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Archivio per Egitto

Il primo trailer e il poster di Assassinio sul Nilo | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del trailer di Assassinio sul Nilo, il remake del celebre film tratto dal celebre romanzo di Agatha Cristie.

Assassinio sul Nilo è un mystery-thriller sul caos emotivo e sulle fatali conseguenze scatenate dall’amore ossessivo. La vacanza in Egitto dell’investigatore belga Hercule Poirot a bordo di un elegante battello a vapore si trasforma in una terrificante ricerca di un assassino quando l’idilliaca luna di miele di una coppia perfetta viene tragicamente interrotta. Ambientato in uno scenario epico, caratterizzato da ampi panorami desertici e dalle maestose piramidi di Giza, questa storia di passione sfrenata e gelosia presenta un gruppo cosmopolita di viaggiatori vestiti in modo impeccabile, con colpi di scena che lasceranno il pubblico con il fiato sospeso fino alla rivelazione finale.

Jane.kp.portal – Cyberpunk Nefertiti


Passi cadenzati di brame noir in emozioni cibernetiche.

Struggimento


La nostalgia dell’esotico mi prende e mi devasta l’anima, come se avessi ancora un legame perso in qualche evo antico, nelle pieghe di una duna sabbiosa dove struggere il mio rimpianto.

Il dolore di essere Masoch 2 | nonquelmarlowe


Seconda parte di una trilogia di post – che originariamente era un corposo articolo, qui e qui le altre sezioni – che Lucius Etruscus ha scritto quasi due anni fa sulla correlazione tra masochismo e le sue innumerevoli relazioni nell’arte, letteratura, cinematografia e non solo. Un estratto significativo, ma da non trascurare nulla di ciò che Lucius ha analizzato.

Fa caldo nel deserto egiziano del 300 dopo Cristo, dalla cui sabbia rovente fuoriesce un cenobita: che sia un delizioso rimando alla futura saga filmica di Hellraiser e ai suoi cenobiti infernali? Ovviamente no, è semplicemente il nome di un uomo che si è ritirato a vivere in una piccola comunità religiosa. Ma Pafnuzio non è più un cenobita, il suo percorso non seguirà le orme del futuro Sant’Agostino, perché Pafnuzio è impazzito della più folle delle pazzie: Pafnuzio si è innamorato, e si è innamorato di Taide. Una peccatrice. Peggio: un’attrice.

Questa storia ce la racconta nel 1890, con ancora Sacher-Masoch in vita, il grande romanziere Anatole France in uno dei suoi capolavori forse oggi più dimenticati: Taide (Thaïs). Pafnuzio non prova amore per Taide, prova passione, ossessione («Sai tu che cosa vedevo in questo manoscritto dettato dal più grave degli stoici? Precetti di virtù forse e crude massime? No. Vedevo sull’austero papiro danzare mille e mille piccole Taidi»), follia, totale perdita di qualsiasi ragionamento logico a causa di amore (od ossessione amorosa), e quando per la prima volta vede la donna a teatro recitare nel ruolo di Polissena, in una versione dell’Iliade, France non trova miglior modo di descrivere il piacere che prova Pafnuzio:

«Il dolore era bello sul viso di Taide.»

È la descrizione di un’ottima prova attoriale nel ruolo di Polissena? France ci sta raccontando che Pafnuzio giudica Taide un’ottima attrice capace di ben rappresentare il dolore di un personaggio? O forse ha trovato un modo potente per ricordarci che il desiderio può passare anche per il dolore? Siamo nel 1890, vent’anni dopo la celebre opera di Sacher-Masoch, ed è ormai chiaro quel messaggio che un altro francese, Pascal Laugier, ha dovuto ricordarci nel 2008, con il film Martyrs: l’agonia porta all’estasi tipica dei santi, a quegli occhi volti al Cielo di chi vede martirizzata la propria carne. È un rapporto inscindibile fra spiritualità ed agonia che porta a ben altre considerazioni, perché non solo nell’estasi mistico-dolorosa si roteano gli occhi. France lascia sotto traccia qualcosa che Sacher-Masoch fa intendere in modo più preponderante: al divino si arriva anche con l’orgasmo, la cui mimica facciale è indistinguibile dall’agonia.

Taide diventerà santa, sia per la Chiesa cattolica che ortodossa, ma per ora si limita a fingere quel dolore che Pafnuzio avverte in tutt’altro modo, cioè come orgasmo. Ed è un’altra egiziana, molto più avanti nel tempo, che farà impazzire un altro uomo religioso: Esmeralda, uno dei tantissimi personaggi del romanzo corale Notre-Dame de Paris (1831) di Victor Hugo. (Classico della narrativa mondiale che non ha nulla a che vedere con le biasimevoli riduzioni che ne sono state tratte per il cinema, o peggio per l’infanzia.)

Curatori moderni ci spiegano in nota che Esmeralda in realtà viene chiamata “egiziana” perché all’epoca si è convinti che quella sia la patria degli zingari, ma è una precisazione del tutto inutile e che soprattutto rischia di spezzare il collegamento che Hugo crea con i deserti da cui è nata la religione: quel culto che viene accantonato da Claude Frollo, arcidiacono di Notre-Dame. È lui che, anticipando la scena della Taide di France, dimentica ogni insegnamento religioso quando fissa la bruna sedicenne Esmeralda danzare, mentre altri la paragonano a una ninfa o a una dea. Il peccato è negli occhi di chi guarda, così come il dolore è nel cuore di chi lo brama

Egypt Gods: MAAT goddess of Justice


I primordi (o le tarde interpretazioni) dei Tarocchi.

Banco de Gaia – Is-Is Loves Ankh-An-Atum


Sulle note visive del maestro Kenneth Anger e del suo Lucifer Rising, i Banco de Gaia – che esplodono all’improvviso nei miei banchi di memoria stagnante dopo almeno un quarto di secolo di oblio – raccontano l’infinito e la conoscenza.

Ager Sonus – Through the Desert


Nell’area dei misteri, basta un’evocazione interiore affinché si aprano i cancelli oscuri di ciò che non è apparentemente più.

The Serpent Light


L’abisso che s’intravede è pregno di cognizioni surreali, inumane, epifaniche. La perfezione è evanescente e abbandona in un refolo di energia l’abietto.

Vita e la coppa della resurrezione | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una nuova puntata, scritta da Alessandra Cinardi, di una saga incentrata sull’antico Egitto e sui possibili intrecci lovecraftiani. Molto interessante.

Vita, Gandolfo, Lilith ed Ercole sono riusciti a superare indenni infide prove nei quattro gironi mortiferi della Duat, l’inferno egizio, sottraendo il Sacro Libro dei Morti, il Necronomicon, al malvagio dio egizio del Caos, Seth, che voleva impadronirsene per resuscitare dal Regno dei Morti dove il fratello Osiride lo ha imprigionato per l’eternità da eoni di tempo. Finalmente di ritorno alla Paranormal High School, la scuola interrata nel sottosuolo della Città Eterna, i quattro ragazzi dovranno apprendere i rudimenti di nuove discipline magico-esoteriche e paranormali per fermare nuovamente Seth. Il potente dio del Male egizio, difatti, vuole sempre risorgere a vita semiumana, ma immortale. Seth ha un nuovo astuto piano e stavolta si avvarrà dell’aiuto di una temibile alleata per la sua escalation al potere: Ammit, la Divoratrice per Milioni di anni, a capo della Setta delle Ombre anch’esse al soldo del dio, pronto a mettere in atto il suo nuovo piano di rinascita. Riuscirà Seth a impadronirsi della Coppa della Resurrezione?

Algernon Blackwood: Discesa in Egitto – Edizioni Hypnos | VerSacrum


Bella recensione a Discesa in Egitto, racconto lungo dell’indimenticabile Algernon Blackwood recentemente edito da Hypnos. Eccone uno stralcio, da VerSacrum:

La storia narra le vicende di George Isley, una viaggiatore solitario che arriverà a trovare il lato oscuro della sua personalità nel mistico e magico universo del profondo Egitto. Accompagnato dall’egittologo Moleson troverà a Tebe il suo destino. Isley e il suo compagno Moleson sembrano aver cambiato personalità: è come se entità appartenenti ad una dimensione al di là del tempo e dello spazio si siano impossessate di loro. La storia di George Isley ci viene narrata dal punto di vista di un suo amico che ha avuto modo di notare la sua metamorfosi.

Si accennava prima all’importanza dell’atmosfera nella narrativa di Blackwood: in Discesa in Egitto è proprio l’atmosfera a costituire l’elemento principale della storia: grazie alle “magiche parole” dello scrittore inglese siamo in grado di rivivere i miti e i riti dell’Antico Egitto. Le “immagini” evocate dalla sua penna riportano alla luce i culti di Amon-Ra e di Anubi e ci parlano di una realtà trasfigurata in cui a dominare sono i Faraoni e i colossi di Memnone con tutto il loro carico di una storia millenaria, mitica e mitologica. È come fare una sorta di viaggio a ritroso nel tempo nei segreti dimenticati di una cultura leggendaria: l’effetto creato da Blackwood è ipnotico e fantasmagorico.

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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