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Archivio per David Lynch

the grandmother / david lynch. 1970 – gammm


Dal blog Gammm apprendo – e visiono – un mediometraggio di David Lynch datato addirittura 1970: The grandmother. Penso che già erano presenti tutti gli stilemi che hanno fatto di Lynch uno dei più grandi registi della storia del Cinema. Eccolo qui sotto:

David Lynch & Chrysta Bell (of Twin Peaks) – Bird of Flames


La magnificenza di un regista e di una musa, della sontuosità grafica e scenografica, a ricordare che il mondo creativo e quello fantastico sono un tutt’uno. Dalla maestria di David Lynch, e di Twin Peaks.

Filmhorror.com – DUNE (DI DAVID LYNCH): LA VITA DIETRO AL FILM – articolo di Maico Morellini


Su FilmHorror un articolo di Maico Morellini fa rivivere il Dune di David Lynch, svelandone alcuni retroscena. Un estratto:

Il tradimento: la storia di Dune ruota tutta intorno a uno dei peccati più antichi. È con il tradimento che l’Imperatore Shaddam IV (José Ferrer) trascina su Arrakis il Duca Leto Atreides (Jürgen Prochnow) tessendo una letale trappola. Ed è sempre con il tradimento del dottor Wellington Yueh (Dean Stockwell) che il piano dell’Imperatore e del Barone Vladimir Harkonnen (Kenneth McMillan) riesce quasi nella sua interezza: il Duca Leto viene assassinato mentre Paul Atreides (l’attore feticcio di Lynch, Kyle MacLachlan), il suo erede, è disperso insieme alla madre Jessica (Francesca Annis) nell’inospitale deserto di Arrakis. Con questi presupposti era inevitabile che l’ignominiosa macchia dell’inganno prima o poi colpisse anche Lynch. In che modo? Due parole: versione estesa.

Dimentichiamo quelle migliorative a cui il cinema degli ultimi lustri ci ha abituato. Per Lynch l’extended edition fu una vera e propria pugnalata alla schiena. Non contenta di aver deformato la creatura di Lynch costringendo il regista a tagli furibondi, nel 1988 la Universal confeziona una versione televisiva di tre ore ottenuta attraverso un editing malevolo e sommario nel quale logiche ed equilibri vengono massacrati da una mano degna della peggiore macelleria. Lynch si chiama fuori dal progetto e il suo nome viene sostituito dal John Doe del cinema: il regista di questa versione estesa risulta infatti essere lo spettrale Alan Smithee, lo pseudonimo della vergogna. Il dado è tratto, il complotto ordito, la pugnalata stoccata. Lynch, in un ultimo cinico gesto assolutamente nelle sue corde, decide di sostituire il suo nome di sceneggiatore (suo era lo script di 150 pagine) con quello di Judas Booth. Una dissacra unione tra Giuda Iscariota, traditore dei traditori, e John Wilkes Booth, omicida di Lincoln e agli occhi di Lynch spietato assassino del film. Da quel fatale 1988 niente e nessuno riuscirà mai più a far riavvicinare Lynch alla sua primigenia creatura fantascientifica, costata quaranta milioni di dollari ma purtroppo incapace di un rientro degno di questo nome.

The Nine Inch Nails in Twin Peaks


Una scena di un episodio della terza serie di Twin Peaks. E qui, si è toccato uno degli apici dell’arte di David Lynch

David Lynch presents: “i have a radio” | slowforward


Sul blog slowforward un’interessante segnalazione: un nuovo avviso creativo di David Lynch, che asserisce di avere una radio:

Amo alla follia questa sua creatività.

Macelleria Mobile di Mezzanotte – Just You And I [OFFICIAL VIDEO] [Black Lake Confidence, LP 2013]


Una cover della colonna sonora di TwinPeaks, infarcita di citazioni a tema, davvero stupenda.

I conigli hanno sempre ragione


Succedono infinità di cose in un momento inverso di suoni inquietanti, di ricordi traditi; infine, il senso di strano pervade le tue corde interiori, ne racimola le sentenze, ne stravolge i significati che poi, alla fine, risultano comunque validi.

rabbits 1 / david lynch. 2020


Su segnalazione di SlowForward, nuovi movimenti teatrali di David Lynch, che pesca nel suo passato – Mulholland Drive. Da non perdere.

L’impero interno: note occulte sul cinema di David Lynch – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo post che indaga l’opera (anche occulta) di David Lynch, uno dei pochissimi geni superlativi dell’arte contemporanea.

David Keith Lynch, statunitense, uno dei più significativi registi della storia recente, figura enigmatica del cinema, torturatore dell’inconscio e dei lati oscuri dell’individuo e della realtà, grande sapiente di un Occidente contemporaneo in avanzata crisi spirituale. Il suo cinema è pieno di segreti, intuizioni, indicazioni, lati nascosti, altissime e vastissime conoscenze. Dalla psicanalisi, alle dottrine orientali –  è egli stesso praticante di meditazione trascendentale –, fino all’esoterismo nel senso più vasto del termine. In quest’articolo esamineremo alcune delle sue opere, per coglierne gli “assi portanti”. Assi che sembrano costituire il vero nucleo delle sue produzioni, da molti “profani” definite troppo spesso “senza senso”, e che invece sono ricolme di “ogni senso”.

“Preferisco ricordare le cose a modo mio”, afferma Fred Madison protagonista di Lost Highway (titolo italiano Strade perdute), tra i capolavori di David Lynch degli anni novanta. L’affermazione di Fred Madison (Bill Pulman), sembra innocua o, appunto, “apparentemente senza senso”, ma in realtà è la chiave d’accesso agli squarci di mondo interiore aperti in questo e in altri suoi capolavori: il “potere della mente”, nella potenza e nel delirio, nell’immaginazione positiva e nella proiezione distorta, tra il servizio alla realtà e l’allucinazione distruttiva.

Il protagonista di Lost Highway, infatti, è un musicista jazz abbastanza introverso, in un periodo poco felice, anche dal punto di vista coniugale, come emerge dai dialoghi con sua moglie. Quest’ultima, la procace e sensuale Renée – una Patricia Arquette dall’estetica pin up –, quando valorizzata a pieno assurge a vero elemento di congiunzione per una discesa nei meandri più oscuri della psiche del marito.

Twin Peaks Crazy Scenes in the Black Lodge


Una delle scene più disturbanti dello sconcertante TwinPeaks, prima serie. Come si fa a non amare un visionario come David Lynch?

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