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Archivio per Festa

Syd Barrett: ovunque tu sia, buon compleanno diamante pazzo!


Oggi è il compleanno di Syd Barrett. OndaMusicale lo ricorda così; uno stralcio:

Syd Barrett, all’anagrafe Roger Keith Barrett nato a Cambridge il 6 gennaio del 1946 e morto il 7 luglio del 2006, è stato il leader e uno dei fondatori dei Pink Floyd fino al crollo del 1968 e l’album A Saucerful of Secrets dello stesso anno. Barrett aveva già mostrato segni di squilibrio nel 1967 quando, con i Pink Floyd, aveva inciso The Piper at the Gates of Dawn. La situazione era dovuta alla Sindrome di Asperger (leggi l’articolo) aggravata dall’uso di droghe.

Un album, il primo di una serie, che ha mostrato tutta la sua genialità visionaria e che ha lanciato i Pink Floyd nel mondo della musica. Purtroppo la mente di Barrett non riusciva a reggere alle pressioni e spesso i concerti erano proprio uno dei punti critici assieme alla scrittura di nuovi pezzi. Ai concerti, infatti, Syd suonava lo stesso accordo per minuti interi, rompeva le corde della chitarra o la scordava davanti al pubblico rendendo le cose difficili anche per il resto dei Floyd che quindi chiamarono l’amico David Gilmour per aiutarli.

Il Capodanno appena passato


Il sapore della notte che è passata in amabili chiacchiere e condivisioni, pur se lontani, ha portato a un’unione di cui se ne sentiva il bisogno.

Parte il vaccino della Nazione Oscura | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Eccoci al decimo anno in cui festeggiamo la fine col botto: la Nazione Oscura, dopo aver annunciato il proprio vaccino, comincia a somministrarlo da oggi!
Il vaccino NOC, che si aggiunge a quello di Pfizer, Moderna, Sinopharm (quello cinese) e Sputnik (quello russo), ha caratteristiche diverse: si conserva a 5/10 °C, è secco, di colore paglierino, alcoolico a 40% vol. e si inietta a temperatura ambiente.

La Nazione Oscura (e il Connettivismo) compie 1000 anni (in cifra binaria) | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Sul blog della NazioneOscura un post per festeggiare i 16 anni della creazione artistico_politico_economico_sociale. Sono 16 anni anche di Connettivismo, nato casualmente quella stessa notte – le cose non avvengono mai per caso.
Auguri Connettivi_Caotici a tutti.

Il 22 dicembre del 2020 (o nevoso 140) la Nazione Oscura Caotica compie vfficialmente 10000 anni! (in cifra binaria, cioè esattamente 16 anni)
Era il solstizio del 2004 quando infatti il presidente Lukha B. Kremo, dichiarava l’Indipendenza della Nazione Oscura Caotica, dopo averlo fatto pubblicamente il 18 dello stesso mese alla “Cueva”, presso i Navigli di di Milano. Il progetto era cominciato a maggio 2004, e a settembre 2004 era stata dichiarata “l’autonomia”.

The Wall: dopo 41 anni è ancora un capolavoro senza tempo | Ondmusicale


Su Ondmusicale l’anniversario – il 41esimo – di The Wall, uno dei capolavori dei Pink Floyd, uscito proprio il 30 novembre ’79; nell’articolo alcune condivisibili considerazioni sull’opera.

Pink è Waters, ed è un po’ anche Syd Barrett. Oggi sappiamo che dopo The Wall l’ombra di Syd avrebbe smesso di tormentare i Floyd: ed è forse una delle ragioni per cui, dopo The Wall appunto, non c’è un solo disco dei Pink Floyd al livello dei precedenti. Nel doppio del ’79 Waters riunisce i fili della sua carriera e della sua vita (ricordiamoci che allora aveva36 anni, e i Pink Floyd non erano un gruppo musealizzato, come oggi). E, prendendo a pretesto la storia di un rocker depresso, sembra perfino volersi chiedere cosa il movimento della fine degli anni ’60 abbia portato alla generazione che l’ha vissuto, e alle successive, per far sì che i muri possano essere abbattuti e “i vermi che sono nella nostra testa“, come dice in Hey you, possano essere annientati.
Lo fa con un album dalle molte chiavi di lettura esistenziali e politiche. Del resto, i “vermi” di “Hey you sono i nazi-fascisti.

“Hey tu! Là fuori al freddo, sei solo, stai invecchiando, riesci a sentirmi?
Hey tu! Che stai nel passaggio, con i piedi stanchi e un sorriso che svanisce, riesci a sentirmi?
Hey tu, non aiutarli a sotterrare la luce. Non arrenderti senza lottare.”

Quando, solo ai piedi del suo muro, Pink permette ai vermi di entrare nella sua testa, e sogna di incitare il suo pubblico all’odio razziale, trasformandosi in un dittatore (“In the Flesh – parte 2”), emerge uno dei temi autobiografici più importanti di The Wall, che assillava Roger Waters proprio in quel periodo: il rapporto col pubblico.

I Pink Floyd avevano chiuso gli anni ’60 come una band underground. Tempo un lustro, e attraversata l’eccezionale fase psichedelica – A Saucerful of secrets, Ummagamma, Atom Heart Mother – viravano verso il rock più tradizionale di “The Dark Side of the Moon” (mediatore: Meedle). Nel frattempo erano diventati un gruppo da stadio. Magari un po’ anomalo, perché a nessuno importava troppo che faccia avessero, li si amava specialmente per la musica. Ma pur sempre un gruppo da stadio.
Questa cosa, più che al chitarrista-ingegnere del suono Gilmour, creava problemi a Waters, che provava disgusto per i concerti “spersonalizzanti” e stressanti negli stadi: “Comfortably Numb” per esempio (uno dei pochi brani di The Wall di cui David Gilmour scrisse la musica) è un dialogo fra Pink-Waters e il dottore che gli ha somministrato un farmaco grazie al quale può esibirsi come un rocker “efficiente” ma abulico.

L’album leggendario è “nato da uno sputo?

Nel tour di Animals, un Waters “ai ferri corti” con il suo pubblico durante un concerto a Montreal sputò in faccia a un fan. Lo si racconta spesso, è anche nell’ultimo libro del batterista Nick Mason (leggi l’articolo), ed è storia nota per gli appassionati dei Floyd: si vuole che proprio quest’episodio – da cui Waters per primo fu molto turbato, non potendo spiegarsi come gli venne di farlo – innescò in lui un bisogno di autoanalisi che in definitiva fece nascere l’album.
Waters sentiva una “barriera” tra sé e il pubblico, e tutto questo sarà tematizzato, visivamente, nel tour del 1980 di The Wall, quando durante il concerto viene pian piano “eretto” un muro poi “demolito” alla fine dello show. E credeva che la massificazione giovanile alimentata anche dal rock (guidato dall’industria) potesse favorire il pensiero passivo e acritico in cui attecchisce il totalitarismo.
Quanti muri ancora dividono il mondo? In un’intervista a Repubblica Roger Waters rispondeva così:

“Tanti. Il muro tra il nord e il sud del pianeta. Tra i ricchi e i poveri. Tra chi perseguita e chi soffre. E anche tra chi ha le chiavi del progresso, dell’informazione, e chi è condannato a vivere nell’ignoranza, nel buio. Non so come o quando li abbatteremo, ma almeno proviamoci, anche solo con una canzone se necessario.”

Preghiera romana per la festa dei morti



Qui sotto le invocazioni che gli antichi romani elevavano ai propri antenati, protettori della famiglia e, più estesamente, del clan cui la famiglia apparteneva. Ciò introduce il senso tribale che si protrasse a lungo nella società romana, immagino fino a quando l’impero non divenne così esteso, così ecumenico e mondiale da annacquare quel senso di tribalità antico. Concentriamoci, ed evochiamoli, con quello spirito antico assai più prossimo allo sciamanesimo del nostro.

Salve Lari Familiari
Salve Dei Penati
Salve Geni. Padri della Familia
Salve Vesta Madre
Vi offro con cuore puro il pane di farro
e voi tutti date alla mia casa
e alla nostra familia valore
e felicità nel nostro operare.

O Mani, o Lari, o Penati noi vi invochiamo o numi potenti!
Voi che siete i protettori della famiglia e del focolare,
Voi che vegliate sulla nostra Gens,
Voi che garantite noi salute e prosperità,
Voi che tenete salde le nostre domus
Accettate le nostre offerte con benevolenza
e non distogliete lo sguardo da noi.

*** 16 anni di autonomia: la NOC festeggia | Nazione Oscura Caotica


La Nazione Oscura Caotica festeggia i primi 16 anni di vita ed esce con una nuova iterazione della sua Gazzetta Ufficiale.

Oggi è il XVI anniversario dell’autonomia della Nazione Oscura Caotica-Neorepubblica di Torriglia/Livorno Città Aperta, dello 0 vendemmiaio 123, 22 settembre 2004 (da non confondere con l’Indipendenza, avvenuta 3 mesi più tardi, lo 0 nevoso, 21 dicembre). Felicitazioni a tutti i ministri, i diplomatici, i votanti e tutti i cittadini e i simpatizzanti!

Per il XVI anniversario dell’autonomia, 0 vendemmiaio 139, 22 settembre 2020, equinozio autunnale (da non confondere con l’Indipendenza, tre mesi più tardi, cioè lo 0 nevoso, 21 dicembre) esce la Gazzetta Ufficiale di Trantor n° 17, organo d’informazione ufficiale della Nazione Oscura Caotica-Neorepubblica di Torriglia/Livorno Città Aperta, in formato digitale PDF. La Gazzetta di Trantor è disponibile qui in formato PDF a colori al prezzo simbolico 0,10 avatär (10 centesimi di euro) a copia.

I ministri e chi occupa posizioni istituzionali hanno diritto a una copia gratuita, che hanno ricevuto via e-mail. Qui potete vedere (e acquistare) tutte le Gazzette uscite.

PS: Tutti i post che si riferiscono alle Gazzette più vecchie di qualche anno, hanno i link del vecchio sito e quindi non validi. Trovate tutto nel nuovo sito al link sopra indicato.

Omaggio a Lovecraft (2020) | Gli Archivi di Uruk


Oggi  il 130simo anniversario della nascita di HP Lovecraft. Molti omaggi in rete, ma tra quelli che mi sono sembrati più significativi ho scelto quello di Lucius Etruscus: un blogtour celebrativo. Auguri, Solitario.

Premio Italia 2020, tutti i vincitori | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la lista dei vincitori del Premio Italia 2020. Spicca, per quanto riguarda il compound connettivista, il nome di Giovanni De Matteo, vincitore nella categoria Racconto non professionale con Red dust e finalista nella categoria Articolo su pubblicazione amatoriale: a lui i miei complimenti, sono davvero felice che ce l’abbia fatta; complimenti che vanno ovviamente a tutti i vincitori e finalisti. E ora al lavoro per il nuovo anno!

Alan D. Altieri: un Uomo, un mito. | Contorni di Noir


Siamo nel momento in cui ricordiamo Sergio Altieri, proprio ieri è sucita per KippleOfficinaLibraria l’antologia Cronache dell’Armageddon, e un altro bellissimo modo per ricordarlo è far parlare chi lo ha conosciuto, come fa il sito ContornidiNoir. Un estratto dalle memorie di ognuno dei tanti amici e scrittori che aveva sotto la sua capace ala protettrice:

GIOVANNI DE MATTEO
Le voci del Lupo
La prima volta che ho sentito la voce di Sergio Altieri è stata per telefono. Era un pomeriggio romano di giugno, anno 2007. Un numero sconosciuto, una voce tonante che irrompe dall’altro capo della linea per presentarsi come l’editor delle collane da edicola Mondadori e annunciarmi che con il romanzo Post Mortem avevo vinto il Premio Urania. Una di quelle telefonate che ti cambiano la vita.
Sergio non poteva saperlo, ma io e lui ci conoscevamo da tempo.
Non solo perché lo avevo intervistato, sotto pseudonimo, pochi anni prima per il mio blog di allora. Fin dal primo racconto che avevo letto, lo straordinario La sindrome di Wolverton ospitato sulle pagine di Robot, lo avevo eletto tra i miei modelli e ne avevo divorato i romanzi. La lettura del primo volume della trilogia di Magdeburg, L’Eretico, mi aveva mesmerizzato.
Nel corso della nostra frequentazione succedutasi a quella telefonata, e scandita da innumerevoli altre, da presentazioni e incontri in giro per l’Italia, ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio, ammirandolo anche per la sua inesauribile dedizione agli altri: se nei suoi libri Sergio “Alan D.” Altieri metteva a fuoco la distruzione del mondo, nella vita reale era animato da un altrettanto infaticabile spirito da aggregatore e costruttore di comunità.
Conteneva moltitudini: tutte le voci dei suoi protagonisti vibravano in lui, ma nessuna di loro poteva trasmettere la totalità del loro artefice. Nella sua immensità, per quanto ben delineato, ogni singolo personaggio resta un’eco del suo creatore, ma continuando ad ascoltarlo è impossibile non riconoscere l’inconfondibile timbro di Alan D., un maestro, un amico e una leggenda.

FRANCO FORTE
Un amico e un fratello
Custodisco nel cuore Sergio “Alan D.” Altieri, un amico, un fratello, un maestro di scrittura e di vita. Una delle persone più generose che io abbia mai conosciuto.
Lo conobbi grazie a mio padre. Nel 1982 mi porse un libro dicendo: “Vuoi fare lo scrittore? Impara il mestiere dagli americani.” Si trattava di “Città oscura” di Alan D. Altieri.
Sergio in qualche modo l’aveva fregato, facendogli credere di essere americano. D’altra parte, lui è sempre stato un autore molto anglosassone: nella sostanza, nella tecnica, nel modo di prenderti per i capelli e trascinarti in una storia. Divorai “Città oscura” e cercai di saperne di più sul suo autore. Quasi quindici anni dopo l’incontrai di persona e lui divenne il mio maestro di scrittura.
Le nostre carriere si sono incrociate più volte, finché un giorno, nel 2010, mi disse, con una luce di tristezza negli occhi: “Ehi, bro, che ne diresti di sostituirmi alla direzione delle collane Mondadori? Sono stanco”. Quella stanchezza era dovuta all’impossibilità di scardinare la diffidenza dei lettori italiani verso gli autori nazionali. Ci aveva provato con la collana “Epix”, che avrebbe dovuto approfondire il weird; oppure con “Il Giallo Mondadori presenta”, che avrebbe dovuto lanciare nuovi giallisti italiani. Niente da fare.
Tutto troppo in anticipo sui tempi. Il weird oggi è di moda, all’epoca non se lo filava nessuno. I giallisti italiani ora sono i più venduti, ma quando ci ha provato lui erano mosche bianche.
Dunque in alto i calici e brindiamo a Sergio “Alan D.” Altieri. Che era più avanti di tutti.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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