HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Dolore

Il dolore dei tuoi atti


Soppresso nelle onde lunghe dei desideri istantanei, ti ritrovi a sognare quello che una volta fu e che disprezzasti, prima di pentirtene amaramente per tutto il resto delle vite che senti viverti dentro.

Mina e Fabrizio De Andrè – La canzone di Marinella


Ad accompagnare la notte in un profluvio di intimo dispiacere, sulle note di ricordi e futuri mancati…

Autostima


Mi chiudo in un composto disagio, ciò che sono è fonte continua di imbarazzo personale, una finestra socchiusa, uno spiffero che gela la mia crescita.

Ferite abrase


Le abrasioni dei ricordi insistono sulle ferite caustiche di ciò che hai compiuto, come una muta condanna da cui non sai come guarire.

Livelli esistenziali


Poche mistiche olografiche per portare la difficoltà interiore alla catarsi su livelli inediti di dolore esistenziale.

Il dolore fisico


Il simbolo differenziale del tuo essere è un grafo di pura incandescenza psichica, che si apre come un frattale al tuo mondo interiore di dolore fisico.

Il dolore di essere Masoch 2 | nonquelmarlowe


Seconda parte di una trilogia di post – che originariamente era un corposo articolo, qui e qui le altre sezioni – che Lucius Etruscus ha scritto quasi due anni fa sulla correlazione tra masochismo e le sue innumerevoli relazioni nell’arte, letteratura, cinematografia e non solo. Un estratto significativo, ma da non trascurare nulla di ciò che Lucius ha analizzato.

Fa caldo nel deserto egiziano del 300 dopo Cristo, dalla cui sabbia rovente fuoriesce un cenobita: che sia un delizioso rimando alla futura saga filmica di Hellraiser e ai suoi cenobiti infernali? Ovviamente no, è semplicemente il nome di un uomo che si è ritirato a vivere in una piccola comunità religiosa. Ma Pafnuzio non è più un cenobita, il suo percorso non seguirà le orme del futuro Sant’Agostino, perché Pafnuzio è impazzito della più folle delle pazzie: Pafnuzio si è innamorato, e si è innamorato di Taide. Una peccatrice. Peggio: un’attrice.

Questa storia ce la racconta nel 1890, con ancora Sacher-Masoch in vita, il grande romanziere Anatole France in uno dei suoi capolavori forse oggi più dimenticati: Taide (Thaïs). Pafnuzio non prova amore per Taide, prova passione, ossessione («Sai tu che cosa vedevo in questo manoscritto dettato dal più grave degli stoici? Precetti di virtù forse e crude massime? No. Vedevo sull’austero papiro danzare mille e mille piccole Taidi»), follia, totale perdita di qualsiasi ragionamento logico a causa di amore (od ossessione amorosa), e quando per la prima volta vede la donna a teatro recitare nel ruolo di Polissena, in una versione dell’Iliade, France non trova miglior modo di descrivere il piacere che prova Pafnuzio:

«Il dolore era bello sul viso di Taide.»

È la descrizione di un’ottima prova attoriale nel ruolo di Polissena? France ci sta raccontando che Pafnuzio giudica Taide un’ottima attrice capace di ben rappresentare il dolore di un personaggio? O forse ha trovato un modo potente per ricordarci che il desiderio può passare anche per il dolore? Siamo nel 1890, vent’anni dopo la celebre opera di Sacher-Masoch, ed è ormai chiaro quel messaggio che un altro francese, Pascal Laugier, ha dovuto ricordarci nel 2008, con il film Martyrs: l’agonia porta all’estasi tipica dei santi, a quegli occhi volti al Cielo di chi vede martirizzata la propria carne. È un rapporto inscindibile fra spiritualità ed agonia che porta a ben altre considerazioni, perché non solo nell’estasi mistico-dolorosa si roteano gli occhi. France lascia sotto traccia qualcosa che Sacher-Masoch fa intendere in modo più preponderante: al divino si arriva anche con l’orgasmo, la cui mimica facciale è indistinguibile dall’agonia.

Taide diventerà santa, sia per la Chiesa cattolica che ortodossa, ma per ora si limita a fingere quel dolore che Pafnuzio avverte in tutt’altro modo, cioè come orgasmo. Ed è un’altra egiziana, molto più avanti nel tempo, che farà impazzire un altro uomo religioso: Esmeralda, uno dei tantissimi personaggi del romanzo corale Notre-Dame de Paris (1831) di Victor Hugo. (Classico della narrativa mondiale che non ha nulla a che vedere con le biasimevoli riduzioni che ne sono state tratte per il cinema, o peggio per l’infanzia.)

Curatori moderni ci spiegano in nota che Esmeralda in realtà viene chiamata “egiziana” perché all’epoca si è convinti che quella sia la patria degli zingari, ma è una precisazione del tutto inutile e che soprattutto rischia di spezzare il collegamento che Hugo crea con i deserti da cui è nata la religione: quel culto che viene accantonato da Claude Frollo, arcidiacono di Notre-Dame. È lui che, anticipando la scena della Taide di France, dimentica ogni insegnamento religioso quando fissa la bruna sedicenne Esmeralda danzare, mentre altri la paragonano a una ninfa o a una dea. Il peccato è negli occhi di chi guarda, così come il dolore è nel cuore di chi lo brama

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

COINCIDENZE

Non siamo soli

Roccioletti

Arte altra e altrove.

La Nuova Verde

Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

PostScripts

Il Blog di Francesca Sabatini

Rosa Francesca Di Meo

Rosa Francesca Di Meo. Ua poetessa ,tra Spleen, Horror e Masochismo

BREAKFAST COMICS

Best Comics & Graphic Novels / I fumetti da leggere almeno una volta nella vita. Sponsored by CSBNO

La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Flavio Torba non esiste, ma ciò non gli impedisce di descrivere l'orrore.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: