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Archivio per Giovanni Agnoloni

I Giganti sono tra noi – COLLECTION | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi la nuova edizione del saggio di Stephen King. Le opere segrete del Re di Rocky Wood e la ristampa di Tolkien. Light and Shadow, a cura di Giovanni Agnoloni, nella collana I GIGANTI dedicata ai libri di grande formato, rilegati con copertina rigida in preziosi volumi da collezionare. Dal 28/09 su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

VOLUME 1 Stephen King – Le opere segrete del Re di Rocky Wood – Traduzione di Daniele Bonfanti

Stephen King – Le opere segrete del Re è il monumentale saggio sulle opere edite e inedite di King. Il grande romanziere americano non ha bisogno di presentazioni, eppure la sua sterminata opera è nota soltanto in piccola parte e rappresenta la punta di un iceberg, nero e terrificante, che continua ad attirare lettori e fan da tutto il mondo.

Autore di questa titanica opera è Rocky Wood, amico e profondo conoscitore del Re, che attraverso una minuziosa opera di censimento della sterminata produzione kinghiana è riuscito a catalogare anche le opere “fantasma” (perdute, o quasi-opere), rivelandone dettagli, retroscena, curiosità e last but not least una sorpresa inedita che vi lascerà senza fiato. Traduzione a cura di Daniele Bonfanti e Cover Art di Ksenja Laginja.

LA QUARTA Chi può davvero dire di conoscere a fondo Stephen King? Il grande romanziere americano non ha bisogno di presentazioni, eppure la sua sterminata opera è nota soltanto in piccola parte e rappresenta la punta di un iceberg, nero e terrificante, che continua ad attirare lettori e fan da tutto il mondo. Rocky Wood è riuscito nella titanica impresa di scandagliare l’intera opera del re del Maine per sviscerare ogni singola storia; questa sua opera ci parla nel dettaglio di quelle meno note, anche di quelle inedite. Letture di brani mai letti prima completano il monumentale saggio, vera bibbia per chi vuole districarsi tra i pensieri oscuri di King.

L’AUTORE Rocky Wood (1959-2014) è stato un avido lettore di King dal 1977, e ha intrapreso cinque trasferte di ricerca nel Maine. È il coautore di alcune tra le opere principali su King: The Complete Guide to the Works of Stephen King (2003; 2004), candidato al premio Bram Stoker per il miglior saggio; Stephen King: the Non-Fiction (2009), candidato al premio Bram Stoker per il miglior saggio; e Stephen King: A Literary Companion (2011), vincitore del premio Bram Stoker per il miglior saggio. Ha pubblicato saggistica in tutto il mondo per trent’anni, è riconosciuto come uno dei principali esperti a livello mondiale sull’opera di King.

VOLUME 1 / Rocky Wood | Stephen King – Le opere segrete del Re Copertina di Ksenja Laginja Traduzione di Daniele Bonfanti

Kipple Officina Libraria Collana I Giganti (Vol.1) — Formato ePub e Mobi — Pag. 700 – € 5.99 — ISBN — 978-88-98953-14-1 Formato cartaceo — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-36-1

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VOLUME 2 Tolkien: Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra) di AA.VV – Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni

Tolkien: Light and Shadow un’opera saggistica che indaga il metamondo letterario creato da J. R. R. Tolkien, attraverso le principali opere come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, con la curatela di Giovanni Agnoloni. Dieci saggisti internazionali s’interrogano sui momenti cruciali e fondanti della poetica tolkeniana, estrapolandone gli aspetti più significativi del Professore di Oxford, spesso trascurati dall’esegesi mondiale. L’edizione è disponibile in versione bilingue italiano e inglese, in formato cartaceo e digitale. Le traduzioni sono a cura di Giovanni Agnoloni, la copertina è di Giorgio Agnoloni.

Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il saggio “Sulle fiabe”.

LA QUARTA Una raccolta di saggi di dieci studiosi internazionali del Legendarium di J. R. R. Tolkien, focalizzata su Luce e Ombra. Tali fili conduttori della sua produzione letteraria sono qui presi in esame come temi universali da interpretarsi in molti sensi diversi – etico, filosofico, psicologico, spirituale, storico e biografico – con ulteriori approfondimenti sulle loro innumerevoli sfumature. Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della sua vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il suo saggio Sulle fiabe. Grazie a queste penetranti e coinvolgenti riflessioni, emerge una vasta gamma di punti di vista sul suo intero opus, a conferma della sua altissima rilevanza per la storia della Letteratura, con l’ulteriore ricchezza offerta da alcune nuove intuizioni sullo spirito delle sue creazioni.

GLI AUTORI Roberto Arduini, Patrick Curry, Michaël Devaux, Michael D.C. Drout, Colin Duriez, John Garth, Thomas Honegger, Gino Scatasta, Guglielmo Spirito, Giovanni Agnoloni.

LA COLLANA I Giganti è la collana dedicata ai libri di grande formato, tra SciFi, Horror e Fantastico in ogni sua estensione, rilegati con copertina rigida in preziosi volumi da collezionare. Romanzi, antologie di racconti o saggi da possedere, sfogliare e leggere.

VOLUME 2 / AA.VV | Tolkien: Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra) – Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni – Copertina di Giorgio Agnoloni

Kipple Officina Libraria Collana I Giganti (Vol.2) — Formato ePub e Mobi — Pag. 261 – € 6.99 — ISBN vers. Italia 978-88-32179-08-8 – vers. English 978-88-32179-07-1 Formato cartaceo bilingue — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-06-4

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NeXT-Stream – l’antologia oltre i confini dei generi


Un’opera che ho amato curare, in compagnia di Lukha B. Kremo – vero creatore dell’idea – e Giovanni De Matteo, è NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, antologia multiautoriale edita da Kipple Officina Libraria che indaga le relazioni tra letteratura di genere e quella non di genere, spesso etichettata come mainstream.

L’idea di questa raccolta è ormai un patrimonio di qualche anno fa: cercare di sdoganare i connettivisti dalla fantascienza, nostro nido eletto. Non è stato facile perché siamo un movimento, prima che un “tipo di scrittura o un gruppo di tematiche”, come spesso si sente dire e negare contemporaneamente.
Abbiamo cercato di lavorare privilegiando il principio della massima inclusività possibile dei diversi approcci, con il proposito di fornire uno spaccato variegato e attendibile della complessità da cui muovevamo.
Nella selezione potrete quindi imbattervi in una raccolta eterogenea di sensibilità e di punti di vista sulla scrittura non di genere o, per meglio dire, oltre i generi: contaminazioni di poliziesco e fantascienza che gli appassionati di entrambi i generi potrebbero con qualche fatica incastrare sotto una definizione univoca: scorci del futuro narrati secondo una prospettiva iperrealista; incursioni nel surreale e nel metafisico; soluzioni riconducibili alla literary fiction. E spesso potrete trovare diversi di questi approcci all’interno dello stesso racconto, proprio come se, parafrasando una precedente pubblicazione che ci è particolarmente cara, ogni racconto non fosse altro che il frammento di una rosa olografica.
L’intento non è stato di proporre una nuova antologia dei connettivisti, bensì percorrere una strada nuova provando a definire il Movimento quasi snaturandolo, trascinandolo lontano dalla sua culla naturale, la fantascienza, e chiamandolo a fare i conti con forme letterarie diverse declinato secondo i codici della distopia o dello straniamento culturale, a seconda del racconto.
Quello che in un’ultima analisi ci interessava, era proporre un bel libro di narrativa contemporanea, al passo con i tempi che corrono.
La realtà ha altri aspetti, se la osservate bene. L’opera è disponibile sul sito della KippleOfficinaLibraria sia in digitale (3.95€) che in cartaceo (15.00€), cliccando qui.

Quindici autori hanno interpretato il tema di NeXT-Stream: Umberto Pace, Lukha B. Kremo, Filippo Carignani Battaglia, Marco Milani, Domenico Mastrapasqua, Sandro Battisti, Fernando Fazzari, Roberto Furlani, Mario Gazzola, Roberto Bommarito, Francesco Verso, Giovanni Agnoloni, Denise Bresci, Ugo Polli, Giovanni De Matteo; la copertina è di Luca Cervini.

Nel 2018 è uscito il seguito, NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue, antologia curata da Lukha B. Kremo e da Giulia Abbate, vincitrice del Premio Italia 2019, sempre in digitale (3.95€) e in cartaceo (15.00€):

La realtà contigua è un altrove che è già qui: è l’irruzione del non familiare in un contesto già spiazzante, nel quale i personaggi si muovono attingendo a competenze misteriose, istintive, seguendo pulsioni di vita, confidando nella possibilità di cogliere qualcosa di vero ovunque si trovino a vagare.
L’idea di NeXT-Stream si è concretizzata con il volume del 2015 (NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi). Si è trattato di coniugare la letteratura di genere, in particolare quella di fantascienza, contaminata, anzi miscelata con altri generi e con il mainstream. Una fantascienza light, dove i cliché dei generi sono dilatati in una storia che soprattutto mette in dubbio la propria realtà quotidiana. Una volta la chiamavano letteratura fantastica, un vasto contenitore che con il postmoderno sminuzzamento dei subgeneri molti confondono con il fantasy o il weird che in realtà ne fanno parte.
Hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream quattordici autori : Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera. Cover di Ksenja Laginja.

Il mio intervento su Anticorpi Letterari


Ecco il video integrale del mio intervento di ieri sulla pagina Facebook di AnticorpiLetterari. Grazie ancora a Giovanni Agnoloni e a tutti coloro che sono intervenuti.

 

Sandro Battisti in diretta su Anticorpi letterari – Oggi 24/4 alle 18.30


Oggi 24 aprile, alle 18.30, sarò ospite alla diretta della pagina FB di Anticorpi letterari. Sarà l’occasione per parlare di connettivismo, delle mie ultime cose, della redazione KippleOfficinaLibraria, di qualche possibile altra sorpresa. Ci vediamo lì?

Un sentito grazie a Giovanni Agnoloni.

Sandro Battisti in diretta su Anticorpi letterari – Il 24/4 alle 18.30


Venerdì 24 aprile, alle 18.30, sarò ospite alla diretta della pagina FB di Anticorpi letterari. Sarà l’occasione per parlare di connettivismo, delle mie ultime cose, della redazione KippleOfficinaLibraria, di qualche possibile altra sorpresa. Ci vediamo lì?

Un sentito grazie a Giovanni Agnoloni.

Giovanni Agnoloni presenta Tolkien, la luce e l’ombra | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

È andata in onda su FaceBook, ieri 13 aprile, un’articolata presentazione di Giovanni Agnoloni dell’opera Tolkien, la luce e l’ombra, saggio bilingue sui molteplici aspetti dell’opera del professore di Oxford, di cui è curatore e traduttore. Il tomo, disponibile su www.kipple.it anche in ebook, è il frutto di una serie di saggi di esperti tolkeniani internazionali ed è indispensabile per chiunque voglia approfondire il meraviglioso Giovanni Agnoloniworldbuilding del professore inglese, il cui figlio Christopher – curatore delle opere inedite del padre – è scomparso poche settimane fa.

Qui sotto il video integrale della presentazione.

La quarta

Una raccolta di saggi scritti da dieci studiosi internazionali del Legendarium di J. R. R. Tolkien, focalizzata su Luce e Ombra. Tali fili conduttori della sua produzione letteraria sono qui presi in esame come temi universali da interpretarsi in molti sensi diversi – etico, filosofico, psicologico, spirituale, storico e biografico – con ulteriori approfondimenti sulle loro innumerevoli sfumature. Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della sua vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il suo saggio Sulle fiabe. Grazie a queste penetranti e coinvolgenti riflessioni, emerge una vasta gamma di punti di vista sul suo intero opus, a conferma della sua altissima rilevanza per la storia della Letteratura, con l’ulteriore ricchezza offerta da alcune nuove intuizioni sullo spirito delle sue creazioni.

La collana V.

La collana V. è lo spazio speciale che la Kipple Officina Libraria riserva alle opere particolarissime, frutto di scelte editoriali che attraversano gli estesi confini dell’immaginazione, laddove non esiste classificazione e la fantasia corre sfrenata senza nessun limite o condizionamento.

AA.VV | Tolkien. Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra)

Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni Copertina di Giorgio Agnoloni

Kipple Officina Libraria Collana V. (Vol.7) — Formato ePub e Mobi — Pag. 261 – € 6.99 — ISBN vers. Italiana 978-88-32179-08-8 – vers. English 978-88-32179-07-1 Formato cartaceo — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-68-4

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Giovanni Agnoloni e il suo “Viale dei silenzi” (Arkadia editore). Intervista di Iannozzi Giuseppe | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Bella intervista di Giuseppe Iannozzi a Giovanni Agnoloni; uno stralcio della chiacchierata:

Giovanni Agnoloni, è da poco uscito Viale dei silenzi (Arkadia editore), un romanzo decisamente diverso rispetto ai tuoi precedenti lavori. Sei passato dai romanzi distopici a una letteratura decisamente realistica, con poche incursioni visionarie. Quale necessità ti ha spinto a cambiare la tua rotta letteraria, in maniera quasi drastica?

– In realtà era da tempo che avevo “in corpo” questa svolta. A prescindere dal fatto che ho sempre considerato i miei lavori distopici non tanto come una manifestazione di uno spirito fantascientifico – o fantastico in senso lato – ma come una forma di “realismo arricchito” (arricchito per l’appunto da alcuni stilemi non appartenenti al realismo tout court, allo scopo di enucleare contenuti attinenti ai rischi di un’evoluzione tecnologica fuori controllo). Certamente ora, a parte qualche pagina dai tratti lievemente surreali, l’impianto è realistico al 100%. A ben vedere, però, è imbevuto di tante atmosfere e di una sensibilità metafisica che impregnava di sé già i miei romanzi della quadrilogia della “fine di internet”, editi da Galaad Edizioni. Tanto lì quanto in Viale dei silenzi, infatti, il fil rouge sottile ma inossidabile è quello dell’energia sottile dei luoghi e degli ambienti, che riverbera e amplifica le note caratteristiche dell’interiorità dei personaggi, alimentando una trama intimistica – e sia pur riflessa su uno scenario sociale ampio e differenziato – che viene formandosi proprio seguendo l’ispirazione di quei temi di fondo.

Leggendo il tuo Viale dei silenzi, non ho potuto fare a meno di pensare a certi lavori di Arthur Schnitzler. In sintesi, Viale dei silenzi è un romanzo che racconta destini che si incrociano e si scontrano, non è forse così?

– Quando scrivo, non penso (per lo meno non a livello cosciente) a un “modello” letterario, né (se non nella fase di editing, quando subentra il labor limae anche a scopo di chiarezza) a chi mi leggerà. Cerco piuttosto di attenermi con la massima onestà possibile a una sorta di tema o melodia interiore, o comunque a un’armonia di temi, atmosfere e situazioni che germinano da sole dentro di me, traendo alimento dalle mie letture, dai miei viaggi e dai miei percorsi interiori. Poi, chiaramente, le risonanze con questo o quell’autore si possono anche individuare, e se guardiamo al tema dell’incrociarsi e dello scontrarsi di diversi destini (che è un tratto ricorrente nei miei lavori), certamente ti do ragione (anche perché Schnitzler era pure un drammaturgo, e Viale dei silenzi, pur non concepito a tale scopo, ha uno spirito tutto sommato “teatrale” e si presterebbe a una trasposizione in tal senso – procede per scene, è scritto in prima persona e contiene parti in seconda, dove il mio protagonista Roberto si rivolge a suo padre).

I tuoi personaggi sono sempre molto realistici, e quelli de Il viale dei silenzi lo sono in modo particolare. Come ti regoli per modellare i tuoi soggetti?

– Prima di iniziare a scrivere un romanzo (e magari mentre scrivo altre cose) seguo sempre un percorso di gestazione intima, in cui il mio mondo interiore e le suggestioni provenienti da persone che ho conosciuto si fondono e si differenziano in una miscela a densità variabile e dagli esiti imprevedibili. Sono come i mattoni elementari della costruzione di una personalità che, via via che scrivo, mi si rivela – come del resto fa la trama – nella sua logica inequivocabile: tanto che potrebbe essere solo quella e nessun’altra. Quindi non seguo proprio un metodo, ma semmai mi fido di una sensibilità musicale (alimentata anche dai miei studi di chitarra classica) che è utile non solo dal punto di vista stilistico, ma prima di tutto da quello armonico e psicologico. Ogni tratto del carattere, così come ogni atmosfera di luoghi, infatti, ha una sua frequenza specifica, ovvero è fondamentalmente un accordo – ora minore, ora maggiore – che deve inserirsi in un discorso “musicale” coerente.

I tuoi personaggi non possono fare a meno di subire l’influenza dei luoghi in cui si trovano. «Ci vuole la ricchezza d’esperienze del realismo e la profondità di sensi del simbolismo. Tutta l’arte è un problema di equilibrio fra due opposti.»: così scriveva Cesare Pavese ne Il mestiere di vivere. Giovanni Agnoloni, in questo tuo ultimo romanzo ravviso dei chiari elementi pavesiani oltre a una più o meno marcata lanterninosofia.

Pavese è senza dubbio un autore a me caro, anche per la vivida delicatezza (per quanto possa – erroneamente – sembrare un ossimoro) con cui descrive gli ambienti. E trovo che questa tua citazione da Il mestiere di vivere sia perfetta per fotografare una delle mie convinzioni più profonde. Il simbolo è insito nella realtà, dunque non vi è realismo che ne sia privo, o rappresentazione surreale/alterata della realtà che non si radichi, appunto, nel reale. Certo, l’equilibrio tra queste due componenti può essere più o meno efficace: troppo realismo, ed ecco che il racconto può perdere di forza di suggestione; troppo simbolismo, e può mancare di concretezza. In me, per la mia storia e il mio percorso di scrittore, c’è sempre stata una sorta di baricentro intuitivo che, se nei miei romanzi distopici era un po’ più spostato verso il “polo” del simbolo, in Viale dei silenzi tende più verso il realismo. Ma la verità è che le due componenti sono coessenziali l’una all’altra.

 

SANDRO BATTISTI, “L’IMPERO RESTAURATO” | La poesia e lo spirito


Da LaPoesiaLoSpirito presento di nuovo, visto lo spunto di ieri, una recensione al mio L’impero restaurato, romanzo che ha vinto in tandem il Premio Urania 2014. Alcuni estratti dalla critica di Giovanni Agnoloni. Che ringrazio.

Il tema di fondo, ovvero l’interazione tra la dominante e intrusiva personalità dell’imperatore dell’Impero Connettivo Totka_II e Giustiniano, imperatore romano d’Oriente, e la sua consorte Teodora, oggetto delle sue mire sessuali (ovviamente, per un tramite mentale), è essenzialmente un pretesto – sia pur articolato con grande dettaglio – per esplicare al massimo le potenzialità dell’intuizione creativa di Battisti: un impero retto da immortali che attingono a una sapienza ancestrale il potere che consente loro di reggere – e mutare – le sorti di sistemi di potere succedutisi nel corso della storia “rettilinea” (anche) della Terra. E, nel far questo, si servono di soggetti postumani – come il plenipotenziario Sillax -, ovvero uomini che hanno progressivamente rinunciato a parti del loro holos biologico per lasciare spazio a integrazioni meccaniche, sintetiche e perfino puramente energetiche, tali da prolungare pressoché indefinitamente il loro ciclo vitale.

In particolare, qui, l’aspetto interessante sta nella fascinazione irresistibile che Totka_II subisce da parte dell’avvenente moglie di Giustiniano. Quasi un’“invidia” della mortalità e della sia pur transitoria bellezza che essa porta con sé. Inoltre, dal punto di vista terrestre – e perciò di una circoscritta finestra spaziotemporale – è estremamente significativo il modo sottile e trasversale in cui Totka_II e i “suoi” intervengono nelle vicende umane: con lievi ma inequivocabili sfrangiature di ambiente e di atmosfera, segnali di allarme che rimandano a un oltre di eventi che sfuggono alle limitate facoltà terrene. È qui che la fantasia di Sandro Battisti si spinge nei territori della (o confinanti con la) fisica quantistica, con un’implicita apertura alla teoria del multiverso.

Il fascino segreto di questo romanzo breve sta nella sua capacità di raccogliere ed esprimere tutti questi spunti con un linguaggio poetico che è figlio di un’ispirazione “canalizzata”, “ricevuta”, non costruita a tavolino o frutto di gagliarde tecniche di editing. È espressione di una narrativa autenticamente lirica, che attinge al territorio del mito, confermando la portata archetipica – e filosofica – del movimento connettivista.

Lankenauta | Chroma


Su Lankenauta la recensione a Chroma, romanzo di Emilio Gordillo. Vi lascio ad alcuni stralci della valutazione di Giovanni Agnoloni.

Chroma, di Emilio Gordillo, non è un libro facile. Ma è un ottimo libro. Sospeso tra orizzonti distopici, citazioni letterarie e un immaginario che ha molto di surrealistico, possiamo dire che prescinde quasi totalmente dall’idea di una trama lineare, anche se una trama ce l’ha, e in sé piuttosto semplice: il viaggio di un figlio (Santiago) per raggiungere il padre affetto da una malattia mentale. Il fatto, però, è che questo tragitto – o forse sarebbe più corretto definirlo un transito – per Santiago del Cile (significativa l’assonanza con il nome del protagonista) viene complicato e reso straniante da tutta una serie di fattori interferenti che si riconducono a tre elementi, come ben spiegato nella postfazione dagli ottimi traduttori e curatori Lorenzo Mari ed Eugenio Santangelo: la sovrapposizione alla realtà degli effetti dell’impiego di una tecnica digitale, il “Chroma Key”, capace di modificare e “imbevere” le immagini di uno sfondo verde-blu; l’interporsi ai fatti e alla visione del mondo degli effetti del TPM, o “Total Productive Maintenance”, un sistema di organizzazione del lavoro industriale che presuppone il pressoché totale assoggettamento della forza-lavoro alle esigenze produttive, attraverso l’estremizzazione del concetto di flessibilità; e, infine, il degenerare e il diramarsi incontrollato di una metropolitana-mostro, capace quasi di insinuarsi nel pensiero, turbando e confondendo.

Gordillo è senza dubbio un autore assai colto, che intreccia al proprio stile ornato ed evocativo rimandi espliciti a vari poeti, come il cileno Nicanor Parra e l’argentino Héctor Viel Temperley. Il suo è un procedere per immagini cariche di una simbologia profondamente intrisa di cultura sudamericana. Al contempo, però, non gli è estranea la capacità di sollecitare la sfera intuitiva dei lettori mediante metafore e note descrittive tutt’altro che scontate, che ricordano l’andamento e le suggestioni di un padre del Cyberpunk, William Gibson.

Giovanni Agnoloni, “Viale dei silenzi” – Poesia, di Luigia SorrentinoPoesia, di Luigia Sorrentino


Nuova recensione per Viale dei silenzi, il nuovo romanzo di Giovanni Agnoloni uscito per Arkadia. Giorgio Galli firma la critica, ed è un bel leggere. Un passo:

Recentissima uscita della collana “Senza rotta” di Arkadia, Viale dei silenzi è il primo romanzo non fantastico di Giovanni Agnoloni. Un romanzo breve, di 131 pagine, ma denso. Nella prima parte sembra senza direzione, ancorato al monologo interiore di un protagonista bloccato in se stesso. Il protagonista è uno scrittore, è di Firenze e gira per le residenze letterarie di mezzo mondo proprio come Agnoloni. Ma non è Agnoloni. È, invece, un personaggio ricorrente della sua narrativa: il giovane segnato dalla scomparsa di una persona importante e che per tutta risposta si è chiuso in se stesso. È sprofondato nel proprio mondo interiore come in un luogo sicuro rispetto a un mondo che fa apparire e scomparire suo padre in modo misterioso. Ma, dopo quattro anni da quel trauma, anche il mondo interiore si è fatto scivoloso, infido, per nulla rassicurante. Egli avverte la necessità di indagare in modo attivo quella scomparsa. Non gli basta più parlare col padre nel proprio monologo interiore. E la prima identità altra con cui si incontra è quella di una persona che cerca, proprio come lui. Da quell’incontro prende le mosse un romanzo che da un Io egotistico muove verso il Noi, dalla dimensione individuale verso una desiderata coralità.

Agnoloni si conferma scrittore capace di costruire trame avvincenti con pochi elementi basilari. Elementi che ricorrono in tutta la sua narrativa come vere e proprie ossessioni: il viaggio, l’incontro fra un uomo e una donna che cercano, la casa “alla fine del mondo” in cui i protagonisti si ritrovano. Questi topoi narrativi che avevamo già conosciuto nella tetralogia “della fine di Internet”, tornano qui in un universo apparentemente privo di contatto col precedente.

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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