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Archivio per Giovanni Agnoloni

Viale dei silenzi | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della nuova fatica letteraria di Giovanni Agnoloni, Viale dei silenzi. È un’opera che procede verso l’evoluzione di Agnoloni e di conseguenza anche del movimento connettivista di cui fa parte, i passi verso il mainstream ci sono tutto, è una contaminazione del non genere con le tematiche e poetiche care ai connettivi e che, però, non possono fare altro che assorbire a loro volta le forme del reale per rielaborarle, modificarle secondo la loro poetica. La quarta:

Un’indagine nei territori della memoria. La ricerca di un padre misteriosamente scomparso da parte di un romanziere girovago. Un viaggio sospeso tra Varsavia, Berlino e l’Irlanda, con il ricordo della Toscana che riemerge da uno sfondo di esperienze sofferte, insieme a segreti ancora da scandagliare. E quando tutto sembra perdersi nei rivoli di un’esistenza schiacciata dal quotidiano accade un incontro inaspettato ed enigmatico con una donna-musa giunta da lontano a rivelare aspetti nascosti della verità, innescando uno spietato confronto mentale tra l’Italia di un tempo e ciò che ne è rimasto. Viale dei silenzi è un romanzo viscerale, che si addentra nel tormento creativo di uno scrittore sradicato e umanamente incompiuto. La risposta ai suoi interrogativi potrà venire solo dal seguire un itinerario sospeso sul fantasma di un’Europa lacerata, dove ogni punto di riferimento sembra essersi frantumato.

Il romanzo è edito da Arkadia Editore, Collana Senza rotta; acquistabile su Amazon.

Tolkien: Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra), di AA.VV – Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi – non senza un pizzico d’orgoglio – Tolkien: Light and Shadow un’opera saggistica che indaga il metamondo letterario creato da J. R. R. Tolkien, attraverso le principali opere come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, con la curatela di Giovanni Agnoloni. Dieci saggisti internazionali s’interrogano sui momenti cruciali e fondanti della poetica tolkeniana, estrapolandone gli aspetti più significativi del Professore di Oxford, spesso trascurati dall’esegesi mondiale.

L’edizione è disponibile in versione bilingue italiano e inglese, in formato cartaceo e digitale. Le traduzioni sono a cura di Giovanni Agnoloni, la copertina è di Giorgio Agnoloni.

Sinossi

Luce e Ombra sono i temi alla base di questa monumentale opera, intesi non come assoluti ma possibili manifestazioni del reale, e sono concetti utilizzati per riferirsi alla complessità emotiva sollecitata dalla lettura delle opere di Tolkien. Dove l’una (l’Ombra) si lega maggiormente all’idea di Paura, l’altra (la Luce) rappresenta il riflesso di quel divino che da sempre è stato fonte di ispirazione per l’intera opera del Professore di Oxford, pur non dichiarandosi mai esplicitamente.

Roberto Arduini, nel suo contributo Lo Hobbit: stilemi fiabeschi dell’opposizione tra luce e ombra, parte dal presupposto che Tolkien si era messo alla ricerca di un mito integralmente inglese, scartando leggende ’importate’ come il ciclo di re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda e analizzando i più grandi maestri in questo campo, da Chaucer a Milton, da Shakespeare a Morris. Arriva così a sottolineare come ne Lo Hobbit, storia pensata per bambini, l’opposizione tra Luce e Ombra svolga un ruolo estremamente importante. Il Professore era infatti convinto che esistesse un legame profondo tra i bambini e le fiabe.

Patrick Curry, in L’incantesimo in Tolkien e nella Terra di Mezzo, effettua una disamina degli aspetti salienti del tema dell’incantesimo, strettamente legato alla natura elfica e centrale nell’arte subcreativa tolkieniana, colta nella sua dialettica energetica di fondo, che racchiude Luce ed Ombra. Si apre così a considerazioni di ordine filosofico e spirituale, con riferimenti non solo al cristianesimo, ma anche al buddhismo.

Colin Duriez, in Forze demoniache e immagini del male in Tolkien, tratta il tema del rapporto tra Bene e Male nel Legendarium tolkieniano, effettuando un confronto tra la visione manichea (dualistica) dello stesso e quella d’impostazione agostiniana, per cui il Male non ha una sostanza in sé, ma è la perversione del Bene. Effettua così anche dei confronti con altri autori fantastici, tra cui gli Inklings C. S. Lewis e Charles Williams, e l’autrice della serie di Harry Potter, J. K. Rowling.

John Garth, con il suo Visioni di guerra nelle Paludi Morte, offre una penetrante trattazione della genesi del capitolo del Signore degli Anelli che descrive l’attraversamento delle Paludi Morte da parte di Frodo, Sam e Gollum, e individua la radice dei suoi desolanti scenari nei ricordi delle esperienze vissute da Tolkien durante la Prima Guerra Mondiale.

Gino Scatasta, in Tolkien, nostro contemporaneo? Un esperimento di ’mooreeffochismo’, affronta il problema della dialettica tra Luce e Ombra in Tolkien come un aspetto del tema più ampio della sua contemporaneità. Analizza la questione dal punto di vista dei valori toccati dalle opere del Professore e della loro permanenza o tendenza evolutiva nel tempo, anche alla luce di un confronto con altri importanti autori classici e contemporanei.

Il contributo di Guglielmo Spirito (La ’Luce della Santità’: il potere curativo della narrativa tolkieniana) consiste in una trattazione delle radici cristiane del tema della Luce e dell’Ombra nel pensiero di Tolkien. Contiene molteplici riferimenti alla tradizione mistica del cristianesimo occidentale e orientale, che offrono chiarimenti esemplari rispetto al sostrato fideistico che anima e percorre l’intero Legendarium tolkieniano.

Michaël Devaux, in “L’Ombra della Morte” in Tolkien, svolge un’analisi approfondita del problema della morte e della paura della morte nelle razze elfica ed umana, in relazione ai temi della mortalità degli uomini (destinati a uscire dai confini del mondo, appunto morendo) e dell’immortalità degli elfi (legati però al destino di Arda).

Thomas Honegger, con Più Luce che Ombra? Approcci junghiani a Tolkien e all’immagine archetipica dell’Ombra, compie un’operazione di scavo psicologico nei personaggi tolkieniani alla luce dei concetti di fondo della psicologia junghiana, passando in rassegna gli studi letterari che fino ad oggi hanno privilegiato questo tipo di analisi. L’Ombra, in quest’ottica, è il fondamentale archetipo junghiano, laddove la Luce emerge come quella del riconquistato Sé.

Michael D C. Drout, in Luce e Ombra, Trionfo e Caduta nella lettura del Silmarillion, fotografa l’ombra del dolore e la luce di un conforto che nasce sua accettazione, lenita dalla nostalgia, nelle pagine del Silmarillion, prendendo spunto dalla sua personale vicenda biografica di bambino, quando, all’età di nove anni e nel bel mezzo di una terribile tempesta di neve, si trovò, per un gradito regalo di Natale, a scoprire per la prima volta il magnum opus di Tolkien, che era stato pubblicato solo l’anno prima.

Infine, il saggio di Giovanni Agnoloni, Tolkien. L’Ombra della Paura e la Luce del Desiderio, analizza i due poli dell’oscuro e del luminoso in chiave psicologico-energetica. Alla luce di considerazioni di stampo junghiano, che trovano riscontro nelle tradizioni mistiche occidentali e orientali, il tema dell’Ombra si può ricondurre all’(eccesso di) attività razionale, laddove la luce (del Sé) tende ad emergere dove riesce a operare l’intuito, voce dei desideri più profondi, in cui si esprime l’identità individuale. Ce lo dimostra uno studio comparato di alcuni personaggi del Professore.

Simone Bonechi, membro dell’“Associazione Italiana Studi Tolkieniani”, ha fornito preziosi chiarimenti filologici concernenti le edizioni del saggio di Tolkien “Sulle fiabe”.

Estratto

Dall’introduzione:

Nello scrivere un pezzo di presentazione di questa raccolta di saggi di dieci autori di diverse nazionalità, formazioni e percorsi di vita, mi rendo conto di scendere come non mai a fondo nel magma sempre vivo di concetti, percezioni e rivelazioni a cui le opere di J. R. R. Tolkien ci rimandano. In quest’antologia compariranno scritti figli di approcci ora più accademici, ora più filosofico-spirituali o personali. Sono da sempre convinto, infatti, che le opere del Professore di Oxford consentano una molteplicità di chiavi di lettura, da quelle più strettamente filologico-letterarie a quelle di natura in senso lato riflessiva, ma più specificamente contemplativa e meditativa.
Esisteva ed esiste, tuttavia, un centro comune sul quale concentrarsi per impostare una riflessione a più voci sul tema della letteratura tolkieniana. Meglio ancora, forse ne esistono diversi, ma uno è, in particolare, quello che mi ha sempre affascinato, perché sembra echeggiare le energie intime e profonde che stanno alla radice della vita, e che fin dall’inizio del suo manifestarsi si propagano nel cosmo. Sto parlando della Luce e dell’Ombra.

La quarta

Una raccolta di saggi scritti da dieci studiosi internazionali del Legendarium di J. R. R. Tolkien, focalizzata su Luce e Ombra. Tali fili conduttori della sua produzione letteraria sono qui presi in esame come temi universali da interpretarsi in molti sensi diversi – etico, filosofico, psicologico, spirituale, storico e biografico – con ulteriori approfondimenti sulle loro innumerevoli sfumature. Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della sua vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il suo saggio Sulle fiabe. Grazie a queste penetranti e coinvolgenti riflessioni, emerge una vasta gamma di punti di vista sul suo intero opus, a conferma della sua altissima rilevanza per la storia della Letteratura, con l’ulteriore ricchezza offerta da alcune nuove intuizioni sullo spirito delle sue creazioni.

Gli autori

Roberto Arduini, giornalista de “L’Unità” e presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, è membro del Comitato Scientifico della collana Tolkien e Dintorni della casa editrice Marietti 1820. È co-autore e co-curatore di: Il Kalevala. Poema nazionale finnico, nella traduzione di Paolo Emilio Pavolini (Il Cerchio, 2007), La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi (Marietti, 2008), La Falce spezzata. Morte e immortalità in J. R. R. Tolkien (Marietti, 2009), La biblioteca di Bilbo. Percorsi di lettura tolkieniani nei libri per ragazzi (Effatà, 2011), Tolkien e la Filosofia (Marietti, 2011) e C’era una volta… Lo Hobbit (Marietti, 2012). È della postfazione di Tom Shippey ne Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm di J. R. R. Tolkien, curata da Wu Ming 4 (Bompiani, 2010). Autore di articoli accademici in materia di studi tolkieniani, ospitati su varie riviste scientifiche, ha anche visto due dei libri da lui curati tradotti in inglese da Walking Tree Publishers. Tiene abitualmente conferenze in Italia e all’estero.

Patrick Curry vive a Londra. È l’autore di Defending Middle-Earth: Tolkien, Myth and Modernity, edizione riveduta (Houghton Mifflin, 2004), tradotto recentemente in italiano col titolo Tolkien, mito e modernità. In difesa della Terra di Mezzo, di Paolo Palmieri (Bompiani, 2019). È anche autore di numerosi articoli e saggi che sono raccolti in Deep Roots in a Time of Frost: Essays on Tolkien (Walking Tree Books, 2014). Tra gli altri suoi libri, Ecological Ethics: An Introduction, edizione riveduta (Polity Press, 2017) e Enchantment: Wonder in the Modern World (Floris Books, in uscita nel 2019), ed è curatore di una rivista online: The Ecological Citizen (http://ecologicalcitizen.net). Maggiori informazioni possono trovarsi sul suo sito: http://www.patrickcurry.co.uk.

Michaël Devaux, titolare di una borsa della Fondazione Thiers (C.N.R.S. – Académie des sciences morales et politiques, 2000-2003), si è addottorato in Metafisica all’Université Paris IV – Sorbonne (2004). Insegna Filosofia dal 2007 presso l ’Université de Caen Normandie, e letteratura tolkieniana a Parigi (presso il Collège des Bernardins). Su Tolkien, ha coordinato diverse pubblicazioni (negli anni 2001, 2003, 2011, 2014), pubblicato circa venti articoli e curato testi del Professore sul tema della reincarnazione degli Elfi.

Michael D.C. Drout è Professore di Inglese e Direttore del “Center for the Study of the Medieval” al Wheaton College, in Massachusetts. È autore di How Tradition Works, Tradition and Influence in Anglo-Saxon Literature, Drout’s Quick and Easy Old English, e How to Think: the Liberal Arts and their Enduring Value, e inoltre co-autore di Beowulf Unlocked: New Evidence from Lexomic Analysis. Ha curato l’opera di J. R. R. Tolkien Beowulf and the Critics e la J. R. R. Tolkien Encyclopedia, e co-curato Transitional States: Cultural Change, Tradition and Memory in Medieval England. È uno dei co-curatori della rivista Tolkien Studies.

Colin Duriez è uno scrittore, curatore e ricercatore britannico, e ha pubblicato riversi libri su J. R. R. Tolkien e autori a lui ‘vicini’ come C.S. Lewis e gli altri membri degli Inklings e J.K. Rowling. Sta anche lavorando a una biografia su Dorothy L. Sayers. Ha tenuto conferenze su questi scrittori e sulle tematiche del fantastico in molti paesi tra cui Italia, Spagna, Grecia, Finlandia, Polonia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. È stato intervistato molte volte ed è apparso in documentari radiofonici e televisivi, tra cui quello sulla vita e il pensiero di J. R. R. Tolkien, incluso nella versione estesa del DVD della trilogia del Signore degli Anelli di Peter Jackson. È da lungo tempo membro della “Tolkien Society”. I suoi libri sono stati tradotti in circa diciotto lingue, tra cui mandarino, italiano, giapponese e turco.

John Garth è autore di Tolkien and the Great War (disponibile in italiano come Tolkien e la Grande Guerra, Marietti, 2007) e del volume in prossima uscita Tolkien’s Worlds. Ha vinto il “British Tolkien Society’s Outstanding Contribution Award” e la “Mythopoeic Scholarship Award”; tiene regolarmente conferenze, insegna e scrive su Tolkien. È inoltre autore di un breve testo illustrato, Tolkien at Exeter College, e ha contribuito con alcuni capitoli al libro di Catherine McIlwaine’s Tolkien: Maker of Middle-earth e al Blackwell Companion to J. R. R. Tolkien. Tra i progetti in atto, un altro libro sulla vita creativa di Tolkien nel contesto del suo tempo, iniziato durante una residenza presso il Black Mountain Institute, in Nevada. Attualmente scrittore freelance, Garth è stato lettore di Inglese a Oxford e ha lavorato per molti anni al “London Evening Standard”.

Thomas Honegger si è addottorato presso l’Università di Zurigo, dove poi ha insegnato Inglese Antico e Medio. È, dal 2002, Professore di Studi Medievali Inglesi alla Friedrich-Schiller-University di Jena (Germania). La sua pagina internet accademica è: http://www.iaa.uni-jena.de/Institut/Mitarbeiter%2Ainnen/Honegger_+Thomas-p-228.html/. La sua e-mail è: Tm.honegger@uni-jena.de.

Gino Scatasta insegna Letteratura Inglese e Culture Mediali Anglofone presso l’Università di Bologna. Si è occupato di letteratura irlandese, in particolare di William Butler Yeats (Il teatro di Yeats e il nazionalismo irlandese, 1996) di cui ha curato l’edizione italiana di Per Amica Silentia Lunae (2009) e di Purgatory (1999), oltre che di letteratura vittoriana, in particolare di Charles Dickens (The Inventions of Charles Dickens. Riletture, revisioni e riscritture, 2014). Il suo lavoro più recente è Fitzrovia o la Bohème a Londra (2018), sulla scena bohémien londinese dal 1850 al 1950. Si occupa inoltre della cultura pop inglese degli anni Sessanta del XX secolo.

Guglielmo Spirito è un frate francescano conventuale, e vive e lavora ad Assisi. È nato a Buenos Aires nel 1958 e ha studiato Filosofia ed Egittologia prima di entrare nell’ordine fondato da San Francesco. A Roma ha ottenuto la Laurea (Licenza) in Teologia Pastorale Sanitaria presso il Camillianum e il Dottorato in Teologia (PhD) con specializzazione in Spiritualità presso l’Antonianum. È professore presso l’Istituto Teologico di Assisi, la Facoltà Pontifica di Sn Bonaventura Seraphicum e l’Università Pontificia Antonianum a Roma. Ha tenuto corsi e conferenze in Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Polonia, Russia e Canada. Su Tolkien, ha pubblicato saggi, articoli e libri, alcuni in italiano ma prevalentemente in inglese, pubblicati su Hither Shore e con Walking Tree Publishers.

Giovanni Agnoloni è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore di tre saggi sull’opera di J. R. R. Tolkien (Letteratura del fantastico. I giardini di Lorien, Nuova Letteratura fantasy e Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori) e di una serie di romanzi distopici sul tema del crollo di internet (Sentieri di notte, Partita di anime, La casa degli anonimi e L’ultimo angolo di mondo finito), parzialmente pubblicata pure in spagnolo e in polacco, negli ultimi anni si è dedicato alla narrativa d’impronta psicologica, anche legata al tema del viaggio, e alla poesia. Ha tradotto romanzi di autori di livello internazionale come Amir Valle, Peter Straub e Daniela Sacerdoti, numerosi saggi storici e a uno relativo a Tolkien, La saggezza della Contea di Noble Smith, oltre a co-tradurre (con Marino Magliani) una raccolta di studi su Roberto Bolaño. È stato ospite di numerosi festival e residenze letterarie in Europa, e ha tenuto conferenze e reading anche negli Stati Uniti. Il suo sito è http://www.giovanniagnoloni.com.

La collana V.

La collana V. è lo spazio speciale che la Kipple Officina Libraria riserva alle opere particolarissime, frutto di scelte editoriali che attraversano gli estesi confini dell’immaginazione, laddove non esiste classificazione e la fantasia corre sfrenata senza nessun limite o condizionamento.

AA.VV | Tolkien. Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra)

Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina di Giorgio Agnoloni

Kipple Officina Libraria
Collana V. (Vol.7) — Formato ePub e Mobi — Pag. 261 – € 6.99 — ISBN vers. Italiana 978-88-32179-08-8 – vers. English 978-88-32179-07-1
Formato cartaceo — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-68-4

Link

Il Connettivismo, corrente letteraria dei nostri tempi. Giovanni Agnoloni: «Movimento tra umanesimo e scienza» – toscanalibri


Su ToscanaLibri è uscita una bella intervista a Giovanni Agnoloni, che ha parlato diffusamente dei connettivisti. Un estratto significativo in cui Giovanni sintetizza assai bene l’essenza del Movimento.

I connettivisti si autodefiniscono nel manifesto “rabdomanti cibernetici”, ma sulle pagine del sito (www.next-station.org), abbandonati i toni lirici, si presentano come «un collettivo di appassionati di generi letterari, attivi in vari ambiti e con varie mansioni (nella scrittura, nella critica, nell’arte)». Quando e perché è nato il Connettivismo e quali generi coinvolge?

«Il Connettivismo nasce nel 2004 dall’interazione in Rete dei suoi tre fondatori, Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani. Varie esperienze su diversi blog ed e-zines convergono in un flusso di pensiero che si ispira all’immaginario cyberpunk, goth e di generi viciniori, fino a trovare una sintesi nel manifesto, stilato principalmente da De Matteo e concepito non come decalogo “vincolante”, ma come una serie di suggestioni poetiche che delineano un alone percettivo in cui qualunque artista (non solo in ambito letterario, ma anche musicale, grafico e architettonico) può spontaneamente riconoscersi. Si tratta dunque di un movimento aperto, e sia pur ben cosciente delle proprie caratteristiche, che attingono ora dall’immaginario futurista, ora da quello crepuscolare, ora da quello surrealista, ma sempre con il punto di fondo di coniugare in un’indagine coerente la sensibilità umanistica e quella scientifico-tecnologica.

L’ultimo angolo di mondo finito a Berlino | Giovanni Agnoloni


Sul blog di Giovanni Agnoloni una segnalazione molto interessante, le porte dell’estero si aprono sempre di più… Complimenti!

Giovedì 24 maggio alle 19,30 sarò a Berlino a presentare L’ultimo angolo di mondo finito da “Mondolibro” (Torstrasse 159). Nel frattempo, ho appena registrato con Angela Sinesi un’intervista telefonica sul romanzo con la radio pubblica tedesca WDR, in vista della presentazione berlinese: si potrà ascoltare giovedì 17 maggio tra le 18,00 e le 18,30 su cosmoradio.de (poi bisogna cliccare su Radio Colonia e scegliere la rubrica Appuntamenti; cioè andare qui).

Giovanni Agnoloni – Fordham University


Sul blog di Giovanni Agnoloni è possibile visionare due video della recente presentazione che ha tenuto a New York, presso la Fordham University. Buona visione, e complimenti a Giovanni.

Reading a New York | Giovanni Agnoloni


Novità dalle attività di Giovanni Agnoloni. L’autore e traduttore, nonché esperto saggista tolkeniano e non solo, è prossimo ad alcune attività, copiate e incollate qui sotto dal suo post.

L’11 aprile, tra le ore 17.30 e le 20.00, a New York, partecipazione come ospite straniero al reading primaverile del Literary Lights Writers’ Group presso la Jefferson Market Library (Avenue of the Americas, at 10th St.). Interverranno, oltre a me, Richard Merli, Lola Rodriguez, Evan Joseph Cerniglia, Mindy Ohringer, Ann Ormsby ed Elvira Veksler.

Un incontro universitario

Il 12 aprile, sempre a New York, tra le ore 16.00 e le 17.15, lezione presso la Fordham University (Lincoln Campus), nell’ambito del corso del prof. Joseph Perricone, sul tema “La trilogia della fine di internet di Giovanni Agnoloni – La Rete tra libertà di espressione e dinamiche ‘mafiose’”.

Auspico un podcast degli incontri, i temi sono ghiotti e sono interessanti le possibile derive che potrebbero prendere. Auguri a Giovanni!

INTERNET È DURO A MORIRE | La legenda di Carlo Menzinger


Sul blog di Carlo Menzinger la recensione a L’ultimo angolo di mondo finito, di Giovanni Agnoloni. Un estratto:

L’atmosfera che si respira in queste pagine è difficile da descrivere. Definirla rarefatta o astratta sarebbe fare un torto ai numerosi precisi riferimenti geografici che vi compaiono e agli eventi descritti. Forse il termine “straniante” sarebbe più idoneo, per quanto impreciso. C’è un alone di mistero che avvolge ogni cosa in una nebbia sottile che fa quasi pensare alle atmosfere di certi fantasy, sebbene qui non vi sia magia ma solo tecnologia. Tecnologia malata, magari.

Rispetto a “Sentieri di notte”, l’altro volume della quadrilogia da me già letto, questo mi è parso più articolato e completo, sarà perché giunge dopo altri tre volumi di sviluppi e riflessioni e ci mostra un mondo più “(de)finito”.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

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Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

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la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

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Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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