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Archivio per Giovanni De Matteo

Le trame fantastiche di Filippo Radogna, tra Matera e l’utopia | Fantascienza.com


Sul numero 196 di Delos vi sono un buon numero di articoli interessanti; tra essi, vi segnalo Le trame fantastiche di Filippo Radogna, tra Matera e l’utopia, articolo in cui il buon Carmine Treanni analizza l’ultima fatica letteraria di Filippo, L’enigma di Pitagora, antologia di racconti variamente Fantastici.

Lo scrittore materano dimostra così di essere a suo agio non solo con l’intero arco della narrativa non mimetica – dalla fantascienza all’horror, fino alle atmosfere più fantastiche –, ma anche con generi come il giallo, senza dimenticare la presenza di racconti più squisitamente umoristici, come E giunse l’oblio, Strane combinazioni e Nicolaus (un robovampiro davvero singolare).

Come nota Giovanni De Matteo nella postfazione all’antologia: “Se nei racconti più fantascientifici la scrittura di Filippo indulge in un impeto neologico che plasma la lingua sullo slancio visionario della sua fantasia, nei racconti che virano al fantastico si moltiplicano le linee di risonanza con il passato, che assume con la stessa cadenza la forma degli scavi archeologici e quella di antichi malefici”.

Lo stile di scrittura di Radogna è per l’appunto ricercato, nel momento creativo della coniazione di termini e concetti tipicamente fantascientifici, ma anche semplice nella stesura delle storie, che a tratti assume la caratterizzazione tipica della cronaca giornalistica.

L’enigma di Pitagora è un’antologia che non possiamo non consigliare di leggere a chi è alla ricerca di racconti originali, tra fantastico e fantascienza e che hanno per co-protagonista una delle aree più affascinanti della nostra penisola, quella Matera che, non a caso, è stata designata come “Capitale europea della cultura” per il 2019.

Grazie, Filippo, mon ami.

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Quindici anni fa


Nel pomeriggio di quindici anni fa aprivo il mio primo blog e scrivevo il primo post. Allora, il mio spazio si chiamava Cybergoth, il Connettivismo era in qualche modo già vivo ma non aveva per nulla i contorni e la consapevolezza non solo di adesso, ma nemmeno di quello che sarebbe stato già un paio di anni dopo. Su Cybergoth ero aiutato da un manipolo di amici che ritenevo giuste per l’esperimento, credo fossero altri quattro, tre dei quali continuano tuttora a vivere intensamente il Movimento (Umberto Bertani, Marco Milani e Francesco Cortonesi); De Matteo sarebbe arrivato nella line-up soltanto un mese dopo, e a quel punto l’onda caotica avrebbe cominciato a tracimare inarrestabile perché aveva raggiunto la massa critica, la creatività di tutti noi finalmente avrebbe presto raggiunto la completezza.

Nel pomeriggio di quindici anni fa è stato un po’ come cominciare, anche se l’inizio era partito un bel po’ prima; quindici anni fa non ero davvero cosciente di quello che sarebbe potuto accadere, avevo soltanto voglia di esprimere le mie idee, le mie sensazioni e visioni, incrementare la personale capacità di scrittura.

Grazie a tutti voi per tutti questi fantastici anni, che significa anche che il tempo è passato molto più in fretta di quanto lo abbiamo percepito. Ma quella è un’altra storia, perché il tempo non esiste (non qui, almeno).

Premio Laymon 2017: I Finalisti – INDEPENDENT LEGIONS PUBLISHING


Sul sito ufficiale della Independent Legions di Alessandro Manzetti, scrittore ed editore che ormai non ha più bisogno di presentazioni vista la sua assidua e felice frequentazione delle finali del Bram Stoker Award, è comparsa la lista dei finalisti del Premio Laymon 2017, concorso letterario annuale dedicato alla narrativa di genere inedita, istituito per promuovere e valorizzare gli autori italiani sia sul mercato nazionale che internazionale.

Ebbene, uno dei finalisti è Mario “Black M” Gazzola col suo romanzo inedito Buio in scena, che va a infoltire il momento di nominations che ha interessato i connettivisti in questi ultimi dieci giorni, con l’altra finale cui parteciperà Mario al Premio Hypnos e i risultati della finale del Premio Odissea, che vede in prima linea Giovanni De Matteo e Lukha B. Kremo, affiancati da Matteo Barbieri e dalla segnalazione di Giovanna Repetto.

Che dire di più? Complimenti grandissimi a Gazzola e a tutta la truppa connettiva, noi saremo tutto.

Premio Odissea IX Edizione: i finalisti Fantascienza.com


Molto Connettivismo nella finale del prestigioso Premio Odissea, contest della DelosBooks riservato ai romanzi Fantastici che è arrivato alla nona edizione.
Giovanni De Matteo e Lukha B. Kremo si contenderanno, assieme a Matteo Barbieri (ex Premio Kipple) e ad altri due partecipanti, il Premio finale. Tra i segnalati anche Giovanna Repetto, fresca vincitrice dello ShortKipple. Che vinca il migliore, ma intanto permetteteci questa piccola festa connettiva.

Nuove Eterotopie: intervista sul Connettivismo | Fantascienza.com


Sul nuovo numero di Delos è disponibile una bella intervista che Carmine Treanni ha fatto a Giovanni De Matteo e me a valle dell’uscita di Nuove Eterotopie, l’antologia connettivista della DelosDigital disponibile da quest’autunno, con dentro anche un romanzo breve inedito e ad hoc di Bruce Sterling. La chiacchierata è lunga, ma ve la consiglio caldamente (lo so, sono il meno indicato per dare questo suggerimento).

Entanglement | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la recensione di Giovanni De Matteo a Entanglement, romanzo di Vandana Singh edito dalla Future Fiction di Francesco Verso. Eccone un estratto:

Entanglement come denuncia fin dal titolo, è un intreccio di voci che raccontano gli effetti delle nostre scelte sul mondo di domani: un domani non così lontano come molti di noi si ostinano a credere, ma che già avrà riversato il peso incalcolabile degli interessi dei nostri debiti sulle spalle dei nostri figli e nipoti. Il cambiamento climatico è uno dei due assi di questo scenario. L’altro è rappresentato dal progresso tecnologico, trasfigurato in un’invenzione – appena accennata nelle prime quattro storie, ma di cui apprendiamo tutti i retroscena nella quinta – che suggerisce una nuova idea di social network, consentendo alle persone di questo futuro di entrare in contatto tra di loro a prescindere dalla distanza, sulla base solo del loro stato emotivo del momento. È quanto accade ai protagonisti di ciascun racconto, che grazie alla scienza e alla tecnologia apprendono ciò che “le popolazioni indigene del mondo già sapevano bene: che ogni cosa è connessa”, come riscopre Irene dopo un incidente che fa risvegliare in lei una persona che credeva scomparsa, la giovane inuit che andava a caccia di foche con suo nonno e che da lui si faceva chiamare Enuusiq.

“Tutto è connesso” ribadisce Yuan all’ultimo monaco sopravvissuto tra le rovine del monastero. “Capire questa verità, però, vuol dire soffrire. Ogni volta che so della morte di un innocente, una parte di me muore”. Ma è un passaggio necessario, l’unico in grado di dischiudere l’accesso a un livello di consapevolezza superiore e innescare la catena di eventi necessaria per realizzare il cambiamento. L’alternativa è rimanere ad aspettare il compiersi dell’irreparabile:

Inondazioni da una parte, siccità dall’altra, il tessuto della biosfera si stava strappando. Pensò alla foresta pluviale amazzonica, così spesso chiamata il polmone verde della Terra. Perfino alcune guide turistiche della città, che portavano nella giungla gruppi perlopiù composti da nordamericani, usavano quell’espressione. C’era qualcuno che sapeva cosa volessero davvero dire quelle parole? Le vennero in mente le proiezioni di molti modelli predittivi, secondo cui la grande foresta, attualmente un enorme dissipatore di anidride carbonica, poteva diventare una sorgente di CO2 se fosse stata eccessivamente rovinata da siccità e disboscamenti. Che sarebbe accaduto in tal caso?

T H E : N e X T : S T A T I O N | Dove eravamo rimasti?


È online il numero 4 della webzine NeXT-Station.org, curato come sempre da Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti. In effetti, come dice Giovanni stesso nell’editoriale, è passato un po’ di tempo dal numero precedente della zine, che non vuol dire che si è stati fermi, ma tutt’altro. Il risultato è in calce all’editoriale, con una serie di articoli e rubriche (qui e qui i miei contributi) che appianano un po’ l’abisso del tempo passato, e dopo che NeXT è in stasi forzata da un eone più o meno simile a quello di NeXT-Station, ritrovare la voglia di fare informazione organizzata sulle volumetrie di una rivista è qualcosa che ci mancava, che mancava pure a me. Datevi da fare, leggete le novità che abbiamo disseminato nel tempo e preparatevi al salto quantico connettivo, si prevedono emancipazioni cognitive notevoli.

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