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Due pensieri rapidi su Twin Peaks Group Show


Ieri sono stato alla mostra Twin Peaks Group Show, alla Nero Gallery di Roma (annunciata qui). La sensazione di bellezza e onirico avvolge subito fin dall’ingresso, quando le note di Falling – la song di Julee Cruise che fa da colonna sonora alla serie TV – ci accolgono come se fossimo in un antro di energia sospesa.
Poi, guardando i quadri che descrivono l’idea che ogni artista si è fatto di TwinPeaks, attraverso la caratterizzazione grafica dei suoi principali personaggi, il fascino superiore del Fantastico entra in profondità nei nostri gangli sinaptici e neurali, mostrandoci come il senso del reale sia labile e arbitrario; salta all’attenzione come Lynch abbia saputo ridefinire ogni singola emozione rapportandola alle regole di costruzione dell’illusione, ribaltando ogni convinzione che, proprio perché confrontata con qualcosa d’inesistente, diviene fumo persecutorio e fascinazione dell’oscuro inumano.

Tra gli artisti in esposizione segnalo, solo perché li conosco già da tempo, Gerlanda Di Francia, Marco Rea, P54, Virginia Mori; gli altri venti espositori hanno in gran maggioranza qualcosa di bello e valido da dire, qualcosa che travalica la sensazione di presente e si lancia in un oceano d’inquietanti flutti onirici.

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Twin Peaks Group Show, mostra collettiva alla Nero Gallery di Roma – CRITICA IMPURA


Sul blog di Sonia Caporossi la segnalazione di una Mostra, al NeroGallery del Pigneto a Roma, su TwinPeaks. Ecco qualche dettaglio:

“Twin Peaks Group Show” è la mostra realizzata in omaggio a Twin Peaks, la celebre serie televisiva che ha rivoluzionato la storia e il linguaggio della serialità mondiale.

La mostra vede la partecipazione di 24 artisti di fama internazionale e le opere esposte – ognuna delle quali incentrata su un singolo personaggio della serie – sono realizzate con tecniche diverse che vanno dalla tradizionale pittura ad olio all’arte scultorea, fino alle più innovative tecniche digitali.

La mostra toccherà tutte le corde dell’arte iper contemporanea, dalle sfumature più leggere del pop alle profondità inquietanti del dark, e l’intero ambiente, per l’occasione, sarà allestito ad hoc in chiave Twin Peaks, come a restituire il senso dell’universo mistico e simbolico di David Lynch.

Supercazzolynch – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una recensione di Alessandra Daniele al seguito di TwinPeaks. Un estratto:

L’idea di simulacri e doppelganger non umani in arrivo da una dimensione parallela ricorda i racconti di Philip K. Dick The Father Thing e The Hanging Stranger del 1953, dei quali però Lynch azzera tutto il contenuto di metafora sociale, in favore d’un rigido manicheismo popolato da stereotipi che hanno perso ogni spessore allegorico.
Oltre che determinista, la cosmogonia lynchiana è curiosamente classista: tutti gli spiriti maligni hanno l’aspetto di homeless, barboni malandati, mentre la personificazione del Bene è una matrona ingioiellata anni ’20.
Tutti i personaggi femminili sono stereotipi monodimensionali: la poliziotta sexy, la pupa del gangster, la mogliettina anni ’50 che non si preoccupa (e nemmeno si meraviglia) che il marito si comporti improvvisamente da cerebroleso, finché è ancora in grado di portarle a casa lo stipendio e qualche occasionale vincita al casinò.
La verità è che l’immaginario di Lynch è sostanzialmente reazionario, e tutte le bizzarre visioni che lo abitano sono figlie d’una concezione dell’universo molto retrò. Immagini che somigliano sempre di più a una supercazzola visuale, a volte suggestiva, altre volte imbarazzante.
Non potendo più avere David Bowie per il ruolo di Phillip Jeffries interpretato nel prequel Fire Walk With Me, Lynch ha pensato fosse una buona idea sostituirlo con la silhouette in bianco e nero d’una specie di enorme teiera fumante, e una voce qualsiasi fuori campo.
Tanto la voce di David Bowie non se la ricorda nessuno, giusto?…

Nella serie classica di Twin Peaks, la supercazzola lynchiana era incastonata in un impianto da soap opera che ora s’è dissolto, lasciandola a fluttuare nel vuoto autoreferenziale. David Lynch è tornato sul luogo del delitto per rottamarlo.
La resurrezione di Laura Palmer ha cancellato l’intero universo narrativo della serie, inghiottito da un buco nero che Lynch non ha più né l’intenzione né la capacità di colmare.
Addio Twin Peaks. Ci rivediamo fra altri 26 anni. Cioè mai più.

Twin Peaks: David Lynch pensa a una quarta stagione | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la notizia di una possibile quarta stagione di TwinPeaks, certo non dietro l’angolo ma, forse, possibile tra qualche anno. KeepTalking

Subito dopo la conclusione della serie, hanno cominciato a girare voci riguardo a un possibile seguito e David Lynch, intervistato da EW, è rimasto sul vago, non confermando né smentendo la possibilità di una nuova stagione in cui risolvere alcuni misteri ancora senza risposta. Queste le sue parole:

Non ne abbiamo parlato. È appena finito! Ma se dovesse esserci un’altra stagione non andrebbe in onda prima di quattro anni. Dobbiamo aspettare e vedere”.

Nameless, quando l’orrore per Grant Morrison è senza nome | Fantascienza.com


Sempre nell’ambito di Delos190, segnalo il fumetto Nameless, di Grant Morrison e disegnata da Chris Burnham, con concetti intriganti e oscuri, che affondano nella storia sconosciuta prima degli umani, passando ovviamente per i Nephilim (ops, Enochiani).

Le ispirazioni di quest’opera non si contano, la struttura atemporale in cui i fatti avvengono ricorda Muholland Drive di David Lynch, mentre per il rapporto dei protagonisti con l’ambiente che li circonda ricorda le atmosfere di William Burroghs, in un mondo alla Inception. È un opera pienamente alla Grant Morrison, densa dei temi che mescola e mastica con maestria non comune (magia nera, cospirazioni, sogno e realtà che si mescolano, e tanto altro). Del resto la carriera e le opere di Morrison sono esemplari di un’attenzione verso tutto ciò che è fantastico e misterioso.

Accadrà a Twin Peaks: David Lynch e l’esoterismo – Il blog di Andrea Scarabelli


Sul blog di Andrea Scarabelli un’altra segnalazione degna di nota per quanto riguarda David Lynch e il ritorno, dopo 25 anni di attesa, per Twin Peaks. L’elemento esoterico è anche in questo ragionamento preponderante, ineludibile; uno stralcio:

Serie cult degli anni Novanta, Twin Peaks ha ossessionato l’immaginario collettivo di almeno due generazioni, con i suoi personaggi bizzarri, i dialoghi surreali e i boschi infestati da sinistre presenze. Un successo incredibile, insomma, forse legato ad aspetti non squisitamente “tecnici”. E se dietro alla fortuna degli incubi immortalati da Lynch si celasse altro? Ne abbiamo parlato con Roberto Manzocco, giornalista e docente universitario, autore del purtroppo introvabile Twin Peaks, David Lynch e la filosofia. La Loggia Nera, la Garmonbozia e altri enigmi metafisici, uscito per Mimesis nel 2010. La tesi del libro è che le trame della serie nasconderebbero – ma neanche troppo – una serie di elementi esoterici e metafisici. Abbiamo iniziato questa chiacchierata domandandogli quale sia l’origine dell’esoterismo di Twin Peaks, specie considerando le biografie dei suoi due creatori. Vite che, in effetti, riservano parecchie sorprese…

Sia Lynch che Mark Frost sono persone di ampia cultura, con una forte prospettiva personale. Lynch è un seguace della Meditazione Trascendentale, mentre Frost si è occupato di Teosofia, la dottrina esoterica sviluppata da Helena Petrovna Blavatsky, medium, occultista e avventuriera vissuta più o meno nella seconda metà dell’Ottocento. Ma in Twin Peaks troviamo anche elementi provenienti dal folklore degli Indiani d’America e altri elementi cari a Lynch.

Qualche esempio?

L’idea pre-scientifica che l’elettricità sia una forza magica; il fatto che ci siano creature soprannaturali in grado di possedere le persone solo se invitate ad entrare (sulla falsariga dei vampiri, per capirci). E poi il concetto – che ritroviamo spesso nel mondo del paranormale – di vampirismo psichico, l’idea di creature capaci di nutrirsi delle emozioni negative che esse stesse provocano nelle vittime (la famosa “garmonbozia” di cui si nutrono gli abitanti della Loggia Nera, che rappresenta – parola di Lynch – «dolore e dispiacere»). Personalmente, non sono un sostenitore del paranormale, ma sospendo volentieri il mio scetticismo per godermi il lavoro di Lynch e Frost!

David Lynch a tutto campo | FilmTv


Su FilmTV una bella intervista a David Lynch, autore del ritorno di Twin Peaks, serial TV che in questi ultimi giorni mi sta facendo parlando molto a causa della terza serie, un ritorno che scocca 25 anni dopo la fine della seconda serie.

Confessa poi di aver rivisto la serie originale: «L’episodio pilota è quello che dà il tono a tutto, per me è molto speciale, è l’essenza di Twin Peaks. Mi fa piacere che ci siano così tante teorie sulla serie e anche se non le leggo ritengo che tutte loro siano valide. Siamo tutti detective, vogliamo capire le cose. La vita è la prima cosa che vogliamo capire e quindi è bello che la gente cerchi delle interpretazioni. Le ultime cose che ho visto che mi hanno fatto pensare sono Mad Men e Breaking Bad, mi hanno trasportato in un mondo e accompagnato nel modo giusto».

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