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Journey to Crime: criminal geographic profiling | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Journey to Crime, viaggio di Serena D’Angelo tra i serial killer e i luoghi in cui vivono, che hanno influito sul loro modus operandi deviato; DelosDigital editore:

Journey to crime, letteralmente viaggio nel crimine, o meglio dire: viaggio nei luoghi in cui il criminale si è mosso. Ma da dove inizia il viaggio di un criminale?
Gli studi dello psicologo e ricercatore sociale britannico David Canter, attraverso la sua teoria del cerchio, ci aiuta a comprenderlo bene. Il geographic profiling, procedimento investigativo innovativo e strumento di utile interesse, ci permette infatti di ottenere molte informazioni e ci aiuta a localizzare la possibile area di residenza o la base operativa di un autore sconosciuto di reato. I luoghi infatti non sono mai privi di significato, sono essi stessi parte del viaggio criminale, ed è proprio da questi viaggi e da questi luoghi, che definiscono un soggetto criminale, che dobbiamo partire con la nostra analisi per dare un contributo all’indagine.

 

Gérard Depardieu è Maigret | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Maigret, film ispirato al celebre personaggio di Geroge Simenon, interpretato da Gérard Depardieu; in fondo potete vedere il trailer.

Maigret indaga sulla morte di una giovane ragazza. Non c’è niente che la identifichi, nessuno sembra conoscerla o ricordarla.
Durante le indagini Maigret incontra una delinquente, che somiglia stranamente alla vittima, e risveglia in lui il ricordo di un’altra scomparsa, più antica e più intima.

La morte di Belle | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione a La morte di Belle, romanzo superlativo (e come non potrebbe esserlo) di Georges Simenon. Un estratto:

“Il corpo era steso al centro della camera sul tappeto verde, con gli occhi aperti e la bocca spalancata, e sotto l’abito di lana azzurra, sollevato fino a metà del ventre, si potevano vedere il bustino e le giarrettiere nere con le calze ancora agganciate. Più in là, per terra, appallottolate come un fazzoletto, le mutandine color rosa pallido.”
Trattasi di Belle Sherman ospite nella casa di Spencer Ashby, professore di storia alla Creswiew, sposato con Christine membro della comunità dei puritani del Connecticut. Due personalità in netto contrasto essendo il primo un pantofolaio piuttosto chiuso in se stesso, mentre la moglie è aperta alla vita sociale e a mantenere buoni rapporti con tutti. Ed è stato proprio Spencer, impegnato a lavorare con il tornio, l’ultimo a vedere Belle viva. Ecco, allora, che arrivano i guai… Anche perché Belle è una ragazza coi fiocchi dalla vita sentimentale piuttosto movimentata. Possibile che il nostro professore non abbia sentito nulla? Possibile che non si sia accorto di niente? Possibile che non abbia avuto qualche mira sulla ragazza? Domande, dubbi, tormenti che scavano nella sua psiche e che riportano a galla un passato doloroso: un matrimonio non proprio convincente “Nessuno dei due avrebbe potuto dire che cosa li avesse convinti al grande passo”; il ricordo di un lontano “osceno turbamento” ma, soprattutto, il tremendo suicidio del padre donnaiolo.

Dossier Cthulhu | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione ai tre romanzi apocrifi su Sherlock Holmes che interagisce col pantheon lovecraftiano, romanzi scritti da James Lovegrove ed editi in Italia da Giallo Mondadori. Un estratto:

Non si contano i mash-up con protagonista Sherlock Holmes. Il più famoso detective della storia della letteratura ha incontrato un gran numero di personaggi: da Fu Manchu a Dracula, passando per il dottor Jekyll.
Nella maggior parte dei casi, pur essendo letture più che godibili, l’incontro tra due personaggi vede inevitabilmente prevalere il punto di vista di uno rispetto all’altro. Non è il caso del Dossier Cthulhu, capace di rendere giustizia sia alla prodigiosa capacità deduttiva del detective creato da Sir Arthur Conan Doyle sia agli inesplicabili orrori che regolano l’universo ideato da H.P. Lovecraft. Ma quello in cui Lovegrove riesce con particolare bravura è piegare al suo racconto la storia letteraria di Sherlock Holmes. Profondo conoscitore dell’opera di Conan Doyle, l’autore ha una giustificazione per ogni piccola sbavatura al canone. Riscrive, come in un puzzle, i dettagli che occorrono a rendere credibile la sua storia. Senza la minima forzatura, Sherlock Holmes cede all’occulto senza però perdere il suo ferreo razionalismo. Lo stesso succede agli altri personaggi creati da Conan Doyle che vengono trasferiti in un mondo del tutto inedito, senza che per questo smettano di essere riconoscibili.

Strigarium i delitti del noce | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la recensione di Fabio Lotti a Strigarium, i delitti del noce, romanzo di Luigi Boccia e Nicola Lombardi uscito per “Il Giallo Mondadori” di questo mese. Un estratto:

Non la faccio lunga. Data la variegata complessità del libro, butto giù all’impronta le sensazioni ricavate dalla lettura. Trattasi di un excursus storico delineato con grande perizia in stretta alchimia con la creatività, la fantasia e l’immaginazione. Un impasto bene amalgamato di verità e finzione, voci, ombre, mistero, visioni, sussurri, fremiti, paura, riti diabolici, stregoneria e il marcio che si annida anche in certi ambienti della chiesa. Passaggi veloci da una situazione all’altra, capitoletti brevi alternati a certi più lunghi, alternanza anche di luoghi e personaggi delineati con tocchi sapienti tali da restare impressi nella memoria. E poi la ricerca del famoso Noce, l’Oracolo delle streghe, la lotta per l’Oracolo, la cerimonia dell’Oracolo, un libro ritrovato, lo Stregarium, davvero importante, un messaggio lasciato dall’impiccato e altri decisivi tasselli tutti tesi a formare il quadro sempre meglio delineato dentro un’atmosfera inquietante e brividosa.
Comunque per Flaviano, dopo aver parlato con chi di dovere e osservato attentamente gli ambienti in cui si sono svolti certi fatti, bisogna entrare nei sotterranei del monastero. E’ qui che, secondo il suo intuito, scopriremo la verità. Ma quale?…

Una piacevolissima lettura.

Strigarium: i delitti del noce | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Strigarium: i delitti del noce, romanzo a quattro mani di Luigi Boccia e Nicola Lombardi, uscito questo mese per Il Giallo Mondadori. La quarta:

Anno Domini 1678. Luoghi impervi e selvaggi circondano la città di Benevento. Dominio dei lupi e dei briganti, e di un culto pagano in adorazione di un turpe albero di noce cui vengono tributati sacrifici di natura diabolica. Qui la superstizione è profonda come il buio, e chi possiede studio e disciplina non crede nelle fole e nelle storie popolari, che proliferano dove alligna la malattia mortale dell’ignoranza. Ma è meglio non attardarsi in questi boschi quando cala la notte. Ne è consapevole Flaviano Altobrandini, inviato dal pontefice con il suo assistente Jacopo da Cornedo a indagare su un massacro di frati e sugli innumerevoli casi di bambini rapiti. Come primo passo si dovrà procedere all’interrogatorio di una giovane pagana che, rinchiusa nelle carceri, nemmeno le torture dell’Inquisizione hanno indotto a parlare. Tuttavia sul cammino investigativo di messer Flaviano si frapporranno il suicidio di un religioso avvenuto in circostanze sospette e il rinvenimento di un oscuro manoscritto. Elementi forse collegati in un unico disegno, dimostrazione plastica del fatto che, quanto più l’uomo vuole elevarsi verso la luce, tanto più tende verso l’abisso.

Holmes e i diavoli del Sussex | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di un apocrifo holmesiano, con l’intreccio lovecraftiano che a me piace tanto… Holmes e i diavoli del Sussex, di James Lovegrove, in uscita per Giallo Mondadori Sherlock; la quarta:

Alle opere letterarie del dottor Watson il mondo intero deve la convinzione che un’atmosfera di quiete e serenità, tutt’al più venata di malinconia, pervada il ritiro di Sherlock Holmes nella campagna del Sussex. Ma l’immagine bucolica del meritato riposo dell’investigatore, dedito all’apicoltura e alla redazione di monografie nel suo podere sul mare, risulta lontanissima dal vero. È l’autunno del 1910 e tre lustri sono passati da un epico scontro con entità ultraterrene che si protrae sotto la superficie delle cose, riaffiorando per occasionali schermaglie. Al fido biografo del detective non riesce troppo difficile camuffare, nei resoconti delle indagini che tanto appassionano i suoi lettori, certi risvolti soprannaturali che, se divulgati, sconvolgerebbero la nazione. Il suo indiscusso talento di narratore non saprebbe tuttavia celare sotto parvenze ordinarie gli eventi che si preparano nella cittadina di Newford. Da secoli si racconta che là creature anfibie emergano di notte dall’acqua per aggirarsi in cerca di prede, e la scomparsa di tre giovani donne sembra suffragare il folclore locale, tanto che Holmes non esita a vestire ancora una volta i panni del paladino della ragione in vista della battaglia finale contro un’empia divinità. Perché alle soglie di un conflitto catastrofico tra le potenze europee è da tempo scoppiata un’altra guerra. Una guerra infernale. Una guerra cosmica.

Come navi nella notte | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione a Come navi nella notte, romanzo di Tullio Avoledo in salsa Giallo, e anche distopica noir. Un estratto:

In Come navi nella notte, uscito per Marsilio lo scorso agosto,il romanzo noir/poliziesco si fa distopico. Siamo in anni di poco successivi alla pandemia che ha lasciato tracce profonde, sia nella psiche dei sopravvissuti che nel sistema-paese. Il protagonista, un ex poliziotto italiano, diventato scrittore di successo in Germania, torna dopo anni in una località balneare del Friuli dove la sua famiglia possedeva una villetta che vorrebbe vendere per chiudere i ponti una volta per tutte con il paese d’origine. Si accorge ben presto che tutto è cambiato: la regione è stata colonizzata economicamente (e non solo) dalla Cina, al punto che il commissario di polizia Feng, cinese, percepisce un’indennità di missione per operare in una “sede disagiata”. L’Italia è ormai una lontana provincia del Celeste Impero.

Marco Ferrari è fortuito testimone del rapimento di uno sconosciuto e del ferimento del suo cane. Una serie di circostanze, più o meno fortuite, lo portano a indagare. Sulla sua strada incontrerà una veterinaria che lo aiuterà nella sua ricerca e molti altri personaggi doppiogiochisti. Dalla seconda metà in poi il romanzo diventa un spy story e un intrigo internazionale, con tanto di ricerca di un documento che spunta da un lontano passato.

I colpi di scena si susseguono con il classico ribaltamento di ruoli da“amici” e “nemici”, delitti, attentati e retroscena di ogni tipo. L’Eroe e l’Eroina riusciranno a salvarsi, come vuole il canone, a prezzo però di molte altre vite.Il fine lieto non è contemplato, per cui tutti a loro modo riporteranno ferite difficili da rimarginare perché ormai una metaforica pandemia (che non cito per non rovinare la sorpresa) sta dilagando in Europa.

Sherlock Holmes – Indagini fuori Londra | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione della terza antologia, in uscita per Giallo Mondadori, di apocrifi sherlockiani, a cura di Luigi Pachì. Il titolo della pubblicazione è Sherlock Holmes – Indadigini fuori Londra; questa è la quarta.

Il salotto al 221B di Baker Street e le nebbiose vie della metropoli,le austere dimore aristocratiche, i sordidi tuguri dei bassifondi. Sono gli scenari impressi nell’immaginario collettivo per ogni avventura di Sherlock Holmes che si rispetti. Eppure esiste materia degna della sua attenzione anche nel mondo esterno, oltre i confini della capitale. Qui Holmes non risolverà casi comodamente seduto nella sua poltrona, davanti al camino scoppiettante. Al mattino la signora Hudson non servirà una sostanziosa colazione, per la gioia del dottor Watson. E l’ispettore Lestrade non offrirà il suo maldestro contributo proponendo come di consueto soluzioni errate. In questi luoghi lontani, dal Lake District alle Highlands, da Parigi a Davos fino alla Toscana, tra una battuta di caccia nella campagna inglese e un viaggio a bordo di un treno di lusso, ogni procedura investigativa apparirà più ardua, ogni mistero più fitto, proprio perché mancheranno i punti di riferimento e tutto sembrerà nuovo e inaspettato. Ma il grande segugio sa bene che a qualsiasi latitudine i meccanismi del crimine non cambiano, edunque il suo metodo per analizzarli si dimostrerà efficace come nei più familiari ambienti londinesi. Leggere per credere.

Il Bacio della Mantide | PostHuman


Su PostHuman un’appassionata recensione all’ultimo lavoro edito di Stefano Di Marino, Il Bacio della Mantide, uscito quest’estate per Oakmond. Vi lascio al ricordo vibrante di Mario Gazzola, che ha curato la recensione.

Fine artigiano di diversi generi – non solo spy ma anche sci-fi, fantasy, action, western e horror (come ad es. il recente Voodoo Darkness per Weird Book la cui copertina vedete qui a lato), talvolta fusi insieme e, ovviamente, noir – Di Marino si è dedicato più volte a ricreare sulla pagina scritta anche le atmosfere di quell’italian giallo che era certamente più cinematografico che letterario (fra i protagonisti ovviamente anche Aldo Lado, altra guest star del festival di Torre Crawford con le sue memorie in presa diretta dalla stagione aurea del giallo italico): prima con l’antologia da lui curata Il Mio Vizio è una Stanza Chiusa (titolo ispirato al celebre thrilling di Sergio Martino con Edwige Fenech, cover a lato), uscito per il Giallo Mondadori nel di cui a mia volta avevo già scritto su Nocturno e QUI.
Ora con Il Bacio della Mantide, il suo ultimo giallo pubblicato da parte di Oakmond Publishing (in apertura la bella copertina con quadro di von Stuck), che ho avuto l’opportunità di leggere proprio durante il lungo viaggio in treno Milano-Scalea, arrivando con mia sorpresa ben oltre il previsto “assaggio” necessario a chiacchierarne con cognizione di causa dal vivo con Cappi, bensì fin oltre pagina 180. E questo è già il primo banco di prova per il narratore di razza: se il lettore – ancorché non neofita – si aggancia subito alla trama e non riesce più a staccarsene, neanche nelle ore più profonde della notte, vuol dire che la storia “prende”. O, come ha detto Cappi medesimo nel corso dell’incontro, che noi lettori “sentiamo la paura per il destino dei personaggi in pericolo”, il che appunto misura il nostro grado di empatia con la finzione orchestrata dall’autore. Che dell’italian giallo rimescola in modo personale molti tòpoi: un serial killer misterioso e psicopatico, una femme fatale, che qui stranamente coincidono, ribaltando il cliché secondo cui nello “spaghetti thriller” siano sempre le donne a morire (come osservò un critico straniero), perché questo consentiva al regista la messa in scena della fuga (spesso con vestiti strappati), i disperati tentativi di difesa della vittima designata e il suo inesorabile slashing (frequentemente all’arma bianca, che rende l’omicidio più diretto e “carnale”, come nell’esempio citato proprio nel corso dell’incontro: la fuga della donna nel parco di 4 Mosche di Velluto Grigio).
Nel Bacio della Mantide sembra proprio che sia una donna ad uccidere – ma come può se è già morta nel tentativo di fuggire dal manicomio criminale in cui era reclusa? – mentre le vittime appartengono ad entrambi i sessi democraticamente: in un hotel di Latina isolato da provvidenziale tempesta, infatti, qualcuno è riuscito a riunire lo sbirro (menomato) che aveva arrestato la mantide-killer, l’unico superstite delle sue sadiche orge sanguinarie, la di lui fidanzata tossicomane, il criminologo tv star che le aveva fatto scampare il carcere attraverso l’ospedale psichiatrico, l’infermiera che l’aveva in cura là dentro e ne aveva subìto il fascino letale e la gestrice dell’albergo, pittrice dilettante che alla famigerata assassina aveva dedicato un inquietante tela il cui occhio malvagio sembra seguire tutti i malcapitati ospiti della struttura, più qualche incolpevole comprimario dello staff e partner dei protagonisti, destinati a non miglior fine solo per il fatto di trovarsi nel posto sbagliato a completare le torbide trame di relazione con i bersagli della vendetta di “Moira la Pazza”.

 

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