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Nottuario, l’universo oscuro di Ligotti | Posthuman


Su PostHuman un bell’articolo di Mario “Black M” Gazzola che indaga l’universo di Thomas Ligotti e lo mette in relazione con HP Lovecraft, in un delirio weird che fa sempre bene, oltreché esser colto. Un estratto del corposo e sempre preciso excursus di Mario, sempre affilato e ben documentato, oltre che di buon gusto:

Alla fine è arrivato anche il momento di Thomas Ligotti: fino a pochissimo tempo fa autore “per pochi”, che nulla ha fatto per farsi conoscere, men che meno trasformarsi in “personaggio” (come deve fare oggi uno scrittore per vendere), della sua vita si sa pochissimo, di foto sue ne circoleranno in rete tre o quattro al massimo (una la vedete qui a lato) e non certo di quelle che fan pensare a una glam star, ma del resto neanche a un tenebroso poète maudit. Tanto che la postfazione di Poppy Z. Brite alla sua antologia The Nightmare Factory del 1996 s’intitolava Are you out there, Thomas Ligotti?.

Mistero ben custodito come i suoi racconti oscuri e raffinati quanto spesso eterei e criptici, Ligotti è rimasto autore per pochi ancor più nel nostro Paese, dove per anni non è stato disponibile in italiano che la raccolta I Canti di un Sognatore Morto edita da Elara, più qualche racconto tradotto dalla rivista Hypnos e le versioni a fumetti de La Fabbrica degli Incubi.

Tutto cambia nel 2014, quando scoppia il caso True Detective: lo sceneggiatore Nic Pizzolatto (che ha peraltro disseminato la prima serie di citazioni goth del Re Giallo, come la capanna nel bosco chiamata “Carcosa”, per cui il libro di Robert W. Chambers è stato prontamente ristampato da Vallardi, nonostante l’edizione di Hypnos già disponibile) riconosce d’essersi ispirato a Ligotti per alcuni dialoghi. In realtà l’enfant gaté di Hollywood non ha preso dai racconti dello scrittore di Detroit (impossibili da filmare), bensì dal saggio filosofico La Cospirazione contro la Razza Umana (edita dal Saggiatore) per nutrire i dialoghi ultra nihilisti del detective Rust Cohle (Matthew McConaughey), effettivamente uno dei punti di forza drammaturgici della (bellissima) prima stagione della serie.

Inizia così la riscoperta di Ligotti: Il Saggiatore pubblica in italiano l’antologia di racconti Teatro Grottesco e poco dopo il citato saggio (che altrimenti mai avrebbe visto la luce nella nostra lingua), mentre Elara risponde con una terza antologia, Lo Scriba Macabro, per la gioia degli amanti del weird gotico moderno. Amanti che oggi possono ulteriormente esultare per l’uscita – sempre dal Saggiatore, tradotta da Luca Fusari e sempre illustrata da un’inquietante copertina freaky dell’artista/performer francese Olivier De Sagazan (in apertura) – di Nottuario, in originale del 1994, quarta antologia di racconti ligottiani in italiano: racconti che confermano la definizione del loro autore come del più autentico epigono di H.P. Lovecraft che la letteratura contemporanea ci abbia sinora offerto.

Cos’è infatti la “lovecraftianità”, quest’impalpabile caratteristica più spesso evocata a riferimento di tanti narratori dell’orrore sovrannaturale che realmente corrisposta? Secondo me si tratta di una componente in realtà assai fuori moda dello scrivere, antimoderna, per niente “pulp” e perciò anche minimamente cinematografica (a dispetto dei molti film ispirati ad HPL, su cui contiamo di tornare in futuro): oggi la trama di un horror (su carta o pellicola) prevede in genere parecchia azione e punta tutto sul colpo di scena per farci saltare sulla sedia. In Lovecraft quasi mai: il Solitario riduce al minimo l’azione, non ci sono inseguimenti né lotte col mostro, che il più delle volte non viene nemmeno descritto, fedele alla sua storica massima sulla paura dell’ignoto. L’orrore in HPL sta nella conoscenza, nella consapevolezza che può farci impazzire di cosa ignoravamo si celasse dietro le apparenze del mondo come lo conoscevamo prima.

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È arrivato La città dei santi e dei folli di Jeff VanderMeer | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione per un’uscita eccezionale, per i tipi di Elara, riguardante Jeff VanderMeer: La città dei santi e dei folli.

Autore eccellente ed eccezionale, la quarta aiuta a inquadrare la pubblicazione, cui fa seguito il comunicato stampa dell’editore, che incollo in parte. Buona lettura!

Benvenuti ad Ambergis, la città di ogni splendore e ogni nequizia, dove ogni cosa è possibile in un succedersi di fastose immagini visionarie degne dell’arte pittorica di Bosch, il capolavoro best seller negli Stati Uniti di Jeff VanderMeer, creatore del New Weird e raffinato, avvincente, sconvolgente cantore di un fantastico che va al di là della fantascienza, del surrealismo, del meraviglioso, e costituisce una delle più sconvolgenti ed emozionanti esperienze di lettura che esalta il genio dello scrittore per tre volte vincitore del World Fantasy Award, e dei premi Nebula, Rhysling, British Fantasy Award e BSFA, trionfatore con questo romanzo in Francia e Finlandia dove ha ottenuto i più importanti premi nazionali.

Mai come in questa occasione non c’è bisogno di dare eccessiva enfasi all’uscita, dopo una lunga attesa, di uno dei capolavori della fantascienza moderna, uno dei libri più significativi della produzione di Jeff Vandermeer, tre volte vincitore del World Fantasy Award, insignito del Premio Nebula, Rhysling, British Fantasy e BSFA, e recentissimamente il francese Le Canard Cosmique e il finlandese Tahtifantasia Award, sempre per il suo capolavoro, appunto The City of Saints and Madmen, finalista di Hugo, Philip K. Dick, Bram Stoker Award e IHG Award. È stato tra i creatori del New Weird, non solo narratore, ma anche celebre antologista (i lettori hanno potuto apprezzare la sua seminale antologia Steampunk!, apparsa nel decimo volume di questa stessa collana).

Possiamo cercare di trasmettere ai lettori le emozioni provate da due grandi maestri della fantascienza: Il primo è Michael Moorcock, che scrive questo è un raro tesoro di storie e visioni, da assaporarsi con gioia e rispetto… quello che stavate cercando senza sapere di cercarlo. Il secondo è China Mieville, che scrive In qualche parte nel punto di intersezione tra narrativa pulp e surrealismo, al massimo livello di entrambe le tradizioni, c’è la Ambergris di Jeff Vandermeer

Presentazione Operazione Europa | Centro Culturale Gabriella Ferri, Roma, oggi 15/11/2016


14910576_1113225975435692_6332907917347187069_nOggi 15 novembre alle ore 19.00 sarò ospite presso il Centro Culturale Gabriella Ferri, Via delle cave di Pietralata 76, Roma, nell’ambito della manifestazione Container Zero Defect, per un incontro con il pubblico cui sarà presentata l’antologia Operazione Europa, edita da Elara. Oltre ad Alessio “Galessio” Brugnoli, sarà presente assieme ad altri autori anche il curatore, Pier Luigi Manieri, mentre l’incontro sarà moderato dall’editore Armando Corridore.

La cornice della manifestazione è più ampia, verrà inaugurata un’ora prima dell’incontro e sarà aperta fino al 21 novembre; al suo interno, temi di arte contemporanea declinata al Fantastico e alla SF. Ci vediamo lì?

Presentazione Operazione Europa | Centro Culturale Gabriella Ferri, Roma, 15/11/2016


14910576_1113225975435692_6332907917347187069_nMartedì 15 novembre alle ore 19.00 sarò ospite presso il Centro Culturale Gabriella Ferri, Via delle cave di Pietralata 76, Roma, nell’ambito della manifestazione Container Zero Defect, per un incontro con il pubblico cui sarà presentata l’antologia Operazione Europa, edita da Elara. Oltre ad Alessio “Galessio” Brugnoli, sarà presente assieme ad altri autori anche il curatore, Pier Luigi Manieri, mentre l’incontro sarà moderato dall’editore Armando Corridore.

La cornice della manifestazione è più ampia, verrà inaugurata un’ora prima dell’incontro e sarà aperta fino al 21 novembre; al suo interno, temi di arte contemporanea declinata al Fantastico e alla SF. Ci vediamo lì?

La regia di frontiera di John Carpenter | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la recensione a un saggio di Pier Luigi Manieri che ha come soggetto John Carpenter. Parliamo di La regia di frontiera di John Carpenter, edito da Elara. Un estratto:

Credo che se si chiedesse a un pubblico eterogeneo di definire John Carpenter con due parole la maggior parte degli intervistati risponderebbe “regista horror”. Definizione non del tutto inesatta ma certamente riduttiva, come spiega egregiamente Pier Luigi Manieri nel suo saggio La regia di frontiera di John Carpenter.

Il regista americano ha legato la sua fama al fantastico e all’horror, con giusto un paio di incursioni nel cinema d’azione; nonostante questo, secondo Manieri Carpenter può essere definito un regista western. La tesi, che si intuisce a partire dal titolo, è apparentemente strampalata e tutta da dimostrare, dopotutto stiamo parlando di un regista che non ha mai girato un film su cowboy e pellerossa.

Nonostante questo non trascurabile dettaglio, Manieri riesce a essere convincente, incalzando il lettore con concetti e domande che portano a ricostruire la struttura dell’opera carpenteriana in modo nuovo e sorprendente.

Fantasceneggiati – Carmilla on line x


Su CarmillaOnLine una bella trattazione sugli sceneggiati fantastici visti in TV nell’Italia del boom economico, a cura di Valter Catalano. Per Elara, è uscito Fantasceneggiati. Sci-Fi e giallo magico nelle produzioni RAI 1954-1987, pubblicazione scritta da FantasceneggiatiLeopoldo Santovincenzo, Carlo Modesti Pauer, Marcello Rossi. Un estratto:

Noi, la generazione del baby-boom, nati fra gli ultimissimi anni ’50 e i primissimi ’60 ce lo ricordiamo ancora con un leggero brivido lungo la schiena: infrangendo il divieto di andare a letto “dopo Carosello”, una fatidica sera ci eravamo attardati troppo di fronte all’imponente schermo a tubo catodico e da quel momento i nostri sogni notturni avevano cambiato tono e registro: non si trattava più della TV dei ragazzi, dei cattivi pirati de “L’isola del tesoro” le cui voci sgraziate intonavano minacciosamente “Quindici uomini, quindici uomini, sulla cassa del morto…e una bottiglia di rum !”, non era neanche la Biblioteca di Studio Uno, quando il grande Virgilio Savona del Quartetto Cetra, tra una canzoncina e l’altra, trangugiava la fumigante pozione e si trasformava in Mister Hyde; era qualcosa di molto peggiore e perturbante: l’ombra nera e allampanata di un fantasma si era protesa su di noi e da quell’ombra fluttuante sul pavimento le nostre anime non si sarebbero risollevate Nevermore !

Belfagor, il fantasma del Louvre aveva colpito: perfino sulla spiaggia, l’estate successiva, con i coetanei non si sarebbe giocato a nascondino ma a “Belfagor”, molto più emozionante. Era il 1966, e due anni più tardi, sempre la ORTF francese avrebbe rincarato la dose passando alla RAI I Compagni di Baal, primo sceneggiato tv a parlare di satanismo e di una Parigi misteriosa ed esoterica che molto doveva (ma questo lo avremmo scoperto solo qualche decennio più tardi) al Là-Bas di J.K. Huysmans; ricordo ancora, non senza una lieve inquietudine, la voce oltretombale che accompagnava i titoli di testa a base di maschere, bassorilievi e statuette demoniache: “Baal, il demone tricefalo che regna sulla parte orientale dell’Inferno…”.

De I Compagni di Baal il bel libro di Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer, non parla, ma è giusto perché Fantasceneggiati – Sci-Fi e giallo magico nelle produzioni RAI 1954-1987, pubblicato da Elara, è dedicato solo alle serie gotiche e fantascientifiche di produzione italiana e, dopo aver citato l’apripista transalpino Belfagor – così fortunato da aver scavalcato addirittura il palinsesto, passando dal secondo al primo canale in prima serata e da essere replicato per ben tre volte, nel 1969, 1975 e 1988 – non restava spazio per soffermarsi su altri prototipi stranieri. Certo i nostri sogni ed incubi infantili non si esauriscono qui, e mi piace rievocare, anche se di sfuggita, almeno la musichetta frissonnant dell’americana Twilight Zone, da noi Ai confini della realtà, imprinting irrevocabile che, come le paperette di Konrad Lorenz o i topi del Pifferaio di Hamelin, seguirò sempre, ciecamente, verso qualche pregustata elucubrazione fantascientifica…

Operazione Europa, la presentazione


Giovedì 14 luglio, nell’ambito del Fantafestival, sarò presente come relatore al cinema Savoy, in via Bergamo 25, Roma, per parlare della mia esperienza all’antologia Operazione Europa, edita da Elara, in cui compaio con il mio racconto Daddy assieme ad altri autori, come Alessio “Galessio” Brugnoli che mi accompagnerà nella presentazione. Modererà Pierluigi Manieri, coadiuvato dall’editore Armando Corridore. Ci vediamo lì?

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