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Archivio per Esoterismo

Presentazione di «AXIS mundi» agli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2020 – A X I S ✵ m u n d i


Su AxisMundi un lungo articolo di Marco Maculotti che aiuta a inquadrare l’essenza stessa del sito, il motivo per cui esiste e gli obiettivi che i tenutari si sono prefissati. Un estratto, non esaustivo ma significativo:

Inquadrare «AXIS mundi» in una categoria ben definita non è semplice. Pur essendo incentrato su tematiche apparentemente molto accademiche come la storia delle religioni, l’antropologia del sacro, l’etnografia e il folklore, in realtà le pubblicazioni riguardano spesso anche argomenti più difficilmente inquadrabili in una prospettiva accademica, come tutte quelle dottrine che vengono solitamente definite “esoteriche”, pratiche rituali e “magiche”, e non ultima la letteratura del fantastico.
Il “filo rosso” che unifica tutte queste tematiche eterogenee trattate sulle pagine di «AXIS mundi» in realtà, definizioni ed etichette a parte, è molto chiaro, e si può rintracciare nella credenza nell’esistenza di un mondo ulteriore dietro quello di cui facciamo esperienza tutti i giorni con i sensi ordinari: un mondo occulto e normalmente invisibile, decifrabile alla stregua di un codice segreto, cui l’individuo può accedere eccezionalmente durante le esperienze estatiche e mistiche e di cui la storia delle religioni e le dottrine etnografiche ci hanno dato innumerevoli testimonianze attraverso i millenni della storia dell’umanità.
A livello accademico l’antropologia non si è mai concentrata, purtroppo, su questa prospettiva interpretativa dell’esperienza cultuale e religiosa. Quando nacque nel XIX secolo, l’antropologia era considerata nelle università una disciplina quasi interamente incentrata sul profilo razziale. Nella seconda metà del XX secolo si è poi passati a una prospettiva nominalmente “culturale”, ma in realtà più incentrata su tematiche di tipo sociologico, e non sulle tradizioni sacre stricto sensu. Io invece ritengo che, se vogliamo davvero studiare la storia dell’homo religiosus attraverso i millenni, dobbiamo mettere al centro della nostra analisi proprio l’esperienza sacra in sé, e tutta la visione del mondo che nelle società tradizionali stava dietro e rendeva possibile, collettivamente e individualmente, questa esperienza.

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Fuori ora! «Zothique n.6: speciale Gustav Meyrink» | AxisMundi


Segnalazione su AxisMundi per il nuovo numero di Zothique, la rivista di cultura e narrativa fantastico di Dagon Press dedicata, in questo numero, all’opera di Gustav Meyrink. Un estratto (in basso c’è il sommario, giusto per ingolosirvi un po’):

In questo speciale viene analizzata in dettaglio tutta la sua produzione, sia narrativa che saggistica. Si parte con un esauriente oltre che autorevole pezzo introduttivo di Gianfranco de Turris, forse il massimo esperto italiano delle opere di Meyrink, che in “La fantasia esoterica di Gustav Meyrink” ci parla del forte legame che c’è tra la vita e l’opera dello scrittore; gli scritti di Meyrink sono infatti pervasi da vere conoscenze arcane che lo scrittore realmente acquisì attraverso le sue ricerche e i suoi studi personali o frequentando i numerosi circoli esoterici del suo tempo. A seguire, Matteo Mancini getta un lungo e particolareggiato sguardo sulla narrativa breve di Meyrink, analizzando in dettaglio tutti i suoi racconti tradotti e pubblicati in Italia. Mentre Cesare Buttaboni si sofferma sulla produzione più lunga dello scrittore, partendo da “Il Golem”, il romanzo più famoso, fino alla novella lasciata incompiuta “La Casa dell’Alchinista”.
Uno sguardo quindi a 360° sugli scritti di Meyrink, che viene completato da Marco Maculotti che ci parla con competenza della dottrina del “Risveglio Mistico” che è alla base della saggistica di Meyrink, produzione non meno importante di quella narrativa. Segue un classico tradotto per la prima volta in Italia di Angelo S. Rappoport (1871-1950), studioso che ha analizzato a fondo le leggende ebraiche e che ci illustra sulla nascita e l’origine del Golem, il mostro d’argilla che stregò l’immaginazione di Meyrink.
Quindi arriviamo al pezzo forte di questo speciale: ben tre racconti dello scrittore austriaco da noi ancora inediti! Ma non è finita qui: il pezzo finale di uno dei biografi dello scrittore ci fa conoscere le circostanze della strana morte di Gustav Meyrink, che fu un evento fantastico quasi quanto i suoi racconti! Lo scrittore andò infatti incontro alla signora con la falce in modo assai singolare… Tutto questo e altro potete leggere sulle pagine di “Zothique”.

Wardruna – Skugge (Shadow), Official Lyric video


Il mondo esoterico delle rune mitigate dal freddo intollerabile, mentre il crepuscolo incipiente rende gioia il sopravvivere.

Fields of the Nephilim – The Watchman


Alla complessa ricerca dell’occulto strisciante.

Intervista a Giorgio Galli: esoterismo, cultura & politica – A X I S m u n d i


Su AxisMundi una bella intervista di pochi anni fa al recentemente scomparso Giorgio Galli, in cui vengono tracciate le rotte culturali, cultuali, sociopolitiche ed economiche di questi decenni, che ovviamente affondano nell’humus fantastico del passato, a volte anche remoto. Vi lascio ad alcuni piccoli stralci, ma ovviamente l’invito esplicito che vi faccio è quello di leggere attentamente tutta la chiacchierata, troverete delle belle sorprese.

Come interpreta il ritorno di interesse verso tematiche di tipo esoterico nel cuore dell’epoca post-illuminista e positivista?

Credo che una risposta non si possa dare che in termini di probabilità. Penso che ciò che definiamo esoterismo sia un deposito di antiche culture che hanno percepito, sia pure in modo confuso, un modo di rapportarsi con la realtà che aveva degli elementi di validità, che sono stati del tutto accantonati dalla rivoluzione scientifica ma che probabilmente sono insiti, per così dire, in un modo particolare della natura umana di approcciarsi con la realtà. Questo non vuol dire che non sia valida l’impostazione della rivoluzione scientifica, coi grandi risultati che ha dato. Ma probabilmente ci sono modi di interpretare la realtà irriducibili a quelli della scienza (basata sull’esperimento, sulla verifica e sulla ripetibilità dell’esperimento), altri paradigmi, insomma, rispetto a quello positivo. Basti pensare al ruolo dei miti e delle leggende e al peso che hanno avuto nell’evoluzione dell’uomo. La mia interpretazione è che questi modi siano talmente forti e radicati da riuscire a resistere alla prima ondata della scienza – quando questa cercava di spiegare tutto, sommergendo così gli approcci “esoterici”. Via via questa ondata è diminuita di intensità (basti pensare al venir meno, nella scienza odierna, dell’onnipotenza del positivismo, con l’effetto che gli stessi scienziati sono ben consapevoli dei loro limiti). Ebbene, dopo la crisi della fiducia seicentesca, culminata nell’Illuminismo del Settecento, questo modus operandi definito esoterico, componente fondamentale dell’essere umano – pure con la sua carica di ingenuità e di approssimazione, naturalmente – tende a riemergere. Io credo che questa sia una possibile spiegazione.

Qualcosa è andato perduto, insomma?

È venuto meno, appunto durante la prima ondata di ottimismo di una scienza che pretende di spiegare tutto in maniera esaustiva, un modo diverso di confrontarsi con la realtà, riemerso a seguito della crisi delle “sicurezze” scientifiche. Questa è un’ipotetica spiegazione – altrimenti si cadrebbe in contraddizione. Ad esempio, non si spiegherebbe perché il grande salto in avanti della fisica quantistica sia avvenuto nella Germania a cavallo tra fine Ottocento e inizi del Novecento, in quella stessa Germania in cui ebbe particolare vivacità la rinascita astrologica e in cui si vide il fiorire di quegli approcci esoterici che si svilupperanno poi, peraltro, nel nazionalsocialismo. Molti degli scienziati che si occupavano di energia atomica – le cui ricerche portarono a supporre la Germania potesse disporre della bomba atomica persino prima degli Stati Uniti – credevano nella validità dell’astrologia. Ebbene, proprio in questo stesso periodo sembrerebbe contraddittorio assistere, da un lato, al grande sviluppo scientifico, dall’altro, al riemergere di queste altre culture. Se si pensa appunto a un’alchimia che prepara la chimica o ad una astrologia che annuncia l’astronomia, come spiegare questo ritorno di interesse? Sono impostazioni irriducibili ad un comune denominatore, entrambe molto forti, che periodicamente riemergono, spesso a seguito della crisi dell’altro paradigma.

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È morto il politologo Giorgio Galli – la Repubblica


Su Repubblica la notizia della morte di Giorgio Galli, politologo e profondo conoscitore delle manovre occulte che si agitano nelle motivazioni sociopoliticoeconomiche mondiali – cito, una su tutte, il suo saggio Hitler e il nazismo magico. Estrapolo un passo assai illuminante dal necrologio del quotidiano, sapendo già a cosa sarebbe andato a parare il buon Giorgio; e voi, l’avete già capito?

Ha collaborato con riviste come Panorama e Linus e, studioso prolifico, ha firmato moltissime pubblicazioni spaziando dalla politica italiana del dopoguerra al nazismo, passando da Hitler a Giulio Andreotti, fino ai temi legati alla più stretta attualità. Fra i titoli dei suoi lavori “Storia dei partiti politici europei”, “Partiti politici italiani (1943-2004)”, “Mezzo secolo di Dc”, “Esoterismo e politica”. Era da poco uscito per Oaks editrice il suo saggio “Hitler e l’esoterismo”.

Aveva recentemente consegnato un intervento destinato al primo numero del 2021 della rivista legata all’istituto Civica sulle minacce alla democrazia rappresentativa. Sempre per la Kaos edizioni aveva pubblicato da poco anche “L’anticapitalismo imperfetto”. A dare la notizia della scomparsa di Galli è stato l’amico Mario Caligiuri con il quale il politologo aveva firmato proprio quest’anno “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia”, pubblicato da Rubbettino. Nel libro gli autori analizzavano il ruolo delle multinazionali approfondendo i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica.

Aleister Crowley: Bagh-i-muattar. Profumi dal giardino di Abdullah – Ver Sacrum


Su VerSacrum una recensione a cura di Cesare Buttaboni a Bagh-i-muattar. Profumi dal giardino di Abdullah, lavoro di Aleister Crowley scritto sotto pseudonimo che, al tempo, ha avuto una storia editoriale assai travagliata. Vi lascio alle righe di Cesare:

C’è un suo libro che non viene mai citato ovvero Bagh-i-muattar. Profumi dal giardino di Abdullah che viene ora pubblicato dalle Edizioni Mediterranee. Si tratta di un testo maledetto che ha avuto una vicenda editoriale burrascosa. L’edizione originale venne stampata a Parigi, in forma clandestina, nel 1910 in un’edizione strettamente limitata a 200 copie. Crowley per l’occasione usò il nome di uno scrittore persiano mai esistito ovvero Abdullah El Haji, in arte “Abdullah il verseggiatore”. Il libro venne colpito dalla maglie della censura per le tematiche scandalose trattate. In effetti il “Bagh-i-muattar”, un misto di prosa e poesia, è piuttosto esplicito e blasfemo nel delineare un amore sodomitico molto spinto con riferimenti a pratiche sadomasochistiche e scatologiche. L’oggetto del desiderio di Crowley è un giovanetto di 15 anni di nome Habib, in realtà una figura mai esistita che mascherava il suo amore per Herbert Charles Pollitt (1871-1942), medico mancato e attore di personaggi femminili. Per completare il quadro non mancano l’elogio della pederastia, le prese di posizione contro la donna (“Nessuna donna è una compagnia adatta per un uomo: costei lo abbrutisce necessariamente”) e contro la religione islamica. Non bisogna pensare però che manchi l’esoterismo: anzi i rapporti con il ragazzino sono la chiave per accedere alla magia sessuale.

Bagh-i-muattar in definitiva è un tassello essenziale per capire l’universo di Aleister Crowley e penso che tutti gli appassionati del celebre mago dovrebbero procurarselo. Il volume è a cura di Vittorio Fincati ed è disponibile sul sito delle Edizioni Mediterranee.

Le nozze chimiche di Aleister Crowley – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione di Cesare Buttaboni a Le nozze chimiche di Aleister Crowley. Itinerari letterari con la grande Bestia, saggio di Franco Pezzini dedicato alla figura del celebre occultista inglese del secolo scorso.

La nuova rilettura di Franco Pezzini indaga un personaggio piuttosto ambiguo, chiacchierato, divisivo e assolutamente affascinante. Si comincia con la copertina di uno degli album più ascoltati di tutti i tempi: quel Sgt.Pepper che con la sua band di cuori solitari ha appassionato intere generazioni. Tra un guru hindu e Mae West, compare anche l’inconfondibile capoccia del nostro, ma questo posto d’onore nel pantheon beatlesiano non è l’unico: Crowley ha influenzato tanta pop culture, arte e letteratura.
Come un bravo detective Pezzini parte alla ricerca dei filoni di questa fascinazione da Il Mago di Maugham (1908, in Italia pubblicato da Adelphi) che lo vede ritratto nella figura di Haddo, centrale anche nella trasposizione cinematografica di Rex Ingram. Crowley risponderà anni dopo con il suo complesso romanzo Moonchild (1917, tradotto La figlia della luna).
Crowley è stato prevalentemente un occultista, dapprima nella Golden Dawn sotto il nome di Frater Perdurabo, e poi di altri culti come l’A∴A∴, l’OTO (Ordo Templi Orientis) e infine del suo proprio culto, quello del Thelema il cui comandamento inneggia alla volontà, alla libertà e all’amore. Ma se nella Golden Dawn la voglia di Crowley di appartenere agli ordini iniziati ai segreti più profondi ha causato dei veri e propri scismi, con il culto del Thelema la Bestia ha anche creato comunità, rituali e addirittura un’abbazia magica nella nostra Cefalù, da cui lo cacciò solo il Duce, meritandosi versi di scherno e biasimo, le Songs for Italy (1923).
Vorace bisessuale e sempre alla ricerca di nuove esperienze in giro per il mondo, Crowley partecipò in gioventù a una spedizione sul K2, che arrivò molto in alto pur non raggiungendo la cima, fu critico letterario per Vanity Fair (stroncò Il Mago di Maugham); viaggiò moltissimo e frequentò decine di personaggi notevoli, tra il guru buddhista Allan Bennett (suo maestro di magia), la nota medium Dion Fortune e addirittura Fernando Pessoa con cui intrattenne un fitto epistolario.
Se la presenza di Crowley nella sua epoca tra libri di poesia, opere teatrali, romanzi, rituali e la rivista The Equinox non passò certo inosservata, sono le epoche successive a versargli il tributo di fama più ingente.
Crowley si ritrova in un verso di Bowie (“Quicksand”), ha una sua propria canzone dedicatagli da Ozzy Osbourne, a lui si è ispirato per un personaggio Alan Moore in V per Vendetta, Neil Gaiman in The Sandman (Roderick Burgess), lo ritraggono anche Dampyr e Dylan Dog, i film della Hammer (of course), le serie tv da X files a Xena passando per The Simpsons e poi videogames e tanta letteratura di genere all’interno della quale Pezzini si diverte a tracciare percorsi che stupiranno anche i più ferrati. Insomma per quanto non siamo pronti a seguire in tutto il Thelema, un viaggio nel mondo della Bestia vale più che il prezzo del biglietto.”

Apparizioni Mariane & “Dame Bianche” – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo intervento di Marco Maculotti sulla continuità delle apparizioni della Madre, attraverso epoche pagane e postpagane, nel Centro e Sudamerica. Un estratto:

Ha recentemente destato preoccupazione, tra i cattolici tradizionalisti, la celebrazione del rituale dedicato a Pachamama, Dea Madre della tradizione andina, nell’ambito del Sinodo Pan-Amazzonico, svoltosi in Vaticano durante il mese di ottobre 2019. Molti tra i fedeli e pure diversi ecclesiastici e teologi hanno visto nel rituale una celebrazione contro-iniziatica, idolatrica, addirittura “satanica”, accusando tra le altre cose la curia di Roma di mirare a sostituire il Culto Mariano con quello profano ed “ecologista” della Madre Terra.
Non vogliamo in questa sede impelagarci in discorsi teologici vertenti sui dogmi della Vergine Madre né tantomeno sostenere una concezione stricto sensu sincretica fra la medesima e le più svariate figure femminili venerate dalle altre religioni, quanto piuttosto limitarci a riportare alcune riflessioni volte ad analizzare l’aspetto archetipale delle Apparizioni Mariane al di là dei dogmi cattolici, nonché a mettere in luce alcune caratteristiche inaspettate e ricorrenti che sembrano non presentare soluzione di continuità con i culti precristiani.

Molti elementi delle Apparizioni Mariane degli ultimi secoli sembrano richiamare Misteri molto più antichi del cristianesimo. È per esempio il caso del già menzionato caso della Vergine di Guadalupe che apparve il solstizio d’inverno del 1531 presentandosi contemporaneamente come la Vergine Maria e la Inninantzin Huelneli, cioè la «Madre dell’Antico Dio», vale a dire Quetzalcoatl, il «Serpente Piumato», la divinità più elevata del pantheon precolombiano. Ritorna dunque anche in questa tradizione l’immancabile “incontro” tra Femminino e Serpentino, addirittura a più livelli: secondo la tradizione, Quetzalcoatl era infatti nato dalla dea Coatlicue, letteralmente traducibile come «Gonna di Serpenti», personificazione della natura madre e dell’aspetto femminile della divinità, che l’avrebbe concepito verginalmente, ingravidata da un frammento di giada, pietra particolarmente sacra nell’antico Messico.
Si vedrà dunque come anticamente, nella tradizione azteca così come in un numero infinito di culti precristiani, la figura della Madre di Dio coincideva anche, tra le altre cose, con quella della Madre Terra, e quindi comprendeva ipso facto sia l’aspetto benevolo e consolatore di cui si è detto sia quello terrifico, altrove rinvenibile sotto forma di culti come quello indiano di Kali o, per rimanere in ambito cristiano, in quello omologo delle cosiddette «Madonne Nere» o di «Sara la Nera» per gli Zingari, che analogamente alla Dea Nera degli Induisti coniugano in una sola persona divina i due aspetti predetti, come pure la Santa Muerte così venerata nel Messico odierno.
Il rapporto esistente tra la Madonna e la morte, d’altronde, è troppo ricorrente per non essere rilevato: si è già detto che numerose Apparizioni Mariane degli ultimi decenni hanno portato alla rivelazione profetica di immani disgrazie come guerre e carneficine. Jean Markale, parlando della «Legione di Maria» [10] esistente in Irlanda fin dai primi secoli cristiani, fa della Vergine (e anche di Sant’Anna) un doppio funzionale dell’antica dea celtica Ana o Dana, omologa della Diana italica, divinità selenica; d’altronde, anche la Madonna viene tradizionalmente rappresentata con i piedi al di sopra di una falce lunare.
Dea della nascita come della morte, attraverso la sua “porta” (in latino ianua) avveniva la nascita nel nostro mondo e soprattutto, dopo la morte fisica, quella al mondo degli dèi e dei Tuatha de Danann: «nel momento in cui si oltrepassa trionfalmente la porta, si penetra nel mondo degli Anaon, vale a dire dei Trapassati», accedendo così al mondo degli dèi. È lo stesso Markele a sottolineare che «non si raggiunge la dimora di Dio se non passando per il mondo dei morti», di cui Ana-Diana-Maria detiene le chiavi similmente alla Reitia degli antichi Veneti, Dea Madre e Signora dell’Aldilà, divinità della natura, della fertilità, della guarigione e della salute, o forse meglio sarebbe dire della salvezza (nella concezione delle culture tradizionali sovente i due termini si confondono).

Sumerland: Press: McCoy on Austin Osman Spare from “AOS: A Celebration”


Dal web spunta una vecchia intervista di Andrew Collins a Carl McCoy dei FieldsNephilim, in cui racconta della genesi occulta dei suoi lavori, in particolare di Elizium, in cui le idee dell’occultista Austin Osman Spare hanno guidato la realizzazione dei capolavori oscuri e ipnotici della band. Un significativo estratto (in inglese):

For me, the love affair with Fields of the Nephilim goes back to one night in 1988. I recall watching Top of the Pops and seeing the promo video for Moonchild, which had just entered the Top 30. The snarling jaws of hell-hounds, combined with shimmering scenes in black and white showing shrouded spirits, ritual paraphernalia and occult invocation, left me transfixed. I didn’t know who these people were, but felt I needed to listen to their records, find out what made them tick. I became acquainted with the Nephilim’s front man and composer Carl McCoy, unquestionably the driving force behind this fascinating musical phenomenon. Carl subsequently read and was impressed by my book The Black Alchemist, released that same year, and since then we have remained friends.

How did this affinity begin?

“I found Spare by chance — It was mainly through references to William Blake, John Dee, the chaos current and, of course, art.”

Was it the art that captivated you, or the man himself?

“Somehow, the symbolism struck. We were of a like mind. His writings and interpretation of evocation were something I understood totally, and there are not many people that I have found who really shine. Spare used a language that is very old — partly words of phonetic emotions, but more than anything it was his symbolism, which balanced it out to fill in the gaps of what he attempted to explain.
“Spare needed the sigils and the art to come together as a magical language. His style was able to help me in what I did as far as understanding and interpreting the whole current, and the spiritual instinct that surrounds us. He tried to explain that which is not dimensional, and he did it perfectly.”

Are you saying that it was through loneliness that Spare achieved his goals?

“No, he was a person that lived a solitary lifestyle. He wasn’t lonely because of the whole spiritual entity that surrounded him. He never felt lonely, he didn’t need help.”

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