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Archivio per Cronache basso futuro

Karma City Blues, un nuovo grande romanzo del Premio Urania Giovanni De Matteo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo di Giovanni De Matteo, Karma City Blues, che dopo una gestazione lunga perché Giovanni è certosino, un cesellatore delle parole e dei concetti, è arrivato sugli scaffali virtuali DelosDigital. Ed eccovi, qui sotto, le sontuose parole che descrivono l’opera; per mio conto, non vedo l’ora di leggerla.

Ambientato in una Napoli mezzo secolo nel futuro una vicenda che parte da uno spunto simile a quello di Altered Carbon, il romanzo di Richard Morgan dal quale è stata tratta l’omonima serie tv. Ma dentro c’è molto di più: ci sono le suggestioni indiane che ricordano Ian McDonald, ci sono le arroganti multinazionali che ricordano William Gibson. Tanta roba, per un romanzo da non prendere alla leggera.

Napoli, 2069. Il criminale informatico Rico viene risvegliato dal criosonno penitenziario per indebolire l’egemonia delle compagnie indiane. Ma Rico ha le sue ossessioni: indagare sul tradimento che lo ha condotto in prigione e ritrovare la sua amata Rulah. Su uno sfondo napoletano del terzo millennio, generato da commistioni etniche, contorsioni criminali e quotidianità tecnologiche, dove su tutto incombe la Barriera che tiene lontano il kipple e abitata dal Popolo alato dei nibbi, Rico dovrà venire a capo della sua ricerca, ma scoprirà l’esistenza di qualcosa molto più grande di lui. Un nuovo grande romanzo dal vincitore del Premio Urania Giovanni De Matteo, finalista al Premio Odissea 2018.

Piccolo tributo…


…a Blade Runner. Cos’altro dire per questo seminale concetto di vita sociale (attuale)…

Microsoft dalla fantascienza alla realtà: il futuro del computer fra 5-10 anni | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Nel video che vi proponiamo oggi, Microsoft: Productivity Future Vision, il colosso dell’informatica con sede a Washington negli Stati Uniti, presenta quella che è la sua visione di come saranno i computer – e di cosa saremo capaci di fare utilizzandoli, grazie alle innovazioni nel settore – in un futuro non troppo lontano: il 2020/2025. Nel video, un giovane ricercatore marino, Kat, e una manager d’azienda, Lola, ci mostrano come l’utilizzo di stampanti 3D, portatili avvolgibili, braccialetti intelligenti e molto altro cambieranno le nostre vite.

Giovanni De Matteo presso Agenquadri Cgil


Giovanni “X” De Matteo ha fatto una bella esperienza venerdì 8 luglio scorso, quando presso il Castello Estense di Ferrara ha presenziato presso lo staff di AgenQuadri CGIL con un suo discorso sulla società del futuro. Ecco come Giovanni descrive l’evento:

Un’esperienza davvero “irrituale” ma assolutamente stimolante quella di poter parlare di fantascienza, senza risparmiare le prospettive più radicali, in relazione alla società del futuro, in un contesto come quello del sindacato. Ringrazio ancora una volta Paolo Terranova, Paolo Picariello e lo staff di AgenQuadri CGIL per questa opportunità, gli altri relatori della prima giornata di lavori e i partecipanti della summer school per la conoscenza e i punti di vista che hanno condiviso nei loro densi interventi e nelle chiacchierate sviluppate a margine delle sessioni ufficiali di lavoro. Che dire di più? Speriamo che sia l’inizio di una collaborazione proficua tra i nostri settori: il futuro, come sa bene Roberto Paura, si costruisce immaginandolo e parlandone.

Nell’arena


Il disturbo futuribile si annida nell’immaginazione fervida del suolo.

Nella fabbrica della vita – Repubblica.it


Un articolo su Repubblica traccia il profilo del prossimo basso futuro, tra istantanee postumane che si approssimano alla sconfitta della morte e dettagli di ringiovanimenti tali da rendere plausibile il mito dell’eterna giovinezza. Cose splendide, ma in tutto ciò la piega amara di un dettaglio: chi insegue questi sogni, oggi, sono i miliardari sparsi per il mondo digitale, e nessun altro sembra avere accesso a queste cure. Viene da chiedersi perché mai questi personaggi un ipotetico giorno dovrebbero decidere di estendere al volgo queste cure costosissime, e minare così la loro supremazia sociale. Potrà il potere del denaro diffondere questa cura della longevità a prezzi accessibili? Se sì, dove verrà stipata quest’umanità pressoché immortale e in infinita espansione, se il volo spaziale siderale è ancora un’immensa incognita? Il pericolo del tecnofascismo è davvero così dilagante?

Un estratto dell’articolo, tanto per capire di cosa stiamo parlando:

I titoli a effetto se li conquistano loro, i Padroni della Rete. I capitalisti più innovativi del pianeta, i grandi imprenditori della Silicon Valley, si appassionano per una nuova sfida: la corsa verso l’immortalità. Non quella che si ottiene passando alla storia, restando impressi nella memoria dei posteri. No, l’immortalità biologica. Sergey Brin, co-fondatore di Google, si sta convincendo che è possibile “curare la morte”. Il suo consulente Ray Kurzweil ne è convinto e già oggi progetta un futuro in cui il suo corpo verrà aggiustato all’infinito, mentre cervello memoria carattere e sogni finiranno di qui all’eternità nel “cloud”, la nuvola digitale che promette una conservazione senza data di scadenza. Larry Ellison di Oracle si ribella alla nozione di mortalità, secondo lui “incomprensibile”. Il fondatore di PayPal, Peter Thiel, ha già pianificato la sua vita fino all’età di 120 anni, nell’attesa che la biogenetica lo spinga ben oltre. Fioriscono grazie ai finanziamenti di questi magnati dell’economia digitale istituti come Sens, che promette “l’ingegneria della senescenza annullata”, o il Progetto Calico con cui Google intende debellare la nostra mortalità.

Sensori psichici a bassa complessità


Nulla si rapprende sotto questo sole psichico, quando la consistenza delle visioni si dipana senza fine senza granulosità nei tuoi bassi impianti craniali.

Verso la singolarità: se le macchine sono già più intelligenti dell’uomo ∂ Fantascienza.com


Su Delos 171, uscito proprio oggi, spicca per i miei interessi un articolo di Roberto Paura sul Transumanesimo e Postumanismo: Verso la singolarità: se le macchine sono già più intelligenti dell’uomo. Una cavalcata tra i temi di questo mondo futuribile, forse distopico, forse impossibile. Qualcosa che ci aspetta oltre l’angolo, assai probabilmente:

Quando si parla del futuro, gli scenari possibili che vengono presentati sono sostanzialmente due: uno di tipo apocalittico, che predice l’imminente collasso della civiltà, ormai giunta ai limiti del suo sviluppo (vedi capitolo 1); uno di tipo utopistico, secondo il quale l’umanità è alle soglie di un cambiamento epocale che ne migliorerà radicalmente l’avvenire. Quest’ultimo scenario è generalmente sostenuto dai teorici del postumanesimo (o transumanesimo), per i quali la velocità sempre più forsennata dei cambiamenti scientifici e tecnologici prelude a un salto di qualità per la razza umana, che ne uscirà completamente trasformata. Questo “salto” è definito “singolarità” e tra i suoi principali sostenitori c’è il già citato Ray Kurzweil, il cui bestseller La singolarità è vicina apparve in Italia nel 2008. Ma quanto vicina è davvero questa singolarità?

Finora, il progresso tecnologico — che pure ha assunto ritmi sempre più frenetici — non ha modificato l’essenza della nostra umanità. La paura atavica che molti di noi hanno per gli aerei, per esempio, ne è una dimostrazione: mentre la tecnologia si è evoluta permettendoci di volare, il nostro cervello è rimasto uguale a quello dei primi esemplari del genere Homo sapiens; è rimasto fermo cioè a circa centomila anni fa. Un cavernicolo a bordo di un aereo sarebbe terrorizzato. E noi non siamo molto diversi da quel cavernicolo, anzi a livello biologico non è cambiato nulla. Tuttavia, di recente qualcosa sta cambiando. La decodifica del genoma umano, il potenziamento dell’ingegneria genetica e la scoperta dell’epigenetica suggerisce che presto l’evoluzione tecnologica potrà accelerare anche la nostra evoluzione biologica.

L’umanità che ne emergerebbe sarebbe, di sicuro, una post-umanità, radicalmente diversa da quella attuale, così come il genere Homo era del tutto diverso dagli ominidi suoi antenati. Ma la possibilità di predire come sarà la post-umanità è molto scarsa. Per questo i sostenitori di questo scenario parlano di una “singolarità”. Nel linguaggio della fisica, una singolarità è un punto dello spazio-tempo in cui tutte le leggi note della fisica vengono meno, e non è possibile prevedere o spiegare ciò che avviene in esso e oltre di esso. Sia il Big Bang che i buchi neri costituiscono delle singolarità.

Cory Doctorow al Salone di Torino presenta la nuova edizione di Little Brother ∂ Fantascienza.com


Da Fantascienza.com la notizia che Cory Doctorow sarà al Salone di Torino per l’uscita del suo romanzo Little Brother. L’autore ha specificità sociali che s’innestano col tessuto tecnologico che viviamo oggi e nel basso futuro che ci attende.

Terrorismo, hacker e libertà civili. Ancora una volta la fiction anticipa la realtà o almeno riesce ad interpretare veramente bene come alcuni fattori sociali e la tecnologia possono interagire tra loro. Il vate questa volta è Cory Doctorow, autore nel 2008 di questa saga fantascientifica straordinaria, che ha per protagonista un adolescente (Marcus, meglio noto in rete come w1n5t0n, che si pronuncia Winston), con ottime capacità informatiche. Nel giro di poco tempo Marcus si ritrova a capo della resistenza per la tutela delle libertà individuali, nata per contrastare le attività tiranniche del Dipartimento di Pubblica Sicurezza di San Francisco.

Prima che Anonymous arrivasse alla ribalta delle cronache, prima che gli scandali rivelati da WikiLeaks facessero tremare le cancellerie di mezzo mondo, prima che i nerd fossero invitati a pranzo alla Casa Bianca, i romanzi come Little Brother hanno raccontano che gli hacker e i nerd possono essere un grande risorsa per il futuro.

Domande d’altri tempi | Holonomikon


Domande d’altri tempi è il tema sviluppato dal numero 53 di Quaderni d’altri tempi. Roberto Paura ha coinvolto in questo percorso Giovanni De Matteo, che ce ne parla dal suo blog:

fornire una panoramica su alcuni temi di particolare rilevanza per gli sviluppi della scienza, e ovviamente l’occasione è diventata il pretesto per tracciare una mappa – parziale, incompleta, iniziale – delle relazioni tra avanzamento scientifico e immaginario di fantascienza.

Queste poche righe di Giovanni sono illuminanti e mostrano un percorso continuamente teso alla disamina del nostro presente configurato per i prossimi anni e generazione, un basso futuro che ci riguarda di già e a cui non possiamo non guardare con occhi rinnovati. Magari tecnologicamente e socialmente aumentati.

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