paesi usciti da rivoluzioni socialiste o nazionaliste anti-coloniali – il suo personale politico ha bisogno di mani libere, e governabilità.  Quando i parlamenti non elaborano leggi, se non in materie secondarie, di propria iniziativa, ma devono ratificarle sulla base di direttive esterne, di conseguenza il loro ruolo diventa sostanzialmente inutile, l’orpello di un ordine formale di cui il capitalismo sente ora di poter fare a meno.

Snowden | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di Snowden, un saggio che verte per l’appunto sulla figura di Edward Snowden, l’uomo che ha mandato a pallino i sistemi di controllo e spionistici degli USA; a pallino perché li ha smascherati nella loro intera crudezza, essendo il loro scopo ufficiale – monitorare per prevenire atti terroristici – uno scopo di facciata, che nasconde il bisogno terrificante di controllo sociale estremo.

Edward Snowden è una delle gole profonde più straordinarie della storia. Prima di lui nessun altro aveva mai raccolto i dati top secret delle organizzazioni di intelligence più potenti del mondo allo scopo di divulgarli. Eppure è precisamente ciò che ha fatto. La sua abilità non ha precedenti. Prima dell’attuale generazione di nerd informatici, nessuno aveva pensato che fosse possibile rubare l’equivalente elettronico di intere biblioteche stipate di casseforti e schedari chiusi a triplice mandata: migliaia di documenti e milioni di parole. Le sue motivazioni sono notevoli: Snowden si è impegnato a svelare il vero comportamento dell’NSA, l’Agenzia per la Sicurezza nazionale americana, e dei suoi alleati. Alla luce delle prove attualmente disponibili, non si è dimostrato interessato al denaro – anche se avrebbe potuto vendere i propri documenti ai servizi di intelligence stranieri per molti milioni – e non ha mostrato neppure simpatie sinistrorse o marxiste che avrebbero portato a etichettarlo come antiamericano. Al contrario, è un sostenitore entusiasta della costituzione degli Stati Uniti e, come altri suoi colleghi “hacktivisti” è un devoto seguace del politico liberale Ron Paul, le cui idee tendono parecchio verso destra rispetto a molti repubblicani.

Ottobre

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Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

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Un diario non è altro che un registro di viaggio.

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E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

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