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La Via dei Sepolcri (Monte Tuscolo) – Nemora


Su Nemora un viaggio crepuscolare – e cosa c’è di meglio di questo periodo, di questi giorni che esplorano l’abisso dell’inverno e solstiziale incipiente? Lungo la strada che i Romani, duemila anni fa, percorrevano nei dintorni di Frascati ci sono innumerevoli tombe, ora abbandonate e misconosciute; il viaggio si fa interiore, sul filo di altre dimensioni…

Vieni sulla Via dei Sepolcri, lungo il Monte Tuscolo.
Varca il cancello che immette sul sentiero lastricato ed entra in questo spazio in cui giacevano i corpi degli Antichi.
La giornata è ventosa. Lo stesso vento che ha spazzato via i resti umani portandoli con sé, lasciandosi alle spalle involucri vuoti.

All’ombra delle querce, passo passo, avvicinati ai colombari che custodivano le urne cinerarie del popolo basso.
La cremazione era in uso nell’Antica Roma fra la metà del I a.C e il I secolo d.C, perciò il lasso temporale in cui i resti furono deposti qui non oltrepassa il regno dell’imperatore Claudio.
Dagli Antonini in poi, di fatti, si diffonderà definitivamente la pratica dell’inumazione, con la quale il corpo viene posto sottoterra.
I colombari derivano il loro nome dalla conformazione dei nidi di piccione ed erano destinati al volgo, alla povera gente; servivano l’esigenza di dover disporre più morti in uno spazio ristretto.
Avvicinati per osservare meglio le mensole che ospitavano le urne: ci sono ancora i resti dei recipienti – detti “olle“- che contenevano le ceneri. Piccoli ventri in coccio.
La tomba come ritorno al grembo materno, spazio cavo in cui avviene una metamorfosi.
A destra c’è una camera sepolcrale composta da un vano dal basso soffitto, ricavata nella roccia lavica. Addentrandoti noterai una caratteristica che accomuna le tombe antiche rupestri in cui sei entrato finora. Il pavimento polveroso, le pareti fresche e ruvide. E come sempre non c’è vita, se non qualche ragno che ha tessuto la sua trama all’ingresso. Vegetazione e fauna si astengono dal proliferare nella penombra vellutata dei sepolcri. Dove a ogni passo tenui particelle fuligginose si sollevano e l’atmosfera è sospesa nel Tempo.
Dall’interno si vedono edera e rovi pendere dall’alto e, avanti ancora, la strada di basolato.
Ed eccoti, sei fuori dalla vita. Non c’è nessuno a transitare in quel momento – e, in realtà, per di qui non passa più quasi mai nessuno – ma prova a immaginare come possa essere osservare i vivi lì fuori, dal fondo di uno spazio incastonato fra le braccia della terra.
I rumori sono attutiti. I colori distanti. I passi spenti.

Cosa si è


Mi rivesto di ricordi, poi salgo sul monte a cercare l’energia che è, a ricordarmi cosa sono continuamente.

Tuscolo, la Via dei Sepolcri – Nemora Nemora


Su Nemora.it l’ennesimo empatico e oscuro articolo che regola il mondo immediatamente a sud di Roma, verso i Castelli Romani dove le tracce del passato arcaico, repubblicano e imperiale si affacciano e sono ancora vive, vibranti.

Proseguendo noterai diverse tombe in opera reticolata parzialmete crollate o ancora interrate. Se solo si scavasse riemergerebbero alla luce decine e decine di sepolture le quali, d’altro canto, forse sono custodite meglio nell’abbraccio umido della Terra.
C’è un sentiero secondario che dal basolato digrada verso il basso, nell’erba. Seguilo.
Raggiungi un edificio rettangolare in opera reticolata, il tetto è sfondato e al suo interno è cresciuto un albero. Dal contesto è ragionevole pensare che fosse anch’esso un ambiente con funzione mortuaria. Fa’ attenzione.
A volte qui, accanto ai resti di un falò, si trovano teschi di capra e candele disposte in circolo.
Tentano di evocare il Male sul confine con la morte.
Osserva questo luogo: sul soffitto c’è un varco circolare, una sorta di oculo. La luce squarcia il buio e illumina quel che rimane del macabro rituale.
Quando ci si addentra nelle tenebre, tutti i nostri pensieri si proiettano su di una tela nera. Entrare nei luoghi di silenzio con una disposizione d’animo fuorviata, genera i mostri.
Le foreste scure, le grotte, i sotterranei. Qualsiasi cosa tu cerchi qui dentro, la troverai.
Le cavità, gli spazi racchiusi e ombrosi, contengono in realtà una sola cosa: potenzialità. La potenzialità di proiettare come un prisma le entità che sono nella mente.
Il Male non dimora qui, ma negli occhi di chi nel buio ha visto il Diavolo.

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