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Archivio per Giovanni De Matteo

YouWorld, il sesso artificiale del futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova edizione per YouWorld, il romanzo breve di Giovanni De Matteo e Lanfranco Fabriani già uscito anni fa su Urania e ora riveduto e ampliato per Delos Digital. Due Premi Urania assieme, e il risultato è deflagrante, disturbante.

Se l’apertura di una casa di tolleranza con donne di plastica vi ha sconcertato, aspettate di vedere cosa accadrà in futuro, quando pagando bene potrete avere le grandi dive del cinema, da Marilyn Monroe a Gwineth Paltrow, in versione artificiale ovviamente. Senza più freni, senza più limiti, come cambierà la società il mercato del sesso sintetico? Due grandi autori italiani, entrambi vincitori del Premio Urania, vi raccontano uno scenario tanto allucinante quanto plausibile.

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Anteprima del nuovo numero di NeXT-Station


Tornano gli interventi su NeXT-Station. Un lauto antipasto del numero nuovo che presumibilmente uscirà a settembre, con una splendida sorpresa, ma solo per chi non la conosceva già: un magnifico racconto sul concetto di memoria scritto da Linda De Santi; poi il mio contributo per la rubrica Pulse, che racconta dei concerti del passato (quindi anche qui si va sul filo della memoria). Infine, un grandioso contributo di Roberto Paura che racconta di Nils Aall Barricelli e dei suoi modelli di machine learning.

Buona lettura, e vacanze, da parte di NeXT-Station, dai suoi curatori Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti.

Premio Odissea IX Edizione: il vincitore | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del vincitore del IX Premio Odissea, indetto da Delos Digital ogni anno e riservato a romanzi di Fantascienza. Il vincitore, anzi i vincitori, sono Emanuele Boccianti e Luca Persiani, che con Futuro invisibile hanno convinto la giuria; inoltre, la stessa giuria fa i complimenti anche agli altri finalisti, ovvero Karma City Blues di Giovanni De Matteo, Korchin e l’odio di Lukha B. Kremo, Zona d’ombra di Matteo Barbieri e Il viaggio di Lea di Giorgia Simoncelli. I primi due, Karma City Blues e Korchin e l’odio, saranno pubblicati in autunno in Odissea Digital Fantascienza.

Complimenti ai vincitori e complimenti anche ai finalisti, romanzi che personalmente fremo già di leggere.

Dittatura dei big data: come sopravvivere – Quaderni d’Altri Tempi


Su Quaderni d’Altri Tempi una bella e dettagliata recensione, di Giovanni De Matteo, a Datacrazia, il saggio della D Editore che indaga la realtà dei Big Data, ovvero la capacità di immagazzinare dati personali operata da grandi (ma anche piccole) aziende operanti su Internet. Un estratto della recensione di Giovanni:

“Chi ha in mano i big data sa tutto di noi, della nostra situazione personale, della nostra vita privata, della ricchezza, delle scelte politiche e culturali, delle idee, dei consumi” (de Kerckhove, in Governato, 2017).

In un mondo in cui chiunque si ritrova a portata di mano una quantità di dati maggiore di quanto possa gestire (a meno di non essere una delle aziende che ha fatto dell’estrazione di valore dai dati la sua missione), un libro come questo curato da Daniele Gambetta, matematico e freelance, collaboratore al gruppo di ricerca indipendente HackMedia, può servire da bussola per ritrovare la rotta tra le correnti oceaniche di fake news, i venti di burrasca della post-verità e le insidie del Quadrilatero Digitale.

Il potere dei big data
Le strategie di profilazione adottate dai giganti dell’hi-tech attraverso le pressioni del marketing, specie nella sua emergente combinazione con le neuroscienze e la psicologia, il neuromarketing (si veda il contributo al volume di Giorgio Griziotti, Big emotional data), interagiscono con gli utenti e ne condizionano i comportamenti in maniera tanto diretta ed efficace da trascendere i sogni di qualsiasi governo.
In uno scenario in cui il fatturato combinato delle cosiddette Big Four (o GAFA – dalle loro iniziali: Google, Apple, Facebook, Amazon) ha eguagliato il PIL del Belgio, venticinquesimo paese per ricchezza al mondo secondo il ranking stilato dal Fondo Monetario Internazionale, si può facilmente intuire il pericolo che stiamo correndo legittimando quotidianamente la raccolta dei nostri dati.
Fin dalla sua introduzione, il curatore richiama l’attenzione sull’esposizione che questo comporta: da una parte nei confronti di piattaforme in corso di trasformazione verso “organismi sovranazionali diffusi”, con la loro applicazione di regole e politiche spesso in conflitto con le legislazioni nazionali e internazionali (si pensi all’attualità legata all’entrata in vigore del GDPR, ovvero il General Data Protection Regulation dell’Unione Europea); dall’altra nei confronti delle occasionali convergenze tra questo nuovo platform capitalism e l’ambito politico, come dimostra il ruolo giocato da Cambridge Analytica nelle campagne per l’elezione di Trump e il sostegno al Leave nel referendum sulla Brexit, incentrate su un uso massiccio della sentiment analysis grazie ai dati estratti da Facebook. Scrive Gambetta:

“Identità digitalizzate, geolocalizzazione e registrazione quasi costante di spostamenti, ma anche transazioni finanziare, dati relativi al nostro stato di salute e ai nostri gusti musicali. Mai come ora, nella storia dell’umanità, si è disposto di una quantità così grande di informazioni immagazzinate su fenomeni e comportamenti sociali”.

Le trame fantastiche di Filippo Radogna, tra Matera e l’utopia | Fantascienza.com


Sul numero 196 di Delos vi sono un buon numero di articoli interessanti; tra essi, vi segnalo Le trame fantastiche di Filippo Radogna, tra Matera e l’utopia, articolo in cui il buon Carmine Treanni analizza l’ultima fatica letteraria di Filippo, L’enigma di Pitagora, antologia di racconti variamente Fantastici.

Lo scrittore materano dimostra così di essere a suo agio non solo con l’intero arco della narrativa non mimetica – dalla fantascienza all’horror, fino alle atmosfere più fantastiche –, ma anche con generi come il giallo, senza dimenticare la presenza di racconti più squisitamente umoristici, come E giunse l’oblio, Strane combinazioni e Nicolaus (un robovampiro davvero singolare).

Come nota Giovanni De Matteo nella postfazione all’antologia: “Se nei racconti più fantascientifici la scrittura di Filippo indulge in un impeto neologico che plasma la lingua sullo slancio visionario della sua fantasia, nei racconti che virano al fantastico si moltiplicano le linee di risonanza con il passato, che assume con la stessa cadenza la forma degli scavi archeologici e quella di antichi malefici”.

Lo stile di scrittura di Radogna è per l’appunto ricercato, nel momento creativo della coniazione di termini e concetti tipicamente fantascientifici, ma anche semplice nella stesura delle storie, che a tratti assume la caratterizzazione tipica della cronaca giornalistica.

L’enigma di Pitagora è un’antologia che non possiamo non consigliare di leggere a chi è alla ricerca di racconti originali, tra fantastico e fantascienza e che hanno per co-protagonista una delle aree più affascinanti della nostra penisola, quella Matera che, non a caso, è stata designata come “Capitale europea della cultura” per il 2019.

Grazie, Filippo, mon ami.

Quindici anni fa


Nel pomeriggio di quindici anni fa aprivo il mio primo blog e scrivevo il primo post. Allora, il mio spazio si chiamava Cybergoth, il Connettivismo era in qualche modo già vivo ma non aveva per nulla i contorni e la consapevolezza non solo di adesso, ma nemmeno di quello che sarebbe stato già un paio di anni dopo. Su Cybergoth ero aiutato da un manipolo di amici che ritenevo giuste per l’esperimento, credo fossero altri quattro, tre dei quali continuano tuttora a vivere intensamente il Movimento (Umberto Bertani, Marco Milani e Francesco Cortonesi); De Matteo sarebbe arrivato nella line-up soltanto un mese dopo, e a quel punto l’onda caotica avrebbe cominciato a tracimare inarrestabile perché aveva raggiunto la massa critica, la creatività di tutti noi finalmente avrebbe presto raggiunto la completezza.

Nel pomeriggio di quindici anni fa è stato un po’ come cominciare, anche se l’inizio era partito un bel po’ prima; quindici anni fa non ero davvero cosciente di quello che sarebbe potuto accadere, avevo soltanto voglia di esprimere le mie idee, le mie sensazioni e visioni, incrementare la personale capacità di scrittura.

Grazie a tutti voi per tutti questi fantastici anni, che significa anche che il tempo è passato molto più in fretta di quanto lo abbiamo percepito. Ma quella è un’altra storia, perché il tempo non esiste (non qui, almeno).

Premio Laymon 2017: I Finalisti – INDEPENDENT LEGIONS PUBLISHING


Sul sito ufficiale della Independent Legions di Alessandro Manzetti, scrittore ed editore che ormai non ha più bisogno di presentazioni vista la sua assidua e felice frequentazione delle finali del Bram Stoker Award, è comparsa la lista dei finalisti del Premio Laymon 2017, concorso letterario annuale dedicato alla narrativa di genere inedita, istituito per promuovere e valorizzare gli autori italiani sia sul mercato nazionale che internazionale.

Ebbene, uno dei finalisti è Mario “Black M” Gazzola col suo romanzo inedito Buio in scena, che va a infoltire il momento di nominations che ha interessato i connettivisti in questi ultimi dieci giorni, con l’altra finale cui parteciperà Mario al Premio Hypnos e i risultati della finale del Premio Odissea, che vede in prima linea Giovanni De Matteo e Lukha B. Kremo, affiancati da Matteo Barbieri e dalla segnalazione di Giovanna Repetto.

Che dire di più? Complimenti grandissimi a Gazzola e a tutta la truppa connettiva, noi saremo tutto.

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