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Archivio per Distopia

Come finiscono le pandemie – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un articolo che scava nella Storia le ondate di pandemia che si sono succedute, magari non sono tutte perché qualcosa ci è sicuramente sfuggito nell’abisso del tempo, però è sufficiente per dare un respiro storico a ciò che ci è capitato in questi ultimi mesi. Un estratto:

Quando tutto questo sarà finito è la frase che abbiamo detto o sentito dire più volte, da quando tutto questo è iniziato. Ma per l’esattezza, quando è che tutto questo sarà finito? La scienza è categorica: vaccino, o immunità di gregge. Il primo, un giorno sembra tutto sommato a portata di mano, quello dopo, una prospettiva utopica il cui orizzonte è da valutarsi in decenni. La seconda, beh, per arrivarci in tempi brevi, dovremmo passare prima per un’ecatombe.

In realtà altre possibilità esistono, meno drastiche: la mutazione del virus in senso meno aggressivo, per esempio, come nel caso della Spagnola; o la messa a punto di farmaci molto efficaci per curare, se prevenire resta impossibile, com’è successo per l’Hiv. Ma c’è anche qualcosa di completamente diverso. Per scoprirlo però, facciamo qualche passo indietro. Perché se questa è la prima pandemia del millennio, non è certo la prima della storia. Come sono finite, le altre?

Lascia che l’istinto rabbioso erutti intorno


I residui di una rabbia che dovrebbe sopravvivere a ogni istante attuale, perché senza un cambio radicale non si potrà essere mai più respirare come creativi.

Autodistopia


Sogno un distillato di fatica emozionale da portare avanti fino alla dissolvenza finale, la distopia del sé.

Il virus nell’immaginario | Holonomikon


Sul blog di Giovanni De Matteo la segnalazione di un suo contributo per QauderniAltriTempi, uno special dedicato alla Fase2 della pandemia Covid in cui Giovanni con:

una panoramica delle epidemie immaginate e messe in scena da scrittori, sceneggiatori e registi, attraverso un centinaio di titoli di romanzi, racconti, fumetti, film e serie TV. 

Come potrete notare dal post, l’elenco tra letture e visioni è sconvolgente, circa 50 titoli (a naso, non li ho contati) che occuperanno una buona parte della vostra prossima entropia. Un lavoro da fare, per comprendere meglio quanto c’è di così terrificante, distopico, apocalittico nel nostro presente, per non parlare del futuro…

PINK FLOYD: SPECIALE “ANIMALS” – SOGNANDO IL BOX | PINK FLOYD ITALIA


Un bel post di PinkFloydItalia che indaga a fondo i retroscena di Animals, uno degli album più controversi dei Floyd, rivelando alcuni gustosi aneddoti.

La registrazione non fu indolore, si sa che Roger aveva cancellato per sbaglio un assolo di David, che Rick venne accusato di non avere materiale, a tal propoito Richard Wright: “Gran parte della musica di quel disco non mi piaceva proprio. Devo ammettere che non lottai per inserire qualcosa di mio, del resto non avevo scritto niente. Suonai e basta. Suonai bene, credo, ma non contribuii alla stesura dei pezzi e probabilmente Roger non me lo avrebbe permesso. La band stava cominciando a diventare vittima della guerra degli ‘ego’.” Ma il periodo viene ricordato da Nick Mason anche in altri termini: “Di questo periodo ricordo che mi divertii di più facendo Animals che Wish You Were Here. Era come se il gruppo fosse tornato ad impegnarsi davvero. Forse perché sentivamo che Britannia Row era una responsabilità nostra e così ci sentivamo più impegnati a rendere un successo lo studio e la registrazione. Essendo nostro, potevamo stare in studio tutto il tempo che volevamo, e non dovevamo spendere un patrimonio per le nostre interminabili partite a boccette o biliardo. Rispetto ad alcuni dei nostri primi tentativi, Animals era un album davvero dritto e semplice. Secondo me non era così complesso nella struttura come “the Dark Side of the Moon” o “Wish You Were Here”. Dopo la registrazione dei brani, il montaggio sembrò un processo relativamente indolore, ma forse eravamo semplicemente più veloci noi. Devo dire che non ho nessun ricordo particolare delle sedute di registrazione, i ricordi sono legati piuttosto a Britannia Row come luogo“.

In queste righe Nick spiega meglio la questione degli attriti all’interno della band nel 1976, gli stessi che 44 anni dopo sicuramente faranno discutere per la ristampa dell’album: “Un effetto collaterale indesiderato fu che ciò aprì la questione di come suddividere i diritti d’autore (che si basano sul numero dei brani e non sulla loro lunghezza), giacché a quel punto Roger aveva due pezzi in più, inoltre significava che il pezzo più lungo, Dogs, composto con David, non veniva diviso ma lasciato come singolo brano. Sarebbero state questioni del genere a scatenare poi controversie fra noi Pink Floyd“.

“Per fortuna Roger risolse il problema della carenza di materiale (dopo Animals, ndr). Mentre noi eravamo occupati altrimenti, lui aveva lavorato da solo nel suo studio in casa. I suoi demo avevano grosse differenze qualitative. Alcuni erano così buoni che non avremmo mai potuto fare miglioramenti in studio, non si poteva che recuperare l’originale. Altri invece erano in realtà solo vaghi abbozzi, sovramodulati e distorti. Roger in effetti non era d’accordo, protestava che tutti i pezzi erano di ottima qualità, e aveva minacciato di suonarmelo di nuovo integralmente per dimostrarmelo, per cui decisi di dargli cortesemente ragione“.

Responsabilità


Le estensioni si rivelano sostanze esterne, momenti torcenti di un volere che diviene responsabilità.

Miglieruolo, la sf ai tempi del Coronavirus – Associazione World SF Italia


Su WorldSfItalia una bella intervista a Mauro Antonio Miglieruolo, su cosa significa avere una visione sociale del mondo e su come intervenire per migliorarlo, nei limiti delle possibilità individuali; in tutto ciò, la visione SF dello scrittore compendia magnificamente la sua visione. Un estratto:

Come stai affrontando questo difficile periodo dovuto all’emergenza Coronavirus?
Preparandomi psicologicamente al peggio che seguirà la fine della pandemia. Ai problemi che l’italiano qualunque dovrà affrontare quando l’infausta Europa chiederà conto delle attuali spese e delle altre che saremo costretti a fare. Alle difficoltà mia, membro di una coppia che vanta attualmente 160 anni e passa, con problemi specifici di salute e vive a Roma in un settimo piano con vista sul parco della Caffarella, con la lontananza del Palazzo della civiltà del Lavoro a destra e la Tomba di Cecilia Metella a sinistra. Un tempo fortunato privilegio ora, col passare degli anni, inferno delle consegne, gli addetti che recalcitrano a salire, c’è da discutere, da trattare; e non capita che non funzioni l’ascensore?

La fantascienza ha evocato tante volte scenari apocalittici e oggi con la pandemia generata dal Covid-19, che si estende nel nostro pianeta, in un certo modo ci siamo dentro. Cosa pensi di questo nemico invisibile?
Che si tratta dell’inevitabile che tanti scrittori avevano presentito; e descritto peraltro con buona approssimazione. La catastrofe atomica tanto temuta non si è verificata, gli Usa non hanno voluto distruggere il mondo del quale erano padroni (ma ora, con la Cina imperante?). Attenzione: non è di capacità di previsione che sto parlando, di acutezza d’ingegno e simili. La Meccanica Quantistica ci insegna che in ogni sistema possono sorgere eventi che ne cambiano bruscamente le caratteristiche. Possiamo noi dirci sicuri che domani non tornerà a inquietarci il terrore atomico? La fantascienza prevede, la storia condensa.

Sperando che la situazione si risolva al più presto e, malgrado tutto, nel migliore dei modi, tu che prediligi finali positivi, come concluderesti un racconto di questo angosciante periodo?
a) C’è un giusto a ‘Ninive’. Per lui Dio decide di risparmiarci; b) Il virus produce una caduta verticale della credibilità del liberismo. Le masse si muovono per imporre ricette economiche molto diverse da quelle finora attuate. L’Europa cambia, cosicché cambia il mondo. Gli uomini decidono di salire all’altezza della loro umanità. E l’umanità è salva; c) E se fosse vero che il virus è stato distribuito per eliminare un po’ di gente, particolarmente gli anziani? Non sarà facile agli gnomi della finanza aver a che fare con una popolazione più giovane, più impaziente, più bramosa di libertà.

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