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Archivio per Genova

FLUDD – “The soundshots recap” | Duplex Ride


Sul blog dei DuplexRide, collettivo multimediale e di avanguardia sperimentale transmediale di Genova, un po’ di storia che li riguarda e che permettono di comprendere la loro grammatica artistica.

“MMXX”_01- by Duplex Ride @ Museo Villa Croce – Genova – sabato 11 gennaio – h.16:30


DuplexRide a Genova, sabato 11 gennaio; il dettaglio:

Con la sigla Dollworld, Angela Mambelli persegue dal 1995 un progetto di installazioni a temaper comporre un racconto attraverso gli oggetti.
Questi “miniambienti”, esposti in mostre a tema o allestiti in tempo reale, diventano parte integrante di performance e video realizzati con il gruppo Fludd, attivo nell’ambito di arti visive e ricerca musicale.
In scena le ministanze, arredate sotto l’occhio di una microcamera, generano, grazie alla proiezione su monitor e grandi schermi, un effetto straniante sul rapporto dimensionale tra uomo e oggetto.

Dollworld offre così al visitatore le stanze di uomini e donne (scrupolosamente assenti) che ascoltano musica, si truccano, litigano e si amano. Così, in una macchia di luce calda sull’azzurro-nero del palco, mentre una donna sistema una piccola sedia tra mura di cartone, nel video, scena dentro scena, due enormi mani calano lo stesso oggetto in una stanza, che potrebbe essere la nostra.

Stefano Agnini lavora come fonico e compositore di sonorizzazioni nell’ambito dello spettacolo. Ha al suo attivo alcuni dischi di rock progressivo italiano con le band La Coscienza di Zeno, La Curva di Lesmo e Il Cerchio Medianico.
Nel 2019 è stato pubblicato l’album del duo De Android che presenta sonorità moderne di matrice synth pop, dream pop e synthwave.

“MMXX” – rassegna a cura di Duplex Ride @ museo Villa Croce – Genova – gennaio/giugno 2020 | Duplex Ride


I DuplexRide di Genova iniziano il nuovo anno con propositi bellicosi. Incollo qui sotto il programma che riguarda i primi mesi di questo nuovo anno. Chi può vada!

“MMXX”

rassegna a cura di Duplex Ride
“20 dal duemila, 10 di duplex ride”

Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova – Via Jacopo Ruffini 3 – inizio h 16,30 – ingresso libero

5 eventi da gennaio a giugno 2020, con un “mix” di performing-art e live sonori. Si tratta di episodi singoli in cui la parte visiva conduce l’evento, in armonia oppure contrasto con quella musicale che gli è abbinata, e in cui sono inseriti anche alcuni ospiti da fuori Genova.

Concerto IL SEGNO DEL Comando+RUNAWAY TOTEM


Domani 22 novembre a Genova, alle 21.30, ci sarà il concerto del Segno del Comando, band di culto di Prog esoterico cui prima del concerto sarà associata una presentazione, a cura di Mario Gazzola, del saggio Fantarock sulle interazioni tra Rock e Fantastico – scritto a quattro mani con Ernesto Assante ed edito da Arcana – e anche una Mostra curata da Ksenja Laginja (pure lei presente in sala) dal titolo Kairos Sensorium Exhibition, ovvero un viaggio immaginifico tra fantascienza ed esoterismo, simbologia e silenzio cosmico, dove la visione si unisce alle proiezioni astrali con uno sguardo oltre l’umano (saranno esposte le illustrazioni che corredano la mia raccolta di racconti di sesso quantico Sensorium).

Il Segno del Comando si esibirà a Genova al teatro LaClaque in Via di San Donato 9, angolo Vico Biscotti, puntuale alle 21.30; qui potrete trovare l’evento FaceBook e chi può, vada!

GR1 Granular Synthesizer – played by Gedron | Duplex Ride


Ecco, ascoltare queste sonorità in anteprima, leggere del titolo del nuovo album presto in arrivo, soppesare emozionalmente tutto quello che traspare da questi pochi indizi, mi fa aumentare l’attesa in modo spasmodico.

Gedron, dei Duplex Ride. A Febbraio 2020. PSYCHOPETRA.

L’anarchia di Fabrizio De André – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione a Che non ci sono poteri buoni. Il pensiero (anche) anarchico di Fabrizio De André, pubblicazione curata da Paolo Finzi per «A», rivista anarchica.

A vent’anni, ormai, dalla scomparsa di Fabrizio De André, nascono come funghi i libri dedicati alla sua opera e alla sua biografia, un vero e proprio stillicidio di parole e fotografie miranti a indagare ogni aspetto dell’esistenza del cantautore genovese. A De André rischia di capitare quello che è successo a Pasolini il quale, secondo un’efficace espressione utilizzata da uno studioso, si è trasformato in una sorta di “ovetto kinder” della cultura italiana, nel senso che tutti si aspettano di trovarvi, al suo interno, la sorpresa che più gli aggrada, dai politicanti di destra a quelli di sinistra. Anche il cantautore genovese rischia di trasformarsi in una sorta di icona estetica utilizzabile da ogni bandiera politica, anche quelle più lontane dal suo pensiero (e la mente corre ai recenti apprezzamenti da parte del ministro degli Interni). Eppure, è uscito da poco un volume che si differenzia dalla maggior parte dei libri dedicati a sondare i più svariati aspetti dell’opera deandreiana: si tratta di una raccolta di saggi e di interviste che mirano a indagare il pensiero di De André da un punto di vista prettamente politico e sociale.

Se leggiamo Che non ci sono poteri buoni. Il pensiero (anche) anarchico di Fabrizio De André, curato da Paolo Finzi, direttore della rivista anarchica «A» – un volume che rappresenta appunto un numero speciale della rivista – ci rendiamo conto quanto sia difficile trasformare le canzoni di Fabrizio De André in tanti “ovetti kinder” manovrabili e apribili da chiunque, perché dietro ogni singola frase, dietro ogni singola nota, è possibile incontrare un pensiero ben definito sorretto da un solido rigore morale. Si tratta fondamentalmente di un pensiero libertario, schierato dalla parte degli ultimi, degli emarginati, di chi, sostanzialmente, il potere non c’è la l’ha e continuamente lo contesta. Un pensiero di indubbia derivazione anarchica: De André, nonostante la sua provenienza da una famiglia dell’alta borghesia genovese, ha sempre manifestato, fin da giovane, la sua simpatia per il pensiero e il movimento anarchico. Il «pensiero (anche) anarchico» di De André, insomma, come bene dimostra il libro curato da Finzi, non è una qualunquistica aspirazione a una libertà di matrice utopica, bensì si tratta di un pensiero sorretto da solide letture di studiosi dell’anarchismo come Malatesta, Bakunin, Stirner e dalla frequentazione di militanti anarchici. Il libro in questione si differenzia da tutti gli altri appunto perché guarda all’opera e alla vita di De André attraverso il filtro dell’anarchia e del pensiero libertario del cantautore: si tratta, come già accennato, di un approccio di natura politica e sociale.

Lo stesso De André, del resto, amava inserire la parola “anarchia” in alcune canzoni in versione live, modificando il testo. Ad esempio, in Se ti tagliassero a pezzetti, la parola «fantasia» è sostituita da «anarchia»: «E adesso aspetterò domani / per avere nostalgia / signora libertà, signorina anarchia / così preziosa come il vino come gratis come la tristezza / con la tua nuvola di dubbi e di bellezza». Oppure, in Amico fragile, in cui «anarchia» sostituisce la parola «arrivederci»: «…potevo chiedervi come si chiama il vostro cane / il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero / potevo assumere un cannibale al giorno / per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle / potevo attraversare litri e litri di corallo / per raggiungere un posto che si chiamasse Anarchia….». E, sotto le bandiere rosso-nere dell’anarchia, si sono svolti anche diversi concerti di De André: uno a Carrara nel 1982, uno a Napoli nel 1991 (a favore di «Umanità nova» e di «Arivista») ma anche, molto meno noti, uno a Rimini nel 1975 e uno a Bologna nel 1976.

Sequences #07 by Duplex Ride – Museo di S.Agostino – 18.05.2019


DuplexRide e loro costole in concerto sabato 18 maggio, nella loro Genova. Info sul blog del collettivo.

Disaster Area è un gruppo aperto, attivo in una zona di confine
tra la sperimentazione elettroacustica e l’improvvisazione totale.
Presentano un lavoro basato sull’esplorazione del territorio sonoro:
partendo dal silenzio, ne segue le tracce acustiche
scomponendole e ricomponendole
fino alla ridefinizione dello spazio in cui i suoni si generano.
Il carattere di improvvisazione dà luogo ad un risultato inedito e imprevedibile.

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Thinkingmart.com

- Daily thoughts to go.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

COINCIDENZE

Non siamo soli

Roccioletti

Arte altra e altrove.

La Nuova Verde

Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Duplex Ride

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ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

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