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I fiori di Edo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la recensione a I fiori di Edo, racconto lungo di Sua Maestà Bruce Sterling, edito da Delos Digital. Un estratto:

In tutto il racconto aleggia poi, nascosta in un alone di “realismo magico”, una presenza demoniaca. Si tratta di una forza tecnologica misteriosa e imperscrutabile che scorre lungo i fili del telegrafo, fa muovere gli ingranaggi dei treni che corrono veloci sulle rotaie e alimenta le lampade a gas che illuminano Edo, trasformando l’antica città feudale in una metropoli moderna, destinata a somigliare sempre di più a quelle occidentali.

I fiori di Edo: Bruce Sterling e il destino del Giappone | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della nuova produzione di Bruce Sterling: I fiori di Edo, novelette uscita per DelosDigital. Intrigante e raffinata la storia, raccontata nella quarta:

Edo è l’antico nome di Tokyo, una città funestata da continui incendi, tanto da spingere i poeti a chiamarli “i fuochi di Edo”. L’era di Edo, o era degli Shogun, terminò brutalmente con l’arrivo delle navi da guerra americane nella baia di Tokyo, che costrinsero a cannonate il Giappone a entrare nella comunità commerciale mondiale, portando quella tecnologia che un giorno avrebbe arricchito il Giappone.
In questo drammatico momento di transizione è ambientato questo splendido racconto di Bruce Sterling, nel quale si confrontano la tradizione giapponese e lo spettro di un futuro grandioso ma anche terribile.
Racconto finalista al Premio Hugo e al Premio Nebula.

Come sempre, Sterling sa come entrare in contatto con lo spirito di un luogo o di un tempo, raccontando in maniera esemplare ciò che a molti di noi appare solo superficialmente. Libro imperdibile, per molti motivi.

La ragazza del Kyûshû | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di in noir nipponico che, non so perché, mi ha incuriosito: La ragazza del Kyûshû, di Matsumoto Seichô. La quarta:

In un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti ancora infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, «come fosse stata forgiata nell’acciaio». Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyûshû per arrivare fin lì, a implorare il suo aiuto. Il fratello, accusato di omicidio, è appena stato arrestato, e Kiriko è la sola a crederlo innocente. L’avvocato rifiuta il caso: non ha tempo da perdere, tanto meno per una difesa che dovrebbe assumersi senza essere retribuito. Kiriko si scusa con un piccolo inchino, esce dallo studio e così come è arrivata scompare. Il fratello verrà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, poco prima che l’esecuzione abbia luogo.

È solo l’antefatto da cui prende il via questo gelido noir di Matsumoto. Dove un caso-fantasma, ripercorso nei minimi dettagli, lascia spazio a una vendetta esemplare che si fa strada da lontano. E mentre ogni colpa – consapevole o inconsapevole – viene pesata accuratamente, come su una bilancia cosmica, una tensione impalpabile, un «rumore di nebbia» accompagnano questa storia da cima a fondo. Finché lei, Kiriko, la ragazza del Kyûshû, non otterrà ciò che le spetta.

Lazarus, ritorna il Mishima redivivo di Alberto Cola | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un graditissimo ritorno: il romanzo Lazarus, di Alberto Cola, già vincitore del Premio Urania del 2009, torna in catalogo con la DelosDigital (cover di Franco Brambilla). Imperdibile, il tutto; eccone la quarta:

Il 25 novembre 1970, dopo aver occupato il Ministero della Difesa giapponese, lo scrittore, drammaturgo e attivista politico Yukio Mishima si toglieva la vita tramite il tradizionale seppuku, trafiggendosi il ventre e facendosi tagliare la testa. Ma la sua vicenda non era destinata a finire quel giorno.

In una Tokyo futura, dominata dalla yakuza e dalle multinazionali, il mistico telepate Gabriel viene incaricato di trovare il redivivo Mishima, fatto rinascere da una corporation per utilizzarlo per i propri fini e poi fuggito.

Un confronto spietato tra il Giappone moderno – e futuro – e il Giappone ideale della tradizione. Un viaggio tra la spiritualità orientale e il materialismo esportato dall’Occidente. Un romanzo di grande spessore culturale e artistico che nel 2009 è valso all’autore il Premio Urania.

Pink Floyd – Green Is The Colour / Careful With That Axe, Eugene (1971-08-06)


Un’altra versio live di brani fondamentali dei primi Floyd. In Giappone, nell’agosto del ’71. Ascoltateli fino in fondo…

Simon Cummings – 間 (ma) | Neural


[Letto su Neural]

C’è una parola giapponese, 間 (ma), che non è affatto agevole da tradurre in altre lingue. 間 è uno spazio negativo, il volume – anche irregolare – tra due parti o elementi strutturali. 間 è un intervallo, una pausa., “la consapevolezza simultanea di forma e non-forma” (come ha scritto Steven Bindeman, l’autore di Silence in Philosophy, Literature, and Art). Questo spazio interstiziale non è creato da elementi compositivi specifici, è piuttosto una zona d’esperienza e per Simon Cummings a partire da questi concetti anche il silenzio non è una semplice assenza o vuoto, ma – al contrario – è un punto focale, con una forma, un carattere e un’energia. La coesistenza di questi elementi può portare a un insieme più complesso, che assecondando la natura di una simile meditazione induce anche a un certo grado di tranquillità e calma. È la stessa placidità che ritroviamo nella prima traccia, il cui titolo da solo è lungo cinque righe di testo, o la seconda, “}rest{“, una specie d’inno silente, con le parentesi aperte ambo i lati, quasi ad annettere tutto quello che vi è prima e dopo, una specie di metafora a sua volta del qui ed ora, che è la basilare essenza d’ogni forma di grazia e bellezza, una coscienza automatica nel lasciarsi trasportare dal flusso delle cose. Simon Cummings, che vive e lavora a Cotswolds (UK), sembra molto coinvolto dai processi graduali di trasformazione, dalla giustapposizione di crudi materiali auditivi e dalla difformità tra la frequenza di un suono ed un altro di riferimento. È un tema, questo dell’intonazione, che certo non rappresenta una novità per nessun musicista – tradizionale o sperimentale che sia – ma che nel suo caso si trasforma in una vera e propria forza propulsiva, resa densa da un approccio anche algoritmico e stocastico, che cancella il superfluo e mantiene solo sparuti echi, risonanze e scorci di registrazioni. Quella di Cummings è una sorta di catarsi che parte da una personalissima concezione della musica, che sempre per l’autore è in qualche modo progettata per enfatizzare la tensione, la discontinuità, trasmettendo infine un pervasivo senso d’inquietudine. Il processo compositivo è allora più simile ad una cura, a una disintossicazione o deprogrammazione, che costituisce la base per ciascuno dei pezzi del ciclo. L’uscita, che si deve alla Crónica, vede la luce solo su cassette ed in edizione limitata, quasi a rimarcare uno status di non convenzionalità ed obliquo elitarismo.

L’incanto di Bambola pubblicato in Giappone | KippleBlog


Su KippleBlog la segnalazione della pubblicazione in Giappone di un racconto di Lukha B. Kremo. Complimenti, caro Luca, complimenti bellissimi!

Il racconto “L’incanto di Bambola” di Lukha B. Kremo, già uscito in italiano nella raccolta “Supernova Express” e in inglese su “NeXT International”, è uscito in Giappone su “SF – Fanzine of Science-Fiction and Facts”.

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