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Distòpia, da oggi in edicola il nuovo Millemondi italiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com continua il countdown per l’uscita del nuovo Millemondi di Urania, Distòpia, che… esce nelle edicole italiane proprio oggi! Numerosi ed eccellenti gli autori coinvolti da Franco Forte nel progetto; eccoli qui: Paolo Aresi, Valeria Barbera, Francesca Cavallero, Alberto Cola, Milena Debenedetti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Valerio Evangelisti, M. Caterina Mortillaro, Simonetta Olivo, Giampietro Stocco, Nicoletta Vallorani e Andrea Viscusi che sfidano il destino, dietro una splendida copertina di Franco Brambilla.

Come immaginare il futuro della nostra specie? Quali declinazioni dare agli scenari possibili a cui l’umanità dovrà far fronte, dopo la scossa possente che è arrivata con la pandemia da coronavirus? Alcuni fra i migliori autori italiani di science fiction hanno provato a raccontare la loro distopia, i loro personali incubi futuri, e quello che ne è venuto fuori è una messe di storie che narrano meglio di tante altre ciò che siamo oggi, in attesa di percorrere le strade di quegli orizzonti distopici che solo noi, con le nostre azioni e la nostra volontà (o mancanza di volontà), siamo in grado di costruire per le generazioni che verranno.

Come aggiunge De Matteo, coinvolto anch’egli tra gli autori, ecco un dettaglio ancora più approfondito dei racconti presenti:

Tenetevi pronti a sognare agli scenari immaginati da alcuni dei migliori scrittori della fantascienza italiana, riuniti da Franco Forte, curatore dell’antologia.
Le loro visioni vi porteranno a incontrare un androide nelle gelide miniere di Plutone, a indagare insieme a una Nativa Mentale i segreti di un’Italia virtuale (o meglio “n’Italia”) post pandemia, ad aggirarvi sotto i tramonti oscuri della città di Morjegrad, preda di strani blackout.
Preparatevi a danzare con un’umanità mutilata dall’editing genetico, a inseguire ali di farfalla in un mondo prosciugato dalla vita, a far crepitare di raggi laser la neve grigia dell’inverno nucleare.
Tra le pagine di “Distòpia” scalerete i durissimi canoni estetici del riallineamento, sarete assordati dal frastuono del crollo dei grandi monumenti della Terra, andrete a caccia di emozioni forti in un mondo che ha sacrificato la privacy e il contatto umano a favore di un’inquieta sicurezza, andrete a caccia all’ispirazione insieme a uno scrittore disperato.
Potrete farvi inebriare dal fascino digitare di un/a Perfect Companion, colonizzare un pianeta meticcio e multispecie e persino perdervi in un futuro psichedelico governato da hashtag e captcha.

Devo dire che non vedo l’ora di leggere questo lavoro corale, è anche un modo per rendersi conto di quanto il nostro mondo sia davvero distopico…

Cos’è Distòpia, il nuovo Millemondi estate italiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com l’annuncio più o meno ufficiale, visto che se ne parla da un po’, del nuovo MilleMondi Urania in uscita quest’estate nelle edicole a luglio, dedicato agli autori italiani. Il titolo? Distòpia, of course. Ecco l’intervista al curatore Franco Forte:

Un nuovo Millemondi estivo dedicato alla fantascienza italiana: allora l’idea, lanciata l’anno scorso con l’antologia Strani Mondi, funziona?

Direi proprio di sì, funziona alla grande. La risposta del pubblico, soprattutto, perché senza di quella tutte le idee di chi fa editoria, anche quelle considerate le migliori e le più rivoluzionarie, possono essere archiviate senza rimpianti. Ma quando i lettori si fanno sentire, acquistando i libri e commentandoli sui vari social o negli ambiti in cui hanno spazio, allora significa che il lavoro è andato a buon fine e l’esperimento può proseguire. In questo caso, con l’antologia Strani Mondi la sfida era duplice: prima di tutto cercare di mettere insieme una buona raccolta di racconti italiani che piacesse al pubblico (e questo mi pare sia accaduto, sia per le vendite registrate, superiori alla media della collana, sia per i commenti positivi che sono circolati intorno al volume), e poi capire se era davvero possibile rendere questo appuntamento con la narrativa italiana di SF di qualità un momento annuale di confronto, dalle pagine della collana più illustre d’Italia. L’uscita annunciata del prossimo Millemondi tutto italiano, Distòpia, va in questa direzione: la conferma che la fantascienza italiana c’è, sa misurarsi allo stesso livello con quella anglosassone e può dunque essere proposta al pubblico mettendo da parte quel maledetto senso di impotenza che ci coglieva tutti (intendo noi operatori del settore), quando proponevamo belle opere italiane che venivano sistematicamente ignorate dai lettori, più propensi a mostrare interesse solo per la narrativa straniera. Se posso permettermi… ah, che soddisfazione!

Gli autori del volume sono un bel mix tra scrittori di esperienza e nomi nuovi. Come ha funzionato la selezione dei racconti?

Hai colto l’aspetto essenziale di queste raccolte, che mi anima da sempre. Io credo che il giusto mix di autori di valore, già conosciuti al pubblico (come per esempio Valerio Evangelisti, o Nicoletta Vallorani, che contribuiscono anche a dare grande prestigio all’antologia nella comunicazione con la stampa istituzionale, per esempio) e alcuni esordienti di qualità, selezionati con cura e dopo un attento lavoro di scouting fra le nuove leve, sia la formula giusta da proporre al pubblico. Se guardiamo Distòpia troverete autori e autrici che rispondono a questi parametri, ovviamente cercando di dare risalto ai vincitori delle nostre principali manifestazioni rivolte alla narrativa di SF, ovvero il Premio Urania per i romanzi (e Francesca Cavallero ne è l’ultima testimone, avendolo vinto l’anno prima con il bellissimo Le ombre di Morjegrad) e il Premio Urania Short per la narrativa breve (rappresentato in questo caso da autrici come Linda De Santi, M. Caterina Mortillaro e Simonetta Olivo), oltre ad altri autori selezionati fra quelli che tengo costantemente d’occhio e di cui ho letto splendidi esempi di narrativa di Sf durante il corso dell’anno.

Certo, non è mai possibile dare una panoramica esaustiva degli autori di fantascienza di un Paese in una antologia che può contenere una dozzina di racconti, però senz’altro credo che questi volumi della serie Millemondi possano contribuire a dare risalto alla narrativa nazionale di SF, facendo conoscere autori nuovi e rimarcando le capacità di quelli già noti. Lo sforzo che sto facendo per dare più opportunità a tutti mi pare eclatante, se non altro perché nessuno degli autori (tutti bravissimi, sia chiaro) ospitati in Strani Mondi è presente in questo Distòpia (e questa è stata una scelta, non semplice casualità).
La mia idea, come ho già spiegato in tante altre sedi, è quella di continuare su questa strada, offrendo ogni anno ai lettori (e intendo i tanti lettori di Urania, che non è detto siano gli stessi che frequentano gli ambienti della science fiction e dunque conoscano gli autori che presentiamo) una rassegna del meglio della narrativa italiana di fantascienza di qualità, con un giusto mix di autori noti ed esordienti (o emergenti) da tenere d’occhio, nella speranza di contribuire in maniera attiva al consolidamento della fantascienza nazionale.

Alan D. Altieri: un Uomo, un mito. | Contorni di Noir


Siamo nel momento in cui ricordiamo Sergio Altieri, proprio ieri è sucita per KippleOfficinaLibraria l’antologia Cronache dell’Armageddon, e un altro bellissimo modo per ricordarlo è far parlare chi lo ha conosciuto, come fa il sito ContornidiNoir. Un estratto dalle memorie di ognuno dei tanti amici e scrittori che aveva sotto la sua capace ala protettrice:

GIOVANNI DE MATTEO
Le voci del Lupo
La prima volta che ho sentito la voce di Sergio Altieri è stata per telefono. Era un pomeriggio romano di giugno, anno 2007. Un numero sconosciuto, una voce tonante che irrompe dall’altro capo della linea per presentarsi come l’editor delle collane da edicola Mondadori e annunciarmi che con il romanzo Post Mortem avevo vinto il Premio Urania. Una di quelle telefonate che ti cambiano la vita.
Sergio non poteva saperlo, ma io e lui ci conoscevamo da tempo.
Non solo perché lo avevo intervistato, sotto pseudonimo, pochi anni prima per il mio blog di allora. Fin dal primo racconto che avevo letto, lo straordinario La sindrome di Wolverton ospitato sulle pagine di Robot, lo avevo eletto tra i miei modelli e ne avevo divorato i romanzi. La lettura del primo volume della trilogia di Magdeburg, L’Eretico, mi aveva mesmerizzato.
Nel corso della nostra frequentazione succedutasi a quella telefonata, e scandita da innumerevoli altre, da presentazioni e incontri in giro per l’Italia, ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio, ammirandolo anche per la sua inesauribile dedizione agli altri: se nei suoi libri Sergio “Alan D.” Altieri metteva a fuoco la distruzione del mondo, nella vita reale era animato da un altrettanto infaticabile spirito da aggregatore e costruttore di comunità.
Conteneva moltitudini: tutte le voci dei suoi protagonisti vibravano in lui, ma nessuna di loro poteva trasmettere la totalità del loro artefice. Nella sua immensità, per quanto ben delineato, ogni singolo personaggio resta un’eco del suo creatore, ma continuando ad ascoltarlo è impossibile non riconoscere l’inconfondibile timbro di Alan D., un maestro, un amico e una leggenda.

FRANCO FORTE
Un amico e un fratello
Custodisco nel cuore Sergio “Alan D.” Altieri, un amico, un fratello, un maestro di scrittura e di vita. Una delle persone più generose che io abbia mai conosciuto.
Lo conobbi grazie a mio padre. Nel 1982 mi porse un libro dicendo: “Vuoi fare lo scrittore? Impara il mestiere dagli americani.” Si trattava di “Città oscura” di Alan D. Altieri.
Sergio in qualche modo l’aveva fregato, facendogli credere di essere americano. D’altra parte, lui è sempre stato un autore molto anglosassone: nella sostanza, nella tecnica, nel modo di prenderti per i capelli e trascinarti in una storia. Divorai “Città oscura” e cercai di saperne di più sul suo autore. Quasi quindici anni dopo l’incontrai di persona e lui divenne il mio maestro di scrittura.
Le nostre carriere si sono incrociate più volte, finché un giorno, nel 2010, mi disse, con una luce di tristezza negli occhi: “Ehi, bro, che ne diresti di sostituirmi alla direzione delle collane Mondadori? Sono stanco”. Quella stanchezza era dovuta all’impossibilità di scardinare la diffidenza dei lettori italiani verso gli autori nazionali. Ci aveva provato con la collana “Epix”, che avrebbe dovuto approfondire il weird; oppure con “Il Giallo Mondadori presenta”, che avrebbe dovuto lanciare nuovi giallisti italiani. Niente da fare.
Tutto troppo in anticipo sui tempi. Il weird oggi è di moda, all’epoca non se lo filava nessuno. I giallisti italiani ora sono i più venduti, ma quando ci ha provato lui erano mosche bianche.
Dunque in alto i calici e brindiamo a Sergio “Alan D.” Altieri. Che era più avanti di tutti.

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Esce Cronache dell’Armageddon, 20 autori per Alan D. Altieri | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

coverSiamo felici di annunciarvi l’uscita di Cronache dell’Armageddon – 20 autori per Alan D. Altieri, nella collana k_noir diretta da Andrea Vaccaro, un’antologia di racconti ispirati dall’opera di Sergio Altieri, cui proprio oggi ricorrono i tre anni della morte.

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento, esplorano i sentieri tracciati dal bardo dell’Apocalisse; autori, colleghi, amici e familiari ricordano l’esploratore del vuoto, evocando la sua immensa disponibilità, bravura, capacità di sintetizzare intere forme di Letteratura in un’apocalittica visione creativa ogni giorno più attuale.

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

+ Ricordo di Dario C. Altieri & Adrian D. Altieri

L’introduzione è dei curatori Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati, la prefazione è di Franco Forte; sono presenti alcuni ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri, mentre la postfazione è di Alessio Lazzati. La copertina è dell’ispirato Franco Brambilla, trait d’union dei mondi dell’autore, curatore, traduttore, fine pensatore dell’Apocalisse che era Altieri. La pubblicazione è disponibile in formato cartaceo e digitale su http://www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

Sinossi

(Dall’introduzione dei curatori)
La forza della scrittura di Sergio Altieri, la sua visionarietà, la sua maestria tecnica, hanno sedotto almeno due generazioni di lettori, e non esageriamo scrivendo che hanno in qualche modo arruolato almeno una scuola di scrittori. Un risultato che potrebbe apparire sorprendente, in particolar modo in un ambiente solitamente dominato da individualismi e invidie, esclusività e ripicche, parrocchie e interessi di parte, come quello editoriale; ma che non sorprenderà affatto chi ha avuto la fortuna di conoscere Sergio di persona e lavorare con lui, vedendolo seminare dappertutto i presupposti di un approccio diverso, valorizzare le unicità, stimolare le collaborazioni e aggregare autori, artisti, traduttori (l’intero spettro delle professioni coinvolte nella filiera creativa della produzione editoriale) in progetti comuni che hanno segnato il periodo della sua conduzione delle collane da edicola del Gruppo Mondadori, dall’Italian Foreign Legion di Segretissimo alla collana Il Giallo Mondadori Presenta, dal weird di Epix agli autori italiani di fantascienza (come possono testimoniare direttamente i connettivisti coinvolti nel progetto editoriale di Kipple Officina Libraria), che con lui e Giuseppe Lippi si sono visti riconoscere un credito che per anni – anzi, senza esagerare, decenni – era rimasto un miraggio.

Un estratto

(Dall’introduzione dei curatori)
Il libro che avete tra le mani non è un libro come gli altri e quello che noi abbiamo voluto presentare ai lettori è qualcosa di diverso da ogni altra pubblicazione che possa apparire simile. Non vogliamo ribadire in queste poche righe la statura di Sergio come autore: lo spazio non basterebbe e sarebbe sufficiente passare in rassegna la sua opera per averne una percezione della portata, dai romanzi della Pentalogia di Los Angeles (rimasta purtroppo orfana del quinto titolo, il volume centrale, già progettato) che gli hanno meritato la notorietà e un seguito di lettori che definire affezionatissimi sarebbe probabilmente riduttivo, al grandioso affresco storico dedicato alla Guerra dei Trent’Anni dispiegato nella Trilogia di Magdeburg; dalla serie dello Sniper creata per Segretissimo ai sei volumi di racconti che ne antologizzano l’intera produzione breve, passando per la serie techno-weird di Terminal War, un altro progetto rimasto purtroppo monco del tassello finale, e i rimanenti romanzi non direttamente riconducibili a una sequenza specifica, l’opera di Altieri è attraversata da un senso della narrazione che non sapremmo definire in maniera diversa da urgenza, tesa verso la necessità di un’unica meta-struttura narrativa, in cui il tema riproposto in tutte le sue declinazioni possibili sviluppa un duplice, inesorabile conflitto dell’individuo contro una coppia di entità malefiche: il potere (sempre un potere enorme, abnorme, smisurato) e il proprio lato oscuro (compagno di viaggio di ciascuno di noi).
Uno come Sergio avrebbe potuto campare di rendita. E invece la progettualità era per lui una necessità: che si trattasse di incastrare tutti i suoi lavori in un’unica grandiosa cornice storica, o di dare respiro a un panorama editoriale che per troppo tempo aveva vissuto ripiegato su se stesso, in una ghettizzazione che stava impedendo a legioni intere di autori di ricevere l’attenzione che avrebbero meritato, le cure di cui avrebbero necessitato e gli sbocchi a cui ambivano, faceva poca differenza. Se c’era un’iniziativa che poteva servire a rivitalizzare l’ambiente, lui era in prima linea a sostenerla, perché con la sua generosità innata e il suo carisma, Sergio non poteva che essere il fulcro di una comunità, di molte comunità a dire il vero.
Le esperienze che potranno raccontare gli autori, i traduttori e gli artisti che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, prima in Mondadori e in seguito nelle numerose iniziative in cui Sergio fu coinvolto dopo aver lasciato il timone a Franco Forte, avranno tutti dei tratti in comune: l’altruismo e l’umiltà dell’uomo, la visione e l’eclettismo del maestro.
Con la sua scrittura, Alan D. Altieri ha esplorato i recessi più oscuri e pericolosi dell’immaginario, accompagnando i lettori nelle zone d’ombra che preludono al cataclisma finale, il punto di non ritorno verso cui ci siamo spensieratamente avventurati come specie e come civiltà: nessuna sorpresa che, dopo aver scrutato attraverso lo spiraglio dischiuso da quelle porte, gli autori riuniti in questa antologia abbiano voluto spingersi in ricognizione a loro volta in ciò che ci aspetta dall’altra parte. Lo avevano già fatto, continueranno a farlo.
Il richiamo dell’Apocalisse è troppo forte.
Seguiamo tutti i passi di Sergio.

La quarta

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento lungo i sentieri tracciati da Alan D. Altieri. Autori, colleghi, amici e familiari ricordano il bardo dell’Apocalisse, l’esploratore del vuoto. Der Wolf. Sergio Altieri

Gli autori

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Aa. Vv., Cronache dell’Armageddon
Curatela e introduzione a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati
Prefazione di Franco Forte
Ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri
Postfazione di Alessio Lazzati
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 316 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-28-6
Formato cartaceo – Pag. 324 – 15.00 € – ISBN 978-88-32179-27-9

Link

Non solo Dune: ecco il drago di Frank Herbert | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’uscita editoriale per Urania Mondadori in libreria: Esperimenti e catastrofi, un compendio di romanzi di Frank Herbert, l’autore di Dune. La quarta:

La folle utopia di uno scienziato creatore di una civiltà tanto perfetta quanto mostruosa. Un mondo arido e velenoso, palcoscenico di un esperimento psicologico planetario. La sete di vendetta di un genio impazzito che diffonde sulla Terra un virus in grado di sterminare la specie umana. Dal creatore del mondo di Dune, tre romanzi apocalittici sui limiti che l’uomo non dovrebbe mai superare. All’interno: L’alveare di Hellstrom, Esperimento Dosadi e Il morbo bianco; i tre romanzi mettono in scena scenari apocalittici ed esplorano i temi come la sopravvivenza umana, la religione e i limiti che la scienza non dovrebbe oltrepassare. I protagonisti dei tre romanzi mettono in atto progetti ambiziosi e pericolosi in un mondo dove distinguere “buoni” e “cattivi” è sempre più arduo.

Una nota personale: non posso che gioire per queste continue uscite editoriali di Urania in libreria in formati maxi, ne giova tutto il genere e tutto ciò grazie alla lungimiranza di Franco Forte e di tutta la sua redazione. Great!

Piccola recensione ad Altri Futuri, DelosDigital


Ho finito di leggere proprio ieri l’antologia Altri futuri, un best of della fantascienza italica per l’anno 2018 curata da Carmine Treanni e uscita per i tipi DelosDigital. Una perfezione di testi, una grande capacità di cogliere la professionalità che in questo scorcio storico anima gli autori di SF italiana, questo e molto altro è la pubblicazione in questione; ho amato praticamente tutti i racconti presenti, gli autori sono meravigliosi e tranne due o massimo tre casi, non ho trovato differenze ideologiche tra quest’operazione e quella, per esempio, che curava Gardner Dozois, con i suoi best of della SF mondiale angloamericana.

Mi viene di fare il parallelo con l’altra grande opera antologica della SF italiana del 2019, quel MilleMondi StraniMondi Urania curato da Franco Forte che ha fatto urlare il mondo del Fantastico, arrivando al tanto sospirato tutto esaurito. Ecco, Carmine e Franco sono i nuovi nocchieri della fantascienza nostrana, ne hanno carpito gli spiriti più potenti e continuano a soffiare nelle vele più poderose dell’ispirazione dei nostri scrittori; permettetemi di essere felice di essere su entrambe le pubblicazioni, mi sembra d’incarnare parte del nuovo flusso fantascientifico e fantastico italiano. Comprate questi due libri, leggeteli, beatevi della fantasia più sfrenata che c’è ora in giro.

Valico Festival, il festival del libro fantastico a Roma | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del prossimo Valico Festival, che si svolgerà a Roma il 22 e 23 febbraio in alcuni luoghi del Vecchio Mattatoio di Testaccio, a Roma presso la Città dell’Altra Economia. Di cosa si tratta? Ecco le prime notizie:

Conferenze che vedono la presenza di molti nomi noti del fantastico italiano: da Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco a Luigi Cozzi, da Elisabetta Di Minico a Giulia Abbate, e di numerosi scrittori anche di primissimo piano come Franco Forte, Leonardo Patrignani, Enrico Luceri, Giulia Gubellini, Francesco Gungui. Poi Paolo Musso, docente dell’unico corso di laurea in fantascienza in Italia, lo sceneggiatore Antonio Tentori, il “mentalista” Francesco Busani.

Un appuntamento da non mancare che nasce dall’idea di voler parlare di fantasy, fantascienza e horror utilizzando la chiave dell’intrattenimento e della divulgazione grazie all’intervento di illustri personaggi del panorama nazionale tra cui: editori, scrittori, giornalisti, cultori, curatori, collezionisti, registi e sceneggiatori, musicisti e illusionisti.

Al Festival si potrà partecipare agli incontri su Lovecraft, organizzato con Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, godere della musica tradizionale e folkloristica celtico/irlandese, ascoltare un seminario del CICAP, conoscere le novità del LIBROGAME, assistere allo spettacolo creato per l’occasione da uno dei più noti mentalisti italiani: Francesco Busani, apprendere i concetti che uniscono Scienza e Fantascienza con il dott. Paolo Musso, conoscere di persona alcuni tra gli scrittori più noti del panorama nazionale tra cui Leonardo Patrignani, Giulia Gubellini, Francesco Gungui, Franco Forte e molti altri, partecipare al seminario esoterico con La fata brigante, curiosare tra i banchi della libreria che ospiterà novità e classici della narrativa e della saggistica di genere, insomma una serie di appuntamenti esclusivi che vi coinvolgeranno come non mai!

Un Festival fuori dalle righe, pensato per il pubblico, per scoprire il fantastico vivendolo.

La manifestazione è patrocinata dalla Watson Edizioni; per informazioni e richieste: info@valicofestival.com, ufficio stampa: ufficiostampa@valicofestival.com.

Buon Ferragosto dalla Kipple Family | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La redazione di Kipple Officina Libraria al completo (Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Roberto Bommarito, Ksenja Laginja, Luigi Milani, Alex Tonelli, Andrea Vaccaro) augura buon Ferragosto a tutti. Nella foto, l’editore e l’editor della casa editrice segnalano orgogliosi la propria presenza all’interno dell’Urania Strani Mondi, curata da Franco Forte, antologia che traccia il punto dell’attuale fantascienza italiana.

Restate sintonizzati su questi indirizzi per le novità che Kipple sta preparando per la nuova stagione editoriale, c’è molto da annunciare e da leggere!

Franco Forte ci parla di Urania Strani Mondi – YouTube


Il messaggio diffuso oggi sul Tubo di Franco Forte, editor di Urania, è molto chiaro e rincuorante: la Fantascienza italiana è pronta all’età adulta, può crescere molto: oggi sembrano esserci le basi per questa crescita, e lettori e scrittori devono essere pronti a leggere e scrivere cose di valore, il biglietto da visita di Urania Strani Mondi è chiaro e potente,e mai come oggi è possibile avere un po’ di speranza per il futuro del genere. Vi lascio alle sue parole…

Strani Mondi, il Millemondi tutto italiano di Urania | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito del numero 209 di Delos, c’è da leggere lo special dedicato all’Urania Strani Mondi, antologia di SF italiana, con un breve riassunto dei racconti presenti; inoltre, la bella intervista a Franco Forte, editor della collana e sostenitore dell’iniziativa, aiuta a vedere gli orizzonti futuri della SF italica, con Mondadori in prima linea per la promozione del genere e degli autori che, forse, hanno acquisito il giusto senso di professionalità. Un estratto dall’intervista a Forte:

Come e quando è nata l’idea di realizzare quest’antologia?

Da tempo sto cercando di dare sostegno alla narrativa italiana di fantascienza, pubblicando i nostri autori quando mi è possibile (in Urania e non solo), cercando di puntare alla qualità come “grimaldello” per scardinare la diffidenza verso gli scrittori del nostro paese da parte dei lettori di science fiction (soprattutto quelli di Urania). Il primo tentativo di un certo spessore in questo senso l’avevo fatto nel 1998, quando insieme a Giuseppe Lippi mi occupai di curare il primo Millemondi tutto italiano. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e dunque mi sembrava arrivato il momento di riproporre quell’esperimento nell’ambito di Urania, non tanto per fare l’ennesima antologia di nostri autori, quanto per cercare di porre le basi per qualcosa di duraturo, che possa diventare un appuntamento di valore per tutti gli appassionati. La mia intenzione, infatti, è quella di dare vita a una raccolta annuale di racconti di fantascienza italiani nell’ambito di Urania (sul Millemondi, o magari su Urania Jumbo, che mi darebbe la possibilità di pubblicare un numero maggio di autori… ma questo lo vedremo in corso d’opera), pubblicando gli scrittori che mi sembrano in grado di proporre le storie più interessanti e al passo con i tempi.

Come è cambiata, a tuo avviso, la fantascienza italiana, dall’uscita di quel primo Millemondi tutto italiano (intitolato “Strani Giorni”)?

Direi che è maturata molto. E soprattutto è uscita dal piccolo ghetto formato dai soliti quattro amici che si pubblicavano incensandosi a vicenda e che litigavano per ogni sciocchezza con gli altri gruppetti in cui tutto il mondo del fandom era suddiviso. Adesso si è più aperti verso i “colleghi”, si provano di continuo nuove strade, si sta raggiungendo una maturità stilistica e strutturale, nelle opere che si scrivono, che mi ricorda il percorso fatto qualche lustro fa dagli autori di giallo, che lavorando bene tutti insieme sono riusciti a sdoganarsi e liberarsi dalle ghettizzazioni, per arrivare oggi a essere gli autori più venduti e celebrati. Chissà, magari fra qualche anno toccherà agli autori di fantascienza…

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