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Archivio per Gian Piero De Bellis

La comodità di un’antologia “scomoda” – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una bella segnalazione ragionata a Libertaria. Una antologia scomoda. Vol. I, a cura di Gian Piero de Bellis per i tipi amici di D Editore. Un estratto:

Per la collana “Eschaton” diretta da Raffaele Alberto Ventura, l’editrice romana D editore ha pubblicato il primo dei cinque volumi dell’antologia Libertaria, con l’obiettivo di rinverdire il pensiero libertario – da qui il nome dato all’antologia, sulla scia del Libertaire di Dèjacque e Faure, entrambi presenti nella raccolta dei documenti qui proposti – ponendo a confronto i testi classici dell’anarchismo scritti da Malatesta, Bakunin, Goldman, Kropotkin, Berneri, Nettlau e tanti altri, con autori moderni e contemporanei del vasto arcipelago libertario quali Paul Goodman, Amedeo Bertolo, David Graeber, Bob Black.
Il progetto, curato da Gian Piero de Bellis, si propone in tempi brevi [il secondo volume è già in stampa] di tradurre oltre trecento documenti suddivisi in più di ventidue temi, fra i più coevi e i più disparati. Infatti, come si evince dal piano dell’opera1 c’è di che far tremare le vene e i polsi, soprattutto per l’eterocliti degli argomenti individuati, sebbene il filo conduttore che li lega, «quello della libertà dell’essere umano, la libertà di sperimentare vari stili di vita e aderire dappertutto a una o più comunità autonome, sulla base di scelte libere e volontarie» abbia la pretesa – secondo De Bellis – di porre in primo piano ciò che accomuna, non ciò che separa, l’anelito di difendere e rivendicare la libertà del singolo come «presupposto, necessario e indispensabile, per la nascita di molteplici e variegate comunità volontarie, al posto degli attuali stati cosiddetti nazionali, che uniformano le persone e centralizzano le decisioni, imposti a tutti coloro che vivono in un dato territorio».

Proprio la strenua difesa della libertà del singolo, strettamente connessa alla più aperta tolleranza nei confronti di tutte le espressioni ed esperienze in grado di praticare forme di organizzazione in cui i singoli associati scelgono liberamente le regole, i vincoli e gli obiettivi che li uniscono – nella libertà, ovviamente, di scindere l’accordo se questo non rispetta i patti comuni, o se il singolo non vi si riconosce più in essi – sembra essere la bussola che guida la presente antologia, al punto da mostrarsi «scomoda», soprattutto a « taluni cosiddetti anarchici, o presunti tali, visti – secondo il curatore di Libertaria – come i sostenitori di un’ideologia inventata (anarchismo) invece di essere gli sperimentatori di una pratica di libertà (anarchia)». Per tacere dei detrattori dell’anarchia, da sempre impegnati nel considerarla un’utopia, cui guardare con tenerezza e compassione, se non temere più della peste, in quanto caos, disordine, violenza.

Libertaria Volume 1 – D Editore


D Editore è una casa editrice che esplora temi inusuali, afferenti al Transumanismo ma anche politici, sociali, economici; è un nome di amici, anche, ma non è questo che guida il mio sguardo su di loro – si può essere legati dall’amicizia, ma divisi dal lato editoriale, o condividerne gli obiettivi senza conoscersi di persona, non è questo il senso del post.
In questa fase storica, in D Editore stanno preparando una nuova fatica letteraria, giunta anzi alla prevendita: si parla di Libertaria volume 1, primo di cinque tomi che alla fine conterranno trecento saggi sull’anarchia, coordinati da Gian Piero de Bellis.

Molti hanno dell’anarchia una idea assai superficiale, se non del tutto distorta. La propaganda martellante da parte dello Stato, e l’approccio passionale e irrazionale di molti auto-proclamati anarchici, hanno minato alla base l’anarchia come concezione e come pratica. Oggi, in una fase storica di profonda crisi dello Stato territoriale, è tempo di riportare alla luce alcuni scritti che, nonostante il passare del tempo, mantengono una freschezza e una lucidità straordinarie, e che per questo costituiranno forse motivo di disturbo per molti anarchici tradizionalisti e anti-anarchici viscerali.
Libertaria è il più ambizioso progetto antologico mai portato avanti sul tema dell’anarchia. I trecento saggi contenuti in questa collezione di cinque volumi mostrano non solo che la concezione e la pratica anarchica sono attualmente più che mai valide, ma ci offrono anche la possibilità di riflettere sulla crisi e sulla degenerazione di un potere dominante che non ha più ragione di essere.

Il volume è preordinabile qui al prezzo di 17.90 anziché 24.90€; le 100 copie di preordine sono quasi tutte andate…

“PANARCHIA” su GLI STATI GENERALI! – D Editore


Due segnalazioni prese dal blog di Emmanuele “Peja” Pilia che riguardano la nuova pubblicazione di D Editore, ovvero Panarchia, di Gian Piero De Bellis. La prima è su L’indiscreto, e si sviluppa in questo modo:

Tra i nuovi arrivi nella galassia libertaria c’è una formula che convince perché propone, finalmente, di prescindere davvero dal territorio. Prenderlo per quel che è, suolo calpestabile da genti diverse, non necessariamente coese, potenzialmente inconciliabili per religione, abitudini e idee politiche. La formula è adatta ai tempi – o forse è fortunata per via delle modalità con cui è riemersa dalle scartoffie di un botanico belga. Ed eccoci qui: benvenuta, “panarchia”. La proposta libertaria dove oltre al lasciar fare e lasciar passare, si prova a risolvere (assecondandola) la necessità di prescindere dal suolo su cui le idee circolano.

l’altra è su Gli Stati Generali, eccone un estratto:

Lo spazio che separa le idee politiche dalla loro possibile applicazione risiede nell’interpretazione che si darà di quelle idee – un po’ come un decreto attuativo serve a una legge emanata dal parlamento. Il come colmare questo gap di applicabilità è l’urgenza di qualunque interessato o curioso, si tratta della ricerca di un aggancio con la realtà. Ed è proprio ciò che ho fatto leggendo Panarchia: ne ho immaginato l’applicabilità, la congruenza con le regole vigenti e con l’etica che ne costituisce le fondamenta, così come ho pensato alle possibili criticità e le possibilità di “influenza” che un’idea simile potrebbe avere sul dibattito pubblico contemporaneo.

Argomento di frontiera, la panarchia, che configura l’anarchia come un modello diverso di sviluppo possibile, allineato ai tempi di questo postfuturo postmoderno post quasi tutto. Perché il senso di libertà si evolve, non sempre corrompendosi.

Panarchia – D Editore


È in uscita per gli amici D-Editore una nuova pubblicazione, il cui titolo mi è estremamente simpatico: Panarchia, di Gian Piero De Bellis, un’analisi di un nuovo possibile modello culturale e sociale. La pubblicazione è nella fase finale di crowdfunding – qui il contatore e i dettagli per arrivare a un totale di 50 quote, ovvero 50 disponibilità a un prezzo fortemente scontato.

Per secoli siamo stati abituati a considerare la politica nel suo rapporto con la territorialità. Abbiamo imparato ad adorare, come un idolo, lo Stato-nazione. Ci siamo convinti che fosse naturale, entro un certo spazio, che degli esperti o delle maggioranze decidessero su tutto e che lo decidessero per tutti. Ma all’alba del ventunesimo secolo questo modello non funziona più: viviamo in una società multiculturale, frammentata, solcata da tensioni. Una parte crescente dei rapporti umani ed economici si svolge in una dimensione immateriale. Oggi insomma siamo chiamati a ripensare la nostra idea di organizzazione sociale: ripensare il ruolo dello Stato e, di converso, quello degli individui e delle comunità. Abbiamo bisogno di regole, certo, ma queste regole devono adattarsi alla varietà delle forme di vita che abitano il mondo. È infine giunto il tempo della panarchia?

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