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Non sembra possibile che tutto il perimetro delle parole si attivi soltanto quando sono evocate, ci appare invece che esse siano sempre vive, sempre disponibili, sempre vibranti perché sono in noi: siamo soltanto un vuoto involucro, assai spesso lo siamo, retto da leggi imperscrutabili della fisica nostrana, un passo continuo verso la nullità psichica.

Nuova edizione di FEMMINA STREGA, di Mario Boffo – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione della seconda edizione del primo romanzo di Mario Boffo (Stampa Alternativa), Femmina strega, sul ruolo storico della donna immerso nel delirio delle immani stronzate cristiane, duemila anni di posizioni maschiliste derivate dalle ideologie dei “Padri della Chiesa” che, tutto sommato, altro non erano che poveri mentecatti assurti a una posizione di potere ideologico (ricordatevi Cioran: quando la feccia sposa un mito preparatevi a un massacro o, peggio ancora, a una nuova religione).

Ecco, al di là di ciò, mi preme segnalare la prefazione a Boffo che è di Valerio Evangelisti, in particolare un passo:

In un’epoca in cui è diventato tristemente di uso comune il neologismo femminicidio, pare opportuno ricordare quel femminicidio di massa che fu la cosiddetta caccia alle streghe, tragedia spaventosa che ebbe luogo tra il XV e il XVIII secolo. Un fenomeno tanto più orrendo in quanto scatenato da chiese (quella cattolica romana, cui si accodarono le protestanti), che asserivano di ispirarsi all’insegnamento caritatevole di Gesù Cristo e dei Vangeli – scrive Evangelisti, fornendo una breve e qualificata bibliografia e sottolineando che nessuno è stato finora in grado di fornire una risposta univoca: «certamente pesò il giudizio sprezzante, sul sesso femminile in genere, ereditato dall’ebraismo e iniettato nel cristianesimo da Tertulliano, Agostino, Tommaso d’Aquino e una congerie di padri della Chiesa e di teologi di pari o inferiore prestigio. Contarono i timori per la crescita di un edificio ecclesiastico ancora fragile che aborriva il riaffacciarsi, dietro la moltiplicazione delle eresie, di un paganesimo mai completamente debellato. Giocò l’antica scissione, di origini largamente precristiane, tra corpo, involucro di miseria e di peccato, e anima e spirito. Corpo di cui la donna era padrona e (per gli indagatori), succube. Tutti questi fattori, uniti a necessità sociali e di controllo contingenti, condussero i presunti seguaci di Cristo all’omicidio di massa.

Le radici pagane della rivoluzione biopolitica. | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo di Riccardo Campa che riprende le idee espresse nel suo La rivincita del paganesimo, uscito un po’ di tempo fa per i tipi di D Editore. Il focus, questa volta, è sulla biologia e la nuova politica che ne deriverà, ovviamente il tutto è assai interessante e da divorare.

Oggi la Chiesa cattolica e i partiti conservatori insistono sul fatto che le radici dell’Europa sono cristiane. Insistono anche ossessivamente sul fatto che c’è un’unica bioetica “vera” ed è quella cristiana. Detta bioetica proibisce o limita fortemente un numero elevato di pratiche biomediche (aborto, eutanasia, eugenetica, procreazione artificiale, fecondazione eterologa, terapie geniche, cure con staminali embrionali, modifica della linea germinale, ecc.). Ma, allora, come si spiega la rivoluzione biopolitica in atto? Se è in atto una rivoluzione, è plausibile che ci sia un’altra irresistibile forza etica e spirituale che spinge in quella direzione.

Naturalmente i cristiani respingono questa tesi, ritenendo di avere il monopolio della spiritualità. Sostengono infatti che è Mammona, l’interesse, il denaro a spingere in quella direzione. Ma che si tratti di una lettura parziale e di comodo è piuttosto evidente. Anche l’aspetto “commerciale” esige una spiegazione. Perché ci sono tanti acquirenti di soluzioni biomediche? Perché si vogliono figli sani e non malati? Perché si vuole rallentare il proprio invecchiamento? Perché si affrontano con mezzi tecnici le malattie e le menomazioni? Perché si usano rimedi farmacologici per agire sulla propria psiche? Perché si cerca di migliorare innanzitutto questo mondo, la propria esistenza terrena, il proprio corpo, e si guarda con timore alla morte?

«Perché tutto questo è in vendita»: non è una risposta soddisfacente. Ci sono migliaia di prodotti che sono stati proposti sul mercato e poi ritirati perché non hanno suscitato sufficiente interesse.

Qualcuno risponde semplicemente: perché è il buon senso che ci dice che è preferibile essere sani, intelligenti, belli, forti, giovani e longevi, piuttosto che malati, stupidi, brutti, deboli, vecchi e moribondi. C’è qualcosa di vero in questo. Ma nemmeno questa è una risposta completa. Se la tradizione mistica giudeo-cristiana, che qualcuno vorrebbe egemonica in Europa e America, ci trasmette un messaggio del tutto diverso – volto a rivalutare la sofferenza e la carità in vista di un premio post mortem – donde deriva questo buon senso terrestre, questa etica alternativa?

Basta scavare ancora più indietro nella tradizione occidentale e si scopre che le radici della rivoluzione biopolitica sono proprio nel paganesimo europeo. Una tradizione millenaria che il cristianesimo ha inizialmente cercato di estirpare e, poi, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento, di riassorbire parzialmente, nella speranza di poterne trarre qualche frutto. Sennonché, nella Modernità, la tradizione pagana è sfuggita del tutto al controllo della Chiesa ed è riemersa prepotentemente, diventando di nuovo egemonica. Se non nelle forme, almeno nei contenuti più profondi e autentici.

Dioxinity Day/3 – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’altra indagine sugli sfracelli che la cultura politica cristiana unita all’ipocrisia religiosa porta nella vita sociale; parliamo del diritto all’aborto, che viene costantemente boicottato dalle mentalità retrograde di turno.

Fin dal suo arrivo alla guida del dicastero della salute, il calo demografico che mette a repentaglio il riprodursi dell’Italica stirpe è stato al centro dei pensieri di Beatrice Lorenzin.
La sua ferrea determinazione ad attivare misure di contrasto contro il declino delle nascite indotto dalla crisi è ormai sotto gli occhi di tutti.
Ovviamente non nel senso di contrastare gli effetti sociali della crisi …  ma di impedire il rifiuto della maternità da parte di molte femmine indolenti e sciagurate.

E così, dopo il ‘successo’ del FertilityDay, il Ministero si è dato all’aperto boicottaggio di qualsiasi provvedimento teso a rendere effettiva l’applicazione della Legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Prevedo che a breve il prossimo passaggio sia quello di una bella campagna per bucare i preservativi (come in ‘Padre Vostro’, il bellissimo film di Vinko Bresan) con tanto di promozione ministeriale dello spot spagnolo della Desigual.

Lankenauta | La questione delle indulgenze


Su Lankenauta un po’ di Storia della Chiesa Cattolica e dei Cristiani in genere che non fa mai male; parliamo della riforma luterana e dei motivi, delle beghe sottese a tutto il sommovimento che cinquecento anni fa ha sconvolto il l’Europa. I dogmi, le mosse politiche, le sottigliezze teologiche, nulla hanno a che vedere con il misticismo e il trasporto verso il soprannaturale; e allora, di cosa parliamo con le religioni?

Quando, il 31 ottobre 1517, Lutero affisse le 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, la sua intenzione era soprattutto quella di aprire un dibattito teologico, una discussione con la Chiesa di Roma, specialmente riguardo allo scandalo delle indulgenze, che erano diventate un commercio e davano l’impressione che la salvezza si potesse barattare col denaro. La situazione poi degenerò e sfociò nel 1521, come si sa, con la bolla Exurge Domine e la scomunica.

Come spesso succede gli esseri umani non furono in grado di seguire vie di riconciliazione più consone allo spirito cristiano, ma preferirono rifiutare ogni compromesso e radicalizzare le loro posizioni. Il Concilio di Trento giunse troppo tardi, quando ormai la preoccupazione di avere ragione aveva prevalso e la Chiesa risultava ormai divisa. Non si trattava solo delle indulgenze, Lutero si preoccupa molto della “giustificazione per fede”, argomento oggetto di dispute e dibattiti, ma che ha comunque tenuto sempre vivo e fecondo il dialogo tra luterani e cattolici.

In questo snello volume, Sesboüé riassume rapidamente le varie vicende della Riforma e si sofferma soprattutto sul dialogo che si è sviluppato nel corso del Novecento e che ha trovato espressione in vari documenti comuni, che hanno fatto riavvicinare sempre più le due Chiese.

“È incontestabile che la giustificazione per la fede fu un elemento fondante della crisi della Riforma del XVI secolo. Lo scandalo delle indulgenze denunciato da Lutero aveva un fondamento dottrinale: quel vero e proprio traffico introduceva nella Chiesa una pratica della «giustificazione per le opere», perché si potevano ottenere con il denaro i doni spirituali che appartengono all’ordine della salvezza. Quello scandalo deve essere riconosciuto dai cattolici non solo nella realtà, ma anche in tutta la sua gravità, nei confronti dell’insegnamento evangelico e paolino sulla fede. Ma per una felice incongruenza, la Chiesa cattolica non ha mai tradotto in dottrina quella deplorevole pratica”.

“Lussuria”, Emiliano Fittipaldi | BooksBlog


Dedicato ai cristiani, alle loro impossibili dottrine che parlano delle regole di mortificazione carnale per i comuni mortali non valide invece per chi riveste la tonaca: perché molti ancora non capiscono il loro antichissimo strumento politico di dominio e continuano a dargli credito? Da BooksBlog.

“Da qualche tempo sto scartabellando nuovi documenti riservati, intercettazioni delle procure italiane e straniere, atti di commissioni internazionali. Sto incontrando preti e monsignori che mi raccontano che, oltre agli scandali economici, non sono finiti nemmeno quelli sessuali. Che gli abusi sui più piccoli non sono affatto un fenomeno superato, e che nei primi tre anni di pontificato di Bergoglio sono arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede 1200 denunce di molestie ‘verosimili’ su ragazzini e ragazzine di mezzo mondo”,

spiega l’autore che ha viaggiato dall’Australia al Messico, dalla Spagna al Cile, ma anche in Italia, da Como alla Sicilia, per cercare di far luce su casi che troppo spesso vengono insabbiati nonostante, nel periodo del pontificato di Papa Francesco, le denunce si siano moltiplicate. Fittipaldi fa i nomi degli alti prelati che hanno occultato, con le parole o con i fatti, gli abusi compiuti dal clero, spiega come molti vescovi italiani, aiutati dalle linee guida vaticane e della Cei, abbiano sfruttato una normativa che non prevede la denuncia obbligatoria davanti alle violenze sessuali dei loro preti.

Nessuno, fino ad ora, aveva messo in fila dati, casi concreti, dichiarazioni dottrinarie e inchieste giudiziarie per comporre il sistema sconvolgente di una Chiesa ancora preda del peccato di lussuria e pronta, fino ai suoi vertici più alti, a tacitare ogni scandalo, a proteggere la “lobby gay” del Vaticano, a evitare di risarcire le vittime, a perdonare e aiutare i carnefici.

“Mentre altri paesi hanno creato commissioni d’inchiesta per capire il numero di preti pedofili, per cercare di stanarli e punirli, in Italia non è mai successo nulla non perché il fenomeno non sia vasto ed esteso, ma perché nei paesi più cattolici c’è una maggiore difficoltà a fare processi e a organizzare commissioni di questo tipo. Non esiste un registro in cui possiamo conoscere i nomi dei pedofili accusati o dei pedofili condannati e arrestati. Esiste per il giornalista la possibilità di andare a vedere sulle pagine dei giornali locali e farsi un’idea di un sistema molto vasto. Nei primi mesi del 2016 ci sono stati una ventina di casi di preti pedofili con vescovi che hanno coperto questi preti che non sono stati puniti”,

aggiunge Fittipaldi.

Si parla, infine, della lobby gay, di vescovi che sono diventati eredi universali dei propri amanti: “Questo lo facciamo ovviamente non perché abbiamo nulla da dire rispetto alle scelte sessuali, ma perché la chiesa dal punto di vista dottrinario considera l’omosessualità come il male assoluto”.

Lankenauta | Dentro e fuori le case


Su Lankenauta la recensione al libro Dentro e fuori le case, di Adriana Destro e Mauro Pesce. Argomento: gli esordi del Cristianesimo e i rapporti tra uomini e donne durante il periodo iniziale, con Cristo ancora in vita, e i successivi tempi, dalle prime forme di aggregazione religiosa (quasi mistica) fino a quando la religione è diventata effettivamente politica. Un passo della critica:

Come cambia il ruolo della donna dopo l’avvento di Gesù e poi con la nascita della prime Chiese? Come si relazionava Gesù con le donne e com’è cambiato questo rapporto dopo la sua morte, quando si è sviluppata l’ekklēsia?

Questo agile saggio pone vari interrogativi e vuole dimostrare la discontinuità tra le primissime Chiese e il movimento di Gesù. Prima di tutto, come si accostava Gesù alle persone? In maniera diretta, faccia a faccia, in modo da incontrarle davvero e provocarne il cambiamento. Gesù crea un’associazione volontaria interstiziale, dove quest’ultimo termine si riferisce a “tutto ciò che non ha un posto sociale definito e deve perciò collocarsi nelle situazioni residuali, negli spazi che rimangono, per così dire «vuoti», non occupati dalle istituzioni”.

La comunità di Gesù è molto diversa dall’oikos, cioè il gruppo domestico centrato in una casa. Si può dire che le relazioni proposte da Gesù tendono a rompere gli equilibri interni dell’oikos, o almeno a sospendere le reti normali dei rapporti sociali.

Le donne sono così chiamate a uscire dalle case, possono avere iniziative, muoversi, Gesù chiama anche loro e il suo particolare stile di vita – itinerante -consente nuove relazioni e una decisa modifica dei ruoli tradizionali.

Il modo di Gesù di “stare nelle case” provoca un viavai di gente che lo cerca, inoltre viene richiesto un rapporto immediato e diretto con Lui e con Dio e quindi un’interruzione almeno temporanea delle funzioni domestiche. Gesù accosta le donne come persone e non nel ruolo di madri, mogli, figlie, sorelle.

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