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Archivio per Ettore Fobo

Strani giorni: Una poesia di Eugenio Montale


Sul blog di Ettore Fobo, una poesia di Eugenio Montale. Ho riportato i versi perché mi è apparsa netta la piccolezza dell’umano, pur proiettato in una dimensione elegiaca da creazione. La poesia come misura della nostra limitatezza, ed è evidente che urga un senso di superamento di questi limiti, e di queste bellissime poesie.

Forse un mattino andando in un’aria di vetro
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come su uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

***

Da “Ossi di seppia” – Eugenio Montale – edizione per il Corriere della sera – giugno 2019

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Strani giorni: 25 aprile


Dal blog di Ettore Fobo un rimando a Umberto Eco. Assolutamente condivisibile:

«L’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!”. Ahimè, la vita non è così facile. L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo. […] Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: “Non dimenticate.”»

Ec(c)o, non lo dimenticate, non fatevi impapocchiare da ciò che sembra progresso e invece è soltanto fascismo dalla pelle luccicante (vedi Liberismo).

Strani giorni: Cinema e vita


Ettore Fobo, ovvero come notare il degrado della nostra cultura e del nostro senso cognitivo. Con buona pace del business…

Film altamente spettacolari e frementi di eroismi, colori in alta definizione, donne bellissime, storie immaginifiche condiscono le nostre vite sempre più incolori, insignificanti, sbiadite che se tradotte in un film rivelerebbero di essere di un iperrealismo vacuo e angosciante. Così la fantasia dovrebbe salvarci dal tedio. Invece questi film sono solo la giustificazione estetica del sistema produttivo che ci imprigiona, il suo monologo apologetico, come giustamente aveva visto Debord negli anni Sessanta del secolo scorso. Già negli anni Trenta Sartre avrebbe aggiunto una fascetta al suo romanzo “La nausea”: “Non ci sono più avventure”. Fu dissuaso dall’editore che temeva per le vendite. Così mentre le vite diventano sempre più banali e sciatte, il romanzo un modo un po’ contorto per guardare ammuffire il proprio ombelico, al cinema si moltiplicano avventure mirabolanti. La mia vita così è diventata tutta interiore, una conversazione con i morti, nello spirito, in quel limbo dove siamo contemporanei a Eraclito, Saffo, Giordano Bruno, Omero, Shakespeare, Baudelaire, Leopardi, Rimbaud, etc … Ma è tutto un sogno che rivela la pochezza degli orizzonti e il trionfo del nichilismo e della vacuità.

Strani giorni: Nuovi destini, nuove grida, vecchie risate


Ettore Fobo disegna in modo mirabile, chirurgico, cinicamente profondo, lo stato attuale dell’economia mondiale e di ciò che rimane del Sociale. Qui.

In fondo oggi c’è un’unica legge, un unico despota: il Mercato, di cui, come degli aruspici o degli indovini, bisogna interpretare, e poi assecondare, il volere. Qui, in questo regno della magia nera economica, il profitto è regolatore del destino dell’individuo. Finché non si scopre che non c’è più l’individuo, è una merce anche lui. Bisognerebbe superare questa logica ma manca l’utopia o anche lei è una merce. In questo contesto senza speranza, bisogna elevare, comunque, se non un canto, un grido, di speranza. Speranza nella bellezza e giustezza di un cosmo che, comunque, per dirla brutalmente, ci ha votato alla morte, ci ha consegnato in suo potere. Ridere di questo e, pur contraddicendo ogni trascendenza, scoprire, nella meraviglia bambina e nel gioco assurdo del caso, la propria beatitudine. “Bisogna immaginare Sisifo felice”,  come scriveva Albert Camus. O affidarsi alla risata di Zarathustra. Dove ci porterà quel folle giullare?

Strani giorni: Millennium bang


Sul blog di Ettore Fobo un post fluente per raccontare il presente e le sue malattie ferali, il mal di vivere intriso di nausea, le metropoli intasate di nulla che porta verso il nulla, verso l’abisso cognitivo di nulla, verso la vita che sa di nulla. Un estratto:

III

Dove trovare un nesso fra giungla, deserto e metropoli? Mettiamola così, un deserto metropolitano popolato di miraggi mi annienta. E qui è trovata l’unione, il punto x dove convergono tutte le ferite del vivere, dal primo respiro fino al rantolo finale.
Questo è dunque anche Il punto di sutura fra la parola detta e quella immaginata, fra un testo scritto e la sua ombra, l’eco di tutte le voci intangibili, che vanno dal silenzio al grido. L’autore, ego scriptor, decapita ombre, deforesta intere foreste di ombre, è lui stesso un’ombra decapitata.
Dunque sì, oggi nella giungla metropolitana ho incontrato un deserto. Forse ero io, allo specchio.

IV

Ecco mi figuro una burrasca più insidiosa e magari un naufragio meno dolce ma ugualmente collinare: la musica dei Pink Floyd illuminò quel paesaggio toscano, ricordi? Boschi di un verde leggero, cielo azzurro con nuvole che parevano draghi addormentati. Rivelazione per noi che veniamo dalla terra senza cielo, da un mondo senza stelle. E non vedemmo mai la luna se non in qualche pubblicità hollywoodiana di un profumo. O forse era di un’auto? O forse era solo una macchia bianca sul parabrezza? O forse era Dio, ma non l’abbiamo riconosciuto?

Strani giorni: Premio “Il Sublime- Golfo dei poeti” 2018


Con colpevole ritardo, segnalo questo coreading di Ettore Fobo, a Lerici, avvenuto il 9 marzo. Dal suo blog:

Sabato 9 marzo al Castello di Lerici, in provincia della Spezia, dalle 17.30 si terrà la cerimonia di premiazione de “Il Sublime – Golfo dei poeti”. Avverrà sotto forma di reading aperto a tutti con precedenza agli autori premiati. Io leggerò alcune mie poesie.

Strani giorni | Premio “Ossi di seppia” 2019


Segnalazione tardiva la mia, ma sempre foriera di complimenti da parte mia: Ettore Fobo ha ricevuto un Premio speciale al Premio Ossi di Seppia 2019; la serie di Premi e segnalazioni di Ettore continua. La notizia sul suo blog.

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