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Archivio per Cortometraggi

Trace | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine il mediometraggio Trace, un’operazione direi simile al film Primo Re in cui si raccontava l’epoca di Romolo e Remo, in un’ottica per molti versi assai probabile utilizzando un latino arcaico. Qui si utilizza invece il norreno antico e la coerenza forse è inferiore rispetto al capolavoro di Matteo Rovere, però il risultato è godibilissimo lo stesso. Buona visione.

Racconta la storia di Baldr, un esploratore che ha visto civiltà lontane ai confini del mondo. Da loro porta conoscenze che possono aiutare la sua gente a costruire un futuro migliore. Ora deve sfuggire a Gorm e al suo clan malvagio, che cercano di distruggere tutto ciò che può mettere in discussione il loro modo di vivere.

What Did Jack Do? (2017): tutta la follia e il genio di Lynch in una manciata di minuti


Su OcchioDelCineasta una segnalazione e/o recensione di un cortometraggio girato da David Lynch nel 2017, di cui non avevo notizia e che sembra assai interessante – dubbi, al riguardo? – dal titolo What Did Jack Do?. Un estratto:

Prodotto dall’Absurda, diretto, montato e interpretato dall’artista David Lynch, What Did Jack Do? è un cortometraggio del 2017 presentato in anteprima a Parigi alla fine dello stesso anno. Dopo la sua presentazione, il corto è stato irreperibile per oltre due anni, fino a quando Netflix non ne ha acquistato i diritti e lo ha reso disponibile sulla propria piattaforma il 20 Gennaio del 2020, giorno del 74° compleanno di David Lynch.

In una buia e claustrofobica stanza all’interno di una stazione ferroviaria, un detective interroga una piccola scimmia di nome Jack, sospettata di aver freddato a colpi di pistola un uomo di nome Max Clegg.
Nato da una folle idea del regista statunitense, questo cortometraggio mostra ancora una volta il genio di Lynch, che mette in scena una storia surreale, fuori da ogni schema, che però risulta essere un vero e proprio omaggio al cinema noir, che ha formato e ispirato il regista durante tutto il corso della sua carriera. Il corto risulta essere un insieme di campi e controcampi tra la scimmietta Jack e l’investigatore che in uno scambio di battute oniriche e kafkiane discutono le proprie tesi rivelando i propri caratteri e personalità. All’interno della scena compaiono poi altre due figure, la cameriera che serve il caffe ai due protagonisti e una gallina di nome Toototabon, che scopriamo alla fine essere l’amata di Jack e la causa del suo arresto.

Il cortometraggio è pregno di elementi tipici della poetica ed estetica di Lynch, il bianco e nero ricorda molto quello del suo esordio cinematografico, Eraserhead. Inoltre alcuni particolari, come quello della tazza di caffè sul tavolo e l’ambientazione scelta, ricordano il suo capolavoro televisivo Twin Peaks, mentre nel finale assistiamo ad una esternazione della pazzia manifestata con urla squarcianti che ricordano quelle di Laura Dern in Inland Empire.

the grandmother / david lynch. 1970 – gammm


Dal blog Gammm apprendo – e visiono – un mediometraggio di David Lynch datato addirittura 1970: The grandmother. Penso che già erano presenti tutti gli stilemi che hanno fatto di Lynch uno dei più grandi registi della storia del Cinema. Eccolo qui sotto:

Al prossimo piano | Fantascienza.com


Mirabile metafora di un mondo dagli appetiti insaziabili, convinto assertore della crescita senza fine quando, in un regime entropico, la fine c’è eccome. La fine che si fa quando ci si nutre di cadaveri senza rispetto, senza rituali, senza aver prima preso le misure con la morte (altrui). Su Fantascienza.com un corto di Denis Villeneuve del 2008, da vedere tutto – se riuscite a respingere i conati provocati da chi mangia carcasse senza requie.

Da incorniciare.

Recensione a Con gli occhi di domani | Il filo a piombo delle scienze


Sul blog di Marco Moretti è apparsa una recensione a Con gli occhi di domani, cortometraggio a firma di Mario Gazzola e Walter L’Assainato, uscito ormai quasi 15 anni fa e presentato alla prima storica convention dei connettivisti, la NeXT-Con del 2007 di Vimercate. Un estratto e, sotto, il corto completo.

“Con gli occhi di domani” è una storia difficilmente classificabile. Si potrebbe definire un horror metafisico, ambientato in un futuro di tecnologie utopiche e ossessioni. Il protagonista di questa storia è un restauratore. Disperatamente in cerca di modi per verificare se il suo restauro durerà nel tempo. Il B45 è il libro che sta cercando di restaurare… ma qualcosa turba il suo lavoro…

A causa dell’innesto di un microchip nel cranio, l’infelice restauratore acquista un potere inaudito, quello di scrutare nel crepitante mare di entropia che chiamiamo “futuro”, riuscendo a fissare negli occhi il collasso della funzione d’onda ontologica che lo farà diventare presente. Egli sposta la definizione della propria esistenza e del mondo che lo circonda, proiettandola come uno spettro nel reame di ciò che non esiste. Una lacerazione nel tessuto della realtà, una falla nella nostra esperienza presentacea, che lascia irrompere ciò che normalmente non possiamo vedere. Le conseguenze sono destabilizzanti. Il rumore, il ronzio, le variabili fisiche sfocate, prive di definizione. L’Orrore. La mole di informazioni che ne deriva e la loro natura annichilente portano l’uomo alla follia – o forse a una consapevolezza così estrema da essere incompatibile con la sopravvivenza. “Con gli occhi di domani”… ma potremmo benissimo dire “con gli occhi dei Demoni”. Ogni cervello contiene un interruttore. Normalmente è spento. Se viene attivato – e in questo caso a farlo è la tecnologia cibernetica – si entra in un universo di una vastità inconcepibile, il cui potere distruttivo è tale da ridurre l’Essere a un pugno di mosche morenti. Questo corto è un capolavoro del Connettivismo!

What Did Jack Do?: su Netflix arriva il corto di David Lynch | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un nuovo cortometraggio a firma David Lynch che andrà presto su NetFlix. La sinossi:

Un detective interroga una scimmia sospettata di omicidio.

Questa la breve sinossi del nuovo cortometraggio di David Lynch, What Did Jack Do?. E probabilmente questo è tutto ciò che è necessario sapere sul nuovo progetto del visionario regista.

Il corto arriva a sorpresa nel giorno del compleanno di Lynch, il 20 gennaio, che ha voluto festeggiare i suoi 74 anni regalandoci un film di 17 minuti. Protagonista del corto è lo stesso Lynch, nel ruolo di un detective. Recita insieme a lui una scimmia, sospettata di aver commesso un efferato crimine. E la scimmia non può non parlare con un inquietante vocina.

Chi sei? | Daniele Cascone


Un cortometraggio di Daniele Cascone. L’abstract cognitivo di ciò che c’è dietro. Bello.

Chi sei? (cortometraggio, 5′ 49”), 2019, Daniele Cascone

Due paia di mani, le prime appartenenti a una donna e le altre a un uomo, analizzano e dispongono delle fotografie di antenati su un tavolo. Una voce femminile pone delle domande sull’identità dei soggetti, un’altra maschile risponde in modo confuso, tentando di trovare una connessione tra quelle persone ormai dimenticate.
A metà tra un flusso di coscienza e un ragionamento filosofico sulla memoria perduta, “Chi sei?” è soprattutto una riflessione sul ruolo che la fotografia ha nella costruzione della nostra storia provvisoria e su come abbia modificato, nell’uomo moderno, la percezione di sé e di chi è esistito prima.

M52, animazione improvvisata | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un cortometraggio animato davvero particolare: M52, di Yves Paradis. Ricorda, in versione techno, Lucifer rising, l’enigmatico corto di Kenneth Anger che esplorava tematiche occulte care agli esoterici del mondo occidentale e non solo.
Il senso di non detto è presente in tutta l’animazione e lascia un piacevole retrogusto di non compreso, quasi come quello che si ha leggendo Meyrink; da vedere, considerando anche che non c’è dietro la realizzazione alcuno script, è stato fatto tutto sull’onda della creatività più estrema.

Ocadium (from ‘Ocadium Fifteen’) + ‘Eaux d’Artifice’ by Kenneth Anger


Un corto di Kenneth Anger del 1953, Eaux d’Artifice, che lascia addosso un sottile senso d’inquietudine, qualcosa di occulto che forse sopravvive a lungo anche grazie alla splendida colonna sonora di Ocadium.

Praetoria: il nuovo brevissimo ma stupendo corto di Oats Studios | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Oats Studios sembra non aver intenzione di smettere di deliziare tutti gli appassionati di fantascienza. E questa volta lo fa con un cortometraggio brevissimo intitolato Praetoria. Secondo Oats Studios, questo corto sarebbe più che altro un “test” per sondare le acque. Dietro al progetto infatti si nasconde qualcosa di molto più ampio, “a huge galactic story.” Vi lasciamo al filmato. Buona visione!

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