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NeXT Hyper Obscure

Archivio per Franco Ricciardiello

Domani a Pisa si presenta un’antologia su Fibonacci | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una pubblicazione curata da Daniele Brolli: Ipotesi per Fibonacci, alla quale hanno collaborato come autori anche Franco Ricciardiello, Nicoletta Vallorani, Paul Di Filippo, Bruce Sterling, Rudy Rucker, Ian Watson, oltre a Linda De Santi, Alessandro Fambrini e Francesco Verso. Sabato 21 (domani), alle ore 17 sul canale Youtube del Sistema Museale di Ateneo, l’opera verrà presentata nell’ambito di una manifestazione volta a ricordare la figura del matematico.

La notte della svastica, distopia nazista d’anteguerra | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di La notte della svastica, romanzo distopico – o ucronico? – del 1937 scritto da Katherine Burdekin. La quarta, che è notevole, e che centra perfettamente molte delle caratteristiche magicosacrali del Nazismo e del culto che tuttora sopravvive ovunque:

Prima del Racconto dell’ancella di Margaret Atwood, prima di Philip K. Dick, c’era La notte della svastica. Pubblicato nel 1937 racconta una storia che era ancora tutta da scrivere proiettandoci in un mondo in cui i nazisti hanno vinto e creato un impero, la donna è ridotta a una macchina finalizzata a procreare soldati, memoria e identità personali demoni da distruggere.

Il Nazismo ha trionfato. Settecento anni dopo il pianeta si trova diviso in due soli potenti domini: l’impero tedesco e l’impero giapponese. E nella parte tedesca si trova aggiogato a un’assurda religione, imposta dall’abolizione della memoria e nata dall’oblio di ogni scienza e tecnologia, arte, letteratura e filosofia. Il nuovo Credo ha deificato Hitler, trasformato in un dio mitologico, «non nato da grembo di donna, ma esploso dalla testa del padre suo, Dio del Tuono». Un mondo brutalizzato e brutale, ritornato a una specie di feudalesimo mistico, di cui le prime vittime, che non si possono del tutto eliminare, sono le donne. Eppure qualcuno, nella lunga notte dei secoli, è riuscito a custodire un barlume della memoria (un libro, una fotografia), estremo antidoto, ultimo riparo contro l’annichilimento dell’umano.La notte della svastica fu scritto, incredibilmente, nel 1937, cioè prima della Seconda guerra mondiale e prima dell’alleanza bellica tra il Giappone e la Germania. Immagina e prevede l’una e l’altra. E comprende del Nazismo un carattere che verrà rilevato decenni dopo: il legame strutturale tra il totalitarismo e il misticismo irrazionale. Ma è forse il tema del rapporto tra biologia e potere, tra violenza e sessualità, quello che emerge in modo più inquietante dalle pagine di questa scrittrice: la riduzione della donna ad una macchina finalizzata a procreare soldati, il disprezzo misogino, la distruzione di memoria e identità personali anticipano e piantano le radici della futura fantascienza femminista (alla Atwood, per esempio). Dietro le sue spalle ci sono Wells, Huxley e le altre ucronie e distopie. E prima del 1984 di George Orwell (che uscirà nel 1948) inscena gli effetti di una società in cui la Storia è stata abolita.

Pubblicato da Sellerio, il libro sarà presentato questo questo venerdì alle 18 da Franco Ricciardiello e dal curatore Domenico Gallo al Museo Leone, a Vercelli.

Kipple a StraniMondi: programma e promozioni dal 15 al 19 ottobre! | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sarà un lungo (lunghissimo) weekend quello che da oggi 15 ottobre fino a tutto il 19 ci terrà impegnati a StraniMondi tra live, nuove pubblicazioni e illustri ospiti del panorama SciFi; ma non solo: incursioni tra cinema, poesia e sperimentazione musicale, con promozioni per le nostre proposte editoriali studiate apposta per gli spettatori e lettori di StraniMondi. Siateci!

Cominciamo illustrandovi le promo:

#StranePromo a Stranimondi | Dal 15 al 19 ottobre è #stranepromo su tutti i volumi del catalogo, comprese le novità, spedizione inclusa! Fai scorta di letture su www.kipple.it 🐙

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#StraneLive | Fai i tuoi acquisti durante le dirette per ricevere un ulteriore sconto! (promo valida nelle giornate 15/16/17/19 ottobre, solo per la durata delle live)

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PROGRAMMA #StraneLive dal 15 al 19 ottobre

15 ottobre, ore 19 | PANEL 👽 Lo Zar tra i rizomi

✨ Presentazione sulla pagina FaceBook di Kipple delle pubblicazioni: «NeXT-Stream. Lo Zar non è morto» con i curatori Lukha B. Kremo e Nico Gallo, gli autori Giulia Abbate e Luigi Straneo; «Rizomi del sole nascente» con il curatore Gian Filippo Pizzo e gli autori Mariasilvia Iovine, Franco Ricciardiello e Serena Barbacetto.

Scopri di più:
http://www.kipple.it/…/next-stream-lo-zar-non-e-morto-aa-vv/
http://www.kipple.it/prodot…/rizomi-del-sole-nascente-aa-vv/

16 ottobre, ore 19 | PANEL 👽 Dall’Armageddon al Premio Kipple 2020

✨ Presentazione sulla pagina FaceBook di Kipple delle pubblicazioni: «Cronache dell’Armageddon» con Franco Forte, Dario Tonani, Alessio Lazzati, Giovanni De Matteo e Umberto Bertani; «Giallo come il cielo» (Premio Kipple 2020) con Eleonora Zaupa (vincitrice Premio Kipple).

Scopri di più:
http://www.kipple.it/prodotto/cronache-dellarmageddon-aa-vv/
http://www.kipple.it/p…/giallo-come-il-cielo-eleonora-zaupa/

17 ottobre, ore 16.30 | PANEL #Stranimondi👽 Lovecraft e i Giganti

✨ Presentazione sull’evento FaceBook delle nuove collane/pubblicazioni: «Lovecraft from beyond» (collana kGrrraffi) con Claudio Fallani, Sascha Ciantelli e Alessandro Napolitano e della collana I Giganti con Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
+ Annuncio vincitore del Premio Short Kipple 2020

Scopri di più:
http://www.kipple.it/prodotto/lovecraft-from-beyond-aa-vv/
http://www.kipple.it/categoria-prodotto/i-giganti/

18 ottobre, ore 17.00 | PANEL #Stranimondi – proiezione sull’evento FaceBook del film IL KASO KREMO (con la presenza del regista).

19 ottobre, ore 19 | PANEL 👽 Fantatrieste e Poème électronique

✨Presentazione sulla pagina FaceBook di Kipple delle pubblicazioni: «Fantatrieste» con Roberto Furlani, Alex Tonelli e del disco «Poème électronique» con Ksenja Laginja e Stefano Bertoli.

Scopri di più:
http://www.kipple.it/prodotto/fantatrieste-aa-vv/
http://www.kipple.it/pr…/poeme-electronique-2016-2020-aa-vv/

Recensione a Rizomi del sole nascente, di Aa. Vv. – InfinitiUniversiFantastici | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul blog InfinitiUniversiFantastici è uscita una puntuale recensione a Rizomi del sole nascente, antologia curata da Gian Filippo Pizzo che ha come tema l’Oriente e la SF. Ecco alcuni stralci, al netto della critica a ogni racconto, che la blogger Alessandra ha redatto.

I racconti ispirati, ambientati, o con un richiamo alle terre dell’Est sono stati raccolti e curati da Gian Filippo Pizzo, una garanzia; sono di vario genere e stile, mai banali.

L’editing è perfetto; la cover meravigliosa nella sua semplicità, una delle migliori che mi sia capitato di vedere ultimamente.

Consiglio vivamente quest’eccellente antologia a tutti gli amanti della fantascienza e non solo!

La quarta

Storie fantastiche, misteriose o semplicemente belle; un richiamo orientale, quasi un sapore o un’essenza che pervade l’antologia senza mai essere davvero protagonista. Una nuova selezione di racconti curata da Gian Filippo Pizzo che descrive mondi dello spazio, luoghi misteriosi della Terra e realtà mentali si fondono, creando quell’essenza che è la narrativa stessa.

Gli autori

Attivo da più di quarant’anni nell’ambito del fantastico e della fantascienza, con numerosi articoli e recensioni, Gian Filippo Pizzo ha pubblicato assieme ad altri autori 13 volumi di saggistica per editori quali Gremese e Odoya, presso il quale sono apparsi gli ultimi Guida agli scrittori italiani del fantastico (2018) e La Luna nell’immaginario (2019). Ha curato, spesso in collaborazione, 16 antologie, le più recenti delle quali sono Futuro criminale (La Ponga), Mogli pericolose (Watson) e Fantaetruria (Carmignani) tutte del 2019.

Gli autori che hanno scritto per questa raccolta sono: Danilo Arona, Serena M. Barbacetto, Sandro Battisti, Stefano Carducci, Irene Drago, Alessandro Fambrini, Antonino Fazio, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello e Monica Serra.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | Rizomi del sole nascente A cura di Gian Filippo Pizzo

Kipple Officina Libraria Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 155 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-24-8 Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 152 – € 15 — ISBN 978-88-32179-24-8

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Lo Zar non è morto – NeXT-Stream è da oggi disponibile per la collana Avatar | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta la terza iterazione delle antologie NeXT-Stream, esperimenti di commistione tra l’immaginario di genere e il cosiddetto mainstream, la letteratura non di genere; ci piace ricordare che il precedente capitolo Visioni di realtà contigue ha vinto il Premio Italia 2019, nella sezione antologia.
Lo zar non è morto è il titolo di questo volume, undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia.
Il libro è disponibile in formato cartaceo e digitale sul sito della casa editrice, nei principali store on line e nelle librerie. All’interno racconti di Giulia Abbate, Giovanni De Matteo, Ettore Maggi, Francesco Troccoli, Daniele Cambiaso, Sandro Battisti, Alessandro Forlani, Domenico Mortellaro, Franco Ricciardiello, Pee Gee Daniel e Nicoletta Vallorani. I curatori sono Lukha B. Kremo e Domenico Gallo.

Sinossi – dall’introduzione dei curatori

Dimentichereste mai un romanzo di avventure straordinarie, fantapolitico e ucronico, uno dei primi del suo genere in Italia e per di più scritto da un gruppo di dieci autori (capitanati dal fondatore del più grande movimento avanguardistico italiano), rendendolo un unicum nel panorama mondiale? La critica italiana lo ha fatto. Era concentrata su Benedetto Croce e i tormenti di Zeno Cosini, e seguiva le loro visioni oniriche considerandole molto più pregnanti di altre.
Parliamo di Lo zar non è morto – Grande romanzo d’avventure scritto nel 1929 da un gruppo di letterati italiani provenienti da diverse correnti culturali capeggiati dal padre del Futurismo: Filippo Tommaso Martinetti. Il “Gruppo dei Dieci”, così si chiama l’eterogeneo collettivo, si raccoglie con il preciso obiettivo di creare un’opera di intrattenimento e di grande avventura, un’opera per divertire il lettore senza alte finalità artistiche.
Noi abbiamo ripreso lo stesso spirito, quello della creazione letteraria pura e dell’orgoglio di una letteratura che, nonostante vanti un’illustre storia, sembra oggi relegata a un’ancella, forse soltanto simpatica, di una letteratura mondiale in grande evoluzione. Abbiamo quindi scelto autori che meglio hanno saputo interpretare questo spirito, pur consapevoli che a causa di contingenze e indisponibilità temporanee, potevano essere molti di più. E ne è nata un’antologia di undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia, quel lasso temporale che ci separa dalla nascita della contemporaneità e dalla scomparsa degli Zar. Una Storia a volte bizzarra (ma che, come l’attualità suggerisce, si peccherebbe a considerarla tale), altre assolutamente plausibile, che parte dalla fuga di Anastasija Romanova, tocca il fascismo, il Duce, la Resistenza, gli anni Sessanta, Berlinguer, fino ad arrivare ai giorni nostri e proiettarsi nel futuro, facendo ricorrere, in contesti diversi, gli stessi inquietanti interrogativi storici e sociali.

Estratto – dall’introduzione dei curatori

Riscrivere la Storia è solo in parte un gesto dissacrante, un divertimento fine a sé stesso che gioca con un qualche ramo assurdo di possibilità che non si sono realizzate, un po’ come il paradosso di Erwin Schrödinger dedicato allo sfortunato gatto chiuso in una scatola. La teoria, mai dimostrata, è piuttosto nota. A ogni collasso di una funzione d’onda, un altro universo si crea con quei valori possibili che nel nostro universo non si sono realizzati. E allora esistono, a fianco a noi, infiniti universi che si creano a ventaglio ogni frazione di tempo in cui infiniti fenomeni quantistici letteralmente esplodono. Ma il mondo quantistico è decisamente controintuitivo e richiede spesso uno sforzo di immaginazione per raffigurarsi “materialmente” cioè che non lo è, ciò che nega la nostra esperienza quotidiana e classica. Ebbene è come se ogni ucronia fosse l’universo duale del nostro per ogni episodio storico che conosciamo. Ma al di là di una qualche verosimiglianza fisica, l’ucronia è uno sforzo di comprendere la Storia attraverso la sua falsificazione, la nostra Storia, quella che condividiamo. È un modo per amplificarne le contraddizioni, per mettere a nudo ciò che è alla base della politica: l’occultamento della verità. È un’idea che ricorda un po’ il gioco di Orson Welles in uno dei suoi ultimi film: F come falso. Il film, una strana pellicola del 1973, gioca sul rapporto vero e falso nell’arte partendo dai falsari, ma è fortemente ancorato a una riflessione pericolosa sulla realtà e sulla sua rappresentazione. Welles non ha mai giocato con le ucronie, ma in troppi suoi film troviamo una inquietante dialettica tra vero e falso in cui il falso è uno strumento del vero del reale. E allora leggiamo questi racconti con sospetto.
Dopo la lettura, non siamo più convinti che lo Zar sia morto, che il Duce e il Fascismo siano morti, che le dinamiche di potere politico e sociale di cento anni fa siano morte.

La quarta

Un’antologia di undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia, quel lasso temporale che ci separa dalla nascita della contemporaneità e dalla scomparsa degli Zar.

Gli autori

Gli autori che hanno scritto per questa raccolta sono: Giulia Abbate, Giovanni De Matteo, Ettore Maggi, Francesco Troccoli, Daniele Cambiaso, Sandro Battisti, Alessandro Forlani, Domenico Mortellaro, Franco Ricciardiello, Pee Gee Daniel e Nicoletta Vallorani. I curatori sono Lukha B. Kremo e Domenico Gallo; il primo è editore di Kipple Officina Libraria, Premio Urania 2015 e vincitore di altri importanti premi letterari del fantastico italiano, il secondo è scrittore, traduttore e saggista di lungo corso del fantastico e in particolare della fantascienza.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | Lo Zar non è morto – NeXT-Stream – A cura di Lukha B. Kremo e Domenico Gallo – Copertina di Nives

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 174 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-31-6
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 176 – € 15 — ISBN 978-88-32179-30-9

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Esce per la collana Avatar l’antologia “Rizomi del sole nascente”, a cura di Gian Filippo Pizzo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Dall’introduzione del curatore Gian Filippo Pizzo.

“L’interesse che suscitano gli scritti degli autori orientali, come Ted Chiang o Liu Cixin, risiede – oltre che ovviamente nelle loro abilità affabulatorie e nella validità delle loro trame e dello stile – non tanto nel fascino che l’Oriente ha sempre procurato al mondo occidentale (ai livelli più diversi, dall’antropologia e dal folklore alle arti) ma soprattutto nella capacità di coniugare la loro Weltanschauung, la visione del mondo tradizionale con quella moderna, ovvero quella tipicamente asiatica con quella occidentale.
Considerato tutto ciò è ovvio che a un antologista possa venire in mente di chiedere ai suoi autori – italiani, quindi occidentali – di ambientare un racconto in Oriente e di vedere come si possa configurare lo stile di vita dei loro personaggi in rapporto agli asiatici e al loro mondo. Sporadicamente e in modi differenti questo è già stato fatto, basti pensare a racconti come Scultura lenta di Theodore Sturgeon, I nove miliardi di nomi di Dio di Arthur Clarke o L’arciere zen di J. Greenblat, a romanzi quali Sesta colonna di Robert Heinlein, La macchina del Karma di Davidson, La pietra sincronica di Jonathan Fast e naturalmente a La svastica sul sole [L’uomo nell’alto castello] di Philip Dick, che utilizzò l’I Ching per decidere le mosse che dovevano compiere i suoi personaggi. Oppure, nel cinema, alla scena di Incontri ravvicinati del terzo tipo in cui migliaia di monaci buddisti intonano le cinque note che servono da collegamento con gli extraterrestri e, più ancora, alla saga di Guerre stellari, dove Yoda e i cavalieri Jedi, con il loro motto “la forza sia con te”, sono chiaramente modellati sui saggi cinesi e sui santoni indiani”.

Questa raccolta quindi, intitolata Rizomi del sole nascente è, in questo momento storico, la risposta italiana alla domanda posta dal curatore; l’opera è da oggi disponibile in cartaceo e digitale su www.kipple.it e su tutti gli store online.

Sinossi

Dall’introduzione del curatore Gian Filippo Pizzo.

La Cina è vicina è il titolo di un film del 1967 di Marco Bellocchio (dove in verità di cinese c’era soltanto il maoismo di uno dei personaggi) diventato poi un modo di dire applicabile a varie situazioni. Lasciando da parte le emergenze sanitarie, a noi interessa il mondo fantascientifico, che da qualche anno vede il Paese orientale sempre più protagonista. Da quando il romanzo Il problema dei tre corpi di Liu Cixin fu pubblicato in America vincendo poi il Premio Hugo, cinque anni fa, o ancora prima da quando Ted Chiang si è affacciato alla ribalta negli anni Novanta, la Cina si è conquistata un suo spazio nell’ambito della science-fiction. Spazio apertosi ultimamente anche in Italia che ha potuto così conoscere altri autori cinesi. E non parliamo solo di Cina, perché è tutto l’Estremo Oriente a beneficiare di questo interesse, a partire dal Giappone che ha una grande tradizione anche se soprattutto nel cinema e nei fumetti: non a caso nell’ultimo numero (l’88 al momento in cui scrivo) della rivista Robot sono presenti una giapponese e un malese, dopo che la stessa rivista negli anni aveva pubblicato altri scrittori cinesi o sinoamericani.
Da queste considerazioni nasce l’idea di una antologia che affronti in chiave fantascientifica il rapporto tra Oriente e Occidente, quindi racconti basati – o, meglio ancora, immersi – nelle culture orientali, più segnatamente nelle loro discipline o dottrine, dall’induismo allo zen, dal confucianesimo al taoismo, al buddismo e via dicendo. C’è però da dire che non tutti gli autori sono riusciti a seguire le indicazioni date dal curatore: se qualche racconto è davvero basato sul rapporto tra queste due culture, in altri è più sfumato, a livello di suggestione più che di consapevolezza, fino ad arrivare a un paio che di orientale hanno solo l’ambientazione. Si tratta comunque di bei racconti e assieme all’editore pensiamo che alla fine rendano l’antologia più variegata.
Ci auguriamo che lo pensino anche i lettori”.

Estratto

Tutto era avvenuto alcuni giorni prima, quando Huáng neppure sospettava l’esistenza dell’Uomo delle Stelle, dall’altra parte del mare di Bóhăi, il grande golfo sul quale, prima dell’unificazione per opera della sua sapiente guida, si affacciavano gli stati di Yān, Zhào e Qí. Il prefetto di Liáoxī aveva ricevuto un rapporto secondo il quale inspiegabili fenomeni riempivano di notte il cielo alla Testa del Drago. Lasciato il capoluogo di prefettura Yánglè, aveva seguito la costa fino al luogo in cui la Grande-muraglia-di-diecimila- finisce nel mare di Bóhăi. Ricevuto con tutti gli onori dai magistrati locali, era salito sulla Testa del Drago e aveva atteso la notte, circondato di guardie armate fino ai denti.
Quando le tenebre erano così fitte che neppure i gatti si sarebbero azzardati a uscire dalle cantine, le nuvole cominciarono a tingersi di differenti colori, come viaggiatori spintisi molto più a nord del regno avevano riferito avvenisse nelle gelate terre del settentrione. Senza preavviso, la massa di nuvole si squarciò come tessuto, e una stella cadente precipitò nel mare di Bóhăi a un paio di dalla Testa del Drago. Un’esplosione devastante sollevò una colonna d’acqua, che investì li prefetto e i suoi uomini sotto forma di vapore caldo.
Il prefetto e i suoi dovettero trattenersi per non fuggire a gambe levate. Quando tutta l’acqua ricadde in mare, tra le onde galleggiava un grosso bozzolo la cui superficie liscia catturava barbagli di luna. La stella caduta aveva infatti trascinato le nuvole con sé dentro il mare, come un sasso scaraventato su un tessuto, e adesso il cielo era così sereno che si contavano le stelle. Ancora non si erano riavuti dalla raccapricciante sorpresa, che un forte sibilo in avvicinamento preannunciò una nuova caduta. Si gettarono al riparo, ma il fischio terrificante si spense nel nulla; uno dei sapienti avrebbe spiegato all’Imperatore che certi fenomeni avvengono in maniera così repentina, che il suono che dovrebbe accompagnarli non riesce a compiere il proprio dovere, e portò l’esempio del lampo che precede sempre il tuono.
Usciti dai nascondigli, il prefetto e i suoi videro che le onde spingevano a riva il grande bozzolo bianco, così liscio da suggerire un’origine soprannaturale. Scesero in colonna sulla spiaggia, a pochi passi dalla Testa del Drago, domandandosi se la stella-bozzolo avesse scelto appositamente qual luogo che secondo molti sapienti era considerato propizio ad avvenimenti fausti.
L’oggetto era già a riva. Aveva una forma perfetta, come un uovo che potesse contenere due uomini, uno sulle spalle dell’altro. Il comandante della guardia dispose gli armati a tenaglia per circondare il bozzolo, nel quale si stava formando una linea scura per tutta la lunghezza. Si aprì come la valva di una conchiglia davanti ai loro occhi, e ne uscì un essere di sembianze umane che si mise in piedi e avanzò a passo sicuro, come se non fosse stato costretto all’immobilità fino a quel momento. Era più alto di un uomo, e ricoperto di una gelatina di colore dorato che si scioglieva a ogni passo, scoprendo un corpo snello e muscoloso vestito con indumenti di colore scuro piuttosto aderenti.
Il comandante intimò l’alt, e allora nella mente di tutti i presenti si formarono spontaneamente alcune parole, senza che l’uomo caduto dalle stelle emettesse suono.
Non vengo con cattive intenzioni.

Un racconto di pioggia e luna, di Franco Ricciardiello.

La quarta

Storie fantastiche, misteriose o semplicemente belle; un richiamo orientale, quasi un sapore o un’essenza che pervade l’antologia senza mai essere davvero protagonista. Una nuova selezione di racconti curata da Gian Filippo Pizzo che descrive mondi dello spazio, luoghi misteriosi della Terra e realtà mentali si fondono, creando quell’essenza che è la narrativa stessa.

Gli autori

Attivo da più di quarant’anni nell’ambito del fantastico e della fantascienza, con numerosi articoli e recensioni, Gian Filippo Pizzo ha pubblicato assieme ad altri autori 13 volumi di saggistica per editori quali Gremese e Odoya, presso il quale sono apparsi gli ultimi Guida agli scrittori italiani del fantastico (2018) e La Luna nell’immaginario (2019). Ha curato, spesso in collaborazione, 16 antologie, le più recenti delle quali sono Futuro criminale (La Ponga), Mogli pericolose (Watson) e Fantaetruria (Carmignani) tutte del 2019.

Gli autori che hanno scritto per questa raccolta sono: Danilo Arona, Serena M. Barbacetto, Sandro Battisti, Stefano Carducci, Irene Drago, Alessandro Fambrini, Antonino Fazio, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello e Monica Serra.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | Rizomi del sole nascente
A cura di Gian Filippo Pizzo

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 155 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-24-8
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 152 – € 15 — ISBN 978-88-32179-24-8

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Ritorna Franco Ricciardiello e la sua fantastoria | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo lavoro di Franco Ricciardiello: Lamento al signore di Marston, racconto attraverso le porte del Tempo, intriso di SF, uscito per i tipi digitali DelosDigital.

Nulla è nuovo sotto il sole, tutto nuovo sotto il cielo inglese. Il soldato Dylan si prepara alla battaglia: siamo nel cuore della Rivoluzione Inglese, scintilla della modernità. A qualche secolo di distanza, un viaggiatore attraversa la porta del Tempo in cerca di una donna scomparsa. In un mondo in cui l’essere umano manipola tempo e DNA per i suoi scopi, le scelte del singolo faranno la differenza. Storia e dilemmi bioetici si intrecciano in questo elegantissimo racconto di Franco Ricciardiello, che si muove agile tra rievocazione storica e fantascienza.

Amo quello che quest’uomo scrive.

Per voi non ci sarà ritorno, un racconto che vi scioccherà | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un racconto di Franco Ricciardiello, in uscita per Delos Digital: Per voi non ci sarà ritorno. Assai interessante la sinossi:

Le chiamano Venusiane ma nessuno sa da dove siano arrivate. Bellissime come le donne di Botticelli e letali grazie all’aiuto del Vitruviano, che può spostarsi nel tempo e nello spazio proteggendole con le quattro braccia e le quattro gambe taglienti.
Sono venute per portare la bellezza della morte e straziare gli uomini, usando il sacrificio della loro prole per dividerli e costringerli in caste in competizione per la vita.
Nessuno può avvicinarsi alle Venusiane, nessuno può ucciderle perché il Vitruviano quantistico non lo permetterebbe. Firenze è una città avvizzita precipitata nel male, il sud è un territorio di morte. Solo a nord la Repubblica continua a resistere, ma serve altro per poter vincere il male delle Venusiane: un male ancora più vasto e profondo, un sacrificio straziante che nasconde la disperata speranza dell’umanità.

Nota dell’editore: Il racconto ha contenuti che possono turbare la sensibilità dei lettori.

Ricciardiello non ha certo bisogno di presentazioni, e questa quarta è davvero intrigante. Aggiungo alla pila da leggere…

Robot 88 guarda all’oriente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo numero di Robot, l’88. Molta, moltissima carne al fuoco; ecco l’abstract:

Secondo gli osservatori più attenti la fantascienza del futuro non verrà (o non verrà solo) dall’Occidente ma anche e forse soprattutto dall’Oriente. Alcuni paesi come la Cina addirittura investono nella fantascienza, la promuovono, la insegnano nelle scuole. Su Robot abbiamo avuto diversi autori cinesi o cino-americani, questa volta un’autrice giapponese e una malese (che vive a Londra) con due splendidi esempi di come si possa combinare il fantastico tradizionale orientale con la fantascienza più pura. Fumio Takano racconta una storia di esperimenti di fisica nucleare e Zen Cho propone un racconto (premio Hugo) che parla di creature davvero aliene.

Tornando in Italia abbiamo una parata di grandissimi autori italiani: Dario Tonani col suo Mondo9, Franco Ricciardiello, Lanfranco Fabriani (sì, con il suo UCCI) e due tra le più promettenti nuove voci che stanno dando vita alla nuova età d’oro del fantastico italiano. Poi parliamo di nuove tendenze con Sandro Pergameno, di una grande autrice poco valorizzata con Salvatore Proietti, di una colonna del fantastico italiano con Gianfranco de Turris, di Good Omens e intervistiamo una grande artista: Galen Dara.

Altri futuri, ecco il meglio della fantascienza italiana indipendente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia estesa e ufficiale della prima The Year’s Best Science Fiction italiana, curata da Carmine Treanni ed edita da DelosDigital. Altri futuri, è il suo titolo.
Sono in splendida compagnia di tanti bravi autori, vi cito la sinossi che è davvero esaustiva; inoltre, più sotto metto un estratto del mio racconto incluso nell’antologia, La legione liquida, uscito precedentemente per Robot 85. Un grande ringraziamento  a Carmine

Quella che vi accingete a leggere è un’antologia destinata a entrare nella storia della fantascienza: si tratta della prima The Year’s Best Science Fiction italiana. Questo genere di raccolte sono ormai una tradizione sul mercato anglosassone, dove curatori come David G. Hartwell e Gardner Dozois ne hanno fatto un appuntamento irrinunciabile per i lettori di lingua inglese e che anche i lettori italiani hanno potuto apprezzare. Altri futuri contiene i migliori racconti italiani apparsi singolarmente in formato elettronico, su riviste, antologie collettive e personali pubblicati dagli editori indipendenti nel 2018. Le storie che presentiamo contengono tutte le sfumature della speculative fiction e possono essere considerate uno “stato dell’arte” della fantascienza italiana.

Racconti di Maddalena Antonini, Sandro Battisti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Milena Debenedetti, Davide Del Popolo Riolo, Alessandro Fambrini, Alessandro Forlani, Diego Gnesi Bartolani, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello, Luigi Rinaldi, Giampietro Stocco, Dario Tonani, Nicoletta Vallorani.

Ecco l’incipit del mio racconto:

Emergeva da un lato oscuro del continuum e osservava la scena che aveva di fronte con innato interesse, la sua arma era affilata e ben salda nella mano sinistra, pronto a colpire.
Lucius Cedicio scrutava attentamente il territorio siciliano che aveva di fronte, poi si voltava con circospezione, come a sincerarsi che nulla lo stesse minacciando alle spalle; con passo isterico aveva preso allora a girare intorno al sito, l’istinto del militare lo rendeva vigile e attento: cominciava davvero a credere che nessuno fosse nei suoi pressi. Si concentrò, quindi, su ciò che vedeva e discriminò il paesaggio, la valle che sotto di lui risplendeva di fertilità e di sole; vide frutteti e campi di grano che avrebbero potuto risollevare Roma se solo fosse stata affamata da un ipotetico assedio o addirittura da un’occupazione militare. L’invasione, però, c’era stata sul serio, Annibale si era spinto su tutto il territorio italico e aveva minacciato Roma da vicino, mostrandogli il genio che lo aveva portato a giocare con le truppe e i condottieri romani: aveva annientato legioni su legioni, si era preso gioco di ogni strategia quirita e lui, Lucius, aveva avuto continuamente il timore di incrociare lungo la Penisola i suoi eserciti, la letale cavalleria numida, le schiere scelte di fanti che rimanevano impassibili sull’orlo della battaglia, pronte a massacrare i
nemici.
Lo avevano mandato in avanscoperta. O meglio, era stato lui stesso a voler andare in ricognizione per capire dove avrebbe potuto stazionare la legione romana cui apparteneva: doveva capire dove stessero i Cartaginesi, dove la battaglia poteva originarsi e come, di conseguenza, si dovevano disporre i Romani.
Su quelle colline viveva un senso di vertigine.

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