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Lo Zar non è morto – NeXT-Stream è da oggi disponibile per la collana Avatar | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta la terza iterazione delle antologie NeXT-Stream, esperimenti di commistione tra l’immaginario di genere e il cosiddetto mainstream, la letteratura non di genere; ci piace ricordare che il precedente capitolo Visioni di realtà contigue ha vinto il Premio Italia 2019, nella sezione antologia.
Lo zar non è morto è il titolo di questo volume, undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia.
Il libro è disponibile in formato cartaceo e digitale sul sito della casa editrice, nei principali store on line e nelle librerie. All’interno racconti di Giulia Abbate, Giovanni De Matteo, Ettore Maggi, Francesco Troccoli, Daniele Cambiaso, Sandro Battisti, Alessandro Forlani, Domenico Mortellaro, Franco Ricciardiello, Pee Gee Daniel e Nicoletta Vallorani. I curatori sono Lukha B. Kremo e Domenico Gallo.

Sinossi – dall’introduzione dei curatori

Dimentichereste mai un romanzo di avventure straordinarie, fantapolitico e ucronico, uno dei primi del suo genere in Italia e per di più scritto da un gruppo di dieci autori (capitanati dal fondatore del più grande movimento avanguardistico italiano), rendendolo un unicum nel panorama mondiale? La critica italiana lo ha fatto. Era concentrata su Benedetto Croce e i tormenti di Zeno Cosini, e seguiva le loro visioni oniriche considerandole molto più pregnanti di altre.
Parliamo di Lo zar non è morto – Grande romanzo d’avventure scritto nel 1929 da un gruppo di letterati italiani provenienti da diverse correnti culturali capeggiati dal padre del Futurismo: Filippo Tommaso Martinetti. Il “Gruppo dei Dieci”, così si chiama l’eterogeneo collettivo, si raccoglie con il preciso obiettivo di creare un’opera di intrattenimento e di grande avventura, un’opera per divertire il lettore senza alte finalità artistiche.
Noi abbiamo ripreso lo stesso spirito, quello della creazione letteraria pura e dell’orgoglio di una letteratura che, nonostante vanti un’illustre storia, sembra oggi relegata a un’ancella, forse soltanto simpatica, di una letteratura mondiale in grande evoluzione. Abbiamo quindi scelto autori che meglio hanno saputo interpretare questo spirito, pur consapevoli che a causa di contingenze e indisponibilità temporanee, potevano essere molti di più. E ne è nata un’antologia di undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia, quel lasso temporale che ci separa dalla nascita della contemporaneità e dalla scomparsa degli Zar. Una Storia a volte bizzarra (ma che, come l’attualità suggerisce, si peccherebbe a considerarla tale), altre assolutamente plausibile, che parte dalla fuga di Anastasija Romanova, tocca il fascismo, il Duce, la Resistenza, gli anni Sessanta, Berlinguer, fino ad arrivare ai giorni nostri e proiettarsi nel futuro, facendo ricorrere, in contesti diversi, gli stessi inquietanti interrogativi storici e sociali.

Estratto – dall’introduzione dei curatori

Riscrivere la Storia è solo in parte un gesto dissacrante, un divertimento fine a sé stesso che gioca con un qualche ramo assurdo di possibilità che non si sono realizzate, un po’ come il paradosso di Erwin Schrödinger dedicato allo sfortunato gatto chiuso in una scatola. La teoria, mai dimostrata, è piuttosto nota. A ogni collasso di una funzione d’onda, un altro universo si crea con quei valori possibili che nel nostro universo non si sono realizzati. E allora esistono, a fianco a noi, infiniti universi che si creano a ventaglio ogni frazione di tempo in cui infiniti fenomeni quantistici letteralmente esplodono. Ma il mondo quantistico è decisamente controintuitivo e richiede spesso uno sforzo di immaginazione per raffigurarsi “materialmente” cioè che non lo è, ciò che nega la nostra esperienza quotidiana e classica. Ebbene è come se ogni ucronia fosse l’universo duale del nostro per ogni episodio storico che conosciamo. Ma al di là di una qualche verosimiglianza fisica, l’ucronia è uno sforzo di comprendere la Storia attraverso la sua falsificazione, la nostra Storia, quella che condividiamo. È un modo per amplificarne le contraddizioni, per mettere a nudo ciò che è alla base della politica: l’occultamento della verità. È un’idea che ricorda un po’ il gioco di Orson Welles in uno dei suoi ultimi film: F come falso. Il film, una strana pellicola del 1973, gioca sul rapporto vero e falso nell’arte partendo dai falsari, ma è fortemente ancorato a una riflessione pericolosa sulla realtà e sulla sua rappresentazione. Welles non ha mai giocato con le ucronie, ma in troppi suoi film troviamo una inquietante dialettica tra vero e falso in cui il falso è uno strumento del vero del reale. E allora leggiamo questi racconti con sospetto.
Dopo la lettura, non siamo più convinti che lo Zar sia morto, che il Duce e il Fascismo siano morti, che le dinamiche di potere politico e sociale di cento anni fa siano morte.

La quarta

Un’antologia di undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia, quel lasso temporale che ci separa dalla nascita della contemporaneità e dalla scomparsa degli Zar.

Gli autori

Gli autori che hanno scritto per questa raccolta sono: Giulia Abbate, Giovanni De Matteo, Ettore Maggi, Francesco Troccoli, Daniele Cambiaso, Sandro Battisti, Alessandro Forlani, Domenico Mortellaro, Franco Ricciardiello, Pee Gee Daniel e Nicoletta Vallorani. I curatori sono Lukha B. Kremo e Domenico Gallo; il primo è editore di Kipple Officina Libraria, Premio Urania 2015 e vincitore di altri importanti premi letterari del fantastico italiano, il secondo è scrittore, traduttore e saggista di lungo corso del fantastico e in particolare della fantascienza.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | Lo Zar non è morto – NeXT-Stream – A cura di Lukha B. Kremo e Domenico Gallo – Copertina di Nives

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 174 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-31-6
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 176 – € 15 — ISBN 978-88-32179-30-9

Link

NeXT-Stream – l’antologia oltre i confini dei generi


Un’opera che ho amato curare, in compagnia di Lukha B. Kremo – vero creatore dell’idea – e Giovanni De Matteo, è NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, antologia multiautoriale edita da Kipple Officina Libraria che indaga le relazioni tra letteratura di genere e quella non di genere, spesso etichettata come mainstream.

L’idea di questa raccolta è ormai un patrimonio di qualche anno fa: cercare di sdoganare i connettivisti dalla fantascienza, nostro nido eletto. Non è stato facile perché siamo un movimento, prima che un “tipo di scrittura o un gruppo di tematiche”, come spesso si sente dire e negare contemporaneamente.
Abbiamo cercato di lavorare privilegiando il principio della massima inclusività possibile dei diversi approcci, con il proposito di fornire uno spaccato variegato e attendibile della complessità da cui muovevamo.
Nella selezione potrete quindi imbattervi in una raccolta eterogenea di sensibilità e di punti di vista sulla scrittura non di genere o, per meglio dire, oltre i generi: contaminazioni di poliziesco e fantascienza che gli appassionati di entrambi i generi potrebbero con qualche fatica incastrare sotto una definizione univoca: scorci del futuro narrati secondo una prospettiva iperrealista; incursioni nel surreale e nel metafisico; soluzioni riconducibili alla literary fiction. E spesso potrete trovare diversi di questi approcci all’interno dello stesso racconto, proprio come se, parafrasando una precedente pubblicazione che ci è particolarmente cara, ogni racconto non fosse altro che il frammento di una rosa olografica.
L’intento non è stato di proporre una nuova antologia dei connettivisti, bensì percorrere una strada nuova provando a definire il Movimento quasi snaturandolo, trascinandolo lontano dalla sua culla naturale, la fantascienza, e chiamandolo a fare i conti con forme letterarie diverse declinato secondo i codici della distopia o dello straniamento culturale, a seconda del racconto.
Quello che in un’ultima analisi ci interessava, era proporre un bel libro di narrativa contemporanea, al passo con i tempi che corrono.
La realtà ha altri aspetti, se la osservate bene. L’opera è disponibile sul sito della KippleOfficinaLibraria sia in digitale (3.95€) che in cartaceo (15.00€), cliccando qui.

Quindici autori hanno interpretato il tema di NeXT-Stream: Umberto Pace, Lukha B. Kremo, Filippo Carignani Battaglia, Marco Milani, Domenico Mastrapasqua, Sandro Battisti, Fernando Fazzari, Roberto Furlani, Mario Gazzola, Roberto Bommarito, Francesco Verso, Giovanni Agnoloni, Denise Bresci, Ugo Polli, Giovanni De Matteo; la copertina è di Luca Cervini.

Nel 2018 è uscito il seguito, NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue, antologia curata da Lukha B. Kremo e da Giulia Abbate, vincitrice del Premio Italia 2019, sempre in digitale (3.95€) e in cartaceo (15.00€):

La realtà contigua è un altrove che è già qui: è l’irruzione del non familiare in un contesto già spiazzante, nel quale i personaggi si muovono attingendo a competenze misteriose, istintive, seguendo pulsioni di vita, confidando nella possibilità di cogliere qualcosa di vero ovunque si trovino a vagare.
L’idea di NeXT-Stream si è concretizzata con il volume del 2015 (NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi). Si è trattato di coniugare la letteratura di genere, in particolare quella di fantascienza, contaminata, anzi miscelata con altri generi e con il mainstream. Una fantascienza light, dove i cliché dei generi sono dilatati in una storia che soprattutto mette in dubbio la propria realtà quotidiana. Una volta la chiamavano letteratura fantastica, un vasto contenitore che con il postmoderno sminuzzamento dei subgeneri molti confondono con il fantasy o il weird che in realtà ne fanno parte.
Hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream quattordici autori : Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera. Cover di Ksenja Laginja.

A Milano c’è il giorno della distopia: Distopian Day | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un festival del distopico. A Milano, il 21 marzo: il Distopian Day; questo il programma:

Ore 10:30 Eroine Distopiche e Femminismo
Le protagoniste di ieri e di oggi nelle storie distopiche: cosa è cambiato? Il ruolo della donna dalla società alle righe: una storia ancora aperta.
Partecipano: Giulia Abbate (editor e scrittrice di “Manuale di Scrittura di Fantascienza”, edito da Odoya), Liliana Marchesi (fondatrice di Leggere Distopico e autrice di Cavie, edito da La Corte), Michela Monti (autrice di 83500, edito da Triskell Edizioni) e Federica Amadori (autrice di Amari spicchi d’arancia, edito da Le Mezzelane Casa Editrice).

Ore 14:00 Premiazione dei vincitori del Dystopian Contest.

Ore 14:30 EDITORIA. La parola agli esperti.
Esperti del settore a confronto, per rispondere alle curiosità dei lettori.
Partecipano: Delos Veronesi (autore di Winter, edito da Watson Edizioni), Leonardo Di Lascia (fondatore di ThrillerNord e agente letterario), Chiara Reali (traduttrice), Masa Facchini (Capo-redattore presso Acheron Books), Silvio Sosio (Editore Delos Digital), Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli (Editori Zona42).

Ore 17:00 Distopia letteraria e Storia contemporanea
Il nostro presente attraverso i romanzi distopici. Quanta realtà c’è nella letteratura Distopica?
Partecipano: Elisabetta Di Minico (saggista e ricercatrice, autrice di Il futuro in bilico, edito da Meltemi Editore), Valentina Romanzi (dottoranda in letteratura angloamericana), Daniela Ruggero (autrice di Nectunia, edito da Dark Edizioni), Dario Tonani (autore di Naila di Mondo9, edito da Mondadori), Diego Tonini (autore di Niente di umano all’orizzonte, edito da Scatole Parlanti).

Nel corso della giornata ci saranno diversi momenti in cui poter incontrare gli autori, sia per farsi autografare i libri che per chiacchierare con loro. Oltre ai panel principali (sala presentazioni) ci saranno infatti altre tematiche che verranno affrontate insieme alle blogger ufficiali dell’evento nelle dirette de “L’autore in vetrina” (spazio libreria). Parleremo di Cose dell’altro mondo, Distopia oggi e Inquinamento Distopico.

Altri autori presenti: Ilaria PasquaLorenzo SartoriSimone Colombo, Marta Leandra Mandelli, Giovanni Magistrelli, Maria Carla Mantovani, Dario Degliumoni.

Il vulcanico Lukha B. Kremo – Associazione World SF Italia


Sul sito della WorldSf è comparsa una bella e articolata intervista a Lukha B. Kremo, di cui vi incollo uno stralcio:

D: Gianluca, secondo quello che abbiamo avuto modo di leggere, l’antologia “NeXT-Stream, visioni di realtà contigue” che hai curato insieme a Giulia Abbate, ha un’ambizione che travalica il fatto di essere una semplice raccolta di storie di autori vari, ci vuoi spiegare qual è il suo fine narrativo e cosa accomuna i racconti? In proposito hai parlato di “metagenere” a cosa ti riferivi?

R: Per le antologie NeXT-Stream, il mio intento è quello di raccogliere racconti che abbiano una sensibilità che Christopher Priest ha chiamato Slip-Stream, e che io ho ribattezzato NeXt-Stream per non copiare/clonare un termine che potrebbe avere sfumature diverse. Nella mia idea, sono dei racconti che coniugano le modalità del genere fantastico (fantascienza, science-fantasy, weird) con quello del mainstream, cioè dove gli stilemi di genere sono alleggeriti (per esempio in Usa si parla di light sf) non costituiscono il punto più importante della narrazione. Ecco perché parlo di “metagenere”, in effetti lo Slip-Stream non è e non può essere definito genere, piuttosto si deve parlare di modalità di applicazione del genere. Non so se ci sono o ci siamo riusciti in pieno, ma certamente -dopo due antologie- in parte sì, soprattutto grazie all’apporto di Giulia Abbate nella seconda antologia. Per ottenere il miglior risultato abbiamo cercato tra gli autori che secondo noi più si avvicinavano alla sensibilità di cui sopra in base a ciò che abbiamo letto di loro. Non sempre i risultati sono stati soddisfacenti, per cui in molti casi abbiamo richiesto modifiche e in qualche caso abbiamo scartato il racconto.

D: Di recente in un post su Facebook hai riproposto ai lettori la “Trilogia degli Inframondi”, di cosa si tratta e qual è la sua attualità?

R: È una trilogia cui ho lavorato per anni, una storia che si dirama tra gli “Inframondi”, ovvero mondi paralleli con cui si può comunicare attraverso varchi microscopici nei nuclei atomici. Innanzitutto ho cercato di aderire il più possibile all’attuale stato dell’arte della fisica, dove la “Teoria M” – al momento – è la più accreditata. Questa teoria prevede infatti una decina di dimensioni (nove più quella temporale), di cui sei sarebbero “inesplose” ovvero “accartocciate” nel microscopico. Questi mondi procedono parallelamente, ma da una dimensione “master” (cioè quella che contiene l’altra all’”interno” dei propri atomi) è possibile “vedere” l’intera dimensione “slave”, per cui anche il passato. Di conseguenza, però, si può ipotizzare che anche noi siamo una dimensione “slave”, ovvero microscopica rispetto a un’altra immensa “master”, che può “vedere” il passato del nostro mondo. I tre libri sono episodi autoconcludenti, e ognuno di loro termina con una rivelazione che cambia radicalmente la prospettiva. Inoltre, sono presenti anche una serie di idee nel campo sociale, politico e tecnologico, presentando diverse utopie e distopie mai troppo giuste o troppo ingiuste, come del resto è la realtà. Un lavoro di cui vado orgoglioso e che vorrei ripubblicare in un unico volume cartaceo.

Open Museum, il nuovo titolo di Futuro Presente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della nuova proposta di Matt Briar – o Matteo Barbieri – autore già vincitore nel 2013 del Premio Kipple e che ora esce con Open museum, racconto lungo edito da DelosDigital, nella collana FuturoPresente dedicata alla SF sociale, etichetta curata da Giulia Abbate e Elena di Fazio.

Greta è una madre single che cerca di dare un futuro a sua figlia, Bea. L’unica speranza di una vita migliore è diventare cittadine di fascia Beta, risalendo la rigida scala sociale di una Milano prossima ventura. La chiave si nasconde in un sinistro reality show che illumina i televisori delle case… Da Matt Briar, autore di Terre rare (Watson Edizioni), un racconto elegante e riflessivo, sullo sfondo di un’Italia non troppo lontana nel tempo e nelle storture sociali.

Valico Festival, il festival del libro fantastico a Roma | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del prossimo Valico Festival, che si svolgerà a Roma il 22 e 23 febbraio in alcuni luoghi del Vecchio Mattatoio di Testaccio, a Roma presso la Città dell’Altra Economia. Di cosa si tratta? Ecco le prime notizie:

Conferenze che vedono la presenza di molti nomi noti del fantastico italiano: da Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco a Luigi Cozzi, da Elisabetta Di Minico a Giulia Abbate, e di numerosi scrittori anche di primissimo piano come Franco Forte, Leonardo Patrignani, Enrico Luceri, Giulia Gubellini, Francesco Gungui. Poi Paolo Musso, docente dell’unico corso di laurea in fantascienza in Italia, lo sceneggiatore Antonio Tentori, il “mentalista” Francesco Busani.

Un appuntamento da non mancare che nasce dall’idea di voler parlare di fantasy, fantascienza e horror utilizzando la chiave dell’intrattenimento e della divulgazione grazie all’intervento di illustri personaggi del panorama nazionale tra cui: editori, scrittori, giornalisti, cultori, curatori, collezionisti, registi e sceneggiatori, musicisti e illusionisti.

Al Festival si potrà partecipare agli incontri su Lovecraft, organizzato con Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, godere della musica tradizionale e folkloristica celtico/irlandese, ascoltare un seminario del CICAP, conoscere le novità del LIBROGAME, assistere allo spettacolo creato per l’occasione da uno dei più noti mentalisti italiani: Francesco Busani, apprendere i concetti che uniscono Scienza e Fantascienza con il dott. Paolo Musso, conoscere di persona alcuni tra gli scrittori più noti del panorama nazionale tra cui Leonardo Patrignani, Giulia Gubellini, Francesco Gungui, Franco Forte e molti altri, partecipare al seminario esoterico con La fata brigante, curiosare tra i banchi della libreria che ospiterà novità e classici della narrativa e della saggistica di genere, insomma una serie di appuntamenti esclusivi che vi coinvolgeranno come non mai!

Un Festival fuori dalle righe, pensato per il pubblico, per scoprire il fantastico vivendolo.

La manifestazione è patrocinata dalla Watson Edizioni; per informazioni e richieste: info@valicofestival.com, ufficio stampa: ufficiostampa@valicofestival.com.

Futuro criminale, quando il delitto è fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia curata da Gian Filippo Pizzo: Futuro criminale.

“A. si voltò di scatto, tendendo l’orecchio. Il rumore si ripeté.” Una storia che contenga una frase come questa, teoricamente può essere dì qualsiasi genere; ma in pratica si può scommettere che sarà o poliziesca, o di fantascienza. E già questo dimostra l’affinità tra i due generi di narrativa.

Con questa citazione tratta dalla prefazione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini a Universo a sette incognite (Mondadori, 1963) si apriva l’introduzione di Gian Filippo Pizzo a Delitti dal futuro, una raccolta di fantagialli che aveva curato per Istos nel 2016 e da noi già recensita.

Seguendo e anzi ampliando il concetto di affinità evidenziato dai due noti curatori di Urania, Pizzo aveva proposto dei racconti che avessero contemporaneamente le caratteristiche del poliziesco e della SF, che rispettassero l’essenza stessa dei due generi. Non quindi semplicemente delle storie di fantascienza che celavano un qualche mistero né dei gialli truccati da science fiction mediante una semplice ambientazione nel futuro, ma dei racconti che seguissero gli stilemi della classica detection – delitto, occasione, movente, alibi, indagine – e fossero al contempo veramente fantascientifici. Operazione ovviamente molto difficile, tanto è vero che opere di questo tipo sono assai rare e solo pochi scrittori, anzi forse il solo Isaac Asimov, possono vantarsi di avere raggiunto questo equilibrio. Ma operazione che può dirsi riuscita, tanto che Pizzo ha pensato di riprovarci e propone adesso questa Futuro criminale che è stata costruita con le stesse caratteristiche e la cui introduzione è un vero e proprio saggio storico sull’argomento.

Da questa introduzione riportiamo un passaggio che esprime bene il concetto alla base della raccolta:

Quando si parla di giallo o di poliziesco si possono intendere storie affatto diverse l’una dall’altra. I cultori di questo genere amano suddividerlo in varie categorie: ci sono i racconti di semplice ambientazione poliziesca e c’è il giallo classico, quello nel quale il lettore “partecipa” con i personaggi alla scoperta del colpevole; c’è il giallo all’americana degli investigatori ubriaconi, nel quale non conta l’enigma ma la rappresentazione di un ambiente e la psicologia dei personaggi. C’è il “nero” in cui il protagonista è il delinquente e non il detective, ci sono le storie al confine con l’orrorifico o con lo spionaggio, c’è il thrilling e c’è il suspense. C’è il cosiddetto giallo d’indagine, in cui il poliziotto di turno va continuamente alla ricerca di indizi e testimonianze, fino a risolvere il caso, e quello di ambientazione forense, che si svolge praticamente in tribunale (Perry Mason). Tutte queste categorie hanno le loro versioni fantascientifiche. Speriamo tuttavia che i lettori siano d’accordo con noi nel ritenere per “gialle” per eccellenza quelle storie nelle quali c’è un mistero, sovente un delitto, da risolvere, e il lettore procede di pari passo con l’investigatore nell’acquisire elementi che portino alla soluzione, tentando di scoprire il colpevole prima dell’ultima pagina. Scrivere gialli fantascientifici in senso così stretto è molto difficile, perché gli elementi inconsueti — robot e macchinari superscientifici, alieni, poteri paranormali, viaggi nel tempo e simili, insomma tutti gli aspetti sociali e tecnologici del presunto futuro — portano disomogeneità e spesso lo stesso autore non riesce a padroneggiarli, finendo per tradire l’esigenza di unità di trama e di consequenzialità logica tipica della detective story. Ciò nonostante c’è un discreto numero di opere che sono connubi se non proprio perfetti almeno ben riusciti tra i due generi.

Pizzo ha raccolto intorno a sé un nutrito gruppo di eccellenti autori, ne enuncio qualcuno: Donato Altomare, Mauro Antonio Miglieruolo, Antonino Fazio, Giovanni Agnoloni, Giulia Abbate, Alessandra Cristallini (in collaborazione con Andrea Pomes), Monica Serra.

Filmhorror.com – “Lost Tales Andromeda”: uscito il terzo numero della rivista!


Su FilmHorror la segnalazione del nuovo numero (il tre) della rivista Lost Tales Andromeda. Interventi di molte firme del Fantastico italiano, sia lato narrativa che saggistica; alcuni nomi: Tea C. Blanc, Giulia Abbate e Franco Ricciardiello, Piero Schiavo Campo, Giovanni Mongini, Caterina Mortillaro, Davide Del Popolo Riolo. La rivista sarà disponibile a breve anche su Amazon e negli altri store on line; in formato cartaceo dopo il mese di Agosto.

Ultimi giorni per acquistare! – Nelle edicole Strani Mondi, un’antologia che farà storia | Fantascienza.com


ULTIMI GIORNI IN EDICOLA!

Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Millemondi di luglio, intitolato StraniMondi. Una raccolta di 17 autori e 15 racconti che segnano lo stato d’avanzamento della SF nostrana; a bordo mi trovo in ottima compagnia di molta crema attuale fantascientifica, come Lukha B. Kremo, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì. L’iniziativa di Franco Forte, con la cover di Franco Brambilla e l’appendice di Silvio Sosio, testimonia l’impegno editoriale di chi crede nel genere, cui ognuno di noi autori coinvolti ha cercato di rispondere il più professionalmente possibile. Ora la parola passa a voi lettori, calatevi numerosi in questo strano mondo che vi aspetta, composito e tentacolare: è un momento importante per il genere, chi può risponda! Grazie a tutti, coinvolti editoriali e lettori.

Nell’articolo di Fantascienza.com sono riportati gli incipit di ogni racconto; qui sotto potete leggere parte del mio, ambientato nel metamondo Impero Connettivo. Permettetemi di vibrare di gioia…

La visione di una vallata rocciosa si aprì improvvisa sotto di lui. Il plenipotenziario Sillax si trovò impreparato nel gestire la vertigine di luce che lo abbacinò con violenza: la schermatura ionica della cabina di pilotaggio dell’Apostata non bastò a proteggere lui e l’equipaggio e vibrò di bassa frequenza per alcuni istanti, mentre Sillax se ne restava impettito in plancia. Non poté fare a meno di ammirare, per qualche fuggevole istante, la selvaggia suggestione del panorama desertico sottostante e poi, più in là, lo spazioporto che si apriva al loro attracco: sedici dimensioni quantiche erano avvolte in un lago di collasso frattalizzato e l’orizzonte si rincorreva nei suoi impianti craniali per istanti successivi, collazionati in landscape di matematica esoterica. Il vettore imperiale, l’Apostata, era uscito dalle officine dell’imperatore Totka_II e utilizzava la tecnica a induzione olografica, raffinata tecnologia all’avanguardia, anche se non così esasperata come ci si sarebbe aspettati da uno Stato di tale potenza, esteso su ogni magnificazione dell’illusorio reale. L’olografia, in un momento assai prossimo alla singolarità postumana, appariva come un esotismo tecnologico improbabile; ai tempi dell’Impero Connettivo, invece, era assurta a ostentazione tecnologica dell’élite governativa, un’estetica desueta da nomenklatura Soviet.
Mentre i pensieri degli impegni governativi occupavano gran parte della sua attenzione, Sillax si accorse che un meraviglioso senso di solitudine lo stava sopraffacendo: con il fiato interrotto, si stava lasciando rapire dall’impervia intensità del deserto di sabbia e luce, avvertibile ben oltre il trasudo degli schermi ionizzati. Le parole gli morirono in gola, il fascino della sopraffazione psichica che provò per qualche istante gli fece ripercorrere le gioie di lui bambino mentre con la madre, ancora entrambi umani in un ecumene già vasto di postumani, osservava le giostre disegnare giochi da baraccone. Erano spassosi e pregni di trucchi da realtà virtuale da quattro soldi, che però avevano il gran pregio di divertirlo e renderlo curioso, inestimabile risorsa mentale per un futuro che non avrebbe mai immaginato, ma nemmeno sospettato, di longevità.
«Potente, siamo in prossimità dello spazioporto, la prego di accomodarsi nella nicchia di decelerazione.»

È un avvincente racconto cyberpunk il venticinquesimo Futuro Presente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della pubblicazione di Carne o ferro, racconto del Premio Kipple 2019 Domenico Mortellaro. Ecco la sinossi:

Carne o ferro: tutto, purché si rivenda. La miliziana Anja sta per iniziare una nuova vita, chiudendo finalmente con il lavoro di macelleria e la vita negli slums per trasferirsi dietro una confortevole scrivania. Ma il giorno prima del grande cambio, Anja accetta un ultimo incarico da free-lance: dovrà fare da scorta a un fotografo idealista che intende addentrarsi giù, nei settori più infami della città, per documentare la vita dei Randagi e lo smercio turpe e ormai normale dei corpi di scarto. E proprio nel Settore H si sono perse le tracce di una misteriosa ragazza, scomparsa dalla sua vita dorata, che in molti stanno cercando…
Il premio Kipple Domenico Mortellaro ci getta in una storia viscida e dura, tra il romanzo criminale e l’ecoapocalisse, che riscrive il cyberpunk aggiungendo la carne al ferro e il favela inferno all’exploitation sparatutto.

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Ri orientarsi: alla ricerca del nostro baricentro interiore

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Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

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ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

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La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

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