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Archivio per Davide Del Popolo Riolo

La distopia di Davide Del Popolo Riolo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di La ricerca della perfezione morale, racconto lungo di Davide Del Popolo Riolo uscito per la collana Dystopica di Delos Veronesi. Di cosa si parla?

Eureka, piccolo pianeta minerario ai margini dell’universo. La perfetta Sondra Laakini si erge a moralizzatrice e, forte di seguaci accecati dall’ideologia populista, inizia un percorso coercitivo contro la società. Crea una dittatura filosofica a cui nessuno riesce a opporsi, facendo precipitare la tranquilla esistenza planetaria in una muta disperazione.
Può un’idea, se gestita dalle persone sbagliate, possa trasformarsi in un’arma? Toccherà a Lena scoprirlo, provando sulla sua pelle il bruciante calore della follia umana.

Tutti gli algoritmi di Davide Del Popolo Riolo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita per Davide Del Popolo Riolo: il racconto “Tutti i miei algoritmi”, per la collana Robotica di DelosDigital; questa è la quarta:

Iuri è un bravo operaio. La sua linea di produzione è sempre in orario, non è mai stato assente sul lavoro e non ha alcuna sanzione disciplinare. Un giorno il suo capo gli dice che è costretto a licenziarlo perché l’algoritmo Lavoro+ sa cos’è meglio per l’azienda.
La vita di Iuri è stravolta, ma il cambiamento improvviso porta una nuova prospettiva sul mondo e sugli affetti. Forse c’è qualcosa di molto più complesso nella scelta dell’IA di licenziarlo.

È uscito il nuovo numero di Un’ambigua Utopia, rivista di critica marx/z/iana | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo numero di “Un’ambigua utopia”, la rivista di critica critica marx/z/iana che affonda le sue origini negli anni ’70, quando il clima politico era molto più infuocato di ora; però, però, l’ideologia ha trovato modo carsico di arrivare fino ai nostri giorni e, pure se la redazione non è più quella di decenni fa, è sempre ben posizionata sui temi politici di discussione.

Chiamarla fanzine ormai è decisamente difficile: Un’Ambigua Utopia numero 12 è lontana anni luce dai primi numeri ciclostilati degli anni settanta. Stampata tutta a colori, 112 pagine eleganti, grande formato e carta patinata, la “rivista di critica marx/z/iana” è un prodotto di alta qualità e non solo graficamente: basta scorrere il sommario dove si trovano nomi come quelli di Laura Coci Roberto Del Piano, tra i principali animatori di questa incarnazione della rivista, e quelli di Nico Gallo, di Davide Del Popolo RioloNino Martino Judith Merrill per la narrativa, di Gino Andrea Carosini con un bel fumetto tratto da Fredric Brown.

Il tema del numero è “Le identità”, trattato attraverso diversi punti di vista. Insomma, a prendere il mano il fascicolo viene proprio da dire “uau”.
Il numero può essere ordinato tramite il sito unambiguautopia.it/modulo-prenotazione-n-12/.

 

Prima recensione a Tuono d’Estate


Sul blog di Alessio Brugnoli la prima recensione al suo appena uscito Tuono d’Estate, a cura di Davide Del Popolo Riolo. Un estratto del post che omaggia anche il Connettivismo, di cui Alessio è comunque una componente importante:

Davvero un bel romanzo questo di Alessio: in una Roma Anni ’20 ucronica in cui la marcia su Roma l’ha fatta il Vate D’Annunzio l’oppositore Mussolini viene rapito (davanti a Matteotti!). La vicenda ucronica è però più che altro un pretesto per un pastiche divertente e colto che mescola Gadda e Brancati, fa comparire Crowley, cita Emilio Lussu e chissà quanti altri di cui non mi sono accorto. Nota di merito per l’eccellente uso di vari dialetti. Unica pecca del romanzo secondo me è che è troppo breve e lascia tante curiosità, è praticamente la prima parte di un affresco più complesso. Confido però che il bravo autore, di cui questa secondo me è l’opera migliore, troverà voglia e tempo per completare il quadro.

L’altra questione ben identificata da Davide è quella della lingua: una volta la fantascienza aveva una straordinaria capacità di sperimentazione. Ampliava il ridotto ambito semantico della lingua letteraria italiana, introducendo termini provenienti dal lessico scientifico e tecnico e soprattutto è stata una inesauribile fucina di neologismi e sperimentazioni sintattiche. Questo aspetto, con rare eccezioni, come il Connettivismo, si è progressivamente perso: la lingua della fantascienza italiana è diventata sempre più anonima, fredda e vuota, appiattendosi sul doppiaggese (l’italiano del doppiaggio filmico) e quella del traduttese (l’italiano delle traduzioni). Per recuperare la forza eversiva dell’innovazione linguistica, bisogna ritornare a Gadda. Ricordiamolo: una delle caratteristiche principali della lingua usata dal gran Lombardo è la presenza del dialetto, anzi, di molti dialetti: soprattutto del milanese e del romanesco, ma anche del fiorentino (come supporto espressivo autobiografico), del molisano, del napoletano, del veneziano (come supporto espressivo al protagonista del Pasticciaccio, il commissario Ingravallo, e ad altri personaggi, il dottor Fumi e la contessa Menegazzi).

Ma ciò che importa non è tanto il numero dei dialetti e la loro capacità di resa espressiva, quanto il motivo – il significato etico – del loro uso: Gadda, come il poeta Giochino Belli, ma in condizioni storiche e ambientali, culturali, molto diverse e molto più complesse e difficili, aggredisce sia la lingua comune (che esprime il “senso comune”) sia la lingua letteraria (che esprime il conformismo letterario), quando diventano una media d’espressione di per se stessa falsa e ipocrita. L’obiettivo dello scrittore era quello di evidenziare la profonda ipocrisia sottesa alla realtà dello stile di vita della borghesia a lui contemporanea, giocando su un tono sarcastico impietoso e corrosivo, con un linguaggio sferzante ed innovativo, costruito attraverso una miscellanea di strutture dialettali (in parte lombarde, in parte toscane e in parte laziali) unite a termini della lingua colta e ad espressioni e modi del linguaggio scientifico, filosofico e burocratico; costringendo anche i registri stilistici a continui mutamenti, fondendoli in un particolare ed efficace melting pot linguistico, che – seppur spesso di non agevole lettura – appare sempre in grado di produrre nel lettore effetti sbalorditivi: i repentini ed improvvisi passaggi dal sublime al comico, dal tragico al patetico, dal sarcastico al grottesco, colgono infatti sempre di sorpresa anche il lettore più avvertito.

Podcast con Sandro Battisti, Davide Del Popolo Riolo e Gerry Di Lorenzo | Spreaker.com


Su Spreaker.com il podcast di un’intervista radiofonica che ha visto ospiti Davide Del Popolo Riolo e del sottoscritto per parlare del Fiore della Quintessenza, antologia curata da Sergio Mastrillo, salvo poi passare a temi più generali del Fantastico e della SF. Vi invito all’ascolto.

Il Fiore della Quintessenza, un’antologia sul multiverso | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una bella iniziativa editoriale – e non perché c’è la mia breve postfazione. Parliamo di Il Fiore della Quintessenza, antologia curata da Sergio Mastrillo, che vede la partecipazione attorno a un tema che potrebbe benissimo definirsi connettivista, di molti autori italiani tra i maggiori del momento.

Tanti dei migliori autori italiani del fantastico nell’antologia curata da Sergio Mastrillo e pubblicata dall’editore napoletano AliRibelli intitolata Il fiore della Quintessenza. Sedici racconti inediti scelti tra i migliori autori di fantascienza in Italia.
 Storie che aprono le porte della percezione verso mondi in cui è sempre facile perdersi. In queste nuove, surreali dimensioni le regole che conosciamo non valgono più, se non per avere un termine di paragone.
Sedici racconti che si esprimono in molteplici declinazioni della fantascienza. Non ucronia, che pure sono contemplate nel concetto dei mondi paralleli, ma soft sci-fi, bizzarro fiction, speculative fiction, space opera e altri sottogeneri che si modelleranno  unicamente sul concetto di astrazione del Multiverso, un tema che sarà affrontato da diversi punti di vista, stili e prospettive. La quarta:

Immagina l’intero universo racchiuso in un punto che viaggia lungo un petalo. Immagina sedici petali con centinaia di universi che s’intrecciano, stami e pistilli che si allungano dai vertici di un ipercubo e zampillano nella quinta dimensione. Ecco, ora vedrai una corolla.
Immagina strane voci che raccontano storie di mondi incredibili. Remote frequenze. Proiezioni parallele. Crocevia del Sense of Wonder. Ora sentirai la musica del Multiverso. Ecco, ora vedrai un Fiore della Quintessenza.

Altomare, Barbacetto, Blanc, Davia, Del Popolo Riolo, De Santi, Drago, Forlani, Gastaldi, Marinelli, Morellini, Petrarca, Repetto, Vezza, Viscusi, Vita, postfazione di Sandro Battisti.

Ecco come sarà il Millemondi 2021 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo MilleMondi Urania, dedicato agli autori italiani, che uscirà nelle edicole tra un mese e mezzo. Vi lascio alle parole dell’articolo:

È solo al terzo anno ed è già diventata una tradizione fondamentale per l’ambiente: parliamo del numero italiano di Millemondi,  che esce in luglio e resta in edicola tutta l’estate. Dopo Strani mondi uscito nel 2019 e Distòpia nel 2020 questa volta è il turno di Temponauti. L’argomento, come è abbastanza evidente dal titolo, sono i viaggi nel tempo, un sottogenere della fantascienza molto amato e molto intrigante.

L’antologia come sempre è curata in prima persona da Franco Forte e ospita questa volta una postfazione di Salvatore Proietti. Gli autori inclusi nel volume sono di tutto rispetto: Fabio Aloisio, Franci Conforti, Davide De Boni, Luigi De Pascalis, Davide Del Popolo Riolo, Lanfranco Fabriani, Clelia Farris, Andrea Franco, Lukha Kremo, Flavia Imperi, Leonardo Patrignani, Giovanna Repetto, Dario Tonani e Claudio Vastano.

AlbissolaComics – Festival Italiano del fumetto


Quella che vedete qui sopra è la locandina dell’AlbissolaComics, manifestazione che si dovrebbe tenere alla fine di settembre in Liguria, ad Albissola appunto. Molti gli ospiti previsti, da Lukha Kremo a Dario Tonani, da Paolo Aresi a Davide Del Popolo Riolo e molti altri ancora, ma una cosa che mi inorgoglisce è proprio la locandina qui sopra, che fa netto riferimento alla bellissima copertina di Franco Brambilla per il Premio Urania 2015, che ho vinto con Francesco Verso. Significa forse che il mio romanzo L’Impero restaurato rappresenta già, a distanza di qualche anno, una piccola pietra miliare del genere? Sono soddisfazioni…

Quando Annibale salvò Roma, secondo Davide Del Popolo Riolo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita editoriale per Davide Del Popolo Riolo, ultimo vincitore in ordine di tempo del Premio Urania. Stavolta, per Watson Edizioni, esce Annibale Barca – Il nemico, romanzo breve di cui vi incollo qui sotto la sinossi:

Protagonisti del loro tempo, immortali nel tempo a venire. Margot, del suo passato, ricorda soltanto la prigionia in una terra di cenere, senza tempo, in un universo dominato dal Signore dagli Occhi Gialli. E la fuga, grazie al potere che gli ha sottratto. E giunta a New Rome, colonia umana dalle dimensioni titaniche, incistata in una città aliena abbandonata. Gli umani sono assaliti da mostri sempre più feroci e l’unica speranza che hanno è il valore del loro comandante, Hannibal. Quest’ultimo ha visioni terribilmente realistiche di battaglie combattute, in un’era tanto antica da averne perso memoria, dal suo omonimo Hannibal Barca. Margot sarà l’unica in grado di liberare Hannibal dalla sua maledizione, salvare New Rome e affrontare il Signore dagli Occhi Gialli.

Io, Druso: continua la saga di De Bello Alieno | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova pubblicazione per Alessio Brugnoli, autore in grado di impressionare per la sua erudita conoscenza della Storia e delle Scienze, nonché della Matematica, colto di un Fantastico che non ha confini. Per la collana Ucronica di DelosDigital è uscito Io, Druso, continuatore dell’universo creato da Davide Del Popolo Riolo, recente vincitore del Premio Urania.

Giulio Cesare, invece di dedicarsi all’arte della guerra, si è dedicato alla scienza e alla tecnica. E Roma ha fatto un balzo nel progresso (attirandosi l’attenzione malevola dei marziani, ma quello è un problema già risolto). La conosciamo perché l’abbiamo letta nel romanzo Premio Odissea di Davide Del Popolo Riolo, De Bello Alieno; Brugnoli riprende la stessa ambientazione qualche anno più tardi, quando i romanzi grazie alla loro nuova tecnologia hanno attraversato l’oceano e colonizzato quella che loro chiamano Iperborea, cioè l’America del Nord. Qui si trasferisce Druso, in cerca di fortuna. La sinossi:

Due generazioni sono passate da quando, grazie alle invenzioni del Machinarum Magister, la minaccia aliena che incombeva sull’Urbe è stata sventata. La Repubblica ha dovuto affrontare nuove sfide e i romani, la cui curiosità è tale che, per dirla alla Tacito, che né l’Oriente né l’Occidente possono saziare, hanno cominciato a colonizzare la misteriosa Iperborea, abitata da popoli tanto bizzarri quanto affascinanti. Terra che è lo sfondo della strana vita di Tiberio Druso Nerone Germanico eccetera eccetera (perché non voglio infastidirvi enumerando tutti i suoi nomi), per gli amici Claudio, che soprannominato l’Idiota o il Balbuziente dai propri parenti, in compagnia di un pubblicano negato per la matematica, di un inventore iperboreo, di due liberti cialtroni e di un ebreo misantropo, distillò nuovi liquori, scongiurò guerre, sottomise popoli, anche se la Repubblica ne avrebbe fatto a meno, rubò il cuore a una splendida donna, con qualche trascurabile difetto, ma chi non ne ha, e divenne l’uomo più ricco dell’Urbe. Urbe che è lo sfondo delle imprese di Sesto Aullio, il cosiddetto filosofo pratico, del suo biografo e amico, il medico ebreo Giovanni di Tiberiade e del loro mortale nemico, l’Annibale del crimine, Lucio Massovio.

Un omaggio una delle pietre miliari della fantascienza italiana, De Bello Alieno di Davide del Popolo, autore del racconto in appendice, e un altro tassello di uno straordinario universo narrativo peplumpunk.

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