HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Esoterismo

Civiltà “sotterranee” nel mito, nell’occultismo e nella “realtà alternativa” – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un post lungo e dettagliato su cosa significa indagare La tematica delle Civiltà Sotterranee nell’ambito della Letteratura di Fantascienza. Lì dove la SF opera su un substrato fantastico s’insinuano le remotissime leggende di cui l’uomo ha sempre avuto memoria, esseri arcaici, divinità, entità disincarnate e oscure che si muovono all’interno di sacche quantiche del reale, lì dove è meglio non cacciare il naso, come diceva Lovecraft.

Si può dare credito a (o anche solo prendere in considerazione) tutte le credenze tradizionali che veicolano l’esistenza di un mondo al di sotto del nostro, all’interno del globo terrestre o piuttosto in una dimensione altra difficilmente definibile secondo i criteri della fisica sperimentale? Questa idea che all’uomo contemporaneo può apparire folle ha d’altro canto, fin dall’alba dei tempi, esercitato un fascino inconsueto e continuo sull’umanità tutta, attraverso le varie ère: e ancora oggi, sebbene recepita sotto forme diverse, continua ad esercitarlo.

Nell’arco dei millenni ci sono giunte, praticamente da ogni tradizione del globo, leggende su civiltà ormai scomparse — o quantomeno scomparse dalla superficie, ovvero con riguardo al nostro piano dimensionale di esistenza — che si sarebbero rifugiate, per evitare l’annientamento definitivo, sottoterra o in un altro piano dimensionale, sovrapposto al nostro sebbene raggiungibile unicamente in condizioni particolari e straordinarie, nonché spesso del tutto casuali e non prevedibili.

Annunci

Lo sai, vero?


Cosa hai costruito in questo breve lasso di tempo eterno? L’infinito, dici? Lo sai che sono due concetti molto molto diversi, vero?

H.P. Lovecraft, le “porte della percezione” e le “fenditure nella Grande Muraglia” – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un contributo sulla letteratura di H.P. Lovecraft, in particolare si analizza il racconto From beyond sulla ghiandola pineale e sui portali psichici che essa svela.

«Che cosa sappiamo del mondo e dell’universo che ci circonda? I nostri canali sensoriali sono pochissimi e degli oggetti che ci stanno intorno abbiamo una percezione quanto mai ristretta. Vediamo le cose come ci è permesso di vederle e non possiamo farci nessuna idea della loro realtà assoluta. Con cinque debolissimi sensi pretendiamo di capire un cosmo infinito ed estremamente complesso; eppure, esseri dotati di sensi più forti, più profondi o in grado di operare su un’altra banda non solo vedrebbero le cose in modo diverso da noi, ma sarebbero in grado di percepire e di studiare mondi di vita, di energia e materia che sono a portata di mano e che le nostre facoltà non ci permettono di scoprire.»

«Forme indescrivibili, vive o no, parevano mescolate in un disordine disgustoso e intorno agli oggetti familiari c’erano mondi interi di entità ignote sconosciute.»

Le considerazioni successive sono stupefacenti, lo sconcerto derivato dal disvelamento delle sacche quantiche di realtà frattalizzate che il Solitario vaticina sono capisaldi ancora attuali, anzi punti di partenza per l’infinito che cortocircuita passato, futuro e presente in una melma dimensionale asfissiante, nulla, che evidenzia lo stato energetico in cui siamo immersi e che gli sciamani indagavano già dalla Preistoria.

Come già abbiamo avuto modo di trattare in altra sede, su alcuni argomenti Lovecraft anticipava i tempi (come, per esempio, sull’uovo di dinosauro: l’idea di scrivere una storia su questo tema gli venne mentre era in corso la spedizione che avrebbe scoperto le prime uova fossili, fino a quel momento sconosciute). Lo stesso, a nostro avviso, possiamo dire in merito alla ghiandola pineale. Nel 1931 verrà sintetizzata per la prima volta una molecola nota come dimetiltriptamina (DMT), sostanza psicoattiva ad alto potere allucinogeno, che è ricavabile da erbe o piante e viene prodotta anche dall’organismo umano, nelle ore di sonno, proprio dalla ghiandola pineale. Ma definire questa sostanza semplicemente un allucinogeno potrebbe essere riduttivo, dato che venne utilizzata in contesti rituali, per i cosiddetti viaggi sciamanici, come chiave d’accesso ad altri mondi, uno strumento utile non per una fuga dalla realtà ma per una sua visione più completa, al di là dei limiti del comune sensorio umano.

Proprio come la macchina lovecraftiana, che ha come scopo – si noti – non l’azione sull’ambiente al fine di rendere percepibili ai sensi ordinari realtà invisibili, nella maniera più oggettiva, ma la mutazione dell’apparato percettivo per andare oltre i propri sensi e raggiungere una visione della realtà che sia il più “totale” possibile. Non ci troviamo più di fronte, quindi, a scienziati obiettivi che guardano al microscopio, ma a sperimentatori che mutano se stessi, aprendo le “porte della percezione” verso un ignoto che non è illusione ma disvelamento di realtà celate. È una concezione avanzata, che distacca Lovecraft dalla sua epoca, portandolo ancora una volta all’avanguardia, anticipatore di discorsi che troveranno la loro attualità solo molto tempo dopo. E questo non solo nel “bene”, ma anche nel “male”. Se è certo, infatti, che le manipolazioni del sensorio non producono semplici allucinazioni ma forniscono anche le chiavi d’accesso a dimensioni differenti, non riservate esclusivamente all’uomo, sarà ancor più vero – e qui il racconto lovecraftiano è molto chiaro – che questi nuovi mondi non sempre sono benefici, l’espansione della coscienza avvenendo anche verso regioni inadatte alla costituzione mentale umana (così come, del resto, il contatto con gli abitatori delle medesime). Le incognite sono notevoli e gli incontri favorevoli all’uomo per nulla scontati.

Sennonché, mentre gli sciamani sapevano bene come agire, gli uomini della modernità, ancora una volta, con il loro atteggiamento “sperimentale” e scientista, ieri come oggi, corrono rischi che difficilmente sono in grado di comprendere. L’universo, come ci fa giustamente notare Lovecraft, non è un habitat del tutto amichevole nel quale sia possibile compiere escursioni a proprio piacimento. La brutta fine fatta da alcuni “profeti” dell’esplorazione di questi nuovi mondi (tra cui proprio Terence McKenna, grande sostenitore del DMT) è solo un ulteriore riscontro di quanto detto finora. Tutto l’ottimismo della cosiddetta “cultura psichedelica” è già di fatto smontato in questo breve racconto del 1920, il quale, se opportunamente considerato, avrebbe sicuramente contribuito a evitare illusioni e confusioni del tutto deleterie.

Atti della fondazione


Si preparano a espandersi i rioni, e poi le mura, infine i genius loci degli angoli più incantati. In un definitivo sommovimento energetico degli occultate motivazioni.

“Picnic at Hanging Rock”: un’allegoria apollinea – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo trattato sul film Picnic at Henging Rock e a tutto quello che è sotteso all’interno della storia. Avevo già trovato altre corrispondenze recenti a queste teorie, che già conoscevo, e ora l’approfondimento è d’obbligo anche perché in quest’ultimo intervento il filo esoterico viene ricondotto in parte ad Apollo, e il gioco ora si fa grosso. Un estratto:

Nell’«eterno presente atemporale» sperimentato e vissuto delle collegiali sui pinnacoli di Hanging Rock, in uno stato di solitudine assoluta e di comunione con la Natura — celebrata con danze feriche sostenute da ineffabili flauti panici e dionisiaci — c’è tutta l’atmosfera paradisiaca dell’Arcadia locus idilliaco ed onirico del mito ellenico. L’aspetto atemporale dell’esperienza è sottolineato anche dalla frase pronunciata da una delle ragazze: «Un milione di anni… solo per noi». Le collegiali, forse inconsciamente, sembrano consapevoli di stare per uscire dal tempo samsarico, e di essere in procinto di sperimentare l’accesso a una dimensione sopraelevata — o il ritorno all’Origine.

Il personaggio di Miranda (interpretata da Anne-Louise Lambert) si trova indubbiamente al centro della conflagrazione degli eventi: è la più eterea e angelica delle studentesse del collegio di Appleyard, e nondimeno è al tempo stesso quella che maggiormente si distacca dagli schemi prestabiliti dalle convenzioni sociali.

La figura di Miranda, non a caso definita come un’epifania della Venere del Botticelli, che in molte sequenze vediamo sfocata ed evanescente sugli sfondi ancestrali di Hanging Rock, è la rappresentazione dello Spirito veramente libero, che vola dove vuole. Significativamente, in una delle scene conclusive della pellicola, Sarah dirà di Miranda che non è andata lì per caso e che conosce cose che pochi altri conoscono: segreti. Miranda è, in altre parole, l’Eletta — in modo non dissimile se vogliamo dalla Laura Palmer di Twin Peaks — o, per dirla in termini gnostici, lo Spirito Pneumatico che si eleva oltre la superficie delle cose per ritornare alla Fonte: per questo, Miranda è anche Sophia.

Nel personaggio di Miranda riconosciamo simboli antichissimi della nostra tradizione, di cui possiamo solo supporre Peter Weir fosse consapevole. D’altra parte, spesso i simboli agiscono in modo inconsapevole ai loro stessi ‘evocatori’, dunque di ciò non dovremmo sorprenderci. Bisogna dirlo subito e chiaramente: Miranda ha tutti i crismi di un’epifania apollinea ed iperborea. Fin dalle prime scene, le viene associato il cigno come ‘doppio’: la vediamo per esempio pettinarsi allo specchio e il suo volto appare vicino a una fotografia del volatile iperboreo per eccellenza. Nelle battute finali, l’amica Sarah prega una sua effige accanto a cui, nuovamente, è stata posta una statuetta del medesimo animale.

Ma c’è molto di più: Weir ci mostra in più di un’occasione, grazie all’espediente visivo della sovrapposizione, la sua intercambiabilità effettiva con il cigno apollineo, e proprio in quella forma si mostra a Michael in una scena altamente significativa. Dove prima c’era Miranda, improvvisamente appare un cigno; poi, scompare anche quello e nulla rimane. Miranda è ritornata all’Altro Mondo. Comprendiamo così che, ben lungi dall’essere ‘morta’, Miranda vive ancora in una forma ontologicamente superiore e più sottile di quella umana, e può in tal modo apparire nei sogni delle sue compagne o sotto forma di epifania teriomorfa a chi davvero sappia ‘connettersi’ con lei.

Sinestesia e occultismo nell’era Vittoriana | L’indiscreto


Su L’indiscreto una ricerca particolare e approfondita sull’intreccio tra sinestesia e occultismo di inizio ‘900 e su alcuni risultati che può aver generato. Un estratto, non esaustivo.

“Mi sono sempre considerato come una voce di una più vasta rivoluzione che è appena iniziata nel mondo – la rivolta dell’anima contro l’intelletto”, così scrisse William Butler Yeats nel 1892 al suo mentore, il nazionalista irlandese John O’Leary. Yeats credeva che la magia fosse al centro non solo della propria arte, ma anche di un’epoca nascente in cui spiritualità e tecnologia avrebbero marciato insieme verso un futuro incerto.

Da questo fermento di misticismo tardo-vittoriano è emerso Le forme-pensiero (1901), un libro strano, accattivante, spesso pretenzioso ma assolutamente originale. È stato scritto da Annie Besant e Charles Leadbeater, ex membri della London Theosophical Society come lo era Yeats, e presenta una splendida serie di immagini a illustrazione dell’argomento centrale del libro: emozioni, suoni, idee ed eventi si manifestano anche come aure visive.

Le ambizioni del libro sono evidenti sin dalla prima pagina. “Dipingere nei colori spenti della Terra le forme vestite di viva luce di altri mondi,” si lamenta Besant, “è un compito duro e ingrato”. Poi insiste sul fatto che le immagini del libro “non sono forme immaginarie, costruite da un manipolo di sognatori”. Piuttosto, “sono rappresentazioni di forme realmente osservate, percepite da uomini e donne comuni”. Inoltre l’autrice spera che grazie ad esse il lettore “si renda conto della natura e del potere dei propri pensieri”. Questa magniloquenza era tipica dell’epoca: gli occultisti di fin de siècle hanno dato vita ad alcune delle scritture più barocche della storia letteraria, la più purpurea tra le prose barocche.

Ma cosa intendiamo, esattamente, quando definiamo una prosa scritta nero su bianco “purpurea”? [N.d.T: un termine usato in inglese come sinonimo di “prosa ornata”]?

Queste particolari associazioni tra parole, colori e suoni erano proprio quel che ha mosso Le forme-pensiero. In altre parole, il libro parla di sinestesie. L’illustrazione della musica di Mendelssohn riprodotta sopra, ad esempio, raffigura linee gialle, rosse, blu e verdi che emergono da una chiesa. Questo, secondo Leadbeater e Besant, “esemplifica il movimento di una delle parti della melodia, i quattro movimenti che si dispiegano approssimativamente insieme, denotando rispettivamente il soprano, l’alto, il tenore e il basso”. Inoltre, “il bordo smerlato che circonda il tutto è il risultato di varie fioriture e arpeggi, e le mezzelune galleggianti al centro rappresentano accordi isolati”. Il colore e il suono si erano così mescolati.

Eppure Leadbeater e Besant non miravano solo a visualizzare il suono, ma anche a dimostrare i loro doni psichici: la capacità di rilevare le “vibrazioni” spirituali di idee, emozioni e suoni come forme visive. In altre parole, una sorta di sinestesia spirituale, un fatto religioso quanto neurologico.

Il mood d’inizio ‘900 (ma anche di fine ‘800) dev’essere stato assai particolare, generando mostri ma non perché la ragione si assopiva (eravamo al culmine del Positivismo) bensì perché, involontariamente, si gettava luce soltanto sugli aspetti del reale mentre le cose in ombre rigurgitavano, acquisivano forza dai loro rivoli occulti; perché l’esistenza umana e l’intero cosmo sono tutt’altro che razionali…

Kindled


Le essenze escono dagli elementali, ne sono parte.

BREAKFAST COMICS

Il fumetto quotidiano di Michele Nuzzi

Il Caos dentro

...che genera una stella danzante

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

Blog di cucina vegana

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn

Drawing artist 🇮🇹 26 ♍️ I'm an artistic spirit. 👩‍🎨 I draw, therefore I am. 📨 evelynartworks@virgilio.it 🌛🌓🌜 Facebook / Twitter / Instagram: @EvelynArtworks

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Espedienti Editoriali

parlo di editoria e creo eBook

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

patrizia arcari

LIFESTYLE BLOG - appunti e brevi considerazioni su economia circolare, slow life, trasporto sostenibile, cucina del riuso e ... quantistica

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

bertolinometalartist

GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Con me, nell’universo!

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: