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Archivio per Distopia

Continua la Guerra globale di Claude Lalumière | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Il fronte utopista, racconto lungo di Claude Lalumière che ci porta in una Francia alternativa; la quarta:

Il mondo rotola verso la Seconda Guerra Globale. La situazione in Europa sembra calma, ma è una calma apparente, pronta a essere ribaltata da una serie di attentati terroristici. La colpevole, almeno secondo le autorità di Utopia, lo stato francese, è una ex amante del protagonista, che viene convocato proprio per mettersi in contatto con lei. Ma le cose non stanno come sembrano, e la situazione sembra precipitare.

Delos Veronesi: “La distopia è un monito per i lettori”


Su Delos224 un’intervista di Carmine Treanni a Delos Veronesi che vuole prendere le misure alla contrapposizione attuale che nel mondo della SF vede contrapposte la distopia e il solarpunk.
Al di là di ogni considerazione mi sembra che il punto nodale della questione sia questo qui:

Secondo te il solarpunk è il contrario della distopia? Che rapporto c’è tra i due filoni della fantascienza? 
Il solarpunk è il capitolo due della distopia, parte da ciò che un distopico può aver narrato e tenta di creare qualcosa di buono con quello che resta.

Il processo creativo e le basi di partenza sono comuni, entrambi i generi si interrogano sul futuro partendo da quello che non funziona nel presente. La differenza principale è il messaggio di fondo con cui vengono sviluppati. La distopia è un monito, il solarpunk una speranza.

Appunto: la speranza è una trappola inventata dai padroni, come sottolineava Mario Monicelli, e questa la frase tombale a tutta la contrapposizione e alla validità di un sottogenere.

Soltanto distopia


Poche elegie in un cielo stellato di caratteri morti, colanti nero, impressioni decadenti di nulla. Sembra di ascoltare le predizioni, invece è soltanto la distopia che è divenuta realtà.

Un disco da (ri)scoprire subito: Animals dei Pink Floyd – Andrea Scanzi


Sul sito di Andrea Scanzi un lungo articolo – in realtà scritto un lustro fa – che esplora il mondo di Animals, il disco dei Floyd uscito nel ’77. Molteplici punti di vista, storie misconosciute, considerazioni non banali. Ve ne incollo la quasi totalità, perché non si può prescindere da ogni singola riga.

Stretto tra due colossi come Wish You Were Heree The Wall, Animals è ancora oggi un disco parzialmente sottovalutato.
Animals esce nel Regno Unito il 21 gennaio 1977. È il decimo album in studio dei Pink Floyd. La band è prossima all’implosione. Dopo il successo enorme di Dark Side, il Mirabile e Magnificamente Folle Roger Waters soffre sempre di più la popolarità, il rapporto con il pubblico e con l’industria discografica. Stargli accanto è quasi impossibile. Proprio durante il tour promozionale di Animals, Waters sputerà a un tontolone ubriaco che lo stava insultando. Da quel gesto germoglieranno The Wall e The Pros And Cons of Hitch Hiking (anche se i titoli non erano ancora questi), che Waters scriverà quasi di getto.
Animals venderà molto, ma non quanto altre opere del gruppo. Sono i mesi in cui esplode il punk, che peraltro se la prende anzitutto con i Pink Floyd, ritenuti emblema della “vecchia musica” e del “sistema”. Insomma: cazzate. Johnny Rotten, cantante dei Sex Pistols, indosserà la celebre maglietta “Io odio i Pink Floyd”. Ovviamente Animals è un disco che nulla c’entra con il “mercato”. E – altrettanto ovviamente – Animals è molto più rivoluzionario di tante (non tutte) baracconate punk. Animals è ancora un concept album watersiano. Se in Dark Side ci si interrogava sul senso della vita (e della morte), e se Wish You Were Here verteva sul tema dell’assenza e del cinismo dell’industria discografica (oltre che sul ricordo di Syd Barrett), Animals è una riflessione cupa e spietata non solo sull’Inghilterra di fine Settanta ma – più ampiamente – sulla natura dell’uomo. E dunque della società. È il disco più politico dei Pink Floyd, che deve molto alla Fattoria degli Animali di George Orwell.

Leggi il seguito di questo post »

Storia del maiale volante di Animals dei Pink Floyd | OndaMusicale


Su OndaMusicale un po’ di storia dei Floyd e del loro album Animals, del ’77, in particolare del maiale icona del disco che sottintendeva a certi porci capitalisti, che ancora ben navigano nelle infestate acque della nostra vita. Un estratto dall’articolo:

La band aveva pubblicato due dischi difficilmente eguagliabili, sia come incassi che come gradimento del pubblico. Tuttavia, la genesi di Animals fu particolarmente travagliata all’interno dei Floyd. Se da una lato c’era la tentazione di proseguire sulla strada percorsa fino a quel momento, dall’altro c’era la voglia di cambiare rotta. Specialmente da parte di Roger Waters.

L’Inghilterra era una polveriera sociale pronta ad implodere su se stessa e nelle proprie contraddizioni politiche e sociali e anche la musica stava prendendo una deriva ben delineata, specie con la nascita del punk. Tuttavia, i Pink Floyd si erano affermati con un genere più psichedelico che progressive e la tentazione di proseguire in quella direzione era forte.

Su richiesta dei ragazzi venne contattata la Ballon Fabrik (la stessa che aveva realizzato il dirigibile dei Led Zeppelin) e commissionata la costruzione di un maiale gonfiabile di circa 12 metri da posizionare nel cielo fra le ciminiere. Il giorno prefissato però c’era cattivo tempo mentre il secondo giorno era sereno ma ventoso. Pare che quello buono sia stato il terzo. O forse tutti e tre.
Qualcuno aveva pensato di assoldare un tiratore con un fucile in modo da abbattere il maiale nel caso fosse successo un imprevisto ma, forse per risparmiare o forse per negligenza, questi fu presente solo il primo giorno. Il secondo giorno, a causa del forte vento, il maiale (a cui era stato dato il nome Algie) ruppe i tiranti e volò nei cieli di Londra scatenando il panico fra gli aerei in partenza ed in arrivo all’aeroporto Heathrow.

Kirlian Camera – The 8th President [Official Music Video]


Il bellissimo video ufficiale dei Kirlian Camera e del loro The 8th President. Tribalità electro e incubi apocalittici in estensioni psichiche.

L’ordine


Ti aspetti di essere coinvolto, eppure non percepisci l’ordine che si dispiega oppressivo sopra di te.

La distopia del costituzionalista: Disordini di Ainis | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un romanzo particolare, Disordini, distopia di Michele Ainis; particolare sia per l’autore sia per il plot, un’architettura di temi assai raffinati che esplodono in una deflagrazione distopica e spersonalizzante che ha dello psicotico. Ecco i dettagli:

Ne è autore il costituzionalista Michele Ainis, per la verità al suo secondo romanzo per la Nave di Teseo.

Una mattina Oscar, professore associato di Giurisprudenza, si guarda allo specchio e scopre d’essere diventato un altro. Lì per lì pensa a un’allucinazione, ma ben presto s’accorge che colleghi e conoscenti non lo riconoscono, lo trattano da estraneo, sicché adesso dovrà imparare a convivere con le sue nuove sembianze. Allora parte per il paese di mare dove trascorreva l’estate da ragazzo, cercando in questo spaventoso cambiamento un’opportunità per cominciare daccapo. Vi incontra la sua vecchia fidanzata, insieme a una galleria di personaggi fuori dalla norma, mentre attorno a lui si moltiplicano i segni d’uno stravolgimento collettivo. Oscar non è l’unico, infatti, ad aver subito la metamorfosi, diffusa come un morbo che non si può più tenere nascosto e che in ultimo disgrega la società civile, insieme alla politica. Ormai nessuno sa più qual è il suo nome, il suo destino, il suo posto nell’ordine sociale.

Michele Ainis costruisce un romanzo immaginifico, con una storia che è insieme una metafora del tempo in cui viviamo. E accompagna Oscar in un viaggio letterario tra fughe d’amore e nostalgie profonde, tra smarrimenti individuali e crisi generali, tra regole assurde e libertà promesse, in un mondo a sua volta assurdo, eppure così simile alla nostra realtà.

Recensione a Capitalpunk, di Lorenzo Davia – Andromeda SF | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su AndromedaSF, a firma di Mariasilvia Iovine, è comparsa la recensione a Capitalpunk, romanzo di Lorenzo Davia finalista al Premio Urania 2019 e uscito di recente nella collana eAvatar, di Kipple Officina Libraria.

In questo mondo, il libero mercato è diventato una religione a tutti gli effetti e le leggi del successo economico sono dogmi che regolano la vita di tutto il pianeta: tutto è business, dalle lotte a colpi di hashtag alla guerriglia urbana, e ne sono il massimo esempio i protagonisti, supereroi/testimonial in una continua gara tutti contro tutti. Tra i tanti, spicca Captain Capitalism, che ben presto sarà costretto a fare parte di un’eterogenea e improvvisata coalizione per affrontare gli immancabili “supercattivi”, tra i quali il misterioso Democrazy, deciso a distruggere la società contemporanea rivelando i segreti di chi controlla l’economia mondiale. Tuttavia, a differenza della maggioranza degli altri supereroi, poco più che impiegati dai poteri sovrannaturali, proni alle politiche aziendali, alcuni decidono di combattere una battaglia più giusta, oltre il profitto a tutti i costi: tra di loro, HeavyMetal, il Barbaro e lo stesso Captain Capitalism, la cui storia personale si interseca alle gesta dimostrative di Democrazy e a quelle future della Bestia, dittatore del mondo che verrà.

Il romanzo di Davia è molto piacevole da leggere: nel corso dei capitoli si scoprono a poco a poco i vari personaggi, tra sparatorie con kaijū geneticamente modificati e dialoghi tra sciami di nanorobot e uomini-schermo, in un’alternanza di scene d’azione e parodie. Molte le sottotrame, alcune divertenti, un paio tralasciate in fretta, come il tema dell’ecologia che, sviluppato con poca convinzione, sfiorisce nella lotta finale con la Bestia. In generale, comunque, “Capitalpunk” ha una presa di posizione nettamente anti-capitalistica, ma non per questo è un romanzo didascalico o noioso: al contrario, si tratta di un’opera ben strutturata e originale, nella quale riecheggiano suggestioni da romanzi, film, serie tv e fumetti, che il lettore troverà molto divertenti da scoprire.

LA QUARTA
In un mondo dove il Capitalismo è l’unica religione, la risorsa postumana Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato. Ma tra gli esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dell’economia mondiale.
L’elemento destabilizzante dà l’avvio a una carrellata di eventi, personaggi e supereroi che immergono la storia in un immaginario pop capitalistico a tratti delirante e spassoso.

L’AUTORE
Lorenzo Davia (Trieste, 1981) è ingegnere, giramondo e topo di biblioteca. Suoi racconti sono apparsi in varie antologie: Ascensione Negata si è classificato secondo alla prima edizione del Premio Urania Shorts mentre Il Tempo che Occorre a una Lacrima per Scendere ha vinto il Premio Viviani 2019. In Delos Digital è uscito il romanzo cyberfantasy New Camelot con protagonista la Fata Mysella, cinica protagonista di molti suoi racconti. Ha creato con Alessandro Forlani il progetto di scrittura condivisa “Crypt Marauders Chronicles”, il primo universo fantasy open source italiano, per il quale è uscita l’antologia Thanatolia (Watson). Assieme al Collettivo Italiano di Fantascienza ha pubblicato l’antologia Atterraggio In Italia (Delos). Il suo romanzo Capitalpunk è arrivato finalista all’edizione 2019 del Premio Urania.

LA COLLANA
eAvatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Lorenzo Davia | Capitalpunk
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 182 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-39-2

Link

Arditi – To the folk (part II)


La voce della dittatura feroce, infame, disumana fino all’inumano.

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

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Uma mistura mágica de poesia, imagens, música, citações, atualidades e velharias do Brasil e do mundo,sempre com um toque de inconformismo ...

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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Racconti di viaggi e di emozioni.

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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