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Archivio per Delos Veronesi

La distopia di Davide Del Popolo Riolo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di La ricerca della perfezione morale, racconto lungo di Davide Del Popolo Riolo uscito per la collana Dystopica di Delos Veronesi. Di cosa si parla?

Eureka, piccolo pianeta minerario ai margini dell’universo. La perfetta Sondra Laakini si erge a moralizzatrice e, forte di seguaci accecati dall’ideologia populista, inizia un percorso coercitivo contro la società. Crea una dittatura filosofica a cui nessuno riesce a opporsi, facendo precipitare la tranquilla esistenza planetaria in una muta disperazione.
Può un’idea, se gestita dalle persone sbagliate, possa trasformarsi in un’arma? Toccherà a Lena scoprirlo, provando sulla sua pelle il bruciante calore della follia umana.

Epica, Etica, Etnica, Sanitas | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un estratto da Epica, Etica, Etnica, Sanitas, di Lukha B. Kremo, proposta distopica uscita nelle scorse settimana per i tipi DelosDigital; vi incollo alcuni passi dell’estratto, credo davvero esplicativi…

La quasi totalità del genere umano vive nelle cubocliniche: alveari tecnologici in cui i corpi vengono accuditi da macchine mentre la mente vaga nel metaverso. Un luogo in cui si può essere ciò che si vuole, in cui non esiste dolore, sofferenza o malattia. Saremo davvero felici quando vivremo tutti nelle cubocicliche?

Il dottor Moroni rizza bene la schiena. Lo fa sempre prima di cominciare a lavorare. Lo aiuta a raccogliere la concentrazione, a sentirsi all’altezza del compito, gli dà un’indefinibile sensazione di autorevolezza. Regola le lenti a contatto poggiando il polpastrello sulla tempia e attiva il purificatore d’aria a carboni, nonostante gli anni non si è mai abituato all’odore. Accende le luci del primo loculo e osserva il corpo, nudo per praticità, come tutti i pazienti della clinica.
Un dolicocefalo dal fisico rachitico con deformazione articolare, è collegato alla macchina che lo tiene in vita. Moroni monitora i suoi dati. A parte la stitichezza, è un soggetto che ha ancora una lunga prospettiva di vita, grazie alla macchina. Viene nutrito e regolarmente ripulito dalle deiezioni, liquidi e umori. Il suo livello di soddisfazione è sufficiente.
Moroni esce dal loculo, passa dalla doccia disinfettante ed entra in quello successivo.
Un soggetto affetto da obesità estrema, una montagna di carne flaccida distesa sul lettino. Il respiro è affannoso anche a orecchio. La macchina conferma che i livelli di colesterolo e glicemia sono stabili e il rischio di collasso cardiocircolatorio non è aumentato. Comunque il livello di soddisfazione è alto. Moroni può solo constatare l’incremento della quantità di deiezioni, che non corrisponde ai livelli di nutrimento. Fa eseguire un ulteriore esame alla macchina per capire se ciò può rappresentare un pericolo.
Altra doccia asetticizzante. Altro loculo.
Un mesomorfo in apparente salute, privo della gamba destra, amputata in seguito a cancrena. Ottimi livelli circolatori e linfatici. Lunga prospettiva di vita. Ma scarsa soddisfazione. Moroni conosce il soggetto, sono mesi che vorrebbe risvegliarsi. Ma ciò comporterebbe uno svantaggio per lui, per la sua condizione fisica, e per la collettività, come peso sociale. Moroni imposta un ultimo programma speciale, se dovesse fallire anche questo, il soggetto dovrà essere risvegliato.
Moroni sa che tutti e tre i soggetti hanno peggiorato le loro condizioni ⎼ rachitismo, obesità, cancrena ⎼ a causa della lunga permanenza nella cuboclinica, ma sa anche che le loro condizioni psichiche sarebbero state peggiori nella realtà. Almeno, la macchina ne è certa.
Altra doccia.
Nel nuovo loculo c’è un corpo sano, normodotato, con la pelle chiara, un soggetto che Moroni monitora da mesi. La macchina riferisce nuovamente che la volontà del paziente è quella di risvegliarsi, lo dice ogni volta, ma è un soggetto socialmente molto pericoloso, violento e che tende al suicidio. Moroni è molto in pensiero per lui. L’etica non ha dubbi in merito: la società gli concede di vivere felice nel metaverso, dove può permettersi di uccidere e uccidersi più volte, senza conseguenze. Ma lui vuole uscire e stare male, vuole creare danni a sé e agli altri. Nessuno approverebbe il suo risveglio. Salvato più volte in extremis, è stato condannato al ricovero qui, insieme agli altri, dal Tribunale.

Epica, Etica, Etnica, Sanitas: la “Matrix” secondo Kremo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Epica, Etica, Etnica, Sanitas, racconto distopico e in qualche modo matrixiano di Lukha B. Kremo uscito per i tipi di DelosDigital nella collana diretta da Delos Veronesi; la quarta:

La quasi totalità del genere umano vive nelle cubocliniche: alveari tecnologici in cui i corpi vengono accuditi da macchine mentre la mente vaga nel metaverso. Un luogo in cui si può essere ciò che si vuole, in cui non esiste dolore, sofferenza o malattia. Una realtà artificiale in cui la vita si perde e l’umanità scompare. Un luogo di svago o di redenzione, che ha come unici sorveglianti i medici addetti alle cubocliniche.
Sono loro che si prendono cure dei corpi inerti, che controllano la felicità dei pazienti e che ne giudicano le loro scelte. Sono giudici e giurie di un mondo effimero in cui, forse, anche loro vorrebbero scappare.

Ecco il meglio della fantascienza indipendente 2020 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della terza pubblicazione, a cura di Carmine Treanni, che raccoglie il meglio di ogni annata SF italiana indipendente: Oltre il reale. Questa è la quarta:

La terza antologia su “Il meglio della fantascienza italiana indipendente” raccoglie i migliori racconti del 2020, un anno che è stato per certi versi molto fantascientifico, a causa della pandemia da coronavirus che ha colpito il mondo. Se mettiamo da parte, almeno per un momento, le conseguenze più tragiche, come le vittime e la sofferenza di chi è stato colpito in modo più virulento dal covid, possiamo tranquillamente dire che la realtà e la fantascienza si sono mescolate, restituendoci uno scenario che sembrava tratto pari pari da un romanzo o una serie TV di science fiction: siamo stai reclusi nelle nostre case, le piazze e le strade erano praticamente vuote, quando ci è stato concesso di uscire abbiamo sempre indossato una mascherina sulla bocca e osservato un distanziamento sociale con amici ed estranei. Insomma, uno dei peggiori futuri immaginati dalla fantascienza è purtroppo divenuto realtà.
I racconti che abbiamo selezionato per quest’antologia non hanno risentito più di tanto di questo contesto, tuttavia è innegabile che la maggior parte delle storie che vi accingete a leggere ha uno stretto connubio con la realtà, tratteggiando a volte scenari positivi e altri che speriamo restino solo speculazioni narrative.

Fanno parte della pubblicazione: Nicoletta Vallorani, Gian Filippo Pizzo, Alain Voudì, nomi che stanno arrivando alla ribalta come Fabio Aloisio e Romina Braggion, ma anche la vincitrice del Premio Urania Elena di Fazio, il curatore di Dystopica Delos Veronesi e altri. Il libro è disponibile sia in ebook che in versione stampata (euro 15). La copertina è di Franco Brambilla.

Delos Veronesi: “La distopia è un monito per i lettori”


Su Delos224 un’intervista di Carmine Treanni a Delos Veronesi che vuole prendere le misure alla contrapposizione attuale che nel mondo della SF vede contrapposte la distopia e il solarpunk.
Al di là di ogni considerazione mi sembra che il punto nodale della questione sia questo qui:

Secondo te il solarpunk è il contrario della distopia? Che rapporto c’è tra i due filoni della fantascienza? 
Il solarpunk è il capitolo due della distopia, parte da ciò che un distopico può aver narrato e tenta di creare qualcosa di buono con quello che resta.

Il processo creativo e le basi di partenza sono comuni, entrambi i generi si interrogano sul futuro partendo da quello che non funziona nel presente. La differenza principale è il messaggio di fondo con cui vengono sviluppati. La distopia è un monito, il solarpunk una speranza.

Appunto: la speranza è una trappola inventata dai padroni, come sottolineava Mario Monicelli, e questa la frase tombale a tutta la contrapposizione e alla validità di un sottogenere.

Dystopica, con Cecità bianca esordisce la nuova collana Delos Digital | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova collana DelosDigital: Dystopica, a cura di Delos Veronesi. Si comincia con Ilaria Pasqua e il suo Cecità bianca. Ecco di cosa parliamo:

“1… 2… 3…” Martin non fa altro che contare meccanicamente le teste intorno a sé, seduto alla sua scrivania, intrappolato tra pareti bianche. Conta e clicca, tutto il giorno, una testa tra tante altre teste dell’azienda per cui lavora e che non ricorda nemmeno quando e come ha iniziato quella interminabile routine. Una notte però qualcosa cambia. La routine si spezza, portando alla luce dettagli inquietanti su se stesso e sull’azienda.
Cecità bianca è un racconto dove la scoperta di sé attraversa sentieri inesplorati e senza facili risposte.

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