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Archivio per Giampietro Stocco

Ucronica, ecco la nuova collana dedicata alla storia alternativa | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova collana DelosDigital, diretta da Giampietro Stocco: Ucronica, per cui esce il primo numero con protagonista Donato Altomare e il suo Oro di Napoli. Ecco qualche notizia aggiuntiva:

Cosa sarebbe successo se l’assedio di Vittorio Emanuele a Gaeta fosse stato tolto e il Savoia fosse arrivato a un accordo con Francesco II re delle Due Sicilie? L’Oro di Napoli di Donato Altomare accarezza la più suggestiva delle ipotesi ucroniche sull’Italia: una possibile alleanza tra le due potenze militari più forti all’epoca nella penisola, in chiave antiaustriaca. Con un ruolo insospettato per Maria Sofia di Wittelsbach, sorella di Elisabetta di Baviera, sì, proprio la famosissima Sissi. Un avvincente percorso diplomatico e militare nel culmine di quel decisivo anno 1860 che, grazie a un esito del tutto diverso per quel cruciale Oro di Napoli, sarà chiave di una risoluzione del tutto diversa di quel Risorgimento che tutti – o quasi – conosciamo o dovremmo conoscere bene.
Uno scenario inedito che Donato Altomare trasforma in un racconto avvincente, che ci porta a scoprire una protagonista scintillante: la giovane regina di Napoli Maria Sofia di Baviera, che saprà incitare il suo esercito verso un esito sorprendente. Un’unità d’Italia come non si era mai vista, descritta a colori vivi.

Distòpia, da oggi in edicola il nuovo Millemondi italiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com continua il countdown per l’uscita del nuovo Millemondi di Urania, Distòpia, che… esce nelle edicole italiane proprio oggi! Numerosi ed eccellenti gli autori coinvolti da Franco Forte nel progetto; eccoli qui: Paolo Aresi, Valeria Barbera, Francesca Cavallero, Alberto Cola, Milena Debenedetti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Valerio Evangelisti, M. Caterina Mortillaro, Simonetta Olivo, Giampietro Stocco, Nicoletta Vallorani e Andrea Viscusi che sfidano il destino, dietro una splendida copertina di Franco Brambilla.

Come immaginare il futuro della nostra specie? Quali declinazioni dare agli scenari possibili a cui l’umanità dovrà far fronte, dopo la scossa possente che è arrivata con la pandemia da coronavirus? Alcuni fra i migliori autori italiani di science fiction hanno provato a raccontare la loro distopia, i loro personali incubi futuri, e quello che ne è venuto fuori è una messe di storie che narrano meglio di tante altre ciò che siamo oggi, in attesa di percorrere le strade di quegli orizzonti distopici che solo noi, con le nostre azioni e la nostra volontà (o mancanza di volontà), siamo in grado di costruire per le generazioni che verranno.

Come aggiunge De Matteo, coinvolto anch’egli tra gli autori, ecco un dettaglio ancora più approfondito dei racconti presenti:

Tenetevi pronti a sognare agli scenari immaginati da alcuni dei migliori scrittori della fantascienza italiana, riuniti da Franco Forte, curatore dell’antologia.
Le loro visioni vi porteranno a incontrare un androide nelle gelide miniere di Plutone, a indagare insieme a una Nativa Mentale i segreti di un’Italia virtuale (o meglio “n’Italia”) post pandemia, ad aggirarvi sotto i tramonti oscuri della città di Morjegrad, preda di strani blackout.
Preparatevi a danzare con un’umanità mutilata dall’editing genetico, a inseguire ali di farfalla in un mondo prosciugato dalla vita, a far crepitare di raggi laser la neve grigia dell’inverno nucleare.
Tra le pagine di “Distòpia” scalerete i durissimi canoni estetici del riallineamento, sarete assordati dal frastuono del crollo dei grandi monumenti della Terra, andrete a caccia di emozioni forti in un mondo che ha sacrificato la privacy e il contatto umano a favore di un’inquieta sicurezza, andrete a caccia all’ispirazione insieme a uno scrittore disperato.
Potrete farvi inebriare dal fascino digitare di un/a Perfect Companion, colonizzare un pianeta meticcio e multispecie e persino perdervi in un futuro psichedelico governato da hashtag e captcha.

Devo dire che non vedo l’ora di leggere questo lavoro corale, è anche un modo per rendersi conto di quanto il nostro mondo sia davvero distopico…

Altri futuri, ecco il meglio della fantascienza italiana indipendente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia estesa e ufficiale della prima The Year’s Best Science Fiction italiana, curata da Carmine Treanni ed edita da DelosDigital. Altri futuri, è il suo titolo.
Sono in splendida compagnia di tanti bravi autori, vi cito la sinossi che è davvero esaustiva; inoltre, più sotto metto un estratto del mio racconto incluso nell’antologia, La legione liquida, uscito precedentemente per Robot 85. Un grande ringraziamento  a Carmine

Quella che vi accingete a leggere è un’antologia destinata a entrare nella storia della fantascienza: si tratta della prima The Year’s Best Science Fiction italiana. Questo genere di raccolte sono ormai una tradizione sul mercato anglosassone, dove curatori come David G. Hartwell e Gardner Dozois ne hanno fatto un appuntamento irrinunciabile per i lettori di lingua inglese e che anche i lettori italiani hanno potuto apprezzare. Altri futuri contiene i migliori racconti italiani apparsi singolarmente in formato elettronico, su riviste, antologie collettive e personali pubblicati dagli editori indipendenti nel 2018. Le storie che presentiamo contengono tutte le sfumature della speculative fiction e possono essere considerate uno “stato dell’arte” della fantascienza italiana.

Racconti di Maddalena Antonini, Sandro Battisti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Milena Debenedetti, Davide Del Popolo Riolo, Alessandro Fambrini, Alessandro Forlani, Diego Gnesi Bartolani, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello, Luigi Rinaldi, Giampietro Stocco, Dario Tonani, Nicoletta Vallorani.

Ecco l’incipit del mio racconto:

Emergeva da un lato oscuro del continuum e osservava la scena che aveva di fronte con innato interesse, la sua arma era affilata e ben salda nella mano sinistra, pronto a colpire.
Lucius Cedicio scrutava attentamente il territorio siciliano che aveva di fronte, poi si voltava con circospezione, come a sincerarsi che nulla lo stesse minacciando alle spalle; con passo isterico aveva preso allora a girare intorno al sito, l’istinto del militare lo rendeva vigile e attento: cominciava davvero a credere che nessuno fosse nei suoi pressi. Si concentrò, quindi, su ciò che vedeva e discriminò il paesaggio, la valle che sotto di lui risplendeva di fertilità e di sole; vide frutteti e campi di grano che avrebbero potuto risollevare Roma se solo fosse stata affamata da un ipotetico assedio o addirittura da un’occupazione militare. L’invasione, però, c’era stata sul serio, Annibale si era spinto su tutto il territorio italico e aveva minacciato Roma da vicino, mostrandogli il genio che lo aveva portato a giocare con le truppe e i condottieri romani: aveva annientato legioni su legioni, si era preso gioco di ogni strategia quirita e lui, Lucius, aveva avuto continuamente il timore di incrociare lungo la Penisola i suoi eserciti, la letale cavalleria numida, le schiere scelte di fanti che rimanevano impassibili sull’orlo della battaglia, pronte a massacrare i
nemici.
Lo avevano mandato in avanscoperta. O meglio, era stato lui stesso a voler andare in ricognizione per capire dove avrebbe potuto stazionare la legione romana cui apparteneva: doveva capire dove stessero i Cartaginesi, dove la battaglia poteva originarsi e come, di conseguenza, si dovevano disporre i Romani.
Su quelle colline viveva un senso di vertigine.

Dell’Ucronia: la narrativa di Giampietro Stocco | Fantascienza.com


Giampietro Stocco

Delos 192 disegna il percorso autoriale di uno scrittore ucronico italiano, Giampietro Stocco, che se dal lato personale non anelo a frequentare, nemmeno virtualmente, può avere però delle carte da giocare sul lato letterario, e ciò mi basta per segnalare il post. Vi lascio a un estratto dell’articolo.

L’Ucronia, o storia alternativa, è quel filone della letteratura dell’Immaginario che parte dalla Storia con la S maiuscola per poi seguire un sentiero diverso, alternativo per l’appunto, di finzione, che lo scrittore tratteggia con la sua fantasia. Quest’ambito del fantastico è il territorio privilegiato di Giampietro Stocco, autore romano, ma che vive e lavora a Genova come giornalista al TGR della Rai.

Classe 1961, Stocco si è laureato in Scienze politiche, ha studiato e lavorato in Danimarca ed è entrato in Rai nel 1991. Non ha seguito il tipico percorso che un decennio prima altri autori italiani avevano intrapreso, grazie al premio Urania della Mondadori e al Premio Cosmo della Nord, ma ha seguito un suo personale cammino, sia scegliendo di scrivere romanzi ucronici sia perché le sue prime opere sono apparse in una collana e per un editore non legati al mondo della fantascienza.

Nero italiano, il suo primo romanzo del 2003, è comparso, infatti, nella collana Tascabili Noir di Frilli Editore, ed è una classica storia ucronica.

 

Giampietro Stocco recensisce Lithica e Non ci sono dei oltre il tempo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Giampietro Stocco, sul suo blog, regala a Kipple un paio di recensioni degli ultimi due Premi Kipple; parliamo di Lithica e di Non ci sono dei oltre il tempo, rispettivamente di Alessio Brugnoli e di Davide Del Popolo Riolo.

Ecco un estratto per Lithica:

Lithica, di Alessio Brugnoli, premio Kipple nel 2014 è un seguito sui generis di quel Canto Oscuro che tanto mi piacque. Visto attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, è un viaggio avventuroso fra velivoli steampunk, un’Europa alternativa fatta di nobili, avventure e quegli echi romani e papalini che tanto piacciono all’autore. Romanzo fatto di dettagli, angoli, panorami, citazioni e vedute, con due fortissime ispirazioni: Lovecraft – e anche un po’ di Poe – per l’impianto generale – senza trascurare un po’ di Segno del Comando – e Stephenson per la cura certosina dei particolari.

Tuttavia, proprio come Stephenson spesso si perde dietro al proprio complesso filo di pensiero, così fa Alessio, che si strugge dietro una gemma e poi dietro l’altra, e in questo modo si perde per strada anche il lettore. Francamente con una certa fatica sono riuscito ad arrivare a destino e a ricollegare tutti gli elementi di una trama per apprezzare la quale dovrò sicuramente rileggere tutto.

Ed ecco un estratto per Non ci sono dei oltre il tempo:

Davide dà del tu ai suoi protagonisti storici più famosi: Catone, Cicerone, Marco Antonio, Cleopatra, e soprattutto Giulio Cesare; quel Cesare che in De Bello Alieno fu il padre della svolta “steam” per le future insegne imperiali, e che qui invece è una creatura artificiale, manipolata da potenze oscure che guerreggiano tra loro per controllare il Tempo. Come tuttavia già in De Bello Alieno la parte meno soddisfacente del romanzo è secondo me proprio quella fantascientifica: lì i tripodi alla maniera di Wells che attaccano una Roma di cui sono gelosi. Ma perché mai gelosi, mi chiesi all’epoca, visto che era come per un essere umano ingelosirsi di un formicaio. Vero è che i bambini i formicai spesso li distruggono, ma questa è un’altra storia; tornando a quelle di Davide, in Non ci sono dei oltre il Tempo la parte meno convincente è questo sodalizio rissoso di entità che controllano il corso degli eventi e che lo influenzano. Già visto e già sentito anche questo, anche qui con una guerra tra armi fantascientifiche e armi magiche che alla fine risulta un po’ forzata.

Ma se questa parte un po’ delude, ciò che mi è piaciuto è l’ambientazione. Davide del Popolo Riolo è un grande conoscitore della Roma repubblicana e la sua Urbe puzzolente è così viva e materica che ci si possono mettere le mani dentro, senza meravigliarsi poi di sporcarsele e doversele lavare con la farina, alla maniera di chi il sapone ancora non lo conosceva.

Ringraziamo Giampietro per aver recensito i nostri due (su tre) Premi Kipple, confidiamo che anche voi diciate presto la vostra, con l’arguzia e conoscenze che vi competono. KeepTalking!

Il maestro dell’ucronia italiana: intervista a Giampietro Stocco | Kipple Officina Libraria


Su KippleBlog una bella intervista a Giampietro Stocco, maestro dell’ucronia italiana. Un passaggio:

È vero che le fonti di ispirazione per un’ucronia possono venire anche da contesti inaspettati o ludici?

Certo. Personalmente sono un accanito giocatore di strategici come Europa Universalis e Crusader Kings, in cui tu impersoni un regnante e vai avanti con la tua dinastia. Possono uscire, e sono uscite, linee temporali molto interessanti. Chissà che non si possano sviluppare in romanzo?

Nero Italiano e Dea del Caos raccontano un’Italia dove il fascismo non è mai caduto. Con quali difficoltà deve confrontarsi l’autore quando tratta temi politici tanto importanti quanto delicati come questo?

Bè, anzitutto con se stesso.Ricostruire significa ricercare ed essere spietati anzitutto con se stessi. Errori se ne fanno, bisogna essere in grado di evitarli in futuro. L’ucronico è uno storico a tutti gli effetti: lavora anzitutto a una cronologia e cerca di renderla il più credibile possibile. Poi non è detto riesca a darle forma di romanzo. Turtledove per esempio fa ottime cronologie e pessimi personaggi, Silverberg ottimi personaggi e ottime storie, ma le sue ucronie lasciano per me un po’ a desiderare, Kim Stanley Robinson preferisce sfumare il POD, o punto di divergenza, e poi concentrarsi sul world building, dove eccelle. Io ho cercato di dare nel mio piccolo un quadro un po’ più di cronaca, come se si trattasse di descrizioni giornalistiche. Parlando di Nero Italiano e Dea del Caos, specie il primo romanzo per lunghi tratti è quasi un reportage indiretto di ciò che accade. Qui sono stato facilitato dal mio lavoro. Gli aspetti difficili vengono dopo, quando il romanzo esce ed è sottoposto al giudizio altrui. Non sono mancate le critiche, visto che all’epoca si usciva dritti da una polarizzazione destra-sinistra che poneva tutti gli ucronici in un mazzo nostalgico in cui io mai mi sono riconosciuto. Infatti le ho prese sia a destra, sia a sinistra… Ma sono ancora qui.

Cambiare idea. Ma anche no | ucronicamente


Una recensione all’Impero restaurato, mio romanzo vincitore del Premio Urania. Da Ucronicamente.

De bello mirabile | ucronicamente


Su Ucronicamente, il blog di Giampietro Stocco, un post_recensione di Francesco Troccoli per quanto riguarda la pubblicazione – citata già qui De bello mirabile, di Davide Del Popolo Riolo, vincitore del Premio Odissea di quest’anno e perciò pubblicato dalla Delos Books.

Il parere di Troccoli è diviso tra l’apprezzamento e una pacata delusione, per i motivi che vi spiega lui stesso nel post; io vi incollo qui sotto solo una parte della critica. Comunque, è un libro che secondo me val la pena leggere.

Lo dico subito a scanso di equivoci: questo romanzo mi è piaciuto. E mi è piaciuto perché è sfrontato, rompe coi generi come un mattone infrange una vetrina, anche se ovviamente si inserisce a pieno diritto nel novero dei romanzi di genere. Un fantasy, per la precisione. Un fantasy molto particolare, va detto, che corre su più binari, e non solo perché ci sono le locomotive.  Questa deve essere la spiegazione del suo successo al prestigioso premio Odissea. Steampunk ma non solo, o comunque non proprio, fantascientifico per ispirazione, e comunque non fino in fondo, ucronico per aspirazione, anche se dell’ucronia calpesta le regole fondamentali.

Ucronicamente intervista l’autore de Il canto oscuro


[Letto su KippleBlog]

Su Ucronicamente, Giampietro Stocco intervista l’autore de Il canto oscuro, Alessio “Galessio” Brugnoli, vincitore del Premio Kipple 2011.

Una bella chiacchierata sui temi ucronici, che mette in luce gli approcci alla materia ucronica di Alessio e anche il suo metodo di scrittura, gli sviluppi del mondo descritto nel romanzo. Vi lasciamo con un piccolo estratto dell’intervista:

Ciao Alessio. Un romanzo avvincente, dall’ambientazione insolita. Lo definiresti più un’ucronia o una storia steampunk?

Ciao, per prima cosa, vorrei ringraziarti per avermi dedicato del tempo e per aver definito la mia opera avvincente. Perché uno degli obiettivi che mi sono posto era di divertire il lettore: ho sempre avuto antipatia per chi vuole rendere la letteratura sinonimo di noia. Riguardo alla tua domanda, avrei qualche perplessità nel definire il mio romanzo steampunk. Sia nella definizione standard, il cyberpunk trasposto nel XIX secolo, poiché la tecnologia nella narrazione ha un ruolo secondario; sia in quella di Baionette Librarie, critica disincantata dell’ideologie ottocentesche, poiché il mio mondo guarda al presente, non al passato.

Vi ricordiamo che il romanzo è in vendita sia in cartaceo che in digitale, quest’ultimo libero da DRM (in formato sia ePub che MOBI), al prezzo rispettivamente di 11€ e 2,5€. Buona lettura a tutti.

Kipple.it: Un plebiscito per La giustizia di Iside


[Letto su KippleBlog]

Giampietro Stocco sul suo blog recensisce La giustizia di Iside, di Clelia Farris. Ormai cominciamo a perdere il conto dei giudizi (tutti positivi) espressi in Rete su quest’opera e così vi incolliamo qui sotto il post, confidando nella comprensione di Stocco perché, ciò che ha scritto, è bello e, a nostro giudizio, vero.

Clelia Farris torna nel suo Egitto alternativo fatto di ingegneria genetica, misticismo, Rivoluzione verde e poliziotti a metà fra i personaggi di C.S.I. e Grey’s Anatomy, e stavolta, a mio giudizio, centra in pieno il bersaglio. La giustizia di Iside (Officina Kipple) è un sequel molto più riuscito del premiato La pesatura dell’anima. Un romanzo maturo, che può leggersi anche come “stand-alone” e in cui l’autrice finalmente coglie l’invito a spogliarsi delle velleità mainstream. Il prodotto è una storia in cui le tossine superstiti di “bella scrittura” integrano un sapiente intreccio in cui non c’è personaggio fine a se stesso o azione manierata che non siano del tutto funzionali alla vicenda. Tento di spiegarmi.
Di nuovo abbiamo una catena di delitti da chiarire, di nuovo i protagonisti saranno costretti ad affrontare un mondo costruito su un misticismo, si diceva, post-egizio, in cui la trovata geniale è sovrapporre una Rivoluzione Verde – ne La Pesatura dell’anima, come ahimé, molte altre originalità, appena abbozzata – che ha messo da parte il regime faraonico, qui indicato semplicemente come la Dinastia. E questo regime perennemente provvisorio riesce a giustificare anche le scivolate stilistiche allusorie e implicite che caratterizzano da sempre la scrittura di Clelia Farris, autrice di fantastico tra le migliori del nostro Paese; direi un autrice che si avvia a essere di gran lunga la migliore nel suo genere, ora che la strada è stata delineata con precisione.

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"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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