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Archivio per Giappone

La ragazza del Kyûshû | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di in noir nipponico che, non so perché, mi ha incuriosito: La ragazza del Kyûshû, di Matsumoto Seichô. La quarta:

In un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti ancora infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, «come fosse stata forgiata nell’acciaio». Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyûshû per arrivare fin lì, a implorare il suo aiuto. Il fratello, accusato di omicidio, è appena stato arrestato, e Kiriko è la sola a crederlo innocente. L’avvocato rifiuta il caso: non ha tempo da perdere, tanto meno per una difesa che dovrebbe assumersi senza essere retribuito. Kiriko si scusa con un piccolo inchino, esce dallo studio e così come è arrivata scompare. Il fratello verrà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, poco prima che l’esecuzione abbia luogo.

È solo l’antefatto da cui prende il via questo gelido noir di Matsumoto. Dove un caso-fantasma, ripercorso nei minimi dettagli, lascia spazio a una vendetta esemplare che si fa strada da lontano. E mentre ogni colpa – consapevole o inconsapevole – viene pesata accuratamente, come su una bilancia cosmica, una tensione impalpabile, un «rumore di nebbia» accompagnano questa storia da cima a fondo. Finché lei, Kiriko, la ragazza del Kyûshû, non otterrà ciò che le spetta.

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Lazarus, ritorna il Mishima redivivo di Alberto Cola | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un graditissimo ritorno: il romanzo Lazarus, di Alberto Cola, già vincitore del Premio Urania del 2009, torna in catalogo con la DelosDigital (cover di Franco Brambilla). Imperdibile, il tutto; eccone la quarta:

Il 25 novembre 1970, dopo aver occupato il Ministero della Difesa giapponese, lo scrittore, drammaturgo e attivista politico Yukio Mishima si toglieva la vita tramite il tradizionale seppuku, trafiggendosi il ventre e facendosi tagliare la testa. Ma la sua vicenda non era destinata a finire quel giorno.

In una Tokyo futura, dominata dalla yakuza e dalle multinazionali, il mistico telepate Gabriel viene incaricato di trovare il redivivo Mishima, fatto rinascere da una corporation per utilizzarlo per i propri fini e poi fuggito.

Un confronto spietato tra il Giappone moderno – e futuro – e il Giappone ideale della tradizione. Un viaggio tra la spiritualità orientale e il materialismo esportato dall’Occidente. Un romanzo di grande spessore culturale e artistico che nel 2009 è valso all’autore il Premio Urania.

Pink Floyd – Green Is The Colour / Careful With That Axe, Eugene (1971-08-06)


Un’altra versio live di brani fondamentali dei primi Floyd. In Giappone, nell’agosto del ’71. Ascoltateli fino in fondo…

Simon Cummings – 間 (ma) | Neural


[Letto su Neural]

C’è una parola giapponese, 間 (ma), che non è affatto agevole da tradurre in altre lingue. 間 è uno spazio negativo, il volume – anche irregolare – tra due parti o elementi strutturali. 間 è un intervallo, una pausa., “la consapevolezza simultanea di forma e non-forma” (come ha scritto Steven Bindeman, l’autore di Silence in Philosophy, Literature, and Art). Questo spazio interstiziale non è creato da elementi compositivi specifici, è piuttosto una zona d’esperienza e per Simon Cummings a partire da questi concetti anche il silenzio non è una semplice assenza o vuoto, ma – al contrario – è un punto focale, con una forma, un carattere e un’energia. La coesistenza di questi elementi può portare a un insieme più complesso, che assecondando la natura di una simile meditazione induce anche a un certo grado di tranquillità e calma. È la stessa placidità che ritroviamo nella prima traccia, il cui titolo da solo è lungo cinque righe di testo, o la seconda, “}rest{“, una specie d’inno silente, con le parentesi aperte ambo i lati, quasi ad annettere tutto quello che vi è prima e dopo, una specie di metafora a sua volta del qui ed ora, che è la basilare essenza d’ogni forma di grazia e bellezza, una coscienza automatica nel lasciarsi trasportare dal flusso delle cose. Simon Cummings, che vive e lavora a Cotswolds (UK), sembra molto coinvolto dai processi graduali di trasformazione, dalla giustapposizione di crudi materiali auditivi e dalla difformità tra la frequenza di un suono ed un altro di riferimento. È un tema, questo dell’intonazione, che certo non rappresenta una novità per nessun musicista – tradizionale o sperimentale che sia – ma che nel suo caso si trasforma in una vera e propria forza propulsiva, resa densa da un approccio anche algoritmico e stocastico, che cancella il superfluo e mantiene solo sparuti echi, risonanze e scorci di registrazioni. Quella di Cummings è una sorta di catarsi che parte da una personalissima concezione della musica, che sempre per l’autore è in qualche modo progettata per enfatizzare la tensione, la discontinuità, trasmettendo infine un pervasivo senso d’inquietudine. Il processo compositivo è allora più simile ad una cura, a una disintossicazione o deprogrammazione, che costituisce la base per ciascuno dei pezzi del ciclo. L’uscita, che si deve alla Crónica, vede la luce solo su cassette ed in edizione limitata, quasi a rimarcare uno status di non convenzionalità ed obliquo elitarismo.

L’incanto di Bambola pubblicato in Giappone | KippleBlog


Su KippleBlog la segnalazione della pubblicazione in Giappone di un racconto di Lukha B. Kremo. Complimenti, caro Luca, complimenti bellissimi!

Il racconto “L’incanto di Bambola” di Lukha B. Kremo, già uscito in italiano nella raccolta “Supernova Express” e in inglese su “NeXT International”, è uscito in Giappone su “SF – Fanzine of Science-Fiction and Facts”.

Various Artists – Asian Meeting Recordings #1 | Neural


[Letto su Neural]

Sono otto le tracce registrate al GOK Sound di Tokyo sotto la supervisione di Dj Sniff e Yuen Chee Wai e gli artisti coinvolti – possiamo affermarlo con cognizione di causa – sono a tutti gli effetti fra le realtà più interessanti della scena asiatica, un vero e proprio network centrato su musicisti e organizzatori indipendenti, un ambito che prescinde alquanto dai tradizionali generi autoctoni ma che pure mantiene distintiva la comprensione di quelle che sono le contingenze ed i bisogni culturali delle molteplici regioni di quel continente, dove svariate problematiche sono intrecciate in maniera spesso difficilmente valutabile senza una precisa contestualizzazione. The Asian Meeting Festival – che è la fucina di questo operare – fu inaugurato nel 2005 da Otomo Yoshihide e le speranze ben riposte di promuovere una solida interazione creativa lo hanno portato rapidamente a diventare uno dei più importanti festival di musica sperimentale, improvvisazione e noise di quella vasta e affascinante area geografica. Dj Sniff (Takuro Mizuta), che è conosciuto in Europa principalmente per la sua maestria nel turntablism, è stato anche il direttore dello STEIM di Amsterdam, un centro focalizzato sulla ricerca e lo sviluppo di nuovi strumenti musicali per le arti performative elettroniche, istituzione che sotto la sua guida ha prodotto oltre un centinaio fra concerti e progetti artistici di residenza. Adesso, in questa raccolta che sintetizza l’edizione 2017 dell’evento asiatico, c’è da perdersi nell’intreccio di collaborazioni messe in atto, con musicisti come Ryoko Ono, Ko Ishikawa, Son X, KΣITO, Yuji Ishihara, Tavito Nanao, Yong Yandsen, Jojo Hiroshige, Kimiya Sato, Ai Watanabe, Kok Siew-Wai, Nguyen Hong Giang, Krisna Widiathama e &c. &c, oltre ai tre già citati curatori, che si prestano altrettanto proficuamente anche per vitalissime session. Per nulla influiscono le barriere linguistiche o le tensioni politiche tra i differenti stati di appartenenza degli artisti, quello che conta è proprio l’incontro delle multiformi esperienze, che in particolare nell’ottica di una libera improvvisazione riescono a far coesistere anche eterogenee estrazioni musicali. La sperimentazione contemporanea in Oriente forse non procede su un’unica via – e come potrebbe? – ma sicuramente la forte unità d’intenti favorisce una sua positiva diffusione fuori dei singoli confini nazionali.

Tokyo digital art museum looks to ‘expand the beautiful’


Camminando nell’etereo dissonante…

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