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Archivio per Giovanni Agnoloni

Presentazione di “Internet. Cronache della fine”, di Giovanni Agnoloni


Oggi 19 luglio, alle 19.00, sarò presente come relatore alla presentazione di Internet. Cronache della fine, di Giovanni Agnoloni (qui l’evento FB aperto a tutti, qui la diretta su Anticorpi letterari).
 
La prima presentazione in Rete sulla fine della Rete. Si parlerà di “Internet. Cronache della fine”, la raccolta completa dei quattro libri della saga distopica di Giovanni Agnoloni appena uscita per Galaad Edizioni in volume unico aggiornato, con la prefazione della critica letteraria e autrice Sonia Caporossi. Parteciperanno all’evento lei stessa e gli scrittori Carlo Cuppini e Sandro Battisti, co-fondatore del movimento connettivista.
 
UPDATE: qui il video della presentazione.

Internet. Cronache della fine – quadrilogia di Giovanni Agnoloni


È recentemente uscito per i tipi di Galaad Internet. Cronache della fine, un tomo contenente l’intero ciclo della Fine di Internet, quattro storie scritte da Giovanni Agnoloni che girano tutte attorno a un solo evento: in un determinato momento del prossimo futuro la rete Internet cessa di funzionare, per motivi che possono essere riconducibili a sovrapposizioni legate all’avidità del business e a multinazionali che cercano di spremere ciò che non può essere spremuto – insomma, il classico sangue da una rapa – e che provocano il collasso strutturale della Rete.
Quello che accade dopo è assai prossimo all’apocalisse. È evidente che per un mondo basato sulla connessione telematica perdere il collante digitale equivale a una dispersione verso la periferia cognitiva di ogni sapere, di ogni abitudine, di ogni obiettivo, di ogni convinzione. Dopo la catastrofe, tutto appare slegato e l’orizzonte degli umani sembra affrontare un nuovo Medioevo in cui anche le condizioni meteo appaiono come una regressione verso una sorta di piccola glaciazione, qualcosa che ricorda molto da vicino la decadenza dell’evo antico, quando il prestigio di Roma si dissolse lasciando all’Europa un nulla barbarico forse non così prossimo all’epoca delle caverne, ma certo assai lontano dai fasti culturali, tecnologici e ideologici dell’epoca Classica.

Agnoloni ha scritto in questo scenario, in un volgere di pochi anni, ben quattro episodi: tre romanzi e un altro spin-off; un poderoso vademecum distopico allineato con chi vede nel futuro dominato dalle multinazionali e dal potere economico derivato dal Liberismo un’unica possibile forma di potere: il feroce controllo sociale e indistinto da parte di entità che di umano hanno ormai ben poco, se non nulla. La cruenta via d’uscita, sembra suggerirci l’autore, è la decadenza, la fine violenta di un mondo altamente sofisticato che genererà quindi scompigli immani, catastrofi, isterie e prese autonome di potere di singoli violenti, un po’ come davvero successe nel Medioevo.
La distopia di Agnoloni non è, però, soltanto centrata sulle istanze sociali ed economiche. La forza innovativa del suo messaggio è affidata a un misticismo senza nome e padroni che pervade la vita dei protagonisti di questo mondo disconnesso, che posseggono una carica esoterica che sembra sostituirsi alla connessione cibernetica e costituisce, a sua volta, un altro tipo di condivisione delle sapienze, delle convinzioni, delle abitudini, degli obiettivi. È un mondo profondamente diverso dal nostro quello che esce dalle pagine della quadrilogia, c’è un grande affresco di spiritualità che ha le movenze della premonizione, della certezza quasi sciamanica dei gesti, della potenza dei sogni, della sincronicità junghiana che prende l’anima del lettore avventuratosi nella Fine di Internet, è un po’ come entrare in una fitta foresta che diviene inestricabile già dopo pochi passi, che ci vuole a tornare indietro?, e invece ci ritroviamo avvolti da una selva oscura e complessa, e riemergervi è tutt’altro che semplice.

L’edizione editoriale di questo ciclo è resa ancora più corposa da una bella e totalmente all’altezza del testo prefazione di Sonia Caporossi, che districa alcuni dilemmi filosofici che i romanzi suggeriscono e lancia, a sua volta, alcune domande che allargano l’orizzonte cognitivo dell’opera.
Vi lascio quindi alla quarta di copertina, lancio di segnali moltiplicati, nella speranza che la caduta della connessione permetta comunque di sopravvivere ad alcuni concetti espressi da Giovanni Agnoloni. Buona lettura.

Sul volgere di una delle più gravi crisi della contemporaneità, ecco la raccolta completa della serie distopica dedicata al crollo di Internet. Tra il 2025 e il 2029, il tentativo di presa del potere da parte di una multinazionale europea delle telecomunicazioni e dell’energia e le ambigue vicissitudini di un movimento di sabotatori informatici riducono l’umanità a una condizione d’impotenza. Privati della Rete, donne e uomini di un futuro talmente prossimo che potrebbe già essere – e forse è – il presente devono scegliere se rimanere nella nebbia bianca dell’inconsapevolezza o trovare in sé, nella natura e nella consonanza con anime affini lo spunto per una rinascita che è anche l’inizio di un’auspicata rivoluzione globale.
Sospesa tra amore e suggestioni spirituali, avventura, viaggio e filosofia, questa edizione raccoglie i quattro romanzi (Sentieri di notte, lo spin-off Partita di anime e i due successivi sequel La casa degli anonimi e L’ultimo angolo di mondo finito) che per primi, a livello internazionale, hanno prefigurato la caduta di Internet non solo come evento astrattamente possibile, ma come ipotesi per mettere alla prova la capacità degli esseri umani di interagire con i propri simili e con l’ambiente, per invertire la tendenza all’abuso degli strumenti di Rete e scongiurare gli attentati alle libertà fondamentali che ne possono derivare.

Un’opera che travalica le barriere convenzionali tra i generi, radicandosi nella realtà per affrontare, anche con il ricorso a suggestioni noir e fantascientifiche, alcuni dei nodi cruciali del nostro tempo.

Da una Rete all’altra | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la corposa segnalazione – qui e qui – di una nuova uscita editoriale per Giovanni Agnoloni che propone, per Galaad Edizioni, il tomo Internet. Cronache della fine che contiene la sua quadrilogia della Fine di Internet, libri usciti singolarmente nel corso dell’ultimo decennio.
Copertina elegante e un’introduzione dello stesso Agnoloni costituiscono il sigillo di un’operazione che mette in risalto un’opera simbolo di un momento storico trasformato rapidamente in altro, prossimo allo sfascio sistemico e interiore descritto dall’autore. Queste sono alcune note dell’introduzione:

Sono passati oltre dieci anni da quando iniziai a scrivere Sentieri di notte, il primo romanzo di quella che allora ignoravo che sarebbe diventata una quadrilogia. E il mondo è profondamente cambiato. Non solo per la diffusione capillare della Rete in tutto il pianeta – soprattutto sub specie social media – e per l’accentuarsi e il dilagare delle dinamiche della globalizzazione, ma anche per il radicalizzarsi dei problemi ecologici e degli aspetti deteriori del capitalismo finanziario; e, inoltre, per l’emergere sempre più frequente di governi sia pur democraticamente eletti, ma dai tratti autoritari e propugnatori di ideologie nazionalistiche. È come se il mondo fosse stato steso e strizzato tra due estremi, l’uno tendente a un universalismo in gran parte deviato, e l’altro a una frammentazione di questo “tutto” in isole egoisticamente concentrate su se stesse.
Oggi, voltandomi indietro per un attimo e contemplando rapidamente tutto questo, mi rendo conto di una verità che inizialmente – e ancora per tanto tempo – non avevo voluto accettare, un po’ forse per modestia, ma soprattutto per paura: i miei romanzi si sono rivelati profetici. Non perché la Rete sia crollata o stia per farlo, ma perché le dinamiche di potere globale nascoste dietro il Sistema descritto in questi libri si sono realmente manifestate nel mondo, dentro e fuori del web, facendo del pianeta un unico contenitore privo di isole di silenzio, e al contempo lo hanno parcellizzato, rendendo la comunicazione tra gli esseri umani da un lato più agile e istantanea, dall’altro più autoriferita: come se fossimo – e in effetti, per tanti versi, siamo – monadi iperconnesse ma fondamentalmente sole.

Don DeLillo, “Il Silenzio” – The Omega Outpost


Su OmegaOutpost una bella recensione di Oedipa_Drake a Il silenzio, ultimo romanzo di Don DeLillo che affrotna tematiche simili a quelle trattate da Giovanni Agnoloni con la sua trilogia – o quadrologia – sulla Fine di Internet, ma con sfumature sostanzialmente diverse; mentre Giovanni aveva una visione più olistica della realtà, DeLillo affronta il lutto derivato da una morte della civiltà – in questo caso quella della connessione – con uno sbigottimento quasi solipsistico. Vi lascio ad alcuni significativi stralci della recensione:

– Guardo lo specchio e non so chi è la persona che ho davanti, – diceva Martin. – La faccia che mi guarda non sembra la mia. Ma in fondo perché dovrebbe? Lo specchio è davvero una superficie riflettente? E la faccia che vedo io è la stessa che vedono anche gli altri? Oppure è qualcosa o qualcuno di mia invenzione? Sono le pillole che prendo a dare vita a quest’altra versione di me? Guardo quella faccia con interesse. Sono interessato, ma anche un po’ confuso. Capita mai anche agli altri? La faccia di ognuno di noi. Cos’è che vedono gli altri quando camminano per strada e si guardano a vicenda? La stessa cosa che vedo io? Tutte le nostre vite, tutto questo guardare. La gente che guarda. Ma cos’è che vede?

L’ultimo, atteso, romanzo di Don DeLillo ci proietta nella Manhattan del 2022, quando improvvisamente tutti gli apparecchi tecnologici e le reti (internet, cellulari, televisioni, …) si spengono. Gli schermi diventano neri e non si comprende la causa né l’estensione di questo fenomeno spiazzante. In questo contesto si intrecciano le vicende di una coppia che si trovava su un aereo, costretto a un atterraggio di emergenza, e di alcuni loro amici che li stavano aspettando per una cena durante la serata del Super Bowl.

La storia si sviluppa in una manciata di pagine e la brevità della trama fa da specchio al contenuto, allo stile, al linguaggio: scarni, minimalisti al massimo.
Chi segue e ha già letto il grande scrittore americano, non può fare a meno di notare un netto cambiamento nella sua produzione, corrispondente a un mutamento del suo stile e intenti.
Per anni i suoi romanzi arrivavano quasi all’eccesso di trama, con il suo voler delineare una visione della storia come una serie iperconnettiva di accadimenti e macchinazioni – in particolare eventi che segnavano una rottura tra il prima e il dopo, aprendo nuove possibilità al domani. Come altri grandi autori americani, c’era in DeLillo questa urgenza di raccontare, di dire, di fondare una storia solida, immagine di una realtà che aveva radici e prospettive, una direzione e un significato, e in cui l’uomo aveva il suo ruolo.

Già da alcuni anni tutto questo in DeLillo si è fatto via via più rarefatto, è mutato, la scrittura si è come ripiegata su se stessa e, quando si apre verso l’esterno, è verso un futuro ambiguo, labile, talora vuoto.
Forse il mondo attuale, con tutte le sue precarietà, ha raggiunto DeLillo, che di conseguenza non riesce – e non può – descrivere una realtà in un costante processo di abbattimento e di reimmaginazione, bensì ne vede, ne percepisce primariamente le crepe, le fragilità che conducono a un’incertezza dai contorni distopici. Le opere più recenti, e Il Silenzio ne è il culmine, sono tendenzialmente gnomiche, meditative e ascetiche nello stile e nel tono. L’approccio eziologico dei suoi romanzi di inizio e metà carriera virano verso una posizione più “profetica”. Da chiarire che siffatto “enunciato profetico” è anomalo, paradossale, come si nota bene ne Il Silenzio, è cristallizzato e freddo: non proietta prospettive sul futuro, ma pone atipicamente domande, interrogativi impliciti che non possono che non aver risposta, e di conseguenza lasciare al lettore un senso incompiuto. Perché non si hanno più risposte certe. O forse proprio risposte non ce ne sono.

Questo approccio si allaccia a uno dei temi chiave del libro.
In superficie Il Silenzio è un romanzo sulla disconnessione. Tuttavia, a un’analisi più accorta, DeLillo è interessato soprattutto all’ombra della coscienza digitale, all’impronta che la rete, la tecnologia, la costante connessione lascerebbe qualora i nostri telefoni e schermi si spegnessero. Parte dell’idea centrale del libro è che, attaccati costantemente ai nostri apparecchi, stiamo perdendo la capacità di filtrare coerentemente le informazioni, di scegliere ciò che è importante e ciò che non lo è in base alle nostre inclinazioni. La tecnologia e i suoi algoritmi lo fanno per noi, hanno parzialmente sostituito il nostro libero arbitrio, tanto che senza di essi, la realtà crolla in una involuzione, lascia attoniti alle prese con se stessi, il proprio essere soltanto umani che non siamo più in grado di gestire. Le connessioni sono state interrotte. Il denaro, la guerra, la politica, la tecnologia generano un individualismo tossico che lascia soli e ignari.

I Giganti sono tra noi – COLLECTION | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi la nuova edizione del saggio di Stephen King. Le opere segrete del Re di Rocky Wood e la ristampa di Tolkien. Light and Shadow, a cura di Giovanni Agnoloni, nella collana I GIGANTI dedicata ai libri di grande formato, rilegati con copertina rigida in preziosi volumi da collezionare. Dal 28/09 su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

VOLUME 1 Stephen King – Le opere segrete del Re di Rocky Wood – Traduzione di Daniele Bonfanti

Stephen King – Le opere segrete del Re è il monumentale saggio sulle opere edite e inedite di King. Il grande romanziere americano non ha bisogno di presentazioni, eppure la sua sterminata opera è nota soltanto in piccola parte e rappresenta la punta di un iceberg, nero e terrificante, che continua ad attirare lettori e fan da tutto il mondo.

Autore di questa titanica opera è Rocky Wood, amico e profondo conoscitore del Re, che attraverso una minuziosa opera di censimento della sterminata produzione kinghiana è riuscito a catalogare anche le opere “fantasma” (perdute, o quasi-opere), rivelandone dettagli, retroscena, curiosità e last but not least una sorpresa inedita che vi lascerà senza fiato. Traduzione a cura di Daniele Bonfanti e Cover Art di Ksenja Laginja.

LA QUARTA Chi può davvero dire di conoscere a fondo Stephen King? Il grande romanziere americano non ha bisogno di presentazioni, eppure la sua sterminata opera è nota soltanto in piccola parte e rappresenta la punta di un iceberg, nero e terrificante, che continua ad attirare lettori e fan da tutto il mondo. Rocky Wood è riuscito nella titanica impresa di scandagliare l’intera opera del re del Maine per sviscerare ogni singola storia; questa sua opera ci parla nel dettaglio di quelle meno note, anche di quelle inedite. Letture di brani mai letti prima completano il monumentale saggio, vera bibbia per chi vuole districarsi tra i pensieri oscuri di King.

L’AUTORE Rocky Wood (1959-2014) è stato un avido lettore di King dal 1977, e ha intrapreso cinque trasferte di ricerca nel Maine. È il coautore di alcune tra le opere principali su King: The Complete Guide to the Works of Stephen King (2003; 2004), candidato al premio Bram Stoker per il miglior saggio; Stephen King: the Non-Fiction (2009), candidato al premio Bram Stoker per il miglior saggio; e Stephen King: A Literary Companion (2011), vincitore del premio Bram Stoker per il miglior saggio. Ha pubblicato saggistica in tutto il mondo per trent’anni, è riconosciuto come uno dei principali esperti a livello mondiale sull’opera di King.

VOLUME 1 / Rocky Wood | Stephen King – Le opere segrete del Re Copertina di Ksenja Laginja Traduzione di Daniele Bonfanti

Kipple Officina Libraria Collana I Giganti (Vol.1) — Formato ePub e Mobi — Pag. 700 – € 5.99 — ISBN — 978-88-98953-14-1 Formato cartaceo — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-36-1

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VOLUME 2 Tolkien: Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra) di AA.VV – Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni

Tolkien: Light and Shadow un’opera saggistica che indaga il metamondo letterario creato da J. R. R. Tolkien, attraverso le principali opere come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, con la curatela di Giovanni Agnoloni. Dieci saggisti internazionali s’interrogano sui momenti cruciali e fondanti della poetica tolkeniana, estrapolandone gli aspetti più significativi del Professore di Oxford, spesso trascurati dall’esegesi mondiale. L’edizione è disponibile in versione bilingue italiano e inglese, in formato cartaceo e digitale. Le traduzioni sono a cura di Giovanni Agnoloni, la copertina è di Giorgio Agnoloni.

Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il saggio “Sulle fiabe”.

LA QUARTA Una raccolta di saggi di dieci studiosi internazionali del Legendarium di J. R. R. Tolkien, focalizzata su Luce e Ombra. Tali fili conduttori della sua produzione letteraria sono qui presi in esame come temi universali da interpretarsi in molti sensi diversi – etico, filosofico, psicologico, spirituale, storico e biografico – con ulteriori approfondimenti sulle loro innumerevoli sfumature. Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della sua vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il suo saggio Sulle fiabe. Grazie a queste penetranti e coinvolgenti riflessioni, emerge una vasta gamma di punti di vista sul suo intero opus, a conferma della sua altissima rilevanza per la storia della Letteratura, con l’ulteriore ricchezza offerta da alcune nuove intuizioni sullo spirito delle sue creazioni.

GLI AUTORI Roberto Arduini, Patrick Curry, Michaël Devaux, Michael D.C. Drout, Colin Duriez, John Garth, Thomas Honegger, Gino Scatasta, Guglielmo Spirito, Giovanni Agnoloni.

LA COLLANA I Giganti è la collana dedicata ai libri di grande formato, tra SciFi, Horror e Fantastico in ogni sua estensione, rilegati con copertina rigida in preziosi volumi da collezionare. Romanzi, antologie di racconti o saggi da possedere, sfogliare e leggere.

VOLUME 2 / AA.VV | Tolkien: Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra) – Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni – Copertina di Giorgio Agnoloni

Kipple Officina Libraria Collana I Giganti (Vol.2) — Formato ePub e Mobi — Pag. 261 – € 6.99 — ISBN vers. Italia 978-88-32179-08-8 – vers. English 978-88-32179-07-1 Formato cartaceo bilingue — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-06-4

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NeXT-Stream – l’antologia oltre i confini dei generi


Un’opera che ho amato curare, in compagnia di Lukha B. Kremo – vero creatore dell’idea – e Giovanni De Matteo, è NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, antologia multiautoriale edita da Kipple Officina Libraria che indaga le relazioni tra letteratura di genere e quella non di genere, spesso etichettata come mainstream.

L’idea di questa raccolta è ormai un patrimonio di qualche anno fa: cercare di sdoganare i connettivisti dalla fantascienza, nostro nido eletto. Non è stato facile perché siamo un movimento, prima che un “tipo di scrittura o un gruppo di tematiche”, come spesso si sente dire e negare contemporaneamente.
Abbiamo cercato di lavorare privilegiando il principio della massima inclusività possibile dei diversi approcci, con il proposito di fornire uno spaccato variegato e attendibile della complessità da cui muovevamo.
Nella selezione potrete quindi imbattervi in una raccolta eterogenea di sensibilità e di punti di vista sulla scrittura non di genere o, per meglio dire, oltre i generi: contaminazioni di poliziesco e fantascienza che gli appassionati di entrambi i generi potrebbero con qualche fatica incastrare sotto una definizione univoca: scorci del futuro narrati secondo una prospettiva iperrealista; incursioni nel surreale e nel metafisico; soluzioni riconducibili alla literary fiction. E spesso potrete trovare diversi di questi approcci all’interno dello stesso racconto, proprio come se, parafrasando una precedente pubblicazione che ci è particolarmente cara, ogni racconto non fosse altro che il frammento di una rosa olografica.
L’intento non è stato di proporre una nuova antologia dei connettivisti, bensì percorrere una strada nuova provando a definire il Movimento quasi snaturandolo, trascinandolo lontano dalla sua culla naturale, la fantascienza, e chiamandolo a fare i conti con forme letterarie diverse declinato secondo i codici della distopia o dello straniamento culturale, a seconda del racconto.
Quello che in un’ultima analisi ci interessava, era proporre un bel libro di narrativa contemporanea, al passo con i tempi che corrono.
La realtà ha altri aspetti, se la osservate bene. L’opera è disponibile sul sito della KippleOfficinaLibraria sia in digitale (3.95€) che in cartaceo (15.00€), cliccando qui.

Quindici autori hanno interpretato il tema di NeXT-Stream: Umberto Pace, Lukha B. Kremo, Filippo Carignani Battaglia, Marco Milani, Domenico Mastrapasqua, Sandro Battisti, Fernando Fazzari, Roberto Furlani, Mario Gazzola, Roberto Bommarito, Francesco Verso, Giovanni Agnoloni, Denise Bresci, Ugo Polli, Giovanni De Matteo; la copertina è di Luca Cervini.

Nel 2018 è uscito il seguito, NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue, antologia curata da Lukha B. Kremo e da Giulia Abbate, vincitrice del Premio Italia 2019, sempre in digitale (3.95€) e in cartaceo (15.00€):

La realtà contigua è un altrove che è già qui: è l’irruzione del non familiare in un contesto già spiazzante, nel quale i personaggi si muovono attingendo a competenze misteriose, istintive, seguendo pulsioni di vita, confidando nella possibilità di cogliere qualcosa di vero ovunque si trovino a vagare.
L’idea di NeXT-Stream si è concretizzata con il volume del 2015 (NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi). Si è trattato di coniugare la letteratura di genere, in particolare quella di fantascienza, contaminata, anzi miscelata con altri generi e con il mainstream. Una fantascienza light, dove i cliché dei generi sono dilatati in una storia che soprattutto mette in dubbio la propria realtà quotidiana. Una volta la chiamavano letteratura fantastica, un vasto contenitore che con il postmoderno sminuzzamento dei subgeneri molti confondono con il fantasy o il weird che in realtà ne fanno parte.
Hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream quattordici autori : Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera. Cover di Ksenja Laginja.

Il mio intervento su Anticorpi Letterari


Ecco il video integrale del mio intervento di ieri sulla pagina Facebook di AnticorpiLetterari. Grazie ancora a Giovanni Agnoloni e a tutti coloro che sono intervenuti.

 

Sandro Battisti in diretta su Anticorpi letterari – Oggi 24/4 alle 18.30


Oggi 24 aprile, alle 18.30, sarò ospite alla diretta della pagina FB di Anticorpi letterari. Sarà l’occasione per parlare di connettivismo, delle mie ultime cose, della redazione KippleOfficinaLibraria, di qualche possibile altra sorpresa. Ci vediamo lì?

Un sentito grazie a Giovanni Agnoloni.

Sandro Battisti in diretta su Anticorpi letterari – Il 24/4 alle 18.30


Venerdì 24 aprile, alle 18.30, sarò ospite alla diretta della pagina FB di Anticorpi letterari. Sarà l’occasione per parlare di connettivismo, delle mie ultime cose, della redazione KippleOfficinaLibraria, di qualche possibile altra sorpresa. Ci vediamo lì?

Un sentito grazie a Giovanni Agnoloni.

Giovanni Agnoloni presenta Tolkien, la luce e l’ombra | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

È andata in onda su FaceBook, ieri 13 aprile, un’articolata presentazione di Giovanni Agnoloni dell’opera Tolkien, la luce e l’ombra, saggio bilingue sui molteplici aspetti dell’opera del professore di Oxford, di cui è curatore e traduttore. Il tomo, disponibile su www.kipple.it anche in ebook, è il frutto di una serie di saggi di esperti tolkeniani internazionali ed è indispensabile per chiunque voglia approfondire il meraviglioso Giovanni Agnoloniworldbuilding del professore inglese, il cui figlio Christopher – curatore delle opere inedite del padre – è scomparso poche settimane fa.

Qui sotto il video integrale della presentazione.

La quarta

Una raccolta di saggi scritti da dieci studiosi internazionali del Legendarium di J. R. R. Tolkien, focalizzata su Luce e Ombra. Tali fili conduttori della sua produzione letteraria sono qui presi in esame come temi universali da interpretarsi in molti sensi diversi – etico, filosofico, psicologico, spirituale, storico e biografico – con ulteriori approfondimenti sulle loro innumerevoli sfumature. Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della sua vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il suo saggio Sulle fiabe. Grazie a queste penetranti e coinvolgenti riflessioni, emerge una vasta gamma di punti di vista sul suo intero opus, a conferma della sua altissima rilevanza per la storia della Letteratura, con l’ulteriore ricchezza offerta da alcune nuove intuizioni sullo spirito delle sue creazioni.

La collana V.

La collana V. è lo spazio speciale che la Kipple Officina Libraria riserva alle opere particolarissime, frutto di scelte editoriali che attraversano gli estesi confini dell’immaginazione, laddove non esiste classificazione e la fantasia corre sfrenata senza nessun limite o condizionamento.

AA.VV | Tolkien. Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra)

Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni Copertina di Giorgio Agnoloni

Kipple Officina Libraria Collana V. (Vol.7) — Formato ePub e Mobi — Pag. 261 – € 6.99 — ISBN vers. Italiana 978-88-32179-08-8 – vers. English 978-88-32179-07-1 Formato cartaceo — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-68-4

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"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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