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Cesare il conquistatore | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione alla seconda puntata della saga di Franco Forte incentrata su Giulio Cesare, Cesare il conquistatore.

Dopo Cesare l’immortale, Mondadori 2016, ecco il seguito. L’eroe romano non è morto nella congiura delle Idi di marzo. Insieme a Bruto ha messo in scena il finto assassinio e, a capo di un manipolo di soldati ottimamente addestrati, la Legio Caesaris, si è portato nella mitica isola di Thule per combattere contro le creature che conoscono il segreto della vita eterna e strapparglielo. Ma è stato sconfitto insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri soldati.

Da qui ha inizio il secondo volume. Per conquistare la vita eterna occorre un’altra terribile impresa: la discesa nell’Averno per poi gettarsi nelle acque del fiume Stige che rendono immortali. Ma lo Stige non è altro che il nome antico del Nilo. Dunque il prossimo traguardo, una spedizione con l’aiuto della regina Cleopatra per risalire lungo il grande fiume fino alla sorgente e raggiungere il luogo segreto in cui è custodita la barca Mesektet di Cheope, partendo da Alessandria d’Egitto nel 30 a.C. Spedizione oltremodo dura e difficile, anche per l’età del dittatore ormai settantenne insieme agli altri compagni di viaggio segnati anch’essi dal Tempo. Vedi, per esempio, lo stesso Cicerone attaccato alla bottiglia e che fatica ad orinare, mentre Cleopatra mantiene ancora  intatto il suo sorprendente fascino e la sua sorprendente sensualità.

La forza di una linea narrativa del genere, abbinata al Fantastico, rende la strada italiana alla ricerca di una nuova linfa vitale espressiva come davvero unica, nessun altro al mondo può farlo se non gli autori italiani, non con questa capacità descrittiva che deriva da un contatto quotidiano con l’antico.. Complimenti a Franco!

Cleopatra VII


Il continuum mi corteggia, mostrando alcune delle mie attuali suggestioni.

Giulio Cesare secondo Franco Forte


Su FantasyMagazine e HorrorMagazine la segnalazione (sul primo link c’è l’intervista) della seconda e forse ultima puntata di Giulio Cesare visto e romanzato da Franco Forte, un viaggio tra la Storia, la Mitologia e l’Ucronia.

Personalmente, noto che sempre più autori, e di calibro sempre più grosso, scelgono di ambientare le loro storie fantastiche o SF nel mondo antico della Classicità romana, cogliendo la possibilità di differenziarsi dai colleghi esteri proprio sfruttando la peculiarità unica della storia di Roma, un Futuro senza un glorioso Passato non può reggersi sulle sue gambe e in Italia, per motivi prettamente storici e perché viviamo in mezzo alle vestigia classiche e non solo, possiamo farlo meglio che altrove.

Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l’intento di esplorare le terre oltre i confini dell’impero per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna.
Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole tornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.
Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell’immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell’avventura, si è risolto in una cocente sconfitta. Ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l’unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell’Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo.
Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l’ingresso all’Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.

* * *

E così, Gaio Giulio Cesare torna a vivere un’avventura a cavallo tra Storia, Mito e leggenda…

È quello che cerco di fare con questa serie di romanzi che ambisce a riunire in un unico contenitore tutte le mie esperienze professionali come scrittore: il fantastico, lo storico e la mitologia. Non è un esercizio semplice, posso garantirlo, ma di certo mi ha fatto divertire moltissimo durante la sua realizzazione.

In questo caso, nel libro “Cesare il conquistatore” che fa seguito al primo, “Cesare l’immortale”, non si parla solo di mitologia greca o romana.

Esatto. Quello che ho cercato di fare è stato unire al patrimonio mitologico dell’antica Grecia e dell’antica Roma, quello altrettanto affascinante e misterioso dell’antico Egitto, scoprendo analogie davvero straordinarie, che mi hanno consentito di “giocare” un po’ con la fantasia e incrociarli per dare al mio protagonista, Giulio Cesare, una nuova meta di grande fascino verso cui dirigersi, nella sua ossessiva ricerca del segreto dell’immortalità.

Complessità del nuovo


Infine
i segni sulla pelle evaporano e rimangono soltanto ombre di un atomico strano
che non si ricorda di essere esistito e non sa di essere altro.

Lasciami ricercare le nuove sensazioni
sanno di antico, mi ricordano ciò che ero e sono
nella conquista delle Gallie fino alla complessità del nuovo.

Cesare l’immortale, la storia fantastica di Franco Forte | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della nuova uscita editoriale di Franco Forte, che segue un po’ il solco che amo percorrere da anni e che ha visto come mio compagno recente di merende anche Davide Del Popolo Riolo: la storia Classica dell’Italia, di Roma. Tema del nuovo romanzo di Franco è la Roma di Cesare, il titolo è per l’appunto Cesare l’immortale.

E se Giulio Cesare non fosse morto, durante la congiura delle Idi di marzo? Se avesse finto di essere stato ucciso da ventitré pugnalate ma in realtà si fosse trattato di una messinscena? Se il dittatore di Roma non avesse voluto altro che sottrarsi agli impegni assillanti di governo e agli intrighi di palazzo, per tornare a combattere al comando delle sue legioni? Portando con sé gli stessi uomini che sono passati alla storia come i suoi assassini, come Bruto e Cassio, e figure di grande rilievo come Crasso, Lucullo e lo stesso Cicerone, che nonostante lo avesse sempre osteggiato non poteva fare a meno di ammirarlo? Se fosse stato tutto preparato ad arte per dare la possibilità a Cesare di sparire da Roma e mettersi al comando di una legione addestrata in segreto da altri suoi uomini fidati, come il possente Spartaco, il cui corpo alla morte non fu in realtà mai ritrovato? Se tutto questo fosse vero e la Legio Caesaris esistesse da qualche parte, pronta a raggiungere i confini del mondo per scoprire nuovi territori e combattere contro le popolazioni barbare che vi abitano, alla ricerca del segreto più ambito della storia umana, ovvero la vita eterna? Un segreto su cui Cesare ha sempre voluto mettere le mani? Questa è la saga della “Legione ai confini del mondo”. La saga che fa rivivere le gesta del grande Giulio Cesare stratega e combattente…

Il primo romanzo della serie parte proprio dall’uccisione di Giulio Cesare nella Curia, per farci vedere la sua “rinascita” in un luogo segreto, la riunificazione con Crasso, Spartaco e gli altri della Legio Caesaris, e l’organizzazione della prima spedizione militare ai confini del mondo, nelle terre e nei mari ghiacciati oltre la Britannia del nord. Prima di partire, però, Cesare capisce che ha bisogno di dare più equilibrio alla sua squadra, e si presenta da Cicerone, pronto a ucciderlo se il vecchio retore dovesse rifiutare la sua proposta di unirsi a loro. Ma Cicerone accetta, e la Legio Caesaris adesso finalmente è pronta. Cesare può portarla ai confini del mondo, a scoprire nuovi territori e nuove genti, a combattere per dominare il mondo sconosciuto oltre i confini dell’impero romano, senza mai dimenticare il suo obiettivo primario: scoprire il segreto dell’immortalità, che si tramanda nelle leggende e che lui è convinto sia un dono che gli dei faranno all’uomo che avrà la forza e il coraggio di affrontare sfide impossibili, combattendo contro le creature mitiche e terribili che popolano le terre e i mari ancora inesplorati del mondo. Un uomo come lui.

In questo contesto, su FantasyMagazine è uscita anche una bella intervista a Franco.

Giampietro Stocco recensisce Lithica e Non ci sono dei oltre il tempo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Giampietro Stocco, sul suo blog, regala a Kipple un paio di recensioni degli ultimi due Premi Kipple; parliamo di Lithica e di Non ci sono dei oltre il tempo, rispettivamente di Alessio Brugnoli e di Davide Del Popolo Riolo.

Ecco un estratto per Lithica:

Lithica, di Alessio Brugnoli, premio Kipple nel 2014 è un seguito sui generis di quel Canto Oscuro che tanto mi piacque. Visto attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, è un viaggio avventuroso fra velivoli steampunk, un’Europa alternativa fatta di nobili, avventure e quegli echi romani e papalini che tanto piacciono all’autore. Romanzo fatto di dettagli, angoli, panorami, citazioni e vedute, con due fortissime ispirazioni: Lovecraft – e anche un po’ di Poe – per l’impianto generale – senza trascurare un po’ di Segno del Comando – e Stephenson per la cura certosina dei particolari.

Tuttavia, proprio come Stephenson spesso si perde dietro al proprio complesso filo di pensiero, così fa Alessio, che si strugge dietro una gemma e poi dietro l’altra, e in questo modo si perde per strada anche il lettore. Francamente con una certa fatica sono riuscito ad arrivare a destino e a ricollegare tutti gli elementi di una trama per apprezzare la quale dovrò sicuramente rileggere tutto.

Ed ecco un estratto per Non ci sono dei oltre il tempo:

Davide dà del tu ai suoi protagonisti storici più famosi: Catone, Cicerone, Marco Antonio, Cleopatra, e soprattutto Giulio Cesare; quel Cesare che in De Bello Alieno fu il padre della svolta “steam” per le future insegne imperiali, e che qui invece è una creatura artificiale, manipolata da potenze oscure che guerreggiano tra loro per controllare il Tempo. Come tuttavia già in De Bello Alieno la parte meno soddisfacente del romanzo è secondo me proprio quella fantascientifica: lì i tripodi alla maniera di Wells che attaccano una Roma di cui sono gelosi. Ma perché mai gelosi, mi chiesi all’epoca, visto che era come per un essere umano ingelosirsi di un formicaio. Vero è che i bambini i formicai spesso li distruggono, ma questa è un’altra storia; tornando a quelle di Davide, in Non ci sono dei oltre il Tempo la parte meno convincente è questo sodalizio rissoso di entità che controllano il corso degli eventi e che lo influenzano. Già visto e già sentito anche questo, anche qui con una guerra tra armi fantascientifiche e armi magiche che alla fine risulta un po’ forzata.

Ma se questa parte un po’ delude, ciò che mi è piaciuto è l’ambientazione. Davide del Popolo Riolo è un grande conoscitore della Roma repubblicana e la sua Urbe puzzolente è così viva e materica che ci si possono mettere le mani dentro, senza meravigliarsi poi di sporcarsele e doversele lavare con la farina, alla maniera di chi il sapone ancora non lo conosceva.

Ringraziamo Giampietro per aver recensito i nostri due (su tre) Premi Kipple, confidiamo che anche voi diciate presto la vostra, con l’arguzia e conoscenze che vi competono. KeepTalking!

Davide Del Popolo Riolo vince il Premio Kipple 2015 | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è felice di annunciare il vincitore del Premio Kipple 2015: Davide Del Popolo Riolo, autore dello splendido romanzo Non ci sono dei oltre il tempo.

L’autore affronta, con la sua insuperabile passione e perizia storica, un momento cruciale della storia di Roma: l’uccisione di Giulio Cesare. Lo fa a modo suo, naturalmente, e il suo è un viatico stupendo per dimostrare ancora una volta che la Storia può essere un ottimo spunto per scrivere SF di qualità, geniale; la via originale italiana della Fantascienza passa forse per la sua gloriosa Storia antica?

Sandalpunk | ilcantooscuro


Replica di Alessio “Galessio” Brugnoli sul suo blog per il clamore suscitato dal romanzo sandalpunk De Bello alieno, di Davide Del Popolo Riolo, vincitore del Premio Odissea per la Delos Books, tema già trattato da me qui e qui. Ecco uno stralcio delle sue valutazioni che non posso non condividere, ma che sottolineano la verve suscitata da questo romanzo che, quantomeno, scuote l’italico torpore.

Se nello steampunk il punto di partenza è di solito la realizzazione della macchina analitica, nel sandalpunk è invece l’eolipila di Erone, l’antenata della nostra turbina a vapore.

Il problema è perché l’equites dell’epoca avrebbe dovuto investire in un’impresa del genere i suoi sesterzi: affinché la turbina a vapore possa essere competitiva, bisogna ipotizzare una produzione industriale standardizzabile, in cui vi è necessità di produzione di massa, in cui il capitale umano da un valore aggiunto trascurabile e in cui vi sia richiesta di mercato.

Condizioni difficili da trovare nell’antica Roma: le uniche possibilità sono nella produzione tessile, magari per l’esercito, o la produzione delle anfore, in cui è possibile anche ipotizzare un ciclo di produzione integrato…

Quindi in questa Roma ipotetica, il promotore della rivoluzione industriale romana, potrebbe essere un ricco liberto della famiglia senatoriale dei Laecanii e magari le prime fabbriche potrebbero essere localizzate nell’Istria e nella Dalmazia.

De bello mirabile | ucronicamente


Su Ucronicamente, il blog di Giampietro Stocco, un post_recensione di Francesco Troccoli per quanto riguarda la pubblicazione – citata già qui De bello mirabile, di Davide Del Popolo Riolo, vincitore del Premio Odissea di quest’anno e perciò pubblicato dalla Delos Books.

Il parere di Troccoli è diviso tra l’apprezzamento e una pacata delusione, per i motivi che vi spiega lui stesso nel post; io vi incollo qui sotto solo una parte della critica. Comunque, è un libro che secondo me val la pena leggere.

Lo dico subito a scanso di equivoci: questo romanzo mi è piaciuto. E mi è piaciuto perché è sfrontato, rompe coi generi come un mattone infrange una vetrina, anche se ovviamente si inserisce a pieno diritto nel novero dei romanzi di genere. Un fantasy, per la precisione. Un fantasy molto particolare, va detto, che corre su più binari, e non solo perché ci sono le locomotive.  Questa deve essere la spiegazione del suo successo al prestigioso premio Odissea. Steampunk ma non solo, o comunque non proprio, fantascientifico per ispirazione, e comunque non fino in fondo, ucronico per aspirazione, anche se dell’ucronia calpesta le regole fondamentali.

De Bello Alieno: arriva lo steampunk dell’antica Roma ∂ Fantascienza.com


Bella segnalazione su Fantascienza.com, relativamente al vincitore del Premio Odissea di quest’anno. Parliamo di Davide Del Popolo Riolo, che con il suo De Bello Alieno scrive delle memorabili pagine steampunk legate a Roma. Ma non alla maniera del Canto Oscuro, di Alessio “Galessio” Brugnoli, che vinse il Premio Kipple un paio di anni fa, bensì la Roma fine repubblicana inizio imperiale, quella di Giulio Cesare. Un estratto dall’articolo:

Cosa sarebbe stata Roma se Giulio Cesare avesse messo il suo genio al servizio della tecnologia anziché della guerra? La Roma del primo secolo avanti Cristo immaginata da Davide Del Popolo Riolo è una potenza senza eguali nella sua epoca. I suoi eserciti viaggiano carri a motore, affrontano i nemici con armi da fuoco. E questo soprattutto grazie a Giulio Cesare, che avendo dovuto abbandonare la carriera politica e militare, si è dedicato alla scienza, alla tecnologia, all’industria. E ora non solo ha reso Roma una potenza ancora più formidabile che non se fosse sceso in campo in prima persona con le armi, ma si è anche conquistato un ruolo di influenza nella sua politica al quale solo pochi, come Catone, continuano a opporsi. Ma il successo della Roma tecnologica dà fastidio anche a qualcun altro; al di là del cielo e dello spazio, un’antica razza sta preparando i suoi tripodi da guerra. Un romanzo entusiasmante, ricco di riferimenti storici reali, scritto in modo originale.

Mareducata

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