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Archivio per Giovanni De Matteo

Addio, Lupaccio! – Carmilla on line | Sergio “Alan D.” Altieri, 1952-2017 – Holonomikon


Continua l’onda dei ricordi tristi per tutto il circolo della SF italica e della letteratura di genere in generale, ondata che si è scatenata umoralmente alla notizia della morte di Sergio Altieri. Ho la voce rotta assai spesso in queste ore quando ci penso, e non posso che segnalare due grandi interventi, ognuno a suo modo eccelso, uno di Valerio Evangelisti e l’altro di Giovanni De Matteo.

Siamo senza un padre spirituale, ora, e ce ne rendiamo dolorosamente conto, tutti.

Non dedicherò molto spazio al ricordo di un grande amico e di un grande scrittore. Ancora non riesco a rendermi pienamente conto che Sergio Altieri, meglio noto come Alan D. Altieri, da due giorni non c’è più. Mi vengono in mente frasi elogiative che rischiano di suonare vuote, di maniera. Potrei dire che era un uomo profondamente buono, generoso, onesto. Che la sua umiltà naturale quasi metteva in imbarazzo. Che mancava totalmente di saccenza, ambizione personale, vanagloria. L’esatto inverso dei modelli intellettuali prevalenti.
Lui, che chiamavo il Lupaccio, si sarebbe sottratto ad apologie del genere. E allora lo ricorderò per la sua forza, niente affatto incompatibile con le virtù che ho elencato. Forza nello scrivere pagine roventi, di potenza impressionante, con uno stile tutto e solo suo, fatto di immagini che sembrano scolpite. Forza nel commentare gli eventi del mondo con lucidissimo pessimismo, magari alleggerendolo con interiezioni americane che anche nel parlare gli uscivano spontanee (aveva vissuto a lungo negli Stati Uniti). Forza nel sottrarsi a fazioni, conventicole, “scuole” di qualsiasi tipo, davvero lontanissime dalla sua innata libertà di pensiero.

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Quello che trovo paradossale della sua scomparsa è che sia arrivata in maniera del tutto imprevista. Sergio continuava ad allenarsi come ormai d’abitudine da diversi anni, aveva intensificato il ritmo del suo lavoro di scrittore, e attendeva come tutti il prossimo capitolo della saga di George R. R. Martin che aveva contribuito a portare all’attenzione dei lettori italiani. In questi anni ha lavorato alla traduzione di giganti come lui: Howard Phillips Lovecraft, Dashiell Hammett, l’amatissimo Raymond Chandler. Era appena uscito Magellan, il seguito di Juggernaut, che nel 2013 aveva inaugurato la sua ultima impresa, un ritorno – per me così atteso – alla fantascienza. E aveva promesso ai lettori che poi sarebbe stato il tempo di un nuovo ritorno, nella spirale di violenza e caos che stritolava l’Europa del ‘600 in quello che per ambizione e profondità è forse stato il suo massimo capolavoro, in una carriera di capolavori di certo tutt’altro che avara: la Trilogia di Magdeburg.
Ecco spiegato perché mi costi tanta fatica trovare le parole per ricordarlo. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, una voragine in chi lo ha conosciuto anche brevemente e a maggior ragione nel panorama dell’editoria italiana, che di professionisti con la sua preparazione, attenzione e generosità non ne ha mai conosciuti molti. Sarà impossibile sostituire la sua assenza.

Propulsioni d’improbabilità, una raccolta di racconti di Zona 42 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita per Zona42, molto corposa: Propulsioni d’improbabilità, raccolta di racconti di molti grandi scrittori SF italici del momento. Ecco uno stralcio della segnalazione:

Racconti e fantascienza come ben sappiamo, sono un binomio che da sempre ha portato avanti storie e stili di grande valore. Quando poi si ha la fortuna di poter leggere in un’unica raccolta, così tanti nomi importanti del panorama di genere italiano, ecco che questo Propulsioni d’improbabilità edito da Zona 42 diventa un’opera molto interessante anche da analizzare.

I diciotto racconti curati e presentati da Giorgio Majer Gatti (con una prefazione che già da sola lascia presagire alla qualità che vi troveremo), offrono infatti uno spettro quanto mai ampio e variegato di stili, tematiche e modi di pensare alla fantascienza.  Libero spazio quindi alla fantasia degli autori, obiettivo peraltro citato palesemente proprio da Gatti nella sua introduzione.

Tra i tanti autori presenti, segnalo Giovanni De Matteo, Lukha B. Kremo, Alessandro Vietti, Dario Tonani e Alessandro Forlani. Opera imperdibile, fantastici i ragazzi di Zona42…

Blade Dinner a Napoli, cena con autori (di Fantascienza)


A Napoli, il 25 novembre parte BLADE DINNER, la prima “Cena con l’autore a iocisto” la libreria dei cittadini. Sarà dedicata alla fantascienza con i Premi Urania Giovanni De Matteo e Francesco Verso. Buffet a cura dei cuochi vegan della Scuola di Yoga Integrale. Quale sarà il cibo del futuro? Quali gli scenari a cui si ispirano gli autori di fantascienza? E come sarà Napoli nel 20161? Su queste e tante altre domande ancora dialogheranno con gli autori Adolfo Fattori e Roberto Paura. Prenotazione obbligatoria a numero chiuso (max 30 persone). Perciò affrettatevi a telefonare in libreria per prenotare il vostro posto in questa serata imperdibile!

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Giovanni De Matteo alla Bicocca il 17 novembre


Il 17 novembre, su invito del prof. Andrea Rossetti, Giovanni “X” De Matteo sarà all’Università di Milano Bicocca per presenziare con lui, con Dario Tonani e con il prof. Marco Antoniotti a un evento organizzato nell’ambito di Bookcity Milano 2016 #BCM16. Insieme parleranno di uno dei loro comuni cavalli di battaglia: i rapporti tra immaginario e realtà, stavolta declinati nei termini dello scambio sempre più frequente di influssi e tematiche tra il diritto e la fantascienza.

Chi può vada, l’occasione è ghiotta, ma assai!

Giovanni De Matteo presso Agenquadri Cgil


Giovanni “X” De Matteo ha fatto una bella esperienza venerdì 8 luglio scorso, quando presso il Castello Estense di Ferrara ha presenziato presso lo staff di AgenQuadri CGIL con un suo discorso sulla società del futuro. Ecco come Giovanni descrive l’evento:

Un’esperienza davvero “irrituale” ma assolutamente stimolante quella di poter parlare di fantascienza, senza risparmiare le prospettive più radicali, in relazione alla società del futuro, in un contesto come quello del sindacato. Ringrazio ancora una volta Paolo Terranova, Paolo Picariello e lo staff di AgenQuadri CGIL per questa opportunità, gli altri relatori della prima giornata di lavori e i partecipanti della summer school per la conoscenza e i punti di vista che hanno condiviso nei loro densi interventi e nelle chiacchierate sviluppate a margine delle sessioni ufficiali di lavoro. Che dire di più? Speriamo che sia l’inizio di una collaborazione proficua tra i nostri settori: il futuro, come sa bene Roberto Paura, si costruisce immaginandolo e parlandone.

Per un femminismo postumano – Prismo


Su segnalazione di Giovanni “X” De Matteo, questo interessante post apparso su Prismomag che analizza il rapporto tra Femminisimo e cibernetica sociale propria prima del cyberpunk, e ora della stessa nostra società. Da bere tutta d’un fiato.

Sono femminista, nerd, e bulimica in continua lotta con il mio corpo (e con il concetto di corpo in genere), e ho passato la maggior parte degli ultimi sette anni a tentare di conciliare tutte queste cose. Non ci sono ancora riuscita e probabilmente non ci riuscirò mai, d’accordo. Ma date le premesse, sono arrivata alla conclusione che la liberazione che passa per la tecnologia digitale –  l’essere cyborg anziché dea, direbbe Donna Haraway – non libera nulla se spogliata da una critica al sistema che queste premesse le ha rese possibili. E l’ho fatto saltando abbastanza a caso dal Manifesto Cyborg a Ex Machina, da Barbie a Ghost in the Shell, da Deleuze a Luther Blissett, dalla Samantha di Her al Manifesto Accelerazionista. Andiamo per gradi, quindi. O quantomeno, proviamoci.

Esce “Segnali dal futuro”, l’antologia di racconti di anticipazione targata IIF | Italian institute for the futureItalian institute for the future


Dall’’Italian Institute for the Future una interessante pubblicazione che parla, ovviamente di Fantascienza, di come il Futuro giunga a noi, dalle maglie di un tempo in divenire (qui l’acquisto).

Il modo migliore per prevedere il futuro è inventarlo: abbiamo preso alla lettera questo aforisma attribuito al tecnologo Alan Kay raccogliendo in Segnali dal futuro cinque racconti di anticipazione firmati da quattro dei principali scrittori italiani di fantascienza e dal sino-americano Ken Liu, per offrire al lettore una serie di segnali dal futuro per orientarsi nel mondo che verrà. Dall’intelligenza artificiale all’espansione umana nello Spazio, dalla disoccupazione tecnologica alla vita all’interno di mondi virtuali fino al sogno di replicare la coscienza umana: i cinque scenari di quest’antologia, introdotti da articoli firmati da cinque esperti del settore, costituiscono un’originale, imperdibile guida ai futuri possibili.

Proprio in queste ore, poi, Giovanni De Matteo ha realizzato un post dove analizza le funzioni e le speranze dello scrittore di Fantascienza in Italia, e il quadro è decisamente desolante, per colpa dei soliti reazionari, figuri di cui la SF italica è indegnamente piena (qualcuno mi spiegherà, un giorno, perché in un genere che fa del Futuro la sua bandiera debbano esistere personaggi che apprezzano il Passato?).

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