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Twin Peaks: David Lynch pensa a una quarta stagione | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la notizia di una possibile quarta stagione di TwinPeaks, certo non dietro l’angolo ma, forse, possibile tra qualche anno. KeepTalking

Subito dopo la conclusione della serie, hanno cominciato a girare voci riguardo a un possibile seguito e David Lynch, intervistato da EW, è rimasto sul vago, non confermando né smentendo la possibilità di una nuova stagione in cui risolvere alcuni misteri ancora senza risposta. Queste le sue parole:

Non ne abbiamo parlato. È appena finito! Ma se dovesse esserci un’altra stagione non andrebbe in onda prima di quattro anni. Dobbiamo aspettare e vedere”.

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Nameless, quando l’orrore per Grant Morrison è senza nome | Fantascienza.com


Sempre nell’ambito di Delos190, segnalo il fumetto Nameless, di Grant Morrison e disegnata da Chris Burnham, con concetti intriganti e oscuri, che affondano nella storia sconosciuta prima degli umani, passando ovviamente per i Nephilim (ops, Enochiani).

Le ispirazioni di quest’opera non si contano, la struttura atemporale in cui i fatti avvengono ricorda Muholland Drive di David Lynch, mentre per il rapporto dei protagonisti con l’ambiente che li circonda ricorda le atmosfere di William Burroghs, in un mondo alla Inception. È un opera pienamente alla Grant Morrison, densa dei temi che mescola e mastica con maestria non comune (magia nera, cospirazioni, sogno e realtà che si mescolano, e tanto altro). Del resto la carriera e le opere di Morrison sono esemplari di un’attenzione verso tutto ciò che è fantastico e misterioso.

Accadrà a Twin Peaks: David Lynch e l’esoterismo – Il blog di Andrea Scarabelli


Sul blog di Andrea Scarabelli un’altra segnalazione degna di nota per quanto riguarda David Lynch e il ritorno, dopo 25 anni di attesa, per Twin Peaks. L’elemento esoterico è anche in questo ragionamento preponderante, ineludibile; uno stralcio:

Serie cult degli anni Novanta, Twin Peaks ha ossessionato l’immaginario collettivo di almeno due generazioni, con i suoi personaggi bizzarri, i dialoghi surreali e i boschi infestati da sinistre presenze. Un successo incredibile, insomma, forse legato ad aspetti non squisitamente “tecnici”. E se dietro alla fortuna degli incubi immortalati da Lynch si celasse altro? Ne abbiamo parlato con Roberto Manzocco, giornalista e docente universitario, autore del purtroppo introvabile Twin Peaks, David Lynch e la filosofia. La Loggia Nera, la Garmonbozia e altri enigmi metafisici, uscito per Mimesis nel 2010. La tesi del libro è che le trame della serie nasconderebbero – ma neanche troppo – una serie di elementi esoterici e metafisici. Abbiamo iniziato questa chiacchierata domandandogli quale sia l’origine dell’esoterismo di Twin Peaks, specie considerando le biografie dei suoi due creatori. Vite che, in effetti, riservano parecchie sorprese…

Sia Lynch che Mark Frost sono persone di ampia cultura, con una forte prospettiva personale. Lynch è un seguace della Meditazione Trascendentale, mentre Frost si è occupato di Teosofia, la dottrina esoterica sviluppata da Helena Petrovna Blavatsky, medium, occultista e avventuriera vissuta più o meno nella seconda metà dell’Ottocento. Ma in Twin Peaks troviamo anche elementi provenienti dal folklore degli Indiani d’America e altri elementi cari a Lynch.

Qualche esempio?

L’idea pre-scientifica che l’elettricità sia una forza magica; il fatto che ci siano creature soprannaturali in grado di possedere le persone solo se invitate ad entrare (sulla falsariga dei vampiri, per capirci). E poi il concetto – che ritroviamo spesso nel mondo del paranormale – di vampirismo psichico, l’idea di creature capaci di nutrirsi delle emozioni negative che esse stesse provocano nelle vittime (la famosa “garmonbozia” di cui si nutrono gli abitanti della Loggia Nera, che rappresenta – parola di Lynch – «dolore e dispiacere»). Personalmente, non sono un sostenitore del paranormale, ma sospendo volentieri il mio scetticismo per godermi il lavoro di Lynch e Frost!

David Lynch a tutto campo | FilmTv


Su FilmTV una bella intervista a David Lynch, autore del ritorno di Twin Peaks, serial TV che in questi ultimi giorni mi sta facendo parlando molto a causa della terza serie, un ritorno che scocca 25 anni dopo la fine della seconda serie.

Confessa poi di aver rivisto la serie originale: «L’episodio pilota è quello che dà il tono a tutto, per me è molto speciale, è l’essenza di Twin Peaks. Mi fa piacere che ci siano così tante teorie sulla serie e anche se non le leggo ritengo che tutte loro siano valide. Siamo tutti detective, vogliamo capire le cose. La vita è la prima cosa che vogliamo capire e quindi è bello che la gente cerchi delle interpretazioni. Le ultime cose che ho visto che mi hanno fatto pensare sono Mad Men e Breaking Bad, mi hanno trasportato in un mondo e accompagnato nel modo giusto».

Le vite segrete di Twin Peaks | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Le vite segrete di Twin Peaks, di Mark Frost, romanzo già segnalato qui e che aiuta a definire meglio l’universo lynchiano di Twin Peaks, in questo momento all’apice dell’interesse per la messa in onda, dopo 25 anni di attesa, della terza stagione della serie TV.

È un libro a incastri Le vite segrete di Twin Peaks, pubblicato da Mark Frost nel 2016 e giunto in Italia poco più di un mese prima dell’inizio della trasmissione della terza stagione di Twin Peaks.

Il collegamento alla serie televisiva della fine del secolo scorso è evidente. Non tutto ciò che ruota intorno all’omicidio di Laura Palmer e agli eventi successivi era stato chiarito, perché a Twin Peaks ogni domanda che trova risposta lo fa solo per far nascere nuove domande.

Ed è sui misteri del luogo che intende far luce il lungo dossier, più correttamente intitolato nell’edizione originale The Secret History of Twin Peaks. L’attenzione, più che sulle vite degli abitanti della comunità, di cui comunque si parla a lungo, è sull’intera comunità e sul luogo ove è sorta la cittadina.

L’aspetto del libro è quello di un dossier che raccoglie materiali molto disparati fra loro. Subito dopo il Promemoria interno vi è un altro documento – scritto su carta intestata e corredato di firma e timbri – che spiega come all’agente speciale T.P. sia stato affidato il compito di scoprire la vera identità dell’Archivista, il misterioso personaggio che ha compilato il volume.

La lettura si svolge quindi su più livelli. Il primo livello è quello dei documenti – articoli di giornale, fotografie, lettere private, pagine di diario – raccolti dall’Archivista. Il secondo è quello dell’Archivista, che commenta quel che ha trovato e con le sue spiegazioni collega i testi e fornisce un ampio quadro della storia di Twin Peaks e dei suoi abitanti. Il terzo è quello dell’agente T.P., che spiega quale sia a suo giudizio l’attendibilità dei testi che sta analizzando e parla delle sue stesse verifiche.

Con una struttura di questo tipo la prosa è generalmente didascalica, spiega i fatti senza cercare quasi mai di assumere un tono enfatico o romanzesco. Sono comunque percepibili diversi cambi di stile, tali da dare l’impressione che alcuni dei documenti riportati dall’Archivista siano stati scritti da una persona diversa da lui. L’effetto-dossier è ottimamente ottenuto anche da un punto di vista grafico, con scritte fatte con caratteri tipografici e colori diversi, come se fossero state realizzate con macchine da scrivere diverse, documenti manoscritti ciascuno con la propria calligrafia, foto dei presunti documenti originali, ciascuno dotato di una propria veste grafica, e di diversi luoghi o personaggi.

Il momento è arrivato: stiamo per tornare a Twin Peaks | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione che ieri sera, negli USA, è andata in onda la prima puntata della terza serie di Twin Peaks, il serial TV che dopo 25 anni ha ripreso a narrare le vicende surreali e psichiche della cittadina della provincia americana, magistralmente manovrata da David Lynch.

Domenica 21 maggio è iniziata negli States su Showtime quella che è a tutti gli effetti la terza stagione della serie, in un riferimento casuale (oppure no) all’appuntamento profetizzato dalla defunta Laura Palmer (Sheryl Lee) all’agente Cooper (Kyle Maclachlan).

I segreti di Twin Peaks: il “Male che viene dal bosco” – A X I S m u n d i


Ancora su Twin Peaks. Ancora sui segreti di questo serial TV che attraversa il tempo come se fosse aria, perché in definitivo il tempo non esiste, c’è soltanto l’energia. E Twin Peaks parla di questo. Su MarcoMacolottiBlog.

 «Twin Peaks è diversa. Lontana dal resto del mondo, l’avrai notato […] Ma c’è anche il rovescio della medaglia, come in tutte le cose. Forse è il prezzo che paghiamo per vivere qui […] C’è una specie di malattia nell’aria. Qualcosa di molto, molto strano tra questi vecchi boschi. Puoi chiamarla come vuoi. Una maledizione. Una presenza. Assume forme diverse, ma è stata tenuta lontana da qui da tempo immemorabile e noi siamo sempre pronti a combatterla […] Come i nostri padri. E non finirà con noi. Poi toccherà ai nostri figli.»

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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