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Archivio per Edizioni XII

Per una teoria universale dell’utopia e delle sue contraddizioni | Holonomikon


Articolo come solo Giovanni De Matteo sa redigere, espansione di quello della settimana scorsa, sempre sulle utopie-distopie-ucronie-discronie. Un estratto – non esaustivo, ma intrigante – di un concetto che Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti avevano sviluppato con il mio modesto ausilio, circa dieci anni fa: Discronia.

Come abbiamo visto per le distopie e più in generale per la fantascienza, nel caso dell’utopia è forse altrettanto appropriato parlare di meta-genere. I lavori citati nel capitolo precedente sono, in maniera abbastanza trasparente, opere di fantascienza che evolvono da una premessa utopica: diffondere una civiltà pacifica tra le stelle, realizzare una società ideale su un altro pianeta, risolvere i problemi legati alla scarsità delle risorse che affliggono una civiltà planetaria, guidare il progresso di società meno avanzate con ricadute benefiche per la loro popolazione.

Ma in fondo, come ci ricorda Alastair Reynolds, non dobbiamo dimenticare che le speculazioni fantascientifiche hanno sempre in qualche modo a che fare con l’utopia. Al di là di tutte le sue contraddizioni, delle sue criticità, dei conflitti che i suoi abitanti si trovano a dover affrontare, già solo «pensare a una civiltà umana interstellare è quanto di più vicino ci sia a una celebrazione dell’utopia: se già solo l’impresa di inviare una missione umana tra le stelle presuppone l’allineamento di una serie così difficile di condizioni da sconfinare nell’idealismo, figuriamoci la costruzione e il sostentamento di una società diffusa tra le stelle».

E d’altro canto l’utopia è un campo che la fantascienza condivide con il mainstream. Riprendendo ancora una volta le parole di Antonino Fazio dal suo articolo La letteratura di genere nell’epoca della sua riproducibilità parziale (Anarres n. 2):

[…] fantascienza e mainstream non condividono solo le correnti “storiche” della letteratura, bensì (prescindendo dalle contaminazioni) anche generi come l’epica, la commedia, la parodia, l’utopia, la satira. Questa circostanza ci indica con chiarezza che la fantascienza non è un semplice genere della narrativa popolare, bensì una forma di letteratura diversa dal mainstream, ma certo non meno “rispettabile” (cfr. Proietti, cit.), la quale va indagata anche con strumenti concettuali non tradizionali […]

Alcune cose che ho imparato sulla distopia | Holonomikon


Giovanni De Matteo continua, sul suo blog, la disamina scaturita dalla sua partecipazione all’antologia uranica Distòpia. Il tema che Giovanni tratta è ovviamente distopico. Un estratto – ringrazio anche per la citazione, pur se il mio apporto su Discronia è stato successivo alla creazione dell’idea.

Aggiungiamo una nuova tessera al mosaico di questo luglio distopico. Come hanno fatto notare diversi lettori di Distòpia, nonché lo stesso curatore Franco Forte nella chiacchierata con Silvio Sosio durante la presentazione in streaming del volume, la distopia, che per una lunga stagione è stata identificata con un filone della fantascienza, è andata col tempo differenziandosi al punto da guadagnare una riconoscibilità del tutto svincolata dal nostro genere prediletto.

È qualcosa che si evince anche nel documentatissimo saggio di Carmine Treanni che chiude la raccolta: non è un caso se, dopo aver messo bene in evidenza nella genesi del filone le radici comuni con la letteratura fantascientifica (a partire dalla sovrapposizione di nomi e opere riconducibili all’una o all’altra etichetta, giusto per citarne qualcuna pensiamo a Il risveglio del dormiente di H. G. Wells o a Il tallone di ferro di Jack London), il suo pezzo passa in rassegna diverse fasi, soffermandosi per esempio su distopie fantascientifiche e distopie mainstream.

Nell’uso comune, distopia diventa spesso sinonimo di orwelliano, e non è un caso nemmeno questo. 1984 di George Orwell (1949) è sicuramente il romanzo distopico più conosciuto, noto sia a chi ha una certa familiarità con il genere fantascientifico e con il filone distopico, sia a chi ne è del tutto a digiuno. Il romanzo di Orwell viene spesso presentato come ideale culmine di un trittico che poggia le basi su Noi del russo Evgenij Ivanovič Zamjatin (1924) e Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932). Ed è a questi titoli che potremmo ricondurre una parte consistente della produzione distopica del Novecento e di questi primi vent’anni del XXI secolo, con la loro forte ispirazione politica che si è travasata sia nella cosiddetta fantascienza sociologica (pensiamo ad altri capolavori come Fahrenheit 451 di Ray Bradbury del 1953 o il racconto La settima vittima di Robert Sheckley dell’anno dopo, entrambi adattati per il grande schermo nel decennio successivo in film di enorme successo di critica e di pubblico a firma di François Truffault ed Elio Petri, o a diversi titoli di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth, Fritz Leiber, Robert Silverberg, Philip K. Dick o James Tiptree Jr.), sia successivamente nel cyberpunk (da Neuromante di William Gibson alla trilogia di Eclipse di John Shirley, dai racconti e romanzi di Pat Cadigan a quelli di Lewis Shiner e Richard Calder), sia nel prolifico filone fantapolitico, in cui spesso la sensibilità distopica è finita per entrare in contatto con un altro vertice di un ideale quadrato semiotico costruito a partire dal concetto di utopia: l’ucronia. Per esempio, è il caso di opere come La svastica sul sole proprio di Dick (1961) o Fatherland di Robert Harris (1992), le ucronie distopiche per eccellenza.

Con un po’ di audacia, potremmo abbozzare un ideale quadrato semiotico generato a partire proprio dall’utopia. Per i credits di questo schema, non posso evitare di citare le folgoranti intuizioni di Luigi Acerbi, Davide Bonfanti e Sandro Battisti, che lo proposero (in una forma implicita e leggermente diversa dalla mia rappresentazione che trovate qui in basso) nel 2011 per un progetto editoriale purtroppo mai andato in porto a causa della prematura chiusura della casa editrice che avrebbe dovuto ospitarlo, la mai abbastanza rimpianta Edizioni XII.

Giunti a questo punto, tutti pensiamo di sapere cos’è una distopia. Giusto? Blade Runner è una distopia, E.T. – L’extraterrestre non lo è. Arancia meccanica è una distopia, 2001: Odissea nello spazio no (anche se Wikipedia sembra pensarla diversamente…). V for Vendetta sì, la Cultura di Iain M. Banks decisamente no (anche se c’è in giro chi la confonde con una sorta di paradiso post-sovietico). La parabola del seminatore sì, Inception no. In tutte le distopie citate, riconosciamo elementi facilmente riconducibili allo schema delle distopie sociali e politiche: un potere coercitivo che cerca di riportare ordine in un mondo sopraffatto dalla violenza in Arancia meccanica, una società bloccata in classi (la forza lavoro replicante in Blade Runner, a cui si aggiunge una forza di polizia che tende pericolosamente alla militarizzazione nel sequel Blade Runner 2049, e potremmo continuare) su un pianeta allegramente proiettato oltre il baratro del collasso ambientale e climatico, un regime neofascista salito al potere in un’Inghilterra devastata dalla guerra nucleare nel fumetto di Alan Moore, la violenza dilagante contro le minoranze in un mondo al collasso per le crisi climatiche e l’esaurimento delle risorse nel romanzo di Octavia E. Butler.

Edizioni XII liquida tutto! | false percezioni


Il buon Luigi Milani – che approfitto per salutare – ci informa dal suo blog che la gloriosa casa editrice Edizione XII ha messo in vendita le sue rimanenze di magazzino, reliquie preziose che è bene conservare e amare perché quella casa editrice lì, è stata una fantastica e superba delizia per molti anni. Fatene incetta!

Proprio così: la mitica, indimenticata casa editrice ha deciso di chiudere i magazzini una volta per tutte, liquidando le copie rimaste con sconti mostruosi, a partire dal 50% del prezzo di copertina.

È l’ultima occasione per poter completare la vostra collezione o mettere le mani su qualche titolo di quella casa editrice di cui avete sentito parlare, magari, una volta o due…

Nomi del calibro di Danilo Arona (e Morgan Perdinka), Samuel MarollaNicola LombardiIan DelacroixRiccardo ColtriAlfredo MogaveroGiuseppe Pastore e tanti altri vi aspettano, un’ultima volta.

Fate un salto sull’eshop della casa editrice e date un’occhiata all’abisso, se avete coraggio: http://www.xii-online.com

Malapunta – L’isola dei sogni divoratori: intervista a Danilo Arona ∂ HorrorMagazine


Bella intervista a Danilo Arona su HorrorMagazine, dove cita il Connettivismo e Kipple Officina Libraria. Un grazie a Danilo per quelle cose magnifiche che ha detto su di noi, e un arrivederci per quello che sarà, tra un po’ di tempo. KeepTalking.

“L’horror è Il genere tra i generi, l’unico in grado di contenere gli altri a lui contigui: l’horror come summa territoriale del thriller, fantascienza, noir, fantasy e via giocando con le etichette”. Come si sposa questa tua definizione dell’horror per Malapunta?

Temo, anzi me lo auguro, che Malapunta, più che horror, sia un testo connettivista. I miei amici di Kipple, Kremo e Zoon, da anni sostengono che io sia autore degno di militare nel movimento per quel che scrivo e per come lo scrivo. Credo che almeno in questo caso abbiano ragione. Io non mi sono mai preoccupato di essere etichettato, ma qui appunto si passa, in modo morbido e non forzato, dal thriller all’horror, dal fantasy alla fantascienza apocalittica. Ovvero, i generi “si connettono” e diventano un unicum senza che il tutto venga percepito come artificioso. Poi, se prevale l’horror, va da sé… L’ho scritto io con la mediazione di Perdinka.

Il tuo alter ego Morgan Perdinka tornerà in futuro?

Sicuro. Tornerà in un lavoro che più “connettivista” non si può. E sarà morto perché ci troviamo cronologicamente nel tempo post-Estate di Montebuio. Purtroppo, da morto, Perdinka fa dei danni planetari. Al momento non posso sbottonarmi di più. Ma sarà l’ultima stazione del Perdinka scrittore. Invece il Perdinka chitarrista — che è l’Altro su un diverso piano quantico — si concederà qualche avventura supplementare.

Malapunta – L’isola dei sogni divoratori ∂ HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una bellissima pubblicazione di Danilo Arona: Malapunta. Il romanzo era già uscito qualche anno fa per i tipi di Edizioni XII, e ora riesce fuori con Cut-Up nella collana Incubazioni, arricchito da opere di Graphic novel supervisionate da Paolo Di Orazio.

Consiglio personale? Non ve lo fate sfuggire!

I vermi conquistatori invadono le edicole ∂ Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione, stavolta per Urania, di un romanzo uscito qualche anno fa per Edizioni XII: I vermi conquistatori, di Brian Keen. La sinossi (leggete il romanzo, è imperdibile):

Un mondo sommerso da piogge incessanti, dove la terraferma assume l’aspetto di isole nella corrente; una landa d’incubo già semidevastata dall’emersione di creature gigantesche che si sono risvegliate dopo un sonno di eoni nel cuore della terra… Ecco lo scenario in cui Teddy Garnett e il suo amico Carl si trovano a tentare di sopravvivere. Ciechi, colossali e affamati, i vermi conquistatori non hanno altro scopo che divorare gli uomini e distruggerne case e villaggi con spietata determinazione. Come conseguenza della loro uscita dalle voragini, terremoti e inondazioni hanno rinnovato la maledizione del Diluvio. Una tesa vicenda horror per un grande romanzo apocalittico.

L’epilogo di Edizioni XII


[Letto su XII-Online]

XII . XII . XII

Abbiamo guardato nell’Abisso, e non potevamo tacere ciò che abbiamo visto.
Come venne deciso tanto, tanto tempo fa, quando la pietra conteneva Chiavi per aprire Mondi, nel dodicesimo giorno del dodicesimo mese del dodicesimo anno di questo Terzo Millennio Edizioni XII ha interrotto la sua attività editoriale.
L’Abisso si è richiuso, intimidito per quanto gli è stato strappato: e come abbiamo imparato in questi anni, non è Bene forzare i suoi ingressi.

Ma il patrimonio racchiuso nel nostro Catalogo è una traccia, immortale e preziosa: per chi sa coglierla e per chi ne sfrutterà i risvolti, per chi riesce a vedere oltre e possiede la volontà di conoscere ciò che le belle storie hanno da dire, il lavoro di Edizioni XII non sarà stato vano. Avrete tempo fino al 31 dicembre 2012, comunque, per fare vostri i libri che ancora non possedete.

Ci congediamo convinti di essere riusciti nel nostro intento – fare libri belli -, di aver raggiunto risultati insperati – per vendite, qualità e quantità dei progetti, prestigio delle collaborazioni -, e di aver superato ogni nostra previsione di espressione e sviluppo. Il seme gettato nella fertile terra dell’underground letterario italiano è cresciuto e ci ha portati fin qui, grazie al contributo fondamentale di quanti si sono dedicati, qualsiasi fossero ruolo e occasione, allo sviluppo di un’Idea divenuta splendida realtà editoriale. E ha dato i suoi frutti, compiendo così il Ciclo spettante alle istanze che hanno vita.
Lungi dall’aver esaurito la sua funzione – sappiamo che i frutti sono destinati a dar vita a altro, nel rincorrersi di traguardi e ritorni – Edizioni XII si ferma qui, gridando forte il suo Grazie a quanti hanno voluto far parte di questo sogno realizzato, che sono stati loro malgrado infettati dalla passione per le belle storie, e non potremmo desiderare eredità migliore: a voi, carissimi Lettori di Edizioni XII, soprattutto a voi arrivi il nostro ringraziamento per aver reso possibile Tutto.
Siatene certi: troverete segni di noi, nel caso l’Abisso dimentichi qualche apertura incustodita.

Vai al Catalogo di Edizioni XII, accessibile fino al 31 Dicembre >>
Per informazioni, scrivici a info@xii-online.com.

Il mio personale saluto ai ragazzi di XII. Siete stati grandi, e il suono dei vostri memi continua a risuonare ovunque. Grazie per averci provato, grazie per quello che avete fatto.

Una domanda sugli eBook | EdizioniXIIblog


Il blog Edizionidodici mi ha posto una domanda sugli eBook; ecco qui sotto il rapido bottarisposta:

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo che il problema della scarsa diffusione degli eBook in Italia sia soltanto un retaggio del conservatorismo, quasi provincialismo, che si respira nel Paese. Si adducono motivi a favore della carta quali l’odore, la tradizione e cose simili, ma la carta ha il solo vantaggio del prestigio, mentre il digitale ha tutto il resto, come la ricerca veloce nel testo, la portabilità, lo stoccaggio inesistente delle copie, la loro non deperibilità e ultimo ma non ultimo, il costo notevolmente più basso dei volumi. Inoltre, con gli eBook è facile acquistare anche un file contenente una storia breve, cosa che in cartaceo è resa proibitiva dai costi e dalla scarsa possibilità di vendita.
Come fare per favorire la diffusione degli eBook? Educare alla lettura, innanzitutto, e poi educare alla lettura ovunque, favorendo la proliferazione degli ereader a prezzi bassissimi, notevolmente sotto la quota dei 100 euro.

∂| HorrorMagazine | Edizioni XII in eBook


Mobipocket p910i 02

Image via Wikipedia

Ci segnala HorrorMagazine.it che Edizioni XII pubblica l’intero catalogo delle proprie collane Eclissi e Mezzanotte in edizione integrale digitale, in due formati: ePub e Mobipocket, con socialDRM, ovvero con stampato all’interno del libro, soltanto, il nome dell’acquirente.

Attendevamo questa notizia, contenti di poter usufruire delle tematiche fantastiche della casa editrice lecchese anche sui nostri eBook-reader.

∂| ThrillerMagazine | 85. I segreti di Malapunta


Un’intervista che sviscera i segreti di Malapunta, l’ultimo romanzo di Danilo Arona/Morgan Perdinka, rivelando anche quanto è profonda in Danilo la tecnica di creare falsi testi di riferimento fino al capolavoro assoluto: creare un avatar scrittore alternativo. Su ThrillerMagazine.it.

“Malapunta” scava nel profondo e crea davvero sensazioni inquietanti durante la lettura: qual è il segreto del suo autore?

La sincerità. Non esiste altro se non mettersi in gioco al 100%. Tutta la storia d’amore tra Nico e Gabry è la mia storia con Fabiana, mia moglie da trent’anni. Ovvio, esclusa la parte dell’incidente e delle sue conseguenze. Ed esclusa quella iniziale, in cui l’infermiera Gabry prende l’iniziativa con il paziente Marcalli. Ma la parte dell’incidente esiste perennemente come fantasma quotidiano. Lo insegnano Stephen King in letteratura e Paul Virilio nella saggistica: viviamo 24 ore al giorno nel terrore dell’incidente, quale che sia. Chi lo nega, mente a sé stesso. La società di oggi è una società “panica”, dalla borsa alle catastrofi. Ma sto scantonando, scusa. Tornando al segreto (di Pulcinella), confermo: per scavare nel profondo ed entrare in connessione con chi ti legge, devi scendere nel tuo profondo e tirar fuori le “Cose” che non si vogliono vedere. Questo per me è l’orrore. O l’horror, virando in letteratura.

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Jakob Iobiz

Scrittore

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

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Uma mistura mágica de poesia, imagens, música, citações, atualidades e velharias do Brasil e do mundo,sempre com um toque de inconformismo ...

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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Racconti di viaggi e di emozioni.

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

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Letteratura, cinema, storia dell'horror

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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