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PINK TURNS BLUE – Not Gonna Take It


Il nuovo singolo dei Pink Turns Blue, mentre lottano nelle ombre di loro stessi.

L’orma Editore presenta “Automi, bambole e fantasmi” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un’uscita particolare, dedicata ai racconti di E.T.A. Hoffmann: Automi, bambole e fantasmi. Un estratto dalla quarta:

Qui tutto sembra essere in segreta relazione, il segreto della vita, il feticcio, l’arroganza faustiana, l’incanto dell’arte, il vampirismo – Michele Mari.

E.T.A. Hoffmann: per Baudelaire era l’autore del «comico assoluto», per Walter Scott più che di un critico, avrebbe avuto bisogno di uno psichiatra, per Goethe le sue storie nuocevano alla salute, mentre per Freud era il maestro del «perturbante». Pareri discordi di fronte a uno scrittore originalissimo, capace di far affiorare regioni inesplorate della fantasia.

In Automi, bambole e fantasmi troviamo alcune tra le figure più suggestive e affascinanti che costellano le sue pagine: giocattoli animati, violinisti folli, ossessionanti apparizioni e presenze fantasmatiche. E poi scenari che evocano mondi vertiginosi: gli abissi di una miniera, le finestre di una casa desolata, la guerra in miniatura di una stanza di bambini, il labirinto della città.

Pipistrelli: la nostra recensione del volume di Gustav Meyrink | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine una piccola recensione a Pipistrelli, raccolta di racconti di Gustav Meyrink in uscita per Tre Editori. Un estratto:

La cura e la traduzione del volume è di Anna M. Baiocco che nell’introduzione approfondisce con competenza e passione il simbolismo del pipistrello nella cultura cinese (diverso da quello europeo incarnato dal Dracula di Bram Stoker) che considera questi animali “messaggeri della vita eterna”. Addirittura se accoppiato alla svastica il piccolo mammifero volante assume tradizionalmente per i cinesi il significato di “infinite benedizioni”, e Meyrink scelse proprio il simbolo della croce uncinata per la prima edizione di questo volume, in un periodo però precedente all’instaurazione del regime nazista. Lo scrittore fu anzi oggetto di aspri giudizi da parte della critica ufficiale che ne stigmatizzava “l’atteggiamento beffardo nei confronti dell’ordine borghese”, tanto che nei roghi contro i libri invisi al regime nazista c’erano anche quelli di Meyrink, nonostante Hitler fosse un ammiratore di Il Golem.

Pipistrelli raccoglie sette racconti finora in gran parte inediti in Italia, eccetto tre che uscirono all’interno di Il cardinale Napello, antologia pubblicata dalla prestigiosa collana Biblioteca di Babele di Franco Maria Ricci a cura del grande autore argentino Jorge Luis Borges. Oggi il libro è diventato un oggetto da collezione.
I racconti di Pipistrelli risalgono allo stesso periodo di Il Golem e Il volto verde, due dei suoi romanzi più significativi. Sono storie in cui troviamo le concezioni esoteriche basate sulla tematica del “risveglio dallo stato di sonno che è la vita”. Il racconto iniziale Meister Leonhard è in parte autobiografico e rivela l’odio per la madre (ritratta come un pipistrello) ed è anche un omaggio al mistico tedesco Meister Eckhart. La vicenda narra la ricerca, da parte del protagonista Meister Leonhard, del Divino.
Una delle storie più significative qui presenti è La visita di Johann Hermann Obereit nel Paese delle Succhiatempo. In una dimensione onirica parallela, i nostri doppi si trasformano in una sorta di vampiri che ingrassano e gozzovigliano. Il simbolismo di questo racconto non mancherà di interessare anche Carl Gustav Jung.

AndromacA – Cielo Cadmio


CieloCadmio è un magnifico esperimento di Stefano Bertoli e Ksenja Laginja, presentato al Festival Internazionale della Poesia di Genova dell’11 giugno scorso; questa è la magnifica performance del duo AndromacA, da incastonare…

Xmal Deutschland – Polarlicht


Da dove deriva l’attuale goth tedesco? Ecco…

La pax Augusti: il consolidamento dell’Impero | La pax Augusti: il consolidamento dell’Impero – Studia Humanitatis – παιδεία


Su StudiaHumanitatis un lungo articolo che dettaglia, in questi giorni in cui si festeggia il compleanno di Roma, le innovazioni che Ottaviano portò nel governo della ex repubblica. Un significativo estratto:

I problemi che Augusto, giunto al potere, si trovò ad affrontare furono notevoli: l’Italia era indebolita da decenni di guerre civili; le province senza un governo stabile da altrettanto tempo; i confini dell’Impero di Roma erano insicuri. Pertanto, la politica del princeps si mosse abilmente su tre piani diversi tendenti a promuovere azioni militari per ampliare e rendere più sicuri i confini dello Stato, a mutarne l’assetto istituzionale e a dare forme amministrative differenti all’Urbe, all’Italia e alle province.
Ottaviano Augusto non poté deporre subito le armi: dovette infatti impegnarsi in campagne militari nell’Hispania nordoccidentale (29-19 a.C.), dove le tribù dei Cantabri si opponevano strenuamente all’egemonia romana; lungo l’arco alpino per garantire la sicurezza dei passi montani (25-14 a.C.); in Oriente (22-19 a.C.), area strategica su cui gravava la minaccia dei Parti, e in Gallia (16-13 a.C.). Progressivamente la guida degli interventi militari passò dalle sue mani a quelle sicuramente più capaci – sotto questo profilo – dell’amico Marco Vipsanio Agrippa, e dei figli di Livia Drusilla, Tiberio e Druso Maggiore, nonché del figlio di quest’ultimo, Germanico.
Le mire espansionistiche di Augusto trovarono, però, un ostacolo inatteso proprio in Germania. Conquistate la Pannonia e la Moesia, rafforzando così i confini lungo il Danubio, il principe decise di intraprendere una rischiosa spedizione militare oltre il Reno per sottomettere una serie di popolazioni germaniche che, oltre a ribellarsi all’influenza romana o a minacciarne i confini, appoggiavano le rivolte delle tribù celtiche non ancora del tutto pacificate. Dopo i primi successi riportati da Druso, morto poi per un’accidentale caduta da cavallo nel 9 a.C., e da Tiberio, nel 9 d.C., Arminio, un giovane capo germanico della tribù dei Cherusci, organizzò una rivolta generale. Tra agosto e settembre di quello stesso anno, nella foresta di Teutoburgo, il principe germanico affrontò e sconfisse il generale romano Publio Quintilio Varo, sorprendendolo con un’imboscata; con lui travolse e annientò tre legioni e altri corpi ausiliari: in tutti i caduti furono all’incirca 20.000. Oltre alle perdite umane, che furono terribili (l’esercito romano contava allora 28 legioni effettive), la conseguenza diretta di quella memorabile disfatta fu il fatale abbandono delle posizioni conquistate fino al fiume Elba. Il confine dell’Impero si assestò lungo i corsi del Reno e del Danubio e da allora in poi buona parte dell’Europa orientale e centrale rimase divisa dal mondo mediterraneo e occidentale. Non a torto, quindi, quella di Teutoburgo è considerata una delle battaglie decisive della storia mondiale, dacché essa condizionò gli eventi successivi.
Quanto alle riforme istituzionali, invece, tanto quelle relative al vertice della res publica quanto quelle concernenti la sua organizzazione, le disposizioni assunte da Augusto furono coronate da successo e rimasero a lungo sostanzialmente inalterate. La scelta di accentrare il potere nelle mani di un unico individuo divenne irreversibile e anzi si andò via via accentuando, anche se sarebbero rimaste formalmente operanti le massime istituzioni del regime repubblicano.

Augusto si guadagnò l’appoggio del Senato pur rifondandone le basi: egli ridusse il numero dei patres conscripti da oltre 1.000 a 600 e innalzò a 1.000.000 di sesterzi il censo minimo per poter accedere alla dignità senatoria. Quindi, il principe legò a sé l’ordine equestre, affidando ai suoi esponenti la gestione di cariche istituite ad hoc per il nuovo assetto amministrativo (le praefecturae: annonae, Aegypti et Alexandriae, vigilum, classis, praetorio) e concedendo loro alti stipendi, che consentivano di aspirare all’accesso in Senato. La distribuzione di terre, la deduzione di colonie e il riconoscimento di premi in denaro assicurarono ad Augusto anche la fedeltà delle truppe, cui doveva moltissimo del proprio successo.

Immaculata: un approfondimento sul volume di Hanns Heinz Ewers | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine un approfondimento di Cesare Buttaboni su Immaculata, raccolta di racconti di Hanns Heinz Ewers edito da Hypnos. Uno stralcio:

Nato a Dusseldorf nel 1871, Hanns Heinz Ewers è una delle figure più originali, eccentriche e anticonformiste del periodo. Da sempre affascinato dall’atmosfera cupa del folklore tedesco, i suoi racconti furono apprezzati persino da Adolf Hitler. La sua narrativa rimane sempre in bilico fra conscio e inconscio, grottesco, occulto ed erotismo deviato in cui spesso la donna è identificata come un simbolo di bellezza e di morte. Questa della femme fatale è una tematica di derivazione decadente (grande è infatti l’ammirazione di Ewers per Oscar Wilde) che lo scrittore tedesco sfrutta magistralmente in molte sue novelle, infarcendola spesso di pulsioni di sadismo e masochismo. Tutto questo è Immaculata, volume appena pubblicato da Edizioni Hypnos che prosegue la scoperta di questo fondamentale autore dopo aver editato Alraune (La Mandragora).

I primi due racconti qui presenti, Immaculata e La seconda vista, sono ben inquadrabili nel periodo terminale dell’opera dello scrittore tedesco. I racconti sono stati pubblicati per la prima volta nel 2020 grazie alla ricerca di Wilfried Kugel. Nel 1943 Ewers era ormai caduto in disgrazia presso il regime nazista nonostante avesse scritto un libro agiografico per Horst Wessel, l’ispiratore dell’inno delle SA. Con il senno di poi nella sua frase “Questa è la Germania, questo è il mio paese” presente nel su romanzo Alraune (La Mandragora) c’è quasi il presagio dell’epopea tragica del Nazionalsocialismo.
Come nota lo stesso Fambrini (sulla scorta del lavoro di Kugel) i due racconti risalgono probabilmente allo stesso periodo della raccolta Nachtmarhr (Incubo, 1922) e sono stati solo successivamente rielaborati. Le aggiunte presenti nel volume sono indicate in corsivo.  Si tratta di considerazioni satiriche nei confronti del Terzo Reich a dimostrazione del fatto che lo scrittore si era allontanato dal Nazionalsocialismo.
Se pure negli ultimi anni lo scrittore tedesco aveva esaurito la sua creatività, Immaculata e La seconda vista sono due piccoli gioielli del macabro.

Empyrium – The Three Flames Sapphire


La nostalgia di un flusso folk andato rimane lo stigma di qualcosa destinato a terminare.

Grundeis – Run


Il nuovo lavoro dei Grundeis: l’evocazione vocale è vibrante, tremula, sciamanica.

Gudrun Gut / Blixa Bargeld – Die Sonne


La gelida sperimentazione teutonica, perenne distanza culturale dal Mediterraneo, ha prodotto questi frutti.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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