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Archivio per Ernesto Assante

Esce S.O.S – Soniche Oblique Strategie


È appena stato dato l’annuncio di una nuova antologia a tema, incentrata sul mondo del Rock – trattato in un modo assai colto e artistico – e curata da Mario Gazzola. La notizia è su PostHuman, e non posso farvi servizio migliore se non incollandovi qui sotto le definizioni e l’elenco dei meravigliosi partecipanti al megaprogetto che ha, come titolo, S.O.S – Soniche Oblique Strategie. Complimenti al curatore e, ovviamente, ai fantastici partecipanti, il piatto sembra davvero prelibato.

“Ho pensato fin dal primo momento che questo romanzo-antologia fosse un’idea geniale”, commenta Andrea Carlo Cappi la sua partecipazione all’antologia. “Per il mio racconto ho dovuto aspettare gli incubi giusti, indotti dal Black Absynthe, superalcolico che forse dopo questa mia affermazione cesserà d’ora in poi di essere legale”.
Il racconto che Cappi ha completato grazie alle letali libagioni etiliche è Pittore di Sfondi Sonori, uno dei sette che si dipartono come improvvisazioni solistiche jazz rock dal tema guida, ossia Lastre di Ghiaccio Atonali, il racconto firmato dal curatore dell’antologia Mario Gazzola, che funge da spina dorsale all’intero progetto, riproducendo a livello narrativo il gioco di ruolo dalle cui carte partono tutte le otto storie.

Il plot

Come durante le reali session di registrazione dell’album Outside di David Bowie (di cui leggete sul saggio FantaRock), anche all’inizio di S.O.S – Soniche Oblique Strategie troviamo un produttore-guru dai modi affabili quanto enigmatici, dall’emblematico nome di Brain One, che ha convocato in studio un team di musicisti che in passato hanno tutti suonato nei dischi di un cantante definito semplicemente “il Biondo”, ormai scomparso da anni e da tutti rimpianto. Questa dream band è chiamata ad accompagnare una misteriosa nuova promessa del rock futuro di nome Jack, che però nessuno conosce e in studio non è presente.
In attesa d’incontrarlo, il produttore spinge i musicisti ad improvvisare perché le stesse canzoni dell’album da registrare non sono ancora pronte e anzi proprio dalle loro jam dovranno prendere forma. Ma, da semplici giochi come immaginare d’essere personaggi di famosi racconti letterari incentrati sulla musica (da Lovecraft a George R.R. Martin, per esempio), o membri di band immaginarie come i “Dark Side of the Bad Moon Rising” o i “Riders of the Deep Purple Storm”, le improvvisazioni collettive spingeranno i musicisti sempre più lontano in stati di trance estatica, in cui percorreranno  i cammini sonori più sperimentali e siderali, perdendo progressivamente il senso della realtà e si troveranno testimoni di fenomeni inspiegabili e strane apparizioni.
Saranno frutto di qualche nuova droga come il Dreamwater o forse il produttore sta inseguendo un suo oscuro disegno attraverso una sorta di occultismo musicale?

Le penne

Da questo impianto si dipartono i racconti degli altri sette autori, che hanno sviluppato in piena libertà uno dei personaggi del gioco di Brian Eno: Un Musicista ad Asteroid di Lukha B. Kremo (“un viaggio spaziale sonoro sia interiore che sensoriale, in cui i personaggi sono artefici e vittime della propria musica”), Una delle nuove band neoscience e il Dreamwater, che ha consentito a Claudia Salvatoridi sperimentare in mondi nuovi e di mettere in scena la rockstar come una delle ultime manifestazioni viventi del sacro”; Mad Machinery Possession (in un sex club nordafricano) di Danilo Arona, che trova che “l’ibridazione Gazzola/Arona spacca alla grande”; Un Grande del Crack Rhythm a Lagos di Giovanni De Matteo (“una jam session di scrittura combinatoria: un naufragio nell’inconscio musicale del nuovo millennio”), L’architetto del Modus Operandi di Ernesto Assante e Nuvole di parole astratte colorate di Maurizio Marsico, che si è ispirato a Joyce, Burroughs e all’antipsichiatria di Laing per dar forma a una visione nonsense, “la forma verbale più musicale immaginabile”.

Tutti autori che non hanno bisogno di presentazioni: Arona, Cappi e Salvatori sono tre assi di lungo corso dell’horror, del thriller spionistico, del giallo italiani e di tutte le reciproche contaminazioni. Kremo e De Matteo sono entrambi premi Urania e colonne fondanti del movimento connettivista; mentre Assante e Marsico sono due veterani della scrittura musicale, sia giornalistica che discografica, che col “romanzo-antologia S.O.S.” hanno accettato di mettersi alla prova anche come narratori.

Le matite

Tutti i racconti dell’antologia sono inoltre illustrati dai disegni di cui vedete qualche esempio ai lati dell’articolo: da Tonia Gentile (autrice del disegno in copertina) quelli che aprono e concludono il racconto di Mario Gazzola (e l’intero libro) e i due del racconto di Arona, da Lucia Polo per il racconto di Kremo, Erika Dagnino per Claudia Salvatori e Valentina Tanca quelli di De Matteo, Marsico e Assante, cui presta un disegno anche Sandro Lettieri. Mentre Cappi è l’unico del “mucchio selvaggio” che ha scelto di visualizzarsi da sé.

S.O.S – Soniche Oblique Strategie è il quarto titolo della nuova collana di Arcana (Non) Fiction, dedicata alla narrativa d’ispirazione musicale, è in libreria da giovedì 26 settembre (224 pagine, € 17,50). QUI trovate la pagina Facebook su cui ogni giorno leggerete un nuovo estratto a sorpresa da uno dei racconti dell’antologia, illustrato dal rispettivo disegno.

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Aubrey “Po” Powell, l’artista dietro le copertine dei Pink Floyd: “Ci hanno sempre dato carta bianca” – Repubblica.it


Su Repubblica una bella intervista ad Aubrey “Po” Powell, uno dei due autori dello studio Hypgnosis che ha realizzato la stragrande maggioranze delle copertine dei Floyd. Quando l’arte coltivava forme surrealiste su media commerciali, svincolandosi però da ogni logica mercantile. Imperdibile chiacchierata con Ernesto Assante

Wonderland, Mario Gazzola – Puntata del 07/06/2019 su RaiPlay


Su RaiPlay è possibile vedere la puntata di Wonderland andata in odna ieri sera con Mario Gazzola ed Ernesto Assante ospiti speciali, a parlare del loro meraviglioso FantaRock. Buona visione 🙂

FantaRock vince il Premio Vegetti nella sezione Saggio e Stormachine nella sezione Romanzo


Come da risultati ufficiali del Premio Vegetti 2019, Mario Gazzola ed Ernesto Assante si aggiudicano la relativa sezione Saggio di Fantascienza con l’opera Fantarock, monumentale lavoro di ricerca delle connessioni tra il Rock e l’immaginario, e le opere, fantascientifiche uscito con Arcana. Ai due ragazzi va tutto il mio plauso, i complimenti dell’intera squadra coinvolta nel progetto molto ben coadiuvata dai capitani, un’investigazione per niente banale su ciò che costituisce l’interazione tra due mondi, complessi di loro, immaginifici e a lunghissimo raggio, in grado di rivestire tutto il mondo del Fantastico di un’aura magnifica e surreale, iconica e iconoclasta.

Sempre nell’ambito del Premio Vegetti 2019, segnalo pure la strameritata vittoria di Franci Conforti nella sezione Romanzo di Fantascienza, con Stormachine, libro uscito con DelosDigital; Franci è una grande e lo dimostra in ogni occasione, mi complimento con lei per la sua creatività e capacità, adoro la sua prosa.

LE INTERVISTE DI OVERTHEWALL: MARIO GAZZOLA


Un bella intervista al nostro Mario Gazzola, in questi mesi sugli scudi assieme a Ernesto Assante per il suo Fantarock; seguitelo nelle sue circonvoluzioni cerebrali e cognitive, nonché culturali, su MetalEyes.

MC E’ uscito a dicembre il primo saggio che esplora a 360° le connessioni della musica pop rock con l’immaginario di fantascienza, autori Mario Gazzola ed Ernesto Assante. Con noi Mario Gazzola. Ciao Mario e benvenuto su Overthewall.
Per prima cosa ti chiedo di te. Tu hai scritto di rock e di cinema per diverse testate cartacee, web e radio, hai scritto libri, saggi e racconti. Ci parli della tua attività di scrittore ?

MG Volentieri: è iniziata verso il 2007 con la pubblicazione del mio primo racconto sulla rivista di s/f Robot. Avevo fatto il giornalista rock free lance, un programma radio e un paio di mostre di foto di musicisti live, ma non era mai diventato il mio lavoro principale. Ho pensato che Tom Waits e Nick Cave erano dei grandi anche senza il mio modesto contributo e che, se volevo continuare a scivere, forse era meglio che mi dedicassi a qualcosa di più MIO che l’intervista per il nuovo disco di XX. Così nel 2009 è uscito (per Mursia) il mio primo romanzo ‘Rave di Morte’, ma alla musica non si scappa: anche se è un thriller cyberpunk ambientato nel 2025, il protagonista è un critico rock che hackera un’anteprima e così si caccia nei guai!
Poi, dopo aver girato con amici il cortometraggio un po’ cronenberghiano ‘Con gli occhi di domani’ (con musiche degli Iconoclast), è nato il mio sito Posthuman.it che lo ospita: così pian piano sono ricaduto nel “vizio” di scrivere recensioni di dischi, ora anche film, teatro etc., per una testata tutta mia, quindi alla fine – da buon tossicodipendente – sono ritornate anche le collaborazioni esterne con Nocturno Cinema, col Mediatrek di Assante etc. Si vede che dal destino non si sfugge!

MC Com’è nata l’idea di scrivere Fantarock? Parlaci di quest’opera.

MG L’idea l’ha buttata lì Ernesto un giorno mentre ci parlavamo al telefono: un’analisi della musica da quel punto di vista particolare non esisteva e consentiva di mettere insieme un po’ della cultura che m’ero fatto nel genere fantastico (da narratore, ma anche in campo di cinema e fumetti) con l’immortale passione musicale. Ho annaspato in affanno per alcuni giorni, soffocato dal terrore di non saper come fare a racchiudere tutta la multiforme materia in un unico testo, in che ordine, che struttura, come non dimenticare questo ma anche quello e poi… pian piano è cominciata a nascere una bozza d’indice. Se c’è una cosa in this life di cui bene o male riesco sempre a venire a capo è un testo scritto, quindi… volere è potere. Alla fine son venute fuori ben 460 pagine di rock che guarda al futuro!

MC Fantarock segue l’intero corso della musica rock, dagli anni Cinquanta a oggi. Com’è strutturato il libro e quali sono state le maggiori difficoltà nella sua realizzazione?

MG E’ strutturato in capitoli cronologici, circa uno per decennio, introdotto da una legenda che suggerisce al lettore non esperto una lista di libri, film e fumetti per inquadrare quel che conta nell’evoluzione della s/f in quella decade. Anche se poi non è detto che per es. i musicisti degli anni ’80 s’ispirino tutti al cyberpunk perché quella è stata la corrente letteraria forte di quel periodo. Come ricorderete, nell’84 sono usciti film come appunto 1984 di Orwell (con musiche degli Euryhtmics), il quale peraltro aveva scritto il romanzo nel 1948, di lì influenzando schiere di musicisti di ogni epoca, da Bowie a Rick Wakeman degli Yes fino ai Queensrÿche, ai Radiohead e l’anno scorso gli italiani La Fabbrica dell’Assoluto. Oppure Dune, film di Lynch (con musiche di Toto e Brian Eno) dal romanzo di Herbert, che però è del ’65 e anch’esso ha influenzato altri musicisti, da Klaus Schulze agli iron Maiden.
Quindi seguire il corso del tempo non è sempre facile né lineare, ci si tira dietro un sacco di connessioni incrociate (musica-cinema-letteratura-fumetto) e crosstemporali ma per me è fondamentale seguire l’evoluzione di un segno nel tempo: quando compro un disco io guardo sempre in che anno è stato pubblicato, per inserirlo nella mia ‘storia personale’: mi dico magari “ah guarda, Miles Davis nel ’75 già anticipava il funk no wave”. E comunque… in fondo è bello farsi travolgere da questa valanga, no? Se no che appassionati saremmo?!

Media-Trek » Blog Archive » Rock italiano? Si grazie


Il punto di Mario Gazzola sul nuovo rock italiano. Dal blog di Ernesto Assante, su Repubblica. Un estratto:

Nei confronti del rock italiano c’è stato, per anni, un pregiudizio. Perchè ascoltare copie italiane quando posso ascoltare gli originali internazionali? Le cose stanno cambiando, per merito di una nuova curiosità del pubblico, di meno “esterofilia” e per una decisa crescita delle band italiane. Ma non cambierà mai nulla se noi per primi non siamo disponibili ad ascoltare, per esempio, l’originale sintesi punk/dark/prog dei bresciani Mugshots (attualmente in studio con la punk queen Gaye Advert degli Adverts) quanto lo siamo per qualche nuova doom/sludge band di Seattle che le fanzine specializzate ci segnalano come next big thing; oppure l’horror metal dei Death SS, acclamatissime star dei festival Gods of Metal nonché pionieri di quell’iconografia shock-satanico-cimiteriale che ha reso famosi nel mondo gli eccessi di Rob Zombie e Marilyn Manson.
Ecco, se volete far giustizia proprio a questi ultimi, potete affrontare il monumentale cofanetto di 3 cd edito da Black Widow e intitolato Terror Tales (uno storico pulp magazine degli anni ’30 e un fumetto horror dei ’60, le cui tavole a base di mostri e fanciulle discinte sono evocate nel packaging del box set), in cui ben 35 band italiane e non solo omaggiano i cosiddetti Kings of Evil reinterpretando altrettanti brani della loro ormai ultratrentennale e tenebrosissima discografia. Offrendoci così l’occasione di osservare i loro apocalittici cavalli di battaglia rifulgere in “tutti i colori del buio”: perché se è vero che hard classico, thrash, speed e black metal la fanno da padroni, gli spunti più originali vengono dai gruppi di meno stretta osservanza metallica: come i già citati Mugshots (qui coadiuvati dal black metaller norvegese Mortiis), che portano in luce il glam di In The Darkness, o i Blue Dawn, che rendono Zombie un emozionante e drammatico duetto voce maschile-femminile dark psichedelico, i francesi Northwinds che aprono Lilith con ricercati ricami di flauto da Jethro Tull, e Il Segno del Comando, che fa di Another Life una ballata dark wave con dilatazioni progressive d’organo.
Non un ascolto facile, ma con diverse sorprese, come del resto l’articolata discografia della “Sylvester family” che – ridendo e terrorizzando – ha spaziato dal punk-metal alla Misfits ad un cyber metal postapocalittico, dalle freakerie circensi (Humanomalies) alla psichedelia più malata e mansoniana (i Sancta Sanctorum). E che il prossimo 12 aprile si arricchisce anche dell’album solista del tastierista Freddy Delirio, che debutta con The Cross (sempre su Black Widow), accompagnato dai misteriosi The Phantoms dai volti mascherati come quelli dei Ghost (ma con ospite Steve Sylvester), coi quali approfondisce le radici progressive del goth metal per cui la congrega è nota, con solenni architetture che non temono di baroccheggiare fra incenso e zolfo.

Il Segno del Comando
E, proprio a proposito di quest’ultima band (che prende nome dal romanzo di Giuseppe D’Agata, da cui anche lo storico sceneggiato RAI), sempre la Black Widow ha da poco lanciato l’ultimo album: L’incanto dello Zero, racchiuso in una cosmica copertina che rimanda chiaramente alle geometrie spaziali dei Blue Öyster Cult: come se i ’70 non fossero mai finiti, i fantasmi del Banco e degli Area di Demetrio si librano dalle solenni atmosfere hard-dark-prog del sestetto genovese, in particolare dalla stentorea voce di Riccardo Morello (con ospiti Maethelyah e Paul Nash dei nuovi Danse Society). Anche fra qualche ampollosità (anche nei testi in italiano), apprezzerete i loro ricchi e policromi intrecci strumentali.

Ernesto Assante | Pulp libri


Su PulpLibri una recensione di Walter Catalano a Fantarock, il saggio di Mario Gazzola ed Ernesto Assante che indaga la fantastica commistione tra Rock e Fantascienza. Un estratto:

Musica Rock e Fantastico, scientifico o meno, rappresentano da sempre un binomio inscindibile. Come il Rock, nasce dalla confluenza della cultura nera del blues e del jazz con quella bianca del Country & Western e del Tin Pan Alley convenzionale, veicolando le istanze ribellistiche e anticonformiste delle giovani generazioni consumatrici, e viene per questo a lungo snobbato dalla cultura musicale accademica; analogamente fantascienza, fantasy e horror si muovono in un ambito paraletterario e pulp, miscelando riferimenti colti e popolari per propagare un immaginario provocatorio, critico ed eterodosso. Due culture meticce e bastarde, due fenomeni sediziosi e refrattari. Interessante considerarne l’evoluzione parallela.

Proprio di questo si occupa il monumentale ma scorrevolissimo volume di Gazzola e Assante che, decennio dopo decennio – dai seminali anni ’50, fino all’attualità e oltre – analizza la traiettoria tortuosa e affascinante di questi eventi mediatici speculari, proponendo in apertura di ogni capitolo utili e ragionati elenchi bibliografici, filmografici e fumettologici seguiti dalla dettagliata analisi del periodo e degli autori e opere che l’hanno contraddistinto.

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