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Il grido della sirena | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione de Il grido della sirena, di Paul Halter, uscito per GialloMondadori. La sinossi è parecchio intrigante, vale la pena dell’acquisto:

Moretonbury, Cornovaglia, 1922. Alan Twist giunge in quest’angolo d’Inghilterra in un pomeriggio cupo, sotto un cielo carico di nubi. Specializzato nello studio delle scienze occulte e del paranormale, è noto per le indagini condotte su fenomeni insoliti e inspiegabili. E appunto per fare luce su un caso decisamente fuori dell’ordinario la sua esperienza è stata richiesta nello sperduto villaggio costiero, a picco sull’oceano. Il proprietario di un castello segnato da una storia di sciagure è perseguitato dalle apparizioni di una presenza fantasmatica. Ma questo è soltanto uno dei misteri che si manifestano al nuovo arrivato. Come i dubbi sull’identità stessa del suo cliente, sospettato di essere un impostore. O come la leggenda locale che narra di una sirena funesta, la Banshee, il cui grido spaventoso preconizza una morte imminente. Finché, una sera, risuona un lugubre pianto proveniente dal mare. Twist, che non ha mai udito nulla di simile, è percorso da un brivido di terrore. La sirena dai lunghi capelli ha appena annunciato il suo ritorno.

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Esce Il manoscritto delle anime perdute, di Giulio Leoni | False percezioni


Dal blog di Luigi Milani segnalo a mia volta questo lavoro, intrigante all’ennesima potenza: Il manoscritto delle anime perdute, nuova imperdibile avventura di Dante Alighieri, narrata con la consueta, inarrivabile perizia da Giulio Leoni. Si parla di Nephilim

Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e l’aria soffocante a infastidirlo, o la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona, per stringere con lui un’alleanza militare a nome dei Bianchi di Firenze. A turbare il poeta sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi: chi è quel frate? Possibile che lo abbia incontrato a Firenze, forse durante gli studi a Santa Croce? E quale collegamento c’è tra questa lingua favolosa e i segni misteriosi che, poche ore prima, lui ha intravisto su una pergamena nella bottega di un copista? E, insieme ai dubbi, si fa largo dalle profondità del suo animo una pulsione che lui ben conosce e che sa di non poter reprimere: l’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze. Anche il rischio di essere ritenuto responsabile dell’omicidio del copista, cui assiste impotente quella stessa notte. E, soprattutto, il rischio di cadere nella rete di Lanfranco da Cuma, il famigerato inquisitore di Santa Romana Chiesa, anch’egli a Verona per dare la caccia al frate eretico e al segreto dirompente nascosto fra le pagine del manoscritto delle anime perdute… Tra i vicoli infuocati di Verona, i sentieri aspri degli Appennini e le strade in tumulto di Firenze, si dipana la sfida a distanza fra tre personaggi eccezionali – vertici di un triangolo d’intrighi, dispute filosofiche e morti violente – fino al decisivo, sconvolgente incontro finale. Giulio Leoni, romano, è uno degli scrittori italiani di gialli storici e di narrativa del mistero più conosciuti all’estero, grazie anche alla serie di romanzi dedicati alle avventure di Dante Alighieri, tradotta in tutti i maggiori Paesi del mondo. Ma oltre a riguardare il remoto passato, i suoi interessi vanno anche verso la storia del secolo appena trascorso, soprattutto nei suoi aspetti meno conosciuti e controversi. Elementi che trasporta spesso nei suoi romanzi, dove anche le trame più sorprendenti si sviluppano su uno sfondo storico ricostruito con precisione, e in cui personaggi reali e finzione narrativa s’intrecciano, dando vita a un teatro delle ombre enigmatico e affascinante.

Grido di morte per Fredric Brown | ThrillerMagazine


Per chi è allenato a scovare gli scritti fulminanti, un incipit di tale portata è sicuramente indice di genialità:

Mentre un improvviso terrore le compariva negli occhi, Jenny indietreggiò per evitare il coltello, tastando con la mano la porta della cucina alle sue spalle in cerca della maniglia. Era troppo terrorizzata per gridare, e comunque nessuno l’avrebbe sentita, nessuno eccetto l’uomo che avanzava verso di lei con il coltello… Era pazzo, doveva essere pazzo per forza. La sua mano trovò la maniglia e la girò; la porta si aprì verso l’esterno, sulla notte, e lei s’infilò di corsa nell’apertura. La morte la inseguiva.

Passarono otto anni.

E poi…

Ciò che accadde cominciò in modo piuttosto casuale, come di solito succede. Cominciò il 18 di maggio, un giovedì.

C’era un uomo di nome George Weaver che aveva appena preso una camera all’hotel La Fonda di Taos, nel New Mexico. Aveva finito da poco di radersi; si stava strofinando dal viso il residuo della schiuma con il lembo inumidito di un asciugamano, quando il telefono squillò. Posò l’asciugamano sul bordo del lavabo e uscì dal bagno per rispondere. — Pronto — disse.

— George Weaver?

La voce gli sembrava familiare, ma non riusciva a identificarla. — Sì, sono Weaver — rispose.

È l’incipit di Grido di morte, di Fredric Brown, autore che non ha bisogno di presentazioni; l’incipit è segnalato da ThrillerMagazine, che segnala così la prossima uscita del romanzo per i Gialli Mondadori.

La Dea della Fortuna | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione del romanzo La Dea della Fortuna, di Giuseppe Furno, ambientato nella Roma contemporanea in cui i riflessi dell’epoca repubblicana e imperiale si ravvisano perfino nei nomi dei personaggi coinvolti. Parliamo di un Giallo; eccone uno stralcio:

Indubbiamente la protagonista principale è la Città Eterna, una città che sotto il sole di metà agosto é quasi vuota e letteralmente cotta dal sole. Fra quanti non sono andati in ferie c’è Fabio Gracco che ha preferito restare in città. Gracco da anni lavora come investigatore privato, ha creato la sua agenzia, la Gracco investigazioni e qualche tempo prima è stato contattato da una sua vecchia compagna d’università (e sua grande fiamma a cui, però, non ha mai confessato quanto provava, conscio della grande disparità sociale esistente tra loro). Sono ormai passati circa vent’anni e la donna, Silvia Sivieri, 47 anni molto ben portati e tre mariti, l’ultimo dei quali, e l’attuale, è il ricco e lanciatissimo in politica, Nicola de Nicola più giovane di lei di sette anni. La donna chiede a Fabio Gracco di investigare sulla vita privata del marito in quanto sospetta di essere tradita. Gracco in un primo momento rifiuta sapendo bene cosa vuol dire mettere il naso nelle faccende private di un deputato, poi di fronte alla faccia avvilita della sua ex-fiamma accetta.

Dopo appostamenti vari può confermare alla donna, con foto e intercettazioni ambientali, che l’onorevole Nicola de Nicola ha da tempo una infuocata relazione con una bellissima ragazza di nome Carla Caggiani, archeologa di venticinque anni sposata con Marcello Rosso, attore di un serial poliziesco di successo. Il giorno prima di Ferragosto Francis Mogana, portiere filippino di un palazzo in Corso Vittorio Emanuele II°, nello scendere al di sotto delle cantine, trova il cadavere di una giovane donna. Si tratta proprio di Carla Caggiani che vi lavorava perché, durante alcuni scavi di consolidamento del palazzo, era stata trovata una favissa dedicata alla Dea Fortuna risalente al 3° secolo a.C,

La polizia s’incazza. Dizionario del giallo italiano | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di una trilogia di saggi che indaga il poliziesco italiano in film. A cura di Andrea Pergolari, La polizia s’incazza.

Questo primo volume prende in esame i protagonisti e i personaggi. Precisiamo che l’autore in questa lunga, laboriosa e sistematica ricerca dei film gialli italiani, ha deciso di dividere l’opera in tre volumi di cui il presente è il primo, dedicato agli attori, autori e personaggi, mentre il secondo sarà interamente dedicato ai film a partire del 1930 ai giorni nostri, mentre il terzo sarà dedicato ai materiali e ai percorsi critici individuabili all’interno del genere: città, libri di riferimento, contesto storico, interviste ai protagonisti.

Acque amare | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine una segnalazione per un romanzo giallo dalla copertina evocativa – Acque amare, di Marco Polillo – che si svolge sull’isola di San Giulio, sul lago d’Orta. In sé il libro non ha una particolare trama da segnalare, quello che m’intriga è l’ambientazione, quelle montagne scure che cadono nel lago e che incutono soggezione, timore, rispetto arcaico come se fossero delle divinità ancestrali.

Giovanni Capotosti sembra aver avuto tutto dalla vita: una bella casa sul lago d’Orta, un ricco patrimonio, l’affetto della moglie e del figlio Bruno. Ma gli resta il rimpianto per aver perso il grande amore della sua vita: Dolores, la ragazza più bella del lago. Dopo trent’anni, la “sua Dolly” torna all’improvviso con una lettera in cui gli chiede aiuto, non per sé, ma per Vittorio, il figlio che lui non aveva mai saputo di avere. La sorpresa è tanta, ma quella lettera per Giovanni ha il sapore di una seconda occasione. Perché lui ne è sicuro: Vittorio è figlio suo, e intende dargli ciò che gli spetta. Intorno a questa vicenda familiare gravita il piccolo universo di Orta San Giulio, dove il commissario Zottìa è ormai di casa grazie alla relazione con la bella Giulia. La sua villa sull’isola e i suoi ricci neri sono il rimedio più dolce alla frenesia di Milano. Ma la quiete di Orta si spezza quando un cadavere viene ritrovato nella villa di Bruno Capotosti: chi è quell’uomo, lasciato senza documenti né oggetti che possano identificarlo? Possibile che nessuno sappia nulla, in un posto in cui si conoscono tutti? Nei paesi di provincia le voci corrono e offuscano la verità, proprio come le acque del lago, che sotto la calma apparente nascondono correnti insidiose. Enea Zottìa sa che l’unico modo per risolvere questo caso è rispondere a una domanda: fin dove siamo disposti a spingerci, quando c’è di mezzo l’amore?

∂| ThrillerMagazine | Scritto fra gli astri


“Esistono svariati modi di vedere la morte in faccia. Al dottor Westlake, chiamato da una strana telefonata ad accorrere nella notte sul luogo di un incidente stradale, ne capita uno davvero sinistro. La sua auto finisce inspiegabilmente in panne, costringendolo a proseguire a piedi per una scorciatoia in mezzo ai campi. E’ così che, per puro caso, si imbatte nella carcassa quasi capovolta di una macchina, schiantata contro un albero. Curioso, è lo stesso modello della sua. Alla luce della torcia si rende subito conto che il conducente, rimasto sfigurato, non è sopravvissuto all’impatto. Particolare altrettanto curioso, una valigetta del pronto soccorso in tutto simile alla sua borsa di medico. Anche l’abito gli ricorda uno dei suoi, anzi, è proprio identico. La targa dell’auto? Stessa sigla. E nella giacca della vittima ci sono delle lettere indirizzate al dottor Westlake…”.

Mi è bastato ciò per incuriosirmi, di Scritto fra gli astri. Un caso da incubo per il dottor Westlake, scritto da Jonathan Stagge e uscito per Giallo Mondadori, un romanzo non propriamente giallo, non propriamente trascendentale; a suo modo borderline, insomma: un diverso modo di parlare connettivsta?

Da ThrillerMagazine.

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