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Archivio per Giovanni De Matteo

Comunismi paralleli e altri viaggi nell’utopia – Quaderni d’Altri Tempi


Un romanzo complesso, la trama che s’innesta su verità storiche per esplorare situazioni verosimili, fino allo sfolgorio della vertigine fantastica, fantascientifica; la suggestione della Rivoluzione d’Ottobre e della decadenza che è sopraggiunta dopo alcuni tempi di governo rivoluzionario, la fascinazione anarchica, i tentativi d’utopia che si trasformano in incubo e delitti, repressioni, pogrom…

Tutto questo e molto altro nell’ultimo romanzo del rimaneggiato collettivo WuMing: ProletKult. Nella recensione di Giovanni De Matteo. Su QuadernoAltriTempi.

Siamo nel 1927 e in tutta l’Unione Sovietica fervono i preparativi per i festeggiamenti del decennale della Rivoluzione d’Ottobre. Denni è una ragazza dal passato misterioso che arriva a Mosca dalle sperdute regioni del sud. Sta seguendo le tracce di un padre scomparso e, quando si presenta alla porta dell’Istituto Trasfusionale, per il direttore Aleksandr Bogdanov (figura storica realmente esistita), che già si sta misurando con gli esiti frustranti della rivoluzione, comincia la sfida più incredibile della sua carriera che lo porterà a fare i conti sia con il suo ruolo personale nella Storia che con un caso medico che da subito rivela caratteri straordinari.
Il personaggio immaginario di Leonid Voloch, il padre che Denni non ha mai conosciuto, è stato delegato al soviet di San Pietroburgo, militante irriducibile e compagno di lotta di Bogdanov: scomparso nel 1907 dopo una rapina a Tbilisi a cui prendeva parte lo stesso Stalin, sarebbe riapparso solo a distanza di diversi mesi, sottoposto a giudizio dai compagni in esilio a Capri per sospetto tradimento e graziato da Bogdanov, che aveva riconosciuto nel suo comportamento i segni di un disturbo post-traumatico riconducibile alla conclusione violenta proprio di quella rapina. La ragazza versa in condizioni di salute precarie e, dagli accertamenti condotti all’istituto, risulta portatrice di un batterio apparentemente legato a una forma sconosciuta di tubercolosi. Trovare Voloch diventa così una corsa contro il tempo, non solo per permetterle di ricongiungersi con quello che resta della sua famiglia, ma anche per salvarle la vita.

Bogdanov resta in silenzio. Quella sfida lo affascina. Un elemento sconosciuto è giunto a turbare le loro certezze. Ora li attende un periodo eccitante, fatto di disordini e divergenze, di contraddizioni e aggiustamenti, finché il sistema non troverà una nuova stabilità. Crisi, differenziazione, equilibrio. La dialettica in versione tectologica, che muove ogni progresso”
(Wu Ming, 2018).

È da queste premesse che muove l’ultimo romanzo di Wu Ming, quanto mai atteso dopo il cambio di assetto compiutosi tra il 2015 e il 2016, con l’uscita di scena di Riccardo Pedrini (cfr. Wu Ming, 2016) che come Wu Ming 5 aveva firmato alcune delle incursioni soliste più fantascientifiche del collettivo bolognese (Libera Baku ora, Havana Glam, Free Karma Food). Messo da parte il progetto del Trittico Atlantico (Manituana, L’armata dei sonnambuli), annunciata addirittura la chiusura della fase del romanzo storico in cui il gruppo artistico-militante si era mosso fin dall’acclamato esordio con Q (quando ancora si riconosce nel progetto Luther Blissett), Wu Ming torna adesso con quello che è al momento il più fantascientifico dei romanzi a firma comune:

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Karma City Blues, di Giovanni De Matteo – Recensione


Karma City Blues è un’altra incursione nel complesso mondo della Napoli dei decenni 50/60 di quest’inizio millennio, postumano e pregno di Kipple. Uno sforzo immaginativo a circa mezzo secolo da qui che Giovanni De Matteo compie da almeno un decennio, il cui risultato si misura in due romanzi, uno dei quali vincitore del Premio Urania 2006, più altre sortite effettuate nel medesimo universo usando media anche diversi, come il fumetto.

In Karma City, che potremmo definire come uno spin-off – perché qui la Polizia psicografica partenopea, attrice dei primi due romanzi con le indagini post morte del commissario Briganti, non c’entra direttamente – troviamo il protagonista Rico che esce da una biennale prigionia criogenica, comminatagli per dei motivi che comprenderemo meglio leggendo il libro. Per inquadrare maggiormente ciò che vi sto raccontando, vi allego la sinossi dell’opera:

Napoli, 2069. Il criminale informatico Rico viene risvegliato dal criosonno penitenziario per indebolire l’egemonia delle compagnie indiane. Ma Rico ha le sue ossessioni: indagare sul tradimento che lo ha condotto in prigione e ritrovare la sua amata Rulah. Su uno sfondo napoletano del terzo millennio, generato da commistioni etniche, contorsioni criminali e quotidianità tecnologiche, dove su tutto incombe la Barriera che tiene lontano il kipple e abitata dal Popolo alato dei nibbi, Rico dovrà venire a capo della sua ricerca, ma scoprirà l’esistenza di qualcosa molto più grande di lui.

De Matteo sa come intrigare con una storia complessa, dove oscure commistioni sociali si generano in una futuribile e babelica metropoli, mediterranea, che non può evitare di contaminarsi ancora di più con ogni etnia postumana immaginabile, compresa quelle sintetica; il linguaggio che Giovanni usa e le immagini che riempiono il romanzo sono gelide stilettate di realtà, la visione delle torbide trame che si sviluppano nella Napoli già plausibile adesso sono degne del miglior Richard Morgan, di Dashiell Hammett, di William Gibson e di tutta la cordate del genere HardBoiled. La capacità di De Matteo, però, di pennellare un quadro originale e al contempo classico, con le indagini post morte che Rico farà qualche volta pur non essendo legato agli ambienti investigativi della Polizia, aiuteranno a delineare nel lettore un incubo livido di pervasività digitale e di terribile degrado morale, dove i boss delle corporazioni della malavita locale e le multinazionali voraci – come solo loro sanno essere – sembreranno il compendio di un’apocalisse di perdizione, dove nemmeno nella morte sarà possibile trovare la giusta pace; non subito, almeno.

Chi sa scavare il Presente, con gli occhi del Futuro e con la consapevolezza del Passato, sa bene quanto ci sia di non visto oltre la cortina del contemporaneo; al sordido squallore di una vita che gran parte dei protagonisti di questo romanzo e dell’intero universo post Singolarità sembrano vivere, tetro e svuotato di ogni valore, si sovrappone l’atavica speranza di un’esistenza migliore, miraggio che li anima perché nati nei bassifondi di Napoli, marchiati dal peccato originale di una metropoli che arranca senza riuscire a migliorarsi. Potrà mai esistere una trascendenza illuminata che allontani dal fango del kipple le povere vite di quei derelitti, che hanno avuto l’unica colpa di non ritrovarsi dalla parte delle terribili mafie e multinazionali? Per avere un principio di risposta, leggete Karma City Blues

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, oggi a Reggio Emilia (last seal)


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda oggi alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, a Reggio Emilia il 17 novembre (second seal)


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; sabato 17 novembre, alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Karma City Blues, un nuovo grande romanzo del Premio Urania Giovanni De Matteo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo di Giovanni De Matteo, Karma City Blues, che dopo una gestazione lunga perché Giovanni è certosino, un cesellatore delle parole e dei concetti, è arrivato sugli scaffali virtuali DelosDigital. Ed eccovi, qui sotto, le sontuose parole che descrivono l’opera; per mio conto, non vedo l’ora di leggerla.

Ambientato in una Napoli mezzo secolo nel futuro una vicenda che parte da uno spunto simile a quello di Altered Carbon, il romanzo di Richard Morgan dal quale è stata tratta l’omonima serie tv. Ma dentro c’è molto di più: ci sono le suggestioni indiane che ricordano Ian McDonald, ci sono le arroganti multinazionali che ricordano William Gibson. Tanta roba, per un romanzo da non prendere alla leggera.

Napoli, 2069. Il criminale informatico Rico viene risvegliato dal criosonno penitenziario per indebolire l’egemonia delle compagnie indiane. Ma Rico ha le sue ossessioni: indagare sul tradimento che lo ha condotto in prigione e ritrovare la sua amata Rulah. Su uno sfondo napoletano del terzo millennio, generato da commistioni etniche, contorsioni criminali e quotidianità tecnologiche, dove su tutto incombe la Barriera che tiene lontano il kipple e abitata dal Popolo alato dei nibbi, Rico dovrà venire a capo della sua ricerca, ma scoprirà l’esistenza di qualcosa molto più grande di lui. Un nuovo grande romanzo dal vincitore del Premio Urania Giovanni De Matteo, finalista al Premio Odissea 2018.

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, a Reggio Emilia il 17 novembre


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; sabato 17 novembre, alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Iperuranio, se la fantascienza incrocia la filosofia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’antologia molto interessante, Iperuranio, curata da Andrea Tortoreto. Nomi eccellenti coinvolti nel progetto, come Antonino Fazio, Giovanni De Matteo, Gianfranco De Turris, Alain Voudì e altri ancora.

La fantascienza è abituata a guardare il mondo da prospettive insolite. Chi la scrive cerca nuovi orizzonti, scorci differenti, panorami straordinari. Un po’ come fa la filosofia, che per indagare il reale ha bisogno di un approccio critico, di porre domande inconsuete e alle volte disturbanti.

È forse per questa radice comune che la fantascienza viene spesso definita narrativa speculativa, testimoniando una naturale predisposizione a sondare gli interrogativi che riguardano l’uomo e il suo rapporto con la realtà. Non si tratta solo di comprendere come il futuro e gli sviluppi della tecnologia potranno modificare la natura stessa dell’essere umano. Come dimostrano i racconti presentati in questo volume, la fantascienza spinge la mente fino ai confini del sapere, invitando il lettore a mettere in dubbio il senso della propria percezione, i confini tra sogno e realtà, la natura inanimata delle macchine o addirittura il fatto che la creazione appartenga solo a Dio.

Dodici racconti in cui la storia della fantascienza dialoga con voci emergenti. Dodici storie che mostrano una nuova vena aurifera della SF italiana, quanto mai viva e pulsante. Dodici gemme in cui gli abissi della conoscenza umana sono scandagliati nel profondo. Oltre ogni immaginazione.

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