HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per David Gilmour

David Gilmour: “L’unica volta che ho visto i Pink Floyd dal vivo me la ricordo bene perchè ero molto arrabbiato”


Su OndaMusicale un aneddoto assai particolare, che riguarda i Floyd e in particolare Gilmour. Ve lo riporto pari pari:

Durante un’apparizione nel nuovo podcast The Lost Art of Conversation David Gilmour ha ricordato un episodio che lo ha profondamente sconvolto e che è avvenuto durante un concerto dei Pink Floyd del 1977 a Montreal, in Canada. David ricorda di essersi addirittura rifiutato di tornare sul palco per eseguire l’ultima canzone in programma.

“L’unica volta che ho visto i Pink Floyd dal vivo è stato durante il bis allo stadio di Montreal nel 1977 – l’ultimo concerto degli Animals tour, quello in cui Roger [Waters] ha sputato su uno spettatore – ha detto Gilmour – Ero così incazzato per quel gesto, così tanto che mi sono rifiutato di suonare il bis, e sono andato al mixer a guardare la band suonare con Snowy [White] che suonava le mie parti di chitarra. Questo è stato l’unico momento in cui ho visto suonare i Pink Floyd.”

Marooned Jam (1994 Recording) – Pink Floyd


Una versione abbastanza diversa del brano conosciuto; e sì, è magia…

DAVID GILMOUR RACCONTA “A MOMENTARY LAPSE OF REASON” – ANTEPRIMA DI “SORROW” DAL NUOVO MIX 2019


Su PinkFloydItalia la trascrizione dell’intervista di David Gilmour che spiega il corso floydiano post-Waters. Siamo ancora qui, dopo decenni di sogni floydiani, a bearci di questi artisti che hanno accompagnato generazioni di anime fluttuanti… Sorrow, in basso, è una versio remixata del brano di trenta e passa anni fa: meravigliosa!

“Sapevamo che Roger se ne stava per andare. Era infelice. E anche noi lo eravamo. Io volevo continuare, Nick era propenso. In estate incontrai Rick in vacanza in Grecia, e gli chiesi di rientrare. Era favorevole. Ci trovammo sull’Astoria nell’86. Coinvolsi Bob Ezrin che aveva fatto il Walworth nel ’79 e aveva lavorato ad alcune supervisioni con me. Avevo imparato molto da Bob; è molto valido. Lavorammo sui miei brani. A Natale avevano preso forma, progredivano. Un sera ebbi l’ispirazione, nacque Sorrow. Ne scrissi 5 versi di getto, dal nulla. Scrissi prima le parole, poi feci una demo sull’Astoria. Fu un punto di non ritorno: eravamo sulla strada giusta, funzionava! La casa discografica voleva un buon album. Certo: le cose erano diverse senza Roger, ma ci sentivamo sollevati dalle tensioni degli ultimi due album, The Final Cut su tutti. Eravamo di nuovo noi, a comporre e produrre materiale insieme. C’era un senso di libertà e ottimismo nonostante la rottura di palle della causa giudiziaria in corso. Poi ci spostammo a Los Angeles in magnifici studios, con ottimi musicisti. Mentre qui era giorno, in Inghilterra era notte, e gli uffici legali erano chiusi: che sollievo! A L.A. eravamo irraggiungibili, liberi: questo aiutava il flusso positivo delle cose. Anthony Moore, mio amico paroliere, scrisse ottime liriche per l’album, tra cui ‘Learning To Fly’ e ‘On The Turning Away’. Con questa ossatura, completammo le canzoni. Nei primi anni ’80, c’erano tante nuove tecnologie: sintetizzatori ed altro, che utilizzammo pesantemente. Ripensandoci, ad album finito, il dubbio fu che non sembrasse ‘senza tempo’, essendo stato privato degli strumenti tradizionali come l’organo o il piano. In quest’ottica, ho voluto remixare il disco e lavorarci di nuovo. Abbiamo anche ritrovato parti di Rick all’Hammond mai utilizzate; ne è scaturita un’altra atmosfera, un nuovo feeling. Adesso ha un tocco più raffinato, ‘senza tempo’, meno legato all’epoca.“

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

ROGER WATERS: “THIS IS NOT A DRILL” – IL NUOVO TOUR AMERICANO – L’INTERVISTA | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia una stupenda intervista presa da RollingStone.it a Roger Waters, che tratta vari temi come la politica, l’impegno umanitario, il suo tour film, il prossimo tour americano e anche il rapporto coi suoi ex compagni floydiani – Gilmour, uhmmmmm…

Cosa ha ispirato il momento in cui tu e la band indossate maschere da maiali e bevete vino?

C’è una lunga sezione, in Dogs, dove canto “Dragged down by the stone”, un verso che parla di uomini disposti a distruggere qualsiasi cosa nel folle tentativo di diventare Gordon Gekko. In quel momento suonano solo Joey (Waronker, batteria) e Jon Carin (tastiere). Che dovremmo fare noialtri? Stare fermi sul palco? Meglio travestirsi da maiali e farsi servire da una pecora, bere champagne ed essere disgustosi. È nata così, un’opportunità per fare un po’ di teatro. E c’è anche un po’ di partecipazione del pubblico. Io tengo in mano un cartello che dice “Pigs Rule the World” (I maiali governano il mondo, ndt), perché la gente non vuole essere governata da questi stronzi. La maggioranza riconosce che la ripartizione della ricchezza è totalmente inaccettabile, e nessuno vuole essere comandato da oligarchi. Il sistema non funziona granché se i poveri diventano più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Dobbiamo fare qualcosa, e dobbiamo farlo il prima possibile.

Immagino sia per questo che hai usato così tante immagini da Animals, come quando la Battersea Power Station taglia in due il pubblico. Il messaggio del tour sta bene con i temi di quell’album.

Sì, è così. Quando ho immaginato la cover e sono andato a fotografare la Battersea Power Station, pensavo fosse un simbolo perfetto per una band come i Pink Floyd, perché è un luogo che genera energia, noi eravamo quattro e c’erano quattro ciminiere. Era un’immagine molto fallica e tutto il resto. Rappresentava, in un certo senso, il potere che potevamo avere come band se avessimo deciso di usarlo per qualcosa. O forse la musica non ha potere, ma non ci credo. Credo che sia una forma d’arte molto potente e che possa diventare uno strumento politico, così come una fonte d’intrattenimento per tenere buone le masse.

Sono sicuro che sarai stato felice di scoprire che David Gilmour ha venduto la sua chitarra e donato i guadagni per combattere il cambiamento climatico.

Oh, che sia benedetto. Penso sia una cosa buona. Buon per lui. (Fa una pausa) Vorrei che mi lasciasse pubblicizzare il film sul sito dei Pink Floyd. Non mi è permesso. L’ha censurato, non posso usare il sito per annunciare nulla.

Quand’è l’ultima volta che avete parlato?

Abbiamo parlato a giugno. Ci siamo incontrati per discutere un grande progetto a cui avevo pensato, ma purtroppo non ne è venuto fuori nulla.

Mi spiace che sia andata così.

Lo so. Credo che tutti i fan dei Pink Floyd direbbero la stessa cosa. Tutti sperano che io e David facciamo pace, che tutto si risolva in modo splendido e commovente. Beh, non lo sarebbe per me, ho lasciato i Pink Floyd nel 1985 e l’ho fatto per una ragione. E cioè, volevo lavorare alle mie cose. Per fortuna ho avuto la possibilità di farlo. Il lavoro è di per sé una ricompensa. Sono stato felice di scoprire, nella recensione di Variety, che per qualcuno il film ha unito i puntini tra Dark Side of the Moon, Animals, Amused to Death e Is This the Life We Really Want?. È stato gratificante. Comunque, non parliamone più. Ho detto più di quanto avrei dovuto.

Prima di andare oltre ho un’altra domanda: ti ho visto suonare Set the Controls for the Heart of the Sun sul palco con Nick Mason, a New York. Cosa pensi del suo show?

I Saucerful of Secrets sono stati una sorpresa molto piacevole. Il concerto mi è piaciuto parecchio e ovviamente adoro Nick. È un vecchio amico e per fortuna ci siamo ritrovati. Ci vediamo spesso e gli voglio molto bene. Quella sera c’era un’atmosfera splendida, e non sarei potuto essere più felice di avere il permesso di tornare sul palco e cantare una delle mie canzoni con quella band. Guy Pratt è un grande cantante e chitarrista. È molto esperto perché ha lavorato per anni con Gilmour. E credo che Nick abbia suonato alla grande. Così come gli altri ragazzi, una performance splendida.

Una volta hai dichiarato: “Il concerto-spettacolo è una forma interessante perché l’ho inventata io”. Come ci sei arrivato?

Suonando in posti enormi e pensando “Cristo, che noia”. Ricordo il periodo di Dark Side of the Moon, avevamo delle luci costruite da Arthur Max, il tecnico delle luci che avevamo rubato a Bill Graham e al Fillmore East. Ha inventato lui lo schermo circolare che usavamo in quel periodo. È allora che ho pensato: “Come facciamo a riempire questi grandi spazi?” e ho iniziato a lavorare con chi produceva roba gonfiabile, a pensare alle proiezioni, ai fuochi d’artificio e tutte quelle stronzate. (Fa una pausa) Non sono stronzate, in realtà. È tutto perfettamente ragionevole.

Far volare un aereo sul pubblico, come succedeva nel tour di The Wall, è una tecnica teatrale perfettamente accettabile. Ricordo che all’epoca, nel 1979, Bono ci criticò. Gli U2 erano una piccola band, e diceva (imita l’accento irlandese): “Oh, non sopportiamo tutte quelle esagerazioni teatrali dei Pink Floyd. Noi suoniamo solo la nostra musica, ci bastano le canzoni e bla bla bla”. Davvero? Poi per il resto della loro carriera non hanno fatto altro che copiare quel che facevo io e ancora lo fanno. Gli auguro buona fortuna, certo, ma che stronzata.

Era una critica comune all’epoca?

Mi ricordo Jagger, venne a vedere i concerti di The Wall al Colosseo di Nassau alla fine del ’79. Fece un salto nel backstage per capire come fare la stessa cosa. Qualcuno gli ha indicato l’illustratore Gerald Scarfe, che era seduto sul divano a chiacchierare con Nick Mason, e gli ha detto “è con lui che dovresti parlare”. Ma Jagger non aveva capito, pensava che il responsabile fosse Nick. Si è avvicinato e gli ha detto: “Da quanto ho capito fate voi i visual e tutto il resto”. E Nick gli ha risposto: “Beh, sì. Ho fatto tutto io nel tempo libero, quando non devo studiare la batteria”. Jagger si è seduto e gli ha parlato per un po’, ha buttato mezz’ora della sua vita. Grande Nick. Che fico. E non ho niente contro Mick. Non più. Non molto. È solo un po’ troppo vecchio per me.

Comfortably Numb: l’ultima grande magia dei Pink Floyd


Su OndaMusicale l’analisi del brano Comfortably Numb, compreso nell’album The Wall dei Floyd.

Comfortably Numb è l’ultima grande canzone scritta assieme dai due leader dei Pink Floyd. La canzone è da sempre considerata come uno dei punti più alti della produzione della band ed è contenuta in The Wall, esattamente la sesta traccia del secondo disco.

Comfortably Numb rappresenta l’ultima collaborazione di Roger Waters e David Gilmour prima che il bassista decidesse di abbandonare la band nel mese di dicembre del 1985 quando la difficile situazione finanziaria del gruppo, vicino alla bancarotta per l’incauta gestione dei propri interessi, esacerbò i già logori rapporti, oltre alle continue tensioni all’interno della band.

More than alive


Lasciati avvolgere delle idee quantiche del Nulla senziente, mostrati appeso sulle energie che senti di possedere e vivere: sei molto più che vivo!

Pink Floyd – Things Left Unsaid (2014)


Adattamento grafico per il pezzo di apertura dell’ultimo disco dei Floyd, Endless river, con materiale riesumato da prove in studio di venti anni prima. Magia, palpabile…

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

PostScripts

Il Blog di Francesca Sabatini

Rosa Frullo

Rosa Frullo. Ua poetessa ,tra Spleen, Horror e Masochismo

BREAKFAST COMICS

Best Comics & Graphic Novels / I fumetti da leggere almeno una volta nella vita. Sponsored by CSBNO

La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Storie della trazione popolare italiana

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: