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Presentazione di “Internet. Cronache della fine”, di Giovanni Agnoloni


Oggi 19 luglio, alle 19.00, sarò presente come relatore alla presentazione di Internet. Cronache della fine, di Giovanni Agnoloni (qui l’evento FB aperto a tutti, qui la diretta su Anticorpi letterari).
 
La prima presentazione in Rete sulla fine della Rete. Si parlerà di “Internet. Cronache della fine”, la raccolta completa dei quattro libri della saga distopica di Giovanni Agnoloni appena uscita per Galaad Edizioni in volume unico aggiornato, con la prefazione della critica letteraria e autrice Sonia Caporossi. Parteciperanno all’evento lei stessa e gli scrittori Carlo Cuppini e Sandro Battisti, co-fondatore del movimento connettivista.
 
UPDATE: qui il video della presentazione.

Internet. Cronache della fine – quadrilogia di Giovanni Agnoloni


È recentemente uscito per i tipi di Galaad Internet. Cronache della fine, un tomo contenente l’intero ciclo della Fine di Internet, quattro storie scritte da Giovanni Agnoloni che girano tutte attorno a un solo evento: in un determinato momento del prossimo futuro la rete Internet cessa di funzionare, per motivi che possono essere riconducibili a sovrapposizioni legate all’avidità del business e a multinazionali che cercano di spremere ciò che non può essere spremuto – insomma, il classico sangue da una rapa – e che provocano il collasso strutturale della Rete.
Quello che accade dopo è assai prossimo all’apocalisse. È evidente che per un mondo basato sulla connessione telematica perdere il collante digitale equivale a una dispersione verso la periferia cognitiva di ogni sapere, di ogni abitudine, di ogni obiettivo, di ogni convinzione. Dopo la catastrofe, tutto appare slegato e l’orizzonte degli umani sembra affrontare un nuovo Medioevo in cui anche le condizioni meteo appaiono come una regressione verso una sorta di piccola glaciazione, qualcosa che ricorda molto da vicino la decadenza dell’evo antico, quando il prestigio di Roma si dissolse lasciando all’Europa un nulla barbarico forse non così prossimo all’epoca delle caverne, ma certo assai lontano dai fasti culturali, tecnologici e ideologici dell’epoca Classica.

Agnoloni ha scritto in questo scenario, in un volgere di pochi anni, ben quattro episodi: tre romanzi e un altro spin-off; un poderoso vademecum distopico allineato con chi vede nel futuro dominato dalle multinazionali e dal potere economico derivato dal Liberismo un’unica possibile forma di potere: il feroce controllo sociale e indistinto da parte di entità che di umano hanno ormai ben poco, se non nulla. La cruenta via d’uscita, sembra suggerirci l’autore, è la decadenza, la fine violenta di un mondo altamente sofisticato che genererà quindi scompigli immani, catastrofi, isterie e prese autonome di potere di singoli violenti, un po’ come davvero successe nel Medioevo.
La distopia di Agnoloni non è, però, soltanto centrata sulle istanze sociali ed economiche. La forza innovativa del suo messaggio è affidata a un misticismo senza nome e padroni che pervade la vita dei protagonisti di questo mondo disconnesso, che posseggono una carica esoterica che sembra sostituirsi alla connessione cibernetica e costituisce, a sua volta, un altro tipo di condivisione delle sapienze, delle convinzioni, delle abitudini, degli obiettivi. È un mondo profondamente diverso dal nostro quello che esce dalle pagine della quadrilogia, c’è un grande affresco di spiritualità che ha le movenze della premonizione, della certezza quasi sciamanica dei gesti, della potenza dei sogni, della sincronicità junghiana che prende l’anima del lettore avventuratosi nella Fine di Internet, è un po’ come entrare in una fitta foresta che diviene inestricabile già dopo pochi passi, che ci vuole a tornare indietro?, e invece ci ritroviamo avvolti da una selva oscura e complessa, e riemergervi è tutt’altro che semplice.

L’edizione editoriale di questo ciclo è resa ancora più corposa da una bella e totalmente all’altezza del testo prefazione di Sonia Caporossi, che districa alcuni dilemmi filosofici che i romanzi suggeriscono e lancia, a sua volta, alcune domande che allargano l’orizzonte cognitivo dell’opera.
Vi lascio quindi alla quarta di copertina, lancio di segnali moltiplicati, nella speranza che la caduta della connessione permetta comunque di sopravvivere ad alcuni concetti espressi da Giovanni Agnoloni. Buona lettura.

Sul volgere di una delle più gravi crisi della contemporaneità, ecco la raccolta completa della serie distopica dedicata al crollo di Internet. Tra il 2025 e il 2029, il tentativo di presa del potere da parte di una multinazionale europea delle telecomunicazioni e dell’energia e le ambigue vicissitudini di un movimento di sabotatori informatici riducono l’umanità a una condizione d’impotenza. Privati della Rete, donne e uomini di un futuro talmente prossimo che potrebbe già essere – e forse è – il presente devono scegliere se rimanere nella nebbia bianca dell’inconsapevolezza o trovare in sé, nella natura e nella consonanza con anime affini lo spunto per una rinascita che è anche l’inizio di un’auspicata rivoluzione globale.
Sospesa tra amore e suggestioni spirituali, avventura, viaggio e filosofia, questa edizione raccoglie i quattro romanzi (Sentieri di notte, lo spin-off Partita di anime e i due successivi sequel La casa degli anonimi e L’ultimo angolo di mondo finito) che per primi, a livello internazionale, hanno prefigurato la caduta di Internet non solo come evento astrattamente possibile, ma come ipotesi per mettere alla prova la capacità degli esseri umani di interagire con i propri simili e con l’ambiente, per invertire la tendenza all’abuso degli strumenti di Rete e scongiurare gli attentati alle libertà fondamentali che ne possono derivare.

Un’opera che travalica le barriere convenzionali tra i generi, radicandosi nella realtà per affrontare, anche con il ricorso a suggestioni noir e fantascientifiche, alcuni dei nodi cruciali del nostro tempo.

Da una Rete all’altra | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la corposa segnalazione – qui e qui – di una nuova uscita editoriale per Giovanni Agnoloni che propone, per Galaad Edizioni, il tomo Internet. Cronache della fine che contiene la sua quadrilogia della Fine di Internet, libri usciti singolarmente nel corso dell’ultimo decennio.
Copertina elegante e un’introduzione dello stesso Agnoloni costituiscono il sigillo di un’operazione che mette in risalto un’opera simbolo di un momento storico trasformato rapidamente in altro, prossimo allo sfascio sistemico e interiore descritto dall’autore. Queste sono alcune note dell’introduzione:

Sono passati oltre dieci anni da quando iniziai a scrivere Sentieri di notte, il primo romanzo di quella che allora ignoravo che sarebbe diventata una quadrilogia. E il mondo è profondamente cambiato. Non solo per la diffusione capillare della Rete in tutto il pianeta – soprattutto sub specie social media – e per l’accentuarsi e il dilagare delle dinamiche della globalizzazione, ma anche per il radicalizzarsi dei problemi ecologici e degli aspetti deteriori del capitalismo finanziario; e, inoltre, per l’emergere sempre più frequente di governi sia pur democraticamente eletti, ma dai tratti autoritari e propugnatori di ideologie nazionalistiche. È come se il mondo fosse stato steso e strizzato tra due estremi, l’uno tendente a un universalismo in gran parte deviato, e l’altro a una frammentazione di questo “tutto” in isole egoisticamente concentrate su se stesse.
Oggi, voltandomi indietro per un attimo e contemplando rapidamente tutto questo, mi rendo conto di una verità che inizialmente – e ancora per tanto tempo – non avevo voluto accettare, un po’ forse per modestia, ma soprattutto per paura: i miei romanzi si sono rivelati profetici. Non perché la Rete sia crollata o stia per farlo, ma perché le dinamiche di potere globale nascoste dietro il Sistema descritto in questi libri si sono realmente manifestate nel mondo, dentro e fuori del web, facendo del pianeta un unico contenitore privo di isole di silenzio, e al contempo lo hanno parcellizzato, rendendo la comunicazione tra gli esseri umani da un lato più agile e istantanea, dall’altro più autoriferita: come se fossimo – e in effetti, per tanti versi, siamo – monadi iperconnesse ma fondamentalmente sole.

L’ultimo angolo di mondo finito a Berlino | Giovanni Agnoloni


Sul blog di Giovanni Agnoloni una segnalazione molto interessante, le porte dell’estero si aprono sempre di più… Complimenti!

Giovedì 24 maggio alle 19,30 sarò a Berlino a presentare L’ultimo angolo di mondo finito da “Mondolibro” (Torstrasse 159). Nel frattempo, ho appena registrato con Angela Sinesi un’intervista telefonica sul romanzo con la radio pubblica tedesca WDR, in vista della presentazione berlinese: si potrà ascoltare giovedì 17 maggio tra le 18,00 e le 18,30 su cosmoradio.de (poi bisogna cliccare su Radio Colonia e scegliere la rubrica Appuntamenti; cioè andare qui).

INTERNET È DURO A MORIRE | La legenda di Carlo Menzinger


Sul blog di Carlo Menzinger la recensione a L’ultimo angolo di mondo finito, di Giovanni Agnoloni. Un estratto:

L’atmosfera che si respira in queste pagine è difficile da descrivere. Definirla rarefatta o astratta sarebbe fare un torto ai numerosi precisi riferimenti geografici che vi compaiono e agli eventi descritti. Forse il termine “straniante” sarebbe più idoneo, per quanto impreciso. C’è un alone di mistero che avvolge ogni cosa in una nebbia sottile che fa quasi pensare alle atmosfere di certi fantasy, sebbene qui non vi sia magia ma solo tecnologia. Tecnologia malata, magari.

Rispetto a “Sentieri di notte”, l’altro volume della quadrilogia da me già letto, questo mi è parso più articolato e completo, sarà perché giunge dopo altri tre volumi di sviluppi e riflessioni e ci mostra un mondo più “(de)finito”.

Estratti da Giovanni Agnoloni, “L’ultimo angolo di mondo finito” (Galaad Edizioni 2017)


Dal blog di Sonia Caporossi, un estratto di L’ultimo angolo di mondo finito, il romanzo di Giovanni Agnoloni che chiude la sua trilogia sulla fine di Internet.

«I rami salivano intrecciandosi progressivamente in una griglia filiforme, come ragnatele di diramazioni genealogiche perdute in un labirinto di infinite possibilità. Ascendevano in arabeschi ipnotici, creando una tessitura sottile, leggera quanto l’aria, simile a una nota impalpabile, stratificata, metafisica. Un reticolo di antenne estremamente recettive, capaci di catturare ogni sospiro latente nell’aria e di intuire i pensieri nel loro informe abbozzarsi.

Ognuno di quei terminali, alle sue estremità, diventava pressoché invisibile, perdendosi nell’atmosfera in un’enigmatica transizione dallo stato solido allo stato gassoso. E in ognuno di essi era impressa l’anima di un significato precedente alla nascita della vita e del linguaggio.

Osservai a lungo quella scena, rendendomi conto poco a poco che non si trattava di uno spettacolo statico, ma di una frenesia dinamica, in cui micro-componenti sospesi tra massa ed energia si muovevano incessantemente, in una danza senza posa, ricevendo

L’ultimo angolo di mondo finito a La Lettura TG5


Giovanni “Kosmos” Agnoloni è stato ospite, pochi giorni fa, a La Lettura, su TG5, rubrica letteraria del TG5 condotta da Carlo Gallucci, dove ha parlato del suo ultimo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito. Ecco il video dell’intervento (complimenti Giovanni!).

INTERVISTA DA REYKJAVIK PER ITALY WEB RADIO | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Dal blog di Giovanni “Kosmos” Agnoloni riporta la news di un suo podcast proveniente addirittura dall’Islanda. Complimenti!

Ecco il podcast dell’intervista che Tiziana La Vitola, che ringrazio ancora, mi ha appena fatto per Italy Web Radio, in collegamento da Reykjavík, dove sono ospite di una residenza letteraria dell’Unione degli Scrittori Islandesi, e l’8 settembre, dalle 16 alle 18, parteciperò da ospite esterno a un reading degli studenti di Scrittura Creativa dell’Università d’Islanda, nel quadro degli eventi del Festival letterario internazionale di Reykjavík (presso Stúdentakjallarinn, il bar dell’università). Leggerò un passo tradotto in inglese dal mio primo romanzo Sentieri di notte (Galaad Edizioni)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU GOTHICNETWORK.ORG


Dal blog di Giovanni “Kosmos” Agnoloni la segnalazione di una recensione al suo Ultimo angolo di mondo finito visto in chiave prossima alla SF. Un estratto:

La fantascienza, data per morta varie volte, rinasce sempre dalle sue ceneri, trovando nel filone della distopia, l’utopia negativa, uno dei più fertili e attuali, visto che si mettono in luce paure e metafore dell’oggi. Il rimanere senza Internet è senz’altro oggi uno degli scenari più temuti, tra l’altro il futuro che racconta l’autore è immediato, tra meno di dieci anni, ed è per questo che funziona ed è inquietante, oltre che per l’uso del tema del complotto governativo ed economico, altro tema che ritorna ma che ha sempre un suo perché.
Il progresso odierno è consolidato ma a tratti è talmente fragile che c’è di che avere paura che tutto possa andare perduto, e forse la chiave alla fine per salvarsi tutti può essere la riscoperta delle relazioni umane, come capita ai personaggi del libro.

 

Sentieri di Notte e Partita di Anime, riflessioni sul romanzo moderno – Emanuele Manco


Sul blog di Emanuele “Manex” Manco una bella recensione a Sentieri di notte e Partita di anima, lavori di Giovanni “Kosmos” Agnoloni. Emanuele ne traccia un percorso assai sottile ma tenace, riconducendo il Nostro agli insegnamenti di Italo Calvino, elementi assolutamente rintracciabili nella poetica di Giovanni. Un estratto:

Calvino sostiene che la scrittura trae giovamento dalla “sottrazione di peso” e di aver sempre perseguito l’alleggerimento della struttura del racconto e del romanzo. Una leggerezza che non va mai confusa con la superficialità o l’approssimazione. Non tagliare per tagliare insomma. Agnoloni ottiene tale leggerezza perseguendo anch’egli la “precisione del linguaggio”, che diventa senza peso e “aleggia sopra le cose come una nube”. A immagini evocate con leggerezza non corrisponde quindi una minore pregnanza, anzi è esattamente il contrario.
La precisione richiama il tema dell’esattezza ossia: “Un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato; l’evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili; un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione”.
I personaggi di Sentieri di Notte sono riconoscibili, non parlano con voce unica. Questo lavoro di cesello consente l’esatta percezione del loro status, di conciliare la razionalità della costruzione narrativa con “il groviglio delle esistenze umane”.
Il preciso susseguirsi di eventi, di intrecci di relazioni tra personaggi, in sintesi, la rapidità nella gestione dei nessi causa effetto, è un altro punto di forza delle due opere, e porta alla coerenza della trama, con la convergenza dei personaggi al momento della risoluzione finale.

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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