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Archivio per Giovanni Agnoloni

INTERNET È DURO A MORIRE | La legenda di Carlo Menzinger


Sul blog di Carlo Menzinger la recensione a L’ultimo angolo di mondo finito, di Giovanni Agnoloni. Un estratto:

L’atmosfera che si respira in queste pagine è difficile da descrivere. Definirla rarefatta o astratta sarebbe fare un torto ai numerosi precisi riferimenti geografici che vi compaiono e agli eventi descritti. Forse il termine “straniante” sarebbe più idoneo, per quanto impreciso. C’è un alone di mistero che avvolge ogni cosa in una nebbia sottile che fa quasi pensare alle atmosfere di certi fantasy, sebbene qui non vi sia magia ma solo tecnologia. Tecnologia malata, magari.

Rispetto a “Sentieri di notte”, l’altro volume della quadrilogia da me già letto, questo mi è parso più articolato e completo, sarà perché giunge dopo altri tre volumi di sviluppi e riflessioni e ci mostra un mondo più “(de)finito”.

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Estratti da Giovanni Agnoloni, “L’ultimo angolo di mondo finito” (Galaad Edizioni 2017)


Dal blog di Sonia Caporossi, un estratto di L’ultimo angolo di mondo finito, il romanzo di Giovanni Agnoloni che chiude la sua trilogia sulla fine di Internet.

«I rami salivano intrecciandosi progressivamente in una griglia filiforme, come ragnatele di diramazioni genealogiche perdute in un labirinto di infinite possibilità. Ascendevano in arabeschi ipnotici, creando una tessitura sottile, leggera quanto l’aria, simile a una nota impalpabile, stratificata, metafisica. Un reticolo di antenne estremamente recettive, capaci di catturare ogni sospiro latente nell’aria e di intuire i pensieri nel loro informe abbozzarsi.

Ognuno di quei terminali, alle sue estremità, diventava pressoché invisibile, perdendosi nell’atmosfera in un’enigmatica transizione dallo stato solido allo stato gassoso. E in ognuno di essi era impressa l’anima di un significato precedente alla nascita della vita e del linguaggio.

Osservai a lungo quella scena, rendendomi conto poco a poco che non si trattava di uno spettacolo statico, ma di una frenesia dinamica, in cui micro-componenti sospesi tra massa ed energia si muovevano incessantemente, in una danza senza posa, ricevendo

L’ultimo angolo di mondo finito a La Lettura TG5


Giovanni “Kosmos” Agnoloni è stato ospite, pochi giorni fa, a La Lettura, su TG5, rubrica letteraria del TG5 condotta da Carlo Gallucci, dove ha parlato del suo ultimo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito. Ecco il video dell’intervento (complimenti Giovanni!).

Kenneth Krabat, Non un qualunque cappello fuori moda | PoesiaUltraContemporanea | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul blog PoesiaUltraContemporanea potete leggere una delle poesie che compongono la nostra pubblicazione ROSSO.NIENTE, di Kenneth Krabat. Un grazie a Sonia Caporossi per averci gentilmente ospitato.

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

Link

Giovanni Agnoloni, Muscoli – Poesia Ultracontemporanea


Giovanni “Kosmos” Agnoloni segnala il blog di Sonia Caporossi, dove è stata pubblicata una sua poesia inedita dal titolo Muscoli. La riporto qui sotto insieme alle note che l’accompagnano, è una felice intuizione dell’epifania connettiva, quando il Velo di Maya diviene esso stesso un significato occulto.

Si tratta di un testo dalle suggestioni connettiviste, frutto di un tentativo di ricezione del mistero intuitivo racchiuso in un attimo di contemplazione urbana.

La transizione
di una luce
riflessa sul filo
della tranvia
procede
in un dissolversi elettrico.

Dentro i vagoni
spuntano teste scure,
simili a rondini che covano
in nidi vecchi.

I miei passi
macinano strada,
le scarpe rimbalzano
sulla cassa armonica
dell’asfalto
come muscoli cardiaci
in allontanamento.

Giovanni Agnoloni, il nuovo sito


È in linea il nuovo sito di Giovanni Agnoloni, che abbandona il blog sulla piattaforma free di WordPress e si concentra sul suo GiovanniAgnoloni.com.
Nuova grafica, nuove ambizioni, lo stesso lavoro certosino di sempre di Giovanni, un pilastro per noi tutti. Ovviamente, ho già aggiornato il mio BlogRoll.

Auguri, e complimenti!

Lente trasformazioni | readerforblind


Dal buon Emmanuele “Peja” Pilia apprendo della nascita di Reader For Blind, un portale dedicato al mondo del racconto e della narrativa breve, diretto da Valerio Valentini ed edito da D Editore: benvenuto è chiunque voglia segnalare uscite o che abbia desiderio di scrivere qualcosa (recensioni, approfondimento, racconti…). In questo contesto, è bello segnalare che Giovanni “Kosmos” Agnoloni ha regalato un suo racconto inedito, leggibile qui: Lente trasformazioni.

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

N I G R I C A N T E

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Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

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