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Archivio per Giovanni Agnoloni

Lankenauta | L’ultimo angolo di mondo finito


Su Lankenauta una bella recensione all’ultimo romanzo di Giovanni Agnoloni. Un estratto significativo:

Sempre scrivendo del precedente “La casa degli anonimi” avevamo evidenziato il connettivismo poco ortodosso di Agnoloni come una delle chiavi di lettura del ciclo di internet. Appare evidente se consideriamo i frequenti brani riflessivi presenti nel romanzo, la voluta commistione tra prosa e lirica, lo stile controllato che interpreta le sensibilità dei protagonisti senza cedere a  rappresentazioni violente e aggressive: un connettivismo nel quale i topoi fantascientifici assumono un’importanza molto relativa, di sicuro strumentali per rappresentare problemi del presente, del tutto reali.

Ebbene, pur in presenza del simbolismo conosciuto in “Sentieri di notte”, con “L’ultimo angolo di mondo finito” ci sembra che l’associazione di “estrapolazione scientifica e speculazione sociale”  si sia evoluta ancor più in riflessione che coniuga analisi sociologica e temi filosofici-spirituali. Di certo non un “connettivismo” – ripetiamolo – interpretabile semplicemente come sottospecie della fantascienza o comunque come declinazione di una letteratura fantastica, di consumo.

Non potrebbe essere altrimenti quando leggiamo di “Joseph, il genio che più di chiunque altro aveva saputo coniugare scienza e spirito” (pp.57). Ulteriore premessa per un cambio radicale di prospettiva, tale da introdurre “una rete senza fili non basata sull’elettromagnetismo, bensì sulle energie sottili  provenienti dagli elementi naturali e potenziata dalla meditazione” (pp.98).

Per certi versi è un po’ quello che a mia volta recensivo, mesi fa, qui. Ottimo, Giovanni, ottimo…

Giovanni Agnoloni e Il Liberto – Intervista a cuore aperto su La zona morta | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su LaZonaMorta è comparsa, a opera del sempre eccellente Filippo Radogna, una bella intervista a Giovanni Agnoloni che sviscera i contenuti e le visioni che stanno dietro al suo racconto Il liberto, recentemente uscito per la collana Spin-Off della Kipple Officina Libraria che narra le vicende dell’Impero Connettivo. Vi diamo uno stralcio dell’intervista:

Si tratta di una storia che ha quale protagonista un postumano, dal sibillino nome di Kneo. Egli è un cosiddetto poliziotto temporale al servizio dell’Impero Connettivo che tutto domina nelle profondità smisurate dello spazio siderale. L’autore ci ha fatto presente come la genesi del racconto è stata abbastanza lunga, poiché il testo è cresciuto a tratti per rivelazioni provenienti dal suo profondo che apparentemente possono sembrare disconnesse tra loro, ma hanno un’ottima unitarietà. “Dalle prime idee – ha asserito – sono passati almeno due anni, ma la stesura, alternata da altri lavori di scrittura e di traduzione, ha richiesto circa un anno”.

Ma chi è il liberto? Qual è la sua identità? E qual è il suo ruolo e soprattutto il suo incarico? “La sua missione – ci ha risposto Giovanni Agnoloni – è cercare un’anomalia, situata in un momento specifico dell’arco temporale delle vicende dell’Impero Romano, ovvero un nucleo di ribellione o disordine suscettibile di alterare la stabilità del potere del “New Connective Empire”, la parte materiale dell’Impero Connettivo, che nella saga ideata da Sandro Battisti è retta dal postumano Sillax per conto dell’imperatore Totka_II”.

Qui sotto i dati salienti dell’opera.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, una singolare trama di ricorrenze energetiche permea la ricerca di un poliziotto temporale, inviato direttamente dallo stesso reggente Sillax per verificare la minaccia di un’Anomalia incombente, che ne insidia il potere: riuscirà l’agente Kneo nel suo compito? Quali sono gli effetti indesiderati che si scatenano in un’operazione poliziesca e politica che ha a che fare con le massime illusioni dello spazio e del tempo? Kneo lo imparerà presto sulla sua pelle modificata.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Giovanni Agnoloni | Il liberto
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-76-9

Link

GIOVANNI AGNOLONI A “LINEA NOTTE” (RAI 3) | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Ed ecco il video della trasmissione di Rai3 Linea Notte, in cui Giovanni Agnoloni è stato coinvolto due giorni fa. Intervento fantastico…

“L’ultimo angolo di mondo finito” a “Linea Notte” | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Dal blog di Giovanni Agnoloni la segnalazione che stasera tra mezzanotte e l’una sarà su RAI3, a Linea Notte, per parlare del suo ultimo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito. Nonostante l’ora, l’occasione è ghiotta per conoscere altre suggestioni della sua Trilogia (o meglio Quadrilogia) della Fine di Internet.

Il “realismo arricchito” nella ricerca letteraria di Giovanni Agnoloni | Poesia, di Luigia Sorrentino


Bella e forbita intervista a Giovanni Agnoloni da parte di Luigia Sorrentino, sul blog poetico di RaiNews. Eccone uno stralcio:

Forse la sua narrazione è anche una chiave di accesso a un’altra dimensione di realismo. È corretta questa espressione?

È proprio questo il punto. A me piace palare di “realismo arricchito”, che è un’espressione che fa un po’ il verso (ribaltandone la portata) a un’altra in voga nel milieu tecnologico, ovvero “realtà aumentata”. Quest’ultima sta a indicare l’effetto prodotto da alcuni dispositivi e software che inseriscono in immagini del mondo reale figure virtuali, che finiscono per interagire con la percezione della realtà, come per esempio è accaduto con un ben noto giochino diffuso sugli smartphone tempo fa, e che per fortuna mi pare aver già esaurito la sua folata modaiola. Io parlo di qualcosa di ben diverso: “realismo arricchito” è una forma letteraria di percezione del mondo in cui viviamo, ma còlto, per così dire, in una chiave inconsueta. Penso ad esempio all’introduzione di elementi surreali, come – nel mio nuovo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito – gli ologrammi-copia, che sono riproduzioni impalpabili ma identiche di ogni singolo individuo, che lo seguono ovunque suggerendogli sempre la cosa migliore per lui. Sono stati creati dai signori del Sistema tecnologico per rendere le persone isolate le une dalle altre, appagate di se stesse in una sorta di koros, e di vera e propria ybris (tracotanza), postmoderni, funzionali anche a compiere determinate scelte commerciali e politiche. Fantascienza? No, solo “esagerazione” – in chiave espressionistica – di qualcosa che, sia pur non esattamente così, esiste già: non solo, intendo dire, l’uso della tecnologia olografica, che per esempio in campo architettonico viene già applicata, ma soprattutto il fatto che la Rete tende a costruire identità falsate, spesso per diretta volontà dei soggetti interessati, che cercano di offrire un’immagine di sé migliore o più intrigante della realtà, o per induzione di un sistema di omologazione nella corsa all’apparenza, che è indotto da abitudini pigre e ripetitive, consistenti nell’imitare passivamente quello che fanno gli altri. Il risultato è l’appannamento delle facoltà critiche e il venir meno del presupposto essenziale della vera Conoscenza, che è appunto la conoscenza di sé. Uscire leggermente dagli schemi di un realismo “fotografico” per trovare, in queste sue versioni alterate, uno spunto per riscoprire se stessi e il mondo al di fuori delle finte verità preconfezionate e “di moda”, è opera di forte realismo.

Questa è solo una delle domande che Luigia ha posto a Giovanni, che scavano nella sua complessa struttura artistica per estrapolarne l’uomo, l’anima empatica e spontanea che Agnoloni possiede, anzi è.

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” AL SALONE DEL LIBRO | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Sul blog di Giovanni Agnoloni la segnalazione della presentazione del suo Ultimo angolo di mondo finito alla Fiera del Libro di Torino, la settimana prossima; ecco i dettagli:

Sabato 20 maggio, alle ore 18,00, a Torino, presso il Salone Internazionale del Libro (Padiglione Cartacanta – Pad. 3 – Spazi S51-R32), presenterò il mio romanzo L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) insieme allo scrittore e critico letterario Giuseppe Iannozzi, e contestualmente presenterò la sua raccolta poetica Donne e parole (Ass. Culturale Il Foglio).

Giovanni, siamo tutti con te. Auguri intensi…

 

L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO di Giovanni Agnoloni (intervista all’autore) | letteratitudinenews


Bellissima segnalazione per Giovanni Agnoloni riguarda una sua intervista comparsa sul blog di Massimo Maugeri. Domande calzanti e per niente banali, ma questo sì, era previsto. Un estratto, tanto per capire di cosa parliamo:

 – Siamo nel 2029. Il romanzo si snoda partendo da due pilastri fondamentali di natura “territoriale”. Il primo riguarda l’Europa, dove Internet non funziona più da quasi quattro anni, la crisi della comunicazione si è estesa alla telefonia e le principali città sono state invase da ologrammi intelligenti (“cloni” immateriali in grado di orientare il comportamento delle persone). Negli Stati Uniti, invece, il sabotaggio della Rete ordito dal movimento degli Anonimi è fallito, e Internet è rinato grazie a un progetto di copertura wireless mediante l’uso di droni. Da cosa discendono le differenze degli esiti della “crisi di Internet” tra il vecchio e il nuovo continente?

L’idea di fondo, presente già in Sentieri di notte e sviluppata poi ne La casa degli anonimi, è che il mondo si sia evoluto – tecnologicamente – a velocità e in modi diversi nelle varie macro-regioni continentali o sub-continentali, poi divenute progressivamente sempre più lontane e incapaci di comunicare, anche a distanze relativamente brevi, sia pur solo con l’uso del telefono. In Europa nel 2025, all’inizio della mia saga, già esistevano due macro-zone (Nord e Sud), poi pretestuosamente fuse dalla Macros (la multinazionale che gestiva tutta la Rete e l’erogazione energetica), per togliere subito dopo la corrente e lasciare l’Europa al buio, onde tentare di conquistare il potere assoluto. Due anni dopo, gli Anonimi, sabotatori informatici, ottengono lo stesso risultato nel Nord America e nel Nord Africa, ma con un’intenzione opposta: impedire che anche lì nascano pericolose concentrazioni di potere. Il fatto, però, è che il sabotaggio da loro ordito non avrebbe impedito al governo americano di creare una nuova Rete, diffusa (sia pur “a pezze”) attraverso maxi-ripetitori moltiplicati da droni che “pattugliano” il cielo degli Stati Uniti. Questa è la situazione oltreoceano, nell’aprile del 2029, quando si svolgono le vicende de L’ultimo angolo di mondo finito. In Europa, invece, internet non è mai ripartito (l’erogazione energetica sì). Tuttavia, vari epigoni della Macros hanno diffuso già da due anni un’altra inquietante forma di controllo delle menti: ologrammi identici ai cittadini europei, che fanno loro da maestri-amici, dandogli tutte le risposte di cui hanno bisogno e finendo così per isolarli dagli altri e renderli essi stessi “ombre” facilmente manovrabili.

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