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Archivio per Cultura musicale underground

In arrivo la promo #poetrysummer per gli acquisti su Kipple.it! | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

È in arrivo la terza promozione Kipple dell’estate 2018, si chiama #poetrysummer ed è pensata per chiunque ami Kipple.it! Da domani 15 luglio fino al 21 luglio, le poesie della collana VersiGuasti, i CD/DVD e i Gadget sono in sconto al 50%, con un minimo di spesa di 15 euro.

Cosa c’è nell’offerta? Vi diamo alcuni titoli a caso: Epidemia di Carlo Bordini, Rosso.Niente. di Kenneth Krabat, Adyton di Diana Maat, Io sono nessuno, tu chi sei? Silvio Raffo legge Emily Dickinson, Sonora Commedia di AA.VV., Milano non è romantica, KippleDrive, la chiavetta con i prodotti Kipple e tanti altri fantastici titoli, con la sola esclusione dei Tarocchi quantistici.

Come si usufruisce della promo #poetrysummer? Con un ordine minimo di 15 euro, nel carrello inserite anche il coupon #poetrysummer e procedete all’acquisto. Semplice, no?

Siete pronti, allora, a un’estate di letture supreme, ascolto e a usare i gadget Kipple? Movimentate le vostre vacanze, noi in questa calda estate 2018 continuiamo a sorprendervi!

ÆTER, it can hear, it can play | Neural


[Letto su Neural]

Alla fine degli anni Venti, mentre gli Stati Uniti si preparavano a essere travolti da una delle più grandi crisi economiche della storia recente, la Russia dei Soviet bussava alle porte del suo avversario di sempre, l’America, presentando il primo (e tutt’oggi l’unico) strumento al mondo in grado di suonare senza entrare in contatto con il musicista. Con questo gesto i russi, forse senza esserne pienamente consapevoli, stavano scrivendo una delle pagine più importanti della musica elettronica: dalle mani del fisico e violoncellista Lev Sergeevič Termen era nato il Theremin. La sua invenzione, nata diversi anni addietro, aveva già affascinato Lenin e una buona parte di pubblico europeo. L’eterofono si prestava infatti a risultati visivi strabilianti: il musicista, per la prima volta nella storia, diventava un demiurgo, un magico sacerdote che con il solo movimento delle braccia e delle mani dava vita al suono etereo che tutt’oggi possiamo ascoltare in molti film dagli anni ’40 e ’50 in poi e in numerosi brani di musica di ogni genere. Alla complessa vita e alle opere di Lev Sergeevič Termen si è ispirato l’artista e compositore danese Christian Skjødt nella creazione di “ÆTER”, un ambiente sonoro immersivo e interattivo in continua evoluzione. Una serie di antenne, cerchi in rame collegati a circuiti elettronici analogici e a subwoofer aspettano, immobili, pronte ad “ascoltare” e tradurre in suono le onde elettromagnetiche di tutto ciò che, fermo o in movimento, le circonda. L’ambiente generato non è soltanto un’interfaccia tra il visitatore e l’opera, ma una vera e propria rete interconnessa e costantemente contagiabile, laddove le antenne percepiscono e raccontano una storia invisibile agli occhi, con la voce eterea e morbosa dei film di Hitchcock.

Torna Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo millennio: da lunedì 30 Ottobre su NorthStar WebRadio


Come segnala Sonia Caporossi sul suo blog, torna Moonstone, la trasmissione radiofonica affine e anzi parecchio meglio di Tersicore. Da lunedì, ogni settimana dalle 21.00 alle 23.00, su NorthStar WebRadio. Sintonizzatevi e trascendete al buio…

Franck Vigroux – Rapport Sur Le Désordre | Neural


[Letto su Neural]

Elettronica, elettroacustica, noise e musica contemporanea: questa è la speciale mescola che Franck Vigroux alimenta in Rapport Sur Le Désordre, produzione comprensiva di quattro tracce per lato, un’ideale proseguimento di Centaure, performance audio-visual messa in scena con Kurt D’Haeseleer, producer video e fondatore del Werktank (una sorta di factory avanguardustica dedicata alla new media art). Centaure e Rapport sur le Désordre sono i capitoli finali di una lunga e consistente serie sugli immaginari distopici, tema al quale il compositore, musicista e performer, pare assai legato e che in passato lo ha visto protagonista in altre delle sue innumerevoli uscite (sono ben sedici, complessivamente, gli album licenziati dal transalpino fra produzioni soliste e progetti di altra natura). Vigroux, che ha collaborato anche con Mika Vainio (Pan Sonic) e Matthew Bourne (pianista e compositore altrettanto appassionato d’elettronica analogica e atmosfere rarefatte), infonde in queste sue piece futuribili un equilibrio decisamente inconsueto, pregno d’altalenanze ma infine coerente e molto intenso negli effetti, che sono dispensati in trame suggestive e mai banali, così come la complessità degli intrecci, che sorprende positivamente, catalizzando all’ascolto grazie ad una ipervivida tensione, ricca di stimoli auditivi e di fervida immaginazione narrativa. La propensione cinematica è palpabile in questo solo apparente “disordine”e altrettanto la ricerca di un adeguato climax: la “sintonizzazione” viene attivata facendo leva su toni più “apocalittici” che “integrati”, seppure nel gioco delle parti ancora una certa emozione metropolitana è meticciata da un approccio piuttosto esclusivo e imprevedibile, attento ai dettagli ma non civettuolo e nemmeno alla ricerca di troppo facili consensi. È un album volutamente contraddittorio ma ricco di nuance, Rapport Sur Le Désordre, che non poteva che confermare gli intenti più volte dichiarati dalla stessa DAC Records (D’Autres Cordes), etichetta di casa nel cui catalogo è stata presentata l’opera, a conferma dell’efficacia e della passione per la commistione di più elementi stilistici e “trans-disciplinari”.

Ad lib., discreet machine requiem | Neural


[Letto su Neural]

La medicina e la musica hanno una storia passata in comune, risalente alle tradizioni sciamaniche che vivono all’interno di pratiche contemporanee e che mirano a guarire attraverso il suono. Michele Spanghero sfrutta in maniera trasversale questa credenza con Ad lib. Una scultura sonora inquietante dove l’apparecchiatura medica viene utilizzata per far suonare le canne di un organo. Il titolo dell’opera è preso dalla terminologia musicale e significa ”a discrezione”, questo rende libero il musicista di ripetere alla fine di un componimento un numero di battute a piacere all’interno di una partitura musicale. Il suono prodotto dalla scultura è un ronzio continuo intervallato dal suono ritmico regolare della macchina per la ventilazione assistita, una composizione fredda che consente un’unica variazione quando si preme l’interruttore di spegnimento. Al di là dell’aspetto estetico e minimalista l’opera interroga sui tentativi di prolungare la vita artificialmente sostituendo gli organi del corpo con le macchine. Il riferimento al requiem musicale sembra indicare che tenere i pazienti in una fredda condizione di attesa ha il fine ultimo di alleviare il dolore a chi continuerà a vivere.

Compleannoise 2017


[Dal bollettino ORDRZ]

Compleanno in musica per festeggiare uno dei musicisti che compie gli anni in quei giorni. Un evento a cui parteciperanno artisti e musicisti dell’area sperimentale, per una festa/concerto arricchita da interventi di strip plastic show e performance video. Presenterà la serata Antonello Cresti.

Sul palco si alterneranno:
Mademoiselle Bistouri – harsh noise
P.U.M.A. aka Luca Valisi – ambient/experimental noise
ODRZ – industrial/noise + Lametàfisica strip plastic show
Calembour – elettronica + video
Mulo Muto – experimental noise

Banchetto dischi a cura delle etichette svizzere Luce Sia e Show Me Your Wuond. Torta industriale di Castrense Calandra.

Spazio Ligera – Via Padova, 133 – Milano / 22 Aprile 2017 – Ore 22,00. Ingresso 5,00 euro

Media-Trek » Blog Archive » Petra Magoni e Ferruccio Spinetti al Blue Note


Segnalazione d’obbligo e di soddisfazione per Mario “Black M” Gazzola, che approda sul blog di Ernesto Assante di Repubblica e scrive una recensione a un concerto da lui visto; qui la rece, dallo stile ultrariconoscibile e unico. Complimenti, Mario!

Gli acuti aguzzi di Petra. Cos’avete pensato? Mica la tragica Petra fassbinderiana: qui parliamo della solare Petra Magoni, che a sentirla cantare vi riaccende la vita. Accompagnata dal fido contrabbassista Ferruccio Spinetti – con cui da 14 anni fa coppia nel rodato duo Musica Nuda – Petra Magoni è una “maga di Oz della voce” benedetta dalla musa Euterpe, t’incanterebbe anche cantando degli estimi catastali. Ma se accende il juke box all’idrogeno delle sue cover, allora dimentichi tutto e voli Over The Rainbow, perché lei ti fa superare di slancio ogni barriera: per prima quella incrollabile fra generi musicali “alti” o “bassi”. Già, nel suo canzoniere una Paint It Black di Caterina Caselli ha la stessa dignità di quella degli Stones, e Judy Garland o il Nat King Cole di Nature Boy possono andare a braccetto con Händel, Madonna o Donatella Rettore: purtroppo ieri sera ci sono mancate proprio le sue versioni funamboliche di Like A Virgin e Splendido Splendente, ma vi basti sapere che la sua Blackbird non teme il confronto con le mille cover che già conoscete della gemma musicale di McCartney.

Presentazione e reading di Ceneri Postatomiche @ Kowalski di Genova | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Domenica 5 marzo, alle 19.30, nella più ampia cornice della rassegna Poeme Electronique vol.2, verrà presentata e recitata dall’autore Christian Humouda la silloge Ceneri Postatomiche, edita da Kipple Officina Libraria nell’ambito della collana Versi Guasti, diretta da Alex “Logos” Tonelli. Accanto a Christian, una performance sonora di Raffaello Bisso My Right of Frost – completerà la sperimentazione poetico-elettronica della serata; coordinerà l’evento, che si svolgerà presso il pub Kowalski di Via Dei Giustiniani 3r, Genova, la nostra artista e comunicativa Ksenja Laginja.

The Void* – Values | Neural


[Letto su Neural]

Il nome The Void* (si pronuncia “The Void Pointers”) è un omaggio al C ++, linguaggio di programmazione la cui semantica è relativamente minimalista ma che è anche versatile, potente e ricorsivo. Similarmente composito, questo trio – che è formato da Roald van Dillewijn, Tijs Ham ed Eric Magnée – è forte d’un muro di suoni fatto di strumenti ed elettronica modificati ma anche di eleganti strati, tagli e sequenze melodiche, iterate e dissonanti. L’impostazione di fondo è principalmente post-rock ma l’atipico combo recupera anche attitudine free form, soundscapes e suggestioni della musica seriale e classica. Il contrasto è quello d’un suono organico ed anche astratto, estetizzato ma ricco di momenti dilatati e ipnotizzanti. Anche l’artwork dell’uscita in vinile segue questa ispirazione ed è molto prezioso, con un cartonato opaco trafitto in circolari e geometriche aperture di varie dimensioni che lasciano intravedere una texture colorata sottostante. Infine, è da sottolineare come questo album dei The Void* sia collegato contemporaneamente a ben tre etichette: la Lomechanik, la Esc.rec e la Shipwrec, tutte “made in Netherlands”, così come la band è anche coinvolta nel modding di alcuni strumenti (chitarre e flauti modificati per la creazione di un insieme di sei elementi per archi ed elettronica) al fine di dar vita a sonorità non convenzionali. L’uscita è composta da sei tracce, la prima molto ambientale e insistente, plasmata da un drone di chitarra e radio frequenze, spuri elementi ed effetti, poi nella successiva è il pianoforte ad essere in evidenza, in maniera molto melanconica e rarefatta, sospesa e profonda, mentre la terza esibisce sperimentali orchestrazioni, un puntinismo sonico poi deviato in congiunzioni meditative e influenze di musica da camera. “Abstract” è più elettronica, marziale e inquietante – successivamente – e “E AB EF B” è ancora una stilizzata composizione pianistica appena solcata da altri strati di risucchi e hum. Con “Dereference” – che parte quasi silente – i The Void* ricalibrano l’attenzione per l’infinitesimale, chiudendo l’album splendidamente e lasciandoci nelle malie suscitate da cotante multiformi espressioni.

“Solchi Sperimentali Italia”, dal volume al DVD: intervista ad Antonello Cresti – CRITICA IMPURA


Sul blog di SoniaCaporossi una bella intervista ad Antonello Cresti, indagatore della musica sperimentale in Italia e all’estero, con tutto il corollario di culture e subculture che tutto ciò si trascina appresso. Da non perdere! Un estratto:

Da più di tre anni Antonello Cresti, saggista, compositore, scrittore e giornalista, sta lavorando al progetto Solchi Sperimentali, che si è manifestato finora nella forma di due volumi pubblicati dalla Crac Edizioni, uno dedicato alla musica sperimentale proveniente dal mondo, di cui abbiamo già parlato QUI, e un altro alla musica di ricerca italiana, libro che a sua volta abbiamo recensito QUI in virtù delle ampie analisi musicologiche di Roberto Franco. Adesso, Cresti sta lavorando di buona lena alla realizzazione di un  DVD dedicato al panorama underground delle nostre sponde, intitolato, come il secondo volume, Solchi Sperimentali Italia. Il documentario, intorno al quale è già viva l’attesa degli appassionati, conterrà interviste e brani, fra gli altri, di Ataraxia, Mare di Dirac, Abdominaux Dangereux, Orghanon, Le Forbici di Manitù, Wuornos Aileen, Adern X, Bathory Legion, Capricorni Pneumatici, Confusional Quartet, DECA, Girolamo De Simone, Antonio Siniscalchi, Giacomo Salis, Infection Code, Riccardo Sinigaglia, Camerata Mediolanense, Paolo Tofani, Juri Camisasca & Rosario Di Bella, Officine Schwartz, Yosonu, Colloquio, Ascanio Borga, Antinoja, My Cat is an Alien, Francesco Paolo Paladino, Terra Di Benedetto, IN/ELEKTRA, Hikikomori,  Vacuum Templi, AV-K, Menimals, QUADRAPHONIC…

A quali artisti e correnti musicali, per gusti e percorsi personali, ti senti particolarmente legato?

Sono affezionato a tutti gli artisti di cui ho parlato nei libri, la mia predilezione assoluta, però, anche per motivi di “empatia filosofica” va a tutti coloro che ricercano dalla musica effetti psichedelici. Per questo mi sento affine a tutti i mistici del suono, che si parli di raga rock, come di minimalismo, di musica cosmica, etc… In Italia per me tantissimo ha significato la scena freak degli anni settanta (Battiato, Camisasca, Rocchi, etc.)

Dalla carta stampata al video il passo, a livello di concezione e progettazione, è stato breve. Da quali impulsi creativi è nata l’idea di realizzare un documentario sui suoni del sottosuolo italiano?

Come accennavo prima Solchi Sperimentali Italia è oramai divenuta una cornice concettuale che contiene gli sforzi più vari per la valorizzazione di un modo di far musica altro nel nostro Paese. Abbiamo creato un canale Youtube, una serie di minifestival, una webradio www.duradio.net , una etichetta discografica che ha debuttato con un tributo a Claudio Rocchi… Col regista Francesco Paladino spesso ci vediamo e lui mi buttò l’idea di far diventare il progetto un prodotto audiovisivo. Immediatamente convenimmo che – per essere anche noi “sperimentali” e per intercettare un pubblico diverso dal solito – avremmo fatto un vero e proprio film, non un documentario. Ed è ciò che stiamo facendo. Per la parte documentaristica vera e propria ci sarà un secondo DVD che fungerà da enciclopedia interattiva. Noi siamo molto contenti e divertiti da quello che sta venendo fuori e credo sarà una sorpresa per tutti.

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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